La criminalità organizzata ha nuovamente macchiato di sangue le strade di
Foggia: Alessandro Moretti, il nipote del boss Rocco Moretti, è stato ucciso
nella serata di giovedì 15 gennaio. Il 34enne si trovava a bordo di uno scooter
quando è stato vittima di un agguato a colpi di arma da fuoco in via
Sant’Antonio: l’uomo è stato soccorso e portato in ospedale, ma è morto poco
dopo il ricovero. Sul posto è intervenuta la polizia per prendere i rilievi e
svolgere le indagini.
Gli inquirenti temono che questo episodio possa scatenare una faida tra clan
rivali. Il 34enne, infatti, era il figlio del fratello più piccolo di Rocco
Moretti: il boss ha 75 anni ed è uno dei capoclan più importanti nella Società
Foggiana. Dopo la condanna definitiva a 10 anni e 8 mesi inflitta nel processo
‘Decima azione’, sta scontando la pena in regime di 41bis per i reati di
associazione mafiosa, estorsione e detenzione di armi. Negli ultimi mesi è stato
anche destinatario di sequestri patrimoniali per oltre 2,5 milioni di euro.
Foto d’archivio.
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al 41bis. Si teme una nuova faida proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Criminalità Organizzata
Piglia piede in tutta Europa l’esecuzione di crimini da parte di minorenni
reclutati in un Paese diverso dal luogo del delitto. E così in aprile è stata
creata la task force operativa (OTF) di Europol Grimm, che oggi annovera
funzionari investigativi di undici Paesi, esperti interni e la collaborazione di
fornitori di servizi on line, per contrastare un sistema che pare inarrestabile.
Colonia, nel 2024 è stata teatro di una guerra di droga, diversi ragazzi o
tutt’al più giovani adulti, tedeschi e olandesi, sono stati incaricati di
esplosioni, sparatorie e torture. I modelli sono i rapper che nei loro testi
idealizzano i soldi facili fatti nel mondo criminale. I giovani vengono adescati
col passaparola, ma anche con annunci diretti sui social media.
Ci sono canali Telegram di spaccio con promesse di entrate fino a 4.500 euro al
mese e poi gli algoritmi di Instagram e TikTok che a chi vede un video con
violenza, droghe e criminalità ne offre ancora altri. E lo portano presto a
offerte “di lavoro” nei commenti. Pure Snapchat dà spazio a messaggi che
invitano a mettere il proprio conto a disposizione per riciclare del denaro
associati a video con una mano colma di banconote. Altro veicolo di contatto
sono le piattaforme di gioco, come Fortnite o Counter-Strike. I social
cancellano milioni di annunci e collaborano con gli inquirenti, ma i gestori non
spiegano come sia possibile trovarne sempre di nuovi.
Europol chiama il fenomeno “crimine come servizio”. La violenza ordinata come
una prestazione secondo una struttura in quattro fasi: il cliente commissiona e
finanzia il reato ad un organizzatore, responsabile di procurare armi e
logistica e che funge da intermediario con il reclutatore che ricerca gli
esecutori, per lo più minorenni. L’autore effettivo sta in fondo alla catena. La
squadra Grimm vuole sovvertire questo modello in ogni fase. In sei mesi di
attività ha fermato 63 autori di reati, 40 compici, 84 reclutatori e 6 clienti
istigatori. Fulcro per garantire un’azione tempestiva e coordinata sono la
condivisione di intelligence transfrontaliera e una più stretta collaborazione
con le aziende tecnologiche per individuare e bloccare le attività di
reclutamento sui social media.
Non c’è solo la Germania nell’occhio del ciclone. Anche a Marsiglia nel novembre
2024 la guerra alla droga sfuggiva completamente al controllo. Gli omicidi più
raccapriccianti commessi da adolescenti, assoldati tramite i social dai
narcotrafficanti in carcere. Nello stesso periodo la polizia spagnola ha
smantellato ad Alicante una gang svedese che, utilizzava il servizio di
messaggistica Telegram per reclutare minorenni per omicidi e attentati in
Scandinavia.
In Svezia in cinque anni i giovani incarcerati sono raddoppiati. Diamant Salihu,
della rete svedese SVT, conosce i casi: offerte di lavoro via Telegram, un
milione di corone svedesi per un assassinio in Danimarca, ti pagano viaggio,
vitto, alloggio, “li fanno sentire di essere qualcuno”. La criminalità mira a
giovani influenzabili, vuoi per cattive amicizie, vuoi per insoddisfazione;
devono spedire una copia del loro documento di identità per assicurare di non
essere investigatori in incognito. A quel punto scatta la trappola: la gang sa
chi sono, se si ritirano si ritrovano con una taglia sui social. Passo, passo le
istruzioni e si deve poi fare un video come prova dell’esecuzione effettiva del
crimine: il mandante viene informato quasi in diretta. Le riprese rilanciate sui
social assolvono poi anche come avvertimento a non sgarrare.
L’ex capo dell’Interpol Jürgen Stock, che adesso insegna criminologia
all’Università di Gießen, ha confermato alla tv tedesca come i giovani siano
“strumenti” adatti per le gang, creano una distanza tra “l’esecuzione del
crimine e la persona che lo pianifica che non si sporca le mani”. Giornalisti
del programma tedesco “strg_F” di ARD sono entrati in contatto con un
organizzatore olandese che si è definito apertamente “mediatore di omicidi”.
Il listino prezzi varia dai 3.000 ai 7.000 euro per un attentato e dai 15.000 ai
25.000 euro per un assassinio su commissione. Per l’omicidio in gruppo di un
giornalista famoso, come Peter de Vries, il budget parte però da centomila euro.
È una mossa calcolata: “Se c’è un lavoro da svolgere ad Amburgo, spesso si fanno
arrivare persone dal Belgio o dai Paesi Bassi … molto più difficile rintracciare
il colpevole”. L’età: “Si possono incaricare anche i dodicenni. Possono fare
qualsiasi cosa, assolutamente qualsiasi cosa”.
Le ricompense in questo caso misere, un adolescente riceve 500 euro per un
attentato; altri aspirano solo ad una Playstation. “Alcuni lo fanno addirittura
gratis. A volte praticamente implorano per questo tipo di lavori”. Sperano che
questo conferisca loro un certo status nel mondo criminale, consentendogli di
ottenere altri contratti. “Credo che nel 2025-2026 questi lavori criminali
gireranno per lo più attraverso i social media, è semplicemente come ordinare
una pizza”, dichiara il mediatore, ma aggiunge, tirarsi indietro è pericoloso,
si sconta “dieci volte tanto”.
Alcuni esponenti della CDU e dell’AfD in Germania hanno chiesto di abbassare
l’età della responsabilità penale, ma l’ex capo dell’Interpol Stock ha
dichiarato alla rete tedesca che “questi problemi non possono essere risolti
solo attraverso il diritto penale… l’obiettivo è quello della prevenzione”,
perseguire i reclutatori può essere solo uno dei pilastri di una strategia
globale, le strutture all’interno delle reti criminali possono essere facilmente
sostituite. È fondamentale raggiungere invece prima i giovani a rischio. I tre
ministeri tedeschi competenti: Giustizia, Interno e della Famiglia, rimandano i
reporter a uno studio sulle cause della violenza contro bambini e adolescenti,
annunciato nell’accordo di coalizione, ma ancora in fase di progettazione. Il
lavoro di prevenzione è principalmente responsabilità decentrata dei Länder e
dei Comuni, le associazioni giovanili e le organizzazioni civiche segnalano però
tagli e riduzioni dei servizi.
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social ai giochi di ruolo, come vengono adescati proviene da Il Fatto
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