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Arrestato il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo contro Audero: è un 19enne che fa parte degli ultras della Curva Nord
Il ragazzo che domenica a Cremona ha lanciato il petardo che ha stordito il portiere Emil Audero è stato arrestato dalla Digos di Milano. Non è un socio dell’Inter Club San Marino, come era emerso inizialmente: si tratta invece di un 19enne che, a differenza del secondo ragazzo che con un altro petardo si è ferito alle dita, fa parte dei gruppi ultras della Curva Nord. E in particolare del gruppo dei Viking, il cui capo Nino Ciccarelli e a capo del direttivo della Nord. A quanto risulta l’ultras avrebbe lanciato una bomba carta fatta come un fumogeno che una volata acceso poi esplode. Allo stato ancora non sono ancora note le accuse contestate. Domani ci sarà l’udienza di convalida. Articolo in aggiornamento L'articolo Arrestato il tifoso dell’Inter che ha lanciato il petardo contro Audero: è un 19enne che fa parte degli ultras della Curva Nord proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Trasferte vietate ai tifosi del’Inter fino al 23 marzo (escluso il derby): le decisioni del Viminale sul caso Audero. Attesa per il giudice sportivo
Trasferte vietate fino al 23 marzo, ma è esclusa Milan–Inter, dove – essendo un derby – non ci saranno movimenti di tifoserie. Questa la decisione del ministro dell’Interno nei confronti dell’Inter dopo il caso del petardo lanciato in campo vicino a Emil Audero, portiere della Cremonese durante il match appunto tra i nerazzurri e la formazione allenata da Davide Nicola. “A seguito dei gravi disordini che si sono verificati nel corso dell’incontro di Serie A che si è disputato a Cremona il 1 febbraio 2026, il ministro dell’Interno ha disposto il divieto di trasferta per i tifosi dell’Inter fino al 23 marzo 2026, nonché il divieto di vendita, per gli stessi incontri, dei biglietti ai residenti in Lombardia“, si legge nel provvedimento, che “è finalizzato a garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica e a prevenire il ripetersi di episodi che possano compromettere il regolare svolgimento delle manifestazioni sportive”. Da questa misura rimane escluso però il derby dell’8 marzo tra Milan e Inter, visto che essendo entrambe le squadre milanesi, non ci saranno movimenti di tifoserie. Decisione del ministro dell’Interno da non confondere dalla giustizia sportiva. Il giudice sportivo infatti si esporrà dopo la fine della 23esima giornata di Serie A, che si concluderà questa sera con il match tra Bologna e Milan. Molto probabile l’arrivo di una pesante multa per l’Inter, più difficile pensare all’ipotesi di chiusura di settori di San Siro, anche in virtù del provvedimento del Viminale, anche se i due organi e le rispettive decisioni rimangono indipendenti. I fatti in questione riguardando quanto accaduto al 48esimo del secondo tempo, quando dal settore ospiti è arrivato un petardo, lanciato da un tifoso dell’Inter poi individuato ed espulso dal club di appartenenza. Audero è subito caduto a terra, stordito e con problemi all’orecchio e al ginocchio, come poi da lui stesso spiegato. L'articolo Trasferte vietate ai tifosi del’Inter fino al 23 marzo (escluso il derby): le decisioni del Viminale sul caso Audero. Attesa per il giudice sportivo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Perché sto giocando ancora? Perché sono in campo?”: Audero racconta gli attimi dopo lo scoppio del petardo
“Innanzitutto sto abbastanza bene. Almeno di testa perché ripensando a quello che è successo mi rendo conto che le conseguenze potevano essere molto più gravi”. Emil Audero torna a parlare a distanza di due giorni dall’episodio del petardo che gli è scoppiato a pochissimi metri di distanza durante Cremonese–Inter, match terminato 0-2 per i nerazzurri. Al 48esimo del secondo tempo infatti dal settore ospiti è arrivato un petardo, lanciato da un tifoso dell’Inter poi individuato ed espulso dal club di appartenenza. Audero è subito caduto a terra, stordito e con problemi all’orecchio e al ginocchio. “Domenica ho avuto una botta molto forte all’orecchio e sul ginocchio destro: tra calzettone e pantaloncino mi bruciava la pelle, mentre sull’orecchio ho sentito una botta forte. E andrò a fare esami per controllare che non ci sia niente di danneggiato”, ha spiegato il portiere grigiorosso a La Gazzetta dello Sport. “È una roba che fatichi a digerire, perché pensi che per la dinamica che c’è stata poteva andare peggio“, ha spiegato Audero. Il portiere ammette di aver provato “una sensazione di vuoto morale che non avevo mai provato in vita mia. Mi sono sentito scarico e mi sono chiesto perché sto giocando ancora, perché sono in campo?”. Secondo Audero l’esplosione del petardo avrebbe potuto avere conseguenze molto più gravi: In genere sono bengala che non esplodono. Sembrava tutto sotto controllo. Durante la partita ero concentrato, poi giro la testa e vedo quella roba per terra vicino a me. Io non sono un esperto e solo per caso mi sposto seguendo lo svolgimento dell’azione con lo sguardo. Stavo comunque richiamando l’attenzione dell’arbitro, ho fatto pochi passi e poi quel botto tremendo”. E poi “Un boato, come si mi avessero tirato una martellata all’orecchio, facevo fatica a sentire. Nella gamba destra vedo un taglio, il calzoncino stracciato, e sento un bruciore fortissimo. Non mi fossi spostato, poteva veramente finire molto male”. Nonostante ciò, ha deciso di rimanere in campo, rialzarsi e continuare a giocare. Segno di grande sportività: “L’ho fatto per l’adrenalina innanzitutto. Ma lo fai anche perché sei in campo, capisci la situazione e non vuoi che finisca in quel modo. Dentro di me non sentivo la volontà di abbandonare. Sospendere la partita per un episodio del genere non mi andava giù. Sapevo di potercela fare. Anche se poi è successo qualcosa”. L'articolo “Perché sto giocando ancora? Perché sono in campo?”: Audero racconta gli attimi dopo lo scoppio del petardo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“A lanciare il petardo verso Audero un nostro socio, non potevamo sapere le sue intenzioni”: il comunicato dell’Inter Club San Marino
È un socio dell’Inter Club San Marino il tifoso responsabile del lancio del petardo che, nel corso della partita tra Cremonese e Inter, è esploso a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero, provocandogli una ferita alla gamba. A chiarirlo è lo stesso club nerazzurro sammarinese, che ha diffuso un comunicato per prendere le distanze dall’accaduto. “Come Inter Club San Marino ci assumiamo la responsabilità che un nostro socio fosse presente a Cremona. Ci dissociamo totalmente dal suo gesto – si legge nella nota – Durante la trasferta era autonomo, senza che potessimo conoscere le sue intenzioni. Abbiamo già chiesto l’espulsione del club e collaborato con la Digos per identificare ogni responsabilità”. Una presa di posizione arrivata a poche ore dall’episodio che ha scosso il secondo tempo del match allo Zini e che ha riacceso il dibattito sulla sicurezza negli stadi. Il lancio dell’ordigno aveva costretto Audero a ricevere le cure mediche per un taglio alla gamba e per un iniziale fastidio all’orecchio, prima di riuscire a proseguire la gara. Sul piano giudiziario, il tifoso è stato identificato già all’interno dell’impianto sportivo ed è attualmente piantonato all’ospedale Maggiore di Cremona. Secondo quanto emerso, non si sarebbe ferito durante il lancio del petardo caduto in campo, ma nel tentativo di scagliare un secondo ordigno, esplosogli in mano. Le lesioni alle falangi di due dita sono giudicate serie e non è escluso un trasferimento in un centro specializzato. La sua posizione è ora al vaglio degli inquirenti: al momento appare improbabile l’arresto, mentre è considerata certa la denuncia, seguita dall’emissione di un Daspo. Parallelamente, resta aperto anche il fronte sportivo, con l’Inter che rischia sanzioni disciplinari per il comportamento del tifoso. La riunione dell’Osservatorio nazionale sulle manifestazioni sportive è stata anticipata già ad oggi, lunedì, prima della decisione del Giudice sportivo che sicuramente multerà il club nerazzurro. Quindi interverrà il Viminale, che deciderà quali restrizioni adottare per la tifoseria dell’Inter. In questa stagione il ministero dell’Interno ha già vietato le trasferte ai tifosi di quattro squadre: Roma, Fiorentina, Napoli e Lazio. L'articolo “A lanciare il petardo verso Audero un nostro socio, non potevamo sapere le sue intenzioni”: il comunicato dell’Inter Club San Marino proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Individuato il tifoso che lanciato il petardo verso Audero: “Ha perso tre dita, è ricoverato in ospedale”
Minuto 48 della sfida tra Cremonese e Inter: un petardo lanciato dal settore ospiti, quello occupato dai tifosi nerazzurri, esplode a pochi centimetri dal portiere grigiorosso Emil Audero. Il calciatore ha un taglio alla gamba e inizialmente fatica a sentire dall’orecchio destro, poi riesce a riprendere a giocare. Unanime la condanna, in primis da parte della stessa Inter, che ora rischia almeno una multa e restrizioni per i propri tifosi. Intanto le forze dell’ordine si sono messe subito al lavoro per individuare l’autore del gesto. Secondo quanto riporta La Gazzetta dello Sport, il tifoso è stato rintracciato perché si trova ricoverato in ospedale: ha perso tre dita maneggiando il petardo. Quasi sicuramente sarà arrestato. Se da un lato si muovo la giustizia ordinaria, c’è poi il fronte sportivo. Nessuna sconfitta a tavolino per l’Inter: un’ipotesi remota, che avrebbe potuto prendere corpo forse solamente nel caso in cui Audero non fosse stato in grado di riprendere il match. Certamente però arriverà una maxi–multa per la società, unita ad altri provvedimenti: restrizioni sulle trasferte, ma anche porte chiuse per la curva o per l’intero stadio nelle prossime partite casalinghe. Anche perché ci sono stati altri momenti di tensione dopo la gara, alla stazione di Cremona, dove gli ultras nerazzurri stavano aspettando il treno per rientrare a Milano. “Il petardo non ha colpito l’atleta, anche se ha creato un immediato danno. Il fatto che l’atleta sia riuscito a proseguire e a concludere la partita esclude l’applicazione della sanzione massima. Bisognerà vedere quale sarà la sanzione tra la multa, la chiusura di un settore, disputare a porte chiuse una o più gare o chiudere più parti dello stadio. La penalizzazione di punti all’Inter? No, non è prevista”, ha spiegato Roberto Afeltra, avvocato ed esperto di diritto sportivo, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1. A suo modo di vedere, la sanzione “può andare dalla chiusura di un settore dello stadio per un determinato periodo oppure giocare una gara a porte chiuse. Oltre questo non si dovrebbe andare”. Per quanto riguarda quel che è accaduto all’esterno dello stadio, l’avvocato Afeltra commenta: “Questo è un elemento sul quale bisogna sedersi attorno a un tavolo e trovare una soluzione. A mio modesto avviso, le società non possono rispondere di responsabilità oggettiva per fatti che non solo non si possono evitare ma anche prevedere, al di fuori delle capacità delle società di evitare incidenti“. “Dovrebbero essere ben diverse le sanzioni“, ha concluso l’avvocato. L'articolo Individuato il tifoso che lanciato il petardo verso Audero: “Ha perso tre dita, è ricoverato in ospedale” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Audero colpito da un petardo in Cremonese-Inter, Marotta: “Gesto insulso e clamoroso”. Cosa rischia il club nerazzurro
L’Inter vince 0-2 in casa della Cremonese, mantiene la testa della classifica e vola a +8 sul Milan, che giocherà martedì sul campo del Bologna. A macchiare però una serata positiva per i nerazzurri è stato quanto accaduto nel secondo tempo della gara, al 49esimo: dal settore ospiti è infatti arrivato in campo un petardo accanto alla porta di Emil Audero, portiere della Cremonese, che è subito finito a terra stordito. Il match è stato sospeso per circa 3 minuti, poi Audero – che in un primo momento ha spiegato all’arbitro di avere problemi di udito in un orecchio – si è rialzato e tutto è ripreso normalmente. Sul caso però sono tornati nel post gara sia Giuseppe Marotta a Sky Sport che il capitano dell’Inter Lautaro Martinez a Dazn. “Condanniamo nel modo più sentito questo gesto insulso e clamoroso“, ha spiegato Marotta. “Ringraziamo Audero per la sua professionalità, grazie alla quale la partita è potuta arrivare fino alla fine. Lo sport ha valori veramente lontani da quello che abbiamo potuto vedere. Le autorità stanno facendo le indagini per un gesto isolato“, ha concluso il presidente dell’Inter. “Chiediamo scusa ad Audero e a tutti i tifosi della Cremonese. Queste cose non devono succedere“, ha ribadito invece il capitano Lautaro Martinez. COSA RISCHIA L’INTER In tanti adesso si stanno chiedendo cosa rischia l’Inter dopo il lancio del petardo dal settore ospiti. A esporsi sull’argomento per primo è stato Luca Marelli, ex arbitro e oggi commentatore degli episodi arbitrali a Dazn: “L’Inter rischia una multa molto salata. Ma rischia anche la curva in termini di limitazioni nell’affluenza. Il Giudice Sportivo dovrà valutare i referti. L’episodio è grave e quindi ci sarà una multa salata e forse sanzioni aggiuntive come limitazioni al settore. Lo stadio chiuso è ipotesi marginale se non c’è già diffida”. Tradotto: la multa arriverà senza alcun dubbio, ma c’è il rischio chiusura curva. E la prossima partita in casa è Inter-Juventus. L'articolo Audero colpito da un petardo in Cremonese-Inter, Marotta: “Gesto insulso e clamoroso”. Cosa rischia il club nerazzurro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La Cremonese “dimentica” Audero allo stadio: il pullman riparte senza il portiere dopo l’errore nel match contro il Sassuolo
Emil Audero è stato dimenticato dalla Cremonese, club di cui è portiere, nel post partita della sfida contro il Sassuolo. Ha dell’incredibile quanto accaduto alla fine del match che si è giocato alle 12:30 di domenica, 25 gennaio, che ha visto vincere il Sassuolo per 1-0. Dopo lo scontro salvezza, il club lombardo ha infatti “dimenticato” Emil Audero al Mapei Stadium, ripartendo per Cremona da Reggio Emilia senza il suo portiere titolare, che tra l’altro è stato protagonista in negativo del match visto l’errore sul tiro di Laurienté da cui poi è arrivato il gol di Fadera. Come raccontato da Sky Sport infatti, dopo la sconfitta per 1-0 firmata Fadera, i giocatori lombardi sono saliti sul pullman per tornare in città. Tutti, tranne uno. All’appello infatti mancava Audero, che era impegnato nelle tradizionali interviste post partita in zona mista con alcuni giornalisti dall’Indonesia, nazionale di cui Audero è il portiere titolare, arrivati a Reggio Emilia per seguire sia il numero uno che Jay Idzes, difensore del Sassuolo. Nessuno del club però si è accorto dell’assenza del portiere, che è quindi rimasto “a piedi“. Successivamente Audero si è accorto di esser rimasto solo, si è messo in contatto con il suo club, che – anche grazie alla collaborazione del Sassuolo – ha poi messo a disposizione un’auto che ha riportato Audero a casa. L'articolo La Cremonese “dimentica” Audero allo stadio: il pullman riparte senza il portiere dopo l’errore nel match contro il Sassuolo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Svaligiata la villa di Vardy durante Cremonese-Roma, portati via gioielli e orologi: il bottino
Non è stata una domenica semplice per Jamie Vardy. Non solo per la sconfitta per 1-3 in casa con la sua Cremonese contro la Roma. Mentre infatti il calciatore era impegnato nel match di Serie A (e la famiglia, moglie e figli, in tribuna) nella sua villa di Salò si sono introdotti dei ladri, che probabilmente controllavano già da tempo gli spostamenti dell’attaccante inglese e hanno svaligiato la residenza dell’ex Leicester. L’indagine è in mano ai Carabinieri della compagnia di Salò, ma secondo le prime ricostruzioni i ladri sarebbero entrati in casa forzando una finestra (secondo altre ricostruzioni era stata lasciata aperta per una distrazione). Tra gli oggetti prelevati dalla banda di malviventi (almeno tre) ci sono gioielli preziosi e costosissimi orologi – tra cui un Patek Philippe – per un bottino di oltre 100mila euro. Dal suo arrivo alla Cremonese, l’attaccante aveva scelto di abitare nella località sul Lago di Garda con la moglie Becky e i figli proprio perché considerata una zona sicura e tranquilla anche per la sua famiglia. Di positivo c’è il fatto di non essersi trovati faccia a faccia con i malviventi, che aspettavano solo il momento giusto per agire. Dopo il furto a casa di Alessandro Bastoni – difensore dell’Inter – nel bergamasco, adesso è toccato a Vardy finire nel mirino di una banda di malviventi: è il secondo caso in poche settimane che coinvolge un calciatore. L'articolo Svaligiata la villa di Vardy durante Cremonese-Roma, portati via gioielli e orologi: il bottino proviene da Il Fatto Quotidiano.
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