È bufera su Timothée Chalamet. In una conversazione con Matthew McConaughey per
Variety, i due discutono della ridotta capacità di attenzione da parte del
pubblico e se ci sia interesse per film dal ritmo più lento, in un’epoca in cui
gli spot durano pochi secondi e le pellicole si guardano sullo smartphone.
Chalamet osserva che gli spettatori più giovani sembrano rappresentare una
piacevole eccezione, citando il successo di Frankenstein su Netflix,
aggiungendo: “Ammiro le persone, e l’ho fatto anch’io, che vanno a un talk show
e dicono: ‘Ehi, dobbiamo mantenere vivi i cinema, dobbiamo mantenere vivo questo
genere'”, poi però pronuncia parole poco felici e che lasciano di sasso lo
stesso McConaughey: “Non voglio lavorare nel balletto o nell’opera, dove la
gente dice ‘Ehi! Mantenete viva questa cosa, anche se a nessuno importa più‘”,
continua ridendo prima di provare a correggere il tiro: “Tutto il rispetto per
la gente del balletto e dell’opera là fuori…”.
LE REAZIONI DEL MONDO DELL’OPERA
Il mondo del teatro e della danza non è rimasto in silenzio e ha risposto in
massa. Sono davvero tante le realtà che si sono espresse: ballerini, coreografi,
istituzioni culturali e compagnie di danza. Il Royal Ballet and Opera di Londra
sui social ha scritto: “Se ci ripensi, le nostre porte sono aperte per te” e ha
rilasciato una dichiarazione all’Hollywood Reporter che recita: “Il balletto e
l’opera non sono mai esistiti in modo isolato: hanno continuamente informato,
ispirato ed elevato altre forme d’arte. La loro influenza si percepisce nel
teatro, nel cinema, nella musica contemporanea, nella moda e oltre. Per secoli,
queste discipline hanno plasmato il modo in cui gli artisti creano e il pubblico
vive la cultura, e oggi milioni di persone in tutto il mondo continuano ad
apprezzarle e a interagire con esse”.
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Il Metropolitan Opera ha dedicato un reel a Chalamet mostrando tutte le persone
che lavorano nel settore e che con dedizione contribuiscono alla messa in scena
di spettacoli applauditi da teatri pieni; l’Opéra di Parigi ha proposto una
parte di Nixon in China con gli attori che recitano intorno a un tavolo da ping
pong, centrale nel film Marty Supreme con il quale Chalamet è in corsa per gli
Oscar, scrivendo: “Plot twist! Nell’opera esiste anche il ping pong”.
Geniale la trovata del Seattle Opera, che offre un codice sconto ‘Timothee’ del
14% rifacendosi alle parole con cui l’attore ha accompagnato la sua infelice
uscita (“Ho appena perso 14 centesimi di spettatori”).
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LE REAZIONI ITALIANE
Tante anche le voci che si sono sollevate in casa nostra sul ‘caso’ Chalamet. Il
Teatro dell’Opera di Roma su Instagram ha scritto: “Ciao Timothée, sappiamo che
sei un tifoso della Roma ma qualcosa ci dice che dovresti allargare i tuoi
orizzonti e venire a trovarci: scopriresti anche altre passioni. Perché sì,
l’opera e la danza sono vive, a Roma e in tutto il mondo: perdersele è un vero
peccato”
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Il Teatro alla Scala di Milano ha invece pubblicato le immagini di un sipario
che si chiude mentre il pubblico applaude fragorosamente. “Sembra che a qualcuno
importi. E se vieni a trovarci potresti scoprire che importa anche a te”, la
nota del teatro meneghino.
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E ancora Roberto Bolle che condivide la clip di Variety accompagnandola a una
emoticon di sbigottimento, e Luciano Cannito, protagonista di un reel in cui fa
il verso all’attore pronunciando parole di fuoco: “E non ci lavorare, che cavolo
ce ne frega a noi di te. Sei nato nel 1995, si sente odore di latte, e per te
sta scomparendo il mondo del balletto e dell’opera? Poverino. E io non voglio
venire a vedere i tuoi film del ca**o, ok? Siamo uno a uno, tu non vieni a
vedere noi e noi non veniamo a vedere te”.
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LA CORSA AGLI OSCAR PER TIMOTHEE CHALAMET FINISCE QUI?
A una settimana dagli Oscar, le parole di Timothee Chalamet rischiano di avere
per lui un effetto boomerang. Malgrado sia tra i favoriti per la statuetta come
miglior attore protagonista grazie al film Marty Supreme (per il quale ha già
vinto il Golden Globe), questa sua recente ‘sparata’ potrebbe segnare un brusco
stop nella corsa all’Oscar. Perché a volte il tempismo è tutto.
L'articolo “Non voglio lavorare nell’opera e nel balletto, non importano più a
nessuno: da Bolle ai teatri internazionali, la ‘rivolta’ dopo le parole di
Timothee Chalamet proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Roberto Bolle
Le Olimpiadi invernali di Milano-Cortina sono agli sgoccioli. Ciò significa che
è tutto pronto per la cerimonia di chiusura dei Giochi che si terrà stasera,
domenica 22 febbraio, all’Arena di Verona. L’evento sarà trasmesso in diretta in
mondovisione dalle ore 20:30 alle 22:45, su Rai1 e in streaming gratuito su Rai
Play e in abbonamento su Eurosport, canale disponibile in streaming su HBO Max,
Discovery+, Dazn, TIMvision e Prime Video Channels. L’apertura a San Siro è
ancora un fresco ricordo di bellezza, prestigio, ma anche di meme, gaffe e
polemiche. Tra il gobbo americanizzato di Mariah Carey, i mancati primi piani su
Ghali, la discutibile (per usare un eufemismo) telecronaca dell’oramai ex
direttore di RaiSport Paolo Petrecca e la corsa alla vendita degli ultimi
biglietti grazie alla classica promo del “compri due e paghi uno”. Intanto,
mancando pochissime ore alla fine delle Olimpiadi, le luci iniziano sempre più a
puntarsi sull’Arena. Ma come sarà lo show? Chi salirà sul palco? E soprattutto:
dobbiamo aspettarci qualche colpo di scena?
CHI SI ESIBIRÀ
Musica, danza, architettura e ovviamente sport. Lo spettacolo, intitolato
“Beauty in Action”, sarà una coreografia che si ispira all’acqua, simbolo del
legame tra le vette alpine e il mare. Lo spazio dell’Arena è stato trasformato
in una “grande piazza italiana”, dove superfici luminose e coreografie diffuse
elimineranno la divisione tra palco e pubblico, permettendo agli spettatori di
vivere lo show in modo immersivo. La cerimonia di chiusura è firmata da Alfredo
Accatino, presidente di Filmmaster e direttore artistico della cerimonia,
insieme ad Adriano Martella, head of creative di Filmmaster e direttore creativo
della serata. La scaletta, segretissima, non verrà in alcun caso anticipata.
L’evento “coinvolgerà anche piazza Bra e il Teatro Filarmonico. E poi non ci
sarà il classico palco con la platea frontale, che siamo abituati a vedere
durante la stagione lirica. L’Arena diventa una grande piazza centrale, con il
pubblico tutt’intorno”, ha dichiarato Accatino al Corriere della Sera.
“In scena avremo circa 250 artisti – ha proseguito il presidente di Filmmaster
-. Di questi, 150 tra musicisti e coristi legati alla Fondazione Arena”. Due ore
di cerimonia, considerando anche che “Verona a febbraio può essere fredda,
quindi abbiamo costruito uno spettacolo senza scene dilatate”, ha aggiunto
Accatino. Sul palco, oltre agli sportivi di tutte le 93 delegazioni nazionali
che sfileranno nell’anfiteatro celebrando le vittorie dei propri atleti, ad
arricchire lo spettacolo ci saranno Achille Lauro, il dj italiano Gabry Ponte,
il ballerino di danza classica Roberto Bolle, étoile del teatro Scala di Milano
e l’attrice Benedetta Porcaroli che, come “madrina della cerimonia” presenterà
l’orchestra e il coro della Fondazione Arena, chiamati a eseguire l’Inno
italiano e quello Olimpico. La soprano veronese Cecilia Gasdia, sovrintendente
della Fondazione, sarà la voce delle Olimpiadi in tutto il mondo: sarà ospite
della telecronaca della Rai a cura di Auro Bulbarelli. È di poche ore fa
l’annuncio della presenza dei Major Lazer, una delle
formazioni musicali più influenti della scena globale, che saliranno sul palco
dell’Arena.
I PORTABANDIERA DELL’ITALIA
Il Coni ha affidato il tricolore alla campionessa Azzurra Lisa Vittozzi, tornata
ai vertici dopo un anno di stop per infortunio, vincendo due medaglie (tra cui
la prima d’oro per il biathlon) in questa edizione dei Giochi. A portare la
bandiera ci sarà anche Davide Ghiotto, oro nell’inseguimento a squadre maschile.
Oltre al divertimento con le esibizioni degli artisti e le coreografie della
serata, la cerimonia seguirà il protocollo olimpico. Ci sarà, come sempre, la
sfilata degli atleti di tutte le nazioni, i discorsi istituzionali e lo
spegnimento del braciere. La cerimonia guarderà già al futuro, perché il momento
più simbolico sarà il passaggio della bandiera olimpica dalle mani dei sindaci
di Milano e Cortina a quelle dei rappresentanti delle Alpi Francesi, che
ospiteranno i Giochi Invernali nel 2030.
BIGLIETTI DA 950 A 8MILA EURO
A poche ore dalla cerimonia i biglietti sono sold out? Al momento no. Abbiamo
provato a simulare l’acquisto di più biglietti e il sistema ne dava (diversi)
ancora disponibili. E, anche se il focus principale sarà lo show – pensato molto
di più per la resa televisiva rispetto a quella “sul posto” -, sarà curioso
capire se i costosi ticket riusciranno ad essere tutti venduti. Ma facciamo un
riepilogo sui prezzi. Si va da un minimo di 950 euro a un massimo di un
pacchetto Vip da 8mila euro. Non proprio due spicci, ecco. I prezzi sono
suddivisi in tre categorie ed aree di posti a sedere. La Categoria C da 950
euro, la Categoria B da 1.800 euro e infine la Categoria A da 2.900 euro. Poi ci
sono i pacchetti Vip in due fasce. La prima quella più “economica” da 5.000 euro
prevede in aggiunta a un biglietto di Categoria B: “Accesso alla nostra lounge
di hospitality condivisa situata in prossimità della storica Arena, – si legge
sul sito ufficiale – prima e durante la Cerimonia di chiusura, aperta a partire
da 3 ore prima dell’inizio della Cerimonia, con accesso prioritario all’ingresso
della venue. Un curato menu a buffet con postazioni gastronomiche in presenza
degli chef, accompagnato da vini, birre e bevande analcoliche. Personale a
supporto in loco”. Infine, il pacchetto da 8mila euro con un biglietto di
Categoria A con garantita la lounge di hospitality condivisa vicino all’Arena “a
partire da 3 ore prima dell’inizio della Cerimonia. Approfitta dell’accesso
prioritario all’ingresso della venue. Una cena esperienziale prima della
Cerimonia di chiusura, che celebra la tradizione culinaria locale, accompagnata
da una selezione di vini pregiati, birra e bevande analcoliche. Personale a
supporto in loco”. “Voi avete battuto la testa”, aveva scritto, senza troppi
giri di parole, un utente su X dopo aver scoperto il prezzo dei biglietti.
MELONI IN, TRUMP E MACRON OUT
Togliamoci il sassolino dalla scarpa. La blindata Verona si appresta ad
accogliere oltre sessanta delegazioni internazionali. Il Presidente Emmanuel
Macron non assisterà alla cerimonia. In rappresentanza francese ci sarebbe
dovuto essere il premier Sebastien Lecornue che però, per “motivi di salute”, ha
comunicato il suo forfait solo poche ore fa. Donald Trump è stato tanto fumo e
poco arrosto. S’è fatto desiderare ed attendere ma, alla fine, non presenzierà
alla cerimonia veronese. Il tycoon è costretto a rimanere a Washington ad
occuparsi delle questioni di politica interna ed estera che negli ultimi giorni
hanno assorbito la sua agenda. Ed anche se il Presidente Usa ci ha abituato alla
sua sgusciante imprevedibilità, rimane assai improbabile che possa decidere,
all’ultimo, di venire in Italia. Si esclude l’ipotesi a prescindere
dall’eventuale vittoria nella finale dell’hockey sul ghiaccio maschile tra Stati
Uniti e Canada. All’Arena ci sarà, invece, la premier del consiglio, Giorgia
Meloni, il presidente della Camera Lorenzo Fontana e il presidente della Regione
Alberto Stefani.
IL CORTEO DI PROTESTA
Così come per l’apertura meneghina, anche a Verona non mancheranno le polemiche.
Per le strade di Verona ci sarà un corteo di protesta contro i Giochi. Nelle
scorse ore la rete “Olimpiadi No Grazie” ha annunciato una manifestazione (nelle
intenzioni “pacifica”) che partirà da Porta Palio, toccherà il punto più vicino
all’Arena in via Valverde per poi arrivare nella piazza dell’Arsenale, tra i
quartieri di San Zeno e Borgo Trento. Gli organizzatori hanno precisato che
“sarà una manifestazione pacifica che ribadirà la contrarietà all’evento, ci
dissociamo da chi tenterà di unirsi alla protesta per tenere comportamenti
violenti. Noi vogliamo solo dimostrare che queste Olimpiadi non sono così
sostenibili come dicono”.
MILLE AGENTI, CINQUECENTO TELECAMERE E SISTEMI ANTI-DRONE
Delegazioni internazionali, vip e cortei (apparentemente pacifici). L’attenzione
su Verona è massima tanto che è stato messo in atto un piano sicurezza, che
prevederà la presenza di una “zona rossa” attorno all’Arena, dove saranno attive
24 ore su 24 circa cinquecento telecamere. La stanza di controllo, adiacente a
quella operativa della polizia di Stato, vedrà operare oltre mille agenti tra
polizia, carabinieri, guardia di finanza, polizia locale, vigili del fuoco,
volontari della protezione civile e sanitari del Suem 118.
L’ARENA DI VERONA ANCHE PER LA CERIMONIA DELLE PARALIMPIADI
Chiusa una cerimonia, se ne apre un’altra. E dopo lo show che saluterà
definitivamente i Giochi di Milano-Cortina, l’Arena di Verona ospiterà, il
prossimo 6 marzo, anche la cerimonia di apertura delle Paralimpiadi.
L'articolo Milano-Cortina 2026, la scaletta della cerimonia di chiusura
all’Arena di Verona: da Achille Lauro e Roberto Bolle ai Major Lazer, è tempo di
spegnere il braciere proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tutto pronto per la Cerimonia di chiusura delle Olimpiadi Milano-Cortina 2026
che si terrà domenica 22 febbraio all’Arena di Verona, in diretta in
mondovisione dalle ore 20:30 alle 22:45 con artisti sul palco come Roberto
Bolle, Achille Lauro e Gabry Ponte. I biglietti sono ancora disponibili a
quattro giorni dall’evento, ma non sono proprio accessibili a tutte le tasche.
Si va da un minimo di 950 euro a un massimo di un pacchetto Vip da 8mila euro.
I prezzi sono suddivisi in tre categorie ed aree di posti a sedere. La Categoria
C da 950 euro, la Categoria B da 1.800 euro e infine la Categoria A da 2.900
euro. Quest’ultima garantisce la visuale migliore con l’arcata principale
dell’Arena e la platea dove si trova il palco, bene in vista.
Poi ci sono i pacchetti Vip in due fasce. La prima quella più “economica” da
5.000 euro prevede in aggiunta a un biglietto di Categoria B: “Accesso alla
nostra lounge di hospitality condivisa situata in prossimità della storica
Arena, – si legge sul sito ufficiale – prima e durante la Cerimonia di chiusura,
aperta a partire da 3 ore prima dell’inizio della Cerimonia, con accesso
prioritario all’ingresso della venue. Un curato menu a buffet con postazioni
gastronomiche in presenza degli chef, accompagnato da vini, birre e bevande
analcoliche. Personale a supporto in loco”.
Infine il pacchetto da 8mila euro con un biglietto di Categoria A con garantita
la lounge di hospitality condivisa vicino all’Arena “a partire da 3 ore prima
dell’inizio della Cerimonia. Approfitta dell’accesso prioritario all’ingresso
della venue. Una cena esperienziale prima della Cerimonia di chiusura, che
celebra la tradizione culinaria locale, accompagnata da una selezione di vini
pregiati, birra e bevande analcoliche. Personale a supporto in loco”.
Cosa accadrà sul palco domenica durante la cerimonia, realizzata in
collaborazione di Filmmaster? La Fondazione Milano-Cortina 2026 ha provato a
“spoilerare” qualcosa con una nota diramata alla stampa ad iniziare dalla
presenza di Achille Lauro “capace di superare i confini della musica e muoversi
tra moda, performance art e immaginario simbolico”. Il claim dell’evento è
“Beauty in Action” ossia “Bellezza in azione”, quindi “la partecipazione di
Achille Lauro trova una connessione naturale con il concept”.
L'articolo Biglietti da 950 a 8.000 euro per la Cerimonia di chiusura delle
Olimpiadi Milano-Cortina 2026: all’Arena di Verona con Roberto Bolle, Achille
Lauro e Gabry Ponte proviene da Il Fatto Quotidiano.
Venerdì 6 febbraio segna l’atto conclusivo del viaggio della Fiamma Olimpica: la
cerimonia d’apertura allo stadio San Siro darà ufficialmente il via ai Giochi
Invernali di Milano Cortina 2026. Tra i tedofori d’eccezione nel capoluogo
lombardo spicca Roberto Bolle che, proprio davanti alla sua “casa”, il Teatro
alla Scala, ha ricevuto la Torcia percorrendo le vie del centro tra una folla
gremita ed entusiasta.
Al termine della staffetta, Roberto Bolle ha visitato, presso le Gallerie
d’Italia, Casa Intesa Sanpaolo e la mostra “La strada per Cortina”.
L’esposizione valorizza gli scatti dell’Agenzia Publifoto realizzati durante le
prime Olimpiadi invernali italiane (Cortina 1956) e fa parte del programma
“Olimpiade Culturale” di Milano Cortina 2026.
L'articolo Roberto Bolle tedoforo per le Olimpiadi Milano-Cortina: “La torcia è
passione, dedizione, sacrificio. Ed è anche simbolo di pace” proviene da Il
Fatto Quotidiano.