Morgan, Andy, Livio Magnini e Sergio Carnevale, ossia i Bluvertigo, tornano con
un concerto unico (per ora) all’Alcatraz di Milano previsto per il 14 aprile. Un
vero e proprio ritorno per quegli amici che nel 1992 a Monza avevano creato la
band che si era imposta per il look e la musica electro-pop per poi chiudere i
battenti nel 2017.
Poi la reunion nel 2021 e l’anno successivo una serie di concerti. Di nuovo poi
si separano nel 2023. Fino all’annuncio arrivato ieri, lunedì 19 gennaio: “Un
essere umano è una linea di luce in mezzo al rumore”.
La locandina è fatta di pixel, geometrie e rappresentazioni stilizzate del
rumore: “In questo quadro di anatomia meccanica affiora il concetto di essere
umani, la cui identità sopravvive a schemi e codici e il cui battito cardiaco,
spesso ridotto a segnale a intermittenza, resta una irriducibile luce oltre il
sistema”, si legge nella nota dell’annuncio.
E ancora: “We’re not content creators. We are signal disturbers” ossia “Non
siamo creatori di contenuti. Siamo disturbatori di segnale”.
“Questo ritorno non guarda al passato come un archivio, ma come una base viva da
cui ripartire. – continua il comunicato diramato dalla band – La reunion riporta
sul palco un linguaggio che, a distanza di anni, continua a risultare attuale e
sorprendentemente vicino al presente. È un riallineamento naturale con una scena
musicale che oggi condivide molte delle intuizioni che la band aveva esplorato
già allora. Ritrovare questo spazio significa, per i Bluvertigo, recuperare
un’energia che non si è mai spenta. Non è un ritorno al passato, ma un nuovo
modo di rimettere in movimento ciò che non ha mai smesso di vibrare”.
L'articolo Morgan e i Bluvertigo ci riprovano con un evento live a Milano:
l’ultima volta insieme nel tour del 2022 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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È notizia di ieri che i Bluvertigo tornano insieme. Una data sola, a Milano, il
14 aprile 2026: “Non è nostalgia”, la loro dichiarazione. Una notizia che pesa,
perché le reunion oggi non sono più un’eccezione ma una costante del panorama
musicale. Ed è proprio per questo che la prima domanda che mi sono fatto è stata
semplice e forse scomoda: è davvero necessaria una reunion dei Bluvertigo?
Non ho una risposta pronta. E forse non è nemmeno questo il punto. Il comunicato
ufficiale diffuso dalla band prova a spostare l’attenzione lontano
dall’operazione nostalgia, lasciando aperta la possibilità di una possibile
riattivazione del progetto Bluvertigo. Dichiarazione legittima, quasi obbligata.
Ma proprio per questo vale la pena fermarsi un attimo e chiedersi quale sia oggi
il senso di un ritorno come questo, e soprattutto che tipo di aspettativa
produca.
Lo dico subito, per chiarezza: io adoro quando i gruppi si riformano. Mi
piacciono perché rimettono in circolo storie e perché negano l’idea – piuttosto
tossica – che in musica tutto debba essere nuovo, giovane, performante. Quando
funzionano, questi ritorni sono una forma di resistenza. Penso ai Bauhaus, ai
Dead Can Dance. In Italia ai CCCP, ai Litfiba, che nel 2026 celebreranno 17 Re.
Poi è chiaro: oggi ci sono più reunion che pizzerie. Non in tutte si mangia
bene, ma tant’è. E allora perché non dovrebbero tornare anche i Bluvertigo?
Prima di rispondere, però, forse conviene fermarsi su alcune domande. Non
risposte, ma domande. Nove, per restare fedeli alle consuetudini che regolano
questo blog.
1. È una reunion necessaria o semplicemente possibile?
2. Serve più al pubblico o a chi sale sul palco?
3. È un ritorno o una verifica del presente?
4. Esiste ancora un’urgenza artistica condivisa?
5. Il linguaggio estetico dei Bluvertigo regge nel 2026?
6. Il loro immaginario è rimasto vivo o è diventato iconografia?
7. Il pubblico li rimpiange davvero?
8. Il live aggiunge qualcosa o conferma ciò che già sappiamo?
9. E soprattutto: cosa rischiano, tornando?
Perché i Bluvertigo sono un caso particolare. Non sono mai stati una band “da
nostalgia facile”. Non hanno mai avuto un rapporto semplice con il consenso, né
un pubblico unanimemente compatto. Erano stilosi, colti, profondamente legati a
un’idea di modernità che guardava più agli anni Ottanta che ai Novanta a cui
vengono spesso associati. Un progetto fortemente estetico, a tratti più forte
dell’impatto musicale stesso. Personalmente li ho sempre preferiti su disco. Dal
vivo li ho visti più volte, e a colpirmi erano soprattutto le pose, gli outfit,
l’immaginario. Elementi importanti, certo, ma non sempre sufficienti a rendere
memorabile l’esperienza live.
Per questo prendo la notizia del loro ritorno come una buona notizia, senza però
sentire l’urgenza di esserci. Forse il punto non è stabilire se questa reunion
serva davvero. Le reunion, spesso, servono prima di tutto a chi le fa: per
chiudere cerchi, rimettere ordine, verificare se una vibrazione esiste ancora.
Quando sono oneste, questa verifica arriva anche a chi ascolta. Quando non lo
sono, restano esercizi di stile o operazioni di mercato.
Il palco, come sempre, dirà molto più di qualsiasi comunicato. Il resto, per
ora, è una domanda aperta. Ed è già abbastanza.
Al solito, chiudo con una connessione musicale: una playlist dedicata,
disponibile gratuitamente sul mio canale Spotify (link qui sotto). Se vuoi dire
la tua, fallo nei commenti — o, meglio ancora, sulla mia pagina Facebook
pubblica, dove questo blog vive davvero. È lì che il dibattito continua, si e si
contorce e a volte … deraglia. E sì: se ne leggono di tutti i colori. Ti
aspetto.
9 canzoni 9 … dei Bluvertigo
L'articolo La reunion dei Bluvertigo è davvero necessaria? Nove domande sul loro
ritorno proviene da Il Fatto Quotidiano.
Colpo di scena nel processo che vede coinvolto Morgan, all’anagrafe Marco
Castoldi. L’artista deve rispondere di stalking e diffamazione nei confronti
della cantante Angelica Schiatti.
Ieri martedì 9 dicembre il giudice ha, di fatto, congelato il processo perché ha
accolto l’eccezione di legittimità costituzionale avanzata dagli avvocati di
Morgan, Leonardo Cammarata e Rossella Gallo, e ha trasmesso gli atti alla
Consulta affinché si pronunci sulla norma, l’articolo 162-ter del codice penale,
che impedisce di dichiarare l’estinzione del reato per condotte riparatorie nei
casi di stalking non grave.
Intanto Angelica Schiatti ha incassato i 100 mila euro offerti da Morgani come
risarcimento del danno. Lo ha messo a verbale l’avvocata che assiste la
cantautrice 36enne, rispondendo a una domanda posta dalla giudice del Tribunale
di Lecco.
I legali di Morgan, durante la scorsa udienza, avevano rilanciato la proposta
risarcitoria che era passata da 15 mila euro a 100 mila euro. Tutto in linea con
un’ordinanza dello stesso giudice che, a settembre, ha considerato “congrua”
un’offerta risarcitoria “non inferiore a 100mila euro” accompagnata dalla
“cancellazione” dei relativi contenuti social. La Schiatti aveva chiesto almeno
150 mila euro.
L’importo è stato messo nero su bianco in un assegno circolare prodotto in aula
e che ora Angelica, che finora non ha revocato la querela, ha intascato.
Ora la parola passa alla Corte Costituzionale.
L'articolo Angelica Schiatti incassa 100mila euro da Morgan, ma non ritira
querela. Il processo viene “congelato”, il giudice manda gli atti alla Corte
Costituzionale proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il Tribunale di Monza ha assolto in primo grado Marco Castoldi, in arte Morgan,
dalle accuse di oltraggio a pubblico ufficiale nei confronti di alcuni agenti di
polizia per le frasi rivolte loro durante lo sfratto dalla propria abitazione di
Monza nel giugno 2019.
Il fatto non sussiste è la formula utilizzata dai giudici contro la richiesta
della Procura di Monza di condannare l’artista 52enne a 9 mesi di reclusione. Le
motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni ma il Tribunale
avrebbe accolto la tesi del legale dell’artista, avvocato Roberto Iannaccone,
secondo cui le espressioni utilizzate contro le forze dell’ordine come “boia” o
“becchini” avrebbero un “contenuto artistico” e “teatrale” provocatorio.
E ancora Morgan “si è difeso contestualizzando le sue reazioni in una giornata
emotivamente difficile spiegando di aver utilizzato un gergo “teatrale”, oltre
ad aver dichiarato di non aver identificato gli agenti perché in borghese.
“C’è grande soddisfazione, era stata chiesta una condanna a nove mesi e il mio
assistito è stato assolto perché il fatto non sussiste. – ha poi spiega
all’Adnkronos Iannaccone – Il giudice ha accolto la linea difensiva per cui ha
prevalso il contenuto artistico delle espressioni utilizzate da Morgan
prevalevano sul contenuto giuridico dell’oltraggio. Il mio assistito è
contentissimo, siamo soddisfatti”.
L'articolo Morgan assolto dall’accusa di oltraggio a pubblico ufficiale durante
lo sfratto: “Il fatto non sussiste”. Il cantautore: “Sono contentissimo e
soddisfatto” proviene da Il Fatto Quotidiano.