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McLaren Artura Spider MCL39 Championship Edition, serie speciale per il decimo titolo in F1 – FOTO
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La Mercedes fa paura, la Ferrari appare solida, Newey già sorprende: come sono andati i primi test della nuova Formula 1
Una Mercedes che spaventa, una Ferrari solida (col crono più basso dei test), Red Bull e McLaren affidabili ma rimandate al Bahrain assieme all’Aston Martin. Lo shakedown di Barcellona dice proprio questo, con una premessa: nessun team ha cercato la prestazione pura in Catalogna, ma piuttosto — come già paventato dal team principal Frédéric Vasseur— ha messo sotto pressione le power unit di nuova generazione (50% elettriche e 50% termiche) studiando al meglio i sistemi: dalle sospensioni attive all’impianto di ricarica frenante. Il team delle Frecce d’Argento, che ha finito di girare giovedì, è tornato a casa con la sensazione di una macchina completa, capace di girare senza nessun particolare problema per un totale di 500 giri in tre giorni. Giovedì il long run era stato lungo 168 giri, nel pomeriggio poi George Russell si era permesso anche di realizzare il crono più basso di giornata in 1’16’’445, seguito da Andrea Kimi Antonelli (1’17’’081 di mattina). Dopo aver sperimentato medie e bianche, ha poi testato le Soft solo per vedere come rispondeva la vettura e la power unit alle alte velocità in curva. “Sicuramente andremo in Bahrain con grande fiducia e grandi speranze, perché è andata bene”, le parole del bolognese. Resta ora da capire come evolverà il caso motore legato al presunto rapporto di compressione più potente rispetto ad altri team — con Ferrari, Red Bull e Aston Martin imbufalite — anche se molto probabilmente si arriverà a un nulla di fatto. Se Brackley sarà la principale forza di questo Mondiale lo si inizierà a capire proprio da Sakhir, nei test dall’11 al 13 e dal 18 al 20 febbraio, quando ci sarà anche la Williams, non scesa in pista a Barcellona per problemi di sovrappeso e di crash test falliti. Ci arriverà una Ferrari convincente, che dopo i 121 giri di martedì e i 174 di giovedì, ne ha compiuti a bizzeffe portando l’auto al limite: di mattina Charles Leclerc si è avvicinato al miglior crono dei test di Russell (in 1’16”653), nel pomeriggio Lewis Hamilton lo ha superato di un decimo (1’16″348), chiudendo col tempo più basso della cinque-giorni. Un tempo che non ha significato, ma che porterà sicuramente umore all’inglese, dopo un 2025 da incubo. Tanti i dati utili raccolti dai piloti e dal team, per affinare l’auto in vista di Sakhir, considerando che — rispetto agli altri top team come Mercedes e McLaren — Maranello è sceso in pista di martedì, quando due violenti scrosci avevano allagato la pista, iniziando a testare così il comportamento di full wet e intermedie. “Abbiamo spinto un po’ di più ed è stato bello, per sentire un po’ il limite di questa macchina e capirla meglio. Uno shakedown positivo”, sono le parole di un fiducioso Leclerc. Non ha avuto problemi di power unit nemmeno la Red Bull, che però è stata distrutta nel posteriore da Isack Hadjar martedì, quando il pilota era finito contro le barriere dell’ultima curva. Il team ha dovuto così attendere i pezzi di ricambio dalla sede di Milton Keynes, girando poi nella giornata finale con Max Verstappen. Dopo un giovedì complicato — quando Oscar Piastri aveva completato solo 48 giri di mattina, prima di un problema al sistema di alimentazione — la McLaren ha girato senza problemi venerdì. “Abbiamo capito alcuni limiti tra motore e telaio rispetto al 2025”, le parole dell’australiano. Di Lando Norris il secondo tempo di giornata in 1’16″594. Bellissima ma tutta da capire l’Aston Martin di Adrian Newey, scesa in pista oggi dopo averlo fatto giovedì solo a un’ora dalla fine di sessione. Lance Stroll aveva esordito al volante della AMR26, poi dopo pochi giri di installazione era rimasto fermo nell’ultimo settore per un problema tecnico. Venerdì, poi, Fernando Alonso ha girato per 61 volte. Il debutto della nuova macchina ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e tifosi per degli elementi sorprendenti, non portati finora da altre vetture, come il tirante dello sterzo o gli estesi bocchettoni di sfogo alle pance. Tra i team in difficoltà sicuramente l’Audi e la Cadillac, con diversi problemi tecnici, considerando che anche Haas si è fermata. Senza problemi invece l’Alpine e la Racing Bull. Tutti i verdetti veri, però, sono rimandati ai test di Sakhir. L'articolo La Mercedes fa paura, la Ferrari appare solida, Newey già sorprende: come sono andati i primi test della nuova Formula 1 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Formula 1, c’è già la prima sorpresa: la Williams non parteciperà ai test a Barcellona. “Problemi al telaio, non ha superato i crash test”
La stagione di Formula 1 deve ancora ufficialmente cominciare, ma nei giorni in cui diverse scuderie stanno svelando le loro monoposto, c’è già una prima sorpresa: la Williams non parteciperà ai test di cinque giorni che si svolgeranno al Montmelò, a Barcellona. “L’Atlassian Williams F1 Team ha deciso di non partecipare al test shakedown della prossima settimana a Barcellona a seguito dei ritardi nel programma FW48″, si legge in una nota del team di Formula 1 britannico. Alla base della decisione – come riportato da La Gazzetta dello Sport – c’è una motivazione ben precisa: la scuderia non ha superato i crash test FIA, necessari per permettere ai piloti di scendere in pista in qualsiasi test ufficiale organizzato dalla Federazione. Dietro questa scelta c’è un ritardo nello sviluppo della monoposto. La FW48 ha completato il fire–up (l’accensione) soltanto pochi giorni fa, dopo tutte le altre presenti in griglia. Altre vetture, come ad esempio Audi, avevano deciso di anticipare i tempi effettuando questo passaggio a fine 2025 per completare il collaudo della vettura già a inizio gennaio. Tutto perché la Williams – sempre secondo quanto riportato dal quotidiano rosa – ha infatti riscontrato importanti problemi al telaio di questa nuova vettura, la prima del nuovissimo ciclo regolamentare. Senza omologazione della FW48 sarà impossibile per Alex Albon e Carlos Sainz debuttare a Barcellona. “La squadra effettuerà invece una serie di test, tra cui un programma VTT la prossima settimana con la vettura del 2026, per prepararsi al primo test ufficiale in Bahrain e alla prima gara della stagione a Melbourne”, conclude il team nella nota. Il ritardo pesa ancora di più se si pensa che la Williams aveva deciso di dedicare risorse ed energie già nel 2025 per la monoposto 2026, individuata come la vettura del rilancio tecnico e sportivo viste anche le tantissime novità regolamentari. L'articolo Formula 1, c’è già la prima sorpresa: la Williams non parteciperà ai test a Barcellona. “Problemi al telaio, non ha superato i crash test” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nuova Ferrari, la presentazione della F-26: è la speranza della Rossa per rinascere in F1 | Le foto
La speranza a Maranello è che sia la monoposto del riscatto. Oggi a Fiorano la Ferrari presenta la nuova SF-26, la vettura che debutterà nel mondiale di Formula 1 2026 con il cambio di regolamento. Le nuove norme si ripromettono di stravolgere equilibri e stili di guida. Per la Scuderia del Cavallino è la chance per tornare finalmente protagonista, dopo anni complessi. Nonostante la deludente stagione appena concluso, tantissimi tifosi fin dalle prime ore della mattina hanno assiepato lo storico cavalcavia sopra il circuito di Fiorano. Sperano nel riscatto anche i due piloti, Charles Leclerc e soprattutto Lewis Hamilton. ‹ › 1 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 2 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 3 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 4 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 5 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 6 / 7 NUOVA FERRARI F1 ‹ › 7 / 7 NUOVA FERRARI F1 * La Ferrari ha diffuso le prime immagini della nuova SF-26 * I piloti si preparano per lo shakedown: dovrebbe essere Hamilton il primo a girare con la nuova Ferrari Articolo in aggiornamento L'articolo Nuova Ferrari, la presentazione della F-26: è la speranza della Rossa per rinascere in F1 | Le foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Audi, presentato a Berlino il team che debutterà in Formula 1 nel 2026
A Berlino è stato presentato ufficialmente l’Audi Revolut F1 Team, nuovo progetto del marchio tedesco per il debutto nel Campionato del Mondo di Formula 1 a partire dalla stagione 2026. L’evento si è svolto presso la location Kraftwerk, alla presenza di oltre 400 ospiti, e ha segnato la prima apparizione pubblica del team. Nel corso della serata sono state svelate la livrea ufficiale della monoposto Audi R26, l’abbigliamento della squadra e le tute dei piloti Gabriel Bortoleto e Nico Hülkenberg. La Audi R26 è equipaggiata con la power unit AFR 26 Hybrid, sviluppata internamente presso il sito Audi di Neuburg an der Donau. La prima accensione del propulsore montato sul telaio 2026 risale a dicembre 2025, mentre il primo rollout è avvenuto il 9 gennaio sul circuito di Barcellona, in occasione di un filming day riservato ai team esordienti. Il debutto in gara è previsto per l’8 marzo in Australia, dopo una fase di preparazione che include uno shakedown a porte chiuse a Barcellona (26–30 gennaio) e due sessioni di test ufficiali in Bahrain, dall’11 al 13 e dal 18 al 20 febbraio. Il progetto si inserisce nel nuovo quadro regolamentare della Formula 1, che dal 2026 introdurrà significative modifiche tecniche, tra cui l’aerodinamica attiva, l’eliminazione del DRS e un maggiore contributo della componente elettrica, oltre all’utilizzo di carburanti sostenibili. Contestualmente alla presentazione, è stato annunciato il lancio di un content hub dedicato al team, destinato a raccogliere notizie e aggiornamenti sull’attività sportiva. L'articolo Audi, presentato a Berlino il team che debutterà in Formula 1 nel 2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ford annuncia il ritorno in Formula 1 dopo 22 anni. I dettagli del progetto
Dopo 22 anni di assenza, Ford Motor Company annuncia il proprio ritorno in Formula 1, segnando una nuova fase della sua presenza nel motorsport globale. L’azienda statunitense collaborerà allo sviluppo della power unit di nuova generazione per Oracle Red Bull Racing e Visa Cash App Racing Bulls, in vista dell’introduzione dei regolamenti tecnici 2026. Il progetto prevede una stretta integrazione tra i centri di ingegneria di Dearborn e Milton Keynes, con un focus sui sistemi elettrici, sull’elettronica di potenza e sui software di gestione delle batterie. Tecnologie che, secondo Ford, non resteranno confinate al contesto sportivo ma confluiranno nello sviluppo della prossima generazione di veicoli di serie, in particolare per quanto riguarda l’elettrificazione e l’efficienza energetica. Il ritorno in Formula 1 viene così presentato come un collegamento diretto tra pista e strada: un banco di prova estremo per soluzioni destinate a trovare applicazione nei modelli di produzione, inclusi pick-up e veicoli commerciali. Un approccio che richiama una tradizione storica che risale agli inizi del Novecento, quando Henry Ford utilizzò le competizioni come strumento di validazione tecnica e industriale. Pur riconoscendo la complessità di un campionato altamente competitivo, Ford sottolinea un’impostazione pragmatica, orientata alla ricerca e allo sviluppo più che al risultato immediato. In questo contesto, la Formula 1 torna a essere per l’azienda non solo una vetrina globale, ma un laboratorio avanzato per soluzioni di mobilità. L'articolo Ford annuncia il ritorno in Formula 1 dopo 22 anni. I dettagli del progetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Guarderò i test di Formula 1 da spettatore”: l’annuncio di Carlo Vanzini dopo il tumore al pancreas. Si deve operare
“I test in Bahrein li guarderò da spettatore“. Carlo Vanzini ha annunciato sul suo canale Youtube – durante una diretta – la sua assenza in cabina di commento per i test in Formula 1. E non ci sarà perché sarà in convalescenza dopo l’intervento che dovrà affrontare in questi giorni per rimuovere il tumore al pancreas che lui stesso ha annunciato a dicembre 2025 in un’intervista al Corriere della Sera. 54 anni e telecronista di Formula 1 per Sky, Vanzini – dopo l’annuncio del tumore, lo stesso che aveva colpito la sorella – ha fatto dieci sedute di chemioterapia e adesso dovrà sottoporsi a un intervento per l’asportazione. La scoperta era avvenuta grazie al collega Davide Camicioli, che aveva pubblicato un post insieme al dottor Riccardo Ceccarelli al centro medico Formula Medicine di Viareggio: il medico ha invitato Vanzini a recarsi lì per un controllo e dopo l’ecografia addominale, era stata trovata una lesione. A quel punto la moglie Cristina Fantoni, giornalista di La7, aveva prenotato una tac e una visita chirurgica a Verona. “Mia sorella è morta al San Raffaele, per la stessa malattia. Psicologicamente, preferivo farmi vedere altrove”, aveva raccontato Vanzini alla giornalista Elvira Serra. Dopo l’annuncio, la chemio e la vicinanza di tantissimi colleghi, appassionati e tanti personaggi del mondo della tv, adesso Vanzini si sottoporrà a un intervento. La guida del team Sky di Formula 1 sarà al momento nelle mani Fabio Tavelli, che condurrà tutte le trasmissioni previste in vista della nuova stagione. La speranza è appunto ritrovare Carlo Vanzini al suo posto in cabina di commento quando ci sarà il primo gran premio della stagione in Australia, previsto per il prossimo 8 marzo. L'articolo “Guarderò i test di Formula 1 da spettatore”: l’annuncio di Carlo Vanzini dopo il tumore al pancreas. Si deve operare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Gasly scia con la stessa giacca di Schumacher, il suo omaggio scatena la polemica: “Gran mancanza di rispetto”
Una foto sulla neve, con l’iconica giacca di Michael Schumacher, postata nel giorno del suo compleanno. Quello del pilota di Formula 1 Pierre Gasly – il 3 gennaio – voleva con ogni probabilità essere un omaggio all’ex pilota tedesco della Ferrari, che oggi si trova nella sua residenza in Svizzera, costantemente assistito da personale qualificato dopo il tremendo incidente sugli sci a Méribel nel 2013. Ma la scelta non è stata apprezzata dai fan della Formula 1 e di Schumacher, che hanno invaso il post di Gasly con commenti non proprio gentili. Gasly ha infatti postato quattro foto il 3 gennaio – giorno in cui Schumacher ha compiuto 57 anni – che lo ritraggono sulla neve a sciare, con l’iconica giacca rossa Ferrari. “Tempismo sbagliatissimo”, scrive qualcuno. Altri lo accusano: “È una grande mancanza di rispetto“, “cancella” o ancora “scelta sbagliata indossare quella giacca proprio oggi mentre sei a sciare”. Un altro utente ci va più leggero, raccomandando soltanto a Gasly di fare attenzione: “Quando ho visto quel giubbino non potevo far altro che pensare a Michael Schumacher. Era il mio preferito, e tu sei uno dei miei preferiti”. Oltre alla foto singola con la giacca rossa, diversi utenti hanno anche fatto notare la somiglianza della foto con la fidanzata e una storica di Schumacher con la moglie Corinna. Sono però in tanti ad aver difeso il pilota Alpine sotto il post: “Lasciatelo stare, voleva solo omaggiare una leggenda” e ancora “è la sua vita, lasciategli fare ciò che vuole”. L'articolo Gasly scia con la stessa giacca di Schumacher, il suo omaggio scatena la polemica: “Gran mancanza di rispetto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Audi Revolut F1 Team, primo “avvio” della monoposto al debutto nel 2026
Il progetto Audi Revolut F1 Team ha raggiunto un passaggio chiave in vista del debutto nel Campionato Mondiale di Formula 1 FIA 2026. Il 19 dicembre 2025, presso la sede di Hinwil, la power unit Audi è stata avviata per la prima volta all’interno del telaio della monoposto di nuova generazione, segnando il completamento della fase prototipale e l’ingresso nello sviluppo avanzato della vettura. La prima accensione rappresenta un momento tecnico cruciale per ogni programma di Formula 1, in quanto certifica la corretta integrazione tra motore, telaio e sistemi ausiliari. Nel caso di Audi, il risultato è frutto della collaborazione tra il reparto powertrain di Neuburg (Germania), la struttura telaistica di Hinwil (Svizzera) e il centro tecnico di Bicester (Regno Unito). Secondo Gernot Döllner, amministratore delegato di di AUDI AG, l’ingresso in Formula 1 rappresenta un pilastro strategico del rinnovamento del marchio e un’espressione concreta del principio “Vorsprung durch Technik”. Anche Mattia Binotto, responsabile del progetto Audi F1, ha sottolineato come la prima accensione costituisca il primo risultato tangibile delle ambizioni sportive del costruttore. Archiviato questo traguardo, il team proseguirà con l’unveiling della livrea ufficiale il 20 gennaio a Berlino e con le prime sessioni di test collettivi a Barcellona. Nella stessa data verrà inoltre attivato un nuovo content hub dedicato alle attività della squadra, pensato come punto di riferimento informativo per media e addetti ai lavori. L'articolo Audi Revolut F1 Team, primo “avvio” della monoposto al debutto nel 2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei “soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. VOLLEY: 10 Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel 2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili. Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta. TENNIS: 10 A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni. L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il 2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno. Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con l’immensa Sara Errani. Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros, Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10 (Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22, Darderi 25). ATLETICA: 8 Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo Fabbri nel peso. A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei 5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in lungo. E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne), argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20 rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo. Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10 km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo. MOTOGP: 7 Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9 podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste). E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella: il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in più di lui… un problema evidentemente c’è. NUOTO: 6 Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6 bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante. Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7 medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro 3 metri misto. È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei 50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni olimpici (100 dorso e 100 rana). E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50 farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025 positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio. SPORT INVERNALI: 6 In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa libera e quella di slalom gigante. Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo. Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista, in altre sarà poco competitiva o addirittura assente. CICLISMO: 5 La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn, campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre. Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a essere competitiva ad altissimi livelli. BASKET: 4 Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia, Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e la sua Slovenia già agli ottavi di finale. Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate. E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini, che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro. FORMULA UNO: 3 Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto. Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre. Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio. Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi. L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo. CALCIO: 2 Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio. Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel 2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche a San Siro per 1-4. Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale – la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano – sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche generoso). Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”), salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica, che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega Serie A. L’ennesimo disastro. L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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