La guerra in Iran colpisce pure Ferrari: il Cavallino, infatti, ha
temporaneamente interrotto le consegne nell’area mediorientale coinvolta dal
conflitto. “Stiamo monitorando da vicino gli sviluppi in Medio Oriente e le
potenziali implicazioni per il nostro business“, dicono da Maranello. Non si
tratta di uno stop totale, comunque, quanto di un marcato rallentamento: “A
questo stadio, abbiamo temporaneamente sospeso le consegne nell’area, gestendo
al contempo alcune consegne tramite aereo”, dice un portavoce dell’azienda.
Giova ricordare che il Medio Oriente è un mercato strategico per la Rossa (e per
i costruttori di auto di lusso in generale). Nel 2025 Ferrari ha consegnato
circa 600 unità nella regione in questione, pari al 4,6% delle consegne. La
frenata sulle consegne ha comportato una cessione del titolo, che ha perso
terreno a Piazza Affari subito dopo l’annuncio, in una giornata caratterizzata
dalle Borse europee in negativo in scia a quelle asiatiche a causa
dell’impennata dei prezzi dell’energia e del blocco delle rotte commerciali.
Anche Volkswagen e Maserati hanno congelato l’invio di veicoli in Medio Oriente,
mentre Bentley afferma che la domanda sia calata con l’inizio delle ostilità.
“Al momento non abbiamo ripercussioni sul fronte della produzione; ma di sicuro,
in Medio Oriente le persone hanno ben altro a cui pensare che cercare una nuova
Bentley in questo momento”, fanno sapere dalla casa inglese. Del resto, l’indice
S&P global luxury, cartina al tornasole del mercato del lusso, “parla chiaro”:
ha accusato un crollo del 13% dal 28 febbraio a oggi.
L'articolo Ferrari prudente sul Medio Oriente, consegne rallentate ma non ferme
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Ferrari
La vittoria di Kimi Antonelli al Gp della Cina “mi ha emozionato, è un ragazzo
di 19 anni in continuo miglioramento. Aveva avuto problemi nelle partenze,
eppure non si è perso d’animo: è andato in testa e ha condotto senza incertezze,
rischiando solo alla fine“. A parlare è Luca di Montezemolo – ex presidente
della Ferrari – al Corriere della Sera. Il tema ovviamente è quello della prima
vittoria in Formula 1 per Andrea Kimi Antonelli, pilota italiano che corre su
Mercedes e che in Cina ha riportato l’Italia sul gradino più alto del podio dopo
20 anni dall’ultima volta, da quel marzo 2006 in cui vinse Giancarlo Fisichella.
“Antonelli ha dimostrato maturità e freddezza, non tipiche di un italiano e
soprattutto non di uno della sua età. Ha i piedi per terra, spero resti sempre
così, le premesse ci sono tutte. Però mi ha dato un po’ ‘fastidio’ vederlo su
una Mercedes“, ha spiegato Montezemolo, che poi ha precisato: “Avrei preferito
vederlo in Ferrari. Ma prendere uno come Antonelli e metterlo subito su una
Rossa avrebbe voluto dire distruggerlo. Massa lo parcheggiammo alla Sauber a
fare esperienza”, ha dichiarato l’ex presidente ferrarista.
Poi anche un consiglio al giovanissimo pilota bolognese: “L’ho incontrato l’anno
scorso in Bahrain, conoscevo il papà di nome per vie delle attività nelle corse.
L’ho chiamato per congratularmi. Un ragazzo carino e timido. Ha la fortuna di
avere una famiglia solida, conosce i valori. Gli suggerirei di continuare a
migliorare, perché, con tutto il rispetto, è stato perfetto su una macchina
nettamente superiore“. Montezemolo ha poi concluso: “Ne ho visti diversi di
piloti che si credevano fenomeni dopo pochi Gp. Ma Kimi è diverso e la Mercedes
ha fatto un ottimo lavoro: l’anno scorso ha debuttato in F1 su una monoposto non
vincente, senza la pressione di adesso”.
L'articolo “Mi ha dato un po’ fastidio vederlo su una Mercedes, ma metterlo
subito in Ferrari avrebbe voluto dire distruggerlo”: Montezemolo su Kimi
Antonelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Andrea Kimi Antonelli è il pilota del momento: a 19 anni ha conquistato pole e
vittoria nel Gp di Cina, secondo appuntamento del campionato di Formula 1 2026.
Il primo italiano a tornare sul gradino più alto del podio dal 2006, quando non
era ancora nato. Il mondo dei motori aspettava un talento del genere da decenni:
Antonelli, con questa Mercedes, può già pensare di lottare per il Mondiale. E il
team manager Toto Wolff se lo coccola: è stato lui a dare fiducia al giovante
astro nascente italiano, mentre la Ferrari sceglieva di prendergli Lewis
Hamilton. Ma la scelta di Kimi Antonelli di andare a Mercedes nasce molto tempo
prima, quando aveva appena 8 anni, come racconta Giovanni Minardi in
un’intervista alla Gazzetta dello Sport.
Il manager, figlio di Gian Carlo Minardi, è stata tra i primi a scoprire il
talento di Antonelli. La folgorazione avvenne sulla pista di Sarno durante il
Kart Summer Camp 2014. Minardi vide questo bambino di 8 anni salire su un kart e
percorrere un tracciato mai visto: “Dopo due giri aveva già fatto il record
della pista“. L’esperienza lo ha portato subito a cogliere “un talento naturale”
per sensibilità e stile di guida: “Io gestisco da molti anni la Minardi
Management e quando vedi tanti ragazzi sei abituato a riconoscere subito quando
qualcuno ha qualcosa in più. Lui però era proprio di un’altra categoria, è una
sensazione impossibile da spiegare”.
Minardi si convinse subito che quel bambino sarebbe arrivato fino alla Formula 1
e quindi insieme al padre Marco Antonelli cominciò a cercare un’Academy per
farlo crescere: “Per proseguire nelle monoposto servono disponibilità economiche
molto importanti e garanzie sul futuro, al giorno d’oggi entrare nell’Academy di
un team è fondamentale”. Ecco quindi la sliding doors della scelta tra Ferrari e
Mercedes. Minardi e Antonelli parlarono con entrambe le scuderie, poi la scelta:
“Bisognava muoversi bene e scegliere chi poteva dare le garanzie maggiori. Per
Ferrari Kimi era ancora troppo piccolo, invece Mercedes poteva dare garanzie
migliori su una prospettiva futura”.
Antonelli quindi non è stato scartato da Maranello, ma semplicemente in quel
momento la Mercedes pareva una soluzione migliore e ha deciso di investire su di
lui: “Toto Wolff restò colpito da come parlassi di questo ragazzo e mandò una
persona fidata di Mercedes a vederlo in pista ad Adria. Quel giorno Kimi fece
una gara strepitosa, e da lì molte altre”, racconta ancora Minardi. “Toto venne
a vederlo più avanti, quando i suoi gli dissero che effettivamente valeva la
pena dargli un’occhiata, e il resto è storia: entrò nell’Academy Mercedes nel
2019, quando ancora correva sui kart”. Sette anni dopo, è già in lotta per il
Mondiale di Formula 1.
L'articolo “Aveva 8 anni, dopo due giri fece il record della pista. Per Ferrari
era ancora troppo piccolo”: così Kimi Antonelli ha scelto la Mercedes proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Un primo podio con la Ferrari inseguito e finalmente raggiunto, un po’ messo in
ombra dalla storica impresa dell’italiano Kimi Antonelli. Lewis Hamilton
conquista il terzo posto nel gran premio di Cina e torna sul podio in quello che
per lui è quasi un Gp di casa. È il decimo podio nel circuito cinese, nessuno
come lui. Una battaglia bellissima da vedere e spettacolare con il compagno di
squadra Charles Leclerc, fatta di sorpassi e controsorpassi che hanno regalato
emozioni. La Mercedes a oggi sembra decisamente davanti a tutte, ma le Ferrari
sono subito dietro.
Il pilota britannico aveva lasciato la Mercedes per abbracciare il progetto
Ferrari, ma il primo anno con la scuderia di Maranello era stato però deludente:
scarsi risultati, mai davvero competitivo e nessun podio conquistato. La prima
volta in maglia rossa, seppur sul gradino più basso del podio, giunge in una
giornata speciale: quella della vittoria di Kimi Antonelli, il pilota italiano
19enne in cui Toto Wolff aveva rivisto il sostituto perfetto del britannico.
In un mondiale che, almeno nelle prime due gare, è dominato dalla Mercedes,
Lewis Hamilton si è preso la sua personale rivincita battendo il proprio
compagno di scuderia Charles Leclerc. La lotta tra i due è stato il reale
spettacolo della gara: sorpassi, controsorpassi, traiettorie ai limiti, ma
sempre con una correttezza assoluta, fattore fondamentale per i futuri equilibri
della scuderia. Leclerc ha infine chiuso quarto alle spalle del compagno, a
causa di un bloccaggio durante le ultime battute della gara, che ha permesso
l’ultimo decisivo sorpasso al pilota britannico.
In collegamento radio con il team, subito dopo aver tagliato il traguardo,
Hamilton non si è lasciato a grandi esultanze, ma ha usato parole ben precise
per spiegare le aspettative per il resto della stagione: “Crediamoci, dobbiamo
continuare a spingere. Forza Ferrari”.
Poi in conferenza stampa ha dichiarato: “Innanzitutto congratulazioni a Kimi
Antonelli. Per me è un onore condividere questo momento con te. Lui si è preso
il mio sedile in un grande team, congratulazioni alla Mercedes. Al momento sono
fortissimi, abbiamo tanto lavoro da fare per raggiungerli. Però sono davvero
contento, sono partito bene ed ho provato a tenere i piloti Mercedes dietro.
Solo per la battaglia è stata una delle gare più piacevoli che ho vissuto”.
Il focus si è poi spostato sulla battaglia con il compagno di squadra: “Anche la
battaglia con Charles (Leclerc, ndr) è stata dura, ma corretta e molto
divertente. Dobbiamo continuare a spingere. Ci siamo anche toccati ma il
contatto è stato leggero. Questa è la natura delle corse, bisogna lottare. Devo
fare un ringraziamento a tutti gli uomini di Maranello. Non siamo nella
posizione che vorremmo ma abbiamo una grande base su cui lavorare”. Le Mercedes
sembrano al momento irraggiungibili, ma le Ferrari sono subito dietro con una
monoposto tornata competitiva dopo le delusioni degli ultimi anni.
L'articolo Hamilton chiude terzo il Gp di Cina: è il primo podio in Ferrari. Poi
festeggia nel team radio: “Forza, un lavoro fantastico” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Storica vittoria di Kimi Antonelli nel gran premio della Cina di Formula 1. Sul
circuito di Shanghai il 19enne della Mercedes ha preceduto sul traguardo il
compagno di squadra George Russell e le due Ferrari di Lewis Hamilton e Charles
Leclerc. Per Antonelli è la prima vittoria in carriera in Formula 1: il giovane
bolognese è anche il primo pilota italiano a vincere un gran premio dal 2006,
quando Giancarlo Fisichella trionfò in Malesia alla guida di una Renault.
Partito dalla pole position (il più giovane della storia a conquistarla),
Antonelli ha condotto la gara dall’inizio alla fine: qualche brivido solo nel
finale per una curva presa lunga, senza conseguenze visto il vantaggio nel
frattempo accumulato su Russell. Le due Ferrari si confermano competitive, ma
ancora non abbastanza per evitare la seconda doppietta consecutiva della
Mercedes: spettacolare la lotta tra le rosse di Leclerc ed Hamilton quasi fino
al termine della corsa. Ad avere la meglio il pilota inglese, che conquista così
il suo primo podio con la scuderia di Maranello.
L'articolo Kimi Antonelli trionfa in Cina: il pilota Mercedes è il primo
italiano a vincere un gran premio dal 2006 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Se qualcuno sperava di avere una sorpresa è rimasto deluso. L’antipasto del Gran
premio di Cina 2026 ha dimostrato il dominio della Mercedes all’alba di questa
nuova era della Formula 1. Anche sul circuito di Shanghai, seppur diverso dal
tracciato di Melbourne, le Frecce d’argento sembrano non avere rivali. Questo
almeno hanno raccontato le qualifiche per la gara Sprint, disputate nella
mattinata italiana di venerdì. Pole di George Russell, che ha rifilato quasi tre
decimi al compagno di squadra Kimi Antonelli. L’impressione è che l’inglese
possa puntare all’en plein in Cina: doppia pole e doppia vittoria tra Sprint e
gran premio.
Orari F1, Gp Cina | Dove vedere in tv e streaming
Gli altri infatti sul giro secco sono tutti distanti più di mezzo secondo. La
terza posizione in griglia l’ha conquistata il campione del mondo in carica,
Lando Norris, su una McLaren parzialmente ritrovata dopo il disastro
australiano. Oscar Piastri infatti è quinto. In mezzo c’è Lewis Hamilton, che
questa volta batte Charles Leclerc nel duello interno alla Ferrari. Il monegasco
è sesto, davanti a un sorprendente Pierre Gasly sull’Alpine. Si deve
accontentare invece dell’ottavo posizione Max Verstappen, ancora in difficoltà
con la sua Red Bull.
La gara Sprint, sulla distanza dei 100 km, è in programma alle ore 4 della
mattinata italiana di sabato 14 marzo. I punti vengono assegnati ai primi 8
classificati in questo modo: al primo 8 punti, al secondo 7, al terzo 6 e così
via fino al punticino attribuito all’ottavo classificata. Molti team useranno la
gara breve come un’ulteriore sessione di prove per affinare il set up in vista
del Gp. Dopo la Sprint, alle ore 8 italiane, ci saranno le qualifiche vere e
proprie.
LA GRIGLIA DI PARTENZA DELLA GARA SPRINT DEL GP DI CINA 2026
1. George Russell (Mercedes-AMG Petronas F1 Team)
2. Kimi Antonelli (Mercedes-AMG Petronas F1 Team)
3. Lando Norris (McLaren Mastercard F1 Team)
4. Lewis Hamilton (Scuderia Ferrari HP)
5. Oscar Piastri (McLaren Mastercard F1 Team)
6. Charles Leclerc (Scuderia Ferrari HP)
7. Pierre Gasly (BWT Alpine F1 Team)
8. Max Verstappen (Oracle Red Bull Racing)
9. Oliver Bearman (TGR Haas F1 Team)
10. Isack Hadjar (Oracle Red Bull Racing)
11. Nico Hulkenberg (Audi Revolut F1 Team)
12. Esteban Ocon (TGR Haas F1 Team)
13. Liam Lawson (Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team)
14. Gabriel Bortoleto (Audi Revolut F1 Team)
15. Arvid Lindblad (Visa Cash App Racing Bulls Formula One Team)
16. Franco Colapinto (BWT Alpine F1 Team)
17. Carlos Sainz (Atlassian Williams F1 Team)
18. Alexander Albon (Atlassian Williams F1 Team)
19. Fernando Alonso (Aston Martin Aramco F1 Team)
20. Lance Stroll (Aston Martin Aramco F1 Team)
21. Valtteri Bottas (Cadillac Formula 1 Team)
22. Sergio Perez (Cadillac Formula 1 Team)
L'articolo F1, Gp Cina: le Mercedes volano in qualifica, Hamilton meglio di
Leclerc | La griglia di partenza della gara Sprint proviene da Il Fatto
Quotidiano.
È già il momento del secondo gran premio della stagione di Formula 1. Dopo il
debutto della nuova era delle monoposto al 50% in ibride in Australia, dove si è
assistito al dominio Mercedes, ora si vola a Shanghai per il Gp di Cina 2026.
George Russell, vincitore a Melbourne, punzecchia la Ferrari, che al momento
pare la seconda forza in griglia: il circuito cinese darà già qualche risposta
sulla distanza tra Maranello e le Frecce d’Argento. Nel frattempo arriveranno
nuove risposte anche sui dubbi che aleggiano intorno a questa nuova Formula 1,
tra aumento di sorpassi e un effetto simile a Mario Kart.
In Cina, a scompigliare ancor di più le carte, c’è perfino la gara Sprint.
Significa soprattutto meno tempo per i team per sistemare l’assetto e trovare la
quadra in vista del gran premio. Considerando il lavoro di sviluppo e
comprensione che si sta svolgendo attorno alle neonate monoposte, potrebbero
esserci grosse sorprese. Un anno fa, la Sprint in Cina fu vinta da Lewis
Hamilton: per ora resta l’unico acuto dell’inglese in Ferrari. Chissà che
proprio Shanghai possa diventare l’inizio di una nuova storia di Hamilton in
rosso.
F1, GP CINA: DOVE VEDERE IN DIRETTA TV E STREAMING
Dove vedere tutti gli appuntamenti del Gp di Cina sul circuito di Shanghai?
Dalle libere alla gara, tutto è visibile in diretta per gli abbonati a Sky, sui
canali Sky Sport Uno (201), Sky Sport F1 (207), Sky Sport 4K (213) e in
streaming su Sky Go. Il tutto è visibile anche per gli abbonati alla piattaforma
streaming Now. Il Gran Premio di Cina inoltre è disponibile anche in chiaro su
TV8 (e in streaming su Tv8.it): in diretta tv gratis sono visibili le qualifiche
Sprint del venerdì, la gara Sprint e le qualifiche del sabato. La gara della
domenica invece è visibile solo in differita.
Venerdì 13 marzo
Prove libere 1 ore 4.30-5.30: diretta TV su Sky Sport F1 e Now
Qualifiche Sprint ore 8.30-9.15: diretta TV su Sky Sport F1 e Now, anche in
chiaro su TV8
Sabato 14 marzo 2026
Gara Sprint ore 4: diretta TV su Sky Sport F1 e Now, anche in chiaro su TV8
Qualifiche ore 8-9: diretta TV su Sky Sport F1 e Now, anche in chiaro su TV8
Domenica 15 marzo 2026
Gara ore 8: diretta TV su Sky Sport F1 e Now
F1, GP CINA: DOVE VEDERE LE REPLICHE IN DIFFERITA
Le qualifiche e la sprint del sabato, così come la gara sul circuito di Shanghai
in Cina, si possono vedere anche in differita gratis in chiaro su TV8 (canale 8
del digitale terrestre) e in streaming sul sito tv8.it. La replica delle
qualifiche al sabato comincia alle ore 12.15, mentre alle 14 viene riproposta la
gara sprint. Domenica la gara in replica su TV8 scatta alle ore 14.
Sabato 14 marzo
Qualifiche ore 12.5: su TV8 e in streaming su tv8.it
Gara Sprint ore 14: su TV8 e in streaming su tv8.it
Domenica 15 marzo
Gara ore 14: su TV8 e in streaming su tv8.it
L'articolo Orari F1, Gp Cina: la Ferrari a caccia di conferme e la prima sprint
dell’anno | Dove vedere in tv e streaming (Sky, Now, TV8) proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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Ferrari ha aperto gli ordini della nuova Amalfi Spider, la versione
decappottabile della due posti più due (per i bambini) della Gran Turismo a
tetto spiovente da 4,66 metri di lunghezza. Il prezzo del sogno con lo scudo del
Cavallino Rampante è di 270.000 euro, 20.000 in più rispetto al modello dal
quale deriva: “È il riferimento dello stile di vita sportivo Ferrari in
configurazione open-air – chiarisce il costruttore – Una sinergia perfetta tra
prestazioni, eleganza, divertimento, facilità di guida e versatilità. Con il
tetto aperto, il contatto diretto con la strada e le emozioni della guida
all’aria aperta diventano parte integrante dell’esperienza, senza compromettere
fruibilità e comfort quotidiano”.
La grande differenza è nel tetto retrattile, offerto sia in tessuto sartoriale
(quattro tinte) sia tecnico (due colori, incluso il nuovo Tecnico Ottanio), che
si apre in 13,5 secondi fino a 60 km/h. È una soluzione che rende ancora più
versatile il bolide, tra l’altro a listino anche nella suggestiva carrozzeria
rosso Tramonto. Il soft top porta via poco spazio (appena 22 centimetri di
spessore quando è ripiegato) lasciando spazio ai bagagli: tra i 172 e 225 litri
di capienza. La capote è naturalmente isolata, dal punto di vista acustico e
termico, tanto viene promessa con prestazioni “allineate a quelle di un tetto
rigido retrattile (RHT) Ferrari”.
Al posteriore, la spider di Maranello monta un alettone mobile attivo integrato
nella coda: le tre configurazioni migliorano le prestazioni e quella ad alta
deportanza genera fino a 110 kg di carico in più a 250 km/h. Poi ci sono
l’impianto frenante a segnali elettronici (break by wire) che Ferrari assicura
essere in grado di “migliorare sensibilmente l’efficienza della frenata, ridurre
la corsa del pedale e incrementare la modulabilità, anche nelle situazioni in
cui interviene l’ABS”, la cui versione Evo è stata adeguata per “garantire
prestazioni ottimali su tutte le superfici e in tutte le modalità del
manettino”. Le sue cinque impostazioni consentono a chi sta al volante di
scegliere fra Wet, Comfort, Sport, Race e ESC-Off. Implementato rispetto a
quello impiegato sulla 296 GTB, la Amalfi Spider ha anche il sistema di stima
del grip basato sull’EPS (Electric Power Steering) la cui velocità di
apprendimento è superiore del 10% ed è “più accurata anche su superfici a
bassissima aderenza”.
L’elegante abitacolo propone tre schermi di diverse dimensioni: dai 15.6” del
quadro strumenti dedicato al conducente, ai 10.25” di quello centrale per
accedere ai comandi principali, fino agli 8.8” di quello per il passeggero, che
si può “intrattenere” scorrendo parametri come le forze G o il regime motore.
L’unità della famiglia F154 collocata in posizione centrale-anteriore è il V8
biturbo da 3.9 litri da 640 Cv e 760 Nm. Le prestazioni sono sovrapponibili a
quelle della Amalfi, a cominciare dalla velocità di punta, che è di 320 km/h,
per proseguire con lo spunto da 0 a 100 orari, che avviene in 3,3”. Con il
petrolio alle stelle possono cominciare a suscitare qualche preoccupazione anche
le percorrenze, peraltro non ancora omologate, che sono attorno ai 9 chilometri
per litro: il serbatoio ne tiene 80. Bocche cucitissime, ovviamente, circa i
potenziali volumi, ma con la Amalfi Spider 2+ Ferrari corteggia nuovi clienti
con un obiettivo molto semplice “venderne una in meno rispetto alla domanda”.
Naturalmente.
L'articolo Sotto il cielo di Amalfi, la nuova Spider firmata Ferrari che
trasforma il viaggio in sogno – FOTO e VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ferrari e Mercedes sono arrivate corpo a corpo in pista già nella prima gara. Ma
si sono scontrate ancora di più a parole. L’eco lunga delle dichiarazioni
australiane anima già il weekend cinese. George Russell sa di essere in una
posizione predominante e nel giovedì di parole non ha perso tempo per stuzzicare
di nuovo i rivali, accompagnando le parole con il sorriso beffardo di chi è
davanti: “Non penso fossimo così più veloci di Ferrari domenica, se avessero
fatto una strategia diversa con la Virtual Safety Car magari avrebbero vinto
loro”. Frase standard inserita in ogni risposta al TV Pen delle interviste,
anche quando non ce n’era bisogno, con la domanda che puntava su altro.
Certo, chiaramente gli hanno chiesto del volo condiviso con Lewis Hamilton da
Melbourne a Shanghai, diventato celebre dopo la stoccata in conferenza stampa:
“Pensasse alla sua Ferrari e stia zitto – non ha usato giri di parole George -.
Volerò con lui e so già che non farà altro che dire ‘il tuo motore è
incredibile, il rapporto di compressione’ e queste cose qui”. Sul viaggio ha
sorriso e ha sviato dicendo di vedere felice l’ex compagno di squadra per
essersi divertito: “Meritava il podio”. Era abbastanza chiaro come Ferrari fosse
sì migliore rispetto alle qualifiche di sabato, ma non all’altezza del passo
Mercedes per poter vincere la gara. Vero che le strategie hanno il loro peso e
sono spesso il colpo di teatro che scompiglia la sceneggiatura, ma in una
situazione come quella dell’Albert Park avrebbero potuto poco visto che comunque
Russell è andato poi in gestione gomma una volta davanti e ha condotto la sua
Mercedes al traguardo senza troppi patemi.
La polemica, per la verità, l’aveva mossa Hamilton sabato dopo le qualifiche:
“Bisogna capire se è tutto merito di questo rapporto di compressione. Dovesse
dipendere solo da questo e la Fia non facesse nulla sarei molto deluso. La
stagione sarebbe già finita”. Già da mesi si parla di questo aspetto, come se
Mercedes fosse in grado di barare. In Formula 1 è tutta una questione di
muoversi leggiadri nelle zone grigie del regolamento. La Federazione ti dice
cosa fare e non come farlo, solitamente, ed è proprio lì che esce il margine per
il genio degli ingegneri. Premessa: tutte le macchine sono risultate conformi al
regolamento tecnico in Australia. Dal 1° giugno, la Fia effettuerà dei test a
caldo per capire come si comporta il motore Mercedes. La regola dice che il
rapporto di compressione dev’essere 16:1. Ma non specifica in che condizione. Ad
oggi la casa di Stoccarda è dentro ma a freddo. A caldo sembrerebbe salire a 18.
Chiaramente sono state immediate le proteste degli altri team, ma la federazione
si è presa del tempo per studiare bene la materia. Il prossimo incontro tra le
parti sarà già dopo il Gran Premio di Cina per aggiornarsi e valutare cosa va e
cosa no di questo regolamento dopo le prime due uscite.
In Mercedes sono sempre stati bravi a giocare con le parole. Con Ferrari prima,
con Red Bull poi e nuovamente con Ferrari ora. Il team principal Toto Wolff si
esalta quando c’è da stuzzicare e polemizzare e il suo protetto Russell sembra
aver preso le direttive giuste entrando nella contesa, di quello che è,
probabilmente, lo sport più politico che ci sia. Anzi, appena passato il
traguardo a Melbourne, l’inglese ha festeggiato da spaccone nel team radio: “Mi
piace questa macchina! Mi piace questo motore!”. A dir la verità Russell ha
cercato di minare anche il compagno di squadra Kimi Antonelli quando, alla
vigilia del mondiale, non lo ha messo tra i suoi rivali al titolo, correggendosi
parzialmente nel giovedì cinese: “Certo che può lottare”.
Chiaramente i due piloti della Mercedes sono stati praticamente gli unici a non
dire neanche una parola sfavorevole su questa nuova era della Formula 1, sapendo
di avere tra le mani il mezzo migliore. Una strategia che condivide, seppur da
avversario, anche Charles Leclerc, decisamente meno polemico del compagno di
box: “Quando si è in vantaggio si parla molto poco. Anche io farei la stessa
cosa probabilmente se avessi la loro macchina”. Comunque, nella pausa tra la
Cina e il Giappone (domenica 29 marzo), Federazione e team si incontreranno per
cercare di risolvere le prime criticità emerse sul tema power unit.
Nuove regole, metodi vecchi insomma. Perché la battaglia in Formula 1 comincia
molto prima di mettersi il casco e scendere in pista e continua anche molto dopo
aver tagliato il traguardo. Subito una nuova occasione per capire se Mercedes
sia davvero così dominante. Shanghai è un circuito molto diverso da Melbourne,
uno dei più critici per l’energia. In Cina ci sono frenate più decise e il
recupero sarà più importante nelle curve rispetto ai rettilinei e probabilmente
eviteremo di vedere drastici cali di velocità sul dritto come in Australia. E
con un weekend che prevede anche la Sprint, le carte possono mescolarsi più
velocemente.
L'articolo F1, Russell provoca Hamilton: “Pensasse alla sua macchina e stia
zitto”. Lo scontro Mercedes-Ferrari esplode già in Cina proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Era comprensibile e ampiamente pronosticabile che ci sarebbero state due fazioni
nettamente divise sulla Formula 1 2026. Il debutto del nuovo regolamento ha
rispettato le attese e, se possibile, ha segnato un solco di divisione ancora
più netto tra chi ne vorrebbe l’immediata revisione e chi ha dato parere
positivo. Dopo la prima bandiera a scacchi dell’anno a Melbourne, emerge un dato
però: quest’anno in Australia ci sono stati 120 sorpassi, la scorsa stagione
furono 45. Quasi il triplo dodici mesi dopo.
Se nel calcio attuale esiste la scissione tra ‘risultatisti’ e ‘giochisti’, alle
prime luci dell’alba della nuova F1 c’è la contrapposizione tra ‘puristi’ e
‘spettacolisti’. I piloti, sicuramente la voce più autorevole, hanno sensazioni
contrastanti e contraddittorie ma anche molti addetti ai lavori l’hanno
condannato. Sicuramente nelle qualifiche è venuta meno la ricerca ossessiva del
limite che ne è l’essenza a favore di una gestione lucida per mettere insieme un
giro ragionato, una guida più di testa che di pancia. “Non è Formula 1 questa”,
il coro più sentito. La gara è stata, però, uno splendido caos per i primi
venticinque giri. Per chi ricercava lo show, la spettacolarità e soprattutto i
sorpassi, il debutto è stato positivo. Partenza ricca di cambi di posizioni, il
super turbo Ferrari ha proiettato Leclerc in testa, poi il rookie Lindblad
addirittura terzo. E ancora nei primi giri la bagarre tra Russell e Leclerc che
si sorpassavano e controsorpassavano. Buona pace se non sono completamente
chiari il funzionamento e lo svolgimento delle operazioni, il lasciarsi andare
all’adrenalina è esattamente l’emozione perduta che Fia e Formula 1 stavano
ricercando.
Lo scorso anno, con vetture tutte molto vicine nelle prestazioni – normalità
visto l’ultimo anno di ciclo regolamentare – i sorpassi erano quasi impossibili
perché la differenza tra auto era talmente minima che neanche il DRS bastava e
le gomme quasi non degradavano più. Certo, i puristi diranno che le lotte di
Melbourne (e di questa stagione) sono state artificiali perché dipendono
esclusivamente da ricarica e successivo deployment in diversi momenti. Gli
spettacolisti, invece, sono anche disposti a fregarsene pur di vedere l’azione.
La voce più autorevole, in questo dibattito, è naturalmente quella dei piloti.
C’è contrapposizione, chi ha già bocciato, chi si è ricreduto e chi si è già
contraddetto. Verstappen ha ribadito il veto: già nel 2023 parlava di “scenario
terribile” avendo visto i primi dati di simulazione, dicendo che non c’è nulla
di divertente perché non c’è nulla di vero. Bearman dopo aver massacrato la
nuova qualifica ha ammesso che la gara è stata molto divertente. Norris prima
aveva promosso il cambio regolamentare, poi ha cambiato totalmente idea.
Naturalmente chi è già dominante apprezza il tutto e se lo gode come Russell e
Antonelli (e Toto Wolff).
Ma c’è anche chi sottolinea il tema sicurezza. Su questo nessuna divisione è
accettabile ed è giustamente l’aspetto che comanda il gioco. La partenza è stata
movimentata, ma l’errore nel caricamento del turbo e il conseguente scatto a
lumaca rischia di diventare un problema enorme: Colapinto ha dovuto fare una
manovra da prestigiatore per evitare Lawson che praticamente non si è mosso e un
incidente potenzialmente molto pericoloso.
Doveroso precisare come sia in fase di comprensione definitiva anche per la Fia
stessa: ieri prima delle prove libere 3 ha prima tolto e poi reinserito una zona
di utilizzo di aerodinamica attiva. Piloti e team hanno cominciato a comprendere
meglio con cosa devono misurarsi nel 2026 ma la sorpresa è continua. Divertente
come Leclerc (e Verstappen) abbiano paragonato la corsa a Mario Kart: “Sembra di
prendere i funghi che ti danno extra velocita!” parlando della repentina
distribuzione d’energia.
Va ricordato anche che Melbourne è uno dei circuiti più severi sul tema
elettrico e che la ricarica necessaria è maggiore rispetto ad altri. Già in Cina
potrebbero aprirsi nuovi scenari ma lo scontro tra puristi e spettacolisti
continuerà (tutta la stagione).
L'articolo “Puristi” contro “spettacolisti”: il nuovo regolamento in Formula 1
già divide, ma i sorpassi sono quasi triplicati proviene da Il Fatto Quotidiano.