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“Sarà con me e con Laura Pausini per tutta la seconda serata del Festival”: Carlo Conti annuncia Achille Lauro a Sanremo
Il Festival di Sanremo si avvicina e il cast inizia a formarsi. Di ieri sera 29 gennaio l’annuncio di Carlo Conti al Tg1: Achille Lauro sarà sul palco nella seconda serata, quella di martedì 25 febbraio: “Sarà con me e con Laura Pausini, per tutta la sera, dall’alto della sua arte, con grande leggerezza e intelligenza. Ha detto sì rubando tempo al grande tour che sta preparando, lo ringrazio per questo”, le parole del conduttore e direttore artistico. La voce di Incoscienti Giovani era data come presenza al Festival già da settimane, e si prevederebbe un omaggio da parte sua alle vittime del terribile rogo di Crans Montana: durante i funerali del 16enne Achille Barosi, la mamma Erica ha cantato davanti alla bara del figlio Perdutamente, un brano di Achille Lauro che aveva commentato: “Vi sono vicino con tutto l’amore possibile”. Lauro compare anche in un duetto del nuovo album di Pausini, Io Canto 2. L'articolo “Sarà con me e con Laura Pausini per tutta la seconda serata del Festival”: Carlo Conti annuncia Achille Lauro a Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Festival di Sanremo
Achille Lauro
Crans-Montana, al funerale di Barosi i parenti cantano “Perdutamente” di Achille Lauro – Video
La bara bianca di Achille Barosi, lo studente sedicenne vittima della tragedia di Capodanno a Crans-Montana, ha lasciato l’abbazia di Sant’Ambrogio tra due ali di folla, seguita dai genitori e gli amici, tra cui Edoardo che era con Achille la sera dell’incendio al locale Le Constellation e si è salvato dal rogo che ha causato la morte di 40 morti e oltre cento feriti. Sul sagrato dell’abbazia la madre e gli amici hanno cantato sulle note di Perdutamente di Achille Lauro. Commovente l’abbraccio del nonno materno al feretro che in lacrime ha detto: “Ora lo porto via con me” L'articolo Crans-Montana, al funerale di Barosi i parenti cantano “Perdutamente” di Achille Lauro – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Achille Lauro
“Sono single, preferisco restare solo piuttosto che tradire. Dormo solo 4 ore per notte, fare un figlio ora sarebbe come buttarsi dal quinto piano senza paracadute”: parla Achille Lauro
Achille Lauro parte da lì, da prima che il suo nome diventasse un marchio pop riconoscibile: “Sono uscito dai bassifondi più bassi”, dice al Corriere della Sera in un’intervista ad Aldo Cazzullo, ricostruendo un percorso che comincia molto lontano dai palchi e dagli stadi. A quindici anni scappa di casa e va a vivere in una comune a Val Melaina, periferia nord di Roma, insieme al fratello maggiore. “Fare a botte era il minimo. La violenza data e subìta era una costante”, racconta. Una quotidianità fatta di corpi, conflitti e convivenze forzate, molto prima dei social e della musica come professione. Nella comune vive con ragazzi più grandi: writer, pittori, frequentatori del movimento rave, molti “figli di nessuno, scappati di casa”. È lì che impara cosa significa arrangiarsi, stare insieme, prendersi e difendersi lo spazio. “La vita prima dei social era molto più fisica”, dice, spiegando come quel contesto abbia inciso sul suo modo di stare al mondo e poi di scrivere. Le sue canzoni, sottolinea, non nascono dall’invenzione ma dalla realtà: “Io le canzoni le vesto, le vivo, le rubo dalla realtà”. Anche la famiglia è una presenza complessa, mai rimossa ma rielaborata con il tempo. Nel brano Incoscienti giovani canta: “E tuo padre non tornava la sera, l’hai visto solo di schiena”. È suo padre. “La famiglia a un certo punto si è divisa”, spiega, parlando di emozioni forti e di una distanza che con gli anni si è trasformata in comprensione. “Quando cresci, allora comprendi, e perdoni. Ti rendi conto che la vita è difficile per ognuno”. Della madre racconta invece una casa sempre aperta, piena di ragazzi in affido, “Natali affollatissimi”, e un’educazione fondata sull’attenzione agli altri. Prima della notorietà c’è anche la precarietà materiale: dormire in macchina, finire i soldi, gli alberghi a una stella. “Dicevo agli amici che andavo in hotel, e poi dormivo in macchina. Anche in macchine più sfigate di un Peugeot”. Quando il discorso si sposta sull’amore, Lauro è netto. Oggi è single per scelta: “Preferisco restare solo piuttosto che tradire”, afferma. Non perché non desideri una famiglia – anzi, dice di sognarne una numerosa – ma perché non si sente pronto: “Una relazione presuppone un dovere. Implica rinunciare a qualcosa. In questa fase non me la sentirei”. L’amore, per lui, è una forza che può costruire ma anche distruggere: “Può portarti fuori strada. Amando ti metti nelle mani di qualcuno, fino a dargli la possibilità di farti a pezzi. Non voglio essere né vittima né carnefice”. Parla apertamente anche dei tradimenti, non come gesto spettacolare ma come conseguenza di una non disponibilità emotiva. “Non voglio fare male a nessuno e non voglio che nessuno mi faccia male”. Racconta una storia importante finita “per colpa mia”, ma rivendica di non essere diventato cinico. Oggi dice di saper “amare anche senza una relazione”, in una fase che definisce di libertà, pur dentro una vita che descrive come “alienante”. Lavora fino a venti ore al giorno, dorme al massimo quattro ore per notte, viaggia continuamente tra Milano, Roma, Los Angeles, New York, Giappone. “Non esistono i weekend, non esiste la possibilità di staccare”. Anche per questo, spiega, mettere al mondo un figlio ora “sarebbe come buttarsi dal quinto piano senza paracadute”. Oggi, mentre si prepara a riempire stadi e a cantare davanti a centinaia di migliaia di persone, Achille Lauro guarda indietro senza indulgenza né autocelebrazione: “Uno con la mia storia non può non credere”, dice. Non in un destino facile, ma nel fatto che nulla accada per caso. E che, per arrivare fin qui, sia stato necessario passare anche da lì. Il suo sogno nel cassetto? “Suonare a San Pietro. Adoro Michelangelo: la Pietà, il Giudizio universale della Sistina. Trovo affascinante la figura di sant’Agostino, un uomo controverso, e Papa Leone è un agostiniano”. L'articolo “Sono single, preferisco restare solo piuttosto che tradire. Dormo solo 4 ore per notte, fare un figlio ora sarebbe come buttarsi dal quinto piano senza paracadute”: parla Achille Lauro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milano-Cortina, prima vip e amici degli amici: il viaggio della fiamma olimpica è un carrozzone, i veri sportivi in secondo piano
Cantanti, registi, soubrette, amici degli amici, raccomandati. E poi gli sportivi, quelli che dovrebbero essere i veri protagonisti dei Giochi e invece finiscono quasi relegati in secondo piano. In questi giorni è partita la lunga marcia della fiamma olimpica verso Milano-Cortina: 12mila chilometri in 63 giorni, con oltre 10mila tedofori, fino alla cerimonia inaugurale di Milano il prossimo 6 febbraio. Dopo l’accensione in Grecia, il viaggio in Italia è partito simbolicamente dalla Capitale, dove ha già dato il peggio di sé, trasformandosi nel solito carrozzone da generone romano. La passerella sotto le luci dei riflettori è stata occupata spesso e volentieri da vip o sedicenti tali, che con i Giochi davvero non hanno nulla a che fare, scelti non per merito o messaggio sociale – come invece ci si potrebbe aspettare per un momento altamente simbolico –, ma per altre logiche, molto poco olimpiche. Prendiamo ad esempio Claudia Gerini, una dei primi tedofori annunciati: non è stata indicata dal Comitato organizzatore (del resto perché avrebbe dovuto farlo), ma piazzata da uno dei tanti sponsor. Una marchetta, insomma. Poi vengono gli amici, e in alcuni casi persino gli amici degli amici. Giuseppe Tornatore, grande regista indubbiamente, che ha appena prestato la sua firma all’“agiografia” su Brunello Cucinelli, è notoriamente vicino al presidente Malagò e socio del circolo Aniene. Così come Lavinia Biagiotti, che proprio grazie alle sue conoscenze in passato ha ottenuto il privilegio di ospitare nel suo circolo privato la Ryder Cup di golf (con tutti i benefici del caso), e ora si è ritagliata una particina pure ai Giochi. Oppure Achille Lauro, pupillo dell’assessore allo Sport di Roma, Alessandro Onorato (il cui fratello Luigi ha un ruolo di primo piano nelle attività della Fondazione olimpica, come raccontato dal Fatto in tempi non sospetti, ancor prima della nota inchiesta giudiziaria che ha travolto il Comitato), che per l’occasione si è portato dietro pure il sodale Boss Doms. Persino gli sportivi, che ovviamente non sono mancati, sembrano essere stati selezionati più per logiche di marketing, che reale attinenza con l’evento. Non è un’opinione isolata nel mondo dello sport. Nelle ultime ore, Alex Bellini, esploratore, sportivo e campione di “ocean race” (traversate oceaniche estreme), ha dedicato un lungo e condivisibile post all’argomento: “Mi girano i co****. La scelta di nominare tra i tedofori cantanti, attrici, chef e celebrità varie ed eventuali mi ha fatto pensare che stiamo trasformando lo sport in puro intrattenimento, e ogni volta che lo facciamo lo impoveriamo un po’, lo riduciamo a un prodotto da consumare. Non ho nulla contro le figure scelte, alcune mi stanno pure simpatiche. Il punto qui non è chi porta la torcia, ma cosa rappresenta quella scelta. (…) Certo, un’Olimpiade senza spettacolo non può esistere, ma il rischio è che lo spettacolo finisca per divorare la sostanza. (…) Le Olimpiadi non hanno bisogno di diventare più spettacolari. Lo sport è la forma più pura di spettacolo. Quello di cui abbiamo bisogno è che lo torni a essere”. In queste parole c’è più o meno tutto ciò che è successo a Roma negli scorsi giorni per la celebrazione dell’arrivo della torcia in Italia. Per carità, Milano-Cortina non è certo la prima a intraprendere questa strada. A Parigi 2024 per una delle ultime frazioni fu affidata Snoop Dogg, il rapper e produttore discografico, che non è uno sportivo e addirittura in questo caso non è nemmeno francese (scelta che infatti fece molto discutere in Francia). Ed è vero che il viaggio è lungo, che nelle varie città si sta cercando di coinvolgere personaggi legati al territorio, e che comunque la torcia – statuto del Cio alla mano – non è necessariamente un simbolo olimpico. Però nemmeno l’olimpismo può scivolare così in secondo piano. X: @lVendemiale L'articolo Milano-Cortina, prima vip e amici degli amici: il viaggio della fiamma olimpica è un carrozzone, i veri sportivi in secondo piano proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Olimpiadi Milano-Cortina 2026
Achille Lauro nuovo volto dell’alto di gamma BMW. Partnership ufficializzata alla Scala
BMW Italia sceglie Achille Lauro come nuova voce del suo alto di gamma, avviando una collaborazione che punta a unire eleganza contemporanea, creatività e innovazione. L’artista, da sempre capace di fondere musica, moda e arte in un linguaggio personale e riconoscibile, diventa il protagonista di un progetto pensato per raccontare la dimensione più esclusiva del marchio bavarese. La partnership è stata presentata in occasione della Prima della Scala, dove Achille Lauro è stato ospite del numero uno di BMW Italia, Massimiliano di Silvestre (nella foto, insieme): un palcoscenico simbolico che riflette la volontà del brand di coniugare stile, cultura e prestigio. Nei prossimi mesi l’artista sarà al centro di uno storytelling che intreccerà la sua evoluzione creativa con l’identità dei modelli di punta della gamma BMW, in un dialogo costante tra tecnologia d’avanguardia e visione artistica. Eventi esclusivi, contenuti digitali e live experience contribuiranno a dare forma a un percorso narrativo capace di trasformare ogni appuntamento in un’esperienza memorabile. Una collaborazione che, come si legge nella mota stampa, punta a consolidare la presenza di BMW nel segmento dell’eccellenza automobilistica, mantenendo alta l’attenzione su stile, originalità e sostenibilità. L'articolo Achille Lauro nuovo volto dell’alto di gamma BMW. Partnership ufficializzata alla Scala proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sono tuo fan ma evita i saltelli”: Achille Lauro critica PierC e si scontra con Francesco Gabbani. Il concorrente scoppia a piangere. Giorgia: “Siete contenti ora?”
Quando il gioco si fa duro i duri iniziano a giocare. Ed è così che dopo settimane di concordia e apparente felicità, i giudici di X Factor 2025 si “infuocano” letteralmente a vantaggio dello show televisivo. In particolar modo Achille Lauro e Francesco Gabbani più volti si sono ritrovati ai ferri corti per proteggere i rispettivi concorrenti semifinalisti. Sebbene Jake La Furia abbia rimbrottato entrambi con un “basta con questo eccesso di testoterone”, gli animi si sono accesi dopo la performance di PierC, uno dei papabili alla vittoria finale, sulle note di “Bohemian Rhapsody” dei Queen. Ad Achille Lauro non è piaciuto il momento in cui il concorrente, del team di Gabbani, ha lasciato il pianoforte per lanciarsi in una improvvisata coreografi sul palco. “Sono tuo fan, ma evita i saltelli”, ha detto. A quel punto Gabbani non si è tenuto nulla e ha rimproverato il collega di aver fatto una critica pretestuosa, invitando il proprio pupillo a “fregarsene di chi ti critica per contenere la tua personalità”. PierC, forse in preda a un momento di stanchezza, è poi scoppiato a piangere mentre ringraziava Gabbani per avergli permesso di cantare la hit dei Queen. Giorgia ha cercato di stemperare la tensione rivolgendosi ai giudici: “Siete contenti adesso?”. I battibecchi tra i due sono continuati per gran parte della puntata. Dopo l’esibizione di Tellynonpiangere su “A Te” di Jovanotti, Lauro ha puntato il dito contro Gabbani dicendo: “Se devi fare polemica per alimentare il programma ti ricordo che questa edizione è bella perché non discutiamo”. Immediata la risposta: “Cerco solo di fare giustizia”. Ora per i finalisti Rob Delia, PierC e eroCaddeo inizia una settimana di lunghissime prove che culminerà nella finalissima di X Factor 2025. Giovedì 4 dicembre, in Piazza del Plebiscito a Napoli. Il sesto appuntamento in diretta dello show Sky Original prodotto da Fremantle, su Sky Uno/+1, ha totalizzato 833mila spettatori con il 4,2% di share (1 milione e 328 mila contatti unici e il 59% di permanenza), un dato – in crescita del +6% rispetto allo stesso episodio di un anno fa – che rappresenta il miglior risultato stagionale sui Live Show. La semifinale più vista delle ultime 5 edizioni nonché il secondo Live in assoluto più visto dal 2020 (finali escluse). Immagini concesse da Sky; https://xfactor.sky.it/; La finalissima di X Factor 2025 è giovedì 4 dicembre alle 21 su Sky e in streaming su NOW, anche in simulcast in chiaro su TV8 L'articolo “Sono tuo fan ma evita i saltelli”: Achille Lauro critica PierC e si scontra con Francesco Gabbani. Il concorrente scoppia a piangere. Giorgia: “Siete contenti ora?” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Fabio Salandri, l’Amico del “Quore” di Achille Lauro, condannato a 13 anni di carcere per tentato omicidio
L’amico del cuore, o meglio del “Quore”, di Achille Lauro è stato condannato in appello a 13 anni e tre mesi per tentato omicidio. Si tratta di Fabio Salandri, volto storico e protagonista del videoclip della hit di Achille Lauro del 2016 “Amico del Quore“. I giudici della prima sezione penale della Corte di Appello di Roma hanno invece ridotto la condanna in primo grado di 15 a 13 anni per il cugino di Salandri, Marco Antoniucci. I fatti risalgono al febbraio 2023 e i due, arrestati nel giugno dello stesso anno, sono accusati di tentato omicidio e porto d’armi abusivo perché “dopo aver fatto irruzione nell’abitazione” di Marco Canali al Tufello gli avrebbero sparato “numerosi colpi di pistola” alle gambe “colpendolo alle arterie femorali, sedi vascolari vitali” come si legge nel capo di imputazione, “così compiendo atti idonei a cagionarne la morte”. Salandri era protagonista del video della hit ‘Amico del Quore’, brano del 2016 che gli aveva dedicato Achille Lauro, del tutto estraneo alle indagini. L’avvocato Emilio Losso, che difende i due cugini, ha specificato all’Adnkronos che valuteranno se preparare o no il ricorso in cassazione. “Attendiamo di leggere le motivazioni e valuteremo ricorso in Cassazione” , ha commentato Losso. L'articolo Fabio Salandri, l’Amico del “Quore” di Achille Lauro, condannato a 13 anni di carcere per tentato omicidio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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