Crosetto a Dubai mentre gli Usa e Israele lanciavano i primi missili verso
l’Iran? A ironizzare sulla situazione ci ha pensato Luciana Littizzetto che, nel
consueto appuntamento con Che tempo che fa, ha deciso di indirizzare la sua
letterina proprio al ministro della Difesa. “Illustrissimo Guido Crosetto,
ministro a due ante. Orso Balù della difesa italiana che non hai fatto il
militare a Cuneo ma sei di Cuneo, terra che ci ha anche regalato Daniela
Santanché e Flavio Briatore. Quindi grazie Cuneo, a posto così”, ha esordito
Littizzetto.
“Dove sei questo weeekend? A pescar e gamberi in Groenlandia? Su qualche
motoscafo in Venezuela a rischio mitragliamento? – ironizza ancora la comica –
Ministro, so che hai diritto al riposo anche tu, ma non potevi andare in
Liguria, come fanno tutti i Cuneesi? Che se serviva in tre ore eri a Roma a cena
a casa di La Russa sotto il busto del Duce?”.
“Ora io vorrei commentare il perché tu fossi a Dubai nel momento peggiore in
assoluto, ma hai cambiato più versioni tu degli abiti della Pausini a Sanremo.
Eri a un passo dal dire ‘ero a Dubai a mia insaputa?’ Ma avvisare qualcuno no?
Tra l’altro a gennaio ti hanno aumentato di 24 persone lo staff dei
collaboratori, su 160 persone non hai trovato uno a cui mandare un WhatsApp con
scritto vado a Dubai?”, continua ancora Littizzetto che ironizza anche sul volo
militare di ritorno pagato “tre volte il costo normale”. “Il problema non è
tornare con un volo di Stato, ma partire con un volo di linea. Tu non sei un
normale cittadino ma un ministro, non puoi permetterti di mettere a repentaglio
la sicurezza degli altri passeggeri”.
L'articolo “Non potevi andare in Liguria come fanno tutti i Cuneesi? Così in tre
ore eri da La Russa a cenare sotto il busto del Duce?”: la letterina di Luciana
Littizzetto a Crosetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Luciana Littizzetto
Dopo Raf, è Luciana Littizzetto a “ravanarsi” in tv. Nel corso della puntata di
“Che tempo che fa” andata in onda domenica 8 marzo sul Nove, la comica torinese
si è resa protagonista di un siparietto che ha molto divertito il pubblico a
casa e gli utenti dei social. ‘Lucianina’ ha sentito la necessità di sistemare
la camicia che indossava, offrendo a Fabio Fazio un assist tutto da ridere.
LA BATTUTA DI FABIO FAZIO
“Ma vedi che mi fa la pancia?”, ha detto ‘Lucianina’ al conduttore prima di
infilare le mani nella lunga gonna nel tentativo di fissare meglio la camicia.
“Faccio come fanno i maschi“. Ed è qui che il conduttore ha colto la palla al
balzo per fare la battuta: “Non sei Raf“, riferendosi a quello che probabilmente
è stato il momento più virale dell’ultimo Festival di Sanremo, quando le
telecamere hanno inquadrato il cantautore pochi attimi prima di entrare in scena
intento a toccarsi dentro i pantaloni. Littizzetto è apparsa molto divertita per
la boutade e ha replicato la scena sanremese mettendosi tra le quinte e la scena
chiedendo di essere inquadrata.
RAF E L’EQUIVOCO DELLA “RAVANATA” A SANREMO
Ma davvero, come molti hanno pensato, Raf all’Ariston stava sistemando le parti
intime prima di esibirsi? Sulla questione è intervenuto lui stesso. Ospite di
una chiacchierata con MySecretCase, l’artista di Infinito ha chiarito: “Hanno
visto che mi stavo toccando, ma in realtà era il cartellino di uno slip nuovo e
che era rimasto dentro. Io stavo cercando di staccarlo”.
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L'articolo Luciana Littizzetto ‘ravana’ dentro la gonna: “Faccio come i maschi”,
Fabio Fazio: “Non sei Raf”. La gag a Che tempo che fa proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Hai lavorato quattro anni, è una vita che ti alleni per quel salto, quella
curva. Hai saltato feste, cene, amici, pizze, aperitivi e sano tempo di ozio. E
poi hai perso per qualche centesimo di secondo. Hai diritto a essere arrabbiato.
Sbraita, urla. La verità è che non si vince sempre, nemmeno se si è il numero
uno. Ma questo non vi ha reso più deboli, ma più umani. In fondo nella vita la
cosa che succede più spesso è perdere”. Luciana Littizzetto ha dedicato – con
ironia – la tradizionale “letterina”, a Che tempo che fa, in onda sul Nove, agli
atleti e alle atlete che alle Olimpiadi non hanno vinto una medaglia.
L'articolo Olimpiadi, la “letterina” di Littizzetto a chi non ha vinto la
medaglia: “Perdere non vi rende più deboli, ma più umani” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una lunga letterina nella quale Luciana Littizzetto si rivolge alle atlete delle
Olimpiadi di Milano Cortina per sperare con loro che arriverà un giorno in cui
per le donne non sarà più necessario “essere brave il doppio”.
È l’omaggio che l’attrice e comica ha voluto fare alle atlete dal salotto di Che
tempo che fa, in onda sul Nove.
“Vi parlo da non sportiva, da donna che ha una rotula che si stacca come le
medaglie che vincete, che pratica un’unica disciplina olimpionica, la salita
sulla scrivania, e che considera discesa libera scendere le scale senza
ascensore – dice – Una che osserva le vostre imprese come un aborigeno
guarderebbe una Tesla o Del Vecchio una telecamera, ammirato e senza la più
pallida idea di come funzioni”. “Volevo solo dirvi brave – continua Littizzetto
– Vedere atlete che gareggiano come voi mette pace nell’anima e fa sembrare che
un mondo quasi diverso sia possibile. Quasi, perché qualcosa rimane ed è lo
sbattimento doppio, triplo, quadruplo che tocca alle donne. Perché il maschio
fa, anche la donna fa ma al cubo perché non ha quel potere enorme del cromosoma
XY che ti permette di fare una cosa alla volta e fermare tutto il resto”.
“Io vi vedo mitiche olimpioniche, tifo per voi, sto male se perdete e gioisco se
vincete. So che non abbiamo nulla in comune, di sicuro non muscoli, tendini,
coordinazione e stare bene in tuta attillata. Ma una piccola cosa sì, quella
sensazione di dover fare sempre qualcosa di più, di dover essere sempre un po’
più brave, di avere un carico che non si vede ma che ci trasciniamo dietro. Ma a
voi lo sport regala quei minuti preziosi in cui essere solo se stesse”.
“Quindi – conclude – ragazze continuate, continuate a lanciare la stone, a
correre sul ghiaccio, a saltare anche col ginocchio che scricchiola, a
rispondere alle interviste con un bambino attaccato al collo perché così voi
state cambiando piano piano questo mondo e magari un giorno non ci servirà più
essere brave il doppio, basterà solo essere brave”.
L'articolo “Vedervi fa pensare che un mondo diverso da possibile, magari un
giorno non ci servirà più essere brave il doppio”: la letterina di Littizzetto
per le atlete delle Olimpiadi proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Caro presidente Sergio Mattarella, è incredibile che lei faccia lo stesso
lavoro di Donald Trump. È come se l’Uomo gatto e Giorgio Parisi avessero lo
stesso codice Ateco”. È uno dei passaggi della tradizionale “letterina” di
Luciana Littizzetto, nell’ultima puntata indirizzata proprio al nostro Capo di
Stato, a Che tempo che fa, sul Nove. La comica torinese ha fatto riferimento
alla visita di Mattarella a Crans-Montana. “Lei fa il presidente di tutti, non
quello che fa campagna elettorale. Speriamo che il prossimo domiciliato al
Quirinale sia un adulto come lei”.
L'articolo Littizzetto a Mattarella: “Incredibile che faccia lo stesso lavoro di
Trump. Come l’Uomo gatto e Giorgio Parisi con lo stesso codice Ateco” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Esilarante letterina di Luciana Littizzetto all’indirizzo di Emmanuel Macron.
Dal tavolo di Che tempo che fa, la comica ha voluto dimostrare al presidente
francese l’importanza del bidet, sottolineando che “est arrivé aussi en New
York“. In un francese italianizzato Littizzetto ha spiegato che anche se in
Italia abbiamo i nostri problemi, come una sanità zoppicante, “abbiamo la cosa
più importante ‘el cul pulì'”.
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L'articolo “In Italia non va la sanità, ma abbiamo la cosa più importante: ‘el
cul puli'”: la letterina di Littizzetto a Macron sul bidet proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Una letterina intensa ma allo stesso tempo ironica. Così durante lo speciale
“Ornella senza fine”, andato in onda sul Nove, Luciana Littizzetto ha voluto
omaggiare Ornella Vanoni, definendola “unica”.
“Siamo tutti qui per te, qui e a casa, le persone che ti hanno voluto bene, i
tuoi colleghi, il tuo teatro la tua città”, ha esordito la comica. Littizzetto
ha voluto cominciare con una confessione alla cantante, scomparsa lo scorso 21
novembre. “Ti ricordi quando sono stata male l’anno scorso e tu mi chiamavi per
darmi consigli di dieta? Molto yogurt, biscotti, parmigiano, olive, quelle
grosse. Ornella, ora te lo posso dire, i consigli non funzionavano, avevi tanti
talenti ma quello medico proprio no. Però le tue chiamate mi hanno fatto meglio
di tante medicine”.
Littizzetto nella letterina definisce “un privilegio” poter parlare con Vanoni,
che era capace, con le sue canzoni di “sollevare morali, salvare serate, far
ballare e piangere, innamorare e tradire”. Una voce, ha ricordato ancora
l’attrice e scrittrice, che è “passata per onde lunghe e medie, dal vinile alla
cassettina, dalla cassettina al cd, dal cd al digitale rimanendo sempre la
stessa”.
“Poi tu facevi ridere Ornella, come sanno fare solo le persone che vivono con i
piedi in questo pianeta, ma col cervello gironzolano in dimensioni sconosciute“,
continua ancora Littizzetto, sottolineando che la cantante ha “dimostrato che si
può invecchiare dicendo la verità senza chiedere scusa per ogni ruga, intensa e
volubile, libera e disinibita”.
“Non avevi paura di morire Ornella, avevi paura di annoiarti perché eri
appassionata di vita. Ti piaceva il giallo perché ti dava gioia, il gelato
perché ti consolava, la marijuana perché ti stuonava e così riuscivi a dormire.
Ma soprattutto te ne fregavi delle apparenze, dei modi a modo, delle carinerie
da salotto del bon ton fasullo e delle maniere ipocrite di stare davanti al
pubblico per questo ti amavamo e lo facciamo ancora”, dice ancora Littizzetto.
“Non ti disturbo più Ornella, non vorrei che questa letterina diventasse come
una tua chiamata – conclude – però voglio ricordare di te un’ultima cosa, il tuo
hobby, guardare il mare, e la tua passione, Venezia, che è una malinconia che
galleggia senza mai affondare, un po’ come te”
Poi il saluto finale: “Grazie di tutto Ornella, sappi che qui noi continuiamo ad
ascoltarti, un po’ commossi un po’ malinconici. Ah se lassù fai fatica a
dormire, chiedi, qualcuno che sa rollare lo trovi di sicuro”.
L'articolo “Se lassù fai fatica a dormire chiedi, qualcuno che sa rollare lo
trovi”: Luciana Littizzetto dedica l’ironica (e dolce) letterina a Ornella
Vanoni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il 26, 28 e 29 gennaio in 14 città italiane si terrà la Rilevazione nazionale
delle Persone Senza Dimora, promossa da ISTAT e condotta da fio.PSD.
“Un’importante azione collettiva per conoscere, comprendere e costruire
politiche più giuste”, si legge sul sito dell’iniziativa. Testimonial è Luciana
Littizzetto, che tornerà sul Nove domenica 18 gennaio con “Che Tempo Che Fa” con
uno speciale dedicato interamente a Ornella Vanoni.
“Non sarebbe male che uno Stato avesse le idee chiare sul da farsi,
sull’argomento. – ha dichiarato l’attrice a La Repubblica – Anche perché ormai
ci si accorge dei senza dimora più che altro quando vanno a prendersi spazi che
consideriamo nostri, nei centri delle città. Possono stramazzare in periferia,
quello sì, ma non in centro, per una questione di decoro. Fare un censimento di
chi vive così non è un atto burocratico, ma un gesto di umanità e
responsabilità“.
E ancora: “Di sicuro abbiamo dei problemi di attenzione, stiamo perdendo la
capacità di accorgerci di quello che ci sta intorno. Occhi sul telefono,
pensieri sparati in testa, ci perdiamo le cose belle come quelle brutte. Serve
allenamento, per recuperare. E una campagna nazionale pensata per incontrare
persone che hanno bisogno, mi sembra già una prima occasione da cogliere al
volo, e iniziare bene l’anno”.
“Parlare di marginalità di questo tipo è difficile, – ha affermato Littizzetto –
ancora più difficile penso sia lavorare sulla grande complessità del tema. Chi
finisce per strada ci finisce per mille motivi, per scelta, per sfortuna, per
dolore e salute, mentale e non. E questo è un insegnamento utile a tutti:
nessuno è immune alla sfiga, così ci può finire chiunque”.
L'articolo “I senza dimora possono stramazzare in periferia, ma non in centro
per ‘decoro’. Ci vuole umanità. Ormai viviamo occhi sul telefono, pensieri
sparati in testa”: l’appello di Luciana Littizzetto proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Luciana Littizzetto ha deciso di dedicare l’ultima “letterina“, letta durante
Che tempo che fa in onda su NOVE, a John Elkann e alla decisione di vendere il
gruppo Gedi.
“Chi ti scrive, caro John, è una tua dipendente di Radio Deejay, a partita iva.
Pagamenti sempre puntuali. Su questo niente da dire. Ti scrivo anche in quanto
ex proprietaria di macchine Fiat e quindi almeno mezzo battiscopa di una delle
tue ville è stato finanziato dalla mia famiglia”, esordisce la comica, dicendosi
“preoccupata” per quello che sta succedendo ai giornali e alle radio del gruppo
Gedi. “È un nostro diritto sentirci preoccupati perché i giornali, quelli seri,
sono da sempre il cane da guardia del potere. Sono la libera informazione, sono
il pensiero critico indipendente. E abbiamo paura che invece diventino altro
nelle mani di chi possiede ormai grandi pezzi di mondo”. Per questo, spiega
Littizzetto, “i giornalisti sono in assemblea permanente” perché “non è che stai
vendendo un chiosco di piadine, stai vendendo un pezzo importante della storia
culturale italiana”.
“Ora il governo sta mediando – ironizza ancora – adesso sì, siamo tranquilli,
perché se ci pensa il Governo, mi aspetto di passare domani alla sede della
Stampa e trovarci un negozietto cinese che fa gli orli. C’è un compratore, è
vero, è un armatore greco amico di Trump e ha come socio d’affari Bin Salman, il
principe ereditario dell’Arabia Saudita, che nella vita ha tre passioni, il
petrolio, Renzi e comprare tutto ciò che passa per l’Europa”.
L’ironia amara di Littizzetto continua quindi rivolgendosi sempre a Elkann: “Noi
tutti, conduttori, artisti, giornalisti, se domani ci sveglieremo e scopriremo
di lavorare per un fondo greco, arabo marziano, continueremo a fare quello che
abbiamo sempre fatto, a raccontare il mondo come lo vediamo, senza farci
influenzare. Potete comprarci, venderci, impacchettati, metterci sottovuoto,
mischiarci come le carte da briscola. Potete prendere Augias e fargli ballare
sirtaki insieme a Giannini, mentre la De Gregorio taglia la feta. Obbligare
Linus a cambiare il nome del programma in dj chiama Grecia. Ma quello che non
potete comprare è la testa di chi scrive”. “Perché un giornale può essere
venduto. Ma la stampa, quella vera, non è in vendita”, conclude.
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L'articolo La letterina di Luciana Littizzetto a Elkann sul gruppo Gedi: “Non
vendi un chiosco di piadine ma un pezzo della cultura italiana” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Per le migliaia di studenti e lavoratori fuori sede, il viaggio di Natale verso
casa è diventato una spedizione più costosa di un volo intercontinentale.
Luciana Littizzetto, durante la sua consueta e pungente “letterina” a Che tempo
che fa (in onda ieri sera sul Nove), ha puntato i riflettori sul salasso che
ogni anno colpisce i portafogli dei meridionali al Nord, costretti ad affrontare
prezzi di treni e aerei che raddoppiano o triplicano per le Feste. La comica,
ironizzando sull’impennata selvaggia dei prezzi, ha commentato che “conviene
quasi andare a Vladivostok con la Transiberiana e poi prendere un volo low cost
per Bari da lì”.
L'articolo “Tornare a casa per Natale? Conviene andare a Vladivostok con la
Transiberiana e poi prendere un volo low cost per Bari”: la letterina di Luciana
Littizzetto ai fuorisede proviene da Il Fatto Quotidiano.