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Jebreal, Giordano, Gratteri e Bocchino ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 14 marzo. Con Travaglio e Scanzi
Nuova puntata sul Nove del talk di approfondimento “Accordi & Disaccordi”, condotto da Luca Sommi: in prima serata sabato 14 marzo alle 21:30. Ospiti della puntata i giornalisti Rula Jebreal e Mario Giordano, il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri, il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino. Al centro della discussione le due settimane di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran che hanno infiammato tutta la regione medio orientale. Spazio anche alle ragioni del no e del sì in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma che vorrebbe separare le carriere di giudici e pm. Come da tradizione, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e il giornalista Andrea Scanzi analizzano i fatti più importanti della settimana. L'articolo Jebreal, Giordano, Gratteri e Bocchino ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 14 marzo. Con Travaglio e Scanzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Punta una pistola giocattolo verso la telecamera: “Se ci chiamate forze dell’ordine ci deve essere un motivo, lo Stato deve poter essere lo Stato”. L’intervento dell’ispettore sindacalista Paolo Macchi a Fuori dal Coro
Un ispettore di polizia esibisce una pistola giocattolo in diretta tv e la punta verso la telecamera, l’inquadratura si abbassa per rendere l’effetto ancora più reale. Lo spettatore è nel mirino. “Guardatela bene, è solo un giocattolo da poche decine di euro ma sono certo che se ve la puntassi alzereste le mani e mi consegnereste il portafogli”, esordisce Paolo Macchi, ispettore di Polizia e dirigente nazionale del Siulp (Sindacato Italiano Unitario Lavoratori Polizia). Tutto trasmesso in diretta tv su Rete 4 nel talk show “Fuori dal Coro“, condotto da Mario Giordano: “Pensate se a puntarla invece fosse uno spacciatore in un bosco di notte, credo che si potrebbe parlare assolutamente di uso legittimo delle armi, soprattutto se fatto da chi viene armato dallo Stato”, continua Macchi per poi abbassare la pistola. > “Se ci chiamate forze dell’ordine ci dev’essere un motivo. Non ce la farete a > farci arrendere, anche se è sempre più dura!” > > Paolo Macchi, ispettore di Polizia e dirigente nazionale SIULP.#Fuoridalcoro > pic.twitter.com/c0Nr3TKkfU > > — Fuori dal coro (@fuoridalcorotv) February 1, 2026 “Se così non fosse allora disarmateci, è un Paese strano dove gran parte di persone e di politici detestano ancora vedere l’uso della forza e delle armi, arrivando finanche a contestare anche un inseguimento con il fine di farci desistere e di farci arrendere. Mettiamo tutti d’accordo solo quando siamo in ginocchio, a terra, finiti e magari con qualcuno che ci prende a martellate. Se ci chiamate forze dell’ordine – continua l’ispettore il suo intervento – ci deve essere un motivo. Il motivo è che lo Stato attraverso l’uso della nostra forza deve poter esercitare le sue prerogative, deve poter essere lo Stato. Non ce la farete a farci arrendere anche se è sempre più dura”. Sui social il filmato finisce nel mirino con commenti indignati mentre il sindacato lo rilancia sul suo sito definendo l’intervento “straordinario”. Giordano, dopo le parole di Macchi, insiste: “È sempre più dura perché un poliziotto viene indagato per omicidio volontario perché ha sparato a un delinquente che gli puntava una pistola contro. Io a quel poliziotto darei una medaglia (ne mostra una in video, ndr), il poliziotto che ferma un delinquente e spacciatore con precedenti merita una medaglia perché sta facendo il suo lavoro. Non è neanche legittima difesa, è il suo lavoro quello di fermare un delinquente. Non si indaga un poliziotto per sequestro di persona o omicidio perché spara a uno che gli sta puntando una pistola contro in quella situazione. È normale. Noi siamo dalla parte dei poliziotti, non solo quando sono inginocchiati per terra, ma anche quando sono nel bosco di Rogoredo”. L'articolo Punta una pistola giocattolo verso la telecamera: “Se ci chiamate forze dell’ordine ci deve essere un motivo, lo Stato deve poter essere lo Stato”. L’intervento dell’ispettore sindacalista Paolo Macchi a Fuori dal Coro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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