Esilarante letterina di Luciana Littizzetto all’indirizzo di Emmanuel Macron.
Dal tavolo di Che tempo che fa, la comica ha voluto dimostrare al presidente
francese l’importanza del bidet, sottolineando che “est arrivé aussi en New
York“. In un francese italianizzato Littizzetto ha spiegato che anche se in
Italia abbiamo i nostri problemi, come una sanità zoppicante, “abbiamo la cosa
più importante ‘el cul pulì'”.
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L'articolo “In Italia non va la sanità, ma abbiamo la cosa più importante: ‘el
cul puli'”: la letterina di Littizzetto a Macron sul bidet proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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“Mi hanno trasportato in una bella casa di Caracas dove sono stato delle ore
incappucciato e ammanettato, in attesa, poi mi hanno portato in una stanza molto
calda, dove il funzionario mi ha spiegato il funzionamento, mi ha cominciato a
fare delle domande insistendo molto sul terrorismo, sullo spionaggio, sul fatto
che sono laureato in storia ha provato a dirmi che il servizio militare in
Italia è obbligatorio quindi sicuramente lo avevo fatto, io gli ho spiegato che
non è più obbligatorio…Abbiamo avuto un dialogo a volte cordiale a volte meno e
poi è iniziata questa sessione con la macchina della verità”. Così Alberto
Trentini, tornato in Italia dopo oltre 400 giorni di prigionia in Venezuela, ha
raccontato a Che tempo che fa il periodo di detenzione e, in particolare, il
momento in cui è stato sottoposto alla macchina della verità. “Sono 12 domande,
tre gruppi da quattro, tre sono domande che ti possono incriminare tipo: “sei
venuto in Venezuela per rovesciare il regime?” e poi c’è una domanda alla quale
devi mentire e lo concordi con l’intervistatore, per esempio: “Hai mai litigato
con tuo padre?” e io dovevo dire “No”. Io gli ho chiesto se poteva farmi domande
meno ovvie…E in sostanza faceva di tutto per farmi sbagliare, e poi era molto
caldo, sudavo, hai dei sensori ai polpastrelli e sul collo…Poi borbottavano tra
loro facendosi sentire per innervosirmi. Quello che facevano era giustificare ai
miei occhi o a quelli del sistema la mia detenzione”.
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L'articolo “Ore incappucciato e ammanettato in una casa di Caracas, poi è
iniziata la sessione con la macchina della verità”: Trentini racconta la
prigionia a Che tempo che fa proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ho passato tre quattro anni molto difficili nella mia vita, i più difficili.
Succede ci sta”, ha raccontato Belen Rodriguez a “Che tempo che fa“, ospite per
il lancio dello show comico “Only Fun” in onda sul Nove da giovedì 5 febbraio.
La showgirl argentina è tornata sull’attacco di panico che l’aveva colpita
durante un evento organizzato da Vanity Fair: “Mi sono trovata tante volte in
quello stato di intontimento. Nelle altre occasioni però andavo a dormire. In
quell’occasione di lavoro, per continuare ad andare avanti e non dire no, mi
sono trovato in quella situazione. Ovviamente mi imbarazza, quando ho visto
com’è andata – ha continuato Belen – mi sono sentita piccolina, è un po’ come
spogliarsi. Dopo ne esci più forte, te ne rendi conto di quanto soffri di questi
attacchi e nel vederti così dici ‘Basta, non ho più voglia’”.
La conduttrice ha riservato parole di stima a Maria De Filippi con cui ha
lavorato molti anni: “Maria ha una mente incredibile, è questo che ho imparato,
a pensare in modo costruttivo. È molto intelligente, è molto una psicologa,
quindi tutte le volte in cui ho parlato con lei ho imparato qualcos’altro,
mentre parlavo con lei mi evolvevo”. Parole che sembrano smentire indirettamente
quanto raccontato nei giorni scorsi da Fabrizio Corona: “Non è poco per me, è
importante imparare le cose. Quando uno ha bisogno lei c’è“, ha aggiunto
Rodriguez che ha poi definito Simona Ventura una “mamma televisiva”.
> Belen a #Ctcf: “Maria ha una mente incredibile, è questo che ho imparato, a
> pensare in modo costruttivo. è molto intelligente, è molto una psicologa,
> quindi tutte le volte in cui ho parlato con lei ho imparato qualcos’altro,
> mentre parlavo con lei mi evolvevo” pic.twitter.com/dSkEPydyql
>
> — Giuseppe Candela (@GiusCandela) February 1, 2026
Da circa vent’anni Belen vive in Italia: “Gli italiani per me sono una grande
famiglia che mi ha accompagnato. Sono passati 20 anni, non mi hanno mai dato il
passaporto italiano. Perché non me lo date? Mi piacerebbe portare mio figlio in
America. Sono anche stata sposata, ma ho chiesto il divorzio prima dei 5 anni…
Non sono stata nemmeno furba”, con il riferimento all’unione con Stefano De
Martino, durata dal 2013 al 2017.
La showgirl farà ritorno al Festival di Sanremo per la quarta apparizione della
carriera all’Ariston. “Torno a Sanremo nella serata dei duetti, ma non come
cantante… Ci sono un po’ di personaggi improbabili. Samurai Jay canta
Ossessione. Possiamo dire che io ci sarò, il resto non si può dire…”. E sul
finale ha scherzato sul famoso tatuaggio, la farfallina che fece scalpore in
Riviera: “Si è un po’ allargata la farfalla con le gravidanze”. “Lasciamo cadere
qua il discorso”, ha chiosato Fazio. “Guarda che è un tatuaggio, è vero che con
le gravidanze si allargava. Poi tornava come prima“, ha concluso Belen con il
sorriso.
L'articolo “Ho passato 3-4 anni molto difficili nella mia vita, i più difficili.
La ‘farfallina’? Si è un po’ allargata con le gravidanze…”: le confessioni di
Belen da Fazio proviene da Il Fatto Quotidiano.
“La cella Rodeo 1 – ma ne ho cambiate molte – erano tutte due metri per quattro
con una turca che faceva anche da doccia, eravamo in due in cella. I cambi di
cella non erano mai giustificati, come nessun’altra azione del resto: venivano,
ti dicevano di vestirti, di prendere le tue poche cose e ti cambiavano di cella.
Le condizioni di prigionia erano molto molto dure“. Così Alberto Trentini,
l’attivista italiano, detenuto per 423 giorni in Venezuela, ospite di Che tempo
che fa, racconta le condizioni della sua prigionia.
“Avevamo l’acqua per farci la doccia e per la latrina due volte al giorno, a
orari sempre differenti. Non c’era nessuna opportunità di svago, pochissimi
libri. Mi avevano sequestrato gli occhiali quindi ero in difficoltà”, spiega
ancora.
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L'articolo “Cella di 2 metri per 4 con una turca che faceva anche da doccia. Le
condizioni di prigionia erano molto dure”: il racconto di Trentini a Che tempo
che fa proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Ho amato anche più del necessario, ho fatto il dovuto e lo straordinario”. Con
queste parole di Ornella Vanoni ieri sera, 18 gennaio, si è concluso l’evento
musicale “Ornella Senza Fine“, in onda sul Nove. Ma quello che si è consumato
non è stata solo una magnifica serata di musica e parole, ma anche una lezione
di vita. Ornella Vanoni ha lasciato una grande eredità con le sue canzoni, ma
soprattutto con la sua vita vissuta sulle montagne russe dei sentimenti.
L’elemento fondamentale per l’essere umano è e rimane la libertà. Libertà di
amare, di sbagliare, di inciampare e di rialzarsi nel momento giusto. Fabio
Fazio con Luciana Littizzetto e il suo team di “Che Tempo Che Fa” hanno fatto un
lavoro che va al di là dei tecnicismi televisivi. È raro che una emozione
abbatta la quarta parete della televisione ormai diventata asettica. E ieri è
accaduto, questo anche grazie a molti dei colleghi ed amici intervenuti per
rendere omaggio alla grande artista.
Sulle note di “Senza Fine” è stato Marco Mengoni ad aprire la serata. Un inizio
elegante, in salsa jazz con una delle canzoni più belle della storia della
musica italiana. L’accoppiata Paolo Fresu-Mengoni strepitosa. La bellezza della
musica e di Ornella che commuovono sempre. “Gino questa canzone l’ha composta
per me, ma non trovava le parole giuste. Un giorno è venuto da me con le mani
piene di foglietti e mi ha detto ‘scegli tu’. Io ho scelto le parole che mi
somigliavano di più”. Questa la spiegazione di Ornella sulla celebre canzone,
letta dal nipote Matteo.
Loredana Bertè struggente già con l’incipit “è uno di quei giorni che ti prende
la malinconia”. La voce potentissima di Annalisa, l’interpretazione minimal e
intensa di “Una ragione di più” ad evidenziare ogni parola e l’importanza del
testo scritto nel 1970, ma sempre attuale… Con il rosso che Ornella amava molto.
Non poteva mancare Virginia Raffaele. Quello tra l’attrice e Ornella Vanoni è
stato un intreccio artistico, al di là dell’imitazione. La Raffaele aveva colto
la grande ironia e la libertà della grande artista, spingendole ancora più in
altro. Da uno dei dischi più belli della storia della musica, l’omaggio di
Fiorella Mannoia con Toquinho con “La voglia la pazzia”. Sia la Mannoia che la
Vanoni sono accomunati dall’amore per la musica brasiliana e il Brasile “A
questo punto Buonanotte all’incertezza”…
“Sant’Allegria” nella versione di Mahmood con la Vanoni è un piccolo gioiello.
Ornella Vanoni era pazza di lui: “Questo ragazzo qui lo amo, è come se lo
conoscessi da sempre”. Bello il momento in studio con la voce fuori campo della
grande interprete. Poi il momento tanto atteso. “Cantante, artista e donna
libera“. La città di Milano alla presenza del sindaco Sala e dell’Assessore
Sacchi ha dedicato così con una targa l’aiuola che si trova davanti al Piccolo
Teatro Strehler.
“Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già…” Paolo Fresu alla tromba ha
omaggiato la sua amica Ornella su una delle sue canzoni più iconiche
“L’appuntamento”. Lo aveva fatto al suo funerale e questa sera provoca la stessa
emozione. Poi la preziosa Elisa ha fatto da cornice a un momento di struggente
commozione.
Un addio generoso, ricco d’amore e di dolcezza. “Ti lascio una canzone” è uno
dei brani più belli di Gino Paoli che solo lui e Ornella sapevano rendere
magica, specie insieme. Gianni Morandi è riuscito a farne un omaggio in punta di
piedi pieno di affetto. La letterina di Luciana Littizzetto tutta dedicata ad
Ornella nel ricordarla per le sue interminabili telefonate, con ironia e
affetto. “E se lassù non riesci a dormire, chiedi pure perché qualcuno che sa
rollare, lo trovi sicuro”, ha chiosato l’attrice.
Il Piccolo Teatro Grassi, dove Vanoni ha mosso i primi passi come attrice, apre
le porte per un omaggio collettivo tra attori da Lella Costa a Angela
Finocchiaro con al piano Paolo Jannacci. Ovviamente la canzone scelta è “Ma Mi“.
Un bellissimo gesto simbolico. “Imparare ad amarsi” è la bella canzone firmata
con Bungaro e Pacifico, una delle più belle della Vanoni. Interpretazione
vibrante di Emma che ne ha sottolineato l’importanza delle parole.
“Rossetto e cioccolato” è una delle canzoni più iconiche del repertorio della
Vanoni. Sensuale e ironica: “La gola è soddisfatta e nella stanza il cielo. Si
fa così per cominciare il gioco”. Brava Malika Ayane a farla “sua”. Non facile.
Il più grande regalo che Ornella Vanoni ha ricevuto, musicalmente parlando,
negli ultimi ani è stato “Un sorriso dentro al pianto”, la canzone più bella
scritta da Francesco Gabbani. Molto bello il duetto con Noemi, già proposto
all’evento “Una Nessuna Centomila”. L’incantevole voce di Arisa su “La musica è
finita” “Un minuto è lungo da morire. Se non è vissuto insieme a te” da standing
ovation. Toquinho e Sangiorgi su uno dei pezzi iconici dell’album cult “La
voglia la pazzia l’incoscienza…”: “Io so che ti amerò”. Il sentimento e il
feeling in ogni nota. L’eleganza e la sobrietà di Diodato e della nipote
dell’artista Camilla su “Senza Fine” chiudono la carrellata delle esibizioni.
Il canale Nove con “Ornella Senza Fine” per la prima volta ha offerto un evento
che nulla ha da invidiare ai diretti competitor. Una serata di alta qualità e
davvero emozionante. Su tutti l’arte, la forza e la libertà di Ornella Vanoni
che vivrà per sempre.
L'articolo “Ornella Senza Fine” è stato un piccolo miracolo: l’evento televisivo
che si trasforma in lezione di vita e d’amore. Mengoni, Mahmood, Emma e Annalisa
emozionati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Milano omaggia Ornella Vanoni con un luogo a lei dedicato. Come annunciato su
Instagram dal conduttore di “Che tempo che fa” Fabio Fazio, il comune milanese
intitolerà un’aiuola alla cantante. Domenica 18 gennaio, durante “Che tempo che
fa” sul canale Nove, andrà in scena lo speciale “Ornella senza fine” che svelerà
anche la zona dove si troverà l’aiuola. Fazio ripercorrerà aneddoti e curiosità
della cantante. Il presentatore ha pubblicato un breve video su Instagram per
presentare l’omaggio speciale all’artista, scomparsa lo scorso 21 novembre.
Fazio ha dichiarato: “Eccoci qua in una delle pause delle prove di ‘Ornella
senza fine’, ma voglio anticiparvi una cosa che accadrà poi domenica“.
Il 61enne ha ringraziato le istituzioni che hanno reso possibile il gesto. Il
conduttore ha detto: “Devo dire grazie, ma grazie proprio con tutto il cuore,
per l’impegno e la velocità, al Sindaco di Milano Beppe Sala e all’Assessore
alla Cultura Tommaso Sacchi, che ringrazio di cuore, perché riusciremo ad
esaudire il desiderio che Ornella aveva manifestato proprio qui e cioè che le
venisse intitolata un’aiuola nella sua Milano”. E infine: “Lei teneva molto a
questa aiuola. Non vi dico dov’è, ma è in un posto perfetto di cui sono sicuro
Ornella sarebbe orgogliosa e quindi domenica sera scoprirete anche dove sarà
questa aiuola che verrà dedicata a Ornella con tanto di iscrizione”.
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L'articolo Milano esaudisce il desiderio di Ornella Vanoni: un’aiuola dedicata
alla cantante. L’annuncio di Fabio Fazio: “Non vi dico dov’è, ma è in un posto
perfetto” proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Questo è decisamente l’anno peggiore della mia vita“. Filippa Lagerback sceglie
parole nette, senza filtri, per raccontare ai suoi follower uno dei momenti più
difficili che abbia mai attraversato. Lo fa rispondendo a una domanda semplice
arrivata su Instagram: “Come stai?“. “Sono tutt’ora in una tempesta di emozioni,
su e giù. Difficile spegnere il cervello e calmare il cuore”, scrive in risposta
la conduttrice, volto storico di “Che tempo che fa“, dove affianca Fabio Fazio e
Luciana Littizzetto. Parole che arrivano a pochi mesi da un evento che ha
segnato in modo irreversibile il suo 2025: la morte improvvisa della madre
Margaretha, avvenuta lo scorso gennaio.
Lagerback ne aveva parlato già subito dopo il lutto, affidando ai social un
messaggio intimo e misurato: “Mamma continua nella forma della tua essenza pura
d’amore, empatia e generosità. Nell’essere leale e rispettosa, allegra e
sorridente, nel volere il bene di tutti, nei tuoi insegnamenti e modi di fare,
con energia positiva e impegno, indipendenza e delicatezza”. Un ritratto
affettuoso, che restituisce la profondità di un legame e il vuoto lasciato dalla
perdita.
Nel dialogo aperto con i follower, Filippa Lagerback non nasconde la difficoltà
di convivere con questo dolore nel quotidiano, allo stesso tempo, però, tiene
insieme le ombre e ciò che continua a darle forza: “Succedono anche tante cose
belle, ho tanto amore attorno a me, nuove passioni e tanta bellezza”, scrive,
precisando come stia cercando di attraversare questo periodo. “Cerco di attivare
il fisico, parlare con chi mi è vicino e respirare leggerezza”. Non manca infine
il ringraziamento a chi la segue e le dimostra affetto, in televisione e sui
social, un sostegno che per lei si è rivelato importante nei momenti più
difficili.
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L'articolo “Questo è decisamente l’anno peggiore della mia vita”: la confessione
di Filippa Lagerback proviene da Il Fatto Quotidiano.
“L’ospite più prestigioso a Villa Crespi è stato il principe del calcio,
Maradona, l’unico cliente con cui mi sono seduto a tavola”. Antonino
Cannavacciuolo, ospite a Che tempo che fa insieme a Giorgio Locatelli, giudice
insieme a lui e a Bruno Barbieri della nuova edizione di Masterchef in onda ogni
giovedì su Sky, ha raccontato a Fabio Fazio la visita del bomber a Villa Crespi,
ristorante stellato dello chef. “Era il 2006, ha fatto tre giorni in villa e la
cosa che mi ha emozionato di più è quando scendeva la mattina e chiedeva dov’è
Tonino”, ha raccontato Cannavacciuolo definendo Maradona “una persona che ha
reso felici tante persone”
L'articolo Cannavacciuolo ricorda Maradona a Che tempo che fa: “L’unico cliente
con cui mi sono seduto a tavola. Ecco cosa mi ha emozionato” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Luciana Littizzetto ha deciso di dedicare l’ultima “letterina“, letta durante
Che tempo che fa in onda su NOVE, a John Elkann e alla decisione di vendere il
gruppo Gedi.
“Chi ti scrive, caro John, è una tua dipendente di Radio Deejay, a partita iva.
Pagamenti sempre puntuali. Su questo niente da dire. Ti scrivo anche in quanto
ex proprietaria di macchine Fiat e quindi almeno mezzo battiscopa di una delle
tue ville è stato finanziato dalla mia famiglia”, esordisce la comica, dicendosi
“preoccupata” per quello che sta succedendo ai giornali e alle radio del gruppo
Gedi. “È un nostro diritto sentirci preoccupati perché i giornali, quelli seri,
sono da sempre il cane da guardia del potere. Sono la libera informazione, sono
il pensiero critico indipendente. E abbiamo paura che invece diventino altro
nelle mani di chi possiede ormai grandi pezzi di mondo”. Per questo, spiega
Littizzetto, “i giornalisti sono in assemblea permanente” perché “non è che stai
vendendo un chiosco di piadine, stai vendendo un pezzo importante della storia
culturale italiana”.
“Ora il governo sta mediando – ironizza ancora – adesso sì, siamo tranquilli,
perché se ci pensa il Governo, mi aspetto di passare domani alla sede della
Stampa e trovarci un negozietto cinese che fa gli orli. C’è un compratore, è
vero, è un armatore greco amico di Trump e ha come socio d’affari Bin Salman, il
principe ereditario dell’Arabia Saudita, che nella vita ha tre passioni, il
petrolio, Renzi e comprare tutto ciò che passa per l’Europa”.
L’ironia amara di Littizzetto continua quindi rivolgendosi sempre a Elkann: “Noi
tutti, conduttori, artisti, giornalisti, se domani ci sveglieremo e scopriremo
di lavorare per un fondo greco, arabo marziano, continueremo a fare quello che
abbiamo sempre fatto, a raccontare il mondo come lo vediamo, senza farci
influenzare. Potete comprarci, venderci, impacchettati, metterci sottovuoto,
mischiarci come le carte da briscola. Potete prendere Augias e fargli ballare
sirtaki insieme a Giannini, mentre la De Gregorio taglia la feta. Obbligare
Linus a cambiare il nome del programma in dj chiama Grecia. Ma quello che non
potete comprare è la testa di chi scrive”. “Perché un giornale può essere
venduto. Ma la stampa, quella vera, non è in vendita”, conclude.
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L'articolo La letterina di Luciana Littizzetto a Elkann sul gruppo Gedi: “Non
vendi un chiosco di piadine ma un pezzo della cultura italiana” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“L’oro – 280 miliardi di valore – con questa proposta diventerebbe del popolo
italiano e non più della Banca d’Italia. Però non viene a voi comunque, calmiamo
subito degli entusiasmi“. Così Carlo Cottarelli a Che tempo che fa su canale
NOVE. “Attualmente a chi appartiene questo oro? Sui siti della Banca d’Italia si
dice che appartiene alla Banca d’Italia, infatti sta sta all’attivo sul bilancio
della Banca d’Italia. Perché questo è considerato un problema? Chi ha proposto
questo emendamento dice ‘è vero che l’oro appartiene alla Banca d’Italia, ma a
chi appartiene la Banca d’Italia? La Banca d’Italia appartiene alle banche, alle
banche commerciali pur essendo un istituto di diritto pubblico appartiene alle
banche, non come azioni, ma come partecipazioni. Tra le banche ci possono essere
delle banche straniere o un pezzo di una banca italiana che può essere di
proprietà degli stranieri. Quindi è possibile a un certo punto che qualche
straniero, in qualche modo legale, riesca ad appropriarsi dell’oro della Banca
d’Italia, cioè l’oro degli italiani’, continua l’economista.
Che spiega: “In realtà non è così perché lo statuto della Banca d’Italia dice
che i diritti di questi partecipanti al capitale della Banca d’Italia sono
estremamente limitati, sono zero per tutto quello che riguarda la gestione della
politica monetaria, compresa la gestione delle riserve valutarie e l’oro fa
parte delle riserve valutarie. Quindi non c’è proprio modo in cui qualche
straniero possa impossessarsi dell’oro della Banca d’Italia”.
“Con questo emendamento comunque – conclude Cottarelli – l’oro diventa
ufficialmente del popolo italiano, che peraltro non ha una personalità giuridica
quindi non si capisce bene che cosa. È un’affermazione di principio che nella
sostanza non cambia niente, perché l’oro continuerà a essere usato come riserva
strategica cioè che si utilizza soltanto per situazioni estremamente gravi, come
una guerra o qualcosa di questo genere. L’oro rimarrà lì e quindi possiamo
essere contenti che adesso appartiene un po’ a tutti, al popolo italiano”
L'articolo Cottarelli a Che tempo che fa: “L’oro di Bankitalia al popolo
italiano? Calmiamo gli entusiasmi, nella sostanza non cambia niente” proviene da
Il Fatto Quotidiano.