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Meloni trionfa a Pulp Podcast, Fedez e Marra restano in ombra: le tre ragioni di una mossa vincente
L’intervista andata in onda oggi, giovedì 19 marzo alle ore 13:00, sul canale YouTube di Pulp Podcast, il format condotto da Francesco Marra e Fedez, rappresenta un momento potenzialmente storico per la comunicazione politica italiana. Per la prima volta una presidente del Consiglio in carica ha scelto di presentarsi in un contesto digitale informale rivolto prevalentemente a un pubblico giovane, bypassando i classici salotti televisivi dove i leader politici italiani si sentono storicamente più al sicuro. La mossa era strategicamente corretta ancor prima che l’intervista iniziasse e lo era per tre ragioni precise. La prima è la presenza sul campo, perché Elly Schlein e Giuseppe Conte hanno tutti declinato l’invito di Pulp Podcast. Presentarsi mentre i tuoi avversari si nascondono è già di per sé una vittoria comunicativa, indipendentemente da quello che dici una volta che sei lì. La seconda è il pubblico, dato che Pulp Podcast raggiunge una fascia demografica (giovani tra 18 e 35 anni) storicamente poco presidiata dalla destra italiana e tradizionalmente più vicina all’area progressista. Andarci significa tentare un’incursione in territorio non amico, che è esattamente la mossa più difficile e più premiante nella comunicazione politica moderna. A questo aggiungerei il contesto, appunto un formato informale (scusate la ripetizione) senza il classico filtro del giornalismo televisivo tradizionale che permette a un politico di mostrarsi in modo più umano. E Meloni ha sfruttato questa opportunità con una certa abilità. È apparsa critica verso Trump su alcuni temi, cosa che magari ha sorpreso molti, ha gestito con autoironia un paio di problemi tecnici lasciati furbescamente nel montaggio finale e ha persino mostrato imbarazzo quando Marra e Fedez le hanno dato del lei, un momento di parità conversazionale che difficilmente sarebbe emersa in una tradizionale intervista televisiva. Il risultato si legge nei commenti sotto il video su YouTube dove ricorre con una certa frequenza una formula rivelatrice: “Non ho mai votato la Meloni, ma…”. Sono quegli utenti che ammettono di essersi ricreduti su qualcosa, di aver scoperto una sfumatura che non si aspettavano. Non è detto che si traducano in voti ma rappresentano esattamente il pubblico che la premier voleva raggiungere con questa apparizione. Detto questo, l’intervista ha anche evidenziato i limiti strutturali del formato e, con tutto il rispetto, delle due figure che la conducevano. Il problema principale non era l’emozione visibile di Marra e Fedez nel trovarsi di fronte alla presidente del Consiglio. Quella è umanità e in un certo senso avvicina i conduttori al pubblico che li guarda. Il problema era la quasi totale assenza di domande di follow-up. Il meccanismo si ripeteva identico come nelle conferenze stampa da tappeto rosso. Domanda, risposta della premier, domanda successiva, fine. Senza contraddittorio, senza la pressione necessaria a far emergere qualcosa di nuovo rispetto a quanto Meloni non avesse già dichiarato in altri contesti. Solo durante il confronto sulla giustizia ci sono state un paio di sfiammate di Marra, per il resto poco dibattito (un’intervista senza follow-up diventa una serie di assist più che un vero confronto, ma tant’è). Il momento più emblematico in questo senso è stata la prima domanda di Fedez sul referendum per la separazione delle carriere in magistratura, dove il cantante ha chiesto alla premier se “quello sulla giustizia stia diventando un referendum contro il governo”. Chi si occupa di comunicazione riconosce immediatamente la struttura di una framing question, una domanda cornice che non è neutrale, ma inserisce già una chiave interpretativa nella mente di chi ascolta. In questo caso specifico offriva alla premier la possibilità di presentarsi come bersaglio di un attacco politico anziché dover difendere nel merito una riforma controversa. Un regalo involontario, chissà, ma pur sempre un regalo. Fedez ha sofferto per tutta la durata dell’intervista di una posizione scomoda. L’intervista esiste grazie alla sua rete di contatti e alla sua visibilità, eppure il dialogo si è sviluppato quasi interamente tra Marra e Meloni, con lui in un ruolo marginale. Al netto dell’introduzione iniziale, abbastanza focalizzata sui traguardi del podcast, Fedez è rimasto sullo sfondo per la maggior parte del tempo, faticando a trovare il modo di aggiungere valore a uno scambio che lo vedeva chiaramente a disagio. Sembrava un ospite a casa sua, detta brutalmente. Marra ha mostrato più mordente, soprattutto nella parte dedicata alla giustizia, ma anche lui ha mancato le occasioni più importanti per trasformare una chiacchierata in un’intervista vera. Ha soprattutto annuito per tutti i primi 20 minuti sulle risposte di geopolitica della Meloni, dimostrando forse un imbarazzo iniziale mitigato da un tic, appunto quello di sostenere col corpo ogni risposta della Premier. Tutto questo non toglie nulla al valore complessivo dell’operazione che rimane significativo indipendentemente da come la si voglia leggere politicamente. Stiamo forse assistendo al momento in cui il digitale supera definitivamente la televisione in Italia come canale prioritario per determinare l’agenda politica dei cittadini. Negli Stati Uniti questo passaggio è avvenuto nel 2024 con Trump e la sua massiccia presenza ai podcast (Joe Rogan, Theo Von, i Nelk Boys etc). In Italia potrebbe essere questa intervista a segnare lo stesso punto di svolta. Chi vincerà il referendum sulla separazione delle carriere è una questione che si deciderà alle urne. Chi ha già vinto la partita comunicativa di questa settimana è invece abbastanza chiaro. L'articolo Meloni trionfa a Pulp Podcast, Fedez e Marra restano in ombra: le tre ragioni di una mossa vincente proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Referendum, Fedez conferma la mossa di Meloni: giovedì al Pulp Podcast. E pubblica un “trailer”
“Allora…”. Stacco. Voce e volto di Giorgia Meloni. Ora c’è la conferma: giovedì, a due giorni dal voto sul referendum sulla separazione delle carriere, la presidente del Consiglio sarà a Pulp Podcast, il programma su youtube condotto dal cantante Fedez e Davide Marra. La notizia è stata anticipata martedì mattina dal Fatto ed è stata confermata ufficialmente sui profili social di Pulp Podcast con un video anteprima della puntata: nel filmato si vedono Fedez e Marra che pongono alcune domande sul referendum, la guerra e i servizi segreti, ma senza le risposte della presidente del Consiglio. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da FEDEZ (@fedez) Sotto al post su Instagram ci sono molti commenti sull’assenza di contraddittorio, ma anche quello del social media manager di Meloni, Tommaso Longobardi, che fornisce una prima spiegazione sul format: “Con buona pace di chi pensa che informazione e dibattito debbano restare nelle mani di pochi, confinati sempre negli stessi luoghi, per preservare un’esclusiva che il tempo ha già superato”. Nel comunicato stampa del podcast vengono fornite alcune anticipazioni: sulla giustizia la premier dice che nessuna maggioranza potrà decidere la lista dei candidati laici al Csm ma servirà l’accordo con l’opposizione con il quorum dei tre quinti, ribadisce che non si dimetterà in caso di vittoria del No e, alla domanda sull’articolo 31 che riguarda la legge sulla sicurezza sui servizi segreti, Meloni difende la norma che amplia i poteri dell’intelligence: “Quando un agente dei servizi si infiltra in un’organizzazione terroristica lo fa per prevenire un problema di sicurezza, non per crearne uno”. Nel comunicato si ricorda che la puntata fa parte di un format di confronti politici più ampi in grado di coinvolgere un pubblico “spesso distante dai formati tradizionali dell’informazione politica”. Sul referendum, oltre alla partecipazione di Gherardo Colombo, Nicola Gratteri, Antonio Di Pietro, Carlo Calenda e Nicola Fratoianni, Pulp Podcast fa sapere di aver invitato anche Giuseppe Conte e Elly Schlein ma il leader del M5S non ha mai risposto, la segretaria del Pd ha rifiutato il 17 marzo. L'articolo Referendum, Fedez conferma la mossa di Meloni: giovedì al Pulp Podcast. E pubblica un “trailer” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Carlo Conti è stato un grande, ha messo insieme tutte teste di ca**o come noi”: l’ironia di Arisa a fine Sanremo
Alla fine dell’avventura sanremese ci si lascia andare. La tensione si allenta e il clima diventa da gita scolaresca. Nel carosello di fine Sanremo, Fedez condivide sui propri social anche un video in cui riprende Arisa che fa un commento molto ironico sulla conclusione dell’esperienza. IL COMMENTO DI ARISA A FINE FESTIVAL “Sono contenta di questo podio pazzesco” dice l’artista, che ha gareggiato all’Arison con Magica favola piazzandosi al quarto posto, “ma soprattutto di questo Sanremo incredibile, Carlo (Conti, ndr) è stato veramente un grande che ha messo insieme tutte teste di c***o come noi“. Parole che hanno fatto ridere di gusto non solo Fedez, ma anche le persone che hanno assistito alla scena. Nè Arisa né Fedez, tra i favoriti di quest’anno, sono riusciti a salire sul podio. Entrambi, però, si sono classificati nella cinquina finale che sabato 28 febbraio ha portato all’elezione del vincitore (Sal Da Vinci) e del secondo e terzo classificato (rispettivamente Sayf e Ditonellapiaga). Video credit: Instagram Fedez L'articolo “Carlo Conti è stato un grande, ha messo insieme tutte teste di ca**o come noi”: l’ironia di Arisa a fine Sanremo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Marco Masini era disperato, poi trovò il coraggio di venire da me e farsi un impianto di capelli artificiali. Ne ha tremila, sono fatti in Giappone”: parla il dottor Fusco
Marco Masini era “Disperato”. Era giovane e perdeva i capelli. Poi un bel giorno decise di mandare tutti a “Vaffan…” e trovò il coraggio di farsi un primo impianto di capelli artificiali. Storia vera, storia raccontata al settimanale DiPiù dal dottor Raffaele Fusco, laureato con lode in Medicina e Chirurgia, specializzato in Endocrinologia che conosce il cantante fin dal 1991 quando gli fu portato in studio da alcuni amici. «Però, poi, lo persi di vista. Purtroppo – ammette – quando iniziarono a circolare delle maldicenze sul suo conto, non venne più a trovarmi. Quando trovò la forza di reagire, mi chiamò e tornò a completare il lavoro che avevamo iniziato. Tuttora lo continuo a seguire: è stato qui da me un mese fa a “fare il tagliando” prima di partire per Sanremo…». Un “Male necessario” per apparire più giovane dei suoi 61 anni. Sono circa tremila i capelli artificiali impiantati sulla cute del cantante oggi in gara con Fedez al 76esimo Festival della Canzone Italiana. «Sono capelli artificiali realizzati in Giappone, in polibutilene tereftalato, una fibra sintetica che è il frutto di trent’anni di ricerca in campo biotecnologico. Sono capelli praticamente identici a quelli naturali, sia per quanto concerne lo spessore sia per quanto concerne il colore». Ma non c’è da stupirsi della scelta. Marco Masini si può dire un esperto del settore… suo padre faceva il rappresentante di prodotti per parrucchieri L’Oréal e lui, spesso, lo accompagnava nei suoi giri. Oggi poi riavere i “propri” capelli è diventato un modo per sentirsi più sicuri, più forti. Quindi Marco non è il primo e non sarà nemmeno l’ultimo a rivolgersi a uno specialista per difendere la propria chioma… «Un giorno mi disse: “Riuscire a piacere anche attraverso i capelli penso che possa essere un modo in più per sentirsi sicuri di se stessi”». «Fino a oggi, in quarant’anni di professione, ho eseguito trentamila impianti di capelli artificiali. Imprenditori, personaggi dello spettacolo, dello sport, della politica e persone normali: ho aiutato tutti e sfido chiunque a riconoscere chi, in testa, ha i miei capelli artificiali». Il risultato è perfetto, non c’è che dire. Il problema di Masini, che lui stesso ha raccontato, parte da giovane, dai tempi del militare. «Marco – racconta ancora il professor Fusco al settimanale familiare – aveva una alopecia frontale, una condizione che porta a una perdita di capelli creando una fronte ampia». Ora il problema è risolto e a costi contenuti… «La cifra si aggira attorno ai duemila euro, però dipende sempre dal grado di rinfoltimento che si desidera raggiungere. Invece, venire annualmente a dare una sistemata, a integrare qualche capello che magari è caduto, costa molto meno». L'articolo “Marco Masini era disperato, poi trovò il coraggio di venire da me e farsi un impianto di capelli artificiali. Ne ha tremila, sono fatti in Giappone”: parla il dottor Fusco proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Referedum a Sanremo 2026? Ne ho parlato molto nel mio podcast con Gratteri, Colombo e Di Pietro. Qui non si può fare per par condicio, ho firmato dei fogli”: così Fedez
Fedez e Marco Masini alla vigilia della Finalissima di questa sera del Festival di Sanremo 2026 hanno incontrato la stampa. Fedez ha anche spiegato la sua sul Referendum e sul fatto che per par condicio non se ne possa parlare al Festival: “Abbiamo firmato dei fogli, credo sia normale e comunque ne ho parlato diffusamente nel mio podcast invitando Gratteri, Colombo e Di Pietro”. “Io sono contento di come quest’anno si stia riuscendo ad andare oltre la mia vita,- ha continuato Fedez – sto cercando di rimettere al centro la musica, consapevole degli errori commessi in passati. Non posso cambiare il passato, mi concentro su quello che sarà. Marco ha una tecnica particolare per trasmettere calma prima di salire sul palco: parlare di calcio. In questa esperienza di Festival sono diventato un esperto di Fiorentina. Prima della prima serata, io chiedevo di prepararci e lui mi ha detto ‘Forza Viola’. Nella seconda serata avevamo il direttore sportivo della Fiorentina Paratici nel dietro le quinte e Marco mi ha detto che dovevamo fare una bella figura quella sera”. E ancora: “Marco nella sua carriera ha subito delle vessazioni ingiustificate. Sono rimasto veramente scioccato dalla calma serafica che Marco ha dietro le quinte, per osmosi è riuscito a trasmetterla a me, che ho sempre percepito il peso di questo palcoscenico. Sono contento di come sono riuscito a godermi sempre più il peso di questo palcoscenico. Ho letto un virgolettato condiviso tra me e Marco, dove avremmo detto che siamo diversi ma ci unisce la sofferenza per la cattiveria e l’odio subito. Questa cosa non è mai stata detta perché questa è una cosa che potrebbe dire Marco, io non mi ci ritrovo in questa cosa”. Emozionato Marco Masini: “Ieri eravamo primi su Spotify. A 61 anni. Io sono triste perché non ho figli e non posso farli sentire orgogliosi. Ho cantato per la prima volta negli anni Ottanta ‘Si può dare di più’ come traccia guida, vengo dallo studio di Bigazzi, dal pulire le tastiere e fare il garzone, vengo da gente come Mia Martini, Raf, Tozzi, oggi a 61 anni sono primo su Spotify? È un miracolo. Mi sento l’uomo più felice del mondo“. L'articolo “Referedum a Sanremo 2026? Ne ho parlato molto nel mio podcast con Gratteri, Colombo e Di Pietro. Qui non si può fare per par condicio, ho firmato dei fogli”: così Fedez proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Folla di fan in delirio per Fedez e Masini: l’esibizione affacciati dal un balcone sul corso di Sanremo – Video
Folla in delirio per il duo Fedez-Masini, affacciati da un balcone sul corso principale di Sanremo, a pochi passi dall’Ariston. I fan hanno salutato gli artisti e cantato con loro il brano ‘Male necessario’, in gara al Festival, per la prima volta eseguito live al di fuori dell’Ariston. Fedez e Masini hanno ringraziato tutti per il supporto: “Buon Sanremo a tutt”, ha urlato Fedez prima di scattare alcune foto dall’alto con i presenti e poi rientrare. Nota di colore, tra le canzoni riprodotte prima che i due si affacciassero, anche il brano “Entriamo senza pagare”, di Fedez con J-ax, altro big in gara. L'articolo Folla di fan in delirio per Fedez e Masini: l’esibizione affacciati dal un balcone sul corso di Sanremo – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Achille Lauro non ha presentato Fedez per evitare l’incontro? Casuale, un refuso di una vecchissima scaletta”: Carlo Conti risponde sul “giallo” del cambio all’ultimo secondo
“Un cambio nella scaletta della seconda serata per evitare un incontro sul palco tra Fedez e Achille Lauro? No, è stato un refuso di una vecchia scaletta. Può capitare spesso di far saltare una cosa. Dietro le quinte possono succedere molte cose. Quindi è stato puramente casuale“. Così il direttore artistico del Festival di Sanremo, Carlo Conti, in conferenza stampa all’Ariston. ha sciolto i dubbi sul “giallo” della seconda serata quando, all’ultimo secondo, è stata cambiata la scaletta: Lauro avrebbe dovuto lanciare l’esibizione di Fedez e Masini ma così non è stato. Incalzato sulla presentazione di Francesca Lollobrigida, chiamata “mamma d’oro”, Conti ha risposto: “Non sapevo di questa polemica, ho visto le immagini delle Olimpiadi, di lei che andava dal bambino con la medaglia, mi sembrava carino dirlo”. L'articolo “Achille Lauro non ha presentato Fedez per evitare l’incontro? Casuale, un refuso di una vecchissima scaletta”: Carlo Conti risponde sul “giallo” del cambio all’ultimo secondo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Fedez è protagonista di un’operazione piuttosto critica su più fronti”, “Trova il tempo per pubblicizzare un dispositivo per riscaldare il tabacco, come mai veicola messaggi dannosi?”: così Selvaggia Lucarelli e l’Unione Nazionale Consumatori
“Fedez, a Sanremo in versione low profile, è protagonista di un’operazione commerciale piuttosto critica su più fronti. Parliamo di dispositivi legati all’utilizzo di tabacco la cui pubblicità, come risaputo, è vietatissima”: inizia così un post della newsletter ValeTutto, di Selvaggia Lucarelli. E ancora, si legge: “E proprio a proposito di comunicati stampa, Ploom (il marchio sponsorizzato da Fedez, ndr) ha fatto sapere ai giornali che ‘in occasione della settimana più iconica della musica italiana, Ploom accompagnerà i propri consumatori adulti in una serie di esperienze uniche, che vedranno il proprio momento clou nell’esclusivo Meet & Greet con uno degli ospiti più attesi del Festival: Fedez’. Dunque, Fedez, artista in gara, partecipa a un meet & greet organizzato da Ploom, brand di dispositivo per tabacco riscaldato, in uno spazio brandizzato a pochi passi dal Festival”. “COME MAI IL CANTANTE NON SENTE LA RESPONSABILITÀ CHE DERIVA DALLA SUA GRANDE POPOLARITÀ?” Il post di Lucarelli continua per gli abbonati ma sulla questione è intervenuto anche Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori: “È incredibile, ma il cantante Fedez, sfruttando il nome di Sanremo e la sua presenza al Festival, invece di pensare a cantare, ha trovato il tempo, tra un’esibizione e l’altra, per pubblicizzare un dispositivo per riscaldare il tabacco, invitando i suoi milioni di follower ad un evento che sponsorizza uno degli ultimi marchi arrivati sul mercato”. La nota prosegue: “Al di là del fatto che ci riserviamo di valutare se esistono i presupposti per una segnalazione all’Antitrust, atteso che, come recentemente confermato dal ministero della Salute da noi interpellato sull’argomento, anche l’attività di promozione commerciale del solo dispositivo promuove indirettamente il consumo di tabacco e viola, quindi, il D.Lgs. n. 6/2016 che vieta qualunque comunicazione che abbia ‘lo scopo o l’effetto diretto o indiretto di promuovere le sigarette elettroniche e i contenitori di liquido di ricarica, ma chiediamo al cantante se non ritiene investire il suo tempo per veicolare messaggi utili ai suoi follower, dannosi per la loro salute’, il punto è che ci chiediamo come mai il cantante non senta la responsabilità che deriva dalla sua grande popolarità di dover veicolare messaggi positivi e utili ai suoi follower, e non dannosi per la loro salute, visto che a quell’evento è previsto l’uso di sticks contenenti nicotina. Non si salva la coscienza specificando che l’evento è riservato a consumatori adulti e che la nicotina è una sostanza che crea dipendenza”. L'articolo “Fedez è protagonista di un’operazione piuttosto critica su più fronti”, “Trova il tempo per pubblicizzare un dispositivo per riscaldare il tabacco, come mai veicola messaggi dannosi?”: così Selvaggia Lucarelli e l’Unione Nazionale Consumatori proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sanremo 2026, il ‘giallo’ della scaletta: Achille Lauro doveva presentare Fedez, poi il cambio all’ultimo secondo “per evitare l’incontro”
I cambi di scaletta, in tv, sono all’ordine del giorno, ma ce n’è uno che sta facendo particolarmente rumore sul web. È quello che vede protagonisti Achille Lauro e Fedez. A presentare sul palco dell’Ariston il rapper milanese nella seconda puntata andata in onda ieri sera sarebbe dovuto essere Lauro, co-conduttore del secondo appuntamento con il Festival di Sanremo, ma all’ultimo minuto le cose sono cambiate. Perché? CAMBIO DI SCALETTA Consultando la scaletta Rai della seconda puntata della kermesse, infatti, si legge chiaramente che Carlo Conti e Achille Lauro avrebbero dovuto introdurre la performance di Fedez e Marco Masini, in gara con Male necessario. Nei fatti, però, Laura Pausini ha sostituito Lauro, lasciando qualche dubbio sul motivo di questo cambio dell’ultimo secondo. I GOSSIP SU ACHILLE LAURO E CHIARA FERRAGNI Un tempo Fedez e Achille Lauro erano amici. Nel 2021, insieme a Orietta Berti, firmarono la hit Mille, poi qualcosa tra di loro si è incrinato. La cronaca rosa riferì di un flirt – mai confermato – tra Lauro e Chiara Ferragni quando ancora era sposata con Fedez, che lo avrebbe saputo quando ormai il matrimonio con l’influencer era già arrivato ai titoli di coda. Si parlava addirittura di incontri tra Achille Lauro e Chiara Ferragni all’isola di Albarella, tra il Delta del Po e il mar Adriatico. In seguito a tutto questo, tra i due cantanti sarebbe sceso il gelo e si sarebbero interrotti i rapporti. LA RISPOSTA DI ACHILLE LAURO AI GOSSIP Lo scorso anno Lauro, interrogato sulla questione, si limitò a dire: “C’è chi ha lanciato il gossip e vive di quello. E grazie a Dio, io vivo ancora nel mondo dei grandi sogni e dei grandi sognatori. E vivo alienato nel fare tutti i miei progetti, sono concentrato su questo. Sto tanto all’estero, non seguo e non mi piace il gossip non lo seguo e non mi piace, sinceramente. In questo momento così bello, cerco di lasciare il gossip a chi ha solo questo per esistere. Lo trovo qualcosa che non mi rispecchia. Si parla della violenza sulle donne e bisogna rendersi conto che questo non è tanto diverso”. Sta di fatto che ieri sera, proprio Lauro avrebbe dovuto introdurre Fedez, eppure non è successo. L'articolo Sanremo 2026, il ‘giallo’ della scaletta: Achille Lauro doveva presentare Fedez, poi il cambio all’ultimo secondo “per evitare l’incontro” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi. I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu”: Fedez su X
“Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi“. Inizia così il post di Fedez pubblicato ieri su X, a poche ore dalla prima serata di Sanremo 2026. Il rapper milanese è salito sul palco dell’Ariston per la terza volta in carriera, l’ultima lo scorso anno con la canzone “Battito”. Fedez (all’anagrafe Federico Lucia) non era solo davanti alla platea dell’Ariston. Insieme a lui, infatti, c’è Marco Masini, alla decima partecipazione al Festival. I due portano in gara il brano “Male necessario”. E nel posto pubblicato a poche ore dalla prima esibizione si legge: “I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu. Come sarebbe il mondo se scomparissero le ombre? Privo di profondità, perché è l’ombra a definire la luce”. E ancora: “Proprio come ogni padre è al tempo stesso veleno e antidoto per il proprio figlio, ogni quiete ha bisogno della sua tempesta. Ad un fiore non serve un giardino, a volte basta una crepa. Perché a volte è necessario attraversare il male per arrivare al bene”. E infine un saluto: “Ci vediamo questa sera a Sanremo!“. Negli scorsi giorni, il papà di Leone e Vittoria ha postato alcune foto su Instagram (in cui sono ritratti anche i bimbi di spalle) con una lunga descrizione. Fedez ha scritto: “L’anno scorso, prima di salire sul palco di Sanremo, ripetevo sempre una frase: “Sapete cosa succederà? Quello che deve succedere”. In quel momento tutto sembrava sfuggirmi di mano, ma quelle parole mi ricordavano una verità semplice e liberatoria: non tutto è sotto il nostro controllo e non ha senso tormentarsi per ciò che ci sfugge. Avevo le mie parole e la mia musica. Solo quelle. E bastavano. Quel viaggio, partito con i peggiori presupposti, si è trasformato in una delle esperienze più belle e cariche di senso della mia vita. Perché a volte il viaggio conta infinitamente di più della meta. E alla fine non sappiamo mai, sul momento, cosa sia davvero “bene” o “male” per noi. I periodi più duri, più incasinati, più spaventosi sono spesso quelli che, col tempo, diventano i ricordi più preziosi“. E infine: “Esattamente un anno dopo, eccomi di nuovo qui. Valigia pronta e la stessa frase che mi ronza in testa. Senza quel periodo di buio non sarebbe mai nata Battito. E senza Battito non sarebbe nata la canzone che mi sta riportando a Sanremo. Anche questa volta non so cosa succederà. Ma non vedo l’ora che succeda. Ci vediamo sul palco dell’Ariston”. > Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi. > I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu. > Come sarebbe il mondo se scomparissero le ombre? privo di profondità, perché è > l’ombra a definire la luce. > proprio come ogni padre è al… pic.twitter.com/EIkMEHelOl > > — Fedez (@Fedez) February 24, 2026 L'articolo “Non sono gli eventi a determinare la tua vita, ma la lente con cui li guardi. I problemi sono inevitabili, ma il loro significato lo decidi tu”: Fedez su X proviene da Il Fatto Quotidiano.
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