Il 28 maggio compirà 50 anni, e sente di essere in una fase molto introspettiva
del proprio percorso. Un traguardo che molte persone temono, ma Elenoire
Casalegno interrogata sulla questione risponde: “Non si può tornare indietro
anche se vorrei non morire mai. Uno passa tutta la vita a comprendere, evolversi
e imparare e poi il sipario si chiude? Ma perché? Non è giusto”.
Intervistata da Vanity Fair, Casalegno ripercorre la propria vita e carriera:
dall’essere sempre stata un’adulta precoce (merito anche della maternità
arrivata a 23 anni), alla volontà di ottenere riconoscimenti professionali in
barba alla sua giovane età: “Per tanto tempo avevo l’ossessione di dover
dimostrare a tutti i costi che, al di là del mio aspetto, c’era qualcos’altro.
Studiavo molto, mi preparavo ma, alla fine, sono arrivata a capire che chi ti
vuole capire ti capisce. E chi non vuole conoscerti, chissenefrega: un problema
in meno”.
ELENOIRE CASALEGNO E L’AMORE
Quando si parla di amore e dei suoi ex famosi, da Ringo a Vittorio Sgarbi,
Elenoire puntualizza: “Sono storie che non fanno più parte del presente: non
cancello nulla e non mi vergogno di nulla, ma vivo nel presente con una
proiezione nel futuro. Non è giusto guardare continuamente al passato: che
noia”. E ‘smonta’ i falsi miti sulla completezza data dall’amore: “Sei una
persona completa se decidi di lavorare su te stessa: una volta riusciti
nell’intento, si può trovare la persona giusta che cammini al tuo fianco mano
nella mano”. E chiosa: “È un discorso che vale anche per le donne che non sono
madri e che qualcuno pensa ancora siano incomplete: la più grande cazzata della
storia. Una donna è completa se desidera esserlo, senza considerare che un
genitore, prima di essere un padre o una madre, è sempre un uomo e una donna che
si porta dietro il suo vissuto”.
L'articolo “Vorrei non morire mai. Passiamo la vita a evolverci e poi il sipario
si chiude? Non è giusto”: le parole di Elenoire Casalegno proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Tag - Vittorio Sgarbi
Nuovo stop alle richieste di Evelina Sgarbi nel procedimento legale per la
nomina di un amministratore di sostegno per il papà Vittorio. Il tribunale di
Roma ha respinto l’istanza con cui la figlia del critico d’arte chiedeva la
revoca del consulente tecnico d’ufficio incaricato della perizia medica per
valutare la capacità di Vittorio Sgarbi di affrontare decisioni straordinarie.
LA PREOCCUPAZIONE DI EVELINA SGARBI
Evelina Sgarbi nei mesi scorsi aveva espresso pubblicamente la propria
preoccupazione per le condizioni di salute del padre. Posizione sostenuta anche
dalla madre della giovane, che aveva parlato di un presunto “cerchio tragico”
attorno a Sgarbi.
CHE COSA HA DETTO LA GIUDICE
Ma per la giudice l’istanza è fuori tempo massimo. Nel provvedimento pubblicato
il 26 febbraio, come riporta il Corriere della Sera, si legge: “Appare del tutto
tardiva l’istanza di revoca del consulente tecnico di ufficio”, dal momento che,
come per tutti i provvedimenti del giudice tutelare, il reclamo avrebbe dovuto
essere presentato “entro dieci giorni dalla nomina del perito”. La competenza
professionale dell’esperta, osserva il tribunale, era nota sin dall’inizio.
La giudice chiarisce anche un altro punto contestato dalla figlia: “Il primo
colloquio con i periziandi non può che essere di mera natura conoscitiva” e,
proprio per questo, non è necessario avere già tutta la documentazione medica,
che diventa invece indispensabile nelle fasi successive dell’incarico. Di
conseguenza, “del tutto corretta” risulta l’attività svolta finora dalla
consulente, “alla quale nessuna censura può in tal senso essere mossa”.
Non è il primo rigetto per Evelina: il tribunale di Roma aveva già respinto
anche la richiesta di ricusazione della stessa giudice tutelare.
LA PRESENZA DEI MEDIA
Nel provvedimento c’è infine un passaggio dedicato alla presenza dei media.
Nonostante le richieste di riservatezza, ricorda la giudice, durante il primo
incontro del 12 febbraio diversi giornalisti si sono appostati fuori dallo
studio del consulente. “Trattasi di una grave violazione della privacy del
beneficiando”, si legge, sottolineando che Sgarbi, pur sottoposto a perizia
contro la sua volontà, deve vedersi garantite “le stesse tutele di qualsiasi
altro comune cittadino” chiamato a una visita su incarico dell’autorità
giudiziaria.
L'articolo Evelina Sgarbi, il tribunale respinge l’istanza di revoca del
consulente tecnico per la perizia medica sul padre Vittorio: “È fuori tempo
massimo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non capisco, o forse lo capisco fin troppo bene, perché Evelina interpelli i
giornali e le televisioni e non me […] E non mi spiego ancora perché certa tv si
appassioni così tanto alla sua vicenda che per quanto mi riguarda avrebbe una
natura squisitamente intima. Ma non sono stato certo io a volere lo spettacolo.
Io voglio essere solo lasciato in pace“. Vittorio Sgarbi parla così della figlia
Evelina, che da tempo è presente in tv dicendosi preoccupata per la situazione
del padre. Secondo lei, infatti, il critico d’arte sarebbe circondato da persone
che non operano per il suo bene e non forniscono informazioni sulle sue reali
condizioni di salute.
LE PAROLE SULLA FIGLIA EVELINA
Intervistato dal Corriere della Sera, e interrogato sulla perizia psichiatrica
disposta per valutare la sua capacità di sposarsi o fare testamento, risponde:
“È come in quei brutti sogni ricorrenti in cui torni a fare l’esame di maturità,
lo finisci, va bene, torni a casa e ti dicono che devi rifarlo di nuovo“. Ad
Evelina sembra non avere nulla da dire: “Ho già detto tutto quello che
umanamente andava detto, potrei solo invitarla di nuovo, più che altro per il
suo bene, a non dichiarare di pensare al mio bene quando mi porta in tribunale”.
Quanto invece alle persone di cui si circonda, a partire dalla compagna Sabrina
Colle – che lo scorso novembre aveva detto in tv di voler sposare a Venezia -,
fa sapere: “Io la chiamo famiglia, la mia famiglia, l’unica vera. C’è chi la
chiama squadra, ma io non seguo lo sport. Le squadre cambiano i giocatori e gli
allenatori, le famiglie invece non dovrebbero farlo”.
L'articolo “Mia figlia Evelina parla con giornali e tv ma non con me. La perizia
psichiatrica? È come quegli incubi in cui sogni di dover rifare la maturità”:
così Vittorio Sgarbi proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’accusa aveva chiesto tre anni e quattro mesi di carcere. Invece Vittorio
Sgarbi è stato assolto a Reggio Emilia, in abbreviato, dall’accusa di
riciclaggio per il caso del quadro di Rutilio Manetti, La cattura di San Pietro.
L’assoluzione è stata pronunciata dal gup con la formula della vecchia
“insufficienza di prove”, nonostante la Procura reggiana guidata da Gaetano
Calogero Paci avesse chiesto una condanna a 40 mesi di reclusione. I magistrati,
convinti della solidità dell’impianto accusatorio, attendono ora il deposito
delle motivazioni per valutare l’impugnazione della sentenza.
L’inchiesta era partita a Macerata — dove Sgarbi ha domicilio, a San Severino
Marche, di cui fu sindaco — per poi essere trasferita a Reggio Emilia. A far
scattare gli accertamenti erano state le dichiarazioni del pittore reggiano Lino
Frongia, che agli investigatori, ma anche alle telecamere di Report e al Fatto
Quotidiano — dalle cui inchieste erano nate le indagini — raccontò di aver
aggiunto una fiammella al dipinto su incarico del critico d’arte.
Secondo l’accusa, l’opera era stata rubata nel febbraio 2013 dal castello di
Buriasco, nel Torinese, per poi riapparire nel 2021: una riproduzione 3D
realizzata, stando ai carabinieri del Nucleo Tutela patrimonio culturale di Roma
che hanno condotto le indagini, da un laboratorio grafico di Correggio, nel
Reggiano. Il dipinto fu presentato come inedito di Manetti e di proprietà di
Sgarbi alla mostra “I pittori della luce”, a Lucca, da lui curata. Sgarbi era
rimasto imputato solo per riciclaggio: le accuse di contraffazione di beni
culturali e di autoriciclaggio erano state archiviate.
A incidere sull’esito potrebbe essere stato anche il passo indietro della
presunta vittima. La proprietaria del dipinto, l’anziana signora Margherita
Buzio, ha infatti deciso all’ultimo di non costituirsi più parte offesa. “Mi ha
revocato l’incarico all’ultimo”, racconta l’avvocato Giovanni Fontana, che
l’aveva assistita fin dall’inizio. “Ha detto che era malata, che non poteva
seguire questo caso, che il medico la sconsigliava di seguirlo perché si
affannava troppo”.
La difesa ha puntato molto sulla titolarità del quadro. L’opera faceva parte
dell’eredità del marito della donna, il signor Chiosso, che aveva lasciato tutto
al figlio per testamento. Il figlio era stato dichiarato però interdetto e la
gestione dell’eredità era passata allo zio, nominato tutore. Nelle indagini,
però, non è emersa alcuna traccia né del figlio né dello zio. I legali hanno
sfruttato questo vuoto per mettere in dubbio che Buzio fosse l’unica legittima
proprietaria del bene.
La Procura aveva ritenuto la questione irrilevante: a prescindere dal
testamento, alla moglie spettava comunque la “legittima”, rendendola
comproprietaria. L’incertezza sulla titolarità effettiva del dipinto può però
aver contribuito alla breccia che ha portato all’assoluzione. Esultano i
difensori Alfonso Furgiuele e Giampaolo Cicconi: “Dopo un giudizio regolare,
innanzi agli organi giudiziari, Vittorio Sgarbi è stato assolto perché il fatto
non costituisce reato anche dall’imputazione residua; dopo l’archiviazione, per
altri due reati originariamente contestati, già conseguita all’esito delle
indagini preliminari”. I legali parlano di “macchina del fango attivata con
strumenti mediatici” contro un innocente. Resta il fatto che, nel dibattimento,
le ricostruzioni pubblicate dal Fatto e da Report non sono state smentite.
L'articolo Sgarbi assolto sul Manetti: insufficienza di prove, la Procura valuta
l’appello proviene da Il Fatto Quotidiano.
Evelina Sgarbi, figlia di Vittorio, ha scritto una lettera a Valentino Rossi.
Come riportato da Il Resto del Carlino lo scorso 16 gennaio, l’ex pilota della
MotoGp ha denunciato la compagna del papà Graziano per circonvenzione di
incapace, accusandola di aver prelevato dal conto del padre circa 200mila euro
in 12 mesi di relazione. Evelina ha paragonato la sua situazione a quella del
pilota. La 25enne ha scritto: “La situazione di Valentino Rossi è molto simile
alla mia, in entrambi i casi c’è un genitore fortemente indebolito (anche se
credo che suo padre non sia mai arrivato a pesare 50 kg, e ad essere ricoverato
denutrito e in stato confusionale come accaduto a Vittorio Sgarbi) che guarda
caso viene isolato per volontà della compagna dal resto della famiglia e dalle
sue amicizie storiche”.
Evelina ha aggiunto: “Sarà interessante vedere se, essendo Valentino Rossi
campione di fama internazionale, i commentatori e gli improvvisati postini che
hanno provato a crocifiggere me, faranno lo stesso con lui. O se invece,
spaventati dal peso del suo nome, faranno inversione a U”. La donna ha
proseguito la lettera facendo riferimento alla sua infanzia: “Il grande
campione, da piccolo un padre sempre presente che lo ha anche indirizzato con
successo nella carriera ce lo ha avuto e la sottoscritta no”. La 25enne ha
specificato: “Ma in entrambi i casi ci sono indizi simili e ricorrenti che per
chi indaga potrebbero facilmente costituire una prova della circonvenzione di
incapace”.
“STO CERCANDO IN TUTTI I MODI DI SALVARE MIO PADRE”
Evelina Sgarbi si sta impegnando per salvare il padre. La ragazza ha scritto:
“Da figlia che sta cercando in tutti i modi di salvare il proprio padre da chi
pensa di mal gestirlo e abbandonarlo alla sua sorte, posso tranquillamente dire
che comprendo perfettamente cosa Valentino Rossi stia vivendo, il suo stato
d’animo, l’ansia e il pensiero di doversi pentire un giorno di non aver provato
tutto ma proprio tutto per cercare di difendere gli interessi del padre da chi
lui teme se ne sia già approfittato e vorrebbe approfittarsene ancora”.
La figlia di Vittorio ha augurato a Valentino Rossi ogni bene. La ragazza ha
dichiarato: “Auguro ogni bene e soprattutto di non dover patire quello che ho
subito io per cercare di conoscere la verità sulla salute di mio padre”. In
conclusione, Evelina ha scritto: “Ps: per la cronaca. Ancora non si è vista una
cartella clinica. Ma di che cosa hanno veramente paura i cattivi consiglieri di
Vittorio Sgarbi?”.
L'articolo “Abbiamo entrambi un padre indebolito e isolato per la volontà della
compagna, voglio vedere se crocifiggeranno anche te”: Evelina Sgarbi scrive una
lettera a Valentino Rossi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Evelina Sgarbi è intervenuta nuovamente a “Verissimo“, ieri 11 gennaio, per
commentare la decisione del Tribunale su Vittorio Sgarbi. Il giudice ha detto di
no all’amministratore di sostegno, ma “ha ritenuto necessaria la perizia medica
per valutare le capacità cognitive per gli atti di straordinaria
amministrazione.
“La mia richiesta dell’amministratore di sostegno non è stata accolta, – ha
affermato Evelina – ma c’è un ‘però’ che è comunque un passo avanti. Sono
contenta, anche se sono perplessa per la scelta di nominare uno psicologo e non
uno psichiatra o un team di medici. Secondo me non basta uno psicologo per
valutare un quadro così complesso come quello di papà. Data la gravità della
depressione e della sua situazione clinica complessiva sarebbe stato meglio un
neuropsichiatra. Ci sarà anche il nostro perito di parte”.
E ancora: “La cosa incredibile è che l’avvocato di mio padre Rufolo ha fatto una
richiesta assurda al giudice cioè quella di impedire a me e mio fratello Carlo
di nominare un perito di parte e nel caso in cui ciò non fosse possibile
comunque di non dare informazioni a noi e ai nostri avvocati e di secretare le
cartelle cliniche”.
“Penso che se lasciassi cadere tutto me ne pentirei. – ha affermato – Io non
voglio rassicurazioni da parte delle persone attorno a mio padre, ma voglio
delle rassicurazioni mediche con delle cartelle cliniche a supporto. Cosa c’è di
così grave e indicibile in quelle cartelle cliniche? Talmente potente che è
necessario occultarle? Ad oggi io non ho chiara la situazione economica e
patrimoniale. Né è questo il mio obiettivo. Tanto noi figli siamo comunque
esclusi nella Fondazione che gestiscono loro. A questo punto però sia chiaro a
tutti che da domani ci occuperemo della Fondazione e del patrimonio di mio padre
con consulenti che metteremo al lavoro. E se questa iniziativa non sarà
sufficiente, ci rivolgeremo alle autorità competenti per ottenere chiarezza. Per
sapere a quale titolo queste persone si occupano degli interessi patrimoniali di
mio padre”.
“Direttamente da mio padre non è venuta nessuna informazione. – ha poi aggiunto
– Forse ha passato il Natale nel ferrarese o forse e’ in cura da qualche altra
parte, visto che le finestre di casa sua a Roma erano tutte chiuse. Il giudice
Scorza dice che non ci sia bisogno di un amministratore di sostegno però meglio
fare una perizia medica per poter contrarre matrimonio e prendere altre
decisioni che non rientrino nella gestione quotidiana. Quindi mi ha dato ragione
sulle mie preoccupazioni: mio padre non è in grado di occuparsi dei suoi
interessi e delle decisioni importanti che riguardano la sua vita”.
Una riflessione sulla compagna del critico d’arte, Sabrina Colle: “Finiamola con
questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti quelli che conoscono mio
padre lo sanno. Lei non c’è mai stata. Questo amore è solo di facciata per le
cene di gala e per i rotocalchi. E tutti quelli che dicono il contrario mentono
sapendo di mentire. Forse dal 2023 la Colle è stata un po’ più presente, ma
prima non c’era mai accanto a lui. Solo sotto i riflettori su sua richiesta.
Tanto è vero che mio padre presentava a tutta Italia un’altra fidanzata, per la
quale provava vero amore. Adesso lui è debole fragile e plagiato, oggi può dire
la qualunque. Potrebbe anche essere ricattato e quindi essere costretto a dire
cose che non pensa solo per compiacere lei. Il matrimonio non si può fare oggi e
non si potrà fare né domani e né mai”.
L'articolo “Finiamola con questa favoletta della fidanzata innamorata. Tutti
quelli che conoscono mio padre Vittorio Sgarbi, lo sanno. Lei non c’è mai stata.
Amore solo di facciata per le cene di gala e per i rotocalchi”: la figlia
Evelina su Sabrina Colle proviene da Il Fatto Quotidiano.
Nozze congelate in attesa di perizia. Il Natale di Vittorio Sgarbi post ricovero
da depressione acuta è delicatissimo. La causa intentata dalla figlia Evelina a
settembre scorso, dovuta al sospetto che suo padre non sia più in grado di
gestire in autonomia le sue scelte personali ed economiche, è stata in parte
rigettata dal tribunale civile di Roma. La giudice Scorza ha deciso che Sgarbi
non ha bisogno di un amministratore di sostegno per le scelte quotidiane, ma che
servirà una perizia medica per le decisioni straordinarie, quindi per matrimonio
ed eventuali decisioni di eredità. Sarà infatti la psicologa e psicoterapeuta
Lili Romeo, ad accertare le condizioni psicologiche e cognitive del critico
d’arte.
Sgarbi dal canto suo, intervistato dal Corriere di Roma ha spiegato che dopo la
sentenza “nessuno potrà più permettersi di sostenere illazioni calunniose né sul
mio reale stato di salute né sulla liceità dei comportamenti di chi mi sta
vicino”. Sulle nozze ricorda che lui e Sabrina Colle “già durante l’udienza del
28 ottobre, è verbalizzata, comunicammo la nostra volontà di rinviarle ad altro
momento”. Sgarbi sostiene quindi che è meglio concentrarsi su altri aspetti
“dato che sconfessano quasi completamente la linea della controparte”. Parliamo
del cosiddetto “cerchio tragico” che secondo Evelina circonda il papà, ma che è
stato in buona smontato dalla decisione del Tribunale. “Evelina non dovrebbe
preoccuparsi del mio stato mentale più di quanto non dovrebbe fare per il suo”,
ha continuato piccato il critico d’arte.
“E poi a me le feste di fine anno non sono mai piaciute e non farò certo
eccezione questa volta. Evelina è stata invitata fin troppe volte a visitarmi a
casa, anche davanti alla giudice. Non credo che rinnovare l’invito oggi possa
conseguire alcun effetto”. In diverse risposte che dà all’intervistatore del
Corriere, Sgarbi sembra essere mentalmente lucidissimo. Quando gli viene chiesto
se inviterà sua figlia al futuro matrimonio, lui risponde: “La mia lucidità
mentale si misura anche dal fatto che non prendo sul serio domande simili”. La
dose viene rincarata quando viene chiesto quale sarà la città dove si terranno
le nozze con la Colle: “Sono questioni di una futilità assoluta, ognuno è libero
di inventarsi al riguardo qualsiasi fesseria possibile, così com’è stato fatto
finora”. Infine, quando gli viene chiesto se vorrà citare Evelina nel suo
testamento, Sgarbi sbotta: “Mi perdonerete se preferisco toccarmi le parti basse
davanti a questa prospettiva. Porta bene anche per gli auguri di buone feste che
estendo a tutti”.
L'articolo Vittorio Sgarbi sbotta: “Basta illazioni calunniose sulla mia salute,
le nozze abbiamo deciso io e Sabrina di rinviarle. Mia figlia Evelina nel mio
testamento? Mi tocco le parti basse” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Svolta nella disputa che ha coinvolto Vittorio Sgarbi e la figlia Evelina. Il
Tribunale di Roma ha deciso che per il critico ed ex ministro non è necessario
un amministratore di sostegno, ma è stata disposta una perizia medica per
valutare se “sia in grado di comprendere il significato e le conseguenze
personali, patrimoniali e giuridiche, delle decisioni di particolare complessità
e rilevanza“, stando a quanto anticipato da Gianluigi Nuzzi a “Dentro la
notizia” su Canale 5. Nello specifico, dovrà dire se sia in grado di contrarre
matrimonio – nei mesi scorsi Sgarbi aveva annunciato di voler sposare Sabrina
Colle, al suo fianco da molti anni – e prendere decisioni sulla gestione
straordinaria del patrimonio, che comprende per esempio la scelta di fare
testamento.
La figlia Evelina fa sapere che il tribunale ha deciso di nominare un medico, la
psicologa psicoterapeuta Lili Romeo, per una consulenza tecnica d’ufficio che
accerti “esaminati gli atti, compiuti i necessari esami, acquisita la
documentazione sanitaria esistente e assunte informazioni dai sanitari che hanno
avuto in cura il beneficiario, se lo stesso presenti condizioni psicologiche,
psicopatologiche o cognitive tali da incidere sulla capacità di autodeterminarsi
in relazione al compimento di atti di straordinaria amministrazione e
all’esercizio dei diritti personalissimi”.
Il consulente dovrà valutare “se la persona sia in grado di comprendere e
valutare il significato e le conseguenze personali, patrimoniali e giuridiche
delle decisioni di particolare complessità e rilevanza, con specifico
riferimento alla capacità di testare, alla gestione straordinaria del patrimonio
e alla scelta di contrarre matrimonio, valutando l’autenticità e la stabilità
della volontà decisionale”.
Il legale della figlia, Lorenzo Iacobbi, ostenta soddisfazione: “Finalmente non
saranno più pseudo-opinionisti, sedicenti postini o finti-amici del professore,
vicini e lontani ad esprimere a spanne una valutazione priva di qualsivoglia
competenza medica sulle condizioni di Vittorio Sgarbi, bensì un medico, com’è
giusto che sia. Raggiunto questo importante risultato, attendiamo sereni e
fiduciosi l’esito della perizia con la consapevolezza di aver fatto tutto quello
che era nelle nostre possibilità per andare incontro alle legittime
preoccupazioni di sua figlia Evelina Sgarbi e la soddisfazione di aver ottenuto
un provvedimento che, contrariamente al contenuto della campagna d’odio
mediatico scatenato ai danni di Evelina, mirava e mira ad esclusiva tutela ed
interesse del professor Sgarbi”.
L'articolo Il Tribunale di Roma: perizia medica per valutare se Vittorio Sgarbi
può sposarsi e prendere decisioni di “particolare rilevanza” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Lo aveva annunciato la scorsa settimana a “Verissimo” e lo ha fatto davvero.
Evelina Sgarbi ha “denunciato tutti per maltrattamenti e circonvenzione
d’incapace”. Lo riferisce lei stessa in una nuova intervista concessa al
programma condotto da Silvia Toffanin in onda il 30 novembre, dove torna a
parlare della propria battaglia per aiutare il papà Vittorio, che secondo lei
sarebbe circondato da persone che non operano per il suo bene e non forniscono
informazioni sulle sue reali condizioni di salute.
Nello studio del talk di Canale 5 Evelina scende nel dettaglio a proposito dei
presunti tentativi di suicidio di Vittorio Sgarbi cui aveva accennato già 7
giorni fa: “Sono voci che mi sono arrivate tempo fa. Pare che abbia cercato due
volte di andare sul terrazzo e di buttarsi, infatti a un certo punto hanno messo
degli scatoloni di vino per impedire che lui uscisse sul terrazzo, e lo
chiudevano in camera, a volte, a chiave. Le informazioni girano e la verità
viene a galla prima o poi” spiega Evelina, che riconduce questo comportamento
del padre alla depressione che lo ha colpito nei mesi scorsi. Quanto invece alle
terapie con il litio specifica: “Non ho la certezza che lo abbia preso, ma ti
appiattisce sotto tutti i punti di vista, evidentemente appiattisce anche
l’intenzione di suicidarsi. I sintomi sono tutti riportati dal suo stato”.
A Silvia Toffanin che le chiede se abbia ancora intenzione di ostacolare il
matrimonio tra il critico d’arte e la compagna Sabrina Colle, la giovane
replica: “Mi viene quasi da ridere perché adesso pare che a Venezia non si possa
più fare, il prete non li vuole sposare, perché una persona che fino a poco
tempo fa è stata sotto farmaci pesanti per la psiche non può sposarsi
regolarmente in Chiesa. Adesso forse il matrimonio verrà spostato ad Arpino,
magari si auto-sposerà visto che lui è sindaco. Pare che l’intenzione sia di
sposarsi civilmente”.
A proposito del comune laziale Evelina rivela un altro episodio che le è stato
riferito da “persone che stanno intorno e hanno visto”: “Ho saputo che quando è
andato ad Arpino l’ultima volta l’hanno chiuso in macchina, la compagna e
l’autista. Sono andati a bersi un caffè e lo hanno lasciato lì per un’oretta.
Non mi stupisce, però sono stufa di queste persone. È tutta una farsa,
un’ipocrisia unica. È una cosa vergognosa”. La padrona di casa domanda che cosa
possa esserci dietro questa situazione: “Interessi economici” ribatte la giovane
Sgarbi, che insiste: “Ancora dopo mesi non escono dati clinici sulla sua salute,
perché? Visto che non c’è niente da nascondere, a quanto pare”.
Di recente Vittorio Sgarbi ha presentato il suo ultimo libro anche al Tg5.
Un’ospitata che la figlia commenta con queste parole: “Guarda in che stato di
sofferenza è. È uno schifo. Si offenderanno persone, ma è sporco, non sta bene,
fa fatica. Ma perché? Per pubblicizzare un libro? Dice sempre le stesse cose in
uno stato di prostrazione, io non so dove si può arrivare. Anche basta. È una
persona che non sta bene, ed è evidente la sofferenza. Sta male, va curato in un
altro modo e non va esposto in questo modo per pubblicizzare un libro”. E
ancora, a proposito di come agirebbero le persone intorno al padre: “È una
manipolazione di informazioni, occultare cose che evidentemente hanno fatto
sbagliate per cui non vogliono che si mettano le mani sia sulla sua cartella
clinica sia sulla gestione delle sue cose”.
Sul finire dell’intervista Evelina Sgarbi racconta che papà Vittorio ha iniziato
a pagare il mantenimento alla madre “dai miei 8 o 9 anni. Per un anno non li ha
più pagati, nel 2023. A riprova
che gli incassi non li prende lui sui suoi conti ma li incassa la compagna e
l’addetto stampa, noi dopo un anno che non prendevamo il mantenimento abbiamo
anche provato a fare un pignoramento, sui conti suoi non c’era niente… Loro
occultano tutto, incassano tutto con le loro società”. E si domanda: “Perché non
includere anche noi? Come se avessero timore che i figli vogliano rubargli
qualcosa. Siamo i suoi figli, mi sembra solo normale”. Malgrado tutto, Evelina
non ha intenzione di mollare, soprattutto ora che sa di poter contare anche sul
sostegno del fratello Carlo, che ultimamente si è esposto schierandosi dalla sua
parte.
L'articolo “Papà Vittorio Sgarbi ha provato 2 volte a buttarsi dal terrazzo. Lo
hanno chiuso a chiave in camera. Ho denunciato tutti per maltrattamenti”: la
figlia Evelina a “Verissimo” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Sono arrabbiata, trovo sia stato penoso, schifoso. Sfruttamento totale di una
persona, maltrattamento”. Evelina Sgarbi è furibonda nel salotto di “Verissimo”
mentre fa riferimento all’intervista che il papà Vittorio ha concesso a
“Domenica In” lo scorso 16 novembre per presentare il suo ultimo libro. “Se
prima era preoccupazione ora è rabbia. Temo per la sua vita, neanche più per la
salute. Non si può mandare in televisione una persona in quello stato a parlare
con dei tagli evidenti al programma stesso. Incredibile”. Evelina confidandosi
con Silvia Toffanin mette l’accento sulle condizioni in cui il critico d’arte è
apparso davanti alle telecamere di Rai1: “Lui impassibile a tutto, domande fatte
a trabocchetto in modo che dicesse qualcosa di brutto su di me. Vedere
l’intervista mi ha fatto un misto di disgusto, pena…”.
IL PRESUNTO RETROSCENA DELL’OSPITATA A “DOMENICA IN”
Nella puntata del talk show di Canale 5 in onda il 23 novembre Evelina Sgarbi
rivela quella che sarà la sua prossima mossa: “Sono pronta a denunciare tutti,
io voglio arrivare a sapere cosa stanno facendo a mio padre e cercare di tirarlo
via dalle persone con cui è adesso. Per me qui è circonvenzione d’incapace e
maltrattamento. Una persona che sta così la mandi in televisione?”. Quindi
rivela i retroscena dell’ospitata a “Domenica In” per come li ha appresi da
terzi: “Ho saputo anche da persone che erano lì che ha avuto una specie di
mancamento, ha accasciato la testa e hanno avuto paura tutti. Parla da sola
l’intervista, penosa è il termine giusto. Non mi stupisce più di tanto ma si
alza sempre più l’asticella dello schifo che possono raggiungere queste
persone”. A Toffanin che le chiede esattamente che cos’abbia Vittorio Sgarbi, la
figlia replica con nuove dichiarazioni choc: “Ho sentito che sta facendo una
terapia al litio, che gli appiattisce totalmente l’umore sia in un senso che
nell’altro. In più pare che abbia tentato di suicidarsi prima dei vari
ricoveri”.
LE PAROLE CONTRO SABRINA COLLE
Nel corso dell’intervista Evelina Sgarbi non risparmia parole dure anche nei
confronti di Sabrina Colle, la donna che il critico d’arte ha fatto sapere di
voler sposare a Venezia: “Viste le persone con cui è farò di tutto perché questo
matrimonio non avvenga”. La definisce “la santarellina di turno”, e spiega:
“Quando io ero piccola lei non c’era mai, c’è stata forse negli ultimi anni, e
in più lui aveva anche un’altra che si portava sempre dietro con cui stava
sicuramente molto meglio, lei era la compagna ufficiale che gli occupava casa,
ogni tanto si faceva vedere, e adesso improvvisamente sembra la complicità 27
anni di amore, ma per favore […] È un’approfittatrice fatta e finita”. La
conclusione del suo intervento è altrettanto pesante: “Se questi riescono a
sposarsi, e dopodiché lei in qualche modo lascia che lui passi a miglior vita,
per lei evidentemente va solo meglio visto l’insieme. Non è una favoletta
d’amore come vogliono far credere”.
L'articolo “Mio padre ha tentato il suicidio e ora lo stanno curando con il
litio. Sono pronta a denunciare tutti, l’asticella dello schifo si alza sempre
di più”: la figlia di Vittorio Sgarbi a “Verissimo” proviene da Il Fatto
Quotidiano.