Gli Stati Uniti hanno disatteso gli impegni presi con la Russia nel vertice in
Alaska dello scorso 15 agosto. Mentre proseguono tra Washington e Mosca le
interlocuzioni tese a normalizzare i rapporti tra le due potenze, Sergey Lavrov
torna pungolare la controparte. “Ci dicono che bisogna risolvere il problema
ucraino – il ministro degli Esteri russo in un’intervista all’emittente
internazionale Brics Tv ripresa da Interfax -. Ad Anchorage abbiamo accettato la
proposta degli Stati Uniti. Loro hanno fatto proposte, noi abbiamo accettato,
quindi il problema dovrebbe essere risolto. La posizione degli Stati Uniti era
importante per noi. Accettando la loro proposta, sembrava che avessimo risolto
la questione ucraina e dovessimo passare a una cooperazione a tutto tondo, ampia
e reciprocamente vantaggiosa. Finora, nella pratica, sembra avvenire tutto il
contrario“.
A cosa si riferisce il capo della diplomazia di Mosca? “Vengono introdotte nuove
sanzioni, viene organizzata una ‘guerra’ contro le petroliere in mare aperto in
violazione della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto del mare”, ha
spiegato Lavrov. Nelle scorse ore, ha annunciato il Pentagono, l’esercito Usa è
salito a bordo della petroliera Aquila II nell’Oceano Indiano dopo averla
inseguita dai Caraibi. Secondo l’intelligence militare ucraina (HUR), la nave fa
parte della “flotta ombra“, un gruppo di petroliere utilizzate da Mosca per
esportare greggio e prodotti petroliferi in violazione delle sanzioni
internazionali.
Negli scorsi mesi Lavrov aveva già criticato l’amministrazione Trump accusandola
di non seguire “nella pratica” gli accordi presi in Alaska. Ma questa volta i
toni sono diversi, le accuse più circostanziate. Secondo il ministro, all’India
e ad altri partner della Russia gli Stati Uniti “cercano di impedire di
acquistare i combustibili russi, economici, e li costringono ad acquistare gas
naturale liquefatto americano a prezzi esorbitanti. Gli americani hanno
dichiarato l’obiettivo del dominio economico“, ha affermato. “Nonostante tutte
le dichiarazioni dell’amministrazione del presidente Trump, secondo cui
bisognerebbe porre fine alla guerra in Ucraina iniziata da Biden per aprire
prospettive chiare e brillanti di cooperazione reciprocamente vantaggiosa tra
Russia e Stati Uniti in ambito d’investimenti e altro, tutte le leggi che Biden
ha adottato per ‘punire’ la Russia dopo l’inizio dell’operazione militare
speciale non sono messe in discussione”, ha osservato ancora.
Lavrov si è detto anche convinto che gli Usa non forniranno una copertura
militare a truppe europee che dovessero essere schierate dalla Coalizione dei
Volenterosi in Ucraina dopo un cessate il fuoco. “Il leader britannico Keir
Starmer e quello francese Emmanuel Macron, insieme con il segretario generale
della Nato Mark Rutte, si vantano apertamente che le ‘forze di spedizione’
saranno schierate là e che ci sarà una ‘garanzia automatica’ che gli Stati Uniti
le sosterranno militarmente”, ha detto Lavrov in un’intervista alla televisione
Ntv. “Non entrerò nei dettagli di come stiamo discutendo di questo con gli
americani – ha aggiunto – ma abbiamo chiesto loro se questo è vero. Non ho alcun
dubbio che la risposta per gli europei e per Volodymyr Zelsnky non sarà
positiva”.
L'articolo Lavrov: “Trump ha tradito gli impegni presi con Putin nel vertice in
Alaska” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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I rapporti tra Italia e Russia “sono al loro punto più basso”. Queste le parole
usate dal ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov nella conferenza stampa
annuale sulla politica estera di Mosca. “Per quanto riguarda i rapporti con
l’Italia e il fatto che siano al loro punto più basso, mantengo le mie parole”,
ha detto in modo netto Lavrov. Citato da Ria Novosti, il ministro ha poi
affermato che l’Italia “rifiuta” l’arte russa: “Il governo italiano, o i governi
delle regioni in alcuni casi, annullano tournée concordate dei nostri cantanti
lirici, come è successo di recente con la tournée di Ildar Abdrazakov”. Ma “ci
sono stati diversi altri esempi prima di questo, in cui sono stati invitati
artisti russi di fama mondiale, sono stati firmati accordi e poi queste tournée
sono state annullate”, ha detto il ministro. Che si è speso in altri esempi
specifici, come la Biennale di Venezia: “Abbiamo un padiglione lì che ci è
proibito usare. E chi lo possiede lo affitta. Beh, come si collega questo al
carattere italiano, alla visione italiana della vita? All’avversione italiana
per la politicizzazione delle normali interazioni umane quotidiane?”.
I LEADER UE
La conferenza stampa è stata anche l’occasione per tornare sulle recenti
dichiarazioni dei leader europei rispetto alla necessità di tornare a parlare
con Mosca. “Suonano frivole – ha detto Lavrov – se vogliono davvero stabilire
contatti con Mosca, devono semplicemente telefonare. Sapete – ha continuato – la
gente mi chiede: ‘Beh, Macron ha detto questo, e Meloni ha detto questo, ma voi?
Vedete, niente di tutto questo sembra molto serio'”. “I leader dei paesi europei
– ha chiosato – hanno dichiarato per quattro anni che è semplicemente
impossibile sedersi allo stesso tavolo con la Russia. Pertanto, consiglio a chi
vuole parlare seriamente con noi di non dirlo ad alta voce e poi di non scrutare
il pubblico con aria altezzosa”, ha aggiunto, “e se c’è un serio interesse,
allora chiamate semplicemente, come fanno i diplomatici, senza accuse, senza
dire ‘farò questa minaccia e parlero con Putin‘”.
L’UCRAINA
Secondo la visione del ministro degli Esteri russo, del resto, Mosca continua a
cercare una soluzione diplomatica alla crisi in Ucraina, ed è sempre stata
aperta a questo, ma l’Occidente ha fatto tutto il possibile per minare gli
accordi di pace. Il 2025, ha detto, è stato “un anno impegnativo”: “Siamo
impegnati, come ha ripetutamente sottolineato il presidente Vladimir Putin, a
trovare una soluzione diplomatica alla crisi ucraina. Se guardiamo alla storia
di questa crisi, a partire dal 2014 e soprattutto dal 2022, non è mancata la
buona volontà da parte della Federazione Russa nel raggiungere accordi politici.
Ma ogni volta i nostri vicini occidentali, e soprattutto europei, hanno fatto
tutto il possibile per minare questi accordi”, ha sottolineato Lavrov. “Si
stanno comportando esattamente allo stesso modo nei confronti delle iniziative
promosse dall’amministrazione di Donald Trump, cercando in tutti i modi di
convincere l’amministrazione americana a non negoziare con la Federazione
Russa”, ha osservato.
GLI USA E LA NATO
Verso il presidente Usa non sono comunque mancate le critiche, quantomeno
indirette, del capo della diplomazia di Mosca. Per Lavrov le relazioni
internazionali sembrano improntate oggi alla “legge del più forte”. Mosca
“difenderà i suoi interessi senza attentare ai diritti degli altri e senza
lasciare che altri attentino ai suoi”. Dopo avere citato gli sviluppi in
Venezuela, Iran e Groenlandia, Lavrov ha affermato che “bisogna trovare
soluzioni che rispettino un equilibrio di interessi” su una base di “eguaglianza
e reciproco rispetto”. Era difficile immaginare che le discussioni sulla
Groenlandia avrebbero minato l’unità della Nato, ha aggiunto: “Si stanno creando
crisi all’interno della stessa società occidentale. La Groenlandia ne è un
chiaro esempio, sulla bocca di tutti, e attorno alla quale si stanno sviluppando
discussioni che prima sarebbero state difficili da immaginare, tra cui la
prospettiva di una continua esistenza della Nato come blocco politico-militare
occidentale unificato”. Quanto a Mosca, “Non abbiamo nulla a che fare con i
piani per l’annessione della Groenlandia. Non ho dubbi che Washington sia ben
consapevole che né la Russia né la Repubblica Popolare Cinese hanno simili
piani. Non è un nostro problema”.
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vogliono parlare con Mosca? Possono telefonare” proviene da Il Fatto Quotidiano.