Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio, ha scritto una lettera a Valentino Rossi.
Come riportato da Il Resto del Carlino lo scorso 16 gennaio, l’ex pilota della
MotoGp ha denunciato la compagna del papà Graziano per circonvenzione di
incapace, accusandola di aver prelevato dal conto del padre circa 200mila euro
in 12 mesi di relazione. Evelina ha paragonato la sua situazione a quella del
pilota. La 25enne ha scritto: “La situazione di Valentino Rossi è molto simile
alla mia, in entrambi i casi c’è un genitore fortemente indebolito (anche se
credo che suo padre non sia mai arrivato a pesare 50 kg, e ad essere ricoverato
denutrito e in stato confusionale come accaduto a Vittorio Sgarbi) che guarda
caso viene isolato per volontà della compagna dal resto della famiglia e dalle
sue amicizie storiche”.
Evelina ha aggiunto: “Sarà interessante vedere se, essendo Valentino Rossi
campione di fama internazionale, i commentatori e gli improvvisati postini che
hanno provato a crocifiggere me, faranno lo stesso con lui. O se invece,
spaventati dal peso del suo nome, faranno inversione a U”. La donna ha
proseguito la lettera facendo riferimento alla sua infanzia: “Il grande
campione, da piccolo un padre sempre presente che lo ha anche indirizzato con
successo nella carriera ce lo ha avuto e la sottoscritta no”. La 25enne ha
specificato: “Ma in entrambi i casi ci sono indizi simili e ricorrenti che per
chi indaga potrebbero facilmente costituire una prova della circonvenzione di
incapace”.
“STO CERCANDO IN TUTTI I MODI DI SALVARE MIO PADRE”
Evelina Sgarbi si sta impegnando per salvare il padre. La ragazza ha scritto:
“Da figlia che sta cercando in tutti i modi di salvare il proprio padre da chi
pensa di mal gestirlo e abbandonarlo alla sua sorte, posso tranquillamente dire
che comprendo perfettamente cosa Valentino Rossi stia vivendo, il suo stato
d’animo, l’ansia e il pensiero di doversi pentire un giorno di non aver provato
tutto ma proprio tutto per cercare di difendere gli interessi del padre da chi
lui teme se ne sia già approfittato e vorrebbe approfittarsene ancora”.
La figlia di Vittorio ha augurato a Valentino Rossi ogni bene. La ragazza ha
dichiarato: “Auguro ogni bene e soprattutto di non dover patire quello che ho
subito io per cercare di conoscere la verità sulla salute di mio padre”. In
conclusione, Evelina ha scritto: “Ps: per la cronaca. Ancora non si è vista una
cartella clinica. Ma di che cosa hanno veramente paura i cattivi consiglieri di
Vittorio Sgarbi?”.
L'articolo “Abbiamo entrambi un padre indebolito e isolato per la volontà della
compagna, voglio vedere se crocifiggeranno anche te”: Evelina Sgarbi scrive una
lettera a Valentino Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Vittorio Sgarbi
Evelina Sgarbi è intervenuta nuovamente a “Verissimo“, ieri 11 gennaio, per
commentare la decisione del Tribunale su Vittorio Sgarbi. Il giudice ha detto di
no all’amministratore di sostegno, ma “ha ritenuto necessaria la perizia medica
per valutare le capacità cognitive per gli atti di straordinaria
amministrazione.
“La mia richiesta dell’amministratore di sostegno non è stata accolta, – ha
affermato Evelina – ma c’è un ‘però’ che è comunque un passo avanti. Sono
contenta, anche se sono perplessa per la scelta di nominare uno psicologo e non
uno psichiatra o un team di medici. Secondo me non basta uno psicologo per
valutare un quadro così complesso come quello di papà. Data la gravità della
depressione e della sua situazione clinica complessiva sarebbe stato meglio un
neuropsichiatra. Ci sarà anche il nostro perito di parte”.
E ancora: “La cosa incredibile è che l’avvocato di mio padre Rufolo ha fatto una
richiesta assurda al giudice cioè quella di impedire a me e mio fratello Carlo
di nominare un perito di parte e nel caso in cui ciò non fosse possibile
comunque di non dare informazioni a noi e ai nostri avvocati e di secretare le
cartelle cliniche”.
“Penso che se lasciassi cadere tutto me ne pentirei. – ha affermato – Io non
voglio rassicurazioni da parte delle persone attorno a mio padre, ma voglio
delle rassicurazioni mediche con delle cartelle cliniche a supporto. Cosa c’è di
così grave e indicibile in quelle cartelle cliniche? Talmente potente che è
necessario occultarle? Ad oggi io non ho chiara la situazione economica e
patrimoniale. Né è questo il mio obiettivo. Tanto noi figli siamo comunque
esclusi nella Fondazione che gestiscono loro. A questo punto però sia chiaro a
tutti che da domani ci occuperemo della Fondazione e del patrimonio di mio padre
con consulenti che metteremo al lavoro. E se questa iniziativa non sarà
sufficiente, ci rivolgeremo alle autorità competenti per ottenere chiarezza. Per
sapere a quale titolo queste persone si occupano degli interessi patrimoniali di
mio padre”.
“Direttamente da mio padre non è venuta nessuna informazione. – ha poi aggiunto
– Forse ha passato il Natale nel ferrarese o forse e’ in cura da qualche altra
parte, visto che le finestre di casa sua a Roma erano tutte chiuse. Il giudice
Scorza dice che non ci sia bisogno di un amministratore di sostegno però meglio
fare una perizia medica per poter contrarre matrimonio e prendere altre
decisioni che non rientrino nella gestione quotidiana. Quindi mi ha dato ragione
sulle mie preoccupazioni: mio padre non è in grado di occuparsi dei suoi
interessi e delle decisioni importanti che riguardano la sua vita”.
Una riflessione sulla compagna del critico d’arte, Sabrina Colle: “Finiamola con
questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti quelli che conoscono mio
padre lo sanno. Lei non c’è mai stata. Questo amore è solo di facciata per le
cene di gala e per i rotocalchi. E tutti quelli che dicono il contrario mentono
sapendo di mentire. Forse dal 2023 la Colle è stata un po’ più presente, ma
prima non c’era mai accanto a lui. Solo sotto i riflettori su sua richiesta.
Tanto è vero che mio padre presentava a tutta Italia un’altra fidanzata, per la
quale provava vero amore. Adesso lui è debole fragile e plagiato, oggi può dire
la qualunque. Potrebbe anche essere ricattato e quindi essere costretto a dire
cose che non pensa solo per compiacere lei. Il matrimonio non si può fare oggi e
non si potrà fare né domani e né mai”.
L'articolo “Finiamola con questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti
quelli che conoscono mio padre Vittorio Sgarbi, lo sanno. Lei non c’è mai stata.
Amore solo di facciata per le cene di gala e per i rotocalchi”: la figlia
Evelina su Sabrina Colle proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nozze congelate in attesa di perizia. Il Natale di Vittorio Sgarbi post ricovero
da depressione acuta è delicatissimo. La causa intentata dalla figlia Evelina a
settembre scorso, dovuta al sospetto che suo padre non sia più in grado di
gestire in autonomia le sue scelte personali ed economiche, è stata in parte
rigettata dal tribunale civile di Roma. La giudice Scorza ha deciso che Sgarbi
non ha bisogno di un amministratore di sostegno per le scelte quotidiane, ma che
servirà una perizia medica per le decisioni straordinarie, quindi per matrimonio
ed eventuali decisioni di eredità. Sarà infatti la psicologa e psicoterapeuta
Lili Romeo, ad accertare le condizioni psicologiche e cognitive del critico
d’arte.
Sgarbi dal canto suo, intervistato dal Corriere di Roma ha spiegato che dopo la
sentenza “nessuno potrà più permettersi di sostenere illazioni calunniose né sul
mio reale stato di salute né sulla liceità dei comportamenti di chi mi sta
vicino”. Sulle nozze ricorda che lui e Sabrina Colle “già durante l’udienza del
28 ottobre, è verbalizzata, comunicammo la nostra volontà di rinviarle ad altro
momento”. Sgarbi sostiene quindi che è meglio concentrarsi su altri aspetti
“dato che sconfessano quasi completamente la linea della controparte”. Parliamo
del cosiddetto “cerchio tragico” che secondo Evelina circonda il papà, ma che è
stato in buona smontato dalla decisione del Tribunale. “Evelina non dovrebbe
preoccuparsi del mio stato mentale più di quanto non dovrebbe fare per il suo”,
ha continuato piccato il critico d’arte.
“E poi a me le feste di fine anno non sono mai piaciute e non farò certo
eccezione questa volta. Evelina è stata invitata fin troppe volte a visitarmi a
casa, anche davanti alla giudice. Non credo che rinnovare l’invito oggi possa
conseguire alcun effetto”. In diverse risposte che dà all’intervistatore del
Corriere, Sgarbi sembra essere mentalmente lucidissimo. Quando gli viene chiesto
se inviterà sua figlia al futuro matrimonio, lui risponde: “La mia lucidità
mentale si misura anche dal fatto che non prendo sul serio domande simili”. La
dose viene rincarata quando viene chiesto quale sarà la città dove si terranno
le nozze con la Colle: “Sono questioni di una futilità assoluta, ognuno è libero
di inventarsi al riguardo qualsiasi fesseria possibile, così com’è stato fatto
finora”. Infine, quando gli viene chiesto se vorrà citare Evelina nel suo
testamento, Sgarbi sbotta: “Mi perdonerete se preferisco toccarmi le parti basse
davanti a questa prospettiva. Porta bene anche per gli auguri di buone feste che
estendo a tutti”.
L'articolo Vittorio Sgarbi sbotta: “Basta illazioni calunniose sulla mia salute,
le nozze abbiamo deciso io e Sabrina di rinviarle. Mia figlia Evelina nel mio
testamento? Mi tocco le parti basse” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Svolta nella disputa che ha coinvolto Vittorio Sgarbi e la figlia Evelina. Il
Tribunale di Roma ha deciso che per il critico ed ex ministro non è necessario
un amministratore di sostegno, ma è stata disposta una perizia medica per
valutare se “sia in grado di comprendere il significato e le conseguenze
personali, patrimoniali e giuridiche, delle decisioni di particolare complessità
e rilevanza“, stando a quanto anticipato da Gianluigi Nuzzi a “Dentro la
notizia” su Canale 5. Nello specifico, dovrà dire se sia in grado di contrarre
matrimonio – nei mesi scorsi Sgarbi aveva annunciato di voler sposare Sabrina
Colle, al suo fianco da molti anni – e prendere decisioni sulla gestione
straordinaria del patrimonio, che comprende per esempio la scelta di fare
testamento.
La figlia Evelina fa sapere che il tribunale ha deciso di nominare un medico, la
psicologa psicoterapeuta Lili Romeo, per una consulenza tecnica d’ufficio che
accerti “esaminati gli atti, compiuti i necessari esami, acquisita la
documentazione sanitaria esistente e assunte informazioni dai sanitari che hanno
avuto in cura il beneficiario, se lo stesso presenti condizioni psicologiche,
psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi
in relazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione e
all’esercizio dei diritti personalissimi”.
Il consulente dovrà valutare “se la persona sia in grado di comprendere e
valutare il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche
delle decisioni di particolare complessità e rilevanza, con specifico
riferimento alla capacità di testare, alla gestione straordinaria del patrimonio
e alla scelta di contrarre matrimonio, valutando l’autenticità e la stabilità
della volontà decisionale”.
Il legale della figlia, Lorenzo Iacobbi, ostenta soddisfazione: “Finalmente non
saranno più pseudo-opinionisti, sedicenti postini o finti-amici del professore,
vicini e lontani ad esprimere a spanne una valutazione priva di qualsivoglia
competenza medica sulle condizioni di Vittorio Sgarbi, bensì un medico, com’è
giusto che sia. Raggiunto questo importante risultato, attendiamo sereni e
fiduciosi l’esito della perizia con la consapevolezza di aver fatto tutto quello
che era nelle nostre possibilità per andare incontro alle legittime
preoccupazioni di sua figlia Evelina Sgarbi e la soddisfazione di aver ottenuto
un provvedimento che, contrariamente al contenuto della campagna d’odio
mediatico scatenato ai danni di Evelina, mirava e mira ad esclusiva tutela ed
interesse del professor Sgarbi”.
L'articolo Il Tribunale di Roma: perizia medica per valutare se Vittorio Sgarbi
può sposarsi e prendere decisioni di “particolare rilevanza” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Lo aveva annunciato la scorsa settimana a “Verissimo” e lo ha fatto davvero.
Evelina Sgarbi ha “denunciato tutti per maltrattamenti e circonvenzione
d’incapace”. Lo riferisce lei stessa in una nuova intervista concessa al
programma condotto da Silvia Toffanin in onda il 30 novembre, dove torna a
parlare della propria battaglia per aiutare il papà Vittorio, che secondo lei
sarebbe circondato da persone che non operano per il suo bene e non forniscono
informazioni sulle sue reali condizioni di salute.
Nello studio del talk di Canale 5 Evelina scende nel dettaglio a proposito dei
presunti tentativi di suicidio di Vittorio Sgarbi cui aveva accennato già 7
giorni fa: “Sono voci che mi sono arrivate tempo fa. Pare che abbia cercato due
volte di andare sul terrazzo e di buttarsi, infatti a un certo punto hanno messo
degli scatoloni di vino per impedire che lui uscisse sul terrazzo, e lo
chiudevano in camera, a volte, a chiave. Le informazioni girano e la verità
viene a galla prima o poi” spiega Evelina, che riconduce questo comportamento
del padre alla depressione che lo ha colpito nei mesi scorsi. Quanto invece alle
terapie con il litio specifica: “Non ho la certezza che lo abbia preso, ma ti
appiattisce sotto tutti i punti di vista, evidentemente appiattisce anche
l’intenzione di suicidarsi. I sintomi sono tutti riportati dal suo stato”.
A Silvia Toffanin che le chiede se abbia ancora intenzione di ostacolare il
matrimonio tra il critico d’arte e la compagna Sabrina Colle, la giovane
replica: “Mi viene quasi da ridere perché adesso pare che a Venezia non si possa
più fare, il prete non li vuole sposare, perché una persona che fino a poco
tempo fa è stata sotto farmaci pesanti per la psiche non può sposarsi
regolarmente in Chiesa. Adesso forse il matrimonio verrà spostato ad Arpino,
magari si auto-sposerà visto che lui è sindaco. Pare che l’intenzione sia di
sposarsi civilmente”.
A proposito del comune laziale Evelina rivela un altro episodio che le è stato
riferito da “persone che stanno intorno e hanno visto”: “Ho saputo che quando è
andato ad Arpino l’ultima volta l’hanno chiuso in macchina, la compagna e
l’autista. Sono andati a bersi un caffè e lo hanno lasciato lì per un’oretta.
Non mi stupisce, però sono stufa di queste persone. È tutta una farsa,
un’ipocrisia unica. È una cosa vergognosa”. La padrona di casa domanda che cosa
possa esserci dietro questa situazione: “Interessi economici” ribatte la giovane
Sgarbi, che insiste: “Ancora dopo mesi non escono dati clinici sulla sua salute,
perché? Visto che non c’è niente da nascondere, a quanto pare”.
Di recente Vittorio Sgarbi ha presentato il suo ultimo libro anche al Tg5.
Un’ospitata che la figlia commenta con queste parole: “Guarda in che stato di
sofferenza è. È uno schifo. Si offenderanno persone, ma è sporco, non sta bene,
fa fatica. Ma perché? Per pubblicizzare un libro? Dice sempre le stesse cose in
uno stato di prostrazione, io non so dove si può arrivare. Anche basta. È una
persona che non sta bene, ed è evidente la sofferenza. Sta male, va curato in un
altro modo e non va esposto in questo modo per pubblicizzare un libro”. E
ancora, a proposito di come agirebbero le persone intorno al padre: “È una
manipolazione di informazioni, occultare cose che evidentemente hanno fatto
sbagliate per cui non vogliono che si mettano le mani sia sulla sua cartella
clinica sia sulla gestione delle sue cose”.
Sul finire dell’intervista Evelina Sgarbi racconta che papà Vittorio ha iniziato
a pagare il mantenimento alla madre “dai miei 8 o 9 anni. Per un anno non li ha
più pagati, nel 2023. A riprova
che gli incassi non li prende lui sui suoi conti ma li incassa la compagna e
l’addetto stampa, noi dopo un anno che non prendevamo il mantenimento abbiamo
anche provato a fare un pignoramento, sui conti suoi non c’era niente… Loro
occultano tutto, incassano tutto con le loro società”. E si domanda: “Perché non
includere anche noi? Come se avessero timore che i figli vogliano rubargli
qualcosa. Siamo i suoi figli, mi sembra solo normale”. Malgrado tutto, Evelina
non ha intenzione di mollare, soprattutto ora che sa di poter contare anche sul
sostegno del fratello Carlo, che ultimamente si è esposto schierandosi dalla sua
parte.
L'articolo “Papà Vittorio Sgarbi ha provato 2 volte a buttarsi dal terrazzo. Lo
hanno chiuso a chiave in camera. Ho denunciato tutti per maltrattamenti”: la
figlia Evelina a “Verissimo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sono arrabbiata, trovo sia stato penoso, schifoso. Sfruttamento totale di una
persona, maltrattamento”. Evelina Sgarbi è furibonda nel salotto di “Verissimo”
mentre fa riferimento all’intervista che il papà Vittorio ha concesso a
“Domenica In” lo scorso 16 novembre per presentare il suo ultimo libro. “Se
prima era preoccupazione ora è rabbia. Temo per la sua vita, neanche più per la
salute. Non si può mandare in televisione una persona in quello stato a parlare
con dei tagli evidenti al programma stesso. Incredibile”. Evelina confidandosi
con Silvia Toffanin mette l’accento sulle condizioni in cui il critico d’arte è
apparso davanti alle telecamere di Rai1: “Lui impassibile a tutto, domande fatte
a trabocchetto in modo che dicesse qualcosa di brutto su di me. Vedere
l’intervista mi ha fatto un misto di disgusto, pena…”.
IL PRESUNTO RETROSCENA DELL’OSPITATA A “DOMENICA IN”
Nella puntata del talk show di Canale 5 in onda il 23 novembre Evelina Sgarbi
rivela quella che sarà la sua prossima mossa: “Sono pronta a denunciare tutti,
io voglio arrivare a sapere cosa stanno facendo a mio padre e cercare di tirarlo
via dalle persone con cui è adesso. Per me qui è circonvenzione d’incapace e
maltrattamento. Una persona che sta così la mandi in televisione?”. Quindi
rivela i retroscena dell’ospitata a “Domenica In” per come li ha appresi da
terzi: “Ho saputo anche da persone che erano lì che ha avuto una specie di
mancamento, ha accasciato la testa e hanno avuto paura tutti. Parla da sola
l’intervista, penosa è il termine giusto. Non mi stupisce più di tanto ma si
alza sempre più l’asticella dello schifo che possono raggiungere queste
persone”. A Toffanin che le chiede esattamente che cos’abbia Vittorio Sgarbi, la
figlia replica con nuove dichiarazioni choc: “Ho sentito che sta facendo una
terapia al litio, che gli appiattisce totalmente l’umore sia in un senso che
nell’altro. In più pare che abbia tentato di suicidarsi prima dei vari
ricoveri”.
LE PAROLE CONTRO SABRINA COLLE
Nel corso dell’intervista Evelina Sgarbi non risparmia parole dure anche nei
confronti di Sabrina Colle, la donna che il critico d’arte ha fatto sapere di
voler sposare a Venezia: “Viste le persone con cui è farò di tutto perché questo
matrimonio non avvenga”. La definisce “la santarellina di turno”, e spiega:
“Quando io ero piccola lei non c’era mai, c’è stata forse negli ultimi anni, e
in più lui aveva anche un’altra che si portava sempre dietro con cui stava
sicuramente molto meglio, lei era la compagna ufficiale che gli occupava casa,
ogni tanto si faceva vedere, e adesso improvvisamente sembra la complicità 27
anni di amore, ma per favore […] È un’approfittatrice fatta e finita”. La
conclusione del suo intervento è altrettanto pesante: “Se questi riescono a
sposarsi, e dopodiché lei in qualche modo lascia che lui passi a miglior vita,
per lei evidentemente va solo meglio visto l’insieme. Non è una favoletta
d’amore come vogliono far credere”.
L'articolo “Mio padre ha tentato il suicidio e ora lo stanno curando con il
litio. Sono pronta a denunciare tutti, l’asticella dello schifo si alza sempre
di più”: la figlia di Vittorio Sgarbi a “Verissimo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Al Corriere della Sera, Elisabetta Sgarbi racconta dei 10 anni de La nave di
Teseo e di come, quando ha deciso di fondare questa casa editrice, suo fratello
Vittorio fosse “piuttosto spaventato e non so quanto d’accordo. Ma disse che
sarebbe stato con me. E che tra i nostri autori ci sia anche lui mi rende
particolarmente orgogliosa, perché ritengo la sua prosa un prodigio”.
Dalla mancata acquisizione di Bompiani (“Offrimmo, con uno sforzo enorme, 15
milioni e mezzo di euro. Ma se non ricordo male fu venduta a 16. Ero accecata
dalla “furia amorosa”, era evidente che fosse un’impresa troppo complicata”) al
chiarimento su una presunta incompatibilità con Marina Berlusconi: “Non ho mai
parlato io di “incompatibilità”, ci chiarimmo quasi subito. Ci scriviamo con una
certa frequenza, anche nei momenti brutti. Ci stimiamo molto. E sta facendo un
lavoro importante in Mondadori. Prima del Covid avevamo anche parlato di
progetti per la scolastica”. Il momento più brutto di questi dieci anni, spiega
Elisabetta Sgarbi, “la morte di Eco. Mi sentii smarrita. Ma reagimmo. E poi la
morte di Sergio Perroni”, e poi le conquiste letterarie di cui è più orgogliosa:
“Sfogliare il catalogo che ogni anno prepariamo per Francoforte, che non è in
ordine alfabetico di autore, ma di nazione. Tradurre la letteratura, portarla
dentro il perimetro della nostra lingua, vedere insieme tutti quei Paesi, dalle
Filippine all’Australia, dalla Tanzania alla Norvegia, dalla Nigeria alla
Palestina alla Slovenia, mi commuove”. Non manca qualche parola sul momento ‘di
grande fragilità’ del fratello Vittorio che lei ha vissuto, dice, “soffrendo
molto. Di fronte alle fragilità di una persona amata si soffre, ma si ama un po’
di più”.
L'articolo “Come ho vissuto il momento di grande fragilità di mio fratello
Vittorio? Soffrendo molto. Di fronte alla fragilità di chi si ama si soffre, ma
si ama un po’ di più”: parla Elisabetta Sgarbi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Vittorio Sgarbi è tornato a far parlare di sé per le vicende private – la
salute, le pretese della figlia – mentre delle inchieste a suo carico si erano
perse le tracce. Da Reggio Emilia arriva però la svolta: la Procura ha chiesto
il rinvio a giudizio sulla madre di tutte le inchieste, quella sul dipinto di
Rutilio Manetti “La cattura di San Pietro”, rubato nel 2013 dal castello di
Buriasco e ricomparso anni dopo in una mostra a Lucca come proprietà di Sgarbi.
Fu una rocambolesca inchiesta del Fatto e di Report a ricostruire la storia:
dalla scomparsa dell’opera alla sua alterazione con la famosa candela spuntata
sulla tela. Ieri si è celebrata l’udienza a porte chiuse. L’indagine, nata a
Macerata per competenza territoriale, è stata trasferita a Reggio Emilia perché
lì avvenne l’alterazione del quadro, opera del pittore Lino Frongia, non
indagato.
Del fascicolo – spiega la Gazzetta di Reggio – si è occupato personalmente il
procuratore capo Calogero Gaetano Paci insieme al sostituto Maria Rita Pantani,
ieri presente in aula. Scontata la richiesta di rinvio a giudizio con la mole di
indizi portati dai giornalisti e dal Nucleo Tutela Patrimonio di Roma. Sgarbi
rischia una condanna fino a 12 anni.
Davanti al giudice Luca Ramponi la Procura, che si è riservato di decidere, si è
anche discusso del dissequestro dell’opera avanzato dalla proprietaria, la
signora Margherita Buzio, la stessa che nel 2013 indicò ai carabinieri i nomi di
chi si era proposto come acquirente visitando il Castello in provincia di :
nella denuncia compariva anche quello di Paolo Bocedi, storico collaboratore di
Sgarbi.
Dopo la sparizione, il dipinto finì dal restauratore di fiducia di Sgarbi, il
bresciano Gianfranco Mingardi, che lo tenne per un lungo periodo prima di
restituirlo, ancora senza la candela. Il quadro riemerse poi alla Cavallerizza
di Lucca nel 2021, presentato come originale che – disse Sgarbi – sarebbe stato
ritrovato nella soffitta della sua villa Maidalchina, in provincia di Viterbo.
Una versione smentita punto per punto: prima dalle contraddizioni dello stesso
Sgarbi, che sostenne che la sua tela fosse diversa da quella rubata; poi dalla
perizia dell’Istituto del Restauro firmata dalla consulente della Procura,
Barbara Lavorini, che attribuì senza dubbi il dipinto alla proprietaria e
ricostruì l’intervento posticcio della candela, realizzato con pigmenti
industriali moderni.
In quella stessa fase Sgarbi fece anche riprodurre l’opera nel laboratorio G-Lab
di Correggio, portando in mostra la copia anziché l’originale e ingannando così
visitatori e critici. Celebri le sue intemerate contro i giornalisti che avevano
ricostruito la vicenda.
Dopo le rivelazioni del Fatto e di Report, Sgarbi non ha mai ammesso
responsabilità né chiesto scusa per la storia del Manetti o per altre
contestazioni: ha tentato di fermare le puntate di Report, ha querelato i due
cronisti e, annunciando le dimissioni da sottosegretario, ha rivendicato di «non
doversi scusare con nessuno».
L'articolo Sgarbi a giudizio sul Manetti rubato: il giudice si riserva di
restituirlo alla proprietaria proviene da Il Fatto Quotidiano.