Hbo Max, famoso canale Usa pay per view, è arrivato in Italia il 13 gennaio e
tra le serie che distribuisce ce n’è una che sta già facendo molto scalpore: si
tratta di Heated Rivalry, che racconta di una decennale relazione segreta tra
due protagonisti dell’hockey su ghiaccio. La serie, disponibile in Italia dal 13
febbraio, è tratta dall’omonimo romanzo di Rachel Reid, secondo capitolo di una
saga dal titolo Game Changers.
La serie è stata prodotta dalla piattaforma canadese Crave e finanziata con un
budget basso: probabilmente nemmeno i produttori si aspettavano il grande
successo riscosso poi a livello televisivo, tanto da essere assorbita da Hbo,
che ha un bacino d’utenza immenso. Il suo successo si deve infatti soprattutto
al passaparola delle spettatrici, che costituiscono la maggioranza dei fruitori:
sui social impazzano i contenuti della serie e i commenti del pubblico
femminile. Ma come mai sono soprattutto le donne ad apprezzare una serie tv che
parla di sport e omosessualità maschile?
La trama è facilmente riassumibile: mentre davanti ai tifosi e alle telecamere i
due sportivi, giovanissime speranze dell’hockey, crescono fino a diventare
capitani di due squadre rivali, segretamente coltivano un rapporto che evolve
nel tempo: ai rari incontri iniziali, fugaci e decisamente bollenti, si
sostituisce lentamente l’amore.
Se la breve descrizione di queste dinamiche vi suona familiare, non vi state
sbagliando: il tema di due avversari che si innamorano e sono costretti a
frequentarsi in segreto è un topos della letteratura romantica. È proprio qui
che si inserisce la questione del successo di pubblico prevalentemente
femminile: Heated Rivalry infatti ha tutte le caratteristiche della fan fiction.
Una fan fiction è un’opera scritta che nasce su piattaforme online dedicate,
redatta da giovani e giovanissime fan di due personaggi noti o di due characters
di un prodotto di intrattenimento (romanzi, serie tv, film), e che immagina
trame alternative in cui questi personaggi vivono una storia d’amore, nello
stesso universo in cui questa vicenda è calata o anche in una diversa
ambientazione. Celebre è stata per esempio la ship (coppia immaginaria) formata
da Harry Styles e Louis Tomlinson, ex membri del gruppo musicale One Direction.
Alcune di queste fan fiction diventano famose nel mondo dei fandom e
costituiscono una piccola opera letteraria. Le autrici trasferiscono desideri
emotivi e pulsioni erotiche di giovani ragazze nei loro romanzi – dialoghi
intensi, confessioni profonde, storie d’amore fortemente centrali – immaginando
come protagonisti degli ‘uomini ideali’, lontani dal modello che la società
propone loro: quindi maschi capaci di onestà sentimentale, fragili ma sicuri di
sé.
Gli editori col tempo hanno imparato a intercettare questo fenomeno, e possono
arrivare a chiedere alle autrici di pubblicare la loro opera con gli adattamenti
del caso, per evitare problemi di tipo legale (diritti d’autore, uso di nomi di
personaggi noti, mimetizzazione di vicende conosciute, ecc).
Queste storie vengono quindi riscritte per un pubblico più generalista, ma anche
negli adattamenti si possono ritrovare alcune caratteristiche fondamentali delle
fan fiction: la presenza di un amore romantico, momenti di alta tensione emotiva
e uno sguardo piuttosto esplicito sull’erotismo tra i protagonisti. Insomma le
caratteristiche della storia d’amore tipo, ricercate da un pubblico di giovani
lettrici.
Anche Rachel Reid, l’autrice del libro da cui è tratta la serie, è scrittrice di
fan fiction: in questo caso, Game Changers prende spunto proprio dalla reale
rivalità tra due noti sportivi canadesi. Reid stessa, amante dell’hockey, nel
2023 ha dichiarato di aver ideato i romanzi a partire dalla vergogna provata dal
sentirsi attratta da un contesto sportivo ancora così omofobo e
ipermascolinizzato, chiedendosi come sarebbe stato essere un giocatore gay
impossibilitato a confessarsi e soprattutto cosa sarebbe successo a seguito di
un coming out in un mondo ancora così chiuso.
Insomma, la fan fiction è uno sguardo tutto femminile sul mondo del sesso e del
romanticismo, che unisce il desiderio di immedesimazione in una storia d’amore
al sogno di un mondo altro, diverso, dove anche gli uomini possono mostrarsi
teneri e fragili. Certo è poi più complesso mantenere questi elementi intatti
nella trasposizione televisiva, obiettivo che il regista di Heated Rivalry Jacob
Tierney ha centrato in pieno mescolando sapientemente adrenalina e sentimento,
senza cadere in scontati luoghi comuni.
L'articolo Heated Rivalry: ecco perché la serie tv su due sportivi gay attira
soprattutto il pubblico femminile proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Omosessualità
“Sono omosessuale e non ho alcun interesse per le donne: per questo non posso
averla mai toccata”. È partendo anche da questa dichiarazione che il tribunale
ha assolto un uomo di 57 anni, finito a processo con l’accusa di violenza
sessuale ai danni di una ventenne. I giudici lo hanno ritenuto credibile e hanno
pronunciato una sentenza di assoluzione “perché il fatto non sussiste”, al
termine di un dibattimento durato diverse udienze, dopo aver esaminato anche
tutte le prove a discarico.
La vicenda risale a oltre due anni fa e si è svolta a Giulianova, in provincia
di Teramo. Secondo la denuncia presentata dalla giovane, l’uomo, descritto come
in evidente stato di ubriachezza, l’avrebbe avvicinata mentre lei era seduta su
una panchina della stazione ferroviaria, in attesa di un autobus. Dopo alcune
avance verbali, avrebbe iniziato a palpeggiarla nelle parti intime, continuando
fino all’arrivo di un amico della ragazza, che le avrebbe permesso di
allontanarsi. Una versione che la ventenne aveva ribadito una settimana dopo ai
carabinieri, formalizzando la denuncia dopo aver incrociato nuovamente il 57enne
nei pressi della stazione.
L’uomo era stato arrestato, anche in considerazione di una precedente misura
cautelare – il divieto di avvicinamento ai familiari – disposta in un altro
procedimento per maltrattamenti. Da qui la decisione del giudice di aggravare la
sua posizione cautelare.
In aula, però, l’imputato ha fornito una ricostruzione completamente diversa.
Nel corso del processo ha scelto di dichiarare apertamente il proprio
orientamento sessuale, spiegando di essere omosessuale e di non provare alcun
interesse per le donne. “Fu lei ad avvicinarsi a me – ha raccontato –
incuriosita dal fatto che mi stessi mettendo lo smalto sulle unghie. Per quasi
un’ora mi fece domande. Quando si alzò per andare via, la salutai con un
colpetto amichevole sul ginocchio. Non l’ho mai toccata in altre parti del
corpo”.
Una versione che, secondo il collegio giudicante presieduto da Claudia Di
Valerio, ha trovato maggiori riscontri rispetto a quella della presunta vittima.
I giudici hanno valutato le testimonianze ascoltate, le immagini dell’impianto
di videosorveglianza e, soprattutto, le incongruenze emerse nella denuncia della
ragazza. Elementi che hanno portato il tribunale a ritenere non provata la
violenza sessuale contestata.
L'articolo “Sono omosessuale, non l’ho mai toccata”, 57enne assolto dall’accusa
di violenza sessuale proviene da Il Fatto Quotidiano.