L’intervista andata in onda oggi, giovedì 19 marzo alle ore 13:00, sul canale
YouTube di Pulp Podcast, il format condotto da Francesco Marra e Fedez,
rappresenta un momento potenzialmente storico per la comunicazione politica
italiana. Per la prima volta una presidente del Consiglio in carica ha scelto di
presentarsi in un contesto digitale informale rivolto prevalentemente a un
pubblico giovane, bypassando i classici salotti televisivi dove i leader
politici italiani si sentono storicamente più al sicuro.
La mossa era strategicamente corretta ancor prima che l’intervista iniziasse e
lo era per tre ragioni precise.
La prima è la presenza sul campo, perché Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno
tutti declinato l’invito di Pulp Podcast. Presentarsi mentre i tuoi avversari si
nascondono è già di per sé una vittoria comunicativa, indipendentemente da
quello che dici una volta che sei lì. La seconda è il pubblico, dato che Pulp
Podcast raggiunge una fascia demografica (giovani tra 18 e 35 anni) storicamente
poco presidiata dalla destra italiana e tradizionalmente più vicina all’area
progressista. Andarci significa tentare un’incursione in territorio non amico,
che è esattamente la mossa più difficile e più premiante nella comunicazione
politica moderna.
A questo aggiungerei il contesto, appunto un formato informale (scusate la
ripetizione) senza il classico filtro del giornalismo televisivo tradizionale
che permette a un politico di mostrarsi in modo più umano. E Meloni ha sfruttato
questa opportunità con una certa abilità. È apparsa critica verso Trump su
alcuni temi, cosa che magari ha sorpreso molti, ha gestito con autoironia un
paio di problemi tecnici lasciati furbescamente nel montaggio finale e ha
persino mostrato imbarazzo quando Marra e Fedez le hanno dato del lei, un
momento di parità conversazionale che difficilmente sarebbe emersa in una
tradizionale intervista televisiva.
Il risultato si legge nei commenti sotto il video su YouTube dove ricorre con
una certa frequenza una formula rivelatrice: “Non ho mai votato la Meloni, ma…”.
Sono quegli utenti che ammettono di essersi ricreduti su qualcosa, di aver
scoperto una sfumatura che non si aspettavano. Non è detto che si traducano in
voti ma rappresentano esattamente il pubblico che la premier voleva raggiungere
con questa apparizione.
Detto questo, l’intervista ha anche evidenziato i limiti strutturali del formato
e, con tutto il rispetto, delle due figure che la conducevano. Il problema
principale non era l’emozione visibile di Marra e Fedez nel trovarsi di fronte
alla presidente del Consiglio. Quella è umanità e in un certo senso avvicina i
conduttori al pubblico che li guarda. Il problema era la quasi totale assenza di
domande di follow-up. Il meccanismo si ripeteva identico come nelle conferenze
stampa da tappeto rosso. Domanda, risposta della premier, domanda successiva,
fine. Senza contraddittorio, senza la pressione necessaria a far emergere
qualcosa di nuovo rispetto a quanto Meloni non avesse già dichiarato in altri
contesti.
Solo durante il confronto sulla giustizia ci sono state un paio di sfiammate di
Marra, per il resto poco dibattito (un’intervista senza follow-up diventa una
serie di assist più che un vero confronto, ma tant’è).
Il momento più emblematico in questo senso è stata la prima domanda di Fedez sul
referendum per la separazione delle carriere in magistratura, dove il cantante
ha chiesto alla premier se “quello sulla giustizia stia diventando un referendum
contro il governo”. Chi si occupa di comunicazione riconosce immediatamente la
struttura di una framing question, una domanda cornice che non è neutrale, ma
inserisce già una chiave interpretativa nella mente di chi ascolta.
In questo caso specifico offriva alla premier la possibilità di presentarsi come
bersaglio di un attacco politico anziché dover difendere nel merito una riforma
controversa. Un regalo involontario, chissà, ma pur sempre un regalo.
Fedez ha sofferto per tutta la durata dell’intervista di una posizione scomoda.
L’intervista esiste grazie alla sua rete di contatti e alla sua visibilità,
eppure il dialogo si è sviluppato quasi interamente tra Marra e Meloni, con lui
in un ruolo marginale. Al netto dell’introduzione iniziale, abbastanza
focalizzata sui traguardi del podcast, Fedez è rimasto sullo sfondo per la
maggior parte del tempo, faticando a trovare il modo di aggiungere valore a uno
scambio che lo vedeva chiaramente a disagio. Sembrava un ospite a casa sua,
detta brutalmente.
Marra ha mostrato più mordente, soprattutto nella parte dedicata alla giustizia,
ma anche lui ha mancato le occasioni più importanti per trasformare una
chiacchierata in un’intervista vera. Ha soprattutto annuito per tutti i primi 20
minuti sulle risposte di geopolitica della Meloni, dimostrando forse un
imbarazzo iniziale mitigato da un tic, appunto quello di sostenere col corpo
ogni risposta della Premier.
Tutto questo non toglie nulla al valore complessivo dell’operazione che rimane
significativo indipendentemente da come la si voglia leggere politicamente.
Stiamo forse assistendo al momento in cui il digitale supera definitivamente la
televisione in Italia come canale prioritario per determinare l’agenda politica
dei cittadini. Negli Stati Uniti questo passaggio è avvenuto nel 2024 con Trump
e la sua massiccia presenza ai podcast (Joe Rogan, Theo Von, i Nelk Boys etc).
In Italia potrebbe essere questa intervista a segnare lo stesso punto di svolta.
Chi vincerà il referendum sulla separazione delle carriere è una questione che
si deciderà alle urne. Chi ha già vinto la partita comunicativa di questa
settimana è invece abbastanza chiaro.
L'articolo Meloni trionfa a Pulp Podcast, Fedez e Marra restano in ombra: le tre
ragioni di una mossa vincente proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Allora…”. Stacco. Voce e volto di Giorgia Meloni. Ora c’è la conferma: giovedì,
a due giorni dal voto sul referendum sulla separazione delle carriere, la
presidente del Consiglio sarà a Pulp Podcast, il programma su youtube condotto
dal cantante Fedez e Davide Marra. La notizia è stata anticipata martedì mattina
dal Fatto ed è stata confermata ufficialmente sui profili social di Pulp Podcast
con un video anteprima della puntata: nel filmato si vedono Fedez e Marra che
pongono alcune domande sul referendum, la guerra e i servizi segreti, ma senza
le risposte della presidente del Consiglio.
> Visualizza questo post su Instagram
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> Un post condiviso da FEDEZ (@fedez)
Sotto al post su Instagram ci sono molti commenti sull’assenza di
contraddittorio, ma anche quello del social media manager di Meloni, Tommaso
Longobardi, che fornisce una prima spiegazione sul format: “Con buona pace di
chi pensa che informazione e dibattito debbano restare nelle mani di pochi,
confinati sempre negli stessi luoghi, per preservare un’esclusiva che il tempo
ha già superato”.
Nel comunicato stampa del podcast vengono fornite alcune anticipazioni: sulla
giustizia la premier dice che nessuna maggioranza potrà decidere la lista dei
candidati laici al Csm ma servirà l’accordo con l’opposizione con il quorum dei
tre quinti, ribadisce che non si dimetterà in caso di vittoria del No e, alla
domanda sull’articolo 31 che riguarda la legge sulla sicurezza sui servizi
segreti, Meloni difende la norma che amplia i poteri dell’intelligence: “Quando
un agente dei servizi si infiltra in un’organizzazione terroristica lo fa per
prevenire un problema di sicurezza, non per crearne uno”.
Nel comunicato si ricorda che la puntata fa parte di un format di confronti
politici più ampi in grado di coinvolgere un pubblico “spesso distante dai
formati tradizionali dell’informazione politica”. Sul referendum, oltre alla
partecipazione di Gherardo Colombo, Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo
Calenda e Nicola Fratoianni, Pulp Podcast fa sapere di aver invitato anche
Giuseppe Conte e Elly Schlein ma il leader del M5S non ha mai risposto, la
segretaria del Pd ha rifiutato il 17 marzo.
L'articolo Referendum, Fedez conferma la mossa di Meloni: giovedì al Pulp
Podcast. E pubblica un “trailer” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alla fine dell’avventura sanremese ci si lascia andare. La tensione si allenta e
il clima diventa da gita scolaresca. Nel carosello di fine Sanremo, Fedez
condivide sui propri social anche un video in cui riprende Arisa che fa un
commento molto ironico sulla conclusione dell’esperienza.
IL COMMENTO DI ARISA A FINE FESTIVAL
“Sono contenta di questo podio pazzesco” dice l’artista, che ha gareggiato
all’Arison con Magica favola piazzandosi al quarto posto, “ma soprattutto di
questo Sanremo incredibile, Carlo (Conti, ndr) è stato veramente un grande che
ha messo insieme tutte teste di c***o come noi“. Parole che hanno fatto ridere
di gusto non solo Fedez, ma anche le persone che hanno assistito alla scena.
Nè Arisa né Fedez, tra i favoriti di quest’anno, sono riusciti a salire sul
podio. Entrambi, però, si sono classificati nella cinquina finale che sabato 28
febbraio ha portato all’elezione del vincitore (Sal Da Vinci) e del secondo e
terzo classificato (rispettivamente Sayf e Ditonellapiaga).
Video credit: Instagram Fedez
L'articolo “Carlo Conti è stato un grande, ha messo insieme tutte teste di ca**o
come noi”: l’ironia di Arisa a fine Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Marco Masini era “Disperato”. Era giovane e perdeva i capelli. Poi un bel giorno
decise di mandare tutti a “Vaffan…” e trovò il coraggio di farsi un primo
impianto di capelli artificiali. Storia vera, storia raccontata al settimanale
DiPiù dal dottor Raffaele Fusco, laureato con lode in Medicina e Chirurgia,
specializzato in Endocrinologia che conosce il cantante fin dal 1991 quando gli
fu portato in studio da alcuni amici. «Però, poi, lo persi di vista. Purtroppo –
ammette – quando iniziarono a circolare delle maldicenze sul suo conto, non
venne più a trovarmi. Quando trovò la forza di reagire, mi chiamò e tornò a
completare il lavoro che avevamo iniziato. Tuttora lo continuo a seguire: è
stato qui da me un mese fa a “fare il tagliando” prima di partire per Sanremo…».
Un “Male necessario” per apparire più giovane dei suoi 61 anni. Sono circa
tremila i capelli artificiali impiantati sulla cute del cantante oggi in gara
con Fedez al 76esimo Festival della Canzone Italiana. «Sono capelli artificiali
realizzati in Giappone, in polibutilene tereftalato, una fibra sintetica che è
il frutto di trent’anni di ricerca in campo biotecnologico. Sono capelli
praticamente identici a quelli naturali, sia per quanto concerne lo spessore sia
per quanto concerne il colore».
Ma non c’è da stupirsi della scelta. Marco Masini si può dire un esperto del
settore… suo padre faceva il rappresentante di prodotti per parrucchieri L’Oréal
e lui, spesso, lo accompagnava nei suoi giri. Oggi poi riavere i “propri”
capelli è diventato un modo per sentirsi più sicuri, più forti. Quindi Marco non
è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo a rivolgersi a uno specialista per
difendere la propria chioma… «Un giorno mi disse: “Riuscire a piacere anche
attraverso i capelli penso che possa essere un modo in più per sentirsi sicuri
di se stessi”». «Fino a oggi, in quarant’anni di professione, ho eseguito
trentamila impianti di capelli artificiali. Imprenditori, personaggi dello
spettacolo, dello sport, della politica e persone normali: ho aiutato tutti e
sfido chiunque a riconoscere chi, in testa, ha i miei capelli artificiali». Il
risultato è perfetto, non c’è che dire.
Il problema di Masini, che lui stesso ha raccontato, parte da giovane, dai tempi
del militare. «Marco – racconta ancora il professor Fusco al settimanale
familiare – aveva una alopecia frontale, una condizione che porta a una perdita
di capelli creando una fronte ampia». Ora il problema è risolto e a costi
contenuti… «La cifra si aggira attorno ai duemila euro, però dipende sempre dal
grado di rinfoltimento che si desidera raggiungere. Invece, venire annualmente a
dare una sistemata, a integrare qualche capello che magari è caduto, costa molto
meno».
L'articolo “Marco Masini era disperato, poi trovò il coraggio di venire da me e
farsi un impianto di capelli artificiali. Ne ha tremila, sono fatti in
Giappone”: parla il dottor Fusco proviene da Il Fatto Quotidiano.
Fedez e Marco Masini alla vigilia della Finalissima di questa sera del Festival
di Sanremo 2026 hanno incontrato la stampa. Fedez ha anche spiegato la sua sul
Referendum e sul fatto che per par condicio non se ne possa parlare al Festival:
“Abbiamo firmato dei fogli, credo sia normale e comunque ne ho parlato
diffusamente nel mio podcast invitando Gratteri, Colombo e Di Pietro”.
“Io sono contento di come quest’anno si stia riuscendo ad andare oltre la mia
vita,- ha continuato Fedez – sto cercando di rimettere al centro la musica,
consapevole degli errori commessi in passati. Non posso cambiare il passato, mi
concentro su quello che sarà. Marco ha una tecnica particolare per trasmettere
calma prima di salire sul palco: parlare di calcio. In questa esperienza di
Festival sono diventato un esperto di Fiorentina. Prima della prima serata, io
chiedevo di prepararci e lui mi ha detto ‘Forza Viola’. Nella seconda serata
avevamo il direttore sportivo della Fiorentina Paratici nel dietro le quinte e
Marco mi ha detto che dovevamo fare una bella figura quella sera”.
E ancora: “Marco nella sua carriera ha subito delle vessazioni ingiustificate.
Sono rimasto veramente scioccato dalla calma serafica che Marco ha dietro le
quinte, per osmosi è riuscito a trasmetterla a me, che ho sempre percepito il
peso di questo palcoscenico. Sono contento di come sono riuscito a godermi
sempre più il peso di questo palcoscenico. Ho letto un virgolettato condiviso
tra me e Marco, dove avremmo detto che siamo diversi ma ci unisce la sofferenza
per la cattiveria e l’odio subito. Questa cosa non è mai stata detta perché
questa è una cosa che potrebbe dire Marco, io non mi ci ritrovo in questa cosa”.
Emozionato Marco Masini: “Ieri eravamo primi su Spotify. A 61 anni. Io sono
triste perché non ho figli e non posso farli sentire orgogliosi. Ho cantato per
la prima volta negli anni Ottanta ‘Si può dare di più’ come traccia guida, vengo
dallo studio di Bigazzi, dal pulire le tastiere e fare il garzone, vengo da
gente come Mia Martini, Raf, Tozzi, oggi a 61 anni sono primo su Spotify? È un
miracolo. Mi sento l’uomo più felice del mondo“.
L'articolo “Referedum a Sanremo 2026? Ne ho parlato molto nel mio podcast con
Gratteri, Colombo e Di Pietro. Qui non si può fare per par condicio, ho firmato
dei fogli”: così Fedez proviene da Il Fatto Quotidiano.
Folla in delirio per il duo Fedez-Masini, affacciati da un balcone sul corso
principale di Sanremo, a pochi passi dall’Ariston. I fan hanno salutato gli
artisti e cantato con loro il brano ‘Male necessario’, in gara al Festival, per
la prima volta eseguito live al di fuori dell’Ariston. Fedez e Masini hanno
ringraziato tutti per il supporto: “Buon Sanremo a tutt”, ha urlato Fedez prima
di scattare alcune foto dall’alto con i presenti e poi rientrare. Nota di
colore, tra le canzoni riprodotte prima che i due si affacciassero, anche il
brano “Entriamo senza pagare”, di Fedez con J-ax, altro big in gara.
L'articolo Folla di fan in delirio per Fedez e Masini: l’esibizione affacciati
dal un balcone sul corso di Sanremo – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Un cambio nella scaletta della seconda serata per evitare un incontro sul palco
tra Fedez e Achille Lauro? No, è stato un refuso di una vecchia scaletta. Può
capitare spesso di far saltare una cosa. Dietro le quinte possono succedere
molte cose. Quindi è stato puramente casuale“. Così il direttore artistico del
Festival di Sanremo, Carlo Conti, in conferenza stampa all’Ariston. ha sciolto i
dubbi sul “giallo” della seconda serata quando, all’ultimo secondo, è stata
cambiata la scaletta: Lauro avrebbe dovuto lanciare l’esibizione di Fedez e
Masini ma così non è stato.
Incalzato sulla presentazione di Francesca Lollobrigida, chiamata “mamma d’oro”,
Conti ha risposto: “Non sapevo di questa polemica, ho visto le immagini delle
Olimpiadi, di lei che andava dal bambino con la medaglia, mi sembrava carino
dirlo”.
L'articolo “Achille Lauro non ha presentato Fedez per evitare l’incontro?
Casuale, un refuso di una vecchissima scaletta”: Carlo Conti risponde sul
“giallo” del cambio all’ultimo secondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Fedez, a Sanremo in versione low profile, è protagonista di un’operazione
commerciale piuttosto critica su più fronti. Parliamo di dispositivi legati
all’utilizzo di tabacco la cui pubblicità, come risaputo, è vietatissima”:
inizia così un post della newsletter ValeTutto, di Selvaggia Lucarelli. E
ancora, si legge: “E proprio a proposito di comunicati stampa, Ploom (il marchio
sponsorizzato da Fedez, ndr) ha fatto sapere ai giornali che ‘in occasione della
settimana più iconica della musica italiana, Ploom accompagnerà i propri
consumatori adulti in una serie di esperienze uniche, che vedranno il proprio
momento clou nell’esclusivo Meet & Greet con uno degli ospiti più attesi del
Festival: Fedez’. Dunque, Fedez, artista in gara, partecipa a un meet & greet
organizzato da Ploom, brand di dispositivo per tabacco riscaldato, in uno spazio
brandizzato a pochi passi dal Festival”.
“COME MAI IL CANTANTE NON SENTE LA RESPONSABILITÀ CHE DERIVA DALLA SUA GRANDE
POPOLARITÀ?”
Il post di Lucarelli continua per gli abbonati ma sulla questione è intervenuto
anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “È
incredibile, ma il cantante Fedez, sfruttando il nome di Sanremo e la sua
presenza al Festival, invece di pensare a cantare, ha trovato il tempo, tra
un’esibizione e l’altra, per pubblicizzare un dispositivo per riscaldare il
tabacco, invitando i suoi milioni di follower ad un evento che sponsorizza uno
degli ultimi marchi arrivati sul mercato”.
La nota prosegue: “Al di là del fatto che ci riserviamo di valutare se esistono
i presupposti per una segnalazione all’Antitrust, atteso che, come recentemente
confermato dal ministero della Salute da noi interpellato sull’argomento, anche
l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo promuove
indirettamente il consumo di tabacco e viola, quindi, il D.Lgs. n. 6/2016 che
vieta qualunque comunicazione che abbia ‘lo scopo o l’effetto diretto o
indiretto di promuovere le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di
ricarica, ma chiediamo al cantante se non ritiene investire il suo tempo per
veicolare messaggi utili ai suoi follower, dannosi per la loro salute’, il punto
è che ci chiediamo come mai il cantante non senta la responsabilità che deriva
dalla sua grande popolarità di dover veicolare messaggi positivi e utili ai suoi
follower, e non dannosi per la loro salute, visto che a quell’evento è previsto
l’uso di sticks contenenti nicotina. Non si salva la coscienza specificando che
l’evento è riservato a consumatori adulti e che la nicotina è una sostanza che
crea dipendenza”.
L'articolo “Fedez è protagonista di un’operazione piuttosto critica su più
fronti”, “Trova il tempo per pubblicizzare un dispositivo per riscaldare il
tabacco, come mai veicola messaggi dannosi?”: così Selvaggia Lucarelli e
l’Unione Nazionale Consumatori proviene da Il Fatto Quotidiano.
I cambi di scaletta, in tv, sono all’ordine del giorno, ma ce n’è uno che sta
facendo particolarmente rumore sul web. È quello che vede protagonisti Achille
Lauro e Fedez. A presentare sul palco dell’Ariston il rapper milanese nella
seconda puntata andata in onda ieri sera sarebbe dovuto essere Lauro,
co-conduttore del secondo appuntamento con il Festival di Sanremo, ma all’ultimo
minuto le cose sono cambiate. Perché?
CAMBIO DI SCALETTA
Consultando la scaletta Rai della seconda puntata della kermesse, infatti, si
legge chiaramente che Carlo Conti e Achille Lauro avrebbero dovuto introdurre la
performance di Fedez e Marco Masini, in gara con Male necessario. Nei fatti,
però, Laura Pausini ha sostituito Lauro, lasciando qualche dubbio sul motivo di
questo cambio dell’ultimo secondo.
I GOSSIP SU ACHILLE LAURO E CHIARA FERRAGNI
Un tempo Fedez e Achille Lauro erano amici. Nel 2021, insieme a Orietta Berti,
firmarono la hit Mille, poi qualcosa tra di loro si è incrinato. La cronaca rosa
riferì di un flirt – mai confermato – tra Lauro e Chiara Ferragni quando ancora
era sposata con Fedez, che lo avrebbe saputo quando ormai il matrimonio con
l’influencer era già arrivato ai titoli di coda. Si parlava addirittura di
incontri tra Achille Lauro e Chiara Ferragni all’isola di Albarella, tra il
Delta del Po e il mar Adriatico. In seguito a tutto questo, tra i due cantanti
sarebbe sceso il gelo e si sarebbero interrotti i rapporti.
LA RISPOSTA DI ACHILLE LAURO AI GOSSIP
Lo scorso anno Lauro, interrogato sulla questione, si limitò a dire: “C’è chi ha
lanciato il gossip e vive di quello. E grazie a Dio, io vivo ancora nel mondo
dei grandi sogni e dei grandi sognatori. E vivo alienato nel fare tutti i miei
progetti, sono concentrato su questo. Sto tanto all’estero, non seguo e non mi
piace il gossip non lo seguo e non mi piace, sinceramente. In questo momento
così bello, cerco di lasciare il gossip a chi ha solo questo per esistere. Lo
trovo qualcosa che non mi rispecchia. Si parla della violenza sulle donne e
bisogna rendersi conto che questo non è tanto diverso”.
Sta di fatto che ieri sera, proprio Lauro avrebbe dovuto introdurre Fedez,
eppure non è successo.
L'articolo Sanremo 2026, il ‘giallo’ della scaletta: Achille Lauro doveva
presentare Fedez, poi il cambio all’ultimo secondo “per evitare l’incontro”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi“.
Inizia così il post di Fedez pubblicato ieri su X, a poche ore dalla prima
serata di Sanremo 2026. Il rapper milanese è salito sul palco dell’Ariston per
la terza volta in carriera, l’ultima lo scorso anno con la canzone “Battito”.
Fedez (all’anagrafe Federico Lucia) non era solo davanti alla platea
dell’Ariston. Insieme a lui, infatti, c’è Marco Masini, alla decima
partecipazione al Festival. I due portano in gara il brano “Male necessario”. E
nel posto pubblicato a poche ore dalla prima esibizione si legge: “I problemi
sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu. Come sarebbe il mondo se
scomparissero le ombre? Privo di profondità, perché è l’ombra a definire la
luce”. E ancora: “Proprio come ogni padre è al tempo stesso veleno e antidoto
per il proprio figlio, ogni quiete ha bisogno della sua tempesta. Ad un fiore
non serve un giardino, a volte basta una crepa. Perché a volte è necessario
attraversare il male per arrivare al bene”. E infine un saluto: “Ci vediamo
questa sera a Sanremo!“.
Negli scorsi giorni, il papà di Leone e Vittoria ha postato alcune foto su
Instagram (in cui sono ritratti anche i bimbi di spalle) con una lunga
descrizione. Fedez ha scritto: “L’anno scorso, prima di salire sul palco di
Sanremo, ripetevo sempre una frase: “Sapete cosa succederà? Quello che deve
succedere”. In quel momento tutto sembrava sfuggirmi di mano, ma quelle parole
mi ricordavano una verità semplice e liberatoria: non tutto è sotto il nostro
controllo e non ha senso tormentarsi per ciò che ci sfugge. Avevo le mie parole
e la mia musica. Solo quelle. E bastavano. Quel viaggio, partito con i peggiori
presupposti, si è trasformato in una delle esperienze più belle e cariche di
senso della mia vita. Perché a volte il viaggio conta infinitamente di più della
meta. E alla fine non sappiamo mai, sul momento, cosa sia davvero “bene” o
“male” per noi. I periodi più duri, più incasinati, più spaventosi sono spesso
quelli che, col tempo, diventano i ricordi più preziosi“.
E infine: “Esattamente un anno dopo, eccomi di nuovo qui. Valigia pronta e la
stessa frase che mi ronza in testa. Senza quel periodo di buio non sarebbe mai
nata Battito. E senza Battito non sarebbe nata la canzone che mi sta riportando
a Sanremo. Anche questa volta non so cosa succederà. Ma non vedo l’ora che
succeda. Ci vediamo sul palco dell’Ariston”.
> Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi.
> I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu.
> Come sarebbe il mondo se scomparissero le ombre? privo di profondità, perché è
> l’ombra a definire la luce.
> proprio come ogni padre è al… pic.twitter.com/EIkMEHelOl
>
> — Fedez (@Fedez) February 24, 2026
L'articolo “Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui
li guardi. I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu”:
Fedez su X proviene da Il Fatto Quotidiano.