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Omicidio Lione, cresce la tensione: falso allarme bomba nella sede de la France Insoumise. Fermato un secondo assistente parlamentare
Vetrine prese a sassate, pittura rossa sui muri e raid vandalici. Fino a un finto allarme bomba che ha fatto evacuare la sede de la France Insoumise a Parigi. Sono ore di grande tensione in Francia dopo l’uccisione del militante di estrema destra Quentin Deranque e, mentre le indagini sono ancora in corso, gli Insoumis di Jean-Luc Mélenchon affrontano un vero e proprio linciaggio collettivo. Attacchi sui territori, contro i luoghi di rappresentanza del partito, ma anche dentro l’Assemblea nazionale dove, nelle scorse ore, parlamentari di destra e sinistra hanno fatto il processo agli eletti. A incendiare le polemiche il fatto che, tra gli undici fermati, ci siano due assistenti del deputato Lfi Rapahael Arnault. “È ora di fare le pulizie tra i loro”, ha dichiarato la portavoce del governo. Un clima di tensione estrema che travolge la sinistra a meno di un mese dalle elezioni Municipali e a poco più di un anno dalle Presidenziali. Una vera e propria bomba, questa sì, per l’asse che dovrebbe sfidare Marine Le Pen e i suoi. LA FINTA ESPLOSIONE La rivendicazione è arrivata alle forze di polizia con una mail che ha pubblicato in esclusiva il giornale online Blast-Info: “Vi uccido tutti, la bomba l’ho messa di notte così non la troverete”. Il luogo sotto attacco: la sede de la France Insoumise a Parigi. Era tutto falso, ma per appurarlo è stata necessaria l’evacuazione di tutti i locali e alcune ore di appresione. “Voglio dire alla classe politica che queste accuse hanno delle conseguenze concrete”, ha dichiarato il deputato Manuel Bompard. Vi chiedo di fermare la strumentalizzazione del dramma avvenuto a Lione e sul quale la France Insoumise non ha alcuna responsabilità”. Sono decine le denunce che arrivano dai parlamentari Lfi ed eletti locali di minacce e intimidazioni ricevute in queste ore. Un clima aggravato dalla campagna elettorale in corso sui territori. IL COINVOLGIMENTO DEGLI ASSISTENTI DI ARNAULT Intanto si complica sempre di più la posizione del deputato Raphael Arnault. Infatti, sono due gli assistenti del parlamentare, fondatore e portavoce del gruppo di estrema sinsitra Jeune Garde, che sono stati fermati nell’ambito dell’indagine per l’omicidio. Se finora si parlava solo di Jacques-Elie Favrot, secondo le Parisien e Bfm tv, c’è anche un secondo sospettato che è stato fermato dagli inquirenti: Robin C., registrato all’Assemblea Nazionale con lo pseudonimo Robin Michel, e che avrebbe dato ospitalità e aiuto al terzo sospettato Adrian B. COSA CAMBIA NELLA CORSA ALLE PRESIDENZIALI A preoccupare ora, tra le file di sinistra, sono gli effetti politici dell’omicidio. Come è emerso chiaramente durante il dibattito all’Assemblea Nazionale delle scorse ore, da destra a sinistra la corsa ora è a demonizzare la France Insoumise. Gli stessi Socialisti, in primis l’ex presidente François Hollande, hanno iniziato a prendere le distanze dal partito e iniziato a mettere in discussione l’alleanza. Addirittura, con una capriola politica che ha pochi precedenti, il presidente del Rassemblement National Jordan Bardella ha invocato un “cordone sanitario” contro l’estrema sinistra. Il riferimento è all’asse della forze di sinistra che si è sempre formato per impedire a Marine Le Pen e all’ultradestra di arrivare all’Eliseo. Ora è il leader da sempre demonizzato a ergersi a paladino delle istituzioni: “Non avrebbe mai dovuto essere all’Assemblée Nationale”, ha dichiarato. “Bisogna mettere la sinistra e l’estrema sinistra di fronte alle loro responsabilità, Jean-Luc Mélenchon deve dare delle risposte. E’ il disonore della Repubblica. Non ci si pone come vittima come sta facendo il ‘lider maximo’ della sinistra. Lancio un appello per le prossime elezioni, si deve creare un cordone sanitario”. L'articolo Omicidio Lione, cresce la tensione: falso allarme bomba nella sede de la France Insoumise. Fermato un secondo assistente parlamentare proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Omicidio di Quentin Deranque, quattro fermati: c’è anche l’assistente parlamentare de la France Insoumise
Quasi cinque giorni dopo l’aggressione mortale contro il militante di estrema destra Quentin Deranque, la Procura di Lione ha fermato quattro sospetti. Come era emerso nelle scorse ore, tra questi c’è anche Jacques-Elie Favrot, assistente parlamentare di Raphael Arnault, deputato de la France Insoumise di Jean-Luc Mélenchon e fondatore del collettivo di estrema sinistra Jeune Garde che è stato sciolto a giugno 2025. Un altro dei fermati, Adrian B., è stato membro dello stesso movimento. I quattro sono stati interpellati nell’ambito di un’indagine per “omicidio volontario” e, stando alle ultime indiscrezioni, potrebbero essere solo i primi militanti coinvolti. Ad accusare la Jeune Garde erano stati finora solo gli attivisti di estrema destra, insieme al ministro dell’Interno Laurent Nunez. Sul gruppo pende il procedimento per lo scioglimento e, in attesa della sentenza del Consiglio di Stato, non possono più ricostituirsi. Ma secondo alcuni testimoni, alcuni dei loro esponenti sarebbero stati presenti durante lo scontro. L’aggressione è avvenuta intorno alle 18 del 12 febbraio, mentre l’eurodeputata franco-palestinese Rima Hassan parlava all’università e poco dopo la contestazione delle femministe identitarie di Némésis. A fondare la Jeune Garde a Lione, per “contrastare l’estrema destra” è stato lo stesso Arnault, che ne è anche stato portavoce. Questo è stato più volte contestato al deputato, insieme alla condanna ricevuta nel 2022 in seguito a un’aggressione a un 18enne durante una manifestazione di ultradestra. Questa volta, non si trovava a Lione, ma c’era al contrario il suo assistente. Che non appena è circolata la notizia, già ieri 16 febbraio, del suo coinvolgimento, si è dimesso e il Parlamento ha bloccato il suo accesso. Ma non è bastato a placare le polemiche. L'articolo Omicidio di Quentin Deranque, quattro fermati: c’è anche l’assistente parlamentare de la France Insoumise proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Quentin Deranque ucciso a Lione: cosa si sa dell’omicidio del 23enne attivista di estrema destra e chi potrebbe essere coinvolto
C’è lo choc per la morte di un ragazzo di 23 anni, mentre a pochi metri di distanza un’europarlamentare parla in un’univeristà. E poi lo choc perché le violenze vengono contestate a militanti di estrema sinistra con legami con il partito di Jean-Luc Mélenchon. La Francia che da mesi fa i conti con un’instabilità poltica senza precedenti dentro le stanze del potere, si trova ora con l’esplosione della tensione sociale nelle strade. L’omicidio di Quentin Deranque, avvenuto a Lione alla vigilia delle Municipali, segna un salto di livello nel conflitto degli ultimi anni. E nessuno, neppure all’Eliseo, potrà più ignorarne le conseguenze. L’Assemblea nazionale, dilaniata da maggioranze scarne e lotte interne, ha osservato un minuto di silenzio. Subito dopo è ripreso lo scontro politico. I FATTI COME LI CONOSCIAMO FINORA Giovedì 12 febbraio, ore 16.30. Un gruppo di sette donne del collettivo femminista di estrema destra Némésis manifesta contro “gli islamisti di sinistra”, mentre poco distante parla l’eurodeputata franco-palestinese de la France Insoumise Rima Hassan. Qui c’è una prima aggressione: le giovani vengono strattonate e buttate a terra nel tentativo di strappare i loro manifesiti, ma nessuno interviene nonostante loro stesse avessero chiamato degli amici per proteggerle. Mezz’ora dopo il pestaggio mortale: un gruppo di persone incappucciate si scontra con i ragazzi del servizio d’ordine di destra e inizia a picchiarli. Tra le vittime c’è il 23enne Quentin Deranque: sbattutto a terra, viene pestato da almeno sei persone. Il ragazzo resta accasciato fino all’arrivo di un amico che cerca di portarlo a casa. Parla, ma non ricorda niente di quello che è successo. A quel punto viene fatto sdraiare su di una panchina alla fermata del bus e i compagni chiamano i soccorsi. È la sera di giovedì 12 febbraio, Deranque muore sabato 14 in ospedale. Fonti vicine all’inchiesta all’agenzia France Presse, sostengono che gli aggressori siano stati identificati e che si tratti di individui vicini ai movimenti di ultrasinistra, anche se non erano stati segnalati a rischio terrorisimo. Tra loro, è uno dei sospetti, potrebbe esserci anche un assistente parlamentare de la France Insoumise, Jacques-Elie Favrot. In attesa di conferme, si è dimesso ed è stato sospeso dal Parlamento. QUENTIN, IL RAGAZZO SENZA FOTO Quando sono passati più di tre giorni dalla morte, è stata diffusa una sola foto della vittima dalla famiglia e l’ha usata le Figaro. Gli altri, compresi i compagni militanti, hanno usato immagini modificate con l’intelligenza artificiale o striscioni senza volto. Per molte ore non si è saputo che faccia avesse Quentin, ma fin da subito sono stati noti i suoi contatti con il mondo dell’estrema destra. Come rivelato da Mediapart, non solo si era da poco convertito al cattolicesimo, ma era partecipante attivo del movimento tradizionalista Academia Christiana. Sempre secondo il giornale online, era legato al gruppo neofascista Allobroges Bourgoin, fondato a maggio 2025, e avrebbe partecipato al raduno neonazista annuale del Comitato del 9 Maggio (C9M), corteo che commemorava un militante pétainista morto nel 1994. Una ricostruzione smentita dall’avvocato della famiglia della vittima. Resta il fatto che Deranque, la sera di giovedì 12 febbraio, risponde all’appello del gruppo Némésis e si presenta per fare il servizio d’ordine alla loro manifestazione. PERCHÉ PROPRIO A LIONE L’aggressione non è avvenuta in una città qualsiasi. Lione non è solo uno dei centri francesi dove più attiva è la galassia dell’estrema destra, ma è anche il luogo dove le tensioni con l’ultrasinistra sfociano in scontri veri e propri. Uno dei più gravi risale a novembre 2023, quando c’è stata un’irruzione durante un incontro sulla Palestina con numerosi feriti. Negli ultimi quindici anni infatti, sono stati diversi i gruppi estremisti che sono nati qui, a partire dai nazionalisti di Génération Identitaire che avevano la loro sede nel locale della vecchia Lione La Traboule (raccontato da ilfattoquotidiano.it nel 2017), da cui sono nati Les Remparts (sciolti nel 2024) o il Bastion social. Quest’ultimo è stato reso illegale nel 2019 e, come ricorda Mediapart, ha generato Audace Lyon e Lyon Populaire. Il primo gruppo sabato prossimo sarà in piazza per ricordare la morte di Quentin. IL RUOLO DE LA FRANCE INSOUMISE Cosa c’entra il partito di Jean-Luc Mélenchon in tutto questo? Ad aumentare polemiche e tensioni, c’è il coinvolgimento di uno dei principali partiti della sinistra e nemico sia della destra che di socialisti e moderati nell’Assemblea Nazionale. L’eurodeputata Hassan innanzitutto, è già una figura molto contestata dall’ala conservatrice che la accusa di antisemitismo per le sue posizioni sulla Palestina. Nata nel campo profughi di Neirab, in Siria, da una famiglia palestinese, è arrivata in Francia quando aveva 9 anni ed è stata eletta all’Europarlamento grazie a La France Insoumise. La sua sola presenza, per la scia di contestazioni che si porta sempre dietro, avrebbe dovuto richiedere controlli rafforzati. Ma non è l’unica figura del partito che era presente sul posto. Secondo alcuni testimoni, tra le persone che hanno partecipato all’aggressione mortale c’era anche Favrot, assistente di Raphaël Arnault. Mentre ancora mancano le conferme delle indagini, rimane il fatto che il coinvolgimento di membri Lfi al caso ha dato il via a una sollevazione politica che ha pochi precedenti: in un Paese dove Emmanuel Macron tocca i minimi nei consensi da anni e ci si prepara all’arrivo al potere del partito di Marine Le Pen, la compromissione di uno dei principali nemici a sinistra può davvero avere effetti decisivi sulla competizione. La domanda, portata in Parlamento dalla capogruppo Lfi Mathilde Panot, è: “Perché” quella sera “non era previsto alcun dispositivo di sicurezza, aprendo così la strada a tutti gli eccessi! Mentre i servizi d’intelligence avevano previsto da diversi giorni la presenza di Némésis”. Al momento, nessuno ha dato risposte. PERCHÉ SI CERCA LA JEUNE GARDE Il procuratore non ha pronunciato il loro nome perché ufficialmente sono sciolti da giugno 2025 e la procedura è in attesa della conferma del Consiglio di Stato, ma ad aver tirato in ballo la Jeune Garde sono stati i testimoni e i militanti di destra. Collettivo militante di estrema sinistra, è nato proprio a Lione “in risposta contro l’estremismo degli avversari”, ma che di fatto ne ha usato gli stessi strumenti fino a diventare illegale. Proprio il deputato Arnauld è stato portavoce e fondatore del gruppo antifascista. Inoltre, nel 2022, è stato condannato a 4 mesi di reclusione con pena sospesa per “violenze volontarie di gruppo” dopo aver partecipato all’aggressione di un 18enne durante una manifestazione di estrema destra. Quell’episodio viene ripetutamente rievocato dai suoi nemici politici. Non era a Lione la sera dell’uccisione di Quentin, ma c’era il suo assistente. LE MILITANTI DI NÉMÉSIS Tra gli attori presenti sulla scena dell’aggressione, c’era anche il già citato collettivo per le donne di estrema destra Némésis. Nato tra la Francia e la Svizzera nel 2019, è stato fondato da Alice Cordier, nota esponente di teorie radicali. Si autodefiniscono “femministe” e vedono negli immigranti, in particolare i musulmani, il principale nemico per le donne francesi. Per loro e in sostegno della loro mobilitazione, il 23enne ucciso aveva deciso di andare a fare il servizio d’ordine. “Quentin non ha fatto altro che aiutare degli amici”, hanno dichiarato le militanti sul loro canale Instagram che ha più di 100mila follower. A ricordarlo una delle attiviste, con catenina del rosario in mano: “Quentin era credente, si era convertito al cattolicesimo ed era diventato un esempio per la sua famiglia. Era il padrino di suo padre. Non so se siete tutti credenti, ma vi invito ad andare ad accendere un cero in chiesa in sua memoria”. Nel reel successivo, un’altra militante dice: “Quentin ha dato la vita per il nostro collettivo, non lo dimenticheremo mai”. Lo scontro è appena iniziato. L'articolo Quentin Deranque ucciso a Lione: cosa si sa dell’omicidio del 23enne attivista di estrema destra e chi potrebbe essere coinvolto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lione, morto 23enne militante di estrema destra: era stato aggredito durante un incontro de la France Insoumise
È morto a Lione dopo alcune ore di coma il militante di estrema destra Quentin D. Il giovane 23enne era stato aggredito a margine di una conferenza dell’eurodeputata franco-palestinese da la France Insoumise Rima Hassan, a Sciences Po: secondo le prime ricostruzioni, faceva parte di una sorta di “servizio d’ordine” intervenuto per scortare un gruppo di manifestanti femministe del collettivo di estrema destra “Némésis” che hanno contestato il comizio. Stanto alle testimonianze, il giovane è stato accerchiato da un gruppo della galassia cosiddetta “antifa”, che proteggeva il comizio della esponente di LFI e picchiato violentemente con pugni e calci alla testa. La procura indaga per lesioni mortali aggravate, ma al momento non sono stati individuati i responsabili. Nelle scorse ore, il presidente della Repubblica Emmanuel Macron ha lanciato un appello a condannare “gli autori di questa ignominia”, invitando però “alla calma, alla prudenza, al rispetto”. “Nella Repubblica – ha aggiunto il presidente su X – nessuna causa, nessuna ideologia, giustificheranno mai che si uccida. Perseguire, portare davanti alla giustizia e condannare gli autori di questa ignominia è indispensabile. Per l’odio che uccide non c’è posto da noi”. Nelle scorse ore, quando già le condizioni del ragazzo erano disperate, sedi e sezioni de La France Insoumise sono state assalite e danneggiate in diverse città. Il leader del partito, Jean-Luc Mélenchon, ha accusato l’ex ministro dell’Interno, il Républicains Bruno Retailleau, e Marine Le Pen di aver “coperto” gli aggressori e ripetuto “accuse senza fondamento contro gli Insoumis”. L’avvocato della famiglia, Fabien Rajon, ha denunciato l’aggressione come un “crimine” e “un’imboscata metodicamente preparata”. Diversi candidati alle elezioni comunali previste tra appena un mese hanno espresso il loro dolore per la notizia della morte del giovane, e alcuni hanno annunciato la sospensione delle loro campagne. “Non riesco a immaginarmi in campagna elettorale in queste circostanze. Esorto tutti a prendersi il tempo di comprendere la gravità del momento che stiamo vivendo insieme”, ha dichiarato Alexandre Dupalais, candidato dell’Udr-Rn, su France 3. L’ex presidente dell’Ol Jean-Michel Aulas, candidato di destra e centrista, e la candidata de la France Insoumise Anaïs Belouassa-Cherifi hanno fatto lo stesso, annunciando la sospensione delle loro campagne per domenica. “La morte di Quentin mi lascia senza parole”, ha commentato Aulas sabato su X. “Nulla giustifica l’uccisione o la morte per le proprie convinzioni. Nulla giustifica un disaccordo politico che porta alla violenza”, ha continuato. Senza menzionare la sospensione della sua campagna, il sindaco verde uscente, Grégory Doucet, anch’egli candidato alla rielezione, ha deplorato “una tragedia” e ha sottolineato che “una tale esplosione di violenza nel cuore della città è inaccettabile”. “La città di Lione metterà tutte le sue risorse a disposizione della giustizia per arrestare gli individui coinvolti”, ha aggiunto in una dichiarazione. L'articolo Lione, morto 23enne militante di estrema destra: era stato aggredito durante un incontro de la France Insoumise proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ponte Immacolata 2025, 10 idee di viaggio da prenotare con il Travel Tuesday: dalle luci di Lione alle piste del Monterosa e la magia dei boschi del Friuli
Si avvicina il weekend dell’Immacolata ed è un’ottima occasione per dedicarsi ad un assaggio di vacanza invernale prima delle feste natalizie e godersi finalmente qualche giorno di relax. Ecco 10 idee tra mercatini di Natale, città d’arte, crociere al caldo e piste da sci. A LIONE A FESTEGGIARE LA LUCE Per il ponte dell’Immacolata Lione è bellissima ed è nel suo momento migliore. Torna la Festa delle Luci che si svolge ogni anno a inizio dicembre ed è l’occasione giusta per riscoprire la città sotto un punto di vista artistico, in un’atmosfera gioiosa e di festa prenatalizia. Quest’anno la manifestazione si svolgerà dal 5 all’8 dicembre, e come sempre la città si accenderà in un’esplosione di luci e colori: le vie, le piazze e le facciate dei monumenti più importanti accoglieranno le installazioni artistiche realizzate da artisti, designer e video maker. WEEKEND A FIRENZE TRA ARTE E BUON CIBO È una delle città più amate d’Italia, un posto in cui tornare e ritornare più e più volte. E per le feste si illumina di un fascino incredibile. Culla del Rinascimento, Firenze è tappa imperdibile per chi ama l’arte: dalle Gallerie degli Uffizi a Palazzo Strozzi e il Museo di San Marco che presentano Beato Angelico, straordinaria mostra dedicata all’artista simbolo dell’arte del Quattrocento, (fino al 25 gennaio 2026), alle boutique di via Tornabuoni – qui in piazza Santa Trinità, Palazzo Bartolini Salimbeni ospita la collezione Roberto Casamonti con opere dagli anni ’60 agli inizi del XXI secolo (da Schifano a Boetti, da Mirò a Basquiat, da Warhol a Christo). Ogni via racconta una storia, custodisce un segreto che rende magica questa città, ma ancor più speciale se a fine giornata ci aspetta un luogo capace di accoglierci e di farci sentire a casa, come all’Hotel Brunelleschi -della Collezione Em – , rifugio esclusivo dove ritrovare il piacere del tempo lento, nel centro storico, a pochi passi dal Duomo. È un boutique hotel a conduzione familiare, sorto all’interno della Torre della Pagliazza – la più antica torre bizantina di Firenze – e di una chiesa medievale, con 96 camere, alcune con jacuzzi e vista sul Duomo. L’esperienza gastronomica è affidata allo chef stellato Rocco De Santis: il due stelle Santa Elisabetta e l’Osteria Pagliazza, reinterpretano la tradizione toscana in chiave contemporanea. In hotel un museo privato con i resti archeologici della torre. L’INCANTO DEI MERCATINI IN ALTO-ADIGE Se c’è una destinazione che più di ogni altra rappresenta la magia del Natale, quella è sicuramente il Trentino-Alto Adige. A Trento le piazze principali si colorano di bancarelle dove si possono trovare prelibatezze locali, oggetti d’artigianato, decorazioni fatte a mano e giocattoli in legno. Più a nord, Bressanone accoglie con il mercatino allestito nella splendida Piazza Duomo, in cui il barocco delle facciate si unisce alla tradizione altoatesina. Le casette propongono prodotti di artigianato artistico e specialità gastronomiche locali. La città è anche celebre per lo spettacolo di luci e musica che si svolge all’interno del cortile del palazzo vescovile. A Merano, gli espositori si snodano lungo il fiume Passirio, tra eleganti architetture liberty e profumo di mandorle tostate. E Bolzano con il suo Christkindlmarkt, il tradizionale mercatino di Natale più antico in Italia, in piazza Walther, il “salotto buono” della città. 93 i tradizionali chalet di legno con specialità gastronomiche e di artigianato artistico: dolci, vin brulé, speck e salumi, frittelle, succo di mele e strudel, ma anche ceramiche, ricami angioletti e presepi di vetro. ‹ › 1 / 7 1 LIONE @ L. DE AMICIS ‹ › 2 / 7 PLACE BELLECOUR, FAMOUS STATUE OF KING LOUIS XIV BY NIGHT ‹ › 3 / 7 2 FIRENZE CATHEDRAL ‹ › 4 / 7 2 FIRENZE HOTEL BRUNELLESCHI ‹ › 5 / 7 3 BOLZANO MERCATINO DI NATALE DI BOLZANO_IDM ALTO ADIGE_ALEX FILZ (7) ‹ › 6 / 7 3 VIPITENO MERCATINO DI NATALE DI VIPITENO_IDM ALTO ADIGE_ALEX FILZ (2) ‹ › 7 / 7 4 ROMA 1 ROMA ILLUMINATA TRA PASSEGGIATE, BUONA TAVOLA E NOTTI MAGICHE Ponte dell’Immacolata a Roma? Perché no? E’ sempre una buona scusa per visitare la città che, in questo periodo è ancora più magggica! Tante sono le iniziative in questi giorni che precedono il Natale, si va dalle feste per i bambini, ai concerti natalizi, a un cocktail esclusivo fino a un’esperienza immersiva…Dove? A La Ménagère, uno spazio storico, a pochi passi da Piazza di Spagna, che si presta a palcoscenico tra il fascino senza tempo della Roma storica e la modernità del locale iconico di Firenze La Ménagère, che dal 1896 ha saputo evolversi diventando un punto di riferimento per gli amanti del cibo, del design e della cultura italiana. Quando si entra in questo luogo, si è circondati da mille profumi avvolgenti che trasportano l’ospite in un universo sensoriale: odori delicati di fiori freschi multicolori. Qui, ogni dettaglio è studiato minuziosamente, e tutto intorno c’è bellezza. In linea con il concept della sede storica di Via de’ Ginori a Firenze, anche a Roma la cucina segue la stessa filosofia, portando con sé una creatività che si traduce in piatti ranati, preparati con ingredienti freschi e di altissima qualità. Il concept gastronomico di La Ménagère a Roma sarà una proposta versatile, che accompagnerà gli ospiti dalla colazione al dopocena. E sotto le feste natalizie “brunch speciali” dove è possibile combinare sia il dolce che il salato con piatti tradizionali e idee creative. L’indirizzo da segnarsi per notti da sogno è Portrait Roma nel cuore della capitale, un boutique hotel 5 stelle, insignito delle 5 stelle Forbes, eccellente rappresentazione di raffinatezza e continuità estetica degli alberghi Ferragamo, firmati tutti dall’architetto Michele Bönan. L'articolo Ponte Immacolata 2025, 10 idee di viaggio da prenotare con il Travel Tuesday: dalle luci di Lione alle piste del Monterosa e la magia dei boschi del Friuli proviene da Il Fatto Quotidiano.
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