Viktor OrbĂĄn e Robert Fico non mollano e bloccano lâimpegno europeo di sostegno
allâUcraina, almeno fino a quando Kiev non ripristinerĂ le forniture di petrolio
russo ai due Paesi attraverso lâoleodotto Druzhba danneggiato dai bombardamenti.
A niente sono serviti gli appelli degli altri Stati membri, tantomeno le
richieste delle istituzioni Ue di rispettare la parola data. E nemmeno lâimpegno
del presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, di ripristinare le forniture entro
un mese e mezzo, ammorbidendo cosĂŹ le sue posizioni intransigenti sui flussi di
petrolio russo verso lâUe. CosĂŹ, il Consiglio Ue non ha potuto far altro che
approvare le conclusioni in merito solo col sostegno di 25 Stati membri su 27
lâinvio del prestito da 90 miliardi a sostegno dellâUcraina e lâimposizione del
ventesimo pacchetto di sanzioni alla Russia.
La decisione finale, raccontano fonti di Bruxelles, è arrivata dopo un lungo e
concitato dibattito tra i capi di Stato e di governo, la maggior parte dei quali
era impegnato a cercare di convincere Budapest e Bratislava a rispettare gli
accordi raggiunti lo scorso anno. OrbĂĄn, raccontano, ha fatto un breve
intervento sostenendo che la propria posizione è âlegalmente solidaâ. Parole
alle quali ha replicato il presidente del Consiglio Ue, Antonio Costa, che ha
definito il suo comportamento âinaccettabileâ e âcontrarioâ al principio della
leale cooperazione previsto dai Trattati.
Dâaltra parte, il leader ungherese, che tra meno di un mese dovrĂ affrontare le
elezioni parlamentari in patria che lo vedono, almeno stando ai sondaggi, i
netto svantaggio sul suo principale avversario, Peter Magyar, lo aveva
anticipato in mattinata entrando allâincontro: âLa posizione ungherese è molto
semplice, siamo pronti a sostenere lâUcraina quando avremo il nostro petrolio
che è bloccato da loro. Fino ad allora non ci sarà alcuna decisione favorevole
per lâUcrainaâ. Inutili le promesse fatte da Kiev nei giorni scorsi, giudicate
dai due Paesi dellâEst Europa âuna farsaâ: âNoi aspettiamo il petrolio. Tutto il
resto è solo una favola. Crediamo solo ai fatti. Il petrolio deve arrivare in
Ungheria e poi si aprirĂ un nuovo capitolo. Fino ad allora non possiamo
sostenere alcuna proposta pro-ucraina. Senza quel petrolio tutte le famiglie
ungheresi e le aziende andranno in bancarotta. Non è uno scherzo, non è un gioco
politico, Volodymyr Zelensky dovrebbe capirloâ.
I temi sul tavolo del Consiglio erano tanti, dalla guerra in Iran alla nuova
crisi energetica, ma molti leader hanno deciso di lanciare un appello a Ungheria
e Slovacchia, prima dellâincontro, affinchĂŠ tornassero sulle loro posizioni. âSe
si dice di impegnarsi su qualcosa, poi quellâimpegno deve essere rispettato â ha
dichiarato la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola â Questo è
sempre stato lo spirito del Consiglio europeo, cosÏ come lo è lo spirito della
leale cooperazione tra le istituzioni. Il Parlamento ha votato sul prestito e la
decisione è stata formalizzata anche dal Consiglio, ora ci aspettiamo che venga
attuata. SarĂ sempre richiesto a tutti coloro che siedono attorno al tavoloâ
Che il clima, però, non fosse favorevole al raggiungimento dellâunanimitĂ era
chiaro a tutti. Tanto che lâAlto rappresentante per la politica estera dellâUe,
Kaja Kallas, si era detta ânon molto ottimista, ma so che il presidente Costa si
sta davvero impegnando al massimo per trovare una soluzione con OrbĂĄn â. Nel
tentativo di sbloccare la situazione, supportando lâUcraina nel ripristino dei
flussi di petrolio, lâUnione europea aveva inviato dei suoi esperti nel Paese di
Volodymir Zelensky per valutare le reali condizioni delle pipeline. Uno sforzo
inutile, dato che OrbĂĄn e Fico hanno deciso di non rinunciare al proprio diritto
di veto.
X: @GianniRosini
L'articolo OrbĂĄn e Fico mettono il veto sul prestito da 90 miliardi allâUcraina:
Ue approva le conclusioni con soli 25 Stati membri proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Volodymyr Zelensky
La crisi diplomatica tra Ungheria e Ucraina, che peggiora giorno dopo giorno
dallâinvasione russa, è deflagrata fino a richiedere lâintervento dellâUnione
europea. Bruxelles, che si è sempre schierata al fianco di Kiev, spesso in
rottura con Budapest, al fine di garantire il necessario sostegno militare ed
economico negli anni del conflitto, questa volta ha dovuto redarguire
pubblicamente Volodymyr Zelensky, reo di aver minacciato il premier magiaro,
Viktor OrbĂĄn: il presidente ucraino ha detto che il premier si meriterebbe un
avvertimento âa modo loroâ dalle forze armate ucraine. Parole che hanno
scatenato le proteste di Budapest e lâinevitabile presa di posizione dellâUnione
europea che sta incentivando il percorso di adesione ucraino: âIn relazione ai
commenti fatti dal presidente ucraino Volodymyr Zelensky â ha dichiarato il
portavoce Olof Gill â siamo molto chiari come Commissione europea che questo
tipo di linguaggio non è accettabile. Non devono esserci minacce contro gli
Stati membri dellâUeâ.
Fin dallâinizio della guerra in Ucraina, lâUngheria ha rappresentato il
principale ostacolo allâimposizione di sanzioni nei confronti della Russia a
causa della dipendenza economica ed energetica di Budapest da Mosca. Questo ha
generato nel tempo diversi episodi di scontro, come lâultimo sul danneggiamento
dellâoleodotto Druzhba, fondamentale per il flusso di petrolio russo verso
lâUngheria. OrbĂĄn ha annunciato, e lo ha poi fatto, che avrebbe bloccato il
nuovo pacchetto di sanzioni a Mosca e il prestito da 90 miliardi dellâUe a Kiev
fino a quando gli ucraini non avrebbero riparato i danni fatti.
Da lĂŹ lâescalation è diventata inarrestabile, fino alle ultime dichiarazioni in
cui Zelensky ha detto che avrebbe fornito alle forze armate ucraine
âlâindirizzoâ della persona che blocca lâerogazione del prestito. âLasciate che
lo chiamino e discutano la questione con lui a modo loroâ, ha detto.
Dichiarazioni che hanno provocato la reazione sia del governo che del principale
avversario politico del premier ungherese, Peter Magyar. Il portavoce
dellâesecutivo, Zoltan Kovacs, ha parlato di âminaccia aperta. Questi ricatti
hanno superato di gran lunga ogni limite accettabile. Le emozioni personali non
hanno spazio in questioni come questa. LâUngheria non può essere intimidita e
non cederemo al ricattoâ. Il capo dellâopposizione si è schierato col governo:
âLa leadership dellâUe interrompa ogni legame con lâUcraina finchĂŠ il presidente
Zelensky non chiarirĂ le sue parole e non si scuserĂ con tutti i cittadini
ungheresi per le sue dichiarazioni. Lâapprovvigionamento energetico
dellâUngheria è una questione nazionale che trascende la politica di partito e
le campagne elettoraliâ. Tra chi ha espresso solidarietĂ a OrbĂĄn câè il premier
slovacco, Robert Fico, che insieme a Budapest ha deciso di bloccare il prestito
a Kiev: âSe il presidente ucraino continua cosĂŹ, potrebbe succedere che anche
altri Stati membri dellâUe blocchino il prestito da 90 miliardi allâUcrainaâ, ha
detto. Vicinanza è stata espressa anche dal portavoce del Cremlino, Dmitry
Peskov, che ha ironizzato dicendo che i Paesi europei âdovrebbero applicare
lâarticolo 5 della Natoâ a difesa di Budapest.
CosĂŹ, la Commissione Ue non ha potuto fare altro che condannare le parole del
presidente ucraino, pur ricordando di rimanere fedele agli impegni presi: âIl
nostro obiettivo piÚ importante in questo momento è erogare il prestito
concordato dal Consiglio europeo, un impegno che ci aspettiamo tutti i leader
dellâUe rispettino. Detto questo, lâescalation della retorica da tutte le parti
non è nÊ utile nÊ favorevole al raggiungimento di questo obiettivo. Siamo in
discussioni attive con tutte le parti con lâobiettivo di ridurre la retorica e
realizzare gli obiettiviâ.
Intanto, però, si è ormai nel bel mezzo dellâescalation che il premier
ungherese, in svantaggio di circa 20 punti in vista del voto del 12 aprile,
cercherĂ di usare a fini elettorali. CosĂŹ, parlando a Radio Kossuth, ha promesso
di usare âogni mezzo a sua disposizioneâ per ripristinare le forniture di
petrolio attraverso lâoleodotto Druzhba: âSmetteremo di lasciar transitare merci
importanti per lâUcraina fino a quando non riceveremo lâapprovazione di Kiev per
le forniture di petrolioâ, ha detto. Parole che rispondono a quelle di Zelensky
secondo cui lâoleodotto potrebbe essere riparato âin un mese e mezzoâ, anche se
non câè âalcuna ragione tecnica o di sicurezza per farloâ: âOnestamente â ha
aggiunto â non lo ripristinerei. Questa è la mia posizione. Lâho detto ai leader
europei e a tutti coloro che mi hanno chiamato per discutere della questione,
compresa la leadership dellâUe, perchĂŠ si tratta di petrolio russo. Ci sono
alcuni princĂŹpi che non hanno prezzoâ.
Come se non bastasse, a peggiorare la crisi tra i due Paesi arriva anche
lâarresto e poi lâespulsione dallâUngheria di sette cittadini ucraini,
dipendenti di una banca del loro Paese, accusati di riciclaggio di denaro
sporco. Le autoritĂ fiscali di Budapest hanno âidentificato i precedenti di
sette ucraini detenuti in relazione a ingenti trasferimenti di denaro contante e
oro in transito attraverso lâUngheria â ha scritto su X Kovacs â Lâoperazione è
stata supervisionata da un ex generale e maggiore dellâesercito, assistito da
persone con esperienza militare. Sulla base di queste risultanze, i sette
individui saranno espulsi dallâUngheriaâ. In aggiunta, âil governo ungherese
chiede risposte immediate allâUcraina in merito alle ingenti spedizioni di
denaro contante che transitano per lâUngheria, sollevando la questione se il
denaro possa essere collegato alla mafia di guerra ucraina â ha chiesto il
ministro degli Esteri, PĂŠter SzijjĂĄrtĂł â Da gennaio sarebbero transitati
attraverso lâUngheria 900 milioni di dollari e 420 milioni di euro in contanti,
oltre a 146 chili dâoro. Se si trattasse davvero di una transazione tra banche,
allora sorge spontanea la domanda sul perchĂŠ non viene gestita tramite bonifico
e perchĂŠ una quantitĂ cosĂŹ enorme di denaro contante debba passare attraverso
lâUngheria. FinchĂŠ Kiev non fornirĂ spiegazioni chiare sullâorigine e lo scopo
dei fondi, le autoritĂ ungheresi condurranno unâindagine approfondita, inclusa
una per riciclaggio di denaro avviata dallâamministrazione nazionale delle
imposte e delle doganeâ. Lâarresto dei sette dipendenti della banca ucraina ha
fatto scattare lâallerta per tutti i cittadini del Paese di Zelensky presenti in
Ungheria. Tanto che Kiev ha sconsigliato ai propri cittadini di viaggiare nello
Stato del premier OrbĂĄn.
X: @GianniRosini
L'articolo Zelensky minaccia OrbĂĄn: âDovrei fargli fare un discorso dai nostri
militariâ. LâUe avverte Kiev: âLinguaggio inaccettabileâ proviene da Il Fatto
Quotidiano.
I colloqui tra Ucraina e Russia devono salire âal livello dei leader: questo è
lâunico modo per risolvere tutte le questioni complesse e delicate e porre
finalmente fine alla guerraâ. Alla vigilia del bilaterale Ucraina-Usa in
programma giovedĂŹ a Ginevra, Volodymyr Zelensky sente Donald Trump per discutere
i temi sul tavolo del vertice svizzero. Ma nella telefonata, afferma il leader
ucraino, sono stati discussi anche âi preparativi per il prossimo incontro dei
team negoziali al completo in formato trilaterale allâinizio di marzoâ, che non
è ancora stato confermato, ma dovrebbe coinvolgere anche i rappresentanti di
Mosca. âCi aspettiamo che questo incontro offra lâopportunitĂ di portare i
colloqui a livello di leader. Il presidente Trump sostiene questo programmaâ,
scrive sui social Zelensky. Alla telefonata hanno preso parte anche Steve
Witkoff e Jared Kushner, gli inviati della Casa Bianca, che a Ginevra vedranno
il capo negoziatore di Kiev Rustem Umerov.
Gli ultimi due round negoziali si sono conclusi con un sostanziale stallo, ma la
chiamata Trump-Zelensky potrebbe indicare la volontĂ di fare uno scatto in
avanti. Il nodo è sempre quello dei territori: lâUcraina si oppone alla cessione
del Donbass e dellla regione di Zaporizhzhia, chiesta da Mosca con il
beneplacito di Washington. Un tema su cui lâUnione europea di fatto non si
esprime. âI nostri team lavorano intensamente e li ho ringraziati per tutto il
loro lavoro e per il loro coinvolgimento attivo nelle trattative e negli sforzi
per porre fine alla guerraâ, scrive Zelensky. âQuesto inverno è stato il piĂš
difficile per lâUcraina, ma i missili per i sistemi di difesa aerea che
acquistiamo dagli Stati Uniti ci stanno aiutando ad affrontare tutte queste
sfide e a proteggere delle viteâ.
L'articolo Ucraina, Zelensky sente Trump alla vigilia del bilaterale con gli
Usa: âI colloqui salgano a livello di leaderâ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non piĂš tardi di una settimana fa, Volodymyr Zelensky e soprattutto i leader
europei immaginavano la giornata del 24 febbraio come unâoccasione per ribadire
lâunitĂ tra Kiev e Bruxelles contro lâinvasore russo. E il messaggio di apertura
della conferenza stampa nella capitale ucraina, dove il capo dello Stato ha
ospitato, tra gli altri, la presidente della Commissione, Ursula von der Leyen,
e quello del Consiglio Ue, Antonio Costa, andava in quella direzione: âSappiamo
che non siamo soli. Grazie per il vostro sostegno e la vostra amiciziaâ, ha
detto il leader ucraino.
Le dimostrazioni di serenitĂ , se si fa eccezione per la ribadita promessa
dellâUe di stanziare fondi a favore dellâUcraina, finiscono qui. Un poâ per le
pressioni di Kiev che chiede certezze sul processo di adesione allâUe che le
garantirebbe, tra le altre cose, una bella fetta di fondi di coesione e anche un
perimetro di sicurezza sul quale poter contare, ma soprattutto per la nuova
azione ostruzionistica di Ungheria e Slovacchia che hanno deciso di bloccare il
prestito da 90 miliardi fino a quando, ha spiegato il premier magiaro Viktor
OrbĂĄn, lâUcraina non avrĂ riparato lâoleodotto Druzhba che trasportava il
greggio russo verso i due Paesi dellâUe.
TENSIONE SULLâOLEODOTTO
Ă questâultimo punto quello piĂš delicato, dato che il blocco imposto da Budapest
e Bratislava è stato annunciato solo poche ore prima della trasferta di von der
Leyen e Costa. La leader di Palazzo Berlaymont ha cercato di mantenere un clima
disteso, rassicurando la controparte sul fatto che âil prestito dellâUnione
europea da 90 miliardi di euro lo chiamiamo il prestito âporcospino dâacciaioâ
perchĂŠ dovrebbe dare allâUcraina la forza di un porcospino dâacciaio indigesto
per potenziali invasori. Voglio essere molto chiara e anche il presidente del
Consiglio lo ha detto. Il prestito è stato concordato da 27 capi di Stato e di
governo in seno al Consiglio europeo che hanno dato la loro parola. Questa
parola non può essere infranta, quindi manterremo il prestito in un modo o
nellâaltro. Voglio essere molto chiara, abbiamo diverse opzioni e le
utilizzeremoâ. E per dar forza alle proprie parole ha ricordato che âin questi
quattro anni lâUnione europea ha fornito quasi 200 miliardi di euro in supporto
militare e finanziario, piĂš di qualsiasi altro partner, e ce ne saranno altri in
arrivoâ.
La questione poteva chiudersi qui, almeno pubblicamente, ma Zelensky non aveva
evidentemente intenzione di far passare il tema senza chiarire la propria
posizione e quella del suo governo. LâUe, ha detto allâinizio del suo
intervento, âè stata con noi in questi anni difficiliâ, ma âcâè ancora molto da
fare. Non ci deve essere posto per la flotta ombra russa nellâUe. E non deve
esserci posto per il petrolio russo sui mercati Ueâ. Le sue parole, che in linea
di principio sono condivise dai vertici delle istituzioni europee, hanno però
costretto von der Leyen e Costa in un angolo, tra la necessitĂ di dimostrare e
garantire la volontĂ di continuare a sostenere Kiev e quella di arrivare il
prima possibile a un punto dâincontro con Ungheria e Slovacchia per sbloccare il
prestito in tempi rapidi. Anche per questo, la forzatura di Zelensky ha
provocato la risposta secca della presidente della Commissione, secondo cui
lâUcraina dovrebbe âaccelerareâ la riparazione dellâoleodotto. Ha poi
condannato, comunque, âgli attacchi russiâ contro la pipeline, attacchi che
mettono a rischio la âsicurezza energeticaâ dellâUe. Per questo, ha aggiunto,
âringrazio il primo ministro croato Andrej Plenkovic per i suoi sforzi per
aumentare il trasporto di petrolio verso Ungheria, Slovacchia e Serbia tramite
la Adriatic Pipelineâ.
Le parole di von der Leyen trovano forza in un altro non-detto, ossia che i
danni allâoleodotto sono frutto anche degli attacchi dei droni ucraini. Ma
Zelensky ha comunque deciso di tenere il punto replicando nuovamente alla
politica tedesca: lâoleodotto, ha detto, âè stato distrutto dalla Russia. Non è
la prima nĂŠ lâultima distruzione causata dai russi. Abbiamo le foto, le immagini
satellitari. Sta a Viktor Orbån parlare con Vladimir Putin, non può essere che
la Russia distrugge, lâUcraina ripara e poi la Russia attacca ancora mentre
stiamo riparando. Quando arriva la nostra squadra di riparazione, la Russia
attacca ancora per ammazzare la gente. Dovremmo riparare per cosa? Per perdere
gente? Ă un prezzo molto altoâ.
ZELENSKY PRESSA PER ENTRARE NELLâUE
I soldi sono importanti per Kiev, è stata la leadership ucraina a ribadirlo piÚ
volte: senza lâaiuto americano ed europeo la sua sopravvivenza sarebbe
impossibile. Ma câè anche un altro aspetto sul quale Kiev ha fretta di arrivare
a una conclusione storica: lâadesione allâUnione europea. Nei giorni scorsi,
diversi esponenti dei governi e delle istituzioni Ue, compreso anche il ministro
degli Esteri, Antonio Tajani, hanno ribadito che il processo di adesione del
Paese non può avvenire a discapito di altri Stati che stanno lavorando da molto
tempo per rispettare tutti gli standard richiesti, come quelli dei Balcani
occidentali.
Dichiarazioni come queste hanno forse preoccupato il presidente ucraino che ha
colto lâoccasione della presenza di von der Leyen e Costa per mettere ulteriore
pressione sulle istituzioni Ue: è di importanza âvitaleâ il fatto che âabbiamo
iniziato a lavorare sui dettagli di una garanzia di sicurezza geopolitica chiave
per lâUcraina, una data chiara di adesione allâUe. Lâanno 2027 è molto
importante per noi, spero che sia fattibile, in modo che Vladimir Putin non
blocchi la nostra adesione per decenniâ, ha detto.
Anche in questo caso, però, allâaccelerata di Zelensky è seguita la frenata di
von der Leyen: âCapisco benissimo che per voi sia importante anche una data
chiara. La data che stabilite è il punto di riferimento che volete raggiungere.
Sapete che da parte nostra le date, di per sĂŠ, non sono possibili da stabilire.
Ma naturalmente, da parte nostra è assolutamente chiaro che potete contare sul
nostro supporto per raggiungere il vostro obiettivoâ. Distensione e diplomazia
da parte di von der Leyen, quindi, che ha comunque fatto capire a Zelensky che
ulteriori forzature, al momento, non possono essere giustificate. âLâUcraina è
sulla buona strada per diventare membro dellâUnione europea â ha poi concluso
ricordando, però, gli impegni che proprio Kiev è chiamata a rispettare â Sapete
tutti che questo è un processo basato sui meriti. Deve esserlo. Ma questo
significa anche che la velocitĂ dipende dal Paese candidatoâ.
X: @GianniRosini
L'articolo Ucraina, botta e risposta tra Zelensky e von der Leyen
nellâanniversario dellâinvasione. Dallâoleodotto Druzhba allâadesione: i punti
di frizione proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mentre prosegue sottotraccia lâinchiesta âMidasâ e si inasprisce lo scontro
istituzionale tra i massimi uffici giudiziari del paese, Bruxelles fissa alcuni
paletti sul percorso di adesione dellâUcraina allâUe. Due di questi prevedono
che Kiev rafforzi gli organi anti-corruzione e li sottragga del tutto al
controllo della politica.
Lâaccelerazione è il frutto della svolta arrivata nel dicembre 2025 nei
negoziati, fino ad allora bloccati dal veto posto dellâUngheria allâingresso di
Kiev nellâUnione. Ben sapendo che prima delle elezioni Viktor Orban non lo
avrebbe revocato, i restanti 26 Stati hanno avviato trattative sostanziali senza
attendere lâok di Budapest. Lo stratagemma è consistito nel gettare la palla nel
campo dellâUcraina chiedendole di procedere piĂš velocemente sui requisiti
tecnici e sulle riforme necessarie per lâadesione in modo che, quando il blocco
politico cadrĂ , il Paese potrĂ avviare la negoziazione vera e propria senza
ulteriori ritardi.
CosĂŹ nelle scorse settimane Bruxelles ha inviato a Kiev una serie di documenti,
pubblicati dalla European Pravda, uno per ciascuno dei capitoli negoziali
previsti in questo nuovo iter. Uno di questi, il âCapitolo 23 â Giustizia e
diritti fondamentaliâ riguarda la lotta alla corruzione, piaga endemica della
pubblica amministrazione ucraina come dimostra lâinchiesta âMidasâ condotta
dallâUfficio nazionale (Nabu) e dalla Procura specializzata anti-corruzione
(Sapo) sul maxi-giro di tangenti che alla fine del 2025 ha portato alla
rimozione di due ministri e del capo dello staff di Volodymyr Zelensky. Quella
del contrasto alle tangenti è una delle principali condizioni poste da Bruxelles
fin dallâinizio dei negoziati, necessaria per garantire la sicurezza e la
continuitĂ degli investimenti stranieri nel paese. E viene ribadita proprio nel
Capitolo 23, che chiede espressamente a Kiev di ârafforzare lâindipendenza,
lâefficacia del mandato e la capacitĂ operativa delle istituzioni specializzate
nella lotta alla corruzioneâ e piĂš nello specifico di âestendere la
giurisdizione della Nabu a tutte le cariche pubbliche ad alto rischioâ e di
âassegnare alla Sapo i poteri necessari per avviare procedimenti penali contro i
membri del Parlamento senza la previa approvazione del Procuratore generaleâ,
che viene nominato dal presidente. Ma anche di ârendere la procedura di
selezione e licenziamentoâ di questâultimo âpiĂš trasparente e basata sul
meritoâ.
Le richieste sono precise e si basano su alcuni fatti accaduti nel 2025. Lo
Ukraine Report 2025, il rapporto annuale che analizza lo stato di avanzamento
delle riforme richieste a Kiev, ricorda che âa luglio (il 22, ndr) il Parlamento
ha adottato una legge che smantella importanti garanzie per lâindipendenza della
Nabu e della Sapo e pone il loro lavoro operativo sotto lâautoritĂ del
Procuratore generale, nominato politicamente. Tali modifiche avrebbero
gravemente indebolito il quadro anticorruzione dellâUcrainaâ. Il governo aveva
subito fatto marcia indietro di fronte alle piĂš grandi proteste di piazza
scoppiate nel paese dallâinizio della guerra e alle minacce dellâUe di tagliare
diversi programmi di finanziamento, che avevano indotto Zelensky in persona a
presentare una nuova legge che ripristinava lâindipendenza dei due enti, ma che
non affronta âmolte altre problematiche, comprese quelle che (âŚ) garantiscono al
Procuratore Generale lâaccesso a qualsiasi materiale di indagine preliminare (ad
eccezione di quelli di Nabu e Sapo). Tali disposizioni compromettono la
meritocrazia allâinterno del servizio giudiziario e aumentano i rischi di
indebite interferenze nei procedimenti penaliâ.
LâUe insiste sulla figura del Procuratore generale, e non è un caso. Il 21
luglio, 24 ore prima dellâapprovazione della controversa legge, era accaduto un
altro fatto. Ruslan Kravchenko, capo della Procura generale nominato appena un
mese prima proprio da Zelensky, aveva inviato i Servizi di sicurezza interni
(SBU) negli uffici della Nabu che giĂ stava indagando sul maxi-giro di tangenti
per 100 milioni di euro che di lĂŹ a qualche mese avrebbe investito il governo,
facendo sequestrare materiale relativo a diverse inchieste e arrestare due
importanti investigatori, scarcerati qualche mese dopo per insufficienza di
prove, con lâaccusa di avere legami con la Russia. La mossa era stata
interpretata da diversi osservatori come un attacco frontale di Zelensky a Nabu
Sapo, che aveva dato inizio allo scontro istituzionale tuttâora in corso tra il
Procuratore generale e le due agenzie anti-corruzione. âIl ruolo del Procuratore
generale rimane politicizzatoâ, rimarca lo Ukraine Report 2025, mentre al Paese
occorre âun quadro anti-corruzione solido e indipendenteâ. Se Kiev intende
proseguire nel suo cammino di adesione allâUe deve porre rimedio, è il messaggio
di Bruxelles.
L'articolo Ucraina, i paletti di Bruxelles per lâingresso nellâUe: âPotenziare
gli organi anti-corruzioneâ (gli stessi che Zelensky ha provato a smantellare)
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un fondo di investimento in un paradiso fiscale ai Caraibi. Due societĂ in
unâisola nellâOceano Pacifico che investivano nel fondo attraverso tre banche in
Svizzera. Al centro dello schema lâex moglie e i 4 figli di Herman Galushchenko,
lâex ministro ucraino dellâEnergia coinvolto nellâinchiesta âMidasâ e arrestato
domenica mentre tentava di fuggire allâestero. Un complicato gioco di scatole
cinesi usato, secondo lâUfficio nazionale (Nabu) e la Procura specializzata
anti-corruzione (Sapo), per riciclare oltre 100 milioni di dollari frutto delle
tangenti imposte sugli appalti del settore energetico, giĂ in ginocchio dopo
anni di bombardamenti russi.
Tutto comincia nel febbraio 2021 quando sullâisola di Anguilla, territorio
britannico dâoltremare nei Caraibi orientali con giurisdizione a tassazione
nulla, viene registrato un fondo âche avrebbe dovuto attrarre circa 100 milioni
di dollari di investimentiâ, specificano i pm. Lâoperazione è orchestrata dal
gruppo che gravita attorno a Timur Mindich, ex socio di Volodymyr Zelensky e
deus ex machina di quella che gli inquirenti chiamano la âlavanderiaâ. Il fondo
viene intestato a un conoscente di lunga data dellâorganizzazione, un cittadino
delle Seychelles e di Saint Kitts e Nevis, lo Stato sovrano piĂš piccolo
dellâemisfero occidentale situato come Anguilla nelle Piccole Antille, che aveva
il compito di riciclare le mazzette.
Tra gli âinvestitoriâ del fondo figura anche la famiglia di Galushchenko. La sua
partecipazione è schermata attraverso due societĂ create dallâaltra parte del
globo, nelle Isole Marshall, integrate nella struttura di un trust registrato a
Saint Kitts e Nevis e tra i cui beneficiari figurano lâex moglie e i quattro
figli dellâex ministro. Queste due societĂ iniziano a investire nel fondo di
Anguilla acquistandone le azioni e i membri della âlavanderiaâ, ânellâinteresse
del sospettatoâ specificano i pm, trasferiscono soldi sui conti del fondo aperti
presso tre banche svizzere.
Il meccanismo alla base del riciclaggio è riassunto in uno schema elaborato dai
magistrati. Il denaro frutto delle tangenti incassate sugli appalti di
Energoatom, il colosso statale dellâenergia, viene raccolto da âRocketâ, nome
con il quale nelle chat dellâorganizzazione viene indicato Ihor Myroniuk, ex
consigliere di Galushchenko, e trasferito nella âlavanderiaâ in cui operano
âCarlsonâ (ovvero Mindich), âChe Guevaraâ (lâex vicepremier Oleksiy Chernyshov)
e âSugarmanâ, ovvero Oleksandr Tsukerman, incaricato della gestione tecnica del
riciclaggio. Il totale raccolto, per gli inquirenti che in questa indagine
collaborano con i colleghi di altri 15 paesi, è di 112 milioni di dollari in
contanti.
I soldi vengono quindi convertiti in criptovalute su piattaforme internazionali,
trasferiti nel fondo sullâisola di Anguilla che è partecipato dalle due societĂ
intestate intestate allâex moglie e ai quattro figli di Galushchenko, che
acquistano quote del fondo diventandone âinvestitoriâ. A quel punto i capitali
risultano apporti privati e sono perfettamente ripuliti. Da lĂŹ, il denaro prende
la via della Svizzera. Secondo lâaccusa, sui conti elvetici intestati al fondo
sarebbero arrivati 7,4 milioni di dollari. Altri oltre 1,3 milioni di franchi
svizzeri e 2,4 milioni di euro sarebbero stati consegnati in contanti alla
famiglia dellâex ministro. Parte di questi, sottolineano i pm, âè stata spesa
per pagare lâistruzione dei figli in prestigiosi istituti svizzeri ed è stata
depositata sui conti dellâex moglie. Il resto è stato collocato su depositi
bancari, dai quali la famiglia dellâalto funzionario riceveva redditi aggiuntivi
e li spendeva per esigenze personaliâ.
Il 15 febbraio Galushchenko è stato fermato dai detective della Nabu mentre
tentava di lasciare lâUcraina. Ora è accusato di riciclaggio e associazione a
delinquere.
L'articolo Ucraina. Il fondo ai Caraibi, le societĂ alle Marshall, le banche in
Svizzera: cosĂŹ lâex ministro Galushchenko & C. riciclavano le tangenti del
settore energetico proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha attaccato il Comitato olimpico per
la decisione di escludere lâatleta di skeleton Vladyslav Heraskevych dalle
Olimpiadi invernali, sottolineando che questo ânon ha nulla a che fare con la
paceâ. Lâatleta 27enne, specialista di skeleton e portabandiera della
delegazione ucraina alla cerimonia di apertura, è stato squalificato perchÊ il
suo casco viola lâarticolo 50 della Carta Olimpica, che proibisce qualsiasi
forma di âpropaganda politicaâ nei luoghi di gara, nel Villaggio Olimpico o
durante le cerimonie di premiazione.
L'articolo âIl Comitato olimpico per paura della veritĂ semina il caosâ:
lâattacco di Zelensky dopo lâesclusione dellâatleta Heraskevych proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Qualcuno ha piazzato âcimiciâ in casa di un investigatore della Nabu, lâUfficio
nazionale anti-corruzione, che lavora allâinchiesta âMidasâ. La notizia è
arrivata dalla stessa Nabu su Telegram e il suo direttore Semen Kryvonos ha
fornito ulteriori dettagli durante la presentazione della relazione delle
attivitĂ dellâufficio per il secondo semestre del 2025. Lâindagine sul presunto
maxi-giro di tangenti per 100 milioni di dollari che è costato la poltrona a due
ministri e al braccio destro del presidente Volodymyr Zelensky continua a
riservare colpi di scena.
âNellâabitazione di un capo dellâunitĂ investigativa della Nabu, che indaga
sulla corruzione nel settore della difesa, sono stati trovati dispositivi per la
raccolta clandestina di informazioniâ, ha reso noto la Nabu il 10 febbraio. In
particolare, âlâunitĂ sta indagando su truffe nellâacquisto di droni e il suo
responsabile fa parte del gruppo di investigatori del caso âMidas'â. âSecondo i
dati preliminari, il tentativo di installare i dispositivi di intercettazione è
stato effettuato da membri di un organo di polizia â prosegue la nota -. Il
Bureau nazionale ha giĂ avviato unâindagine preliminare su questo fattoâ.
âI dipendenti di una delle forze dellâordine hanno installato delle
apparecchiature senza alcuna autorizzazione del tribunale â ha spiegato Kryvonos
poco dopo, come riferito dallâUkrainska Pravda -. Ora stiamo esaminando la
questione in dettaglio. Cosa pensavano di ascoltare a casa della responsabile
della divisione? Hanno commesso un reato. Voglio solo che sappiano che siamo a
conoscenza di ciò che hanno fatto. Continuano a tramare, a esercitare pressioni
sulle persone. Conosciamo i nomi di questi signori e chi è coinvoltoâ
nellâoperazione.
A spiegare chi potrebbe aver collocato le âcimiciâ è stato Oleksandr Klymenko,
direttore del Sapo, la Procura specializzata anticorruzione che lavora in
parallelo con la Nabu, che ha puntato il dito contro lâSbu (Sluzhba Bezpeky
Ukrainy) il Servizio di Sicurezza ucraino. âNel Paese è in corso unâinvasione su
vasta scala e allo stesso tempo il Servizio di sicurezza sta dedicando risorse
enormi allâindagine sulla mancata dichiarazione di alcuni beni da parte di un
detective. Eppure non è di loro competenza, è una violazione della leggeâ, ha
detto Klymenko durante il briefing-presentazione del rapporto semestrale.
Kryvonos ha aggiunto che nelle ultime settimane diverse forze dellâordine hanno
lavorato per raccogliere informazioni sulla Nabu e che i dipendenti dellâufficio
sono nel mirino: âChe si tratti di insinuazioni o di preparativi per
qualcosâaltro, è in corso unâondata di diffamazione contro queste personeâ.
L'articolo Ucraina, lâUfficio nazionale anti-corruzione: âI servizi segreti
hanno spiato un investigatore del caso Midasâ proviene da Il Fatto Quotidiano.
Câè una data per lâannuncio delle elezioni presidenziali e del referendum in
Ucraina. Il 24 febbraio il presidente Zelensky dovrebbe parlare alla nazione,
nel giorno del quarto anniversario dellâinvasione. Lo scrive il Financial Times
citando funzionari ucraini ed europei. Secondo la testata londinese, il governo
ucraino vorrebbe chiamare il popolo alle urne, lo stesso giorno, per le elezioni
politiche e il referendum su un eventuale accordo di pace con la Russia. La
scelta è seguita alle pressioni di Donald Trump, affinchÊ entrambe le votazioni
si tenessero entro il 15 maggio, pena la perdita delle garanzie di sicurezza
proposte dagli Usa. Il presidente Usa vorrebbe porre fine alla guerra entro
lâestate, per correre alle elezioni di midterm senza il fardello della guerra in
Ucraina.
âGli ucraini hanno questa idea radicata che tutto debba essere legato alla
rielezione di Zelenskyâ, ha affermato un funzionario occidentale, riferendosi al
possibile referendum sullâaccordo di pace. Secondo il Financial Times, il
governo sarebbe disposto a soddisfare rapidamente le richieste americane,
nonostante i sondaggi indichino un calo dei consensi per il presidente.
Ma sia la road map che lâultimatum degli Stati Uniti non è detto che saranno
rispettati, secondo funzionari ucraini e occidentali sentiti dal Financial
Times. La grande incognita risiede nei progressi verso un accordo di pace con il
presidente russo Vladimir Putin. Secondo il calendario di lavoro, il Parlamento
ucraino fra marzo e aprile dovrebbe lavorare alle modifiche legislative
necessarie per consentire il voto in condizioni di guerra. La legge marziale
vieta allâUcraina di tenere elezioni nazionali durante un conflitto armato.
Secondo la testata, Zelensky vorrebbe massimizzare le sue prospettive di
rielezione, rassicurando al contempo Donald Trump che Kiev non sta rallentando
un accordo di pace.
Sul campo, intanto, le truppe russe sarebbero avanzate nelle ultime 24 ore,
soprattutto in due aree della Repubblica Popolare di Donetsk: Ilyinivka e
Stepanivka. Lo ha dichiarato alla Tass lâesperto militare Andrei Marochko.
Secondo questâultimo, le forze ucraine stanno cercando di riconquistare
posizioni perse nei pressi della stazione ferroviaria della cittĂ , dove i
combattimenti sono descritti come âferoci, intensi e tesiâ. La scorsa settimana,
Mosca aveva ampliato la sua area di controllo fino a 1,5 km attorno a tre
insediamenti vicini a Kostiantynivka.
I raid russi non si fermano. Un attacco nella regione orientale di Kharkiv ha
ucciso tre bambini e un adulto, ha annunciato il capo dellâamministrazione
militare locale Oleg Synegubov. Secondo un rapporto della Missione di
monitoraggio dei diritti umani delle Nazioni Unite in Ucraina (Hrmmu) pubblicato
allâinizio di gennaio, quasi 15.000 civili ucraini sono stati uccisi e 40.600
feriti dallâinizio dellâinvasione russa il 24 febbraio 2022. Il rapporto afferma
che il 2025 è stato lâanno piĂš mortale dopo il 2022, con oltre 2.500 civili
uccisi.
L'articolo Financial Times: âIl 24 febbraio Zelensky vuole annunciare le
elezioni presidenziali e il referendum sullâaccordo di paceâ proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Usa e Russia potrebbero firmare accordi di cooperazione economica dal valore di
12 trilioni di dollari, e non è escluso che gli affari si conducano sulla pelle
dellâUcraina. Il monito sarebbe stato lanciato da Zelensky durante una
conversazione con i giornalisti, secondo la testata Ukrinform.
IL PRESIDENTE: âGLI ACCORDI NON VIOLINO LEGGI E COSTITUZIONE DI KIEVâ
âLâintelligence mi ha mostrato il cosiddetto âpacchetto Dmitrievâ, che lui ha
mostrato negli Stati Uniti, il volume è di circa 12 trilioni di dollariâ, le
parole del leader ucraino. âSi tratta presumibilmente di un pacchetto di
cooperazione economica tra America e Russiaâ. Secondo Ukrinform, il presidente
teme che questi documenti potrebbero contenere anche questioni relative
allâUcraina, almeno a giudicare dai segnali sui media. âDimostriamo chiaramente
che lâUcraina non sosterrĂ eventuali accordi tra le parti su di noi senza di
noiâ, avrebbe detto Zelensky ai cronisti. Poi avrebbe spiegato i paletti posti
dalla delegazione di Kiev ai negoziati di pace: âSe ci saranno accordi
bilaterali tra Russia e Stati Uniti, i punti che saranno correlati allâUcraina
non potranno contraddire la Costituzione ucraina, le leggi ucraine e non
dovrebbero essere discussi senza lâUcraina. LâUcraina mostrerĂ la sua reazione
in caso di tali rischiâ.
âMOSCA POTREBBE TRASCINARE IN GUERRA LA BIELORUSSIA CON I MISSILI ORESHNIKâ
Zelensky è preoccupato anche per il possibile ingresso della Bielorussia nel
conflitto. I missili balistici Oreshnik, della Russia, arriveranno sul suolo di
Minsk minacciando anche lâEuropa. âStiamo dicendo al popolo bielorusso che sta
venendo trascinato in una guerra contro lâUcrainaâ, ha detto il presidente.
Aggiungendo: âQuesto regime è alleato dellâaggressore, ma in Bielorussia ci sono
persone che non prendono parte direttamente alla guerra. Tuttavia crediamo che
ci siano rischiâ. Il leader ha ricordato i corridoi aerei sfruttati da Putin in
Bielorussia, per attaccare con i droni il settore energetico e lasciare i civili
ucraini al freddo: âSi tratta di supporto tecnico, attrezzature tecniche sulle
antenne in Bielorussia che hanno aiutato i droni. LâUcraina ha affrontato la
questione e ha trovato il modo di utilizzare alcune antenne per ridurre la
portata degli attacchi contro di noi. Ma non possiamo affrontare la questione
Oreshnik con la stessa discrezione con cui abbiamo affrontato la questione delle
antenne in Bielorussiaâ, ha spiegato Zelensky. Secondo lui, i lavori preparatori
per lâinvio di Oreshnik in Bielorussia sono giĂ stati svolti.
L'articolo Zelensky: âPossibile accordo Usa-Russia da 12 trilioni. Non
sosterremo mai decisioni sullâUcraina prese senza di noiâ proviene da Il Fatto
Quotidiano.