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“In Italia non va la sanità, ma abbiamo la cosa più importante: ‘el cul puli'”: la letterina di Littizzetto a Macron sul bidet
Esilarante letterina di Luciana Littizzetto all’indirizzo di Emmanuel Macron. Dal tavolo di Che tempo che fa, la comica ha voluto dimostrare al presidente francese l’importanza del bidet, sottolineando che “est arrivé aussi en New York“. In un francese italianizzato Littizzetto ha spiegato che anche se in Italia abbiamo i nostri problemi, come una sanità zoppicante, “abbiamo la cosa più importante ‘el cul pulì'”. Contenuti in streaming su discovery+ (www.discoveryplus.it) L'articolo “In Italia non va la sanità, ma abbiamo la cosa più importante: ‘el cul puli'”: la letterina di Littizzetto a Macron sul bidet proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
Che tempo che fa
Emmanuel Macron
“Se lassù fai fatica a dormire chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi”: Luciana Littizzetto dedica l’ironica (e dolce) letterina a Ornella Vanoni
Una letterina intensa ma allo stesso tempo ironica. Così durante lo speciale “Ornella senza fine”, andato in onda sul Nove, Luciana Littizzetto ha voluto omaggiare Ornella Vanoni, definendola “unica”. “Siamo tutti qui per te, qui e a casa, le persone che ti hanno voluto bene, i tuoi colleghi, il tuo teatro la tua città”, ha esordito la comica. Littizzetto ha voluto cominciare con una confessione alla cantante, scomparsa lo scorso 21 novembre. “Ti ricordi quando sono stata male l’anno scorso e tu mi chiamavi per darmi consigli di dieta? Molto yogurt, biscotti, parmigiano, olive, quelle grosse. Ornella, ora te lo posso dire, i consigli non funzionavano, avevi tanti talenti ma quello medico proprio no. Però le tue chiamate mi hanno fatto meglio di tante medicine”. Littizzetto nella letterina definisce “un privilegio” poter parlare con Vanoni, che era capace, con le sue canzoni di “sollevare morali, salvare serate, far ballare e piangere, innamorare e tradire”. Una voce, ha ricordato ancora l’attrice e scrittrice, che è “passata per onde lunghe e medie, dal vinile alla cassettina, dalla cassettina al cd, dal cd al digitale rimanendo sempre la stessa”. “Poi tu facevi ridere Ornella, come sanno fare solo le persone che vivono con i piedi in questo pianeta, ma col cervello gironzolano in dimensioni sconosciute“, continua ancora Littizzetto, sottolineando che la cantante ha “dimostrato che si può invecchiare dicendo la verità senza chiedere scusa per ogni ruga, intensa e volubile, libera e disinibita”. “Non avevi paura di morire Ornella, avevi paura di annoiarti perché eri appassionata di vita. Ti piaceva il giallo perché ti dava gioia, il gelato perché ti consolava, la marijuana perché ti stuonava e così riuscivi a dormire. Ma soprattutto te ne fregavi delle apparenze, dei modi a modo, delle carinerie da salotto del bon ton fasullo e delle maniere ipocrite di stare davanti al pubblico per questo ti amavamo e lo facciamo ancora”, dice ancora Littizzetto. “Non ti disturbo più Ornella, non vorrei che questa letterina diventasse come una tua chiamata – conclude – però voglio ricordare di te un’ultima cosa, il tuo hobby, guardare il mare, e la tua passione, Venezia, che è una malinconia che galleggia senza mai affondare, un po’ come te” Poi il saluto finale: “Grazie di tutto Ornella, sappi che qui noi continuiamo ad ascoltarti, un po’ commossi un po’ malinconici. Ah se lassù fai fatica a dormire, chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi di sicuro”. L'articolo “Se lassù fai fatica a dormire chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi”: Luciana Littizzetto dedica l’ironica (e dolce) letterina a Ornella Vanoni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
“I senza dimora possono stramazzare in periferia, ma non in centro per ‘decoro’. Ci vuole umanità. Ormai viviamo occhi sul telefono, pensieri sparati in testa”: l’appello di Luciana Littizzetto
Il 26, 28 e 29 gennaio in 14 città italiane si terrà la Rilevazione nazionale delle Persone Senza Dimora, promossa da ISTAT e condotta da fio.PSD. “Un’importante azione collettiva per conoscere, comprendere e costruire politiche più giuste”, si legge sul sito dell’iniziativa. Testimonial è Luciana Littizzetto, che tornerà sul Nove domenica 18 gennaio con “Che Tempo Che Fa” con uno speciale dedicato interamente a Ornella Vanoni. “Non sarebbe male che uno Stato avesse le idee chiare sul da farsi, sull’argomento. – ha dichiarato l’attrice a La Repubblica – Anche perché ormai ci si accorge dei senza dimora più che altro quando vanno a prendersi spazi che consideriamo nostri, nei centri delle città. Possono stramazzare in periferia, quello sì, ma non in centro, per una questione di decoro. Fare un censimento di chi vive così non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e responsabilità“. E ancora: “Di sicuro abbiamo dei problemi di attenzione, stiamo perdendo la capacità di accorgerci di quello che ci sta intorno. Occhi sul telefono, pensieri sparati in testa, ci perdiamo le cose belle come quelle brutte. Serve allenamento, per recuperare. E una campagna nazionale pensata per incontrare persone che hanno bisogno, mi sembra già una prima occasione da cogliere al volo, e iniziare bene l’anno”. “Parlare di marginalità di questo tipo è difficile, – ha affermato Littizzetto – ancora più difficile penso sia lavorare sulla grande complessità del tema. Chi finisce per strada ci finisce per mille motivi, per scelta, per sfortuna, per dolore e salute, mentale e non. E questo è un insegnamento utile a tutti: nessuno è immune alla sfiga, così ci può finire chiunque”. L'articolo “I senza dimora possono stramazzare in periferia, ma non in centro per ‘decoro’. Ci vuole umanità. Ormai viviamo occhi sul telefono, pensieri sparati in testa”: l’appello di Luciana Littizzetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
La letterina di Luciana Littizzetto a Elkann sul gruppo Gedi: “Non vendi un chiosco di piadine ma un pezzo della cultura italiana”
Luciana Littizzetto ha deciso di dedicare l’ultima “letterina“, letta durante Che tempo che fa in onda su NOVE, a John Elkann e alla decisione di vendere il gruppo Gedi. “Chi ti scrive, caro John, è una tua dipendente di Radio Deejay, a partita iva. Pagamenti sempre puntuali. Su questo niente da dire. Ti scrivo anche in quanto ex proprietaria di macchine Fiat e quindi almeno mezzo battiscopa di una delle tue ville è stato finanziato dalla mia famiglia”, esordisce la comica, dicendosi “preoccupata” per quello che sta succedendo ai giornali e alle radio del gruppo Gedi. “È un nostro diritto sentirci preoccupati perché i giornali, quelli seri, sono da sempre il cane da guardia del potere. Sono la libera informazione, sono il pensiero critico indipendente. E abbiamo paura che invece diventino altro nelle mani di chi possiede ormai grandi pezzi di mondo”. Per questo, spiega Littizzetto, “i giornalisti sono in assemblea permanente” perché “non è che stai vendendo un chiosco di piadine, stai vendendo un pezzo importante della storia culturale italiana”. “Ora il governo sta mediando – ironizza ancora – adesso sì, siamo tranquilli, perché se ci pensa il Governo, mi aspetto di passare domani alla sede della Stampa e trovarci un negozietto cinese che fa gli orli. C’è un compratore, è vero, è un armatore greco amico di Trump e ha come socio d’affari Bin Salman, il principe ereditario dell’Arabia Saudita, che nella vita ha tre passioni, il petrolio, Renzi e comprare tutto ciò che passa per l’Europa”. L’ironia amara di Littizzetto continua quindi rivolgendosi sempre a Elkann: “Noi tutti, conduttori, artisti, giornalisti, se domani ci sveglieremo e scopriremo di lavorare per un fondo greco, arabo marziano, continueremo a fare quello che abbiamo sempre fatto, a raccontare il mondo come lo vediamo, senza farci influenzare. Potete comprarci, venderci, impacchettati, metterci sottovuoto, mischiarci come le carte da briscola. Potete prendere Augias e fargli ballare sirtaki insieme a Giannini, mentre la De Gregorio taglia la feta. Obbligare Linus a cambiare il nome del programma in dj chiama Grecia. Ma quello che non potete comprare è la testa di chi scrive”. “Perché un giornale può essere venduto. Ma la stampa, quella vera, non è in vendita”, conclude. Contenuti in streaming su discovery+ (www.discoveryplus.it) L'articolo La letterina di Luciana Littizzetto a Elkann sul gruppo Gedi: “Non vendi un chiosco di piadine ma un pezzo della cultura italiana” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
Che tempo che fa
“Tornare a casa per Natale? Conviene andare a Vladivostok con la Transiberiana e poi prendere un volo low cost per Bari”: la letterina di Luciana Littizzetto ai fuorisede
Per le migliaia di studenti e lavoratori fuori sede, il viaggio di Natale verso casa è diventato una spedizione più costosa di un volo intercontinentale. Luciana Littizzetto, durante la sua consueta e pungente “letterina” a Che tempo che fa (in onda ieri sera sul Nove), ha puntato i riflettori sul salasso che ogni anno colpisce i portafogli dei meridionali al Nord, costretti ad affrontare prezzi di treni e aerei che raddoppiano o triplicano per le Feste. La comica, ironizzando sull’impennata selvaggia dei prezzi, ha commentato che “conviene quasi andare a Vladivostok con la Transiberiana e poi prendere un volo low cost per Bari da lì”. L'articolo “Tornare a casa per Natale? Conviene andare a Vladivostok con la Transiberiana e poi prendere un volo low cost per Bari”: la letterina di Luciana Littizzetto ai fuorisede proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
Che tempo che fa
Fabio Fazio
“Mi sembra che mi strappino la pelle continuamente. Prima Baudo, poi Vessicchio, le Kessler, Ornella Vanoni”: il dolore di Luciana Littizzetto – VIDEO
Luciana Littizzetto ieri, 24 novembre, con Fabio Fazio a “Che Tempo Che Fa” si è commossa nel commentare la scomparsa di Ornella Vanoni, amica e protagonista del programma. “Devo dire che questo periodo mi sembra che mi strappino la pelle continuamente, prima Pippo Baudo, poi Peppe Vessicchio, le Kessler, Ornella… – ha affermato l’attrice – Non c’è un cerotto abbastanza grande per coprire tutti questi dolori. Lei era una donna, è ancora una donna, che ha masticato la vita proprio a bocconi grossi; ha fatto anche parecchie briciole, lo diceva, aveva fatto anche dei danni, però ha amato a dismusura e ha abbracciato a più non posso. Lei amava abbracciare, diceva che questo stringere sosteneva le persone che magari non erano abituate a essere abbracciate e lei lo faceva sempre e volentieri. Questa è una cosa che ricordo e non credo di potermela dimenticare facilmente”. L'articolo “Mi sembra che mi strappino la pelle continuamente. Prima Baudo, poi Vessicchio, le Kessler, Ornella Vanoni”: il dolore di Luciana Littizzetto – VIDEO proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Luciana Littizzetto
Che tempo che fa
“L’educazione sessuale? La scuola non è la succursale della famiglia. È l’unico modo per non trovare l’ennesima vittima a terra”: la “letterina” di Luciana Littizzetto a Valditara
“Caro Valditara, l’altro giorno alla Camera hai preso fuoco come quei cespugli che in estate vanno in autocombusione. Mi sembravi Tina Cipollari quando litiga con Emma”. Luciana Littizzetto, a Che tempo che fa, ha dedicato la propria “letterina” al ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. In particolare, in merito all’educazione sessuale e affettiva nelle scuole. “Non ti fidi della scuola? E dei genitori? A questo punto facciamoli entrare a scuola al posto dei bidelli per il consenso informato. Se vogliamo prevenire la violenza dobbiamo partire dal corpo, dal sesso, dal consenso”. L'articolo “L’educazione sessuale? La scuola non è la succursale della famiglia. È l’unico modo per non trovare l’ennesima vittima a terra”: la “letterina” di Luciana Littizzetto a Valditara proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Giuseppe Valditara
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