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Delmastro, Travaglio sul Nove: “Meloni chiese le dimissioni di Idem per 3000 euro. Delmastro ha nascosto la società con la figlia di Caroccia”
“Stiamo parlando di una cosa gravissima… l’ha nascosta al Parlamento, ha messo tutto tranne quella società perché perché è ovvio che se uno va a vedere “5 forchette” dice ‘guarda un po’, andiamo a vedere chi sono le altre quattro’. Delmastro se ne sarebbe dovuto andare alla prima pubblicazione dei suoi redditi, delle sue proprietà, se avesse scritto “5 Forchette S.r.l.” in Biella, e invece è sopravvissuto altri due anni e mezzo perché non l’ha scritta e adesso dicono che non è grave”. Così il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ad Accordi&Disaccordi, il programma sul Nove condotto da Luca Sommi, commentando le dichiarazioni della Presidente Meloni sulle dimissioni del sottosegretario Delmastro. “La Meloni ha chiesto e secondo me giustamente le dimissioni di Josefa Idem, ministra di Letta, perché con il trucchetto sull’Imu aveva risparmiato 3.000€ in cinque anni scambiando una palestra per una residenza. Se chiedi le dimissioni per una pagliuzza come quella qui c’è una trave gigantesca, che cosa chiedi? Non sto dicendo che Delmastro deve andare in galera, ma deve andare a casa”. Lo ha detto il direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ad Accordi&Disaccordi, il programma sul Nove condotto da Luca Sommi. L'articolo Delmastro, Travaglio sul Nove: “Meloni chiese le dimissioni di Idem per 3000 euro. Delmastro ha nascosto la società con la figlia di Caroccia” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marco Travaglio
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Andrea Delmastro
Delmastro, Montanari sul Nove: “Dimettersi? Una volta si diceva che sulla moglie di Cesare non dovesse gravare sospetto: ora fa le orge per strada”
“L’unica linea di difesa possibile è che Delmastro è talmente scemo da non accorgersi di chi frequenta. Ma tu allora gli affideresti un incarico di governo?” Così Tomaso Montanari, ospite di ‘Accordi&Disaccordi’, il talk politico condotto da Luca Sommi e Andrea Scanzi in onda su Nove. “Un tempo si diceva che sulla moglie di Cesare non doveva gravare nemmeno un sospetto: ora la moglie di Cesare fa le orge per la strada, forse ci dovremmo fare qualche domanda”, ha concluso. L'articolo Delmastro, Montanari sul Nove: “Dimettersi? Una volta si diceva che sulla moglie di Cesare non dovesse gravare sospetto: ora fa le orge per strada” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Tomaso Montanari
Andrea Delmastro
Montanari, Orsini, Fabbri e Iacchetti ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 21 marzo. Con Travaglio e Scanzi
Nuova puntata sul Nove del talk di approfondimento “Accordi & Disaccordi”, condotto da Luca Sommi in prima serata sabato 21 marzo alle 21:30. Ospiti in studio il rettore dell’Università per stranieri di Siena Tomaso Montanari, il direttore della rivista di geopolitica Domino Dario Fabbri, il professore di Sociologia del Terrorismo Alessandro Orsini e l’attore e conduttore Enzo Iacchetti. Al centro della discussione la guerra in Iran che si è allargata ormai a tutti i Paesi del Golfo con risvolti che toccano direttamente l’Europa per quanto riguarda soprattutto il prezzo della benzina. Come da tradizione, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e il giornalista Andrea Scanzi analizzano i fatti più importanti della settimana. L'articolo Montanari, Orsini, Fabbri e Iacchetti ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 21 marzo. Con Travaglio e Scanzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marco Travaglio
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Travaglio ad Accordi&Disaccordi: “La guerra in Iran? L’Italia può applicare sanzioni a Israele, sembrano invincibili ma non lo sono”
“Come ne esce Donald Trump? Dipende da qual è il livello di ricatto e compromissione tra Trump e Netanyahu. Se Trump aveva solo bisogno di un diversivo per il caso Epstein, ed è libero da condizionamenti, cioè da dossier e informazioni che non sono venute fuori e che gli israeliani hanno, allora non appena gasolio e benzina negli Usa arriveranno al livello di guardia e i suoi elettori minacceranno di andarlo a prendere coi forconi, troverà una scusa”. Così Marco Travaglio, ospite di Accordi&Disaccordi analizza una possibile conclusione della guerra in Iran. “Trump è il re della giravolta, è capacissimo di svegliarsi una mattina e dire che abbiamo ottenuto tutti gli obiettivi. È ovvio che quando entri in un paese che non conosci, non hai programmato niente per il dopo, e non stati facendo niente per il regime, è evidente che te ne devi andare perché quelli stanno continuando a lanciare missili scarsi per tenersi i buoni di riserva e far spendere agli americani e israeliani una caterva di soldi e sprecare una caterva di patriot – spiega il direttore del Fatto Quotidiano – Loro sparano un drone da 40mila euro e gli altri rispondono con cose che costano milioni e sono contate”. “Noi possiamo fare un’altra cosa – insiste Travaglio – se noi applicassimo sanzioni a Israele come stiamo facendo in Russia, non dico quelle perché è un record del mondo, un po’ meno, noi europei, senza chiedere il permesso a nessuno, probabilmente cominceremmo a fare qualcosa. Questi sembrano invincibili ma non lo sono affatto, tant’è che dovevano smantellare l’Iran nel giro di due o tre giorni e non mi sembra stia andando così”. L'articolo Travaglio ad Accordi&Disaccordi: “La guerra in Iran? L’Italia può applicare sanzioni a Israele, sembrano invincibili ma non lo sono” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marco Travaglio
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“Trump sotto ricatto di Netanyahu o la guerra è un diversivo dagli Epstein files?”: la domanda di Travaglio ad Accordi&Disaccordi (Nove)
“Che cosa ha portato Trump improvvisamente nelle grinfie di Netanyahu?”, questa la domanda del direttore de il Fatto Quotidiano, Marco Travaglio, ospite ad Accordi&Disaccordi, il programma condotto da Luca Sommi in onda tutti i sabati sul Nove. Marco Travaglio ha continuato: “Io devo ancora capire se è ricattato da Netanyahu e quindi questa guerra non la può far finire se non quando decide Netanyahu, oppure se aveva soltanto bisogno di un diversivo per non far più parlare degli Epstein files”. L'articolo “Trump sotto ricatto di Netanyahu o la guerra è un diversivo dagli Epstein files?”: la domanda di Travaglio ad Accordi&Disaccordi (Nove) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Donald Trump
Benjamin Netanyahu
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Jeffrey Epstein
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“Per le mie posizioni sono diventato una persona da abbattere, ma non sono pentito. Ancora più convinto del No”: Gratteri ad Accordi&Disaccordi (Nove)
“A causa delle mie posizioni mi sono creato molti nemici, ma non sono pentito: adesso sono ancora più convinto che bisogna votare No per il bene dell’Italia”. Così Nicola Gratteri ad Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove, sugli attacchi subiti nelle ultime settimane. Il procuratore di Napoli e sostenitore del No al referendum sulla Giustizia, si è spesso trovato al centro della polemica, da ultimo quella che coinvolge il quotidiano Il Foglio. “A me non viene nulla – ha aggiunto il magistrato – se fossi stato zitto, sarei stato simpatico a più persone, più credibile. In questi giorni si parla anche dei miei errori giudiziari, si inventano numeri e storie perché bisogna delegittimare, perché Gratteri è la persona da abbattere“. L'articolo “Per le mie posizioni sono diventato una persona da abbattere, ma non sono pentito. Ancora più convinto del No”: Gratteri ad Accordi&Disaccordi (Nove) proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nicola Gratteri
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Jebreal, Giordano, Gratteri e Bocchino ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 14 marzo. Con Travaglio e Scanzi
Nuova puntata sul Nove del talk di approfondimento “Accordi & Disaccordi”, condotto da Luca Sommi: in prima serata sabato 14 marzo alle 21:30. Ospiti della puntata i giornalisti Rula Jebreal e Mario Giordano, il procuratore capo della Repubblica presso il Tribunale di Napoli Nicola Gratteri, il direttore editoriale del Secolo d’Italia Italo Bocchino. Al centro della discussione le due settimane di guerra tra Stati Uniti, Israele e Iran che hanno infiammato tutta la regione medio orientale. Spazio anche alle ragioni del no e del sì in vista del referendum del 22 e 23 marzo sulla riforma che vorrebbe separare le carriere di giudici e pm. Come da tradizione, il direttore de Il Fatto Quotidiano Marco Travaglio e il giornalista Andrea Scanzi analizzano i fatti più importanti della settimana. L'articolo Jebreal, Giordano, Gratteri e Bocchino ospiti di Sommi ad Accordi&Disaccordi sabato 14 marzo. Con Travaglio e Scanzi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nicola Gratteri
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Italo Bocchino
Mario Giordano
“Il nostro governo è talmente decisivo come ponte fra Stati Uniti e Europa che Trump si è scordato di avvisarci”: le parole di Marco Travaglio ad Accordi&Disaccordi
“Se Stati Uniti, Israele violano l’ABC del diritto internazionale, sterminano un capo di Stato e migliaia di civili, è cosa buona e giusta. Se l’Iran risponde, cosa che è legittima per il diritto internazionale, la rappresaglia contro un’aggressione, ecco, quello è un peccato mortale”. Così Marco Travaglio, ospite di Accordi&Disaccordi sul Nove, nella sua rubrica Passaparola. “Questa è la linea dell’Europa”, spiega il direttore del Fatto Quotidiano. “Per fortuna abbiamo Mattarella, che quando Putin invase l’Ucraina puntò subito il dito contro la Russia, invitando tutti a mobilitarsi – prosegue Travaglio ironizzando e riprendendo le parole del Capo dello Stato – Adesso che ci sono di mezzo gli americani, gli israeliani, fa il vago”. Travaglio ne ha anche per Meloni: “Subito di primo acchito ha detto ‘sono vicina alla popolazione civile iraniana che con coraggio continua a richiedere il rispetto dei suoi diritti’. Mai nominati né gli americani né gli israeliani”. Anche qui il paragone va al conflitto russo-ucraino. “Un’altra persona rispetto a quella del 2022. Inaccettabile attacco bellico su grande scala della Russia contro l’Ucraina. È il tempo delle scelte di campo, l’Occidente e la comunità internazionale siano uniti nel mettere in campo ogni utile misura a sostegno di Kiev”. “Anche lì bastava copiare – suggerisce il direttore – E invece avrebbe dovuto dire che questa volta noi stiamo con gli aggressori”. Poi c’è Crosetto, prosegue Travaglio: “Si era portato avanti col lavoro, infatti era già a Dubai ancora prima dell’attacco. Si era portato tutta la famiglia, proprio in vacanza, ignaro dell’attacco. Forse preveggente. Chi lo sa. Il nostro governo è talmente decisivo come ponte fra gli Stati Uniti e l’Europa che Trump si è scordato di avvisarci“. “Crosetto ha poi saputo tutto da Big Mama, che fortunatamente aveva la televisione accesa quando hanno attaccato gli americani e gli israeliani”, scherza ancora Travaglio che non risparmia neanche Luigi Di Maio, inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico. Crosetto, continua elencando tutte le versioni poi cambiate sul suo viaggio a Dubai “passava per quello serio del governo quindi figuratevi gli altri. Ci siamo giocati anche lui. Di Maio al confronto è uno statista”. Poi, ancora, c’è Tajani, che, evidenzia Travaglio “ha dato il meglio di sé”. “Appena partito l’attacco ha dichiarato ‘la situazione è complicata, speriamo che duri il meno possibile’. Tipo uno al bar, uno che commenta con gli amici”, osserva il direttore del Fatto, mettendo in evidenza anche in questo caso la differente reazione rispetto a quella avuta con l’invasione russa dell’Ucraina. L'articolo “Il nostro governo è talmente decisivo come ponte fra Stati Uniti e Europa che Trump si è scordato di avvisarci”: le parole di Marco Travaglio ad Accordi&Disaccordi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marco Travaglio
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Iran, Travaglio su Nove: “L’Italia non avvisata dell’attacco Usa? Crolla la narrazione di Meloni alleata privilegiata di Trump”
“È il crollo di quella narrazione secondo cui noi siamo l’alleato privilegiato di Trump e quindi siamo il ponte fra Trump e l’Europa”, così Marco Travaglio negli studi di Accordi & Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove, ha commentato le dichiarazioni del ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito alla sua presenza a Dubai durante l’attacco americano e israeròliano syull’Iran, parole chiare sul fatto che l’Italia non sapesse nulla di quanto stava accadendo. “Oggi si è scoperto che persino in Austria avevano allertato i loro connazionali due giorni prima dell’attacco – ha detto il direttore de il Fatto Quotidiano – Possibile mai che l’Austria sappia più cose del governo italiano? Io credo che, per essere presi sul serio come alleati, tenendo presente il peso specifico che ha l’Italia, agli alleati ogni tanto bisognerebbe dire qualche no. Se dici sempre di sì, si dimenticano proprio che esisti”. Secondo il giornalista: “Questa è l’impressione che mi ha dato il nostro governo: quando diventi un soldatino obbediente 100 volte su 100, proprio non ti calcolano. Diciamo che, invece di essere i primi, in quanto privilegiati, siamo diventati gli ultimi“, ha concluso Travaglio. L'articolo Iran, Travaglio su Nove: “L’Italia non avvisata dell’attacco Usa? Crolla la narrazione di Meloni alleata privilegiata di Trump” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Iran, Conte (Nove): “Governo ridicolo, Meloni venga in Aula a dire che le nostre basi non verranno concesse”
“Il governo è ridicolo. Vanno condannati gli Stati Uniti per l’attacco all’Iran e va dichiarato che, al di là degli accordi che loro tengono lì secretati, prevale la nostra Carta costituzionale. Le nostre basi non saranno concesse né per attacchi preventivi, repressivi, perché si ricollegano sempre a un’azione in violazione del diritto internazionale, e neppure per supporto logistico”. Così il leader del M5s Giuseppe Conte negli studi di Accordi&Disaccordi, il talk condotto da Luca Sommi ogni sabato sul Nove, sull’attacco condotto da Donald Trump all’Iran senza avvisare gli “alleati” e la risoluzione votata giovedì in Parlamento. Il leader del M5S ha aggiunto: “Va detto chiaramente e ci aspettiamo che Giorgia Meloni, che una volta parla del comico di Sanremo e una volta parla della ‘famiglia nel bosco’, venga in Parlamento a dichiarare questo”, ha concluso Conte. L'articolo Iran, Conte (Nove): “Governo ridicolo, Meloni venga in Aula a dire che le nostre basi non verranno concesse” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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