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MCLAREN ARTURA SPIDER MCL39 CHAMPIONSHIP EDITION
Solo dieci esemplari per celebrare un titolo storico. McLaren presenta la Artura
Spider MCL39 Championship Edition, serie ultra-limitata creata per festeggiare
il decimo Mondiale Costruttori di McLaren Racing in Formula 1. Un tributo
diretto alla monoposto MCL39 iridata 2025 e a una stagione entrata nella storia
del team di Woking.
La realizzazione è firmata da McLaren Special Operations, che ha curato una
livrea verniciata a mano in MSO Bespoke Myan Orange e Onyx Black, richiamo
cromatico alla vettura campione del mondo. Sulla carrozzeria spiccano i motivi
“10”, ognuno con dieci stelle e i profili stilizzati di tutte le McLaren
vincitrici di un titolo Costruttori.
L’allestimento esterno include Black Pack, cerchi forgiati Dynamo superleggeri a
10 razze in nero lucido, pinze freno Myan Orange e scarico sportivo con finitura
Stealth. L’abitacolo abbina Alcantara Performance Carbon Black e pelle Nappa Jet
Black con dettagli McLaren Orange: ricamo “10” sui poggiatesta, marcatore a ore
12 sul volante e targhetta identificativa dedicata.
Le soglie in fibra di carbonio satinata saranno firmate dai piloti Lando Norris
e Oscar Piastri. Nel vano bagagli trova posto una placca con il palmarès 2025
del team. Ogni cliente riceverà inoltre un esclusivo cimelio da collezione
legato al titolo mondiale.
L'articolo McLaren Artura Spider MCL39 Championship Edition, serie speciale per
il decimo titolo in F1 – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Formula 1
Una Mercedes che spaventa, una Ferrari solida (col crono più basso dei test),
Red Bull e McLaren affidabili ma rimandate al Bahrain assieme all’Aston Martin.
Lo shakedown di Barcellona dice proprio questo, con una premessa: nessun team ha
cercato la prestazione pura in Catalogna, ma piuttosto — come già paventato dal
team principal Frédéric Vasseur— ha messo sotto pressione le power unit di nuova
generazione (50% elettriche e 50% termiche) studiando al meglio i sistemi: dalle
sospensioni attive all’impianto di ricarica frenante.
Il team delle Frecce d’Argento, che ha finito di girare giovedì, è tornato a
casa con la sensazione di una macchina completa, capace di girare senza nessun
particolare problema per un totale di 500 giri in tre giorni. Giovedì il long
run era stato lungo 168 giri, nel pomeriggio poi George Russell si era permesso
anche di realizzare il crono più basso di giornata in 1’16’’445, seguito da
Andrea Kimi Antonelli (1’17’’081 di mattina). Dopo aver sperimentato medie e
bianche, ha poi testato le Soft solo per vedere come rispondeva la vettura e la
power unit alle alte velocità in curva. “Sicuramente andremo in Bahrain con
grande fiducia e grandi speranze, perché è andata bene”, le parole del
bolognese. Resta ora da capire come evolverà il caso motore legato al presunto
rapporto di compressione più potente rispetto ad altri team — con Ferrari, Red
Bull e Aston Martin imbufalite — anche se molto probabilmente si arriverà a un
nulla di fatto.
Se Brackley sarà la principale forza di questo Mondiale lo si inizierà a capire
proprio da Sakhir, nei test dall’11 al 13 e dal 18 al 20 febbraio, quando ci
sarà anche la Williams, non scesa in pista a Barcellona per problemi di
sovrappeso e di crash test falliti. Ci arriverà una Ferrari convincente, che
dopo i 121 giri di martedì e i 174 di giovedì, ne ha compiuti a bizzeffe
portando l’auto al limite: di mattina Charles Leclerc si è avvicinato al miglior
crono dei test di Russell (in 1’16”653), nel pomeriggio Lewis Hamilton lo ha
superato di un decimo (1’16″348), chiudendo col tempo più basso della
cinque-giorni. Un tempo che non ha significato, ma che porterà sicuramente umore
all’inglese, dopo un 2025 da incubo. Tanti i dati utili raccolti dai piloti e
dal team, per affinare l’auto in vista di Sakhir, considerando che — rispetto
agli altri top team come Mercedes e McLaren — Maranello è sceso in pista di
martedì, quando due violenti scrosci avevano allagato la pista, iniziando a
testare così il comportamento di full wet e intermedie. “Abbiamo spinto un po’
di più ed è stato bello, per sentire un po’ il limite di questa macchina e
capirla meglio. Uno shakedown positivo”, sono le parole di un fiducioso Leclerc.
Non ha avuto problemi di power unit nemmeno la Red Bull, che però è stata
distrutta nel posteriore da Isack Hadjar martedì, quando il pilota era finito
contro le barriere dell’ultima curva. Il team ha dovuto così attendere i pezzi
di ricambio dalla sede di Milton Keynes, girando poi nella giornata finale con
Max Verstappen. Dopo un giovedì complicato — quando Oscar Piastri aveva
completato solo 48 giri di mattina, prima di un problema al sistema di
alimentazione — la McLaren ha girato senza problemi venerdì. “Abbiamo capito
alcuni limiti tra motore e telaio rispetto al 2025”, le parole dell’australiano.
Di Lando Norris il secondo tempo di giornata in 1’16″594.
Bellissima ma tutta da capire l’Aston Martin di Adrian Newey, scesa in pista
oggi dopo averlo fatto giovedì solo a un’ora dalla fine di sessione. Lance
Stroll aveva esordito al volante della AMR26, poi dopo pochi giri di
installazione era rimasto fermo nell’ultimo settore per un problema tecnico.
Venerdì, poi, Fernando Alonso ha girato per 61 volte. Il debutto della nuova
macchina ha catturato l’attenzione di addetti ai lavori e tifosi per degli
elementi sorprendenti, non portati finora da altre vetture, come il tirante
dello sterzo o gli estesi bocchettoni di sfogo alle pance. Tra i team in
difficoltà sicuramente l’Audi e la Cadillac, con diversi problemi tecnici,
considerando che anche Haas si è fermata. Senza problemi invece l’Alpine e la
Racing Bull. Tutti i verdetti veri, però, sono rimandati ai test di Sakhir.
L'articolo La Mercedes fa paura, la Ferrari appare solida, Newey già sorprende:
come sono andati i primi test della nuova Formula 1 proviene da Il Fatto
Quotidiano.
La stagione di Formula 1 deve ancora ufficialmente cominciare, ma nei giorni in
cui diverse scuderie stanno svelando le loro monoposto, c’è già una prima
sorpresa: la Williams non parteciperà ai test di cinque giorni che si
svolgeranno al Montmelò, a Barcellona. “L’Atlassian Williams F1 Team ha deciso
di non partecipare al test shakedown della prossima settimana a Barcellona a
seguito dei ritardi nel programma FW48″, si legge in una nota del team di
Formula 1 britannico. Alla base della decisione – come riportato da La Gazzetta
dello Sport – c’è una motivazione ben precisa: la scuderia non ha superato i
crash test FIA, necessari per permettere ai piloti di scendere in pista in
qualsiasi test ufficiale organizzato dalla Federazione.
Dietro questa scelta c’è un ritardo nello sviluppo della monoposto. La FW48 ha
completato il fire–up (l’accensione) soltanto pochi giorni fa, dopo tutte le
altre presenti in griglia. Altre vetture, come ad esempio Audi, avevano deciso
di anticipare i tempi effettuando questo passaggio a fine 2025 per completare il
collaudo della vettura già a inizio gennaio. Tutto perché la Williams – sempre
secondo quanto riportato dal quotidiano rosa – ha infatti riscontrato importanti
problemi al telaio di questa nuova vettura, la prima del nuovissimo ciclo
regolamentare. Senza omologazione della FW48 sarà impossibile per Alex Albon e
Carlos Sainz debuttare a Barcellona.
“La squadra effettuerà invece una serie di test, tra cui un programma VTT la
prossima settimana con la vettura del 2026, per prepararsi al primo test
ufficiale in Bahrain e alla prima gara della stagione a Melbourne”, conclude il
team nella nota. Il ritardo pesa ancora di più se si pensa che la Williams aveva
deciso di dedicare risorse ed energie già nel 2025 per la monoposto 2026,
individuata come la vettura del rilancio tecnico e sportivo viste anche le
tantissime novità regolamentari.
L'articolo Formula 1, c’è già la prima sorpresa: la Williams non parteciperà ai
test a Barcellona. “Problemi al telaio, non ha superato i crash test” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
La speranza a Maranello è che sia la monoposto del riscatto. Oggi a Fiorano la
Ferrari presenta la nuova SF-26, la vettura che debutterà nel mondiale di
Formula 1 2026 con il cambio di regolamento. Le nuove norme si ripromettono di
stravolgere equilibri e stili di guida. Per la Scuderia del Cavallino è la
chance per tornare finalmente protagonista, dopo anni complessi. Nonostante la
deludente stagione appena concluso, tantissimi tifosi fin dalle prime ore della
mattina hanno assiepato lo storico cavalcavia sopra il circuito di Fiorano.
Sperano nel riscatto anche i due piloti, Charles Leclerc e soprattutto Lewis
Hamilton.
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NUOVA FERRARI F1
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* La Ferrari ha diffuso le prime immagini della nuova SF-26
* I piloti si preparano per lo shakedown: dovrebbe essere Hamilton il primo a
girare con la nuova Ferrari
Articolo in aggiornamento
L'articolo Nuova Ferrari, la presentazione della F-26: è la speranza della Rossa
per rinascere in F1 | Le foto proviene da Il Fatto Quotidiano.
A Berlino è stato presentato ufficialmente l’Audi Revolut F1 Team, nuovo
progetto del marchio tedesco per il debutto nel Campionato del Mondo di Formula
1 a partire dalla stagione 2026. L’evento si è svolto presso la location
Kraftwerk, alla presenza di oltre 400 ospiti, e ha segnato la prima apparizione
pubblica del team.
Nel corso della serata sono state svelate la livrea ufficiale della monoposto
Audi R26, l’abbigliamento della squadra e le tute dei piloti Gabriel Bortoleto e
Nico Hülkenberg. La Audi R26 è equipaggiata con la power unit AFR 26 Hybrid,
sviluppata internamente presso il sito Audi di Neuburg an der Donau. La prima
accensione del propulsore montato sul telaio 2026 risale a dicembre 2025, mentre
il primo rollout è avvenuto il 9 gennaio sul circuito di Barcellona, in
occasione di un filming day riservato ai team esordienti.
Il debutto in gara è previsto per l’8 marzo in Australia, dopo una fase di
preparazione che include uno shakedown a porte chiuse a Barcellona (26–30
gennaio) e due sessioni di test ufficiali in Bahrain, dall’11 al 13 e dal 18 al
20 febbraio. Il progetto si inserisce nel nuovo quadro regolamentare della
Formula 1, che dal 2026 introdurrà significative modifiche tecniche, tra cui
l’aerodinamica attiva, l’eliminazione del DRS e un maggiore contributo della
componente elettrica, oltre all’utilizzo di carburanti sostenibili.
Contestualmente alla presentazione, è stato annunciato il lancio di un content
hub dedicato al team, destinato a raccogliere notizie e aggiornamenti
sull’attività sportiva.
L'articolo Audi, presentato a Berlino il team che debutterà in Formula 1 nel
2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
Dopo 22 anni di assenza, Ford Motor Company annuncia il proprio ritorno in
Formula 1, segnando una nuova fase della sua presenza nel motorsport globale.
L’azienda statunitense collaborerà allo sviluppo della power unit di nuova
generazione per Oracle Red Bull Racing e Visa Cash App Racing Bulls, in vista
dell’introduzione dei regolamenti tecnici 2026.
Il progetto prevede una stretta integrazione tra i centri di ingegneria di
Dearborn e Milton Keynes, con un focus sui sistemi elettrici, sull’elettronica
di potenza e sui software di gestione delle batterie. Tecnologie che, secondo
Ford, non resteranno confinate al contesto sportivo ma confluiranno nello
sviluppo della prossima generazione di veicoli di serie, in particolare per
quanto riguarda l’elettrificazione e l’efficienza energetica.
Il ritorno in Formula 1 viene così presentato come un collegamento diretto tra
pista e strada: un banco di prova estremo per soluzioni destinate a trovare
applicazione nei modelli di produzione, inclusi pick-up e veicoli commerciali.
Un approccio che richiama una tradizione storica che risale agli inizi del
Novecento, quando Henry Ford utilizzò le competizioni come strumento di
validazione tecnica e industriale.
Pur riconoscendo la complessità di un campionato altamente competitivo, Ford
sottolinea un’impostazione pragmatica, orientata alla ricerca e allo sviluppo
più che al risultato immediato. In questo contesto, la Formula 1 torna a essere
per l’azienda non solo una vetrina globale, ma un laboratorio avanzato per
soluzioni di mobilità.
L'articolo Ford annuncia il ritorno in Formula 1 dopo 22 anni. I dettagli del
progetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
“I test in Bahrein li guarderò da spettatore“. Carlo Vanzini ha annunciato sul
suo canale Youtube – durante una diretta – la sua assenza in cabina di commento
per i test in Formula 1. E non ci sarà perché sarà in convalescenza dopo
l’intervento che dovrà affrontare in questi giorni per rimuovere il tumore al
pancreas che lui stesso ha annunciato a dicembre 2025 in un’intervista al
Corriere della Sera. 54 anni e telecronista di Formula 1 per Sky, Vanzini – dopo
l’annuncio del tumore, lo stesso che aveva colpito la sorella – ha fatto dieci
sedute di chemioterapia e adesso dovrà sottoporsi a un intervento per
l’asportazione.
La scoperta era avvenuta grazie al collega Davide Camicioli, che aveva
pubblicato un post insieme al dottor Riccardo Ceccarelli al centro medico
Formula Medicine di Viareggio: il medico ha invitato Vanzini a recarsi lì per un
controllo e dopo l’ecografia addominale, era stata trovata una lesione. A quel
punto la moglie Cristina Fantoni, giornalista di La7, aveva prenotato una tac e
una visita chirurgica a Verona. “Mia sorella è morta al San Raffaele, per la
stessa malattia. Psicologicamente, preferivo farmi vedere altrove”, aveva
raccontato Vanzini alla giornalista Elvira Serra.
Dopo l’annuncio, la chemio e la vicinanza di tantissimi colleghi, appassionati e
tanti personaggi del mondo della tv, adesso Vanzini si sottoporrà a un
intervento. La guida del team Sky di Formula 1 sarà al momento nelle mani Fabio
Tavelli, che condurrà tutte le trasmissioni previste in vista della nuova
stagione. La speranza è appunto ritrovare Carlo Vanzini al suo posto in cabina
di commento quando ci sarà il primo gran premio della stagione in Australia,
previsto per il prossimo 8 marzo.
L'articolo “Guarderò i test di Formula 1 da spettatore”: l’annuncio di Carlo
Vanzini dopo il tumore al pancreas. Si deve operare proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una foto sulla neve, con l’iconica giacca di Michael Schumacher, postata nel
giorno del suo compleanno. Quello del pilota di Formula 1 Pierre Gasly – il 3
gennaio – voleva con ogni probabilità essere un omaggio all’ex pilota tedesco
della Ferrari, che oggi si trova nella sua residenza in Svizzera, costantemente
assistito da personale qualificato dopo il tremendo incidente sugli sci a
Méribel nel 2013.
Ma la scelta non è stata apprezzata dai fan della Formula 1 e di Schumacher, che
hanno invaso il post di Gasly con commenti non proprio gentili. Gasly ha infatti
postato quattro foto il 3 gennaio – giorno in cui Schumacher ha compiuto 57 anni
– che lo ritraggono sulla neve a sciare, con l’iconica giacca rossa Ferrari.
“Tempismo sbagliatissimo”, scrive qualcuno. Altri lo accusano: “È una grande
mancanza di rispetto“, “cancella” o ancora “scelta sbagliata indossare quella
giacca proprio oggi mentre sei a sciare”.
Un altro utente ci va più leggero, raccomandando soltanto a Gasly di fare
attenzione: “Quando ho visto quel giubbino non potevo far altro che pensare a
Michael Schumacher. Era il mio preferito, e tu sei uno dei miei preferiti”.
Oltre alla foto singola con la giacca rossa, diversi utenti hanno anche fatto
notare la somiglianza della foto con la fidanzata e una storica di Schumacher
con la moglie Corinna. Sono però in tanti ad aver difeso il pilota Alpine sotto
il post: “Lasciatelo stare, voleva solo omaggiare una leggenda” e ancora “è la
sua vita, lasciategli fare ciò che vuole”.
L'articolo Gasly scia con la stessa giacca di Schumacher, il suo omaggio scatena
la polemica: “Gran mancanza di rispetto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il progetto Audi Revolut F1 Team ha raggiunto un passaggio chiave in vista del
debutto nel Campionato Mondiale di Formula 1 FIA 2026. Il 19 dicembre 2025,
presso la sede di Hinwil, la power unit Audi è stata avviata per la prima volta
all’interno del telaio della monoposto di nuova generazione, segnando il
completamento della fase prototipale e l’ingresso nello sviluppo avanzato della
vettura.
La prima accensione rappresenta un momento tecnico cruciale per ogni programma
di Formula 1, in quanto certifica la corretta integrazione tra motore, telaio e
sistemi ausiliari. Nel caso di Audi, il risultato è frutto della collaborazione
tra il reparto powertrain di Neuburg (Germania), la struttura telaistica di
Hinwil (Svizzera) e il centro tecnico di Bicester (Regno Unito).
Secondo Gernot Döllner, amministratore delegato di di AUDI AG, l’ingresso in
Formula 1 rappresenta un pilastro strategico del rinnovamento del marchio e
un’espressione concreta del principio “Vorsprung durch Technik”. Anche Mattia
Binotto, responsabile del progetto Audi F1, ha sottolineato come la prima
accensione costituisca il primo risultato tangibile delle ambizioni sportive del
costruttore.
Archiviato questo traguardo, il team proseguirà con l’unveiling della livrea
ufficiale il 20 gennaio a Berlino e con le prime sessioni di test collettivi a
Barcellona. Nella stessa data verrà inoltre attivato un nuovo content hub
dedicato alle attività della squadra, pensato come punto di riferimento
informativo per media e addetti ai lavori.
L'articolo Audi Revolut F1 Team, primo “avvio” della monoposto al debutto nel
2026 proviene da Il Fatto Quotidiano.
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel
tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai
mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di
calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket
sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una
stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei
“soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un
occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026.
VOLLEY: 10
Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il
volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento
d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da
vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai
Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel
2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la
guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione
olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili.
Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale
a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a
fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la
Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i
favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di
Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al
mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento
della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto
la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche
nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di
Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta.
TENNIS: 10
A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e
soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni.
L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha
conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha
ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il
2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da
Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno.
Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato
il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del
mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I
protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che
contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita
anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine
Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con
l’immensa Sara Errani.
Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima
volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli
Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros,
Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di
ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10
(Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking
Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22,
Darderi 25).
ATLETICA: 8
Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie
ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire
dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai
Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel
triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia
femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani
nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo
Fabbri nel peso.
A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a
squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei
5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e
Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in
lungo.
E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo
donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne),
argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo
uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui
quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20
rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo.
Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e
Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10
km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e
Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo.
MOTOGP: 7
Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti
visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto
dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9
podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però
in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente
mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste).
E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella:
il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva
cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte
le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in
più di lui… un problema evidentemente c’è.
NUOTO: 6
Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi
appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in
vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6
bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la
nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis
e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i
Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante.
Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7
medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione
azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e
Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km
knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria
Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara
individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo
Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro
3 metri misto.
È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma
anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei
50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo
a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò
Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni
olimpici (100 dorso e 100 rana).
E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50
farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la
dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla
semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro
poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per
Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così
come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista
l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025
positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio.
SPORT INVERNALI: 6
In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo
anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che
partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune
riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale
c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio
di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la
seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa
libera e quella di slalom gigante.
Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata
la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa
Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha
conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche
vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader
internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca
prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave
infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland
Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo.
Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è
stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a
vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio
importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per
l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le
prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più
esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista,
in altre sarà poco competitiva o addirittura assente.
CICLISMO: 5
La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra
diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per
esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava
tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della
classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella
classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn,
campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre.
Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di
ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di
memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un
corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a
essere competitiva ad altissimi livelli.
BASKET: 4
Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia,
Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso
Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere
negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione
continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e
la sua Slovenia già agli ottavi di finale.
Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono
fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular
season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono
arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate.
E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini,
che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in
classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi
presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici
dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro.
FORMULA UNO: 3
Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe
stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di
Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a
McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto.
Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di
prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso
al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre.
Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il
britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio.
Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo
primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su
Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente
maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi.
L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo.
CALCIO: 2
Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio.
Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al
mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel
2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la
sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di
qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche
a San Siro per 1-4.
Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due
edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale –
la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli
Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano –
sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di
Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie
superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono
era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia
della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello
delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche
generoso).
Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia
Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo
qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega
Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in
diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”),
salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a
far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate
inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica,
che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega
Serie A. L’ennesimo disastro.
L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime)
delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
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