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Autostrade, chiuse indagini sugli ex ad Castellucci e Tomasi: “Profitti sottratti a manutenzione”
Per anni Autostrade per l’Italia, la più grande concessionaria autostradale italiana, ha incassato secondo i pm extraprofitti non dovuti, per effetto degli aumenti dei pedaggi. E invece di accantonare parte di questi fondi e ridestinarli alla manutenzione e agli investimenti, come prevedeva la legge, ha invece distribuito lauti dividendi ai suoi azionisti. Dopo quasi due anni di accertamenti la Procura di Roma ha chiuso in questi giorni le indagini sulla vicenda, con accuse a vario titolo di falso in bilancio, aggiotaggio, false comunicazioni e ostacolo alle autorità di vigilanza. Una sorta di pre imputazione, che un domani potrebbe portare a un processo nei confronti di alcuni dei più alti manager che si sono avvicendati alla guida della società, tra i quali gli ex amministratori delegati Giovanni Castellucci e Roberto Tomasi. In questo stesso filone di indagine, alcuni mesi fa, la Guardia di Finanza era andata a bussare alla porta della Cassa depositi e prestiti, ipotizzando che i bilanci truccati potessero aver influito sul prezzo di vendita di Autostrade per l’Italia, venduta da Atlantia (holding controllata a maggioranza dalla famiglia Benetton) alla cordata composta da Cdp, Blackstone e Macquarie. L’ipotesi era stata avanzata dal gruppo di legali che assistono vari comitati, fra cui il Comitato delle vittime del Ponte Morandi, e anche dai consulenti della Procura di Roma, i commercialisti Francesco Rossi e Igor Catania: “Nell’ambito dell’operazione di compravendita – scrivono i consulenti – non può escludersi, allo stato degli atti, che il prezzo di cessione possa essere stato stabilito anche in considerazione della consistenza del patrimonio ‘contabile’ netto di Aspi senza tener conto degli effetti sullo stesso dei mancati accantonamenti in bilancio”. Ma si tratta di una tesi abbandonata, almeno per il momento, dai magistrati romani: anche ammettendo che ci siano state importanti irregolarità contabili, che avrebbero pompato il valore di Borsa delle azioni a detrimento di manutenzioni e investimenti, per gli investigatori non ci sarebbe un collegamento evidente con l’aumento artefatto del prezzo della compravendita. Per i consulenti, Aspi (durante l’era Benetton) avrebbe “cronicizzato” la politica degli “extraprofitti”, e invece di investire i soldi dei pedaggi nella rete, li avrebbe distribuiti ai suoi azionisti. I dividendi, a quel punto, sarebbero stati gonfiati anche con il ricorso “a un indebitamento” superiore a quanto previsto dai piani finanziari firmati con il Ministero. Tali politiche aziendali avrebbero avuto come effetto “la sopravvalutazione del capitale netto”, in altre parole un maquillage finanziario. La contestazione dell’accusa riguarda oltre 500 milioni di euro, sottratti alla manutenzione e alle opere autostradali. L'articolo Autostrade, chiuse indagini sugli ex ad Castellucci e Tomasi: “Profitti sottratti a manutenzione” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Risulta un pedaggio non saldato”: attenzione ai falsi sms di Autostrade per l’Italia. Ecco come funziona la nuova truffa
Sugli smartphone circola una nuova truffa, questa volta legata ad Autostrade per l’Italia. Tramite la pratica illegale chiamata “phishing” i ladri rubano dati sensibili con un link allegato al messaggio. Nella notifica si legge “Autostrade per l,Italia: risulta un pedaggio non saldato”. Non c’è alcun errore di punteggiatura nella frase precedente, infatti è l’sms incriminato ad avere un apostrofo “caduto” tra l’articolo e la I maiuscola. Questo è senza dubbio un primo campanello d’allarme. Tuttavia, nella frenesia della vita odierna, può capitare di non prestare attenzione ai dettagli e, dunque, di aprire il messaggio e cliccare sul link allegato. Inserendo i propri dati i truffatori rubano password e codici personali con cui possono, tra le tante informazioni, sottrarre i numeri bancari e svuotare conti correnti. IL LINK TRUFFALDINO Il fulcro della truffa sta nel link allegato al messaggio. Cliccando sul sito indicato nell’sms da pc si viene reindirizzati sul sito ufficiale di Autostrade per l’Italia, arginando così la truffa. Il problema sussiste se si procede tramite telefono. Aprendo il link compare una pagina identica a quella di Autostrade che, però, è falsa. Il sito è replicato alla perfezione e utilizza un codice complesso che non richiede l’inserimento di dati tramite moduli standard, a differenze dei tradizionali siti di phishing. Nel caso della nuova truffa, con un collegamento nascosto i ladri rubando i dati inseriti in tempo reale tramite un server controllato. PHISHING-AS-A-SERVICE La truffa proviene dal mercato nero, da un pacchetto definito “phishing-as-a-service“. Quest’ultimo costa migliaia di euro ed è venduto su marketplace illegali. I criminali creano pagine con sistemi di verifica identici a quelli delle principali banche italiane e rubano dati come Pin o i codici Otp (One time password). I documenti raccolti vengono inviati a un secondo dominio, dove i dati personali e biometrici raccolti vengono abbinati a informazioni già rubate. Questo sistema di phishing permette di individuare la banca della vittima tramite il numero della carta fornito. In questo caso, i criminali possono monitorare e accedere in tempo reale ai conti correnti. Inoltre i ladri possono creare nuovi conti senza che il possessore se ne accorga o dia il proprio consenso. COME RICONOSCERE LA TRUFFA Autostrade per l’Italia ha rilasciato alcune dichiarazioni riguardo la truffa che circola. L’azienda ha sottolineato a Corriere Login che sul proprio sito è presente una nota per aiutare gli utenti a riconoscere ed evitare una truffa messa in atto tramite sms o e-mail. Autostrade ha ricordato anche che i canali ufficiali per il pagamento dei “Rapporti di Mancato Pagamento del Pedaggio sono esclusivamente quelli pubblicati sul sito www.autostrade.it“. Qualora si cadesse trappola dei criminali è fondamentale bloccare quanto prima le proprie carte e cambiare le password. L'articolo “Risulta un pedaggio non saldato”: attenzione ai falsi sms di Autostrade per l’Italia. Ecco come funziona la nuova truffa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Autobrennero, Salvini riapre il bando da dieci miliardi per la concessione: ma per partecipare ci sono solo cinque giorni
Cinque giorni di tempo per un piano di investimenti da dieci miliardi di euro. È questo il limite temporale – ore 12 di mercoledì 3 dicembre – fissato dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per partecipare alla gara per la concessione della A22, l’autostrada del Brennero (314 chilometri da Modena al confine di Stato) che collega Emilia Romagna, Veneto e Trentino-Alto Adige all’Austria e al centro Europa. Se si calcola che il bando è stato pubblicato sul portale degli appalti nel pomeriggio di venerdì 28 novembre, alla vigilia del weekend, sono pochissimi i giorni a disposizione degli interessati per presentare l’offerta ad acquisire la concessione, in regime di proroga dal 2014 e su cui pende una contestazione dell’Unione europea. Il via libera venuto da Sergio Moschetti, direttore generale del Mit, ha rimesso in moto una procedura che si era arenata alla fine di giugno. Notevole soddisfazione è stata espressa dai governatori delle due province autonome di Trento e Bolzano, Maurizio Fugatti e Arno Kompatscher, che in questi mesi (assieme ad Autobrennero) avevano ripetuto gli appelli per dar corso alla gara. Il blocco era stato causato dall’attesa per la decisione della Corte di giustizia europea sulla legittimità della finanza di progetto proposta. In base al codice degli appalti italiano, infatti, vale il diritto di prelazione per il proponente del progetto. Contro questo diritto era insorta Autostrade per l’Italia che chiedeva l’annullamento del bando, ma ad agosto il ricorso è stato ritirato. Contro il project financing non ci sono solo i privati, ma anche l’Unione europea, che due mesi fa ha inviato al Mit una lettera di messa in mora sostenendo che la finanza di progetto “non presta le adeguate garanzie procedurali a presidio del rispetto dei principi di trasparenza, parità di trattamento e non discriminazione e lascia invece uno spazio troppo ampio alla discrezionalità dell’amministrazione aggiudicatrice”. Il ministero si era fermato aspettando una sentenza della Corte di giustizia, che però riguarda un altro bando italiano e che potrebbe arrivare tra molti mesi. Nell’appalto che viene riaperto il Mit, come accade in questi casi, si riserva di non espletare la gara, di non diramare inviti, né di procedere all’aggiudicazione. In ogni momento il bando potrà essere annullato o potranno esserne modificati i termini. Grande cautela, con un occhio a Bruxelles: “Il bando ha tenuto conto della eventualità che gli organi dell’Unione europea possano ritenere il diritto di prelazione nelle procedure di finanza di progetto non compatibile con il diritto eurocomunitario e pertanto il presente procedimento resta condizionato a quelle decisioni”. Sulla base di queste premesse la gara è ripartita. Si aprono ora gli interrogativi su chi sia interessato ad ottenere la concessione della tratta autostradale. L’elenco comincia con Autobrennero, che a inizio 2025 aveva annunciato di aver trovato gli investitori per sostenere la partecipazione al bando. Una dichiarazione analoga era stata espressa da A4 Holding, che è gestita dagli spagnoli di Abertis, una controllata del gruppo Mundys (ex Atlantia) riconducibile alla famiglia Benetton. Secondo alcune indiscrezioni vi sarebbero anche un paio di gruppi imprenditoriali italiani. “C’è soddisfazione, perché la riapertura era, da noi territori, Trento e Bolzano e giù fino a Modena, richiesta e attesa. Oltretutto il bando non ha impugnative, non ci sono ricorsi, perché quelli che c’erano non ci sono più, quindi questa era la decisione che ci attendevamo dal Mit” ha dichiarato il presidente della Provincia autonoma di Trento, Maurizio Fugatti. “Ringraziamo le strutture del ministero e il ministro Matteo Salvini per questa decisione e ora riteniamo che si possa procedere come stabilito. Questo è un grande messaggio di fiducia per il percorso che avevamo messo in campo e per la nostra concessione. Autostrada del Brennero quello che doveva fare lo ha fatto, forse ci sarà da aggiornare qualche dato ma il piano da 10 miliardi già presentato resta quello”. La stessa soddisfazione riguarda Autobrennero. A pensarla in modo diverso è il Codacons. L’associazione dei consumatori ha inviato il 20 novembre al Mit, alla Commissione Europea, all’Anac, all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato e alla Corte dei Conti un’istanza di annullamento in autotutela del decreto con cui il Mit aveva sospeso la gara. Invece di annullare la clausola con il diritto di prelazione, lo stop aveva assicurato ad Autobrennero una nuova proroga. Ora la procedura è stata riavviata, ma dovrà prima o poi fare i conti con il giudizio europeo, secondo cui devono essere garantiti i principi di concorrenza e trasparenza nell’assegnazione della concessione. L'articolo Autobrennero, Salvini riapre il bando da dieci miliardi per la concessione: ma per partecipare ci sono solo cinque giorni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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