“Io vedo la Russia come un Paese che ha fallito completamente questa guerra”,
“un boomerang“. “Pensavamo ci fosse una grande potenza che in realtà non c’è.
Loro dicono che Hitler e Napoleone non riuscirono ad invadere la Russia ed è
vero”. “Altrettanto vero è che neanche la Russia ha dimostrato grandissime
capacità, anzi”. Prima del 2022 “tutti pensavano che si sarebbe fatta un sol
boccone dell’Ucraina”, invece “l’avanzata è limitata“. A parlare così è il
presidente della Camera Lorenzo Fontana interpellato durante l’incontro con la
stampa parlamentare anche sulle posizioni del segretario del suo partito Matteo
Salvini definite “indiscutibili” da Maria Zakharova, portavoce del ministero
degli Esteri russo.
Sulla possibilità di arrivare alla pace in Ucraina Fontana si dice “un po’ più
fiducioso. La Russia ha dato un segnale negativo da un punto di vista ovviamente
di diritti umani, ma anche dal punto di vista della propria potenza, perché ha
dimostrato in quattro anni di non riuscire a conquistare un territorio che
riteneva praticamente proprio. Ha conquistato circa un 20% del territorio. Non è
una vittoria strategica, può essere definita una vittoria tattica. Ma non è
sicuramente la vittoria strategica che immaginava Putin all’inizio del
conflitto”. La terza carica dello Stato aggiunge che i russi “all’inizio del
conflitto pensavano in pochi giorni di poter cambiare il governo ucraino e di
mettere un governo filorusso. Immagino fosse questa l’intenzione iniziale.
Questo non solo non è avvenuto, ma hanno incontrato una grandissima resistenza
da parte del popolo ucraino. E poi non sono riusciti, nel corso di questi anni,
in questa guerra, nonostante le ingenti risorse spese, a conquistare tutto il
territorio ucraino, neppure tutto il territorio che si erano prefissi, come
quelle regioni filorusse del Donbass che intendevano conquistare. Quindi,
secondo me, anche dal punto di vista russo ormai si è capito che conviene molto
anche a loro riuscire a raggiungere la pace il prima possibile“.
Fontana in passato aveva espresso ammirazione per Vladimir Putin arrivando a
chiedere all’Ue di ritirare le sanzioni contro la Russia dopo l’annessione della
Crimea nel 2014, definendola un “riferimento per chi crede in un modello
identitario di società”. Le sue posizioni sono cambiate più di recente, già
prima dell’invasione dell’Ucraina. Una quindicina di giorni prima dello scoppio
della guerra in un’intervista al Foglio che la Lega (di cui era vicesegretario)
era “senza alcuna possibilità di fraintendimento a favore dell’Alleanza
atlantica e che qualsiasi decisione verrà presa dall’Alleanza atlantica su
questo fronte sarà inevitabilmente anche la decisione che prenderà la Lega”.
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grande potenza che in realtà non c’è”: le parole del presidente della Camera
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Dopo i moniti ad agosto per l’ingorgo in Parlamento, il presidente della Camera
Lorenzo Fontana (Lega) annuncia con soddisfazione il calo del numero dei decreti
legge e promette un nuovo regolamento, per abbassare ancora più la soglia, ma
anche per “rendere migliore, più snello il lavoro all’interno del Parlamento”.
La terza carica dello Stato ha affrontato il tema (caro al presidente Sergio
Mattarella) durante l’incontro di auguri con la stampa parlamentare: “C’è una
riforma del regolamento che spero vedrà la luce nei primi mesi del prossimo
anno”, ha annunciato Fontana, per garantire una via “alternativa ai decreti
legge, come per esempio il voto a data certa. Una delle tematiche più importanti
è quella dell’eccesso di decretazione”. Già in estate l’uomo della Lega aveva
dichiarato di aver scritto alla presidente del Consiglio Giorgia Meloni, per
sottolineare il problema e far presente che “una riduzione sarebbe giusta e
gradita”. Oggi Fontana ha rimarcato il lavoro di mediazione con palazzo Chigi,
per giungere al risultato: “Dopo anni di tentativi e di cercare da parte della
presidenza di sensibilizzare il Governo sul diminuire i decreti legge in ricorso
alle fiducie, ecco, quest’anno c’è stato un decremento, questo mi fa molto
piacere, spero che sia valso un po’ il lavoro che abbiamo fatto. Spero che
ovviamente questa discesa continui anche l’anno prossimo”. Del resto sono noti
gli appelli del Quirinale per limitare l’abuso dei decreti legge.
L’ottimismo di Fontana, sul trend n calo, riposa sulle nuove norme parlamentari
allo studio della maggioranza. Negli auspici della terza carica dello Stato,
dovrebbero arrivare “in tempi brevi”, incardinate nel calendario della Giunta
per il Regolamento. Sarà una riforma ad ampio spettro, non solo per scongiurare
l’abuso della decretazione d’urgenza. La proposta “cercherà di rendere migliore
e più snello il lavoro del Parlamento. C’è la famosa questione del blocco di 24
ore che si vuol togliere, il cosiddetto statuto delle opposizioni che servirà a
fare in modo che abbiano più voce in capitolo” e “le misure per avere delle
alternative ai decreti leggi”, ha spiegato Fontana. L’ambizione dunque è
rivedere le regole del confronto democratico in Parlamento: “un tentativo di
rendere più efficiente il lavoro che si fa qui”, ha proseguito il leghista.
Fontana ha auspicato una condivisione più ampia possibile: un invito per le
opposizioni alla collaborazione con il governo.
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regolamento, tra alternative anche il voto a data certa” proviene da Il Fatto
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