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EX60, anteprima italiana a Milano per il “game changer” firmato Volvo – FOTO
‹ › 1 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 2 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 3 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 4 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 5 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 6 / 6 VOLVO EX60 Punto di svolta, elemento rivoluzionario, innovazione radicale. Questa è la definizione di “game changer” e questo è quello che rappresenta la EX60 per Volvo. Erede 100% elettrica della XC60, modello più venduto nella storia del marchio svedese: non una semplice evoluzione ma il punto di partenza di una nuova generazione, nata elettrica fin dal primo disegno. Costruita a Torslanda sulla piattaforma SPA3, è un cambio di paradigma: qui debutta la struttura cell-to-body, con la batteria integrata direttamente nel pianale e parte attiva della scocca, e la produzione sfrutta la tecnica del megacasting per ridurre componenti e peso. Il tutto si combina con l’architettura a 800 volt – inaugurata con la Volvo ES90 – elemento chiave che cambia il modo di vivere l’elettrico: ricariche fino a 370 kW, 10 minuti per recuperare più di 300 km e tempi complessivi drasticamente ridotti (dal 10 all’80% in 19 minuti). Numeri che si traducono in un’autonomia dichiarata fino a 810 chilometri, rendendo la EX60 una delle proposte più avanzate della categoria. Vista dal vivo, in occasione della premiere italiana che si è svolta al Volvo Studio di Milano, la prima cosa che colpisce non è la scheda tecnica ma il design. Le dimensioni sono importanti – 4,80 metri di lunghezza e passo di 2,97 metri – ma la percezione è diversa, più dinamica, quasi da wagon rialzata. E, a proposito di aerodinamica, il Cx è di 0,26, davvero ottimo per un suv. Il look è pulito, scolpito, senza eccessi: davanti spicca la firma luminosa “a martello” reinterpretata in chiave moderna, mentre l’assenza della griglia sottolinea la natura elettrica. Le fiancate sono attraversate da nervature tese che giocano con la luce e le maniglie alte a “pinna di squalo”, integrate nella cornice del finestrino, rappresentano una soluzione tanto originale quanto funzionale per migliorare l’aerodinamica. Il risultato è un SUV elegante ma anche solido, con una presenza scenica che dal vivo guadagna ancora più forza. Aprendo la porta si entra in un ambiente che segna un ulteriore salto generazionale. Se dietro al volante c’è un cruscotto digitale da 11,4” con le informazioni di guida, l’abitacolo è dominato da un grande display centrale orizzontale da 15 pollici, leggermente curvo, che sostituisce il classico sviluppo verticale Volvo. Tutto passa da qui, in un sistema fluido con servizi Google integrati. Ma la vera novità è meno visibile e molto più profonda: la EX60 è la Volvo più “intelligente” di sempre, grazie a una potenza di calcolo capace di arrivare a 250 trilioni di operazioni al secondo. Il nuovo sistema centrale gestisce infotainment, sicurezza e assistenza alla guida in modo integrato e apre la porta a un’evoluzione continua dell’auto tramite aggiornamenti software. Molto più di un semplice assistente di bordo ma intelligenza artificiale generativa e infatti a bordo debutta anche Google Gemini, capace di interagire in modo naturale con conducente e passeggeri, rendendo l’esperienza più intuitiva e meno distrattiva. La tecnologia, però, per Volvo non è mai fine a sé stessa. Il cuore resta la sicurezza, e anche qui la EX60 introduce una novità destinata a fare scuola: le cinture di sicurezza multi-adattive. Un sistema evoluto che analizza la corporatura dell’occupante e le condizioni di guida per modulare la risposta in caso di impatto, migliorando ulteriormente la protezione. Lo spazio a bordo è abbondante, merito del passo lungo e del pianale completamente piatto, con un’abitabilità posteriore ai vertici della categoria e un bagagliaio che parte da 523 litri per arrivare a 1.647 abbattendo i sedili. A questi si aggiungono i 58 litri presenti sotto al cofano per riporre i cavi di ricarica. Anche la qualità è elevata, con materiali ben combinati e una cura per i dettagli che si nota in ogni elemento, dai vani portaoggetti alla modularità del tunnel centrale. La gamma prevede tre tagli di batterie: da 83, 95 e 117 kWh rispettivamente per la P6 che ha trazione posteriore, 374 cavalli e 620 km di autonomia dichiarata, si passa alla P10 integrale da 510 cavalli e 660 km di autonomia e si arriva alla P12 da 680 cavalli e autonomia dichiarata dalla casa che arriva a 810 km. Due gli allestimenti, Ultra e Plus con prezzi a partire da 65.350 euro e un equipaggiamento già molto completo. Con questo modello “Volvo Cars entra nel più grande segmento BEV a livello globale, espandendo il proprio mercato elettrico potenziale” come ha spiegato Michele Crisci – Presidente di Volvo Cars Italia – nel corso della presentazione italiana. Ordinabile dal 21 gennaio, sarà in concessionaria a inizio luglio, le prime consegne sono previste da metà dello stesso mese è il prezzo di partenza è di 65.350 euro. E non è finita qui. Perché insieme alla versione standard, la casa svedese ha già confermato l’arrivo di una variante ancora più robusta e orientata all’avventura: la Volvo EX60 Cross Country che avrà sospensioni pneumatiche di serie, cerchi da 20 o 21 pollici, sarà più alta di 20 mm da terra e potrà alzarsi o abbassarsi di altri 2 cm per una migliore efficienza energetica. Le motorizzazioni saranno P10 AWD e P12 AWD e rappresenta un ulteriore tassello che completa il quadro di un modello destinato a segnare, davvero, un nuovo inizio. Il prezzo? A partire da da 71.450 Euro. 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Volvo ES90, la prova de Il Fatto.it – Il silenzio del lusso a elettroni – FOTO
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Le dimensioni sono importanti: 5 metri di lunghezza, 2,12 di larghezza e 1,54 di altezza. Quando si sale a bordo si viene accolti da un ambiente che trasmette calma e qualità. Linee pulite, pochi elementi e un’atmosfera rilassante trasformano l’abitacolo in un posto piacevole dove passare il tempo, soprattutto nei viaggi lunghi. Il passo di 3,1 metri garantisce spazio per cinque persone e per i bagagli: il bagagliaio va da 434 a 1.427 litri, più un piccolo vano anteriore da 22 litri per i cavi di ricarica. Tra gli optional più interessanti c’è il tetto elettrocromico – di serie sull’allestimento Ultra – che rende l’interno ancor più accogliente e luminoso, filtra fino al 99,9% dei raggi UV e può essere oscurato con un comando sul display centrale. La prima cosa che colpisce guidandola, come detto, è il silenzio. Volvo dichiara che la ES90 ha i livelli di rumorosità interna più bassi mai ottenuti su una sua vettura e la sensazione è proprio quella di muoversi dentro una bolla. Un ambiente ovattato dove tutto scorre in modo fluido, quasi come se l’auto viaggiasse su binari magnetici. A rendere l’esperienza ancora più immersiva c’è l’impianto audio Bowers & Wilkins con 25 diffusori e oltre 1.600 watt di potenza, compatibile con Dolby Atmos e con la modalità Abbey Road Studios: una sala da concerto viaggiante. Il tutto all’insegna della sostenibilità. La ES90 è prodotta in una fabbrica climate neutral alimentata al 100% da energie rinnovabili e utilizza materiali riciclati: 29% di alluminio, 18% di acciaio e 16% di polimeri plastici. Per gli interni Volvo ha scelto il rivestimento Nordico, realizzato con materiali da riciclo. Se per qualcuno la tecnologia in auto significa solo grandi schermi, qui ce ne sono due: uno da 9 pollici davanti al guidatore e uno centrale da 14,5 per l’infotainment. A bordo ci sono tutti i servizi Google integrati – Assist, Maps, Waze, Play Store – oltre ad Apple CarPlay e Android Auto wireless, compatibilità con Google Home, connettività 5G e head-up display sul parabrezza. Ma il vero cuore tecnologico è l’architettura Superset sviluppata da Volvo. Il suo cervello è il processore NVIDIA DRIVE AGX Orin, che rende la ES90 l’auto con la maggiore capacità di calcolo mai realizzata dal marchio: circa 508 trilioni di operazioni al secondo. Questa potenza alimenta i sistemi di sicurezza attiva e cresce nel tempo grazie agli aggiornamenti over-the-air. Non a caso la ES90 è la seconda Volvo Software Defined, dopo la EX90. Un altro punto chiave è la nuova architettura elettrica a 800 volt, la prima su una Volvo. Significa ricariche più rapide ed efficienti rispetto ai sistemi tradizionali a 400 volt: i cablaggi sono più leggeri, la dispersione termica è minore e la batteria può accettare potenze più elevate senza surriscaldarsi. In condizioni ideali si possono recuperare circa 300 km di autonomia in 10 minuti e passare dal 10 all’80% in circa 22 minuti con colonnine da 350 kW. Fondamentale il pre-condizionamento della batteria, che si attiva automaticamente se c’è una rotta impostata nel navigatore, oppure manualmente. La nostra prova è stata organizzata proprio per mettere alla prova questa tecnologia. Siamo partiti con pochissima autonomia e l’obiettivo era arrivare a una colonnina con la batteria più scarica possibile. Dopo circa un’ora tra autostrada e statale siamo arrivati con il 14% di carica a una stazione Ionity. Il risultato? In meno di dieci minuti eravamo già oltre il 50%. Grazie all’accordo con Volvo le tariffe sono scontate e, dove disponibile, si può usare anche la tecnologia Plug & Charge. Una volta ripartiti, il viaggio diventa davvero rilassante perché la ES90 è un’auto votata al comfort. Due le motorizzazioni disponibili: la Single Motor a trazione posteriore con 333 CV e 480 Nm, batteria da 92 kWh e fino a 651 km di autonomia; oppure le Twin Motor a trazione integrale da 449 CV o 680 CV nella versione Performance, con batterie da 106 kWh e autonomia fino a 700 km. L’auto del nostro test era la Single Motor e, sinceramente, sembra già la scelta più equilibrata: spinge sempre con decisione, lo sterzo è preciso e la frenata molto rassicurante. L’allestimento Ultra aggiunge sospensioni pneumatiche a doppia camera e telaio attivo che leggono la strada e adattano l’assetto in tempo reale. Anche sulle curve dei colli romagnoli la macchina resta composta e molto confortevole. Alta da terra 18 cm come un crossover ma con una linea quasi da coupé, la ES90 ha un baricentro basso grazie al pianale delle batterie e un coefficiente aerodinamico di 0,25, il migliore mai raggiunto da Volvo. Alla guida non ci si sente mai soli: la tecnologia Safe Space controlla costantemente ciò che accade a bordo. Il Driver Understanding System monitora lo stato psicofisico del conducente e, se necessario, può fermare l’auto in sicurezza. L’Interior Sensing rileva movimenti minimi – persino il respiro di un neonato – per evitare che persone o animali restino accidentalmente nell’auto. La tecnologia qui non è fine a se stessa: serve davvero a rendere il viaggio più semplice e sicuro. Certo, la ES90 è una vettura di nicchia – una berlina elettrica che parte da 73.500 euro – ma rappresenta una dichiarazione d’intenti importante per Volvo. Durante la presentazione del modello, Michele Crisci, presidente e amministratore delegato di Volvo Cars Italia, ha ricordato che nei dieci principali Paesi europei nel 2025 sono state immatricolate 2,24 milioni di auto elettriche, pari al 21,1% del mercato. In Norvegia la quota sfiora il 100%, mentre Olanda e Belgio sono intorno al 40% e Germania, Regno Unito e Francia superano stabilmente il 20%. Il confronto con l’Italia resta però impietoso: 6,2% di penetrazione. “Ma non è una questione di pubblico – ha detto Crisci – il problema è che non si vuole davvero favorire l’adozione dell’elettrico”. Nonostante il contesto, Volvo Car Italia continua a crescere: nel 2025 ha immatricolato 2.024 auto elettriche, pari al 14,1% del proprio mix. Nei primi due mesi del 2026 la quota è già salita al 20,8% e l’obiettivo è arrivare al 25,5% entro fine anno. Anche grazie a modelli come la nuova ES90. L'articolo Volvo ES90, la prova de Il Fatto.it – Il silenzio del lusso a elettroni – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volvo EX60, debutta il nuovo suv elettrico software-defined – FOTO
‹ › 1 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 2 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 3 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 4 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 5 / 6 VOLVO EX60 ‹ › 6 / 6 VOLVO EX60 Con la nuova EX60, Volvo Cars entra nel cuore del mercato elettrico globale, quello dei SUV medi, con un modello che non è solo l’erede elettrica della XC60, ma il primo tassello concreto di una nuova fase industriale per il marchio svedese, pensata per rendere l’auto elettrica una scelta naturale e non più una concessione. La EX60 nasce su una base tecnica completamente inedita ed è progettata per evolvere nel tempo via software, introducendo soluzioni che cambiano il modo stesso di concepire un SUV elettrico di questa categoria. Alla base c’è la nuova architettura SPA3, sviluppata fin dall’inizio come piattaforma esclusivamente elettrica. Non un adattamento, ma una struttura pensata per massimizzare efficienza, scalabilità e integrazione tra hardware e software. Il cuore digitale è il sistema HuginCore, supportato dalla piattaforma NVIDIA DRIVE e da una nuova generazione di processori Qualcomm, che rende la EX60 una vettura realmente “software-defined”. L’auto non nasce finita: grazie agli aggiornamenti over-the-air può migliorare nel tempo sicurezza, assistenza alla guida, infotainment e prestazioni. È un cambio di passo netto per Volvo, che avvicina la EX60 più a un ecosistema digitale che a un suv tradizionale. È anche la prima Volvo a integrare Gemini, il nuovo assistente AI di Google, capace di interazioni vocali naturali e contestuali, dalla pianificazione di un viaggio alla gestione delle informazioni personali. L’infotainment è rapido e progettato per ridurre le distrazioni, con un’interfaccia essenziale e un nuovo layout che abbandona il display verticale a favore di uno schermo orizzontale affiancato da un cruscotto digitale dedicato. Grande attenzione è stata dedicata alla gestione dell’energia. Grazie all’architettura a 800 Volt, a nuove batterie e a motori elettrici di ultima generazione, la EX60 promette risultati di tutto rilievo. Nella versione più efficiente, l’autonomia arriva fino a 810 km nel ciclo WLTP, mentre la ricarica ultra-rapida consente di recuperare fino a 340 km in circa dieci minuti e di passare dal 10 all’80% in meno di venti minuti. La gamma comprende tre varianti a trazione posteriore e integrale, con potenze e autonomie differenziate, affiancate da una strategia di allestimenti semplificata e dalla possibilità di scegliere vetture preconfigurate con consegne più rapide. Lo stile evolve il linguaggio Volvo in modo coerente ma più deciso. Le proporzioni restano equilibrate, con una lunghezza attorno ai 4,8 metri, mentre aerodinamica e superfici pulite contribuiscono all’efficienza. L’abitacolo mantiene l’impronta scandinava, con materiali naturali, grande attenzione al comfort acustico e alla praticità, grazie a soluzioni intelligenti per lo stivaggio e a un bagagliaio ben sfruttabile, affiancato dal frunk anteriore. La sicurezza resta centrale, con l’ultima evoluzione del Driver Understanding System e una nuova cintura multi-adattiva capace di modulare la protezione in base a corporatura e dinamica dell’impatto. Accanto alla versione standard arriverà anche la EX60 Cross Country, con assetto rialzato e un’impostazione più orientata all’avventura, pensata per ampliare il perimetro d’uso del suv elettrico senza snaturarne l’identità. La EX60 è già ordinabile negli allestimenti Plus e Ultra, con prezzi compresi tra 65.350 e 81.450 euro e consegne previste dall’estate 2026, mentre per la Cross Country bisognerà attendere la fine dell’anno. L'articolo Volvo EX60, debutta il nuovo suv elettrico software-defined – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volvo ridisegna la strategia del futuro, tra elettrificazione e mercato italiano
Nel corso del Business Update 2025, tenutosi al Volvo Studio Milano, Volvo Cars Italia ha delineato lo scenario globale e le prospettive per il mercato italiano, in un contesto di forte trasformazione per l’industria automobilistica. Il 2025 viene indicato come un anno di svolta, segnato dal progressivo superamento del modello di globalizzazione che ha caratterizzato il settore negli ultimi anni. Tensioni geopolitiche, dazi, aumento dei costi di trasporto e instabilità delle catene di fornitura stanno spingendo i costruttori verso un approccio più regionalizzato, con produzioni e strategie commerciali adattate alle specificità dei singoli mercati. In questo quadro, Volvo conferma la propria scelta strutturale a favore della mobilità elettrica. L’elettrico viene considerato l’unico segmento in crescita a livello globale e centrale per la competitività futura dell’industria europea. I dati presentati indicano una crescita costante delle vendite mondiali di veicoli elettrici, che hanno superato i 17 milioni di unità nel 2024, con una quota di mercato globale del 22%. Le previsioni al 2030 stimano oltre 35 milioni di veicoli elettrici venduti, pari a più del 40% del mercato complessivo. Accanto ai modelli 100% elettrici, Volvo assegna un ruolo di transizione ai Plug-in Hybrid, ritenuti fondamentali in una fase caratterizzata da mercati che procedono a velocità diverse verso l’elettrificazione. Questa strategia, avviata già nel 2017, prevede la coesistenza di modelli elettrici e ibridi ricaricabili all’interno del piano prodotto globale. La nuova generazione di Plug-in Hybrid punta su un’autonomia elettrica estesa, come nel caso dei modelli XC60 e XC70, per accompagnare gradualmente la clientela verso una mobilità completamente elettrica. Sul mercato italiano, il 2025 si chiude con 15.800 immatricolazioni Volvo, in calo rispetto alle 21.500 del 2024. Una flessione prevista e collegata in larga parte alla scelta di eliminare le motorizzazioni diesel, ancora molto rilevanti nei segmenti premium. Nonostante ciò, Volvo registra una penetrazione di veicoli BEV e PHEV nettamente superiore alla media di mercato: i BEV rappresentano il 16% delle vendite Volvo contro il 5,8% del mercato italiano, mentre i PHEV raggiungono il 20% rispetto a una media nazionale del 6,2%. “Il calo dei volumi era atteso ed è coerente con le scelte industriali che abbiamo fatto – ha spiegato Michele Crisci, presidente di Volvo Car Italia –. L’uscita dal diesel e l’accelerazione sull’elettrificazione comportano una fase di assestamento, ma ci consentono di mantenere una penetrazione di modelli elettrificati molto superiore al mercato e di prepararci allo sviluppo dei prossimi anni”. L'articolo Volvo ridisegna la strategia del futuro, tra elettrificazione e mercato italiano proviene da Il Fatto Quotidiano.
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