3 milioni di file hanno la coda lunga e gli schizzi di fango firmati Jeffrey
Epstein non stanno risparmiando nessuno, neanche lo star system di Hollywood.
L’ultima ipotetica vittima del faccendiere, che amava trafficare relazioni ad
alto livello in cambio della compagnia di giovani arruolate in tutto il mondo,
sarebbe Leonardo DiCaprio, con una menzione scivolosa anche nella direzione di
Cate Blanchett.
Protagonista dell’ennesimo scambio di richieste e di favori sarebbe l’ormai ex
ambasciatore britannico a Washington, ora anche ex Lord, Peter Mandelson.
Nella email datata giugno 2009 e pubblicata dal Daily Mail, il pedofilo
originario di Brooklyn si sarebbe rivolto all’allora segretario per il business
del governo laburista di Gordon Brown in cerca di lavoro e di una
“sponsorizzazione per Leonardo DiCaprio”. “Puoi pensare a qualcuno in India
Cina, Giappone,, ecc, che potrebbe voler sostenere Leonardo DiCaprio,, Russia
ecc… automobili ecc,, lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non
americani e guadagnare soldi”.
La star, contattata dal quotidiano, ha lasciato che a rispondere fosse un suo
rappresentante incaricato di negare ogni “chiamata” tra lui ed Epstein.
In una deposizione resa da una della accusatrici del faccendiere americano, la
donna avrebbe affermato che l’uomo amava vantarsi delle sue strette relazioni
con star del mondo del cinema come DiCaprio e la Blanchett, ma approfondendo le
domande, la donna avrebbe anche aggiunto che si sarebbe trattato solo di
“esagerazioni”.
“Io non li ho mai incontrati” avrebbe ricordato il Daily Mail riportando i
virgolettati della deposizione. “Quando parlo di loro, è perchè ne sentivo
parlare mentre massaggiavo Epstein e lui esordiva, lui era al telefono un sacco
di volte e una di queste disse: Oh, questo era Leonardo” oppure, “Questa era
Cate Blanchett, o Bruce Willis”, questo genere di cose”.
Peter Mandelson, a sua volta, lo scorso gennaio, aveva tentato di prendere le
distanze dall’accusa di aver preso parte alle “feste” e agli incontri offerti da
Epstein ai suoi ospiti, spiegando ai microfoni della Bbc che il suo “essere gay”
lo teneva “separato” dal lato sessuale e che per questo “non aveva cognizione di
cosa accadesse”.
Nel corso dell’intervista aveva anche aggiunto che, durante la sua permanenza
nell’isola privata e nelle case in Messico e New York di Epstein, le uniche
donne con le quali aveva avuto contatti erano “due domestiche di una certa età”.
Negli ultimi giorno però, sono circolate immagini che lo ritraggono a Parigi, a
casa di Epstein, in mutande mentre regge un iPad accanto ad una ragazza in
accappatoio che si sporge verso di lui per leggere.
Di più, interrogato sulla sua opinione corrente dell’ex amico, lo avrebbe
definito un “manipolatore, affascinante, molto intelligente, il classico
sociopatico”, arrivando anche ad aggiungere: “E’ come il letame che non si
stacca più dalle tue scarpe. Come gli escrementi del cane, l’odore non va più
via”.
Tra la politica e lo show biz, l’ormai ex ambasciatore, ex membro del partito
laburista (chiamato “il principe delle tenebre”) ed ex Lord, sta trascinando giù
con sé anche la stabilità del governo di Keir Starmer costretto a spiegare
perchè lo abbia scelto per l’incarico, poi revocato, quando tutti sapevano della
sue strette relazioni con Epstein.
Al di là della lettere di “raccomandazione” ricevuta per Leonardo DiCaprio, la
vera aggravante rappresentata dagli scambi tra Mandelson ed Epstein starebbe
nell’invio da parte dell’uomo di fiducia dell’allora primo ministro laburista
Gordon Brown, di informazioni riservatissime rispetto a decisioni economiche
molto delicate che il governo intendeva assumere per uscire dalle secche di una
grave crisi di Credit Crunch, come ad esempio la vendita di asset del governo;
informazioni che non sarebbero mai dovute uscire da Downing Street e che
avrebbero potuto avvantaggiare chi ne fosse stato messo a conoscenza per
speculazioni e attacchi alla stabilità finanziaria del Regno Unito.
> I feel so angry and frustrated. If you do too, read on..
>
> The Peter Mandelson/ Epstein Files scandal is of such magnitude that its full
> implications won’t be known for some time. However, what’s evident is that
> Mandelson story is not just one of deep personal failing, it also…
> pic.twitter.com/7ntAF0eSs8
>
> — Sangita Myska (@SangitaMyska) February 3, 2026
> Lord Mandelson resigns from Labour, over links with Jeffrey Epstein about a
> loan he can’t recall being given, and a photo he can’t recall being taken – it
> may be true, as we can’t really tell from the photo if his pants are on fire
> or not pic.twitter.com/nnYHB0gdQt
>
> — Have I Got News For You (@haveigotnews) February 2, 2026
L'articolo “Lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non americani e
guadagnare soldi”: spunta il nome di Leonardo DiCaprio nelle mail di Epstein
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Leonardo DiCaprio
Il raid americano ordinato dal presente Donald Trump in Venezuela ha bloccato
anche Leonardo DiCaprio. L’attore è stato costretto a saltare il Gala di
premiazione del Palm Springs International Film Festival, a causa delle
restrizioni sui voli messe in atto dagli Usa, in funzione dell’attacco al
Venezuela che ha portato alla destituzione al potere dell’ex presidente Nicolás
Maduro.
Lo scrive “Variey” spiegando che la star di Hollywood non è stato in grado di
lasciare la località di St. Barts nei Caraibi dove è stato fotografato in
vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez, in vista del
nuovo anno. DiCaprio avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award
per la sua interpretazione in “One Battle After Another”.
“Leonardo DiCaprio non potrà unirsi a noi di persona stasera a causa di
impreviste interruzioni dei trasporti e restrizioni dello spazio aereo – ha
confermato un portavoce del Palm Springs International Film Festival -. Anche se
ci mancherà festeggiare con lui di persona, siamo onorati di riconoscere il suo
eccezionale lavoro e il suo duraturo contributo al cinema. Il suo talento e la
sua dedizione al mestiere continuano a ispirarci e siamo lieti di celebrarlo con
il Desert Palm Achievement Award”.
In compenso la star di Hollywood ha mandato un video messaggio: “Sono bloccato
sulla East Coast. Vorrei essere lì per festeggiare con tutti voi. Sono così
grato di essere parte di tutto questo, anche da lontano. Mio padre mi portava al
cinema al Vista Theater di Los Angeles. Abitava a quattro isolati di distanza e
ora ospita uno degli ultimi proiettori VistaVision al mondo. Era il mio cinema
di quartiere ed è lì che ho sentito per la prima volta il potere del cinema.
Seduto in quella sala buia con mio padre, ho capito quanto i film possano
influenzare tutti noi”.
L'articolo Leonardo DiCaprio bloccato dall’attacco di Trump in Venezuela: manda
un video al Gala del Palm Springs International Film Festival. Ecco cos’è
successo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jennifer Lawrence “trolla” Leonardo DiCaprio. I fan statunitensi dei due attori
si sono scatenati sui social nel commentare l’ultima puntata di Actors on
actors, una rubrica di Variety di grande successo pubblicata settimanalmente
negli ultimi mesi. Nella puntata di chiusura con protagonista la Lawrence e
DiCaprio seduti su una poltrona, uno di fronte all’altro, le due star hanno
discusso delle loro ultime interpretazioni, lui per Una battaglia dopo l’altra,
lei per Die my love, e più in generale del mestiere dell’attore. Dopo aver
lavorato ai fianchi DiCaprio con la sua consueta ironia la 35enne star di Il
lato positivo ha lanciato una frecciatina al collega riguardo la sua mania di
avere fidanzate sotto i 25 anni nella vita e avere interpretato il papà di
un’adolescente nell’ultimo film di P.T.Anderson.
“Mi piacerebbe molto vederti essere un papà”, ha ridacchiato Lawrence. “Sono
così dispiaciuta che tu non abbia una figlia adolescente, stai benissimo di
fianco a lei”. Lo stacco su DiCaprio lo coglie imbarazzato e sorpreso. Ma il
riferimento ironico dell’attrice sembra aver colpito nel segno e aver voluto
colpire proprio lì: tra la paciosa interpretazione del babbo verso la sua bimba
cresciuta nella fiction e la realtà in cui il 51enne impenitente scapolone
continua ad accoppiarsi con donne giovanissime che potrebbero essere sua figlia
(adolescente).
Divertenti le interpretazioni dei fan sui social della reazioni di DiCaprio di
fronte alla battuta della Lawrence. C’è chi dice che erano entrambi
perfettamente consapevoli di quello che stavano facendo e di tutti i
pettegolezzi su di lui e sulle donne più giovani; chi parla di “lampo di terrore
sul viso” dell’attore e chi durissimo aggiunge: “Se c’è una cosa che Leo odia
più dell’uscire con donne che hanno più di 25 anni, è essere costretto ad
ascoltare donne che hanno più di 30 anni”. Per chi volesse recuperare il momento
cruciale trovate l’intervista completa, e in bianco e nero, sul sito di Variety.
L'articolo “Sono così dispiaciuta che tu non abbia una figlia adolescente, stai
benissimo di fianco a lei”: la stoccata di Jennifer Lawrence a Leonardo DiCaprio
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sparire il più possibile“. Questo crede si debba fare Leonardo DiCaprio e lo
spiega molto bene al TIME parlando del look che, immancabilmente, sceglie per le
uscite non ufficiali: occhiali e cappellino. Talmente tante volte lo abbiamo
visto ‘nascosto’ dietro un berretto da baseball che ormai potrebbe quasi essere
una divisa, da replicare come travestimento carnevalesco. Lui la spiega così: “È
un equilibrio che ho cercato di mantenere per tutta la mia vita adulta, eppure
non sono ancora un esperto. Penso che la mia semplice filosofia sia quella di
uscire e fare qualcosa solo quando hai qualcosa da dire o da mostrare.
Altrimenti, sparisci il più possibile”. E DiCaprio sulla faccenda, ha ragionato
molto: d’altronde, qualsiasi personaggio ambisca a restare il più a lungo
possibile nel ‘gioco’ dello show business deve sapere esattamente quando e come
scendere in campo ma anche come e quando stare in panchina, e persino come
quando ritirarsi. “Mi sono chiesto: ‘OK, come posso avere una lunga carriera?’
Perché amo quello che faccio e penso che il modo migliore per avere una lunga
carriera sia quello di non farsi notare dalla gente“, le parole di DiCaprio.
TIME ha nominato l’attore 51enne Entertainer of the Year dal TIME: d’altronde la
sua è una carriera splendida che non si ferma dal 1993 e che ora si è arricchita
di un nuovo capitolo con One Battle After Another di Paul Thomas Anderson: per
presentare questo film a Città del Messico, DiCaprio si è presentato a volto
scoperto in piena coerenza con la sua scelta. Solo quando deve presentare al
pubblico qualcosa si mostra, altrimenti preferisce “sparire il più possibile”.
L'articolo “Credo sia il modo per avere una lunga carriera. Mostrarsi quando hai
qualcosa da dire, per il resto sparire, non farsi notare”: Leonardo DiCaprio
parla del look con occhiali e cappellino proviene da Il Fatto Quotidiano.
La BBC comincia a dare i numeri… da Oscar. I critici Nicholas Barber e Caryn
James hanno provato ad anticipare alcuni attori e film che potrebbero diventare
quelli vincenti nella notte del 15 marzo 2026. Intanto un nome, anzi un nome e
un cognome: Jessie Buckley. L’interpretazione di Agnes, la moglie di William
Shakespeare, in Hamnet, varrebbe per la 36enne irlandese un Oscar letteralmente
a mani basse. Facciamo fatica a non vedere Emma Stone nuovamente davanti a tutte
le sue colleghe per il livello di assoluta straordinarietà profuso in Bugonia,
ma Buckley, come scrivono Barber e James, non solo ha messo d’accordo i gruppi
di critici che votano in anticipo per le nomination agli Oscar, ma proviene dal
solido gruppo produttivo Universal-Amblin (Spielberg) e soprattutto Hamnet è di
un’amatissima, e sopravvalutatissima, autrice come Chloé Zhao, oscarizzata per
il disperso Nomadland.
I critici della BBC vedono bene, come migliore attrice non protagonista,
nientemeno che Ariana Grande per Wicked for Good, il secondo capitolo di una
alquanto perdibile serie che, siamo sicuri, ci allieterà schermi e sale per
chissà quanti anni con sequel e reboot (a quel punto pensiamo a un bell’Oscar
alla carriera, no?). In quota afroamericana, il duo della critica britannica si
chiede: ma l’Academy ignorerà ancora Ryan Coogler? La risposta sarebbe “sì, è
altamente probabile”, ma diamo pur retta ai nostri due eroi ricordando che
Coogler non dovrebbe essere dimenticato agli Oscar dopo un’interpretazione come
quella nel vampiresco Sinners.
Altro signorino mica da ridere è Timothée Chalamet, candidato tra i protagonisti
maschili già due volte (A Complete Unknown e Chiamami col tuo nome), sembra in
rampa di lancio per Marty Supreme – gradita anteprima europea in queste ore al
Torino Film Festival 2025. Il suo personaggio è basato su una figura realmente
esistita, un campione di ping-pong degli anni ’50, Marty Mauser. Timmy lo
interpreta con “i baffi disegnati a matita e gli occhiali da sfigato”, dopo otto
anni di esercizio al ping pong per risultare credibile (e l’AI niente?).
Citiamo sempre dall’articolo della BBC: “Come si fa a non amare un film in cui
Leonardo DiCaprio corre in accappatoio, cercando in modo esilarante di ricordare
la password che permetterebbe a un gruppo rivoluzionario di salvare la figlia
rapita? Un dramma comico-d’azione con una spiccata tematica politica, Una
battaglia dopo l’altra è uno dei migliori film dell’anno e sta dominando il
dibattito sui premi”. Barber e James sottolineano anche che “queste due cose non
sempre vanno d’accordo”. Quindi attenzione: Una battaglia dopo l’altra potrebbe
ricevere un lungo elenco di nomination ma forse portare a casa pochino (Paul
Thomas Anderson “misteriosamente” non ha mai vinto un Oscar, ndr).
Quando invece il duo della BBC apre il capitolo di Frankenstein, non possiamo
nemmeno più essere ironici e specificare con forza che abbiamo visto due film
completamente diversi. Per noi questo film, più che essere accostato alla Notte
degli Oscar, dovrebbe bypassare direttamente la cerimonia ed essere accostato al
risveglio del giorno dopo senza niente in mano. Barber e James comunque sono
convinti: “Se Guillermo del Toro è specializzato in spettacoli sontuosi,
Frankenstein è il più sontuoso di tutti”. Poi però eccoli trovare un escamotage:
è destinato a essere un candidato agli Oscar per la scenografia, i costumi, il
trucco e le acconciature. Fermiamoci qui. Sarebbe già grasso che cola.
Infine una previsione che condividiamo appieno: Un semplice incidente di Jafar
Panahi va non solo nominato ma premiato nella categoria come Miglior film
internazionale. Poi se ci scappa anche qualche altra nomination, ancora meglio.
Le nomination agli Oscar saranno annunciate il 22 gennaio 2026.
L'articolo Oscar 2026, la BBC comincia a dare i nomi e i numeri: pronostici,
certezze e qualche abbaglio proviene da Il Fatto Quotidiano.