In poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo, rimbalzando dai tabloid
britannici ai siti internazionali di gossip: Lewis Hamilton e Kim Kardashian
sarebbero una coppia. Il condizionale, al momento, resta d’obbligo, ma a
lanciare l’indiscrezione è The Sun, che parla di un weekend trascorso insieme
all’Estelle Manor, esclusivo hotel di lusso nelle Cotswolds, la località inglese
più di tendenza al momento.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, il 41enne pilota della
Ferrari e la 45enne imprenditrice statunitense, fondatrice del marchio Skims e
madre di quattro figli, avrebbero organizzato un soggiorno all’insegna della
massima riservatezza, con una spesa complessiva stimata intorno ai 140mila euro.
La logistica, sempre stando alla ricostruzione del Sun, sarebbe stata
particolarmente articolata: Kim Kardashian avrebbe raggiunto il Regno Unito con
il suo jet privato, accompagnata da due assistenti. Hamilton, invece, sarebbe
arrivato in elicottero, atterrando all’aeroporto di Oxford prima di raggiungere
il resort. Una fonte citata dal tabloid racconta che la sicurezza è stata
gestita con grande attenzione: “I bodyguard sono rimasti nei paraggi ma lontani
dai due. Due di loro presidiavano l’ingresso della stanza per evitare qualsiasi
irruzione”. Durante il soggiorno, la coppia avrebbe prenotato un massaggio di
coppia con accesso esclusivo alla spa dell’hotel e avrebbe poi cenato in una
sala privata, lontano da flash e sguardi indiscreti. Un altro insider aggiunge
un dettaglio logistico ulteriore: Kim Kardashian sarebbe arrivata con otto
valigie, una delle quali dedicata esclusivamente alle sue borse.
Al di là del clamore mediatico, la conoscenza tra Hamilton e Kardashian non è
una novità: i due si frequentano da anni almeno sul piano dell’amicizia. Già nel
2014 erano stati visti insieme in diverse occasioni pubbliche, quando il pilota
britannico era legato alla cantante Nicole Scherzinger e l’imprenditrice era
sposata con Kanye West. All’epoca non si parlò mai di una relazione
sentimentale. Ora, a distanza di oltre dieci anni, secondo il racconto dei media
britannici, quel rapporto si sarebbe evoluto. Se confermata, la relazione
unirebbe due mondi centrali della cultura pop globale: da un lato la Formula 1,
dall’altro l’imprenditoria e l’intrattenimento statunitense. Il tutto
arriverebbe in un momento particolarmente significativo per Hamilton, che a
marzo inizierà il secondo mondiale di F1 al volante della Ferrari.
Al momento, né Hamilton né Kardashian hanno commentato l’indiscrezione. In
assenza di conferme ufficiali, il racconto resta affidato alle fonti anonime e
alle ricostruzioni dei tabloid. Ma tanto è bastato perché il presunto weekend
riservato nelle Cotswolds diventasse uno dei temi più discussi del gossip
internazionale.
L'articolo “Lewis Hamilton e Kim Kardashian stanno insieme, hanno passato un
weekend da 140 mila euro insieme. Lei si è portata dietro 8 valigie, di cui una
piena solo di borse”: l’indiscrezione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Un rosso più lucido, meno opaco, la forte presenza del bianco nell’abitacolo e
sull’engine cover per un contrasto visivo ancora più netto e immediatamente
percepibile. Per la Formula 1 è l’anno dei grandi cambiamenti e la Ferrari di
conseguenza si adatta, con la nuova monoposto totalmente rinnovata sia da un
punto di vista del design che delle caratteristiche tecniche. “È probabilmente
il cambiamento regolamentare più grande che abbia vissuto nel corso della mia
carriera”, ha esclamato Lewis Hamilton nel giorno della presentazione della
nuova SF–26 commentando le varie novità regolamentari in Formula 1.
Hamilton non ha dubbi: dopo il deludente 2025, “il 2026 rappresenta una sfida
enorme per tutti“. Piloti, ingegneri e tutte le persone del mondo Ferrari.
“Quando si entra in una nuova era come questa tutto ruota attorno allo sviluppo,
alla capacità di crescere come squadra e di farlo nella stessa direzione“, ha
proseguito il britannico dopo aver effettuato i primi giri in pista sulla nuova
monoposto.
“Da pilota è stata una sfida particolarmente intrigante poter esser coinvolto
fin dall’inizio nel processo di sviluppo di una vettura così diversa, lavorando
con gli ingegneri per definire una direzione condivisa“. In sintesi: si
ricomincia quasi da zero. A fare la differenza saranno le capacità tecniche del
pilota, il confronto tra le varie parti per trovare il giusto equilibrio e
provare a tornare competitivi dopo tanti anni di anonimato.
“Sarà un anno estremamente importante sotto il profilo tecnico, in cui il ruolo
del pilota sarà centrale nella gestione dell’energia, dei nuovi sistemi e nel
contribuire alla comprensione della macchina. È una sfida che affrontiamo
insieme, da squadra, potendo contare anche sul supporto straordinario dei
tifosi, che significa tantissimo per tutti noi”, ha concluso il pilota
britannico, che cerca riscatto dopo i disastri della sua prima annata in
Ferrari.
Della stessa idea è anche Charles Leclerc, che dopo la presentazione della nuova
SF-26 ha dichiarato: “Le regole 2026 richiedono una preparazione ancora più
approfondita, soprattutto per noi piloti. Ci sono molti sistemi nuovi da
comprendere e sfruttare al meglio e per questo abbiamo lavorato molto fin dalle
fasi iniziali dello sviluppo del progetto”.
Un cambiamento radicale, un altro dei tanti avvenuti in questi anni. Ma questo
probabilmente è il più netto, quello che davvero può di nuovo sparigliare le
carte in tavola: “Nei miei anni con la Scuderia Ferrari HP abbiamo già vissuto
insieme importanti cambiamenti regolamentari: sappiamo quanto la sfida sia
complessa, ma stiamo lavorando con grande motivazione per arrivare in pista il
più preparati possibile“.
Anche Leclerc ha messo l’accento sulla “gestione dell’energia“, vista come una
componente fondamentale in questa nuova era: “La gestione dell’energia e della
power unit sarà uno degli aspetti più significativi, una sfida stimolante che
richiederà da parte di noi piloti un processo di adattamento rapido, che faccia
leva inizialmente più sull’istinto e poi su un uso sempre maggiore di dati
precisi. Il supporto dei tifosi in questa stagione sarà particolarmente
importante: è ciò che rende Ferrari così speciale e ci spinge a dare sempre il
massimo“, ha aggiunto Leclerc.
L'articolo “Il cambiamento più importante della mia carriera, una sfida enorme”:
Hamilton racconta le emozioni della nuova Ferrari S-26 proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La Ferrari celebra il Natale con il tradizionale pranzo a due passi dalla pista
di casa a Maranello. Tra brindisi e auguri, non è mancato lo sguardo al futuro:
il 23 gennaio prossimo, infatti, sarà svelata la vettura 2026, la prima del
nuovo regolamento tecnico che arriverà in F1 e che metterà alla prova piloti e
team. “Ogni grande cambio di regolamento rappresenta una grande opportunità di
sviluppo a inizio stagione e i piloti devono dare il loro contributo”, commenta
Frédéric Vasseur, che ha detto la sua in una conferenza stampa con i media
nazionali e internazionali prima di sedersi a tavola.
La nuova stagione porterà modifiche sostanziali a telaio, motore e gestione
dell’energia: “Questa parte si può solo simulare, si possono passare ore al
simulatore, ma ciò che è molto più difficile da simulare è la battaglia in pista
— aggiunge — gli errori che si possono commettere, tutti gli eventi esterni che
bisogna gestire”. Vasseur mette in luce quanto la capacità dei piloti di
adattarsi rapidamente sia determinante: “Credo che sarà cruciale avere una curva
di apprendimento rapida nelle prime gare, per capire come gestire le situazioni
e l’energia”.
IL 2025 E LE DIFFICOLTÀ DI HAMILTON
Il team nel frattempo ha tratto importanti lezioni dalla stagione 2025.
Nonostante qualche difficoltà iniziale in Bahrain e la squalifica in Cina,
“abbiamo lavorato bene su pit-stop, strategia, affidabilità — commenta ancora
Vasseur — È importante capitalizzare questi aspetti per il futuro”. Eppure, la
stagione non è stata priva di ostacoli: “Guardando la prima parte di stagione,
abbiamo perso diversi punti rispetto a McLaren e ci siamo trovati due o tre
volte dietro in modo importante, tanto che sembrava quasi finita — aggiunge — La
lezione è che ogni singolo dettaglio può fare una grande differenza”.
Tra i protagonisti, Lewis Hamilton ha vissuto un 2025 complesso. Pesa molto “il
cambiamento enorme che ha fatto dopo vent’anni passati nello stesso ambiente,
tra McLaren e Mercedes, di cultura, di persone, di tutto”. Una frase che il
capo-squadra di Draveil aveva sottolineato anche a Dazn Spagna ad agosto, dopo
l’Ungheria: “Ogni software è diverso, ogni componente è diverso, le persone
intorno a lui sono diverse”. E ancora: “Se non si è al 100% su ogni dettaglio,
si perde facilmente qualche decimo. Oggi, con il livello del gruppo, ne bastano
pochi per perdere molte posizioni. Basta vedere Abu Dhabi, dove in Q2 c’erano un
decimo tra la 5ª e la 15ª posizione. Questo significa che non avevamo il pieno
controllo di ogni dettaglio del pacchetto e abbiamo perso il ritmo della
stagione in questo modo. Parliamo di dettagli”.
Nonostante le difficoltà, però, l’approccio è stato apprezzato: “Quando un
pilota esce in Q1, io spero che sia molto arrabbiato con se stesso e con la
squadra — commenta — È molto meglio avere un pilota arrabbiato, che non parla
davanti alle telecamere e torna subito al debriefing per parlare con gli
ingegneri e cercare soluzioni, piuttosto che dica ‘Va tutto bene’. Questo porta
energia positiva all’interno del team. Leclerc dice che nel 2026 ‘ora o mai più
per il titolo’? Non bisogna dare troppo peso a ciò che i piloti dicono in zona
interviste”.
L’AFFIDABILITÀ AI MOTORI 2026 E IL BUDGET CAP
Partire con un grande vantaggio a inizio 2026 “sarebbe meglio per i prossimi
anni — dice sicuro Vasseur — Allo stesso tempo non sono convinto che, come nel
2025, il quadro visto in Bahrain all’inizio stagione potrebbe essere simile a
quello di Abu Dhabi a fine anno. Ci sarà un grande sviluppo durante tutta la
stagione. Non è detto che chi sarà davanti a inizio 2026 lo sarà anche alla fine
o nel 2027”. Guardando alla prossima stagione, “nessuno avrà una strategia
conservativa o aggressiva in anticipo. Spesso lo si capisce solo dopo, a
Barcellona o in Bahrain (nei test invernali di fine gennaio-febbraio, ndr)
vedremo squadre che hanno preso direzioni anche molto diverse tra loro. Noi
stiamo semplicemente facendo delle scelte e finiremo di assemblare l’auto il 22
gennaio”. Il focus nei test “sarà inizialmente sull’affidabilità“, accumulando
chilometri durante i test di Barcellona, piuttosto che inseguire subito la
prestazione pura: “In una situazione come questa la cosa più importante è fare
chilometri. Per questo non vedremo mule car, ma auto da gara specifiche, che non
avranno l’obiettivo di inseguire subito la prestazione, ma accumulare
chilometraggio per validare le scelte tecniche della vettura”.
Per quanto riguarda lo sviluppo, fondamentale nel nuovo regolamento sarà
rispettare il budget cap: “Prima gli aggiornamenti vanno portati, meglio è,
ovviamente. Ma non è scontato che introdurre quattro o cinque aggiornamenti
nelle prime gare sia la scelta giusta: se devi spedire un nuovo fondo in
Giappone o in Cina, rischi di bruciare metà del budget”. Quella del progetto
2026 “non sarà l’auto di Vasseur, ma di Loïc Serra (direttore tecnico per
l’area-telaio, ndr), sarà il primo prodotto completo sotto la sua responsabilità
— conclude — Per questo chi lo ha criticato nel corso dello scorso anno, dicendo
che l’auto era sua, mi ha fatto arrabbiare, dato che è arrivato tra la fine di
settembre e l’inizio di ottobre 2024”.
Infine un commento su Laurent Mekies, oggi team principal Red Bull e in
precedenza direttore sportivo di Maranello, prima di passare in Racing Bulls:
“Ha continuato a sviluppare l’auto 2025 nonostante il cambiamento di
regolamento? Non voglio parlare di lui, comunque è molto difficile trasferire
direttamente lo sviluppo aerodinamico dalla vettura 2025 alla 2026 — conclude
Vasseur — Quello che è vero è che se si ha una migliore comprensione della
macchina, si può portare alcune idee o concetti da un anno all’altro.
Probabilmente non sull’aerodinamica. Nonostante lo stop agli sviluppi nel 2025
non ci siamo fermati del tutto nell’aerodinamica, basti pensare alla nuova
sospensione posteriore a Spa”.
L'articolo Ferrari, Vasseur: “Con le nuove regole i piloti devono dare il loro
contributo, la battaglia in pista non si può simulare” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Al momento non vedo l’ora che arrivi la pausa. Ho bisogno di staccare la spina,
non parlare di Formula 1 con nessuno”. Così un deluso Lewis Hamilton dopo una
difficile prima stagione alla guida della Ferrari, conclusa senza podi e con un
rendimento decisamente deludente. “Nessuno potrà contattarmi quest’inverno. Non
avrò il telefono con me e non vedo l’ora. Staccare completamente la spina”, le
parole del campione britannico riportate dall’emittente britannica Sky Sports
F1.
Alla domanda se fosse mai stato senza telefono per un periodo simile, Hamilton
ha risposto: “No, in genere l’ho sempre avuto a portata di mano. Ma questa volta
finirà nel cestino…“. Una stagione complicatissima per la Ferrari, ma
soprattutto per lui che, dopo 18 stagioni consecutive con almeno un podio, ha
chiuso l’annata con zero piazzamenti dal terzo posto in su.
Sesto nella classifica generale – dietro al campione del mondo Lando Norris,ma
anche a Verstappen, Piastri, Russell e Leclerc – Hamilton ha finito come peggio
non poteva la sua stagione in Formula 1, con tre eliminazioni consecutive nel Q1
delle qualifiche tra Las Vegas e Yas Marina (quattro, contando anche la Sprint
di Losail). Una stagione deludente per la scuderia di Maranello, che sicuramente
si aspettava qualcosa in più sia da Charles Leclerc che però ha collezionato
sette podi in stagione (ma zero vittorie), ma soprattutto da Lewis Hamilton.
Anche per questo, il pilota britannico non ha nascosto la sua voglia di staccare
la spina in questa pausa invernale, con l’obiettivo poi di tornare in pista a
fine gennaio, quando si svolgeranno i primi test verso il Mondiale 2026, che si
preannuncia rivoluzionario dal punto di vista tecnico con i nuovi regolamenti.
L'articolo Lo sfogo di Hamilton: “Ho bisogno di staccare, butterò il telefono
nel cestino” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ecco la Classe 2025. Sono grato per questo gruppo di piloti contro cui ho il
privilegio di correre e anche se siamo avversari, c’è tanto rispetto tra di noi,
e sono orgoglioso di poterli chiamare amici. Speriamo di regalarvi una grande
ultima gara della stagione”. Così Lewis Hamilton su Instagram in un post con la
foto dell’“ultima cena” dei piloti ad Abu Dhabi, un classico dell’ultima gara
dell’anno.
Una serata organizzata proprio da Hamilton per riunire tutti e salutarsi dopo
una stagione lunga, ricca di battaglie in pista, ma di grande rispetto fuori.
Dei venti piloti titolari della Formula 1 solo tre erano assenti: i due piloti
dell’Aston Martin, Lance Stroll e Fernando Alonso, e il pilota della Sauber Nico
Hulkenberg. L’immagine è stata poi repostata anche dagli altri piloti, ognuno
con un copy social diverso: “Bello riorganizzare – ha scritto Charles Leclerc –
e poter passare un po’ di tempo insieme fuori dalla pista”, mentre Esteban Ocon
ha ringraziato Lewis Hamilton, che ogni anno organizza la cena e lo fa con
impegno e passione.
Bortoleto ha invece voluto rimarcare che la cena è stata ricca di “buone risate
e belle storie”, mentre Lando Norris – in lizza per il titolo di campione nella
classifica piloti insieme a Max Verstappen e Oscar Piatri – ha optato per
l’ironia sottolineando che “nessun cibo è stato lanciato durante la cena”.
Tra i più simpatici c’è però Yuki Tsunoda – via dalla RedBull a fine stagione
(al suo posto Hadjar) – che ha postato la foto scrivendo: “Cena piloti 2025.
dress code camicia bianca, ma non tutti abbiamo ricevuto il promemoria”, in
riferimento al fatto che solo in pochi si sono presentati in camicia bianca.
Da venerdì mattina però si è tornati a fare sul serio, con le prime prove
libere. Mai come quest’anno infatti l’ultima gara dell’anno è importantissima.
Sono in tre a giocarsi il titolo di campione: Lando Norris, Max Verstappen e
Oscar Piastri. Il pilota della McLaren ha 408 punti in classifica, inseguono Max
Verstappen su Red Bull a 396 (12 in meno) e Oscar Piastri a 392 punti (16 in
meno). Sarà decisiva quindi l’ultima gara a Marina Bay.
L'articolo F1, l'”ultima cena” dei piloti prima di Abu Dhabi: “Dresscode bianco,
ma non tutti lo sapevamo”. E in tre erano assenti proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Sembrava di correre su una pista di sapone, quella di Las Vegas, che però regala
sempre emozioni. Colpi di scena a non finire, ma alla fine la pole è dell’uomo
più costante di questo finale di stagione, Lando Norris (1’47”934), su una
McLaren più carica nell’assetto rispetto alle rivali. Poi Max Verstappen (2°) a
323 millesimi.
Vero Mvp di giornata è Carlos Sainz (3°), ma investigato per rientro in pista in
maniera pericolosa in regime di bandiera gialla nel Q1, quindi la Mercedes di
George Russell (4°), che ha rischiato grosso perché il team di Brackley ha
consegnato in ritardo le schede setup alla Fia.
Rischio scongiurato dato che l’invio era stato fatto, ma è arrivato a
destinazione dopo il tempo limite a causa di alcuni problemi di connessione.
Male anche questa volta le Ferrari: Charles Leclerc è 9°, non miglioratosi nel
finale per un bloccaggio all’ultimo tentativo, Lewis Hamilton 20° e ultimo (mai
era accaduto in carriera senza guasti tecnici).
L’inglese non ha realizzato l’ultimo tentativo a fine Q1 perché tratto in
inganno dalla bandiera rossa scattata sui monitor sopra la linea di partenza. La
regola però vuole che vada superata la linea di rilevazione tempi, a inizio
rettilineo, e il sette volte iridato l’aveva presa in tempo, non chiudendo però
il giro e venendo così eliminato. Uscito nel primo stint anche Andrea Kimi
Antonelli (17°).
Hanno chiuso la top-10: Oscar Piastri (5°), lungo nel finale mentre cercava di
superare Isack Hadjar (8°), poi Liam Lawson (6°), Fernando Alonso (7°) e Pierre
Gasly (10°). Domenica la gara si corre alle 5 della mattina italiana, con
diretta su Sky Sport F1, differita su TV8 alle 14.
IL COMMENTO
Las Vegas non ha bisogno di presentazioni quando si parla di qualifiche
movimentate e anche questa volta il programma è stato rispettato. La
combinazione di pioggia battente, 13 gradi sull’asfalto e grip quasi
inesistente, ha trasformato la sessione in un esercizio di sopravvivenza più che
in una caccia alla pole.
In mezzo a continui errori e correzioni al limite, Norris ha preso il controllo
della situazione conquistando la partenza al palo con un giro di straordinaria
precisione — su una vettura imprendibile nel giro secco ma che, con l’asfalto
asciutto in gara, potrebbe soffrire un po’ rispetto a una Red Bull più scarica —
davanti a un Verstappen che non ha mai smesso di tentare il colpo grosso
nonostante un’auto poco efficace nel trovare aderenza.
Un’ultima pole bagnata non si vedeva da Brasile 2024 (Lando Norris), in un
circuito cittadino da Montecarlo 2013 (Nico Rosberg). Per fronteggiare queste
condizioni serviva la bravura del grande pilota e in questo Sainz ha tirato
fuori una prestazione d’esperienza, infilandosi al 3° posto su una Williams che
predilige queste condizioni, tanto da mettersi dietro la Mercedes di un Russell
pimpante nelle terze libere, su pista asciutta, e poi dietro al team di Grove.
Ciò dimostra la bravura dello spagnolo, considerando che l’auto delle Frecce
d’Argento era considerata come una delle favorite per la pole: agevolata dalle
basse temperature, non ha aiutato sicuramente la pioggia. A metà classifica,
invece, la qualifica ha avuto effetti molto pesanti sulla lotta mondiale.
Oscar Piastri, solo 5° dopo un lungo al suo ultimo tentativo, disturbato anche
da Hadjar nel giro di rientro del franco-algerino, esce dalla sessione con la
consapevolezza che il divario su Norris potrebbe diventare ormai irrecuperabile.
L’australiano dovrà aggrapparsi a una domenica perfetta per non vedere sfumare
definitivamente le speranze iridate, e pensare che dopo l’Olanda contava di 34
punti di vantaggio su Lando. Ottimo Gasly, con il francese capace di portare
l’Alpine più avanti di quanto ci si aspettasse, tanto da mettere fuori la Sauber
di Nico Hulkenberg (11°) — uno che di qualifiche se ne intende — all’ultimo
tentativo del Q2.
Sul fronte Ferrari, il quadro è purtroppo il solito: il potenziale intravisto
venerdì non ha trovato continuità. Leclerc ha visto sfumare un possibile
piazzamento migliore per un bloccaggio proprio nel giro decisivo. L’amarezza del
monegasco è evidente, l’ennesima di stagione sfogata dopo la sessione: “Sono
sempre andato forte sul bagnato, ma non troviamo mai il feeling sotto la
pioggia. Ogni volta che piove sappiamo già cosa aspettarci”.
La nota più dolorosa però è quella di Hamilton, che partirà addirittura
dall’ultimo posto. L’errore è nato da un malinteso con la segnalazione luminosa
sopra la linea del traguardo, che lo ha portato a interrompere un giro che
invece avrebbe potuto completare regolarmente secondo la procedura. Una
leggerezza rarissima per lui, resa ancora più amara dal fatto che le gomme non
erano mai entrate nel loro intervallo ottimale, tanto che l’inglese
difficilmente avrebbe superato il taglio del Q1.
Lo stesso non passato da Antonelli, non riuscito a sfruttare le ultime
possibilità del Q1 e risvegliatosi bruscamente dopo il weekend da sogno in
Brasile. Kimi paga le dure condizioni climatiche del Nevada. Anche lui, come
Hamilton, è chiamato alla grande rimonta.
LA GRIGLIA DI PARTENZA
1. Lando Norris (Gbr) McLaren 1’47″934
2. Max Verstappen (Ned) Red Bull 1’48″257
3. Carlos Sainz (Esp) Williams 1’48″296
4. George Russell (Gbr) Mercedes 1’48″803
5. Oscar Piastri (Aus) McLaren 1’48″961
6. Liam Lawson (Nzl) Racing Bulls 1’49″062
7. Fernando Alonso (Esp) Aston Martin 1’49″466
8. Isack Hadjar (Fra) Racing Bulls 1’49″554
9. Charles Leclerc (Mon) Ferrari 1’49″872
10. Pierre Gasly (Fra) Alpine 1’51″540
11. Nico Hulkenberg (Ger) Kick Sauber 1’52″781
12. Lance Stroll (Can) Aston Martin 1’52″850
13. Esteban Ocon (Fra) Alpine 1’52″987
14. Oliver Bearman (Gbr) Haas 1’53″094
15. Franco Colapinto (Arg) Alpine 1’53″683
16. Alexader Albon (Tha) Williams 1’56″220
17. Andrea Kimi Antonelli (Ita) Mercedes 1’56″314
18. Gabriel Bortoleto (Bra) Kick Sauber 1’56″674
19. Yuki Tsunoda (Jpn) Red Bull 1’56″798
20. Lewis Hamilton (Gbr) Ferrari 1’57″115
L'articolo F1, Gp Las Vegas: Norris conquista la pole sul bagnato. Disastro
Ferrari, Hamilton fuori già nel Q1 | La griglia di partenza proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Lewis Hamilton risponde a tono al presidente della Ferrari John Elkann, che
circa due settimane fa aveva chiesto ai piloti di “parlare meno e concentrarsi
di più sulla guida”. “Se ha ragione? Non proprio, perché mi sveglio pensandoci.
Vado a dormire pensandoci, e ci penso mentre dormo. Se non altro, devo
concentrarmi sul riuscire a staccare di più”, ha spiegato il pilota britannico
alla Bbc.
Un attacco quello di John Elkann a Leclerc e Hamilton, che certo si sono più
volte lamentati per le prestazioni della Rossa, ma hanno provato a fare il
massimo. Per l’inglese è stato un primo anno complesso e deludente. Mentre il
monegasco ha quasi sempre sfruttato le poche chance a disposizione per ottenere
risultati. “Io e John ci sentiamo quasi ogni settimana. Abbiamo un ottimo
rapporto. Non ho avuto reazioni, non mi interessano queste cose”, ha dichiarato
poi Hamilton.
Il britannico, che fin qui non è riuscito a salire sul podio nelle sue 21 gare
con la Ferrari, ha descritto la sua prima stagione dopo la gara di Interlagos
come un “incubo”. A parte la vittoria nella sprint nella seconda gara in Cina,
il passaggio di Hamilton dalla Mercedes alla Ferrari non è stato all’altezza
delle aspettative. È a 66 punti di distanza da Leclerc, con la Ferrari che è
scivolata al quarto posto nel campionato costruttori. L’ultimo titolo
costruttori risale ormai a 17 anni fa.
“È stato un anno davvero pesante e il più impegnativo che abbia mai avuto.
Stiamo tutti scalando una montagna, poi arrivi al fine settimana e torni
indietro di 10 passi, devi risalire e riprovare. Sono entrato in questa squadra
sapendo benissimo che ci vuole tempo per cambiare direzione. Certo, non è quello
che nessuno di noi avrebbe voluto, visti i problemi e i risultati che abbiamo
avuto, ma continuiamo a spingere. Il nostro obiettivo è arrivare in testa”.
L'articolo “Ci penso anche mentre dormo. Anzi, dovrei staccare di più”: Hamilton
risponde a John Elkann dopo le accuse proviene da Il Fatto Quotidiano.