La guerra commerciale di BYD a Stellantis deve fermarsi. Anzi, si è già fermata.
Su ordine del Giurì dell’Istituto dell’autodisciplina pubblicitaria il colosso
cinese delle auto elettriche ha dovuto fermato la campagna “Operazione
Purefication”, lanciata a inizio anno per promuovere la rottamazione di vetture
con la cinghia a bagno d’olio. Traduzione: un attacco frontale a uno specifico
gruppo di auto di Peugeot, marchio di Stellantis, e al motore Puretech 1.2.
VIOLATI TRE ARTICOLI DEL CODICE
Il Giurì, presieduto dal vicepresidente Mario Libertini, ordinario di Diritto
industriale e commerciale a La Sapienza, ha intimato a BYD di cancellare da ogni
piattaforma la pubblicità, rimuovendola anche da ogni concessionaria, perché ha
violato 3 articoli del codice relativamente alla comunicazione ingannevole, alla
comparazione e alla denigrazione di altri operatori del mercato. “La tua cinghia
dà i numeri? Te ne diamo un po’ anche noi”, chiedeva ironicamente BYD
promettendo incentivi fino a 10.000 euro a chi rottamava un’autovettura con
cinghia a bagno d’olio.
I PROBLEMI DEL PURETECH E IL RICHIAMO DEI VEICOLI
In passato, alcune vetture con motore Puretech che montano la cinghia di
distribuzione a bagno d’olio hanno rilevato problemi legati a una contaminazione
l’olio dovuta allo sfaldamento della cinghia stessa con conseguente consumo
anomalo di lubrificante e rotture del motore. Tra il 2019 e il gennaio dello
scorso anno, Psa – diventata Stellantis dopo la fusione con Fca – ha dovuto
affrontare il richiamo di centinaia di migliaia di veicoli per controlli e ha
aperto una piattaforma per indennizzare chi aveva dovuto affrontare riparazioni
a guasti prima di dieci anni o di 180mila chilometri percorsi. Il gruppo
franco-italiano ha sempre parlato di un problema che ha interessato circa il 6%
dei veicoli venduti.
STELLANTIS: “IMPORTANTE RICONOSCIMENTO”
Dopo la decisione del Giurì, Stellantis si è detta soddisfatta parlando di un
“importante riconoscimento della necessità di tutelare i consumatori ed i
concorrenti da messaggi pubblicitari scorretti” e annunciando che “continuerà a
promuovere una competizione basata sulla qualità dei prodotti e su una
comunicazione chiara, completa e trasparente sulle caratteristiche degli
stessi”. BYD non ha commentato e già eseguito la decisione del Giurì.
LE CAMPAGNE DI BYD GUIDATA DALL’EX FCA
Quella del costruttore cinese non è la prima campagna aggressiva degli ultimi
mesi. A settembre aveva lanciato una propria promozione, anticipando gli
incentivi statali che in quel momento non erano ancora stati attivati
chiamandola “CASI-NO Incentivi Statali”: l’offerta era fino a 10.000 euro a
privati e partite IVA senza limiti di reddito o attese. Lo Special Advisor per
il mercato europeo dell’azienda cinese di auto elettriche è Alfredo Altavilla,
una vita in Fiat ed Fca. Il manager tarantino ha trascorso oltre vent’anni alla
corte della famiglia Agnelli ed è stato braccio destro di Sergio Marchionne,
ricoprendo il ruolo di leader delle operazioni europee del gruppo. È a capo del
comparto continentale di BYD dal settembre 2024. Tra gennaio e dicembre del
2025, il marchio cinese ha immatricolato in Italia 23.621 auto. Nei dodici mesi
precedenti erano state poco più di 2mila.
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pubblicità sulla rottamazione del motore Puretech” proviene da Il Fatto
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Tag - Pubblicità Ingannevole
Anno nuovo multa nuova per Poltronesofà. L’Antitrust ha sanzionato l’azienda di
divani per pratiche scorrette nella politica di sconti, dandole una multa da 1
milione di euro. Il procedimento, spiega il garante della concorrenza nel suo
bollettino settimanale, riguarda “la pratica commerciale posta in essere dalla
società Poltronesofà S.p.A. consistente nella indicazione, ingannevole e
omissiva, di una asserita convenienza del prezzo praticato per i divani
appartenenti alla Collezione Promo, pubblicizzato durante le campagne
promozionali diffuse attraverso Tv, radio, social media e internet”.
Più nel dettaglio, l’Antitrust spiega che Poltronesofà, a partire almeno
dall’inizio di gennaio 2023, ha enfatizzato – attraverso campagne pubblicitarie
per promuovere la vendita promozionale di divani appartenenti alla Collezione
Promo – l’esistenza di un rilevante “sconto” rispetto a un prezzo assai
superiore, indicato come “barrato”. “In realtà, avuto riguardo anche alla
frequenza della diffusione delle citate campagne, l’istruttoria ha dimostrato
l’insussistenza della convenienza (enfatizzata ingannevolmente) del prezzo
pubblicizzato con i messaggi promozionali, considerato che i prodotti di tale
collezione si caratterizzano di per sé per essere strategicamente destinati alla
commercializzazione ‘per un periodo più breve’ e alla vendita, principalmente,
‘a prezzi promozionali'”.
Secondo l’Antitrust, la pratica commerciale posta in essere da Poltronesofà,
“risulta scorretta ai sensi degli articoli 20, 21 e 22, del Codice del consumo,
in quanto contraria alla diligenza professionale e idonea a indurre i
consumatori ad assumere una decisione di natura commerciale che altrimenti non
avrebbero preso, sulla base di informazioni ingannevoli, ambigue e omissive”.
Non è la prima volta che capita. Polotronesofà era già stata multata
dall’Antitrust nel 2021 con una multa di pari importo, 1 milione di euro, per
pubblicità ingannevole e omissiva per le promozioni “Doppi saldi doppi
risparmi-Sconto 50%+fino a 40% su tutta la collezione+48 mesi senza interessi”,
“Supervalutiamo il tuo divano fino a 1.500 Euro” e “25% di sconto+un altro 25%
su tutta la collezione”. La multa, confermata dal Tar nel 2022, è stata in
seguito dimezzata a 500mila euro per disposizione del Consiglio di Stato al
quale la società aveva fatto ricorso.
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