DiCaprio Ceretti nozze vicine? È la supposizione che gira con insistenza tra il
gossip hollywoodiano nelle ultime ore. Galeotta fu l’intera Notte degli Oscar
con l’attore 51enne seduto in prima fila con la propria compagna. In molti
vedono questa prova visiva e pubblica come quella faà “capitolare” il
protagonista di Titanic. Precisiamo: red carpet separato, ma serata televisiva
insieme. È la terza volta che DiCaprio si presenta agli Oscar con la fidanzata:
accadde con la modella Gisele Bündchen nel 2005 e con Camila Morrone nel 2020.
Poi, come oramai sembra diventato di moda tra gli attori odierni di Hollywood
(vedi Michael B. Jordan) alla premiazione si va con mamma- nel caso di DiCaprio
la signora Irmelin Indenbirken.
Su People la serietà del connubio sembra cosa certa: “La relazione con Vittoria
sembra diversa e più seria di tutte le altre. Lui ci tiene davvero. Forse non
sono ancora pronti per il matrimonio, ma per la prima volta Leo è aperto a un
futuro serio”. A ruota seguono gli amici di lui (“con lei è più affettuoso che
con le altre”) e altre fonti anonime che segnalano come Ceretti sia parecchio
indipendente sia professionalmente che a livello di abitudini private.
Insomma, la alquanto discutibile legge dei 25 (DiCaprio non stava con fidanzate
che avessero più di 25 anni) è pronta ad essere superata. L’attore e la modella
sono stati scoperti in affettuosi gesti nell’agosto del 2023 ad Ibiza, anche se
la scintilla vera e propria pare risalga a maggio ’23 durante il Festival del
Cinema di Cannes. Pochi mesi dopo è arrivata addirittura la presentazione in
famiglia dell’uno e dell’altra. Insomma, prima o poi arriveranno pure le nozze.
L'articolo “Leonardo DiCaprio è pronto a un futuro serio con Vittoria Ceretti,
ci tiene davvero: con lei è più affettuoso che con le altre”: i retroscena dopo
l’uscita insieme agli Oscar proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Leonardo DiCaprio
Le immagini più potenti della notte degli Oscar 2026 non arrivano solo dalle
inquadrature ufficiali del palco, ma anche dai momenti spontanei catturati nella
platea del Dolby Theatre. In queste ore sta facendo il giro del web un video che
immortala la reazione di Michael B. Jordan subito dopo l’annuncio della sua
vittoria per il duplice ruolo in “I peccatori”.
Travolto dall’emozione, l’attore si lascia andare a un pianto liberatorio e a un
lunghissimo abbraccio con Leonardo DiCaprio. Un gesto di grande sportività e
umanità, reso ancora più significativo dal fatto che DiCaprio (candidato per
“One Battle After Another”) fosse considerato, sulla carta, il suo principale
rivale per la conquista del premio. Tra le numerose inquadrature circolate in
Rete da diverse angolazioni, la clip che vi proponiamo è forse la meno definita
a livello di risoluzione, ma è quella che restituisce con maggiore immediatezza
e autenticità l’intimità di questo momento rubato.
Per Michael B. Jordan si tratta della definitiva consacrazione hollywoodiana. Un
traguardo che arriva a oltre un decennio di distanza dal suo intenso esordio da
protagonista in “Prossima fermata: Fruitvale Station” (2013), pellicola che
segnò anche l’inizio del suo fortunato sodalizio con il regista Ryan Coogler.
Già all’epoca, per la sua serietà e il suo approccio rigoroso al lavoro, la
critica lo aveva spesso accostato a un giovane Denzel Washington.
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L'articolo Ritira l’Oscar, poi corre in lacrime tra il pubblico e abbraccia
Leonardo DiCaprio: il gesto di Michael B. Jordan commuove tutti – VIDEO proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Modello bambino, tanta tv e poi la consacrazione nel cinema. Michael B. Jordan,
vincitore dell’Oscar 2026 come Miglior Attore, è la star afroamericana più
importante di Hollywood da almeno una decina d’anni. Solo per farsi un’idea sul
39enne, che con il suo doppio ruolo in Sinners ha sbancato letteralmente il
botteghino USA, il suo cachet per il film del sodale Coogler è stato di 4
milioni di dollari. Nato in California ma trasferitosi ancora bambino nel New
Jersey, Jordan ha sempre ricordato che se ha iniziato la carriera d’attore è
stato grazie all’incitamento di sua madre, che ieri sera, durante la cerimonia
degli Oscar era seduta di fianco a lui.
Donna è stata consulente scolastica, mentre il padre Michael A. Jordan ha
lavorato come supervisore all’aeroporto JFK e poi nel mondo del catering. “Ho
iniziato a ottenere ruoli in giovanissima età: piccoli lavoretti da modello, da
comparse in spot pubblicitari. Poi ho ottenuto ruoli nei Cosby e nei Soprano”,
spiegò Jordan a People. A 15 anni con i 12 episodi di The Wire Jordan inizia a
farsi conoscere in maniera duratura. È il 2013 quando interpreta Fruitvale
Station, diretto da Ryan Coogler (e prodotto da Harvey Weinstein ndr).
Con quest’ultimo inizia un sodalizio artistico e di amicizia tra i più solidi e
prolifici di Hollywood. Nel 2015 è uno dei protagonisti dei Fantastici quattro
assieme a Kate Mara e Miles Teller; e nello stesso anno ecco il definitivo
trampolino di lancio con Creed dove interpreta Adonis Donnie Johnson, il figlio
di Apollo Creed, l’antagonista poi amico di Rocky nella saga omonima. È proprio
Sylvester Stallone ad affiancare Jordan nel film sempre diretto da Ryan Coogler,
come crepuscolare allenatore a bordo ring. Nel 2018 la consacrazione: prima con
il sequel di Creed poi la parte di Erik Killmonger nel kolossal Marvel all
black: Black Panther.
Nel 2019 è protagonista del film Just Mercy, dove interpreta un laureto in
giurisprudenza ad Harvard che inizia ad occuparsi della tutela legale di masse
di indigenti afroamericani. Nel 2021 viene coronato il desiderio di lavorare con
uno dei propri punti di riferimento nel cinema, Denzel Washington che per lui
dirige coproduce A Journal for Jordan, uno struggente racconto sul diario
scritto da un soldato in Iraq al suo bambino a casa negli Stati Uniti. Con Creed
III (2023) Jordan diventa regista di se stesso e sfonda nuovamente a l box
office con quasi 300 milioni di dollari d’incassi nel mondo. Insomma, quando la
megaproduzione di Sinners sbriciola record e si afferma nelle classifiche del
2025 (ciò che ad esempio non ha fatto il flop Una battaglia dopo l’altra)
Michael B. Jordan è già un divo affermato che attendo solo la corona dell’Oscar.
Curiosità: volete sapere cosa ha fatto dopo la vittoria agli Oscar? È andato a
mangiare hamburger e patatine fritte, come mostrano alcuni video che circolano
sui social. Dopo la cerimonia di premiazione al Dolby Theatre di Los Angeles,
l’attore si è recato con il suo entourage da ‘In-N-Out Burger’, nota catena di
fast food, con la statuetta in mano: dietro di lui, l’incredulità dello staff
della panineria e un gruppo di fan in delirio.
L'articolo Chi è Michael B. Jordan, l’attore che ha “rubato” l’Oscar a DiCaprio
e Chalamet: dopo la vittoria mangia hamburger e patatine con la statuetta in
mano proviene da Il Fatto Quotidiano.
Altro che “re del mondo” come gridava sulla prua del Titanic nei panni di Jack,
Leonardo DiCaprio è “il re dei meme”. Una semplice espressione del volto,
un’inquadratura al momento giusto e il gioco è fatto: agli Oscar 2026 è già nato
l’ultimo meme con protagonista uno degli attori più “memetici” di Hollywood
nonché premio Oscar. Tutto è accaduto durante la 98ª cerimonia degli Academy
Awards (che ha visto trionfare il film di cui è protagonista, ndr), quando il
presentatore della serata, il comico Conan O’Brien, ha deciso di giocare con la
fama social dell’attore. Dopo aver ricordato alcuni dei meme più celebri che
negli anni hanno trasformato l’interprete in un vero fenomeno della cultura
internet, O’Brien lo ha invitato a crearne uno nuovo… in diretta.
Conan O’Brien makes a new Leonardo DiCaprio meme #Oscars
pic.twitter.com/OX62X798Mx
— Deadline (@DEADLINE) March 15, 2026
Le telecamere hanno subito cercato l’attore tra il pubblico. Seduto in platea
accanto alla modella italiana Vittoria Ceretti, DiCaprio ha risposto alla
provocazione con un’espressione perfetta: uno sguardo tra lo stupito e il
contrariato, quasi a dire “non avevo accettato questa cosa”. Una reazione
spontanea che ha scatenato le risate in sala e che, inevitabilmente, è finita
immediatamente sui social. Se diventerà davvero un tormentone virale lo dirà il
tempo — e soprattutto la creatività degli utenti della rete. Di certo DiCaprio
parte con un vantaggio: da anni è uno degli attori più trasformati in meme della
storia recente del web.
Tra i più iconici c’è il brindisi ironico tratto da Il grande Gatsby,
l’espressione divertita e sorniona di Calvin Candie in Django Unchained e la
scena del giovane truffatore impersonato in Catch Me If You Can. Immagini
diventate materia prima per battute, reazioni e commenti virali che da anni
popolano le piattaforme social. Ora la rete ha un nuovo fotogramma su cui
lavorare. E se la storia recente insegna qualcosa, è che quando DiCaprio entra
nel mondo dei meme… difficilmente passa inosservato.
L'articolo Leondardo DiCaprio colpisce ancora: agli Oscar nasce in diretta il
nuovo meme del “re di internet” proviene da Il Fatto Quotidiano.
C’è la Notte degli Oscar – e le sue premiazioni sul palco – che il pubblico vede
in televisione e quella, molto diversa, che si svolge dietro le quinte. Tra una
pausa pubblicitaria e l’altra, il Dolby Theatre diventa un piccolo mondo
parallelo fatto di incontri improvvisati, brindisi al bar della hall e momenti
di convivialità lontani dalle telecamere. Il reportage dell’Ap ha raccontato
proprio questa dimensione meno visibile della cerimonia: quella dei corridoi,
dei brindisi e delle corse dell’ultimo minuto prima di tornare in sala.
Molte star, come spesso accade, sono arrivate all’ultimo momento sul red carpet,
anche solo trenta minuti prima dell’inizio dello show. Ma, a differenza di una
première, la diretta televisiva non aspetta nessuno. Un dettaglio che può
diventare un’utile scusa per evitare alcune tappe obbligate della passerella. È
il caso di Paul Mescal, che con educazione ha declinato l’invito a partecipare
al celebre “glambot”, il video slow motion che immortala gli ospiti sul tappeto
rosso. “Mi dispiace, non ho tempo”, ha detto sorridendo mentre saliva le scale
del teatro insieme alla fidanzata Gracie Abrams. Lei però lo ha punzecchiato
ridendo: “Sei sicuro di non voler fare il glambot?”.
Durante le pause pubblicitarie la hall del Dolby Theatre si anima rapidamente.
Dopo il monologo di apertura di Conan O’Brien (con una velenosissima frecciata
al patron di Netflix), Kate Hudson si è precipitata al celebre bar della lobby.
Poco dopo sono arrivati anche la madre Goldie Hawn e Kurt Russell. Per un attimo
Hudson ha temuto di dover tornare in sala per qualche intervento previsto nel
programma, ma un membro dello staff l’ha rassicurata controllando il calendario
su un iPad. “Sono a posto!”, ha esclamato sollevata prima di tornare a
chiacchierare con la madre e Russell.
I tre sono rimasti insieme per tutta la serata. Alla fine dello show Hudson, che
non ha vinto il premio come miglior attrice, era comunque di ottimo umore e si è
congratulata con entusiasmo con Michael B. Jordan per la sua vittoria. Il
miglior attore ha ricevuto l’abbraccio e le congratulazioni di Leonardo
DiCaprio. Più tardi Kieran Culkin (che ha ritirato il premio per l’assente Sean
Penn) si è fermato a parlare con Hawn e Russell dicendo: “È stato davvero bello
vedervi interagire con vostra figlia”.
Uno degli aspetti più curiosi del bar della lobby è scoprire cosa bevono le
star. Dopo l’annuncio dell’Oscar a Penn, Jacob Elordi si è presentato al bancone
insieme alla madre, tenendola affettuosamente con un braccio sulle spalle. Ha
ordinato una tequila Don Julio 1942 con ghiaccio e lime. Poco lontano Nicole
Kidman rideva e conversava sorseggiando champagne, mentre Jessie Buckley
(miglior attrice, ndr) faceva lo stesso.
Anche fuori scena non mancano piccoli incidenti. Dopo il famoso momento in cui
Emma Stone aveva raccontato al pubblico che il suo vestito si era rotto mentre
ritirava l’Oscar per Poor Things, l’attrice ha vissuto un altro imprevisto nella
lobby. Mentre chiacchierava con lo sceneggiatore di Bugonia Will Tracy, il suo
anello di diamanti si è incastrato nel retro dell’abito. La compagna di Tracy ha
eseguito una delicata operazione per liberarlo e rimetterlo al dito dell’attrice
senza danneggiare il vestito.
Gran parte delle conversazioni fuori dalla sala riguardava la festa del dopo
Oscar. Molti si lamentavano di non essere stati invitati al party di Vanity
Fair, che quest’anno ha ridotto drasticamente la lista degli ospiti per rendere
l’evento più esclusivo. Emma Stone ha raccontato di voler salire su un grande
autobus insieme ai colleghi di Bugonia per passare prima dalla festa Universal e
poi da quella organizzata da A24. “È strano: anche se sei candidato non
significa che puoi andare”, ha commentato a proposito dell’evento di Vanity
Fair. Quando lo spettacolo è terminato, il cast di Una battaglia dopo l’altra è
rimasto sul palco per qualche minuto ad abbracciarsi.
Dopo la cerimonia molti ospiti si sono diretti al tradizionale Governors Ball,
appena qualche piano sopra il Dolby Theatre. Tra i tavoli più affollati c’erano
quelli della Warner Bros dedicati al cast di Una battaglia dopo l’altra.
Leonardo DiCaprio sorseggiava vino rosso mentre Benicio Del Toro alternava
champagne e piccole birre parlando con i dirigenti dello studio, tra cui Pamela
Abdy.
Il capo della Warner Bros Discovery David Zaslav è passato a salutare DiCaprio
dandogli una pacca sulla spalla. Quando l’attore ha visto avvicinarsi il collega
Chase Infiniti ha sollevato il bicchiere con un gesto che ricordava il celebre
brindisi de Il grande Gatsby. Altrove Renate Reinsve ha abbandonato le scarpe e
ha camminato a piedi nudi sul tappeto della festa. Steven Spielberg raccontava
al regista Clint Bentley di voler passare alla festa di Vanity Fair e di sperare
di incontrare Paul Thomas Anderson.
L'articolo Gli Oscar 2026 dietro le quinte: brindisi, corse al bar e piccoli
incidenti alle star (vedi Emma Stone) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Per la prima volta dall’inizio della loro relazione, Leonardo DiCaprio e
Vittoria Ceretti hanno partecipato insieme a una cerimonia ufficiale. Fino a
questo momento, la coppia aveva preferito mostrarsi pubblicamente solo in
occasione dei tradizionali after-party. Per l’edizione degli Oscar 2026, i due
hanno scelto una via di mezzo: hanno bypassato il tappeto rosso dei fotografi,
entrando direttamente in sala per prendere posto vicini in primissima fila.
IL TRIONFO DI “ONE BATTLE AFTER ANOTHER”
DiCaprio era in lizza per l’Oscar come Migliore Attore per il suo ruolo in One
Battle After Another, l’acclamata pellicola diretta da Paul Thomas Anderson, che
si è confermata come uno dei titoli più importanti dell’anno aggiudicandosi i
due premi principali della serata. Il film ha visto trionfare anche Sean Penn
(grande assente all’evento) nella categoria di miglior attore non protagonista,
premio per il quale era candidato anche il collega di set Benicio del Toro.
IL LOOK ARCHITETTONICO DI VITTORIA CERETTI
L’assenza sul red carpet non ha impedito al look della supermodella italiana di
diventare virale. Le inquadrature televisive durante le ampie carrellate della
regia hanno infatti svelato un abito rosso scuro caratterizzato da un peculiare
elemento architettonico sul busto: una scultura ellittica realizzata in
policarbonato leggerissimo. Il beauty styling scelto per l’occasione è rimasto
fedele all’estetica minimalista della modella: un trucco molto naturale e i
capelli raccolti in uno chignon, pensato per mettere in risalto uno scintillante
orecchino ear cuff. Per Ceretti si tratta di un importante ritorno sulla ribalta
internazionale, a poche settimane dal suo ruolo di protagonista nella cerimonia
di apertura delle Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026, dove aveva
omaggiato Giorgio Armani.
L'articolo Leonardo DiCaprio per la prima volta in pubblico con Vittoria
Ceretti: la coppia insieme alla cerimonia degli Oscar 2026 proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Leo DiCaprio, Timothée Chalamet o Michael B. Jordan? Mai la categoria per il
miglior attore agli Oscar è stata così contesa e chiacchierata come quest’anno.
Intanto formalmente nella cinquina 2026 ci sarebbero anche Wagner Moura,
protagonista del film brasiliano L’agente segreto, ed Ethan Hawke per Blue Moon.
In un paese normale, non ossigenato in modo tossico dal divismo totalizzante di
social e fanbase, Moura sarebbe perfino il vincitore morale di questa gara tra
maschi. La sua fragile eppure decisa interpretazione di un padre in fuga durante
la dittatura brasiliana sa di brillante e serio understatement che nessun’altra
caricatura e sovrabbondanza hollywoodiana possa offrire in questi tempi
turbolenti (come nel profondo è il personaggio del paroliere Lorenz Hart a cui
dà forma piccina Hawke).
Ma torniamo al terzetto che si sta battendo con ogni arma consentita e non per
primeggiare. Diciamo che intanto in autunno, quando Marty Supreme (qui la nostra
recensione) doveva ancora uscire, DiCaprio per il suo Bob Ferguson di Una
battaglia dopo l’altra pareva avere già vinto l’Oscar. Poi appunto è arrivato
l’inverno, Chalamet e infine le 16 nomination per Sinners.
A quel punto la figura grottesca di Bob/DiCaprio nel film di P.T. Anderson ha
cominciato a mostrare le sue venature modeste, quella sua artificiosa goffaggine
all’interno di un film che vive di un’urgenza politica sì, ma esteticamente e
filosoficamente snob. Di fondo il Bob di Una battaglia dopo l’altra è un’unghia
del mignolo del Rick Dalton di C’era una volta a Hollywood, sballottato su un
set che richiede un’azione continua e quindi costretto a far ridere tra
vestaglie lebowskiane, acconciature improbabili e vuoti di memoria da sketch tv.
Anche per questo quando è sbucato un personaggio ipocrita e narciso come il
protagonista di Marty Supreme, un figuro strambo anch’esso ma di una purissima
popolare negatività, che Timothée Chalamet ha accostato DiCaprio e messo anche
subito la freccia per sorpassarlo. Anche nel film di Josh Safdie si corre per
un’ora e mezza senza un attimo di respiro, solo che qui Chalamet in canottiera,
sudato ed esaltato, saltellante attorno ai tavoli da ping pong, fanfarone
perdente, ha un appeal ben più energico e coinvolgente del rivoluzionario che
strabuzza gli occhi.
Dopodiché, appunto, ecco le 16 nomination a Sinners dove in mezzo svetta quella
di Michael B. Jordan che nel film del sodale Ryan Coogler interpreta i due
fratelli gemelli, gangster tirati a lucido nel Mississippi del 1932, Stack e
Smoke. I due, lesti con la pistola, con i proventi della mala di Al Capone
aprono un juke joint, localino che offre blues dal vivo, balli, giochi d’azzardo
e alcool per soli neri. Localino che durante la notte verrà accerchiato da zombi
famelici bianchi.
Non che Jordan abbia mai variato molto le sue interpretazioni da Creed,
lavorando quasi esclusivamente sul magnetismo atletico in scena e poco più. Solo
che qui c’è un treno in corsa che si chiama Sinners, qualcosa che forse in
Europa non abbiamo ancora ben intuito nella sua portata più socio-politica oltre
le singole nomination e statuette. Quindi premiare la figura di rilievo del
racconto, il/i maestro/i di cerimonia Jordan/Stack&Smoke, acquisirebbe un
significato ancora più urgente di qualsivoglia battaglia democratica per i
migranti alla Anderson.
Se poi Chalamet aveva un’incollatura di vantaggio su Jordan fino a pochi giorni
fa, il 30enne (Jordan ne ha 39, DiCaprio oramai papino a 51) protagonista di
Marty Supreme si è andato a impelagare in una polemica divenuta presto social.
In una chiacchierata con Matthew McConaughey, parlottando scherzosamente sul
ruolo del cinema odierno, ha pressappoco affermato: “Non voglio mica lavorare in
un balletto e all’opera. Quelle cose che tieni in vita anche se a nessuno
importano più”. Parole che hanno suscitato un putiferio con tutto il settore
danza e sinfonica in subbuglio, mentre a Jordan basta tenere accesa un po’ di
musica del diavolo e lasciarla in sottofondo per arrivare all’Oscar.
ATTORI NON PROTAGONISTI
Se noi stravediamo per Stellan Skarsgard e il suo infingardo padre egomaniacale
di Sentimental value qualcuno si offende? Il 74enne attore svedese del resto fa
a pezzi l’intero comparto hollywoodiano che punta all’Oscar 2026 come miglior
attore non protagonista: Delroy Lindo per Sinners, Benicio Del Toro e Sean Penn
per Una battaglia dopo l’altra, Jacob Elordi per Frankenstein.
Un ruolo tutto di silenzi e sguardi, di dolorosa moderazione, di introversione
magnetica quello di Skarsgard, padre regista ingombrante assente distruttore di
vite familiari, e forse anche della sua, inizia il film con un copione
impossibile da realizzare tenuto in una sportina di plastica e chiude il film
facendo vibrare, appunto, un lungo potente silenzioso sguardo con la figlia
attrice (Renate Reinsve) su un set moderno e ipertecnologico. Insomma, non ce ne
dovrebbe essere per nessuno se non fosse che il treno in corsa delle 16
nomination a Sinners qua e la farà qualche fermata. Che ce ne sia una dalle
parti di Delroy Lindo non è affatto da escludere. Anzi il 74enne attore
londinese, poi naturalizzato statunitense, ha una carriera infinita
sostanzialmente da comprimario (Malcolm X, Il colpo, L’avvocato del diavolo) ed
è alla sua prima nomination (anche per Skarsgard, del resto). In Sinners
interpreta Delta Slim, un povero ma sopraffino armonicista che i fratelli
protagonisti del film Stack&Smoke arruolano nei bassifondi per averlo sul palco
del loro juke joint.
Delta Slim/Lindo raccoglie su di sé il peso dello schiavismo e l’anima profonda
del blues in una parte dove il carisma emerge più a livello evocativo in un paio
di lunghe sequenze di chiacchiera che nella presenza generale in scena (da metà
film in poi quasi scompare). Un altro che in scena sta pochissimo è Del Toro. In
Una battaglia dopo l’altra sono stati conteggiati appena 13 minuti di sua
silenziosa ma poco intensa presenza su due ore e rotte di film. Il già
oscarizzato per Traffic fa come al solito una sorta di sonnambolica caricatura
del suo infinito personaggio apparentemente perso ma lucidissimo, qui in chiave
di copertura e fuga dagli scontri al confine messicano per un rimbambito
DiCaprio.
I fan mandano a memoria le mossette che fa quando viene arrestato, ma a noi pare
davvero poca cosa ed anzi, si percepisce che la sua sezione (centrale) nel film
sia stata girata tra altri due set, si spera più interessanti per lui e per noi.
Che dire poi dell’altro grottesco caricaturale nazi con un debole per le formose
afroamericane interpretato da Sean Penn (già due gli Oscar vinti)? Il suo
colonnello Lockjaw è una delle figure più imbarazzanti del cinema cosiddetto
politico dell’America contemporanea, un concentrato di recitazione continuamente
sopra le righe tra richiesta deficienza e personale supponenza.
Quando poi arriviamo alla candidatura di Elordi c’è da tirare il freno
d’emergenza per bloccare l’intera cerimonia degli Oscar. Che molti modelli delle
nuove generazioni (Elordi ha 29 anni) si sentano tutti tormentati e ribelli tra
James Dean e Montgomery Clift fa innanzitutto morite dal ridere, poi anche un
po’ pensare alla necessità odierna del concetto di credibilità e
verosimiglianza. Seppur Elordi sia il Frankenstein lungagnone di Guillermo del
Toro, quindi carattere al limite del fantasy, la sua interpretazione in questo
film oscilla tra l’osceno e il pietoso, contraltare di un altro folle errore
nell’accettare ruoli di Oscar Isaac che lo fronteggia per tutto il film facendo
a gara tra chi si farà dimenticare per primo (evidentemente ha vinto Isaac).
L'articolo DiCaprio, Chalamet e Jordan nella sfida più incerta degli ultimi
anni. La gaffe di Timothée mette a rischio l’Oscar come miglior attore proviene
da Il Fatto Quotidiano.
3 milioni di file hanno la coda lunga e gli schizzi di fango firmati Jeffrey
Epstein non stanno risparmiando nessuno, neanche lo star system di Hollywood.
L’ultima ipotetica vittima del faccendiere, che amava trafficare relazioni ad
alto livello in cambio della compagnia di giovani arruolate in tutto il mondo,
sarebbe Leonardo DiCaprio, con una menzione scivolosa anche nella direzione di
Cate Blanchett.
Protagonista dell’ennesimo scambio di richieste e di favori sarebbe l’ormai ex
ambasciatore britannico a Washington, ora anche ex Lord, Peter Mandelson.
Nella email datata giugno 2009 e pubblicata dal Daily Mail, il pedofilo
originario di Brooklyn si sarebbe rivolto all’allora segretario per il business
del governo laburista di Gordon Brown in cerca di lavoro e di una
“sponsorizzazione per Leonardo DiCaprio”. “Puoi pensare a qualcuno in India
Cina, Giappone,, ecc, che potrebbe voler sostenere Leonardo DiCaprio,, Russia
ecc… automobili ecc,, lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non
americani e guadagnare soldi”.
La star, contattata dal quotidiano, ha lasciato che a rispondere fosse un suo
rappresentante incaricato di negare ogni “chiamata” tra lui ed Epstein.
In una deposizione resa da una della accusatrici del faccendiere americano, la
donna avrebbe affermato che l’uomo amava vantarsi delle sue strette relazioni
con star del mondo del cinema come DiCaprio e la Blanchett, ma approfondendo le
domande, la donna avrebbe anche aggiunto che si sarebbe trattato solo di
“esagerazioni”.
“Io non li ho mai incontrati” avrebbe ricordato il Daily Mail riportando i
virgolettati della deposizione. “Quando parlo di loro, è perchè ne sentivo
parlare mentre massaggiavo Epstein e lui esordiva, lui era al telefono un sacco
di volte e una di queste disse: Oh, questo era Leonardo” oppure, “Questa era
Cate Blanchett, o Bruce Willis”, questo genere di cose”.
Peter Mandelson, a sua volta, lo scorso gennaio, aveva tentato di prendere le
distanze dall’accusa di aver preso parte alle “feste” e agli incontri offerti da
Epstein ai suoi ospiti, spiegando ai microfoni della Bbc che il suo “essere gay”
lo teneva “separato” dal lato sessuale e che per questo “non aveva cognizione di
cosa accadesse”.
Nel corso dell’intervista aveva anche aggiunto che, durante la sua permanenza
nell’isola privata e nelle case in Messico e New York di Epstein, le uniche
donne con le quali aveva avuto contatti erano “due domestiche di una certa età”.
Negli ultimi giorno però, sono circolate immagini che lo ritraggono a Parigi, a
casa di Epstein, in mutande mentre regge un iPad accanto ad una ragazza in
accappatoio che si sporge verso di lui per leggere.
Di più, interrogato sulla sua opinione corrente dell’ex amico, lo avrebbe
definito un “manipolatore, affascinante, molto intelligente, il classico
sociopatico”, arrivando anche ad aggiungere: “E’ come il letame che non si
stacca più dalle tue scarpe. Come gli escrementi del cane, l’odore non va più
via”.
Tra la politica e lo show biz, l’ormai ex ambasciatore, ex membro del partito
laburista (chiamato “il principe delle tenebre”) ed ex Lord, sta trascinando giù
con sé anche la stabilità del governo di Keir Starmer costretto a spiegare
perchè lo abbia scelto per l’incarico, poi revocato, quando tutti sapevano della
sue strette relazioni con Epstein.
Al di là della lettere di “raccomandazione” ricevuta per Leonardo DiCaprio, la
vera aggravante rappresentata dagli scambi tra Mandelson ed Epstein starebbe
nell’invio da parte dell’uomo di fiducia dell’allora primo ministro laburista
Gordon Brown, di informazioni riservatissime rispetto a decisioni economiche
molto delicate che il governo intendeva assumere per uscire dalle secche di una
grave crisi di Credit Crunch, come ad esempio la vendita di asset del governo;
informazioni che non sarebbero mai dovute uscire da Downing Street e che
avrebbero potuto avvantaggiare chi ne fosse stato messo a conoscenza per
speculazioni e attacchi alla stabilità finanziaria del Regno Unito.
> I feel so angry and frustrated. If you do too, read on..
>
> The Peter Mandelson/ Epstein Files scandal is of such magnitude that its full
> implications won’t be known for some time. However, what’s evident is that
> Mandelson story is not just one of deep personal failing, it also…
> pic.twitter.com/7ntAF0eSs8
>
> — Sangita Myska (@SangitaMyska) February 3, 2026
> Lord Mandelson resigns from Labour, over links with Jeffrey Epstein about a
> loan he can’t recall being given, and a photo he can’t recall being taken – it
> may be true, as we can’t really tell from the photo if his pants are on fire
> or not pic.twitter.com/nnYHB0gdQt
>
> — Have I Got News For You (@haveigotnews) February 2, 2026
L'articolo “Lui sta cercando un lavoro per promuovere prodotti non americani e
guadagnare soldi”: spunta il nome di Leonardo DiCaprio nelle mail di Epstein
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il raid americano ordinato dal presente Donald Trump in Venezuela ha bloccato
anche Leonardo DiCaprio. L’attore è stato costretto a saltare il Gala di
premiazione del Palm Springs International Film Festival, a causa delle
restrizioni sui voli messe in atto dagli Usa, in funzione dell’attacco al
Venezuela che ha portato alla destituzione al potere dell’ex presidente Nicolás
Maduro.
Lo scrive “Variey” spiegando che la star di Hollywood non è stato in grado di
lasciare la località di St. Barts nei Caraibi dove è stato fotografato in
vacanza con familiari e amici, tra cui Jeff Bezos e Lauren Sanchez, in vista del
nuovo anno. DiCaprio avrebbe dovuto ricevere il Desert Palm Achievement Award
per la sua interpretazione in “One Battle After Another”.
“Leonardo DiCaprio non potrà unirsi a noi di persona stasera a causa di
impreviste interruzioni dei trasporti e restrizioni dello spazio aereo – ha
confermato un portavoce del Palm Springs International Film Festival -. Anche se
ci mancherà festeggiare con lui di persona, siamo onorati di riconoscere il suo
eccezionale lavoro e il suo duraturo contributo al cinema. Il suo talento e la
sua dedizione al mestiere continuano a ispirarci e siamo lieti di celebrarlo con
il Desert Palm Achievement Award”.
In compenso la star di Hollywood ha mandato un video messaggio: “Sono bloccato
sulla East Coast. Vorrei essere lì per festeggiare con tutti voi. Sono così
grato di essere parte di tutto questo, anche da lontano. Mio padre mi portava al
cinema al Vista Theater di Los Angeles. Abitava a quattro isolati di distanza e
ora ospita uno degli ultimi proiettori VistaVision al mondo. Era il mio cinema
di quartiere ed è lì che ho sentito per la prima volta il potere del cinema.
Seduto in quella sala buia con mio padre, ho capito quanto i film possano
influenzare tutti noi”.
L'articolo Leonardo DiCaprio bloccato dall’attacco di Trump in Venezuela: manda
un video al Gala del Palm Springs International Film Festival. Ecco cos’è
successo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Jennifer Lawrence “trolla” Leonardo DiCaprio. I fan statunitensi dei due attori
si sono scatenati sui social nel commentare l’ultima puntata di Actors on
actors, una rubrica di Variety di grande successo pubblicata settimanalmente
negli ultimi mesi. Nella puntata di chiusura con protagonista la Lawrence e
DiCaprio seduti su una poltrona, uno di fronte all’altro, le due star hanno
discusso delle loro ultime interpretazioni, lui per Una battaglia dopo l’altra,
lei per Die my love, e più in generale del mestiere dell’attore. Dopo aver
lavorato ai fianchi DiCaprio con la sua consueta ironia la 35enne star di Il
lato positivo ha lanciato una frecciatina al collega riguardo la sua mania di
avere fidanzate sotto i 25 anni nella vita e avere interpretato il papà di
un’adolescente nell’ultimo film di P.T.Anderson.
“Mi piacerebbe molto vederti essere un papà”, ha ridacchiato Lawrence. “Sono
così dispiaciuta che tu non abbia una figlia adolescente, stai benissimo di
fianco a lei”. Lo stacco su DiCaprio lo coglie imbarazzato e sorpreso. Ma il
riferimento ironico dell’attrice sembra aver colpito nel segno e aver voluto
colpire proprio lì: tra la paciosa interpretazione del babbo verso la sua bimba
cresciuta nella fiction e la realtà in cui il 51enne impenitente scapolone
continua ad accoppiarsi con donne giovanissime che potrebbero essere sua figlia
(adolescente).
Divertenti le interpretazioni dei fan sui social della reazioni di DiCaprio di
fronte alla battuta della Lawrence. C’è chi dice che erano entrambi
perfettamente consapevoli di quello che stavano facendo e di tutti i
pettegolezzi su di lui e sulle donne più giovani; chi parla di “lampo di terrore
sul viso” dell’attore e chi durissimo aggiunge: “Se c’è una cosa che Leo odia
più dell’uscire con donne che hanno più di 25 anni, è essere costretto ad
ascoltare donne che hanno più di 30 anni”. Per chi volesse recuperare il momento
cruciale trovate l’intervista completa, e in bianco e nero, sul sito di Variety.
L'articolo “Sono così dispiaciuta che tu non abbia una figlia adolescente, stai
benissimo di fianco a lei”: la stoccata di Jennifer Lawrence a Leonardo DiCaprio
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