In poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo, rimbalzando dai tabloid
britannici ai siti internazionali di gossip: Lewis Hamilton e Kim Kardashian
sarebbero una coppia. Il condizionale, al momento, resta d’obbligo, ma a
lanciare l’indiscrezione è The Sun, che parla di un weekend trascorso insieme
all’Estelle Manor, esclusivo hotel di lusso nelle Cotswolds, la località inglese
più di tendenza al momento.
Secondo quanto riportato dal quotidiano britannico, il 41enne pilota della
Ferrari e la 45enne imprenditrice statunitense, fondatrice del marchio Skims e
madre di quattro figli, avrebbero organizzato un soggiorno all’insegna della
massima riservatezza, con una spesa complessiva stimata intorno ai 140mila euro.
La logistica, sempre stando alla ricostruzione del Sun, sarebbe stata
particolarmente articolata: Kim Kardashian avrebbe raggiunto il Regno Unito con
il suo jet privato, accompagnata da due assistenti. Hamilton, invece, sarebbe
arrivato in elicottero, atterrando all’aeroporto di Oxford prima di raggiungere
il resort. Una fonte citata dal tabloid racconta che la sicurezza è stata
gestita con grande attenzione: “I bodyguard sono rimasti nei paraggi ma lontani
dai due. Due di loro presidiavano l’ingresso della stanza per evitare qualsiasi
irruzione”. Durante il soggiorno, la coppia avrebbe prenotato un massaggio di
coppia con accesso esclusivo alla spa dell’hotel e avrebbe poi cenato in una
sala privata, lontano da flash e sguardi indiscreti. Un altro insider aggiunge
un dettaglio logistico ulteriore: Kim Kardashian sarebbe arrivata con otto
valigie, una delle quali dedicata esclusivamente alle sue borse.
Al di là del clamore mediatico, la conoscenza tra Hamilton e Kardashian non è
una novità: i due si frequentano da anni almeno sul piano dell’amicizia. Già nel
2014 erano stati visti insieme in diverse occasioni pubbliche, quando il pilota
britannico era legato alla cantante Nicole Scherzinger e l’imprenditrice era
sposata con Kanye West. All’epoca non si parlò mai di una relazione
sentimentale. Ora, a distanza di oltre dieci anni, secondo il racconto dei media
britannici, quel rapporto si sarebbe evoluto. Se confermata, la relazione
unirebbe due mondi centrali della cultura pop globale: da un lato la Formula 1,
dall’altro l’imprenditoria e l’intrattenimento statunitense. Il tutto
arriverebbe in un momento particolarmente significativo per Hamilton, che a
marzo inizierà il secondo mondiale di F1 al volante della Ferrari.
Al momento, né Hamilton né Kardashian hanno commentato l’indiscrezione. In
assenza di conferme ufficiali, il racconto resta affidato alle fonti anonime e
alle ricostruzioni dei tabloid. Ma tanto è bastato perché il presunto weekend
riservato nelle Cotswolds diventasse uno dei temi più discussi del gossip
internazionale.
L'articolo “Lewis Hamilton e Kim Kardashian stanno insieme, hanno passato un
weekend da 140 mila euro insieme. Lei si è portata dietro 8 valigie, di cui una
piena solo di borse”: l’indiscrezione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Inghilterra
Come si possono sorprendere gli invitati a un matrimonio? Con un finto blitz
della polizia. Il piano è stato organizzato da due novelli sposi, Robyn Ellis e
Arron Robson. La coppia, grazie anche alla complicità del padre della ragazza,
il signor Steven, ha inscenato l’arresto proprio di quest’ultimo. Al Croft Hotel
di Darlington, in Inghilterra, Robyn e Arron hanno festeggiato il loro
matrimonio. Il clima di convivialità che si respirava in sala è stato
improvvisamente interrotto dall’ingresso dei finti agenti di polizia, che si
sono rivolti all’intrattenitore della festa chiedendogli di indicare chi fosse
il signor Steven. Il conduttore, complice, ha puntato il dito verso il
ricercato. Nel mentre, la sposa urlava: “Non potete presentarvi così il giorno
di un matrimonio”.
Gli invitati, increduli, si guardavano attorno cercando di capire che cosa
stesse succedendo, mentre l’intrattenitore invitava le persone a restare calme e
sedute ai loro posti. Pochi istanti dopo, uno dei poliziotti è tornato in sala
con un microfono e ha intonato “All you need is love” dei Beatles. In quel
momento gli invitati si sono alzati a ballare e hanno applaudito il simpatico
siparietto. Dopo la cerimonia, la sposa ha postato il video su Instagram. Nella
descrizione ha scritto: “È stato il miglior scherzo di matrimonio mai
realizzato. Cantanti vestiti da poliziotti che hanno arrestato mio padre,
incredibile”.
> Visualizza questo post su Instagram
>
>
>
>
> Un post condiviso da Robyn Dee Ellis Robson -The Puppy Dog Palace ????????????
> (@robynell123)
L'articolo La polizia fa irruzione durante la festa di matrimonio e arresta il
padre dello sposo: invitati sotto choc, poi l’incredibile scoperta proviene da
Il Fatto Quotidiano.
I residenti della città di Eastbourne, sulla costa dell’East Sussex, in
Inghilterra, hanno vissuto un fatto surreale. Come riportato dalla Bbc, la
spiaggia di Falling Sands – nota località turistica – è stata invasa di patatine
surgelate e cipolle. Tutto è iniziato lo scorso mercoledì 14 gennaio, quando la
spiaggia ha iniziato a colorarsi di bianco. Joel Bonnici, un residente nella
zona, ha dichiarato alla Bbc che “Falling Sands sembrava essere diventata una
spiaggia caraibica”. In realtà, il colore era dovuto al fitto strato di patatine
e cipolle che ricoprivano la sabbia. Ma da dove arrivavano i sacchi di cibo
congelato? Come spiegato su Facebook dall’associazione ambientalista locale
Plastic Free Eastbourne, il disastro è stato causato dalla caduta in mare di 16
container che si trovavano a bordo della nave da carico Baltic Klipper. Durante
la tempesta Goretti, che ha colpito la parte est dell’Inghilterra nelle prime
settimane di gennaio, l’imbarcazione ha perso i container pieni di patatine
surgelate e cipolle a causa del mare mosso. Tre di questi sono stati portati
dalla corrente vicino a Eastbourne, spargendo poi il cibo sulla spiaggia di
Falling Sands.
Come riportato dalla Bbc, a seguito del disastro le autorità, le associazioni
ambientaliste e i cittadini stessi di Eastbourne si sono mobilitati per pulire
la spiaggia. La comunità è preoccupata per i danni che l’invasione di plastica
potrebbe causare alla fauna locale. Il gruppo Plastic Free Eastbourne ha
spiegato le criticità della situazione su Facebook. Gli ambientalisti hanno
scritto: “Foche e altri animali marini spesso scambiano la plastica per cibo,
specialmente i sacchetti di plastica, che in acqua possono sembrare meduse.
L’inquinamento da plastica è una minaccia seria per l’oceano”.
> A ship-load of uncooked chips washed up on the south coast beach Falling Sands
> on Sunday – in some places more than 2-ft deep.????
>
> The chips, many still in their plastic bags, appeared strewn on the beach as
> the tide receded near Beachy Head & Eastbourne, which are believed to…
> pic.twitter.com/2KKfHPgvRB
>
> — Mr Pål Christiansen (@TheNorskaPaul) January 19, 2026
L'articolo “Sembrava di stare ai Caraibi”: spiaggia invasa da patatine surgelate
e cipolle, ecco come è stato possibile (e perché il motivo preoccupa gli
ambientalisti) proviene da Il Fatto Quotidiano.
I tre attivisti di Palestine Action, attualmente in custodia cautelare e in
attesa di processo nel Regno Unito, hanno interrotto lo sciopero della fame dopo
73 giorni. Si tratta dello sciopero della fame più lungo e organizzato dai tempi
del secondo sciopero del 1981 dell’Ira in cui morì – tra gli altri – Bobby
Sands.
Prima di loro tre, già altri quattro attivisti avevano interrotto la protesta. A
portarla avanti ora solo il 22enne Umar Khalid, che dopo averla sospesa qualche
giorno fa, l’ha poi ripresa.
Gli attivisti che hanno interrotto lo sciopero sono Lewie Chiaramello, di 22
anni, il 28enne Kamran Ahmed e la 31enne Heba Muraisi. Quest’ultima è detenuta
nell’Hmp New Hall di Wakefield, una prigione nel West Yorkshire a 300 chilometri
dalla capitale. Ahmed, invece, nell’Hmp Pentoville nel nord di Londra mentre
Chiaramello nell’Hmp di Bristol.
Lo sciopero era iniziato per denunciare i rapporti del Regno Unito con Israele e
si è interrotto, secondo il Guardian, dopo il rifiuto da parte del governo
laburista di Keir Starmer di assegnare un contratto per la difesa da 2 miliardi
alla Elbit Systems UK, sussidiaria di una società israeliana, l’Elbit Systems,
produttrice di armi. A convincere gli attivisti a fermare la protesta è stato
anche il grave peggioramento delle loro condizioni di salute.
Il governo Starmer ha adottato, proprio come il governo Thatcher con l’Ira
decenni fa, una politica di “tolleranza zero“. Ma le dure critiche ricevute per
essersi rifiutato di incontrare gli avvocati degli attivisti, il ministero della
Giustizia ha richiesto un colloquio. L’appuntamento, secondo l’associazione
Prisoners for Palestine che ha dato la notizia, si è tenuto venerdì scorso.
All’interno di questo si è parlato delle condizioni dei militanti nelle prigioni
del paese.
Nel giugno del 2025, il Parlamento inglese ha inserito il movimento Palestine
action, nato nel 2020 contro “il regime genocida di Israele”, nell’elenco delle
organizzazioni terroristiche, insieme ad altre realtà come al-Qaeda e Daesh
(Isis). E per questo gli attivisti arrestati dopo i blitz di proteste sono ora
sottoposti a regime di carcere duro.
L'articolo Gli attivisti di Palestine Action detenuti nel Regno Unito
interrompono lo sciopero della fame dopo 73 giorni proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una cosa è sicura. Fra i massimi esponenti della letteratura e del teatro
mondiali, Shakespeare è quello di cui è stata messa in dubbio più spesso
l’autenticità, talvolta persino l’esistenza.
Questo non è successo per una sorta di insensato accanimento (come amano pensare
gli inglesi e anche gran parte degli anglisti) ma perché la vita dell’individuo
chiamato William Shakespeare (abbellimento dell’originario Shakspere, per
trasformarlo in un nome parlante: “scuotilancia”) è avvolta nel mistero. Se ne
sa pochissimo e questo pochissimo mal si accorda col grande poeta-drammaturgo
sotto il cui nome circolano opere immortali come Amleto, Macbeth, La tempesta,
ma anche i Sonetti e i poemi Venere e Adone e Lo stupro di Lucrezia.
Figlio di un guantaio di Stratford-upon-Avon, fece studi modesti e non risulta
che abbia mai viaggiato all’estero. Ebbe due figlie semianalfabete, in casa non
teneva libri e non ha mai scritto né ricevuto una sola lettera. Quando muore
nessuno ne parla e nessuno partecipa al funerale. Nel 1611, nel pieno del suo
successo come autore e teatrante, si ritira nel paese natale e quindi è assente
quando alla corte di Giacomo I vengono rappresentati i suoi spettacoli. Strano,
no? Come è strano che circa venti drammi (su 36) siano state pubblicati solo
dopo la sua morte, nel celebre in-folio del 1623.
Ci si potrebbe chiedere: ma i documenti? Sentite cosa dice in proposito la
Shakespeare Authorship Trust (Sat), istituita nel 1922: “Gli unici documenti che
si dice siano di sua mano sono sei firme traballanti e incoerenti su documenti
legali”.
Traggo questa citazione da un curioso libretto pubblicato da Umberto Mojmir
Ježek (con la collaborazione di Marianna Iannaccone), Chi ha scritto
Shakespeare? Vita (leggermente) romanzata del ghostwriter di Shakespeare,
Grausedizioni, 2023, nel quale si cerca di fare il punto sulla questione,
convocando molti degli specialisti.
In realtà, non è che manchino documenti su Shakspere, ne esistono una
settantina. Solo che non lo riguardano mai come letterato. Ancora la Sat: essi
“rivelano un uomo d’affari di Stratford, più un imprenditore teatrale e qualche
volta attore minore a Londra. Alcuni documenti lo mostrano evasore nel pagare le
tasse”.
A questo punto non c’è da stupirsi troppo se da tempo si è scatenata la caccia
al “vero” Shakespeare. Pare che siano addirittura 86 i candidati alla
authorship! Fra questi, Lord Francis Bacon, il filosofo, Christopher Marlowe,
altro famoso autore elisabettiano, De Vere, il conte di Oxford. Ma tutti
prestano il fianco a serie obiezioni.
Finché non è emerso un candidato molto più attendibile nella persona di John
Florio. E’ stato Lamberto Tassinari, insegnante e scrittore, a proporlo come il
vero autore dei drammi di Shakespeare in un libro del 2009 edito in Canada in
inglese e in italiano: Shakespeare? E’ il nome d’arte di John Florio, Montréal,
Giano Books, 2009.
E’ molto probabile che non verremo mai a capo della questione, ma se c’è
qualcuno che potrebbe scalzare il Bardo dal suo trono, questi è indubbiamente
John Florio. Il quale ha tutti i requisiti culturali e le esperienze di vita che
mancano al nativo di Stratford e tuttavia appaiono indispensabili per l’autore
delle opere che circolano a suo nome.
Nato a Londra nel 1552, Giovanni detto John era figlio di un coltissimo frate
francescano toscano di ascendenze ebraiche (Michel Agnolo), diventato insegnante
di lingua a Corte e ammirato dalla stessa Elisabetta. Trascorse l’infanzia fra
l’Italia e la Svizzera, l’adolescenza in Germania e a diciotto anni tornò in
Inghilterra, dove, sulle orme paterne, si fece presto apprezzare per la vasta
cultura e la conoscenza delle lingue, greco e latino compresi. Fu poeta,
drammaturgo, traduttore (in particolare degli Essais di Montaigne, opera
notoriamente molto presente nel corpus shakespeariano), lessicografo (a lui si
devono i primi due dizionari completi italiano-inglese). Frequentatore sempre
più assiduo della Corte inglese (per la quale fece anche la spia), Florio finì
per diventare segretario personale della regina Anna fino alla sua morte. Fu
amico intimo di Giordano Bruno (un altro autore che ha influenzato il Bardo) e
di Ben Johnson.
Incontestabile è la presenza nel corpus shakespeariano di centinaia di parole,
proverbi, frasi, scelte stilistiche provenienti dalle opere letterarie di
Florio. Quindi, al di là dell’ipotesi (indimostrabile al 100%) che sia stato
questi il vero autore del corpus firmato Shakespeare, si è autorizzati
quantomeno a supporre una collaborazione stretta fra i due (che Florio non avrà
mai voluto divulgare per ragioni di opportunità), forse la più importante fra le
varie che, come sappiamo, il “cigno dell’Avon” intrattenne nel corso della sua
carriera.
Del resto, non dobbiamo dimenticare che la drammaturgia “in équipe” era una
pratica molto diffusa all’epoca in Inghilterra, e non solo. E potremmo quindi
chiudere con la saggezza icastica di Eugenio Montale: “Sono sempre stato
convinto che Shakespeare fosse una cooperativa”.
L'articolo Shakespeare è realmente esistito? Il dubbio su John Florio che
scalzerebbe il Bardo dal suo trono proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ed eccoci arrivati pure nel 2026, nonostante tutto resiste questo presidio di
polverosa rusticità che richiama lettori più di un Giubileo e contumelie più di
un rigore sbagliato. Contumelie che in ogni caso continuano ad essere il
sottofondo musicale, più di un classico pe pe pe pe pe zazuera zazuera, delle
Domeniche Bestiali. E tra ombre e luci (che non sempre funzionano benissimo),
mezzi di fortuna e righe sbilenche rieccoci anche nel nuovo anno, flutes,
boccale, damigiana o tazza che sia alla mano per celebrare la bestialità.
TAZZA
Paura eh? Mica lo può dire solo Lucarelli (Carlo, intendiamo, stia tranquillo
Cassano)? Non preoccupatevi, stavolta la tazza è tazza per davvero, niente
equivoci. Per l’esattezza una tazza di thè caldo, quella che Matja Orbanic,
portiere dell’Erzurumspor, si è trovato quasi costretto a bere per sfuggire dal
gelo della sua città. Si vede infatti il portiere che approfittando della
bevanda calda lasciata lì da qualcuno dello staff si avvicina, non sopportando
più neve e gelo, e ne approfitta per berla. C’è chi ha fatto molto di peggio in
effetti.
MA DAI
Sembra quasi di sentire un sottofondo “musicale” nel leggere i comunicati del
Giudice sportivo che arrivano dal Veneto, dove la parola “blasfemia” è più usata
di “fallo” “scontro” e forse anche di articoli determinativi e preposizioni
semplici. Anche tra i giovanissimi, sì, come riporta fedelmente e forse fin
troppo il comunicato che motiva la squalifica per un ragazzo dell’Under 17 del
Calcio Schio che come scrive l’arbitro “perché dopo una mia decisione, dice ‘ma
dai’, bestemmiando a voce abbastanza alta”. Ma dai!
CHECCO ZALONE
Ora nelle sale con il suo ultimo film, ma ricordiamo tutti una delle scene più
memorabili di “Cado dalle nubi”, ovvero quella finale. Ecco, qualcosa di simile
deve essere accaduto a Capri, nel match di Promozione dov’era impegnata la GB
Caprese, società multata di 250 euro perché: “Lasciato la struttura il DDG
mentre stava andando verso il porto, dei ragazzi con borsoni e giubbini con il
logo della caprese sui motorini passavano vicino al DDG insultandolo, e alcuni
di questi anche sputandolo addosso. Arrivato al porto altri ragazzi sui motorini
chiedevano con modi
minacciosi al DDG di avvicinarsi, stuzzicandolo e dicendogli che non aveva
coraggio”.
ELETTROBOMBER
Quanti ne conosciamo? Di meccanobomber, fabbrobomber, idrobomber? È questo il
bello delle serie bestiali urbi et orbi: che pure in Inghilterra, nelle serie
dilettantistiche, se si rompe il faretto dello stadio del Rusthall e si rischia
di dover perdere, ecco che sale il numero nove sulla scaletta, come mostra la
foto comparsa sul profilo Facebook della squadra. Ancora in divisa, una
mezzoretta di lavoro, il faro si riaccende, si torna in campo…e lo stesso
elettricista fa pure gol. Buon 2026.
L'articolo Sale sulla scala, aggiusta il faretto dello stadio, scende e fa gol:
è successo in Inghilterra | Domeniche Bestiali proviene da Il Fatto Quotidiano.
Brooklyn Beckham chiude i rapporti con la famiglia. Il figlio ribelle di David e
Victoria ha deciso di non seguire più i genitori su Instagram e la stessa sorte
è toccata ai fratelli Cruz e Romeo. “Ha voluto far capire che per lui è finita”
ha raccontato il tabloid inglese Daily Mail. Al gesto ha fatto seguito la
risposta di Cruz Beckham. Il fratello ha accusato Brooklyn di aver agito
all’improvviso e senza una reale motivazione: “I miei genitori si sono svegliati
e hanno scoperto di essere stati bloccati, come è successo a me”.
Non solo Brooklyn. Anche la moglie Nicola Peltz ha escluso dalla propria vita i
Beckham. La ragazza ha smesso di seguire l’ex calciatore e la cantante delle
Spice girls, oltre ai fratelli del marito. Le tensioni in famiglia risalirebbero
al 2022, quando Brooklyn e Nicola si sono sposati a Palm Beach, in Florida. Come
raccolto da People, il giorno delle nozze la novella sposa e la suocera
avrebbero litigato. Le due si sarebbero scontrate per il vestito bianco
indossato da Nicola (differente da quello disegnato per lei da Victoria) e per
un ballo tra Brooklyn e sua madre per il quale la sposa si sarebbe sentita
“umiliata“.
“PER BROOKLYN È FINITA”
Il Daily mail ha fatto chiarezza sul motivo per il quale Brooklyn ha smesso di
seguire la famiglia su Instagram: “Per lui è finita, questa decisione è
definitiva. È molto chiaro che questo rappresenta un segnale di un
allontanamento totale dalla sua famiglia”. Il tabloid ha raccontato anche che i
genitori sono amareggiati per la decisione del figlio: “David e Victoria non
smetteranno mai di amare Brooklyn. Saranno sempre presenti per lui e vogliono
che lo sappia: sono devastati da questa rottura”.
Il ragazzo non parlava più con la famiglia da mesi e non ha presenziato alla
nomina di Sir del padre nel castello dei Windsor. A legare Brooklyn e il resto
dei parenti era il solo follow su Instagram. “Per David e Victoria era l’ultimo
legame con Brooklyn, visto che lui ha reso molto chiaro di non voler più parlare
con loro: non si sentono da mesi e mesi” ha reso noto la fonte del Daily mail
vicina alla famiglia Beckham.
L'articolo Brooklyn Beckham blocca papà David e mamma Victoria su Instagram:
“Non vuole più parlare con i genitori né con i fratelli” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un ex calciatore di Premier League e della nazionale inglese è stato fermato e
arrestato all’aeroporto di Stansted, a Londra, mentre si stava per imbarcare su
un volo low cost e stava effettuando il controllo passaporto. L’accusa nei suoi
confronti è di tentato stupro, mossa da una sua ex fidanzata nelle scorse
settimane. Come riporta il Sun, il quotidiano inglese che per primo ha lanciato
la notizia ripresa poi dal resto dei giornali inglesi, l’arresto sarebbe
avvenuto nella serata di domenica.
Il tutto è avvenuto quando l’hostess – durante i controlli per l’imbarco – ha
passato il passaporto del soggetto in questione e subito è stato evidenziato che
il calciatore fosse ricercato dalla polizia per l’accusa di tentato stupro,
esistente già da alcune settimane e mossa da un’ex fidanzata, che aveva deciso
di denunciarlo alla polizia dell’Essex spiegando che il tentato stupro era
avvenuto mentre i due stavano ancora insieme.
Il giocatore è stato prima bloccato dalla Border Force – la polizia di frontiera
– poi trattenuto dalla polizia dell’Essex per alcune ore prima di essere
rilasciato su cauzione. Intanto continuano le indagini da parte della polizia.
Per ragioni di privacy il nome del calciatore in questione non è noto e non è
stato svelato, ma su di lui ci sono alcuni dettagli. Era un calciatore in
attività nel decennio scorso, ha giocato in Premier e con l’Inghilterra e ora è
ancora presente nel mondo del calcio in modo attivo.
L'articolo Accusa di stupro, un ex calciatore di Premier arrestato in aeroporto:
mistero sul nome, svelati alcuni dettagli proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’Oxford English Dictionary ha identificato il sostantivo “rage bait”
(letteralmente ‘esca della rabbia’) come parola del 2025. Lo ha annunciato
l’Oxford University Press, la casa editrice del noto dizionario britannico. “In
una perfetta sintesi del caos del 2025 – e in seguito a un voto pubblico e
all’analisi dei nostri esperti linguistici, rage bait è stata incoronata Parola
dell’Anno”, ha affermato l’editore in un post su Instagram.
Il dizionario definisce “rage bait” come un contenuto online creato
appositamente per provocare rabbia o indignazione attraverso contenuti
provocatori o offensivi, in genere pubblicati per aumentare il traffico su una
pagina web oppure le interazioni su una piattaforma di social media.
Il concetto di “rage bait” è simile a quello più generale di “click bait“,
ovvero la creazione e pubblicazione di contenuti online che attirano
l’attenzione degli utenti e li incoraggiano a cliccare su un link per visitare
una determinata pagina web. Ma i contenuti “rage bait” hanno anche l’obiettivo
specifico di far arrabbiare le persone.
L’editore ha attribuito l’importanza del termine alla produzione sempre più
consapevole di contenuti che innescano gli algoritmi di viralità sulle
piattaforme social, alimentando la diffusione di contenuti provocatori e
divisivi, progettati per suscitare reazioni emotive negli utenti.
“Offline, questo fenomeno gioca ora un ruolo importante anche nel plasmare i
dibattiti su politica, identità e disinformazione”, ha sottolineato l’Oxford
University Press. Questa riflessione si inserisce anche nel dibattito sul
concetto di ‘post-verità’, termine che nel 2016 era stato eletto come parola
dell’anno dal dizionario britannico.
L’editore ha selezionato la parola dell’anno in base a una votazione online sul
suo sito web. Tre parole erano entrate nella rosa dei candidati: oltre a “rage
bait”, c’erano il sostantivo “aura farming”, ovvero la creazione di un’immagine
attraente online, e il verbo “biohack”, che indica gli sforzi per migliorare le
prestazioni del corpo cambiando dieta o stile di vita o utilizzando dispositivi
tecnologici.
L'articolo Oxford nomina “rage bait” parola del 2025: cosa significa il termine
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jack Shepherd, l’attore inglese ricordato soprattutto per il ruolo da
protagonista nella serie poliziesca degli anni ’90 Wycliffe della ITV, è morto
all’età di 85 anni. Shepherd è deceduto in ospedale dopo una “breve malattia”,
come riferisce l’agenzia inglese PA. La moglie e i figli erano presenti durante
gli ultimi momenti di vita della star nata a Leeds nel 1940. “La sua scomparsa è
una grande perdita per tutti noi”, hanno dichiarato i suoi agenti Markham,
Froggatt and Irwin.
Tra i riconoscimenti ottenuti c’è un premio Olivier per la produzione originale
della pièce teatrale Glengarry Glen Ross nel 1983. In televisione era già
conosciuto negli anni ’70 per il ruolo di Bill Brand nell’omonima serie tv,
incentrata su un immaginario parlamentare laburista radicale. Shepherd ha
ricoperto anche numerosi ruoli cinematografici ed è stato drammaturgo e regista
teatrale.
Dopo la scuola a Leeds, vinse una borsa di studio per studiare belle arti alla
Newcastle University, poi si trasferì a Londra per iscriversi alla Central
School of Speech and Drama. Ha lavorato nel National Theatre e al Royal Court
Theatre. Per il suo ruolo di svolta in TV come Bill Brand, nel 1977 ottenne una
candidatura ai Bafta come miglior attore. In un tributo pubblicato lo scorso
anno sullo Spectator, la serie è stata descritta come una “capsula del tempo
degli anni ’70, il marrone ovunque, il fumo di sigaretta e la birra del pranzo,
la carta da parati fantasia, le Ford Cortina arrugginite e un senso di decadenza
nazionale”.
Il personaggio interpretato da Shepherd è stato come “parte di una lunga
tradizione, che ricorda alla sinistra i principi da cui si è allontanata nella
ricerca del potere”. Nei panni del riflessivo sovrintendente Charles Wycliffe,
Shepherd ha risolto omicidi in Cornovaglia in 36 episodi tra il 1993 e il 1998.
La sua attività come attore nelle produzioni BBC spazia da un insegnante in Play
for Today: Pidgeon – Hawk Or Dove? (1974) a un avvocato in Blind Justice (1988),
fino al compositore austriaco Franz Joseph Haydn nel docudramma Beethoven (2005)
e a un prigioniero ad Auschwitz nel dramma God on Trial (2008). Shepherd diresse
The Two Gentlemen of Verona nel 1996 allo Shakespeare’s Globe e la produzione
arrivò anche a Broadway. Jack Shepherd lascia la moglie Ann Scott e cinque
figli: Jan, Jake, Victoria, Catherine e Ben.
L'articolo Jack Shepherd è morto: addio allo storico attore del poliziesco cult
anni ’90 Wycliffe proviene da Il Fatto Quotidiano.