Achille Lauro ha presentato il nuovo singolo “In viaggio verso il Paradiso” per
la prima volta dal vivo durante le prime date del tour nei palazzetti
attualmente in corso. Il brano è uscito ieri venerdì 20 marzo. Proprio durante
le tappe di questo tour nei palazzetti che Lauro ha annunciato le date del suo
primo grande tour negli stadi “Per sempre noi” in programma nel 2027. Gli
appuntamenti ad ora noti sono fissati per l’11 giugno 2027 allo Stadio San
Nicola di Bari, il 15 giugno 2027 allo Stadio San Siro di Milano, il 22 giugno
2027 all’Allianz Stadium di Torino, il 26 giugno 2027 allo Stadio Euganeo di
Padova e il 30 giugno 2027 allo Stadio Olimpico di Roma.
L’artista si è racontato a “U” di La Repubblica, ricordando anche molti momenti
del difficile passato: “Non c’era una bella aria in famiglia, ma non mi piace
parlarne. Mia madre ha fatto mille lavori per mantenerci. Intanto accoglieva
ragazzi presi dalla strada, venivano a stare da noi: vite difficilissime, ho dei
ricordi molto nitidi di me bambino con tutti questi giovani che andavano e
venivano, erano come sorelle, fratelli. Mamma ha una forza e una generosità
formidabili. Poi le cose sono diventate ancora più difficili e lei ha fatto la
scelta più ponderata e intelligente. Anche dolorosa, ma giusta. È tornata a
Verona dalla sua famiglia e noi siamo rimasti qui. Si è affidata al destino. Il
seme che hai piantato germoglierà, diceva. La vita è giusta da sé. Mamma ha
molta fede, e anche io. Difatti sono molto felice di aver creato Fondazione
Madre con don Giovanni Carpentieri, il prete di strada con cui lei collaborava
allora: mi pare di portare avanti quello che ha iniziato. È una riconnessione
col tempo di prima. Come se quel nucleo originario tornasse, ora che abbiamo
attraversato tutto”.
Poi i primi ricordi delle prime canzoni: “Ho cominciato a scrivere a 10 anni.
Scrivevo canzoni stando zitto, non lo dicevo a nessuno. Mia madre veniva a
chiamarmi alle 7 di mattina e mi trovava già sveglio, pensava che mi fossi
appena alzato e invece non avevo dormito. Ho scritto sempre, ma non le ho mai
detto che volevo fare musica. Parlo poco di me: mi imbarazza. L’ha scoperto più
di dieci anni dopo. Ha letto un articolo sul Venerdì dove c’era il mio nome. Il
mio vero nome è Lauro De Marinis. Ho scelto Achille Lauro perché mi chiedevano
sempre: Lauro come Achille? Intanto la ruota ha fatto tutto il giro. Sono stati
dieci anni davvero turbolenti, da quando siamo rimasti soli a quando le cose
hanno cominciato a funzionare. Non c’era niente di bello attorno a noi, arte
cultura, niente. Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei frocio, ti dicevano.
Il bello lo dovevi trovare da solo, cercarlo da qualche parte dentro di te, nel
sedile posteriore della macchina dove ti toccava quella notte dormire. Anni
molto pericolosi. Tante delle persone di allora sono finite nei giri brutti,
alcune in galera, alcune sono morte. Era un buco nero nel nulla”.
E l’amore? “Certo che per l’amore c’è sempre posto, ma cosa diversa è creare una
famiglia. Vivere insieme non deve diventare sedersi a tavola e non dirsi niente,
trattarsi di merda, urlare, mentire, tradire, piangere di nascosto. Per decidere
di costruire qualcosa di duraturo devi essere disposto a farlo, altrimenti non
accogli. Sono cresciuto con l’idea di proteggere mia madre, ho sempre cercato di
farlo. Essere genitori è molto difficile, una grandissima responsabilità. C’è
tempo. Per i legami e per figli c’è tempo. Devo prima mettere a posto me stesso.
E poi io ho già una famiglia bellissima, piena di bambini (…) Mamma ha cinque
sorelle, ho moltissimi cugini. E nipoti, fra cui il figlio di mio fratello.
Quando ci riuniamo siamo veramente tanti. Mi piace organizzare momenti dove
possiamo stare insieme. Una casa per tutti”.
L'articolo “Non potevi nemmeno piangere: se piangi sei fro**o, ti dicevano. Il
bello lo dovevi trovare da solo. Mettere su famiglia? Devo prima mettere a posto
me stesso”: così Achille Lauro proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Achille Lauro
Ieri sera 16 marzo, Achille Lauro ha dato il via ai tre concerti (si replica
stasera 17 marzo e poi il 27 marzo) . Lo show riprende a grandi linee ciò che è
stato mostrato al Circo Massimo lo scorso giugno. Maxi schermo gigante con regia
curata a riprendere non solo l’artista ma anche il pubblico. Sul palco con
Achille Lauro, Boss Doms, Danien, Riccardo Castelli e Mattia Tedesco alle
chitarre, Marco Lancs alla batteria, Gregorio Calculli al pianoforte e Nicola
Iazzi al basso, oltre a un’orchestra di percussioni, archi, fiati, cori e alla
presenza della cantante lirica Valentina Gargano.
Tra i momenti più intensi l’esecuzione di “Perdutamente”, che a Sanremo 2026 è
stata dedicata alle vittime della strage di Crans-Montana. La canzone è stata
intonata dalla mamma di Achille Barosi, una delle vittime della strage di Crans
Montana, sulla sua bara. Proprio prima del concerto Achille Lauro si è recato al
Niguarda di Milano per un saluto ai sopravvissuti di quella notte da
dimenticare.
Poi la sorpresa. L’apparizione di Laura Pausini per cantare “16 marzo” contenuta
nel disco dell’artista “Io canto 2”. “Allora, questa ragazza, che è veramente
un’artista internazionale, e non è uno scherzo, – ha dichiarato Lauro al termine
dell’esibizione – ha scelto con grande coraggio una carriera difficilissima e ci
è riuscita. Quindi fatele un grandissimo applauso perché è veramente
un’eccellenza italiana nel mondo. Non si scherza”.
La cantante ha replicato: “Lauro, mi sento molto più uguale a loro che a te in
questo momento, perché questa canzone che ho scelto è una delle tante che avrei
voluto cantare. È la mia preferita in effetti. E mi sento proprio come una tua
fan”. Poi ha svelato un aneddoto: “A Sanremo quando dovevamo cantare insieme,
alle prove, volevi che cantassi solo io. Alle prove mi avevi detto ‘io sto un
po’ indietro rispetto a te, mettiti avanti’. Però il nostro 16 marzo te l’ho
preso in prestito”.
Lauro ha ringraziato la collega e congedandola ha dichiarato: “Se questa canzone
arrivasse anche solo a una persona all’estero sarebbe un sogno”.
L'articolo Achille Lauro e Laura Pausini duettano su “16 marzo” al Forum di
Milano. La cantante rivela: “A Sanremo voleva mettersi dietro per far cantare
solo me” – IL VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
Uno dei momenti più belli dell’ultimo Festival di Sanremo 2026, è stata
l’esibizione commovente di Achille Lauro sulle note della sua “Perdutamente”. Un
omaggio, non a caso, per le vittime della strage di Crans-Montana. La canzone è
stata intonata dalla mamma di Achille Barosi, una delle vittime della strage di
Crans Montana, sulla sua bara. L’artista è stato accompagnato sul palco
dell’Ariston dalla soprano Valentina Gargano e un coro di 28 elementi. “Ci tengo
a dire una cosa importante – aveva dichiarato l’artista – la musica ha il
compito di accompagnarci nella vita, credo che se questa cosa può aver
confortato anche solo una persona, per noi è stato un dovere”.
Qualche settimana dopo e alla vigilia del concerto al Forum di Milano, previsto
per stasera 16 marzo, Lauro ha fatto visita ad alcuni giovani ricoverati ancora
all’Ospedale Niguarda di Milano. È stato Guido Bertolaso, funzionario e
assessore al Welfare di Regione Lombardia, a riportare la notizia, postando una
foto di Lauro in reparto.
“Dopo la sua esibizione a Sanremo, dopo quella canzone dedicata a loro, i
ragazzi sopravvissuti all’incendio di Crans-Montana ricoverati all’ospedale
Niguarda – ha scritto Bertolaso- hanno espresso un desiderio: poter conoscere
Achille Lauro”.
E ancora: “Oggi il mio ringraziamento va a un cantante, ma soprattutto a un
ragazzo, davvero speciale. Lauro con la sua disponibilità e dolcezza ha saputo
portare un po’ di gioia nel cuore di quei ragazzi che tanto hanno sofferto,
incontrando anche i giovani dimessi e alcuni genitori, anche di chi non c’è più.
Un grazie particolare anche a Carlo Conti che ci aiutato ad organizzare
l’incontro”.
L'articolo Achille Lauro incontra i sopravvissuti della strage di Crans-Montana
al Niguarda di Milano. Bertolaso: “Ha saputo portare un po’ di gioia nel cuore
dei ragazzi” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Come ricorderete, uno dei tanti temi che mi sta a cuore è l’accessibilità ai
concerti per le persone con disabilità, tanto che il 18 maggio 2022, attraverso
il mio blog ho lanciato l’iniziativa “Raccontami il tuo evento” proprio per dare
voce alle difficoltà che le persone disabili incontrano nell’acquisto dei
biglietti e alle relative criticità inerenti alle aree a loro riservate.
Riporto la testimonianza della presidentessa di Entusiasmabili APS Graziella
Saverino su quanto le è successo al concerto di Achille Lauro il 7 marzo scorso
al Palalottomatica di Roma:
“Mi chiamo Graziella Saverino, sono presidentessa di Entusiasmabili APS e
cantautrice. Mi muovo in carrozzina a causa di una paralisi cerebrale infantile
dalla nascita. Voglio raccontare quello che mi è accaduto il 7 marzo al
Palalottomatica di Roma, durante il concerto di Achille Lauro, perché riguarda i
diritti e le garanzie delle persone con disabilità.
La mattina del concerto avevo ricevuto una conferma telefonica per l’accesso
all’area dedicata alle persone con disabilità. Per questo mi sono recata al
Palalottomatica con la tranquillità di poter entrare. Arrivata all’ingresso,
però, mi è stato detto che il mio nome non risultava nella lista di attesa.
In quel momento ho incontrato Lucia Artieri, un’altra persona con disabilità.
Anche a lei stavano dicendo la stessa cosa, nonostante avesse ricevuto due email
di conferma. Siamo rimaste lì ad aspettare per molto tempo, chiedendo più volte
di poter parlare con un responsabile per capire cosa fosse successo e trovare
una soluzione. Abbiamo aspettato fino alle 21:30, quando a un certo punto hanno
chiuso la tenda e i cancelli, lasciandoci definitivamente fuori.
Nel frattempo abbiamo visto entrare tantissime persone normodotate — ed è brutto
dover fare questa distinzione — ma anche amici di amici senza biglietto, mentre
a noi non è stata data alcuna spiegazione né la possibilità di entrare.
La cosa più grave è stata proprio questa: nessuno si è assunto la responsabilità
di parlare con noi o di chiarire l’accaduto. Siamo state semplicemente lasciate
fuori. Quello che è successo dimostra che il sistema di gestione dei biglietti
per le persone con disabilità, gestito dalla società Fans & Partners, presenta
gravi criticità. Il procedimento è confuso e rischia di diventare
discriminatorio, perché chi ha una disabilità non ha reali garanzie di accesso,
anche quando riceve conferme.
Io lavoro ogni giorno sui temi dell’inclusione, anche attraverso la mia
associazione e attraverso la musica, e credo che episodi come questo debbano
essere raccontati. Perché l’accesso alla cultura e agli eventi pubblici deve
essere garantito davvero a tutti, senza che le persone con disabilità si trovino
davanti a cancelli chiusi e porte in faccia.
Dott.ssa Graziella Saverino
Presidente Entusiasmabili aps
www.entusiasmabili.it”
Dalla mia lunga esperienza la responsabilità non è da imputare all’artista,
Achille Lauro ha già dimostrato attenzione verso le persone disabili; credo,
sempre secondo la mia esperienza, che molto dipenda dagli organizzatori locali.
Chiedo comunque ad Achille Lauro e a tutti gli altri artisti di vigilare sulle
procedure riservate ai disabili per accedere ai concerti e sulle aree dedicate
durante l’evento. Se Achille Lauro vuole rispondere, la sua risposta verrà
pubblicata su questo blog e se le persone vogliono segnalarmi le loro storie
possono continuare a farlo scrivendomi a raccontalatuastoria@lucafaccio.it.
L'articolo Un’altra persona disabile non è stata fatta entrare a un evento: la
testimonianza dal concerto di Achille Lauro proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Un cambio nella scaletta della seconda serata per evitare un incontro sul palco
tra Fedez e Achille Lauro? No, è stato un refuso di una vecchia scaletta. Può
capitare spesso di far saltare una cosa. Dietro le quinte possono succedere
molte cose. Quindi è stato puramente casuale“. Così il direttore artistico del
Festival di Sanremo, Carlo Conti, in conferenza stampa all’Ariston. ha sciolto i
dubbi sul “giallo” della seconda serata quando, all’ultimo secondo, è stata
cambiata la scaletta: Lauro avrebbe dovuto lanciare l’esibizione di Fedez e
Masini ma così non è stato.
Incalzato sulla presentazione di Francesca Lollobrigida, chiamata “mamma d’oro”,
Conti ha risposto: “Non sapevo di questa polemica, ho visto le immagini delle
Olimpiadi, di lei che andava dal bambino con la medaglia, mi sembrava carino
dirlo”.
L'articolo “Achille Lauro non ha presentato Fedez per evitare l’incontro?
Casuale, un refuso di una vecchissima scaletta”: Carlo Conti risponde sul
“giallo” del cambio all’ultimo secondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il palco del Teatro Ariston si è trasformato in una succursale delle Olimpiadi
di Milano-Cortina 2026. Durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026,
la scaletta ha lasciato spazio alle celebrazioni sportive ospitando le
campionesse azzurre Francesca Lollobrigida e Lisa Vittozzi, protagoniste di un
inatteso siparietto fuori protocollo con il co-conduttore Achille Lauro. Assente
giustificata l’attesa Arianna Fontana, bloccata a casa da una forte febbre.
IL SIPARIETTO CON ACHILLE LAURO
Dopo aver mostrato al pubblico le rispettive medaglie d’oro, le due atlete hanno
messo da parte la formalità istituzionale. È stata proprio Francesca
Lollobrigida a incoraggiare l’amica e collega a coronare un piccolo desiderio
personale, chiedendo a Carlo Conti di poter conoscere Achille Lauro, posizionato
in quel momento alle spalle del presentatore. “Posso salutarlo?“, ha domandato
timidamente Vittozzi. Il cantante ha risposto senza esitazioni alla chiamata
delle campionesse, mentre Conti sorrideva: si è avvicinato, ha stretto loro la
mano e si è esibito in un plateale inchino di rispetto, scatenando l’applauso
della sala.
LE VITTORIE E LE DEDICHE
Prima della parentesi più leggera, l’intervista condotta da Carlo Conti si è
concentrata sui traguardi sportivi. Lollobrigida, fresca di due ori nel
pattinaggio di velocità, ha sottolineato il valore fondamentale degli affetti in
questa sua impresa: “L’emozione più bella? Vedere mio figlio sugli spalti”, ha
raccontato. “È la forza che mi ha fatto andare avanti. Ma un grazie immenso va
al pubblico italiano, un orgoglio”. Lisa Vittozzi, che ha firmato il primo oro
olimpico nella storia del biathlon azzurro, ha ripercorso il suo atipico
passaggio dagli sport estivi a quelli invernali: “Mi sono innamorata perché
richiede forza fisica e mentale. È imprevedibile, mi piace il rischio”.
L’APPELLO PER LE PARALIMPIADI
Il blocco dedicato agli sport invernali è proseguito con l’ingresso degli atleti
paralimpici Giacomo Bertagnolli (sci alpino) con la guida Andrea Ravelli, e
Giuliana Turra (curling), accolti dalla co-conduttrice Laura Pausini con un
tributo diretto: “Siete la nostra bandiera, siete grandi“. A chiudere il
segmento istituzionale è intervenuto direttamente dalla platea Giovanni Malagò,
presidente del comitato organizzatore di Milano-Cortina, che ha invitato tutto
il pubblico italiano a seguire le imminenti competizioni paralimpiche con la
stessa partecipazione riservata ai Giochi appena conclusi.
L'articolo “Posso salutarlo?”: la campionessa Lisa Vittozzi è fan di Achille
Lauro, l’amica Francesca Lollobrigida chiama il cantante ed esaudisce il suo
desiderio all’Ariston proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non c’è solo la mia storia in questo tributo, ci sono tanti genitori coinvolti.
È per tutti noi”. Sono le parole affidate al quotidiano Il Messaggero da Erica
Didone, madre del sedicenne Achille Barosi, una delle 41 vittime (di cui sei
italiane) che hanno perso la vita la notte di Capodanno nel rogo della discoteca
“Le Constellation” a Crans-Montana, in Svizzera.
La dichiarazione fa seguito all’omaggio che Achille Lauro ha portato sul palco
del Teatro Ariston durante la seconda serata del Festival di Sanremo 2026. Un
momento di commemorazione collettiva che la donna ha seguito dalla sua casa di
Milano, confermando al quotidiano romano la sua consuetudine di guardare il
Festival dal divano, lontana dai riflettori della kermesse.
L’ESIBIZIONE ALL’ARISTON
Introdotto dalle parole di Carlo Conti (“Affinché queste tragedie non accadano
più”), Achille Lauro si è esibito in total white sulle note di Perdutamente,
accompagnato dal soprano Valentina Gargano e da un coro di venti elementi. La
scenografia, caratterizzata dal fumo sul fondo del palco, ha richiamato
visivamente l’incendio in terra svizzera. Al termine della performance, accolta
da una standing ovation, il cantante ha precisato l’intento dell’iniziativa:
“Credo che la musica abbia il compito di accompagnarci nella vita. Se questa
cosa può aver confortato anche solo una persona, per noi era un dovere”.
IL LEGAME CON IL BRANO E LE PAROLE DELLA MADRE
La scelta di Perdutamente ha un significato preciso e privato per la famiglia
Barosi. È la canzone che Erica Didone ha intonato un mese fa davanti al feretro
del figlio, durante i funerali nella Basilica di Sant’Ambrogio. “La cantavamo in
macchina io e mio figlio. Rappresenta i nostri momenti felici”, ha spiegato al
Messaggero. “È una canzone che parla di attimi che possono sparire, e noi quegli
attimi li vivevamo così, cantando. Rivedo la felicità: noi che cantiamo mentre
io guido, lui accanto, Cioccolata sul sedile”. Achille non suonava, ma divorava
la musica. “Era una passione che condividevamo. Quando era piccolo aprivo il
cassettino dei cd e mi ‘obbligava’ a mettere quello che voleva ascoltare.
Ascoltava un po’ di tutto, da Adriano Celentano ad Achille Lauro, senza
pregiudizi”.
Quindi Didone ha voluto ringraziare pubblicamente l’artista per lo spazio
concesso alla memoria dei ragazzi: “Fa onore a Lauro. Non era dovuto, è una
scelta che dimostra sensibilità. Lo ringrazio infinitamente, io e tutti gli
altri genitori”. Un ringraziamento che si estende idealmente alle famiglie degli
altri cinque giovani italiani rimasti uccisi a Crans-Montana: Giovanni Tamburi,
Emanuele Galeppini, Chiara Costanzo, Riccardo Minghetti e Sofia Prosperi.
L'articolo “Il tributo di Achille Lauro mi ha fatto commuovere. Quel brano per
mio figlio racconta il dolore di tutti”: parla la mamma di Achille Barosi che
cantò “Perdutamente” al funerale del figlio morto a Crans Montana proviene da Il
Fatto Quotidiano.
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Laura Pausini e Achille Lauro
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Achille Lauro
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Achille Lauro e Laura Pausini
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Achille Lauro e Laura Pausini
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Elettra Lamborghini
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Mazzariello, Gianluca Gazzoli e Angelica Bove
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Achille Lauro
di Laura Ruzzante
C’eravamo lasciati alle 01:30 della prima sera, con le occhiaie che toccavano il
pavimento e la sensazione di aver assistito a un interrogatorio di terzo grado
senza l’assistenza di un avvocato. Stasera, il “metodo Conti” ha tentato la
carta del dimagrimento: solo 15 Big e 4 Giovani. Risultato? Una quantità di
fuffa tale che si potrebbe coibentare l’intero edificio della Rai di Viale
Mazzini. Il ritmo è quello di una processione di provincia sotto il sole di
agosto, interrotta solo da gag di Pilar Fogliati e Lillo talmente tirate via da
far sembrare i cinepanettoni di Neri Parenti dei capolavori del neorealismo
francese.
Ma noi, per dovere di cronaca e per un briciolo di masochismo residuo, siamo
rimasti a guardare. E tra un’abbronzatura di Conti e una battuta telefonata,
qualcosa è successo.
L’unico Guizzo nella Palude
Bisogna dare a Cesare quel che è di Cesare: il momento più alto, l’unico non
inutile in questa fiera del nulla, è stato Achille Lauro. Con una versione di
Perdutamente da brividi, dedicata ai ragazzi vittime dell’incendio a
Crans-Montana, ha ricordato a tutti che la musica può ancora servire a qualcosa
che non sia vendere suonerie o riempire i vuoti tra uno spot e l’altro. Un’oasi
di umanità in un deserto di paillettes.
Il Club dei “Rivalutati” (La Classe non è Acqua)
Al secondo ascolto, il quadro cambia. J-Ax esce dal cono d’ombra e si riprende
la scena con la grinta del veterano che non ha più nulla da dimostrare. Dargen
D’Amico, poi, è stiloso a dir poco: muove i fili del pop con una consapevolezza
che molti colleghi sognano la notte. Anche Ditonellapiaga risale le gerarchie:
la canzone cresce e lei ci sta dentro con una personalità che, finalmente, buca
lo schermo.
Le Certezze (E lo scazzo creativo)
Confermiamo con convinzione Fedez e Masini: stasera erano più rilassati, meno
contratti, semplicemente favolosi. Un incastro perfetto tra due mondi che, sulla
carta, dovevano farsi la guerra e invece hanno firmato un armistizio di
altissimo livello. E poi c’è lei, Elettra Lamborghini. La simpatia è a mille,
soprattutto quando sfoga lo scazzo contro chi organizza festini assordanti di
notte: una polemica condivisibile che ce la rende ancora più umana. Non si
prende sul serio e per questo vince a mani basse.
Il Reparto “Anche No” (Le fotocopie del nulla)
Veniamo alle note dolenti, quelle che farebbero perdere la pazienza anche a un
monaco tibetano. Patty Pravo mantiene una classe immensa, ma la canzone è un
“meh” che non finisce più: un testo debole che non rende giustizia al mito. Su
LDA e AKA7even stendiamo un velo pietoso: è la brutta copia di Musica (e il
resto scompare), solo che sono passati sei anni e l’effetto sorpresa è diventato
effetto “esasperazione”.
Enrico Nigiotti è un mistero buffo: è un chitarrista straordinario, ma continua
a portare brani fotocopia che sembrano usciti da un generatore automatico di
ballate. Chiello e Fulminacci? Non pervenuti, non dicono nulla, passano come
treni locali in una stazione di campagna. E poi c’è Nayt: qualcuno gli spieghi
che la lingua italiana prevede l’uso delle consonanti finali. Perché non
pronuncia le parole per intero? È un codice cifrato o solo pigrizia
articolatoria?
Senza Infamia e Senza Lode
Nel limbo del “si lascia sentire” galleggiano Tommaso Paradiso (una sorta di
versione 2026 di Incoscienti Giovani, rassicurante come una copertina di Linus),
Levante e le Bambole di Pezza. Un punto in più, però, va a Ermal Meta: la sua
dedica “I bambini dovrebbero fare rumore, non silenzio” è un raggio di luce
etica in una serata che, per il resto, è stata solo un lunghissimo esercizio di
stile.
I 5 più votati (si vede che il pubblico da casa ha iniziato a votare) sono:
Ermal Meta, Fedez e Masini, LDA e AKA7even, Nayt, Tommaso Paradiso.
IL BLOG SOSTENITORE OSPITA I POST SCRITTI DAI LETTORI CHE HANNO DECISO DI
CONTRIBUIRE ALLA CRESCITA DE ILFATTOQUOTIDIANO.IT, SOTTOSCRIVENDO L’OFFERTA
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INTERESSANTI. QUESTO BLOG NASCE DA UN’IDEA DEI LETTORI, CONTINUATE A RENDERLO IL
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MANDANDOCI IN TEMPO REALE SUGGERIMENTI, NOTIZIE E IDEE – E ACCEDERE AL FORUM
RISERVATO DOVE DISCUTERE E INTERAGIRE CON LA REDAZIONE.
L'articolo Sanremo 2026 | Nella fuffa della seconda serata, un unico guizzo:
Achille Lauro. Nel club dei “rivalutati” entra J-Ax proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Mazzariello, Gianluca Gazzoli and Angelica Bove during the 76th edition of the
Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy
- Wednesday, February 25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Laura Pausini with Achille Lauro during the 76th edition of the Sanremo Italian
Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday,
February 25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Patty Pravo performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song
Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February
25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Elettra Lamborghini performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song
Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February
25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Levante performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival at
the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February 25, 2026.
Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Achille Lauro performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song
Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February
25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Fulminacci performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song Festival
at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February 25,
2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Dargen D'Amico performs during the 76th edition of the Sanremo Italian Song
Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy - Wednesday, February
25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
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76ESIMO FESTIVAL DI SANREMO - SECONDA SERATA
Camilla Ardenzi tribute for Ornella Vanoni during the 76th edition of the
Sanremo Italian Song Festival at the Ariston Theatre in Sanremo, northern Italy
- Wednesday, February 25, 2026. Entertainment. (Photo by Marco Alpozzi/LaPresse)
La seconda serata è speciale perché torna sul palco Achille Lauro in veste di
co-conduttore, oltre che cantante. La sua soddisfazione per un periodo pieno di
grandi successi la leggiamo sui suoi profili, dove annuncia che l’album Comuni
Mortali è doppio disco di platino. Reduce dalla cerimonia di chiusura delle
Olimpiadi, porta a casa la puntata di Sanremo e, successivamente, un tour nei
palazzetti e negli stadi da sold out.
Riflettori puntati su di lui anche in conferenza stampa, dove una giornalista
gli chiede se sia single. “Felicemente sì”, risponde, mentre gli fa eco Carlo
Conti (come era successo il giorno prima con Yaman) dicendo che lui è
felicemente sposato.
Un altro giornalista, definendolo “Re Mida”, gli chiede come mai non subisca la
crisi delle vendite o dei tour lamentata da alcuni colleghi, ma anzi viva in
maniera crescente il suo successo. Lauro risponde che non conosce la situazione
degli altri, non guardandosi intorno, ma per quanto riguarda lui, la squadra
costruita negli anni si è impegnata ad affrontare anche i problemi lavorando
sodo, imparando anche dai fallimenti per costruire i traguardi raggiunti.
Ok, andiamo alla gara. Aprono i giovani. Filippucci, molto bravo, vince sul trio
Blind, El Ma & Soniko, sebbene la loro canzoncina molto orecchiabile resti
subito in testa. Angelica Bove, prevedibilmente, supera Mazzariello. Patty Pravo
canta in un registro basso sempre molto intonata, tranne — che peccato —
nell’ultimissima lunga nota di chiusura, che però non intacca il piacere di
vederla ancora una volta lì.
A questo punto appare Giovanni Vernia in bianco, super dandy, con due quintali
di collier di non so quali e quante gemme preziose, stile strike a pose Vogue...
ops, no, no, è proprio Lauro! Eh, lo so, darà materiale per nuove imitazioni, ma
è immenso: davvero bello, elegantissimo, stiloso e sempre impeccabile. Il
pubblico chiama a gran voce lui e Carlo in galleria. Lauro presenta LDA & Aka
7even che latineggiano nella loro Poesie clandestine e stasera direi che mi
piacciono abbastanza.
Stacchetto: “È Sanremo, è Sanremo, è Sanremo”. Bene per Welo, mio conterraneo,
al quale spero che questa opportunità dia tanta fortuna.
Pausini scioltissima. In realtà non avevo dubbi che sarebbe stata perfetta per
questo ruolo; mi è sempre stata simpatica e mi piace molto, pur non essendo
precisamente una sua fan, non me ne voglia.
Elettra Lamborghini sta facendo il suo miglior Sanremo: è maturata
nell’esecuzione ed è sempre super spontanea. In pratica sta sul palco di Sanremo
a lamentarsi dei festini in albergo come se ne stesse parlando tra quattro mura
con le sue amiche. La sua bolognesità è irresistibile, ma forse è un fatto mio e
della saudade che mi porto addosso per aver vissuto 24 anni nell’amata Bologna.
Duetto Laura-Lauro in 16 marzo: canzone essenzialmente uguale a se stessa con
coreografia scenografica e arrangiamento efficace. Lui composto, lei scatenata,
ma in totale equilibrio; quando armonizzano il risultato è solido e, anche se la
canzone vive già di vita propria, questa versione — pur non aggiungendo nulla —
è comunque piacevole. Il timbro caldo di Achille Lauro rimane necessario a
scaldare il tono acuto della nostra Laura nazionale.
Levante, dal look rétro che le dona moltissimo, regala un’esecuzione sicura,
padroneggiando una melodia potente e non certo semplice con voce a tratti pulita
e a tratti graffiante.
Torna sul palco Lauro che canta Perdutamente in ricordo delle vittime di
Crans-Montana. Cambio di programma rispetto agli accordi iniziali di eseguire
Incoscienti giovani, ma la madre di una delle vittime ha cantato il ritornello
di Perdutamente e così si è deciso per questa. Sono le undici di sera, minuto
più minuto meno, devo tenere basso il volume della tv mentre vorrei godermi
questa esecuzione che ho tanto atteso. Va bene, potrò recuperarne il video che
riascolterò con il volume a palla domani.
Intro da brividi, piano e voce (quella del soprano Valentina Gargano), archi e
coro di venti elementi, filtro tv bianco e nero, applausi, commozione. E poi
lui: strofa con piano e violino. Applausi. Achille Lauro offre
un’interpretazione struggente e commovente, il momento più alto della serata,
confermando di dare sempre il massimo nelle ballad, complice forse una nota di
melanconia della sua persona. Standing ovation del pubblico.
Grazie Lauro, è stato un momento di grandissima emozione collettiva. Come lui
stesso afferma: “La musica ha il compito di accompagnarci nella vita, non è solo
intrattenimento. Le canzoni hanno qualcosa di molto più viscerale dentro; se
questo ha confortato anche solo una persona e le ha fatto del bene, per noi era
un dovere”.
Intanto il mio telefono tace, nessun commento, nessun messaggio. Che siano tutti
a letto?
Chiello ancora non convince nell’esecuzione delle strofe, dove l’intonazione mi
sembra incerta; ad ogni modo la canzone ha un ritornello allegro e radiofonico.
Come anche il ritornello di Stupida sfortuna di Fulminacci, che canta bene e con
precisione.
Gli applausi durante Male necessario partono quando Marco Masini comincia a
cantare nel ritornello, che gode della forza trainante della sua voce che spinge
in alto, piacevolmente “sporca”. Il duetto è convincente anche stasera, la
strofa può accontentarsi del registro di Fedez che si amalgama bene con il
resto, come un compito in classe ben eseguito.
Dargen D’Amico è meglio ascoltarlo senza guardare i suoi look di quest’anno, ma
lo dico con affetto. Lui è così, prendere o lasciare. E d’altronde il ritornello
è forte e l’arrangiamento funky-ballereccio del brano me lo rende gradevole
anche stasera.
Parentesi omaggio a Ornella Vanoni con Eternità, brano scritto da Giancarlo
Bigazzi e Claudio Cavallari, che portò a Sanremo insieme ai Camaleonti nel 1970
e che ora canta sua nipote Camilla Ardenzi. Sa portare l’eredità e la rendita
della nonna con spalle larghe, Camilla: brava. Nel finale si alterna con la voce
della nonna mentre le inquadrature sulla Pausini e sull’orchestra rivelano volti
sorridenti. Applausi. Ornella Vanoni è stata molto amata oltre che per la sua
voce, anche per il suo stile e la sua personalità.
Fine del mio scrivere. Dice: “Ma tu non parli di tutte le esibizioni e di tutti
i cantanti”. Eh, appunto. Man mano che ascolto non sono sicura che fossero
necessarie trenta canzoni, queste trenta canzoni. E poi non riesco ancora a
concentrarmi sui testi, cosa che mi ero imposta di fare, ma a me arriva sempre
prima la musica, tanto che a volte per anni rimango convinta che una canzone
dica una cosa e invece ne dice un’altra.
L'articolo Seconda serata: Lauro immenso e Pausini scioltissima. Ma trenta
canzoni erano davvero necessarie? proviene da Il Fatto Quotidiano.
I cambi di scaletta, in tv, sono all’ordine del giorno, ma ce n’è uno che sta
facendo particolarmente rumore sul web. È quello che vede protagonisti Achille
Lauro e Fedez. A presentare sul palco dell’Ariston il rapper milanese nella
seconda puntata andata in onda ieri sera sarebbe dovuto essere Lauro,
co-conduttore del secondo appuntamento con il Festival di Sanremo, ma all’ultimo
minuto le cose sono cambiate. Perché?
CAMBIO DI SCALETTA
Consultando la scaletta Rai della seconda puntata della kermesse, infatti, si
legge chiaramente che Carlo Conti e Achille Lauro avrebbero dovuto introdurre la
performance di Fedez e Marco Masini, in gara con Male necessario. Nei fatti,
però, Laura Pausini ha sostituito Lauro, lasciando qualche dubbio sul motivo di
questo cambio dell’ultimo secondo.
I GOSSIP SU ACHILLE LAURO E CHIARA FERRAGNI
Un tempo Fedez e Achille Lauro erano amici. Nel 2021, insieme a Orietta Berti,
firmarono la hit Mille, poi qualcosa tra di loro si è incrinato. La cronaca rosa
riferì di un flirt – mai confermato – tra Lauro e Chiara Ferragni quando ancora
era sposata con Fedez, che lo avrebbe saputo quando ormai il matrimonio con
l’influencer era già arrivato ai titoli di coda. Si parlava addirittura di
incontri tra Achille Lauro e Chiara Ferragni all’isola di Albarella, tra il
Delta del Po e il mar Adriatico. In seguito a tutto questo, tra i due cantanti
sarebbe sceso il gelo e si sarebbero interrotti i rapporti.
LA RISPOSTA DI ACHILLE LAURO AI GOSSIP
Lo scorso anno Lauro, interrogato sulla questione, si limitò a dire: “C’è chi ha
lanciato il gossip e vive di quello. E grazie a Dio, io vivo ancora nel mondo
dei grandi sogni e dei grandi sognatori. E vivo alienato nel fare tutti i miei
progetti, sono concentrato su questo. Sto tanto all’estero, non seguo e non mi
piace il gossip non lo seguo e non mi piace, sinceramente. In questo momento
così bello, cerco di lasciare il gossip a chi ha solo questo per esistere. Lo
trovo qualcosa che non mi rispecchia. Si parla della violenza sulle donne e
bisogna rendersi conto che questo non è tanto diverso”.
Sta di fatto che ieri sera, proprio Lauro avrebbe dovuto introdurre Fedez,
eppure non è successo.
L'articolo Sanremo 2026, il ‘giallo’ della scaletta: Achille Lauro doveva
presentare Fedez, poi il cambio all’ultimo secondo “per evitare l’incontro”
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