Nell’ultima puntata di stagione di Fratelli di Crozza, in onda il venerdì sera
in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza è tornato
a vestire i panni del ministro degli Esteri, Antonio Tajani
“Live streaming ed episodi completi su discovery+ (www.discoveryplus.it)”
L'articolo Crozza diventa Tajani: “Io ministro? Questa cosa mi è capitata tra
capo e collo…strano vero?” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Antonio Tajani
Ennesimo scivolone, se così si può definire, del ministro degli Esteri Antonio
Tajani, che per difendere i suoi consigli agli italiani a Dubai ha citato la
strage della discoteca svizzera di Crans Montana, dove sono morti carbonizzati
41 ragazzi e altri 115 sono rimasti gravemente feriti. “Qualcuno ha ironizzato
su quello che ho detto sui droni perché sembrava una cosa ovvia” ha detto il
minstro intervistato da Tiziana Panella a Tagadà, su La7. “Ma è pure una cosa
ovvia uscire subito da una discoteca se c’è un incendio in discoteca. Purtroppo,
per mettersi a filmare, quaranta ragazzi hanno perso la vita“. A quel punto è
intervenuta la conduttrice. “Hanno perso la vita in quella discoteca perché
qualcuno non aveva fatto tutti i lavori che doveva fare” ha precisato Panella.
“E poi perché magari si sono attardati”.
video La7
L'articolo Tajani: “Un’ovvietà dire attenti ai droni? Anche non mettersi a
filmare se c’è un incendio in discoteca…”. La replica di Panella proviene da Il
Fatto Quotidiano.
L’appello per il sì al referendum di Antonio Tajani non è stato per nulla
gradito durante il congresso romano del sindacato Snals-Confsal. Tanto che il
videomessaggio, già registrato in vista dell’evento, è stato interrotto, proprio
quando il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri ha invitato a votare sì
alla consultazione prevista il 22 e 23 marzo. “Spegnete il videomessaggio del
ministro, è una mancanza di stile“, ha chiesto dal palco il presidente del
congresso Snals Mario Bozzo tra gli applausi del pubblico.
A intervenire, subito dopo, è stata la segretaria generale del sindacato, Elvira
Serafini: “Non avevamo visto il video. Noi rappresentiamo un sindacato autonomo
e nella nostra autonomia abbracciamo tutte le anime, da destra a sinistra. Lo
dico e lo ribadisco: noi ci teniamo a quella ‘A’ che si identifica autonoma. Ci
confrontiamo, costruiamo dei percorsi nella nostra autonomia”. Serafini ha poi
invitato il pubblico “a calmare gli animi”, dopo segni di disapprovazione giunti
dalla platea all’indirizzo del video con Tajani. “È comunque un ministro della
Repubblica italiana, ci piaccia o non ci piaccia lo ringraziamo per il suo
messaggio ma non per quello che ci è stato comunicato”, ha aggiunto la
segretaria generale dopo il proseguimento della contestazione da parte del
pubblico.
L'articolo “Spegnete il video, è una mancanza di stile”: Tajani fa campagna per
il sì e il sindacato Snals lo interrompe (tra gli applausi) proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Bisogna battere il Paese strada per strada, casa per casa, scuola per scuola”
per convincere anche i ragazzi a dire Sì al referendum sulla giustizia. A
chiamare a raccolta i giovani di Forza Italia, spronandoli ad andare “nei
gazebo, nei mercati, fra i colleghi di università, fra i compagni di lavoro e
anche a scuola perché ci sono i 18enni che votano e occorre spiegare loro cosa è
questa riforma” è il leader di Forza Italia e ministro degli Esteri Antonio
Tajani.
Alla faccia degli appelli alla par condicio del collega dell’Istruzione Giuseppe
Valditara che nei giorni scorsi ha annunciato verifiche degli Uffici scolastici
regionali per monitorare gli incontri senza contradditorio, il vicepremier, a
bordo di una delle “Frecce per il Sì”, il treno che ha attraversato l’Italia per
fare propaganda a favore della riforma Nordio, rivolgendosi ai ragazzi ha detto:
“Grazie per il lavoro che fate, sono molto fiero di voi. Siamo qui siamo là,
siamo in tutta la città, come si diceva nel Sessantotto. E’ importantissimo che
in questa ultima settimana siate voi i protagonisti di questa campagna, perché
ci sono ancora troppi vostri coetanei che sono indecisi o non vanno magari a
votare o sono condizionati dalla propaganda”.
Un ragionamento che fila liscio se non fosse a senso unico. E che però non piace
per nulla ai rappresentanti delle associazioni studentesche interpellate da
IlFattoQuotidiano.it: “È paradossale che si citi il ’68 per invitare i giovani a
fare propaganda per una riforma che smantella l’equilibrio costituzionale del
Paese. Le mobilitazioni di quegli anni hanno conquistato diritti fondamentali,
autonomia e spazi di partecipazione per noi. Usare quella stagione di lotte per
invitare i giovani a mobilitarsi a favore di una riforma che altera gli
equilibri costituzionali è un uso improprio, strumentale e profondamente
contraddittorio di quella storia”, spiega la coordinatrice nazionale della Rete
degli Studenti medi, Angela Verdecchia.
“Simili prese di posizione – continua Verdecchia – ci ricordano quanto sia
fondamentale l’impegno con lo strumento del voto per il referendum del 22-23
marzo. Sondaggi e pronostici ci mostrano una realtà diversa, in cui i giovani
sembrano star acquisendo coscienza del preciso disegno di controllo che la
riforma Nordio – unita al premierato e all’autonomia differenziata – stanno
tentando di tracciare. Noi giovani e studenti ci siamo, ma pronti a votare No
per difendere la nostra Costituzione”.
La pensa allo stesso modo l’Unione degli Studenti convinta che Valditara e
Tajani “tremino” per l’avanzata dei No: “Sono mesi che la questione del
contraddittorio viene strumentalizzata dal ministro, che pretende di fare
discutere nelle scuole solo ciò che gli conviene. Valditara ha dichiarato che le
segnalazioni riguardano principalmente il fronte del No, eppure solo qualche
giorno fa a Napoli si è svolto un dibattito sul referendum completamente
schierato per il Sì, all’insaputa di studentesse e studenti, che hanno deciso
legittimamente di protestare lasciando la sala” spiega Carlotta Scognamiglio,
dell’Unione degli Universitari. E Tommaso Martinelli, coordinatore nazionale
dell’Udu, aggiunge: “La presunta ‘apoliticità’ della scuola pubblica viene
sventolata come bandiera dal governo Meloni per impedire lo sviluppo di un
pensiero critico da parte di studentesse e studenti, noi pretendiamo invece una
scuola realmente solidale, che ci fornisca strumenti adatti ad affrontare la
complessità del mondo in cui viviamo”.
Secondo Francesca Cantagallo, coordinatrice nazionale della Rete della
Conoscenza, “le dichiarazioni di Tajani rispecchiano perfettamente la visione
che questo governo ha dei giovani: i giovani non vengono coinvolti o resi
partecipi delle discussioni, ma sono solo forza lavoro per propaganda, i giovani
non vengono coinvolti ma ‘sguinzagliati’ come se fossimo dei soldati obbedienti
al potere”. “Il paternalismo del ministro – conclude Cantagallo – confermano per
l’ennesima volta la visione che questo governo ha del soggetto giovanile:
risorsa lavorativa. I giovani vanno bene. Come giovani non abbiamo bisogno di
essere sguinzagliati nei luoghi del sapere, le nostre analisi le abbiamo
costruite in mesi di assemblee e ascolto capillare delle esigenze della nostra
generazione”.
L'articolo Alla faccia delle ispezioni di Valditara Tajani manda i giovani di
Forza Italia nelle scuole: “Convincete i 18enni per il Sì” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Nella seconda puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il
venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio
Crozza torna nei panni del ministro Antonio Tajani che, convinto che la parola
“basta” possa fermare i conflitti internazionali, si rivolge direttamente ai
leader coinvolti, da Putin a Teheran, salvo poi scoprire che i suoi appelli non
vengono sempre compresi.
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L'articolo Crozza-Tajani e gli “avvertimenti” ai Paesi in guerra: “Voglio dire
basta Putin…Teheran, e basta! Ah, hanno capito pasta?” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Botta e risposta tra Antonio Tajani e un gruppo di cronisti, fuori da Palazzo
Madama, che gli chiedeva conto delle parole di Giusi Bartolozzi, capa di
gabinetto del ministro Carlo Nordio. “Mi dovreste domandare del caso Gratteri.
Ha detto che ‘facciamo i conti dopo il referendum’. Sono espressioni che mi
mettono paura”.
E quando i cronisti lo hanno incalzato, il leader di Forza Italia si è difeso
così: “Ma perché non mi rispondete su Gratteri?”. “Noi facciamo i cronisti, è
lei il ministro (e vicepresidente del Consiglio, ndr)”. “Ma sono un giornalista
anch’io” ha replicato Tajani, “vi faccio anche io le domande”.
L'articolo Tajani non commenta le frasi di Bartolozzi e sbotta coi giornalisti:
“Perché non mi rispondete su Gratteri?”. “Il ministro è lei” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“Se dovete speculare e diffamare persino su Sal Da Vinci, fate pure. Non è un
problema. Tanto, dopo il referendum, con voi del Foglio faremo i conti“. Così, a
quanto riporta il quotidiano diretto da Claudio Cerasa, Nicola Gratteri ha
risposto a una giornalista che gli chiedeva di una presunta gaffe andata in onda
su La7, nel programma In altre parole di Massimo Gramellini. In quella sede il
procuratore di Napoli ha affermato che il cantante neomelodico vincitore di
Sanremo (con una canzone dal titolo “Per sempre Sì”) avrebbe votato No al
referendum sulla riforma Nordio (circostanza in realtà smentita dal cantante
stesso, commentando un meme in circolo sui social). Secondo la ricostruzione del
Foglio, Gratteri ha promesso di “fare i conti” con il giornale dopo il voto, e
poi, alla richiesta di chiarimenti della cronista, ha precisato: “Nel senso che
tireremo una rete“.
La denuncia fa insorgere in massa il centrodestra: “Voglio esprimere solidarietà
al quotidiano Il Foglio, per le gravi minacce subite dal procuratore Gratteri.
Un atto gravissimo che lede la libertà di stampa“, scrive sui social il
vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani. “È inaccettabile che un
magistrato cerchi di censurare l’informazione, che rivolga intimidazioni,
paventando ritorsioni, nei confronti di giornalisti colpevoli soltanto di fare
il proprio lavoro”, afferma il leader di Forza Italia. Il deputato azzurro
Enrico Costa ha chiesto un’informativa urgente del governo in Aula: “Con questa
frase ad una giornalista il dottor Gratteri si conferma il miglior testimonial
per il Sì”. E pure il leader di Azione Carlo Calenda dice la sua su X: “Gratteri
è chiaramente fuori controllo. Un magistrato che minaccia un giornale è da
sospensione immediata”.
Ma a condannare il procuratore è pure la Fnsi (Federazione nazionale della
stampa), il sindacato unitario dei giornalisti, tramite la sua segretaria
generale Alessandra Costante: “Ho letto le parole di Gratteri al Foglio e contro
il Foglio e mi hanno colpito”, dice Costante parlando al quotidiano. “Non si
possono accettare violazioni dell’articolo 21 della Costituzione” sulla libertà
di stampa “neppure dai magistrati, neppure da un professionista come Gratteri
che con le sue inchieste ha alzato il velo su molte operazioni della
‘ndrangheta”. Per Costante si tratta di una “grave minaccia”: In Italia c’è una
legge sulla diffamazione chiara: se uno si ritiene diffamato, querela. Punto. Le
reti non attengono alla giurisprudenza italiana e soprattutto le minacce, anche
velate, violano l’articolo 21 della Costituzione”, conclude.
L'articolo “Gratteri ci ha detto ‘faremo i conti'”: la denuncia del “Foglio”.
Tajani: “Gravi minacce”. Fnsi: “Viola libertà di stampa” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il “durissimo” messaggio di Tajani per l’Iran? “Basta missili, basta droni”.
Così, parlando a Sky Arabia, il ministro degli Esteri ha rivolto un appello a
Teheran sottolineando che “si può vivere in pace anche senza armi atomiche”.
Il messaggio ha fatto rapidamente il giro del web con diverse pagine di satira
che hanno ironizzato per il tono serafico del leader di Forza Italia e il
contenuto del messaggio, non proprio così incisivo.
Già nei giorni scorsi Tajani si è reso protagonista dell’ironia social, prima
quando, poco dopo l’attacco di Usa e Israele contro l’Iran, ha consigliato agli
italiani negli Emirati Arabi di “non affacciarsi” se ci sono droni, poi quando
ha pubblicato un video con una telefonata all’ambasciatrice italiana in fuga
dall’Iran in cui le chiedeva, con tranquillità, come “sono stati i
bombardamenti”.
L'articolo Guerra in Iran, il “durissimo” messaggio di Tajani a Teheran: “Basta
missili e droni, si può vivere in pace anche senza armi atomiche” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Nella prima puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in onda il
venerdì sera in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio
Crozza torna nei panni del ministro Antonio Tajani che, faticando a chiarire la
posizione dell’Italia sull’attacco a Teheran, si concentra su vari paragoni con
gli altri Paesi europei e su una serie di raccomandazioni agli italiani
all’estero tra Dubai, Oman e Mar Rosso.
“Abbiamo sentito un botto, poi mia moglie ha acceso la tv e abbiamo appreso
della guerra in Iran” ha raccontato Crozza-Tajani. “Ho chiamato Crosetto, ma non
mi rispondeva”.
“Live streaming ed episodi completi su discovery+ (www.discoveryplus.it)”
L'articolo Lo “smarrimento” di Crozza-Tajani è da ridere: “La nostra posizione
rispetto alla guerra in Iran? Eh, non lo so…” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Antonio Tajani ha fatto sapere che “per motivi di sicurezza” l’Ambasciata
d’Italia a Teheran è stata chiusa. Pubblicando un estratto di una telefonata con
l’ambasciatrice italiana in Iran, Paola Amadei, Tajani ha informato che la
diplomatica insieme con 50 connazionali ha “attraversato il confine con
l’Azerbaijan” e che le operazioni dell’Ambasciata continueranno a Baku.
Nella breve clip, diventata in poco tempo virale così come i consigli dati agli
italiani bloccati all’estero come quello di “non affacciarsi” in caso di droni,
Tajani dialoga con l’ambasciatrice e, tra le altre cose, le chiede “come sono
andati i bombardamenti” in Iran.
L'articolo La domanda di Tajani all’ambasciatrice italiana “in fuga” dall’Iran:
“Oggi come sono stati i bombardamenti?” proviene da Il Fatto Quotidiano.