Tag - Podcast

“Ho fatto la comunità due volte per cocaina, poi sono andato dallo psicologo. Hanno cercato di darmi psicofarmaci, ma ho rifiutato subito”: lo rivela Clementino
“La Iena cade ma si rialza!” è questo il titolo dell’ultima puntata del BSMT by Gianluca Gazzoli con ospite Clementino. Il coach di “The Voice Kids” ha raccontato anche i momenti difficili della sua vita legati alle dipendenze. “Sono stato dipendente dalla droga per diversi anni. Avevo poca autostima, non capivo quante cose belle avevo intorno. Mi rifugiavo nella dipendenza dalla cocaina ed è stata brutta, è stata tosta. – ha affermato – Ho fatto la comunità due volte per cocaina, poi sono andato dallo psicologo, poi hanno cercato di darmi psicofarmaci, ma poi ho rifiutato subito”. Poi ha aggiunto: “La musica mi ha salvato la vita. Ho sprecato soldi, tempo, libertà. A un certo punto ho capito che Clementino stava uccidendo Clemente. Sono andato via da Milano perché eravamo vittime di nottate, nottate, nottate. Pare che quando vai via sei un fallito. Al ritorno qualcosa si rompe. Ho visto un po’ di allontanamento”. E ancora: “Io devo tanto all’hip hop perché ho sempre professato la cultura hip hop. Forse non stavo bene e quindi non capivo l’importanza di un evento importante. Dicevo, caspita, sei a fare questa cosa perché stai male? Ho sudato, perché ho sofferto, ho pianto, ho fatto stare male chi mi era vicino. Ma adesso ho azzerato tutto, quindi ora mi devono dare tutto quello che mi spetta, tutto. E allora voglio lavorare in Tv, voglio fare i dischi rap, ne voglio fare altri trecento”. Ma le cose sono cambiate: “Medito almeno tre volte al giorno. Ti riporta in pace con te stesso. Ti cambia la reazione al problema. Vado in India, Costa Rica a fare meditazione con i nativi. Sono diventato un’altra persona, una cosa buona”. L'articolo “Ho fatto la comunità due volte per cocaina, poi sono andato dallo psicologo. Hanno cercato di darmi psicofarmaci, ma ho rifiutato subito”: lo rivela Clementino proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Podcast
Hip Hop
“I nostri telefoni sono esplosi, tutti mi chiedevano cosa fosse successo al suo fisico”: Miriam Leone svela un retroscena sulla foto degli addominali di Accorsi
Miriam Leone è stata ospite di Gianluca Gazzoli al podcast Bsmt. Nella chiacchierata con lo speaker radiofonico, l’attrice ha parlato della fotografia postata negli scorsi giorni su Instagram dall’amico e collega Stefano Accorsi, che ha mostrato ai followers il suo fisico scolpito. Leone ha raccontato di essere stata sommersa di telefonate e messaggi dopo lo scatto postato da Accorsi: “Stefano ha scattato questa foto. Nessun addominale è stato maltrattato durante questo film! Ha pubblicato questa foto nella piscina dell’hotel di Tangeri dove noi stavamo tutti insieme. A un certo punto lui esplode con questa foto ed esplodono i telefoni di tutti noi. Perché le amiche, gli amici sapevano che eravamo tutti lì…”. La domanda dei conoscenti è stata la stessa: “Ma cosa è successo al suo fisico?“. Miriam ha spiegato: “Stefano sta facendo un lavoro bello, rigoroso sul suo corpo, sulla sua persona che lo porta a stare benissimo”. Leone ha rivelato che gli amici l’hanno pregata di svelare che cosa mangia Accorsi per avere quel fisico. I due attori stavano soggiornando insieme nell’hotel di Tangeri perché fanno entrambi parte del cast del film “Le cose non dette“, scritto e diretto da Gabriele Muccino. > @basement_bsmtMiriam Leone ha raccontato reazioni e retroscena di quello > scatto sul set: una foto di Stefano Accorsi che ha fatto impazzire i social… e > anche i telefoni degli attori che giravano con lui in quel periodo. ???? > Episodio completo: già lo sai dove ????????♬ suono originale – BSMT L'articolo “I nostri telefoni sono esplosi, tutti mi chiedevano cosa fosse successo al suo fisico”: Miriam Leone svela un retroscena sulla foto degli addominali di Accorsi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Podcast
Cinema Italiano
Miriam Leone
Stefano Accorsi
“Corpi politici”, il podcast che “vuole portare la disabilità fuori dalla narrazione pietistica e dentro il dibattito pubblico”
Un inedito podcast che parla di disabilità con persone con disabilità attraverso una serie di focus su alcune tematiche fondamentali per una dignitosa qualità di vita da garantire a tutti senza esclusioni e discriminazioni. È online “Corpi Politici”, il programma con contenuti audio-video dell’Associazione Luca Coscioni, ideato e condotto dalla giornalista Valentina Tomirotti, attivista con disabilità motoria, insieme al co-autore Michele Michelazzo. Si tratta di un viaggio narrativo che intreccia in particolare le esperienze delle persone con disabilità e le battaglie portate avanti dalla Coscioni. “L’idea di Corpi Politici nasce da un’esigenza di portare la disabilità fuori dalla narrazione pietistica e dentro il dibattito pubblico”, dice a ilfattoquotidiano.it Tomirotti. “Parliamo di corpi, diritti e scelte che incidono concretamente sulla qualità della vita delle persone. È un podcast che nasce dall’incontro tra giornalismo e attivismo, con l’obiettivo di raccontare la disabilità come questione politica, culturale e sociale, non come fatto individuale”. La prima stagione della trasmissione digitale – composta da quattro episodi – affronta altrettanti temi centrali per la quotidianità e i diritti delle persone con disabilità: accessibilità, ausili, vita indipendente e mobilità. Il podcast è disponibile da dicembre sulle principali piattaforme audio come Spotify e in versione video anche su YouTube. Per i promotori risulta “fondamentale” parlare di argomenti essenziali per le persone con disabilità con “competenza e senza pietismo, perché non stiamo parlando di temi tecnici ma di diritti umani”, spiega la co-conduttrice. Accessibilità, vita indipendente e mobilità ad esempio determinano se una persona può studiare, lavorare, amare, partecipare alla vita sociale. “Finché questi diritti non saranno garantiti”, aggiunge Tomirotti, “continueremo ad avere cittadini di serie A e di serie B”. Tomirotti e Michelazzo hanno ragionato su un nome, “Corpi politici”, che rappresentasse la realtà, “perché i corpi delle persone con disabilità sono da sempre regolati, controllati e spesso esclusi dalle decisioni. Chiamarli ‘politici’ – continua Tomirotti – significa rivendicare il loro diritto a esistere, scegliere e partecipare. Il corpo diventa così luogo di conflitto, ma anche di autodeterminazione”. Come giornalista conduttrice del podcast insieme alla Coscioni la “complessità maggiore vissuta”, spiega a ilfattoquotidiano.it Tomirotti, “è stata trovare un equilibrio tra racconto personale e rigore giornalistico, evitando semplificazioni e retorica. Alcuni temi trattati sono profondamente sensibili e richiedono responsabilità, ascolto e precisione. L’obiettivo condiviso con l’Associazione Coscioni è stato quello di informare, aprire domande e generare consapevolezza, portando il pubblico a interrogarsi sul rapporto tra corpo, diritti e libertà”. Negli anni, l’approccio della Coscioni ha contribuito a ottenere risultati significativi. Tra questi, il caso di Christian Durso, giovane con disabilità motoria grave, che grazie a un ricorso ha potuto diventare il primo studente universitario de La Sapienza a frequentare il corso di Giurisprudenza ed effettuare esami da remoto. Un altro tema assai significativo è quello dei Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche (PEBA), su cui l’avvocato Alessandro Gerardi ha ottenuto importanti pronunce dei tribunali di Santa Marinella e Catania, confermando l’obbligo per i Comuni di dotarsi di piani di accessibilità completi e vincolanti. Un podcast che non è rivolto esclusivamente alle persone con disabilità ma un più vasto pubblico, uscendo dai confini degli esperti in materia e degli addetti ai lavori. “Corpi politici”, afferma Tomirotti, “non parla di ‘altri’ ma di tutti noi. Racconta un sistema che funziona solo per alcuni e lascia indietro molti. Rappresenta un invito a cambiare sguardo”, conclude l’attivista, “a riconoscere privilegi da cancellare e mancanze, e a capire che i diritti delle persone con disabilità migliorano la qualità della vita dell’intera società”. L'articolo “Corpi politici”, il podcast che “vuole portare la disabilità fuori dalla narrazione pietistica e dentro il dibattito pubblico” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Podcast
Archivio
“A 12 anni perdi il rapporto con i figli e lo recuperi ai 21. Ho tre figlie, di cui una davvero malata. Ha un cancro al cervello”: John Mellencamp e il commovente racconto al podcast di Joe Rogan
“Ha avuto un cancro al cervello. Sta ancora soffrendo, ma è una guerriera”. John Mellencamp ha raccontato così al podcast “Joe Rogan Experience” la battaglia della figlia Teddi contro un tumore. Il musicista, 74 anni, ha parlato della malattia diagnosticata nel 2022 e ha ripercorso i momenti difficili vissuti dalla figlia. Mellencamp, padre di tre figlie, ha condiviso anche alcuni aneddoti sull’infanzia di Teddi: “A 12 anni perdi il rapporto con i figli e lo recuperi ai 21. Da piccola era solita chiamarmi per tutto e io le rispondevo ‘Teddi puoi avere un tuo pensiero senza seguire per forza il mio. Non devi chiedermi tutto’. Ho amato avere dei bambini, peccato che fossi in tour tutto il tempo“. La 44enne figlia del musicista è diventata famosa grazie alla partecipazione alla serie tv “Real Housewives of Beverly Hills” Nel 2022, l’attrice ha scoperto di avere un melanoma al secondo stadio. Successivamente il cancro si è metastatizzato, raggiungendo il cervello e i polmoni. Lo scorso maggio, Teddi ha raccontato a Usa Today la battaglia contro il tumore e le sensazioni vissute durante il periodo della malattia. La donna ha ricordato il momento della diagnosi: “Quando mi hanno comunicato la notizia del cancro ero sotto shock, mi sentivo intontita“. Mellencamp ha aggiunto: “Ci saranno ancora giorni difficili, ma continuo a combattere con le terapie”. A ottobre, la donna ha condiviso con i fan una notizia positiva: anche se non ufficialmente in fase di remissione, dopo l’immunoterapia il tumore non era più rilevabile. Le dichiarazioni di Teddi hanno riempito d’orgoglio papà John, che al podcast di Joe Rogan ha dichiarato: “Mia figlia è una guerriera”. L'articolo “A 12 anni perdi il rapporto con i figli e lo recuperi ai 21. Ho tre figlie, di cui una davvero malata. Ha un cancro al cervello”: John Mellencamp e il commovente racconto al podcast di Joe Rogan proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tumore
Trending News
Podcast
Usa
“I genitori del festeggiato hanno chiesto a ogni famiglia 5 sterline per la pizza. Far pagare gli invitati è una follia o sono io strana?”: lo sfogo di una mamma
“Far pagare gli invitati è una follia”. Fa discutere la presa di posizione di una madre, che ha criticato la decisione di una famiglia di far pagare la pizza agli invitati in occasione della festa di compleanno del figlio. La protagonista della storia, 40 anni circa, ha inviato una lettera al noto podcast 40ish. Durante la puntata, i conduttori hanno letto il messaggio in cui la signora ha raccontato che il figlio di 5 anni è stato invitato alla festa di compleanno di un compagno di classe. I genitori del festeggiato hanno chiesto alle famiglie dei bimbi un contributo di 5 sterline per pagare la pizza. Nella lettera, la mittente ha raccontato di volersi confrontare con gli ascoltatori per capire se lo stupore fosse legittimo. La donna ha ricordato che, ai suoi tempi, bastava un semplice rinfresco con tramezzini, patatine e bibite per festeggiare il compleanno con i compagni di classe. Il video, pubblicato su Tiktok, ha suscitato la reazione degli utenti. La maggior parte delle persone ha dato ragione alla donna e ha criticato la richiesta della coppia che ha chiesto i soldi per pagare le pizze. “Se non puoi permetterti di ospitare una festa, porta tuo figlio fuori da solo, ma far pagare gli invitati è follia” ha commentato un iscritto al canale. L’appoggio alla mamma non è stato unanime. Alcuni utenti hanno dichiarato che non tutti possono permettersi un grande evento e che chiedere un piccolo contributo permette al festeggiato di trascorrere un bel compleanno con gli altri bambini. L'articolo “I genitori del festeggiato hanno chiesto a ogni famiglia 5 sterline per la pizza. Far pagare gli invitati è una follia o sono io strana?”: lo sfogo di una mamma proviene da Il Fatto Quotidiano.
Storie dal Mondo
Podcast
TikTok
Gran Bretagna
“Presto la Groenlandia!”, il post dagli Stati Uniti che riaccende le tensioni con la Danimarca
Un post sui social è bastato a riaccendere la tensione tra Stati Uniti e Danimarca. Dietro il caso c’è Katie Miller, podcaster americana e moglie di Stephen Miller, uno dei più stretti collaboratori di Donald Trump. Sul suo profilo X è comparsa l’immagine della Groenlandia coperta dalla bandiera a stelle e strisce, accompagnata da una frase secca: “Presto la Groenlandia!”. Il messaggio, pubblicato all’indomani dell’operazione statunitense in Venezuela, ha avuto un’immediata eco diplomatica. A intervenire è stato l’ambasciatore danese a Washington, Jesper Møller Sørensen, che sempre su X ha richiamato con fermezza il principio dell’integrità territoriale: “Ci aspettiamo il pieno rispetto dell’integrità territoriale del Regno di Danimarca”. Pur senza nascondere il fastidio per il post, il diplomatico ha inquadrato la vicenda all’interno del rapporto strategico tra Stati Uniti e Danimarca. “Siamo stretti alleati e dovremmo continuare a lavorare insieme come tali”, ha scritto, sottolineando come la sicurezza americana sia strettamente intrecciata a quella danese e groenlandese. Un riferimento diretto al ruolo dell’isola artica nello scacchiere geopolitico e militare internazionale. Sørensen ha ricordato che la Groenlandia è già inserita nel perimetro della NATO e che la cooperazione tra Copenhagen e Washington nell’Artico è consolidata. In questo contesto ha richiamato anche gli investimenti annunciati dal governo danese: 13,7 miliardi di dollari stanziati per il 2025 destinati all’Artico e al Nord Atlantico. Il caso riporta inevitabilmente alla mente le esternazioni di Trump, quando aveva evocato l’ipotesi di un acquisto della Groenlandia da parte degli Stati Uniti. Stavolta non si tratta di una dichiarazione ufficiale, resta però il segnale politico. La foto dell’articolo è presa dal profilo X di Katie Miller: @KatieMiller L'articolo “Presto la Groenlandia!”, il post dagli Stati Uniti che riaccende le tensioni con la Danimarca proviene da Il Fatto Quotidiano.
Danimarca
Donald Trump
Mondo
Podcast
Stati Uniti
Doppio Fondo, il podcast su due cold case che scava nell’abisso di una città
Tre fratelli malavitosi, due imprenditori morti e altrettanti colleghi cronisti che si ritrovano dopo decenni a lavorare fianco a fianco, proprio come gli investigatori che risolveranno il caso a distanza di oltre vent’anni. Sullo sfondo una città, Brindisi, e la sua storia criminale e sociale, dal sogno di diventare capitale dell’industria chimica alla nomea di “Marlboro City”, l’epicentro del contrabbando negli Anni novanta. Tutto questo hanno shakerato i giornalisti Carlo Annese e Gianmarco Di Napoli in Doppio fondo. È un podcast in sei puntate – più il bonus track di un’intervista esclusiva a uno dei boss pentiti della Sacra Corona Unita – per raccontare la risoluzione di uno dei meno noti e più clamorosi cold case, la scomparsa di Salvatore Cairo, sparito nel nulla nel novembre 2000. Fu un omicidio, come era stato un assassinio senza soluzione quello di Sergio Spada, ucciso un anno e mezzo dopo la lupara bianca del suo collega-concorrente. Entrambi, vendendo padelle porta a porta in tutto il Centro-Sud Italia, avevano costruito due piccoli imperi. Ma che Cairo fu effettivamente ammazzato, chi furono i suoi assassini e chi fece fuori Spada lo si è scoperto solo di recente. Ed è proprio da qui che inizia Doppio Fondo, da un blitz davanti a un pozzo alla periferia di Brindisi: un diversivo per “alzare la sabbia”, confondere e ascoltare di nascosto. Perché c’è qualcuno che ha parlato, a vent’anni di distanza, e ha detto che Cairo è stato assassinato, fatto a pezzi con una motosega e gettato in un pozzo. Un magistrato e gli investigatori, gli stessi che all’epoca avevano annusato e capito senza riuscire a chiudere il cerchio, ricominciano a indagare. E questa volta hanno in mano le tessere per completare il puzzle. In sei puntate serrate, Annese e Di Napoli vanno avanti e indietro nel tempo, raccontano la storia dei due assassini, Cosimo ed Enrico Morleo, del terzo fratello che li ha incastrati e del processo che li ha condannati all’ergastolo in primo e secondo grado. Il fuoco sono loro, ma intorno si scende nell’abisso del fiorente traffico illegale di sigarette, della spietatezza della Sacra Corona Unita e della conquista del Montenegro a suon di mazzette raccontata dalla viva voce del boss sacrista Adriano Stano: tutte vicende criminali e sociali di Brindisi, all’epoca dei fatti al tramonto dell’essere “Marlboro City”. Filo conduttore, insieme a decine di testimonianze, e centro emotivo del podcast sono le mogli di Cairo e Spada, Elvira Stano e Paola Annicchiarico, due donne che hanno subito compreso cosa fosse accaduto e chi avesse messo fine alla vita dei loro cari. Sono state capaci prima di trovare la forza di sopravvivere al dolore e poi di aspettare la giustizia. Doppio fondo è cronaca giornalistica pura – quella che Annese e Di Napoli hanno esercitato per una vita tra sport, nera e giudiziaria – ma allo stesso tempo ha la struttura di un grande romanzo noir. Ragiona infatti sul “perché” di un crimine spietato come quello di Cairo, sul contesto, la corruzione morale e la psicologia oscura dei protagonisti. Prodotto da Piano P, si ascolta d’un fiato su Spotify e tutte le altre piattaforme audio. L'articolo Doppio Fondo, il podcast su due cold case che scava nell’abisso di una città proviene da Il Fatto Quotidiano.
Podcast
Cronaca Nera
Omicidio
Brindisi
Contrabbando
“Le scene di baci e sesso sono terribili, tutti ti guardano. Una volta ho dovuto baciare una persona fidanzata con una mia amica”: le confessioni di Pilar Fogliati
Pilar Fogliati si è raccontata al BSMT, il podcast di Gianluca Gazzoli. Nella chiacchierata tra l’attrice e lo speaker radiofonico è stato affrontato anche il tema delle scene hot sul set cinematografico. “Le scene di baci e sesso sono terribili” ha rivelato la Fogliati, che ha parlato dell’imbarazzo provato davanti alla cinepresa. Gli attori devono condividere la loro passione – per quanto finta – davanti a tanti altri membri della troupe. Pilar ha raccontato che “intorno ci sono Giacomo, Ivano, Marco… 47 persone che ti guardano“, dunque non il massimo della privacy. L’attrice ha snocciolato gli aneddoti dei momenti spinti sul set. Tra questi ha raccontato anche di aver corso il rischio di compromettere un’amicizia: “Una volta ho dovuto baciare una persona che era fidanzata con una mia amica“. È UNA QUESTIONE DI PROFESSIONALITÀ La domanda è: come affrontare l’imbarazzo di una scena spinta? “È una questione di professionalità” ha spiegato Pilar “lo fai anche per dire che non sei coinvolta”. Per quanto riguarda la scene di sesso, gli attori sono supportati dalla figura dell’intimacy coordinator. La persona in questione si interfaccia con l’attrice chiedendo quali sono le posizioni che preferisce fare e se alle prove si vuole girare con i vestiti. “Poi ci chiedevano se ci sentissimo a disagio” e ancora “entrambi rispondevamo di no”. Tra un bacio e l’altro cosa si fa? Si chiacchiera: “E quindi mi stai dicendo che ti sei trasferito…” ha raccontato Pilar che ha aggiunto “a una certa senti ‘azione!'” e di nuovo scatta il bacio tanto finto sul set quanto reale per lo spettatore. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da The BSMT (@bsmt_basement) L'articolo “Le scene di baci e sesso sono terribili, tutti ti guardano. Una volta ho dovuto baciare una persona fidanzata con una mia amica”: le confessioni di Pilar Fogliati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Podcast
Cinema Italiano
“Amo Georgina perché si prende cura di me, della famiglia e della casa. È ciò che cerco”: Cristiano Ronaldo al centro delle critiche per una frase giudicata sessista
“Si prende cura di me, della famiglia e della casa. Io non riuscirei a fare bene come lei, gli uomini in generale non riuscirebbero“. Nel bene o nel male, Cristiano Ronaldo resta uno dei personaggi più chiacchierati. Il campione portoghese è al centro delle polemiche per alcune dichiarazioni rilasciate durante l’intervista al podcast di Piers Morgan. L’attaccante dell’Al-Nassr, club dell’Arabia Saudita, ha affrontato diversi temi tra cui il rapporto con la futura moglie Georgina Rodriguez. La modella e Ronaldo hanno una relazione dal 2016 e sono prossimi al matrimonio, con la data ancora da ufficializzare. Nell’intervista il portoghese ha esaltato la futura moglie, lasciandosi andare a un commento che ha fatto indignare i social. “GLI UOMINI NON RIESCONO” Alla domanda di Piers Morgan sui motivi per i quali Ronaldo è innamorato di Georgina il giocatore ha risposto dicendo: “È l’amore della mia vita, ci supportiamo sempre vicendevolmente”. E ancora : “Ha tantissimi pregi e tanti aspetti che la rendono unica“. Ronaldo ha aggiunto che sceglierebbe sempre Georgina perchè “si prende cura di me, della famiglia e della casa, un aspetto che porta via tanto tempo. Io non riuscirei a gestirla così bene, gli uomini in generale non riescono”. Cristiano Ronaldo ha elogiato a tutto tondo la sua futura consorte: “Oltre alle sue qualità fisiche mi piace perchè mi capisce, è l’unica persona che desidero.” L'articolo “Amo Georgina perché si prende cura di me, della famiglia e della casa. È ciò che cerco”: Cristiano Ronaldo al centro delle critiche per una frase giudicata sessista proviene da Il Fatto Quotidiano.
Matrimonio
Podcast
Pettegolino
Polemica
“I genitori sono quelli che ti rompono i cogli**ni, ma sono anche due persone che si amano. Ho trovato 500 lettere di mio padre per mia madre”: Paolo Kessisoglu commosso
Paolo Kessisoglu è stato ospite di del podcast BSMT di Gianluca Gazzoli per raccontare anche aspetti inediti del suo privato. Tra alcuni aneddoti quello riguardate i suoi genitori. L’attore ha ritrovato, mentre riordinava casa dopo la morte della madre Graziella e del padre Pietro a soli sei mesi di distanza, un sacco con 500 lettere d’amore. “Mio padre le aveva scritte tutte mentre faceva il servizio militare. – ha detto – Si era fidanzato con mia madre abbastanza da poco. Ho scoperto che i miei genitori si amavano tantissimo. I genitori sono qualcosa oltre l’amarsi, sono il loro ruolo. Ti devono educare, sono quelli che ti dicono i no, sono quelli che ti rompono i cogl**ni. Ma sono due persone che si amano. Non ci pensi mai, ma sono persone che hanno sentimenti, che si sono amate, che hanno fatto le cose che quando ti innamori pensi di aver fatto solo tu. Quandi pensi a loro, pensi a due persone che sono nate per fare i genitori. E invece non è così. Quando non ci sono più, li rivaluti. Perché finalmente la bilancia mette il giusto peso. Non sono più i tuoi genitori, ma sono una cosa che finalmente ti fa mettere in fila tutto quello che erano anche prima”. Già nel 2023 l’attore aveva speso delle parole molto affettuose nei confronti di entrambi i genitori con un lungo post su Instagram: “A pochi mesi l’uno dall’altro mi hanno salutato. Ho passato più o meno 150 giorni a smaltire e catalogare (grazie di avermi donato una sorella con cui condividere l’esperienza) tutto quello che c’era, tutto ciò che rimaneva di una vita, anzi due”. E ancora: “Succedono cose strane quando dietro di te non hai più un muro dove appoggiarti. Mi sono accorto che la mia attenzione in corso d’opera andava maggiormente a foto e documenti che riguardavano la loro vita di persone, non di genitori. Ho trovato centinaia di lettere d’amore inviate dalla caserma dove papà faceva il servizio di leva (perdonami papà se non ho resistito dal leggerne qualche stralcio), fotografie da fidanzati, documentazioni di viaggi”. “Ho scoperto un lato sconosciuto, infinite dolcezze, sogni sconosciuti, – ha affermato – passioni che il tempo ed il ruolo di educatori avevano sfumato. Ho sentito rifiorire in me una stima rinnovata e un immenso senso di gratitudine a coloro che mi hanno dato una vita e fornito un esempio. A me figlio, ruolo che ahimè non posso più esercitare, dico che mi sarebbe piaciuto tanto conoscere molto di più di quelle due persone, dei loro sogni, aspettative, rinunce e passioni che forse non ho mai colto. A chiunque, che figlio può ancora essere, dico di non dimenticarsi che i genitori sono prima di tutto uomini”. L'articolo “I genitori sono quelli che ti rompono i cogli**ni, ma sono anche due persone che si amano. Ho trovato 500 lettere di mio padre per mia madre”: Paolo Kessisoglu commosso proviene da Il Fatto Quotidiano.
Trending News
Podcast
Genitori