Bill Cosby è stato condannato a pagare 19,25 milioni di dollari di risarcimento
danni a un’ex cameriera che l’aveva accusato di averla drogata e aggredita
sessualmente. Donna Motsinger ha dichiarato che l’ex star le diede del vino e
una pillola che la rese incapace di reagire dopo averla prelevata da casa sua in
limousine nel 1972 per poi portarla ad un suo show. L’88enne Cosby ha negato le
accuse di Motsinger, così come affermazioni simili in una serie di cause civili
e penali intentate da decine di donne.
L’ex star dei Robinson era stato scarcerato in Pennsylvania nel 2021, dopo quasi
tre anni di condanna per violenza sessuale, in seguito all’annullamento della
sua condanna per un vizio di forma. Motsinger, che ora ha 84 anni, lavorava come
cameriera in un ristorante chiamato Trident a Sausalito, vicino a San Francisco,
frequentato da celebrità, tra cui Cosby. Nella sua denuncia, la donna ha
affermato che Cosby l’aveva invitata a uno dei suoi spettacoli di cabaret e che,
dopo averla prelevata per accompagnarla al locale, le aveva dato una pillola che
lei aveva scambiato per aspirina, secondo quanto riportato negli atti del
tribunale. “Subito dopo ha iniziato a perdere e riprendere conoscenza“, si legge
nella denuncia presentata e resa pubblica dal Los Angeles Times. “L’ultima cosa
che la signora Motsinger ricorda sono dei lampi di luce”.
Nella denuncia si afferma che la donna si è svegliata a casa nuda, a eccezione
della biancheria intima, e “ha capito di essere stata drogata e violentata da
Bill Cosby”. Come riporta la BBC, gli avvocati di Cosby hanno respinto l’accusa,
sostenendo nei documenti depositati in tribunale che Motsinger “ammette
liberamente di non avere idea di cosa sia successo”. Cosby ha goduto di enorme
fama negli anni ’80 e ’90 con la sua sitcom I Robinson, ma la sua reputazione è
stata distrutta dopo che decine di donne si sono fatte avanti con accuse di
stupro, molestie sessuali e cattiva condotta sessuale risalenti addirittura agli
anni sessanta.
L'articolo “L’ultima cosa che ricorda sono dei lampi di luce”: Bill Cosby
condannato a a pagare 19,25 milioni di dollari di risarcimento a una donna che
lo accusa di averla drogata e aggredita sessualmente proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Violenza Sessuale
L’opinione pubblica tedesca e spagnola è scandalizzata per una vicenda di
cronaca e famigliare che ha come sfortunata protagonista l’attrice e conduttrice
Collien Fernandes. La donna era sposata con il collega Christian Ulmen dal 2011.
A dicembre 2024 Fernandes ha sporto denuncia proprio contro il coniuge perché
era venuta a conoscenza che aveva diffuso le sue foto e i suoi video
pornografici, che circolavano sul web da anni, assolutamente falsi e ricreati
con l’intelligenza artificiale. Il caso ha scosso così tanto i tedeschi che Der
Spiegel ha dedicato una copertina alla vittima con un titolo d’effetto: “Mi hai
stuprata virtualmente”.
In questi giorni si è acceso il dibattito sulle lacune normative in materia di
deepfake. Secondo quanto riportato da Der Spiegel, – che dedica la copertina al
caso – l’uomo avrebbe gestito profili falsi sui social a nome dell’attrice,
contattando centinaia di uomini e inviando contenuti sessualmente espliciti
senza il suo consenso. La denuncia, presentata in Spagna – ultimo luogo di
residenza della coppia – riguarda diversi reati, tra cui usurpazione d’identità,
minacce e violenza domestica.
Le autorità hanno avviato accertamenti preliminari. Fernandes, da anni vittima
della diffusione online di deepfake pornografici, ha definito la vicenda una
forma di “violenza sessuale digitale”, denunciando come per lungo tempo le
immagini manipolate siano circolate senza che fosse possibile rimuoverle
efficacemente.
Il caso si inserisce in un fenomeno più ampio: secondo studi citati dal
settimanale, la maggior parte dei contenuti deepfake online ha natura
pornografica e colpisce prevalentemente donne, spesso senza strumenti legali
adeguati di tutela. La vicenda ha riacceso il confronto politico in Germania.
Cdu e Csu hanno chiesto alla ministra della Giustizia, Stefanie Hubig, di
presentare rapidamente una legge efficace contro la violenza digitale, mentre
l’Spd sostiene la necessità di rafforzare le tutele penali, accelerare le
procedure e imporre maggiori obblighi alle piattaforme online. Il governo
federale, ha spiegato una portavoce del ministero di Giustizia in conferenza
stampa, è al lavoro su un disegno di legge volto a colmare le attuali lacune,
con particolare attenzione ai deepfake a sfondo sessuale, e punta a introdurre
norme più severe nel breve periodo.
L'articolo “Mi hai stuprata virtualmente”: Collien Fernandes accusa il marito
Christian Ulmen di aver diffuso suoi video e foto pornografici creati col
deepfake. Il Governo tedesco agisce proviene da Il Fatto Quotidiano.
Kevin Spacey ha raggiunto un accordo extragiudiziale con tre uomini che avevano
intentato causa contro di lui per violenza sessuale. La notizia riportata nelle
scorse ore dai giornali inglesi sta facendo il giro del web. Secondo quanto
riporta la BBC, “i procedimenti civili avrebbero dovuto essere discussi presso
l’Alta Corte entro la fine dell’anno, ma sono stati sospesi in seguito
all’accordo transattivo”. I tre accusatori uomini hanno affermato di essere
stati aggrediti sessualmente (non violentati ndr) da Spacey tra il 2000 e il
2013.
Il 66enne premio Oscar ha negato tutte le accuse di illecito. Nel 2023 è stato
inoltre assolto da nove capi d’accusa per reati sessuali in un processo penale.
Due degli uomini che hanno accusato Spacey hanno voluto rimanere anonimi. Come
riporta la BBC, “uno dei due, noto solo come LNP, ha affermato che Spacey lo
avrebbe “aggredito deliberatamente” in circa 12 occasioni tra il 2000 e il 2005.
Un altro testimone, identificato come GHI, afferma di aver incontrato Spacey
durante un seminario presso il teatro Old Vic di Londra e sostiene di aver
subito “danni psichiatrici e perdite finanziarie” a seguito di un’aggressione
avvenuta nel 2008”. Ricordiamo che Spacey è stato direttore artistico dell’Old
Vic tra il 2004 e il 2013.
Il terzo uomo, Ruari Cannon, ha rinunciato al suo diritto all’anonimato e ha
spiegato che nel 2013, mentre recitava nell’opera teatrale di Tennessee Williams
“Sweet Bird of Youth” all’Old Vic, sarebbe stato palpeggiato da Spacey a una
festa dopo la prima dello spettacolo. Spacey ha affermato che l’accusa era
“ridicola e che non era mai accaduta”. I dettagli degli accordi extragiudiziali
tra Spacey e le sue accusatrici non sono stati resi noti.
L'articolo Kevin Spacey raggiunge un accordo extragiudiziale con tre uomini che
lo accusavano di violenza sessuale: così ha evitato i processi all’Alta Corte
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sedici anni di carcere. È la pena richiesta per una operatrice sanitaria che
narcotizzava il figlio, 14 anni, e poi ne abusava sessualmente. La storia, che è
già a processo, viene riportata dal Corriere e altre testate. La donna
registrava tutto in un video che poi spediva al suo amante, un imprenditore. La
donna è stata arrestata nel giugno del 2025. La pm di Latina Maria Perna ha
chiesto la stessa condanna per l’uomo.
Entrambi sono accusati di violenza su minore e produzione di materiale
pedopornografico e per capire l’entità della richiesta basti pensare che il
processo si svolge con il rito abbreviato che prevede uno sconto della pena per
gli imputati. L’accusa ha anche chiesto la revoca della responsabilità
genitoriale.
Anche la moglie dell’uomo è imputata perché, stando alle indagini, avrebbe avuto
un ruolo, sollecitando la madre del ragazzo a narcotizzarlo per poi abusarne.
Tuttavia la donna ha scelto di essere giudicata con rito ordinario. La scoperta
degli abusi sul ragazzino è avvenuta per caso.
I colleghi dell’operatrice sanitaria notano lividi sulle braccia sospettando che
la collega sia maltrattata dal nuovo compagno. Il telefono dell’imprenditore
viene sequestrato e si trovano le immagini del 14enne, ma anche di altri
adolescenti sconosciuti.
L'articolo “Abusava del figlio e mandava video all’amante”, chiesti 16 anni per
un’operatrice sanitaria e un imprenditore proviene da Il Fatto Quotidiano.
Adescata in un videogioco online frequentato da milioni di ragazzi, poi
ricattata e costretta per mesi a inviare foto e video a sfondo sessuale. Si è
concluso con quattro condanne il processo davanti al giudice per l’udienza
preliminare del tribunale di Roma per la vicenda di una tredicenne della
provincia di Viterbo finita nella rete di alcuni uomini che l’avevano contattata
su internet. I quattro pedofili erano stati arrestati nel dicembre del 2024. Il
giudice ha inflitto complessivamente 30 anni di carcere per violenza sessuale
pluriaggravata.
Alla sbarra c’erano un 23enne di Torino, un 26enne di Rignano Flaminio, un
33enne di Napoli e un medico 44enne di Ferrara. Il tribunale ha condannato uno
degli imputati a nove anni di reclusione, due a otto anni ciascuno e il
sanitario a cinque anni. Il processo si è svolto con rito abbreviato, scelta che
ha consentito agli imputati di ottenere lo sconto di un terzo della pena.
Secondo la ricostruzione degli investigatori, il primo contatto con la minorenne
sarebbe avvenuto sulla piattaforma di gioco online Roblox, un mondo virtuale
popolato da avatar e personaggi digitali molto frequentato da bambini e
adolescenti. Qui la tredicenne utilizzava il nickname “paratina”.
Dalla chat del videogioco la conversazione sarebbe poi proseguita su WhatsApp.
Tra dicembre 2023 e settembre 2024 gli uomini avrebbero progressivamente spinto
la ragazza a inviare materiale sessualmente esplicito, minacciandola di
diffondere quelle immagini o di raccontare tutto alla famiglia se non avesse
continuato. Nelle conversazioni analizzate dagli investigatori emergono anche
minacce più pesanti. Gli indagati avrebbero detto alla ragazzina di poter andare
a prenderla sotto casa e, secondo l’accusa, avrebbero cercato di convincerla a
coinvolgere nei loro giochi sessuali anche i due fratellini più piccoli,
entrambi con meno di dieci anni.
La vicenda è emersa quando i genitori della tredicenne, accortisi di qualcosa di
anomalo, hanno deciso di rivolgersi alle forze dell’ordine presentando denuncia.
Da lì sono partite le indagini dei carabinieri che hanno portato agli arresti e
al processo. Il giudice ha inoltre stabilito una provvisionale complessiva di
42mila euro, pari a 10.500 euro per ciascun imputato, in attesa della
quantificazione definitiva del risarcimento in sede civile. Nel corso del
processo la procura aveva chiesto pene più severe: due condanne a 16 anni di
carcere, una a 10 anni e un’altra a 7 anni per i reati legati alla
pedopornografia.
L'articolo Condannati i pedofili che adescarono una ragazzina su Roblox e la
ricattavano chiedendo foto e video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Palpeggiava le giovani atlete, toccandole durante gli esercizi o colpendole con
la racchetta. In alcuni casi, avrebbe condotto le piccole in un capanno
adiacente ai campi da gioco, costringendole a sedersi sulle sue gambe. Le
avrebbe anche costrette a baciarlo e non avrebbe fatto mancare pesanti allusioni
verbali, come la frase emblematica: “Dammi un bacio, non vuoi? Te lo do io”.
Con queste accuse, un istruttore di tennis genovese di 64 anni è finito agli
arresti domiciliari su ordine della giudice per l’udienza preliminare Elisa
Scorza: deve rispondere di violenza sessuale aggravata su diverse allieve
minorenni. L’inchiesta, secondo la Procura di Genova, ha portato alla luce un
sistematico quadro di molestie che si sarebbero consumate sia durante le
sessioni di allenamento sia nei momenti immediatamente successivi.
L’indagine è scattata nel febbraio 2025, dopo la denuncia presentata dal padre
di una vittima che, all’epoca dell’inizio degli abusi, aveva solo 11 anni. La
bambina era riuscita a confidarsi inizialmente con un’estetista durante una
seduta domiciliare: la professionista ha poi riferito il racconto alla famiglia.
Le testimonianze – secondo i carabinieri di Arenzano – hanno confermato un modus
operandi ripetitivo: i racconti delle altre allieve collimano tra loro,
delineando uno scenario di abusi reiterati per anni. Il pm, valutati i gravi
indizi di colpevolezza e il rischio di reiterazione del reato, ha chiesto e
ottenuto la misura cautelare dei domiciliari per il 64enne.
L'articolo “Abusi sessuali sulle atlete minorenni”: arrestato istruttore di
tennis genovese proviene da Il Fatto Quotidiano.
Verrà l’8 marzo e a Parma, più che altrove, sarà dovere di calendario: festa
della donna, tacere e seppellire. È mimosa d’ordinanza. Episodi recenti lo
consigliano: settembre 2025, il Tribunale del Lavoro condanna Teatro Due e
regista perché il primo avrebbe dovuto denunciare quello che faceva l’altro.
Copioni omertosi, maschere e trucco, recitazioni e metafore in una città che
debutta e matura carriere del consenso: molestie e violenze ripetute negli anni,
decine di attrici sfogano rabbia di una solidarietà ritrovata grazie a due tra
loro (Stecchetti e Ombrato) che hanno sfidato il silenzio e hanno denunciato. E’
la città emiliano-parigina in cui tutti sapevano, e sanno, qualcosa di troppo,
dove schifiamo Epstein ma il sudiciume di casa è profumo in ampolla.
Parma, città verdiana, cosce di maiale e formaggio grana, eccellenze da mangiare
e ingoiare. Come un rospo. La cittadinanza, salvo pochissimi, digerisce tutto e
chi digerisce si gusta il quieto vivere di non schierarsi per carriera ruffiana
o compromesso. Alla Casa delle Donne di Parma, unica realtà che coinvolge e
sprona alla partecipazione, l’ostinazione di non far calare il sipario su quello
spettacolo inguardabile che s’è consumato per anni e che in pochi mesi troppa
città finge di non sapere – come è uso fare nelle famiglie bene – che fa buon
viso a cattive corna o continua a frequentarsi la domenica mattina per una
benedizione popolare. C’è anche chi ha scritto una lettera in solidarietà ai
condannati: legittimo farlo, come il dubbio di pensare che ognuno sceglie dove
gli conviene stare.
La città rimbalza sulle chat la vergogna di quanto accaduto, l’Amministrazione
Comunale sceglie la morbidezza della diplomazia, l’indignazione può attendere:
le violenze consumate o subite raccomandano a voci complici di tacere. Come chi
sta a guardare. Intanto le opposizioni politiche fanno la parte della
maggioranza, cavalcando una battaglia che dovrebbe essere della Giunta attuale;
ma il Comune di Parma è nel CdA di Teatro Due, gatta da pelare, ma è del maiale
che non si butta via niente.
Siamo terra di salumi e formaggi, di grandi abbuffate, di tavolate da record.
Tutto si mangia e, dopo qualche ora di intestino, alla scena del crimine basta
uno sciacquone. Nulla si crea né si distrugge: ma si censura.
L'articolo Molestie al Teatro Due: la città di Parma ha scelto di tacere, ma
verrà l’8 marzo anche qui proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Tribunale penale di Parigi ha deciso oggi di processare in contumacia
l’accademico svizzero specializzato in studi islamici Tariq Ramadan, accusato di
violenze sessuali in Francia e già condannato in via definitiva in Svizzera per
lo stesso reato. I giudici hanno inoltre emesso un mandato d’arresto
internazionale nei confronti del docente, dopo aver stabilito che le sue
condizioni di salute gli consentirebbero di comparire in tribunale. Ramadan era
professore di studi islamici contemporanei a Oxford e ha insegnato presso
università in Qatar, Marocco e Svizzera. È stato costretto a prendere un congedo
nel 2017 quando sono emerse accuse di stupro in Francia al culmine del movimento
MeToo. Ramadan è accusato di aver stuprato tre donne in Francia tra il 2009 e il
2016
Il processo si era aperto lunedì scorso davanti alla Cour criminelle
départementale de Paris, ma in assenza del principale imputato. Ramadan, 63
anni, non si era presentato alla prima udienza, suscitando immediatamente la
reazione della corte. Secondo quanto dichiarato nei giorni scorsi da uno dei
suoi avvocati, Marie Burguburu, l’islamologo è affetto da sclerosi a placche e
sarebbe stato ricoverato da sabato scorso a Ginevra per l’aggravarsi della
malattia. La difesa aveva quindi giustificato la mancata presenza in aula con le
condizioni di salute dell’imputato.
Di fronte all’assenza di Ramadan, un personaggio molto controverso anche per le
sue “prediche” di ispirazione radicale, i giudici avevano deciso di disporre una
perizia medica per verificare se lo stato di salute dell’accademico fosse
effettivamente incompatibile con la sua partecipazione al processo. L’esame era
stato affidato a due neurologi e basato sui referti medici disponibili. In
attesa dei risultati, la corte aveva rinviato la decisione sul possibile rinvio
del processo e fissato la ripresa dell’udienza per mercoledì pomeriggio. I
magistrati si erano riservati di valutare gli esiti degli accertamenti prima di
decidere se sospendere il procedimento o proseguire.
La perizia medica resa nota venerdì ha concluso che Tariq Ramadan sarebbe nelle
condizioni di potersi recare in tribunale a Parigi. Alla luce di questo
risultato, la corte ha deciso di dichiararlo contumace e di proseguire il
processo in sua assenza, emettendo allo stesso tempo un mandato di arresto
internazionale nei suoi confronti. All’annuncio della decisione dei giudici, gli
avvocati della difesa hanno abbandonato l’aula del tribunale. Il docente
svizzero di origini egiziane ha sempre respinto con fermezza le accuse.
L'articolo Tariq Ramadan processato per stupro, il Tribunale di Parigi lo
dichiara contumace e spicca un mandato d’arresto proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un 32enne è stato arrestato a Firenze dalla polizia di Stato con l’accusa di
violenza sessuale su minore. Tutto sarebbe iniziato alle prime luci del 14
febbraio scorso. Un ragazzo 17enne, dopo aver trascorso la notte in compagnia
degli amici, era salito su un convoglio della tramvia linea T2, diretto verso
casa. Addormentatosi sul finestrino e intontito dall’alcol, è stato preso da un
uomo di 32 anni e trasportato fino a un giaciglio di fortuna, dove si sarebbe
consumata la violenza. La vittima si era poi svegliata, fuggendo
dall’aggressore.
A riportare la notizia alcuni testate locali, che raccontano la serata di un
giovane, finita in un incubo. L’arrestato è un cittadino marocchino, residente
in Italia e già noto alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio.
Tutta l’azione dell’aggressore è stata immortalata dalle immagini di
videosorveglianza: l’uomo si avvicina al giovane, gli pone alcune domande senza
ricevere risposta. Il ragazzo sembra incosciente. Lo prende in spalla e scendono
alla fermata del parcheggio scambiatore di Viale Guidoni, poco prima
dell’aeroporto. Lo porta poi in un giaciglio di fortuna sotto un vicino
cavalcavia e lì si sarebbe consumata la violenza.
Il ragazzo dopo poco si sveglia, urla, respinge l’aggressore e riesce a fuggire,
chiedendo aiuto al gestore di un impianto di benzina vicino. Poi scatta la
denuncia per violenza sessuale su minore. Il presunto colpevole verrà poi
rintracciato proprio nel giaciglio sotto il cavalcavia. L’indagato, nel corso
dell’udienza di convalida del fermo, ha risposto alle domande del gip del
Tribunale di Firenze, Gianluca Mancuso, assistito dall’avvocato Valentina
Bertini. L’uomo ha chiesto scusa, dichiarando di aver agito sotto l’effetto
dell’alcol.
L'articolo Si addormenta sulla tramvia: 17enne sequestrato e violentato da un
32enne poi arrestato proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tentata violenza sessuale ai danni di una studentessa nella serata del 23
febbraio a villa Borghese, nel cuore di Roma. L’allarme è scattato intorno alle
ore 21.30 in viale Washington. La ragazza, una 21enne britannica in Italia per
motivi di studio, ha spiegato di essere stata avvicinata da un uomo, dai tratti
asiatici, che l’avrebbe spinta oltre una siepe e aggredita. Poi l’intervento di
un tassista – accortosi della situazione grazie alle urla della vittima – ha
messo in fuga l’aggressore, che si è rapidamente allontanato facendo perdere le
proprie tracce. “Il mio appartamento è l’unico posto in cui mi sento sicura dopo
quello che ho vissuto. È stato tremendo: credevo di morire lì“, ha dichiarato la
ragazza a Il Messaggero.
A raccontare come sono andati i fatti è stata proprio la ragazza in questione,
di nome Anne: “Erano le 20.30, stavo rientrando a casa dopo essere stata con i
miei amici. Camminavo tranquilla lungo viale Washington, la strada che
attraversa Villa Borghese, quando ho notato che dietro di me c’era qualcuno. Non
mi sono preoccupata perché è una zona dove passo spesso e non ho mai avuto
problemi. Dopo qualche minuto però sentivo questa presenza sempre più vicina e
allora mi sono girata: ho visto questo uomo praticamente attaccato a me. Mi ha
presa alle spalle e buttata dietro alla siepe, in una zona completamente buia“,
ha raccontato la studentessa britannica.
“Mi tappava la bocca e mi schiacciava la testa a terra. Mi picchiava, era
aggressivo. Poi mi ha slacciato i pantaloni. Urlavo, ma nessuno mi sentiva. A un
certo punto, però, i fari di un’auto hanno illuminato nella nostra direzione.
Lui, spaventato, è corso via”. Erano i fari di un tassista di passaggio, che ha
prestato i primi soccorsi alla giovane, trovata in evidente stato di agitazione.
“Se non fosse stato per lui sarei stata l’ennesima vittima di uno stupro. È
stato un angelo“.
La vittima è stata trasportata in codice rosso al Pronto Soccorso del
Policlinico Umberto I, dove è stato attivato il Protocollo Rosa. Gli indumenti
sono stati sequestrati per gli accertamenti tecnici: “Sì. Hanno sequestrato le
immagini delle telecamere della zona e hanno preso i vestiti che indossavo
lunedì per vedere se ci sono tracce biologiche. I militari hanno avviato
l’acquisizione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti
nell’area”, racconta Anne.
La ragazza – a Roma per motivi di studio – vive lontana dalla famiglia, arrivata
in Italia dopo quanto accaduto: “Per fortuna c’è il mio coinquilino a farmi
compagnia perché adesso non riesco a uscire e ho paura a star sola. Fino a
lunedì pensavo che Roma fosse una città tranquilla. Vengo da Londra dove ho
sempre girato senza problemi. Pensavo di poterlo fare anche a Roma. E invece…
Non so se mi riprenderò“.
L'articolo Tentato stupro a Roma, la studentessa aggredita: “Non so se mi
riprenderò. Credevo di morire lì” proviene da Il Fatto Quotidiano.