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“Ho pensato di aver rovinato tutto, mi sono trovata in una situazione più grande di me”: Pilato rompe il silenzio dopo lo stop
Dopo 90 giorni di sospensione, la nuotatrice azzurra Benedetta Pilato torna a parlare. Lo ha fatto nel corso di una puntata di Vivavoce, le interviste di Seietrenta, podcast di Chora Media. Pilato – insieme a Chiara Tarantino era stata sospesa dopo esser stata accusata di furto al duty free al ritorno da una vacanza da Bali. “Ci siamo divertiti e poi è successo un pastrocchio. Abbiamo fatto un errore, una bravata per cui abbiamo pagato le conseguenze. Abbiamo chiesto scusa, ho chiesto scusa a chi dovevo, ribadisco“, ha spiegato Pilato. Le due – al ritorno dalla vacanza dopo le fatiche dei Mondiali di nuoto conclusi il 3 agosto – erano state fermate dalle autorità aeroportuali di Singapore con l’accusa di furto. Il motivo? Secondo gli agenti, avrebbero portato via alcuni oggetti da una profumeria senza pagare. Ma sono state beccate dalle telecamere di sorveglianza, che hanno ripreso Tarantino nascondere dei profumi in una delle borse di Pilato mentre attendevano l’imbarco del volo per l’Italia insieme anche ad altre due atlete, Anita Bottazzo e Sofia Morini. Prima di salire sull’aereo, però, le nuotatrici sono state fermate e perquisite dagli agenti, che hanno impedito loro di partire ritirando i passaporti. “Per fortuna, si è risolta in pochissimo tempo e per questo dobbiamo ringraziare. È stata dura per me e per la mia famiglia. Mi sono trovata ad affrontare una situazione più grande di me. Sono fortunata perché ho avuto e ho persone che ci sono state e mi hanno aiutato”. L’azzurra ha ammesso di aver pianto tanto: “Ho pensato di aver rovinato tutto. Mi serviva questo periodo di silenzio – aggiunge – ho sbagliato ma i commenti delle persone mi hanno toccato. Il cambiamento (con il trasferimento a Roma, ndr) ha aiutato”. Adesso però potrà tornare in piscina e lasciarsi alle spalle il passato. Tra gli impegni dell’anno, oltre agli Assoluti, la nuotatrice tornerà in vasca mettendo nel mirino gli Europei di Parigi (10-16 agosto). L'articolo “Ho pensato di aver rovinato tutto, mi sono trovata in una situazione più grande di me”: Pilato rompe il silenzio dopo lo stop proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sto facendo un enorme sforzo per separarmi dal passato”: Ryan Lochte (in crisi per il divorzio) vende all’asta le sue medaglie d’oro
Ryan Lochte, pluricampione nel nuoto, ha venduto all’asta tre delle sue sei medaglie d’oro olimpiche per un totale di 385mila e 520 dollari (circa 400mila euro). E lo ha fatto perché si trova in difficoltà economiche dopo il divorzio dalla moglie Kayla Reid, madre dei suoi tre figli. A renderlo noto è stato Darren Rovell del CLLCT ed è stato poi riportato anche dal Daily Mail. Lochte – che in passato era finito al centro di una bufera mediatica internazionale per una “finta rapina” – aveva già venduto sei medaglie olimpiche di bronzo e d’argento per 166mila dollari nel 2022, ma ora ha deciso di vendere anche la medaglia d’oro nella staffetta 4×200 metri stile libero delle Olimpiadi estive di Pechino 2008 (183mila dollari), vinta con Michael Phelps, ma anche la medaglia d’oro nella staffetta 4×200 metri alle Olimpiadi estive di Atene 2004 (80mila dollari) e la medaglia d’oro nella staffetta 4×200 metri stile libero alle Olimpiadi estive di Rio 2016 (122mila dollari). Il 41enne, 12 volte medagliato, a proposito delle sue medaglie olimpiche ha dichiarato sui social: “Vorrei anche chiarire la questione della vendita delle mie medaglie. Non ho mai nuotato per le medaglie d’oro. La mia passione è sempre stata quella di essere uno dei migliori nuotatori al mondo”. Un paio di settimane fa invece Lochte aveva anche chiarito di aver bisogno di “una terapia che mi sta portando in un percorso di trasformazione che mi sta aiutando a scoprire aspetti di me stesso che in precedenza trascuravo. Sto facendo un enorme sforzo per separarmi dal passato, perché sono davvero andato avanti. Sono profondamente dispiaciuto di aver causato delusioni alle persone nella mia vita, inclusa la madre dei miei figli. Mentirei se dicessi di essere stato un buon marito, non lo sono stato”. Lochte aveva poi concluso: “I ricordi, il duro lavoro e il legame con tutti voi sono ciò che custodisco di più caro. Chiedo la vostra comprensione e la vostra clemenza mentre affronto questa situazione complessa”. La base di partenza dell’asta delle medaglie era di 20mila dollari, ma nelle ultime 24 ore d’asta il prezzo si è alzato notevolmente. “Le mie medaglie olimpiche rappresentano ricordi che porterò con me per tutta la vita, ma ora voglio che facciano di più che restare su uno scaffale. Le trasmetto in modo che possano ispirare e dare forza agli altri. Se queste medaglie possono dare speranza a qualcuno, alimentare i suoi sogni o aiutarlo a raggiungere il suo pieno potenziale, allora questo è il modo migliore per ricambiare”. L'articolo “Sto facendo un enorme sforzo per separarmi dal passato”: Ryan Lochte (in crisi per il divorzio) vende all’asta le sue medaglie d’oro proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. Male anche il basket | Il pagellone degli sport italiani nel 2025
I trionfi di Jannik Sinner, quelli in Billie Jean King Cup e Coppa Davis nel tennis, il doppio titolo mondiale nella pallavolo, l’exploit di Furlani ai mondiali di atletica a Tokyo. Ma anche il flop della nazionale italiana di calcio, l’ennesima stagione fallimentare della Ferrari, la delusione del basket sia nelle competizioni per nazionali che per club. Per l’Italia è stata una stagione ricca di soddisfazioni per certi aspetti, ma anche di delusioni nei “soliti” sport. Ecco il pagellone degli sport italiani più popolari, con un occhio anche a quelli invernali in vista delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026. VOLLEY: 10 Partiamo da una base: lo sport italiano ha due certezze assolute. La prima è il volley, la seconda il tennis. Un 10 pieno per entrambi a certificare il momento d’oro. Partendo dalla pallavolo: l’Italia ha vinto tutto quello che c’era da vincere a livello internazionale. La nazionale femminile ha trionfato sia ai Mondiali che in Nations League (la seconda consecutiva) dopo l’oro olimpico nel 2024 e ha ancora una striscia aperta di 36 vittorie consecutive. Tutto sotto la guida di Julio Velasco, entrato nella storia essendo attualmente campione olimpico e del mondo in carica contemporaneamente. Ingiocabili. Quasi perfetta anche l’annata della nazionale maschile, che ha vinto il mondiale a fine settembre – qualche settimana dopo la femminile – ma non è riuscita a fare double con la Nations League, vista la sconfitta in finale contro la Polonia. Ma il mondiale vinto è stato un successo incredibile: partiti senza i favori del pronostico e dopo un girone buono ma non entusiasmante, i ragazzi di Fefè De Giorgi hanno giocato una fase finale perfetta. E poi l’under 21: oro al mondiale femminile, argento in quello maschile. A certificare l’ottimo momento della pallavolo italiana, anche i club: nella maschile, Perugia ha prima vinto la Champions League e poi anche il Mondiale per Club. Dominio che continua anche nella femminile: prima il successo di Conegliano in Champions, poi quello di Scandicci al mondiale per club di fine dicembre. Un’annata perfetta. TENNIS: 10 A pari merito con il volley c’è il tennis, che negli anni grazie anche e soprattutto a Jannik Sinner continua a regalare grandissime soddisfazioni. L’altoatesino – nonostante tre mesi di sospensione per il caso Clostebol – ha conquistato due slam (Australian Open e la storica prima volta a Wimbledon), ha ottenuto il secondo trionfo consecutivo alle Atp Finals e per quasi tutto il 2025 è rimasto al numero uno del ranking Atp, prima di essere scavalcato da Alcaraz proprio nell’ultimo torneo dell’anno. Ma il 10 al tennis non è solo merito di Sinner, anzi. Perché nel 2025 è arrivato il terzo successo consecutivo in Coppa Davis, la prima senza il numero due del mondo, ma anche del secondo trionfo in finale nella Billie Jean King Cup. I protagonisti in Coppa Davis sono stati Matteo Berrettini e Flavio Cobolli, che contro ogni pronostico hanno vinto davanti al pubblico di Bologna dando vita anche ad alcuni match epici. In Billie Jean King Cup invece la “solita” Jasmine Paolini, sia in singolare (con Elisabetta Cocciaretto) sia in doppio, con l’immensa Sara Errani. Il 2025 è stato però anche l’anno dei due italiani alle Finals per la prima volta (Musetti e Sinner), dei cinque titoli Slam conquistati (Sinner agli Australian Open e Wimbledon, Errani/Paolini e Errani/Vavassori al Roland Garros, Errani/Vavassori agli US Open), degli 11 tornei ATP vinti dagli italiani, più di ogni altra nazione (6 Sinner, 3 Darderi, 2 Cobolli), di due italiani in top 10 (Musetti numero 8, Sinner numero 2), di 8 italiani tra i primi 100 del ranking Atp a fine 2025, di cui quattro nei primi 25 (Sinner 2, Musetti 8, Cobolli 22, Darderi 25). ATLETICA: 8 Annata da incorniciare anche per l’atletica, che ha conquistato sette medaglie ai Mondiali di Tokyo, stabilendo un nuovo record per la competizione: a partire dallo storico oro di Mattia Furlani nel salto in lungo (più il trionfo ai Mondiali indoor a Nanchino), passando per l’argento di Andrea Dallavalle nel triplo, Nadia Battocletti nei 10.000 e Antonella Palmisano nei 35 km di marcia femminile – la sua terza medaglia mondiale – fino al bronzo di Iliass Aouani nella maratona maschile (dopo il successo agli Europei di Lovanio) e Leonardo Fabbri nel peso. A giugno è invece arrivato il secondo successo consecutivo agli Europei a squadre, con Nadia Battocletti – che ha realizzato il nuovo record italiano nei 5000 metri al Golden Gala – a trascinare l’Italia insieme a Leonardo Fabbri e Larissa Iapichino, vittoriosi rispettivamente nel lancio del peso e nel salto in lungo. E prima ancora gli Europei indoor di Apeldoorn: oro con Larissa Iapichino (lungo donne), Andy Díaz (triplo uomini) e Zaynab Dosso (60 mt donne (60 mt donne), argento con Mattia Furlani (lungo uomini), bronzo con Andrea Dallavalle (triplo uomini) e Matteo Sioli (alto uomini). In mezzo anche gli ori giovanili, tra cui quelli di Kelly Doualla ed Erika Saraceni, entrambe agli Europei under 20 rispettivamente nei 100 metri e nel salto triplo. Atleti dell’anno per la Fidal: Jacopo Furlani per l’incredibile oro raccontato e Nadia Battocletti, che oltre alle vittorie elencate ha trionfato anche nella 10 km su strada e nel cross. Uniche note negative del 2025: Marcell Jacobs e Gianmarco Tamberi, entrambi flop ai mondiali di Tokyo. MOTOGP: 7 Più che sufficiente invece l’Italia della MotoGp e non poteva essere altrimenti visto il trionfo della Ducati nel mondiale costruttori, il secondo posto dell’Aprilia e l’ottimo terzo posto di Marco Bezzecchi nel mondiale piloti (9 podi totali), dietro ai fratelli Marquez. Mondiale di Bezzecchi “oscurato” però in parte da Jorge Martin, pilota di punta dell’Aprilia che non è praticamente mai sceso in gara (solo quattro gare concluse su 22 totali previste). E se Ducati e Bezzecchi sono da 8 pieno, Bagnaia è da un generoso 5 in pagella: il pilota italiano che ha vinto il mondiale nel 2022 e nel 2023, aveva cominciato bene ma si è poi ritirato in sette delle ultime otto gare. Non tutte le responsabilità sono sue, ma se il compagno di scuderia totalizza 257 punti in più di lui… un problema evidentemente c’è. NUOTO: 6 Un voto che si basa soprattutto su Mondiali ed Europei, i due grandi appuntamenti del 2025. Bilancio non sicuramente negativo, anzi. Agli Europei in vasca corta di Lublino l’Italia è stata protagonista con 9 ori, 5 argenti e 6 bronzi, chiudendo al primo posto del medagliere. Un risultato storico per la nazionale, grazie a prestazioni eccezionali come i record europei di Sara Curtis e le vittorie nelle staffette miste e maschili. Non saranno le Olimpiadi o i Mondiali, ma rimane comunque un risultato importante. Anche ai Mondiali non è andata male, ma poteva andare sicuramente meglio. 7 medaglie complessive in vasca (1 oro, 4 argenti e 2 bronzi) per la spedizione azzurra, più le 6 in acque libere (due argenti per Gregorio Paltrinieri e Ginevra Taddeucci nella 5 e 10 km, argento per Taddeucci anche nella 3 km knockout sprint e argento nella staffetta mista 4×1500) e la straordinaria Chiara Pellacani, bronzo nel trampolino 1 metro (prima medaglia in una gara individuale nella competizione, terza italiana della storia a riuscirci dopo Tania Cagnotto ed Elena Bertocchi) e oro in coppia con Matteo Santoro nel sincro 3 metri misto. È stata una rassegna che ha visto diverse luci e prestazioni da ricordare, ma anche qualche delusione. Perché l’unico oro è arrivato da Simone Cerasuolo nei 50 rana. Per numero totale di medaglie, l’Italia ne aveva conquistate meno solo a Fukuoka 2023. Potevano arrivare più ori, perché Thomas Ceccon e Nicolò Martinenghi si sono “fermati” all’argento nelle gare in cui sono campioni olimpici (100 dorso e 100 rana). E a proposito di Ceccon, nonostante le tre medaglie ottenute (un bronzo nei 50 farfalla e due argenti nei 100 dorso e nella 4×100 stile libero), pesa la dolorosa eliminazione nelle batterie dei 200 dorso, primo degli esclusi dalla semifinale. C’erano grandi aspettative, ma il giovane e forte nuotatore azzurro poteva fare di più e lo ha ammesso anche lui. Mondiale sottotono anche per Alberto Razzetti, che ha centrato la finale solamente nei 200 farfalla, così come sottotono è stato quello di Sara Franceschi (apparsa fuori forma), vista l’eliminazione nelle batterie dei 400 misti dopo il bronzo di Doha 2024. Un 2025 positivo, ma visto il potenziale degli atleti azzurri, si poteva fare meglio. SPORT INVERNALI: 6 In un pagellone che coinvolge solo gli sport più popolari in Italia, inseriamo anche quelli invernali nell’anno delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026 che partiranno tra poco più di un mese. Il bilancio è sufficiente, ma con alcune riserve. I risultati sono arrivati: in primis Federica Brignone – per la quale c’è grande attesa e curiosità in vista delle Olimpiadi dopo il brutto infortunio di aprile – che ha trionfato nella Coppa del Mondo generale a marzo 2025, la seconda della sua carriera. Brignone ha anche conquistato la Coppa di discesa libera e quella di slalom gigante. Nello snowboard l’Italia continua a dominare: ai Campionati Mondiali è arrivata la medaglia d’oro nel team parallel slalom grazie a Maurizio Bormolini ed Elisa Caffont, mentre un’altra coppia azzurra, Gabriel Messner e Jasmin Coratti, ha conquistato l’argento, completando una storica doppietta. Bormolini ha anche vinto la Coppa generale nelle discipline alpine, confermandosi leader internazionale. A marzo invece una super Flora Tabanelli ha messo in bacheca prima la Coppa del Mondo di Big Air, poi il Mondiale prima di un grave infortunio. Memorabile anche il podio interamente italiano a Carezza, con Roland Fischnaller primo, Aaron March secondo e Mirko Felicetti terzo. Anche nel biathlon è stato un anno positivo per l’Italia. Il risultato simbolo è stato il ritorno al successo di Lisa Vittozzi in Coppa del Mondo, tornata a vincere a Hochfilzen a 21 mesi di distanza dall’ultima volta e con un infortunio importante in mezzo. Questi i successi principali negli sport invernali per l’Italia, ma non si va oltre la sufficienza perché il vero test saranno le prossime Olimpiadi. La speranza era di arrivarci con un movimento un po’ più esteso e florido. E se l’Italia in alcune discipline mira a essere protagonista, in altre sarà poco competitiva o addirittura assente. CICLISMO: 5 La prima insufficienza del nostro pagellone va al ciclismo. Ed è una media tra diversi fattori. Nel 2025 sono arrivati alcuni risultati di rilievo, come per esempio l’exploit di Jonathan Milan al Tour de France, dove ha vinto l’ottava tappa ma soprattutto ha conquistato la maglia verde, quella del leader della classifica a punti. E poi Giulio Ciccone, che ha finito in top 10 nella classifica generale della Vuelta (nono), e il giovane Lorenzo Mark Finn, campione del mondo Under 23 nella prova in linea a fine settembre. Menzione d’oro anche per Elia Viviani, che ha vinto l’oro ai Mondiali di ciclismo su pista nel giorno del suo ritiro. Buoni risultati, ma nulla di memorabile. Il vero problema del ciclismo italiano attuale è la mancanza di un corridore da Grandi Giri che possa infiammare il pubblico e riportare l’Italia a essere competitiva ad altissimi livelli. BASKET: 4 Nazionale eliminata agli ottavi di finale degli Europei contro la Slovenia, Olimpia Milano e Virtus Bologna anonime per l’ennesima volta in Europa, il caso Trapani Shark: il bilancio del 2025 del basket italiano non può che essere negativo. La nazionale non ambiva sicuramente a vincere, ma nella competizione continentale poteva fare meglio. E invece è stata surclassata da Luka Doncic e la sua Slovenia già agli ottavi di finale. Non è andata meglio ai club: sia l’Olimpia Milano che la Virtus Bologna si sono fermate rispettivamente all’undicesimo e al diciassettesimo posto della regular season di Eurolega, mancando anche l’accesso ai play-in, dove al contrario sono arrivate squadre come Paris o Stella Rossa, non di certo corazzate. E poi continua a tenere banco il caso Trapani Shark del patron Valerio Antonini, che a causa di alcune inadempienze finanziarie deve già scontare un -5 in classifica e 100mila euro totali di multa (50mila a partita) per essersi presentato per due giornate senza il numero minimo di contratti professionistici dopo la partenza di Allen. E con Lega e Federazione è scontro. FORMULA UNO: 3 Se avessimo dovuto valutare il 2025 soltanto della Ferrari, il voto sarebbe stato senza dubbio più basso. Altra stagione disastrosa per la Rossa di Maranello, che ha chiuso al quarto posto il mondiale costruttori, dietro a McLaren, Mercedes e Red Bull, a ben 435 punti di distanza dal primo posto. Frutto di una macchina che continua a faticare, di pit-stop discutibili e di prestazioni dei piloti non all’altezza. Perché Leclerc ed Hamilton hanno chiuso al quinto e al sesto posto nella classifica piloti, ben distanti dai primi tre. Il monegasco ha ottenuto sette podi totali, ma la vera delusione è il britannico, arrivato con grandi aspettative e invece mai andato a podio. Ad “alzare” il voto c’è la piacevole scoperta Andrea Kimi Antonelli, che al suo primo anno in Formula 1 ha chiuso al settimo posto della classifica piloti su Mercedes, a soli 6 punti da Hamilton. Il diciannovenne deve ancora ovviamente maturare, ma tre podi alla prima stagione non sono sicuramente da buttare, anzi. L’Italia finalmente può contare su un pilota competitivo. CALCIO: 2 Il voto più basso del 2025 tra gli sport italiani non può che andare al calcio. Non è una novità, ma una spiacevole conferma. L’Italia non ha partecipato al mondiale nel 2018 e nel 2022 e adesso rischia di non parteciparci anche nel 2026. Una qualificazione diretta compromessa già alla prima giornata, dopo la sconfitta per 3-0 contro la Norvegia, unica nazionale competitiva nel girone di qualificazione che ha infatti chiuso a punteggio pieno, umiliando l’Italia anche a San Siro per 1-4. Adesso tutto passerà dai playoff, gli stessi giocati e persi nelle ultime due edizioni. Le avversarie saranno l’Irlanda del Nord e poi – in caso di finale – la vincitrice tra Galles e Bosnia. Servirà vincere due partite per volare negli Stati Uniti a giugno 2026. E in un movimento calcistico – quello italiano – sempre più in declino, sembrava esserci una luce in fondo al tunnel: l’Inter di Simone Inzaghi. Arrivata in finale di Champions League battendo avversarie superiori sulla carta (Bayern Monaco e Barcellona), ha sciupato quanto di buono era stato fatto: 5-0 secco contro il Psg, sconfitta più pesante della storia della competizione. E se al disastro della nazionale aggiungiamo anche quello delle istituzioni calcistiche, il voto non può che essere questo (ed è anche generoso). Il 2025 è stato anche l’anno dell’ennesima Supercoppa italiana in Arabia Saudita, ma anche dell’idea Milan-Como a Perth, in Australia, saltata solo qualche giorno fa. Un annuncio trionfale da parte del presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli qualche mese fa, poi la frenata, poi altro annuncio in diretta televisiva ancora dello stesso Simonelli (“Si gioca in Australia”), salvo poi auto-smentirsi quattro giorni dopo. Non una scelta di buon senso, ma a far saltare il progetto sono state le ulteriori condizioni, considerate inaccettabili, poste dalla federazione australiana e la federcalcio asiatica, che aveva già preteso la nomina di arbitri australiani accettata dalla Lega Serie A. L’ennesimo disastro. L'articolo Volley e tennis le certezze, calcio e Formula 1 le due (ennesime) delusioni. 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Morto Davide Tizzano, presidente della Federcanottaggio e due volte oro olimpico: aveva 57 anni
È morto a 57 anni Davide Tizzano, presidente della Federcanottaggio (Fic) e due volte oro olimpico ad Atlanta 1996 e Sydney 2000. Tizzano, che ha anche partecipato a due edizioni dell’America’s Cup con il Moro di Venezia nel 1992 e con Mascalzone Latino nel 2007, era malato da tempo. Tizzano “è mancato all’affetto dei suoi cari oggi pomeriggio nella sua casa di Napoli”, come precisa la Fic in una nota. “Con la sua straordinaria forza e tempra, che nel corso della sua carriera di atleta lo hanno portato a vincere due Olimpiadi (oro a Seoul 1988 nel quattro di coppia e Atlanta 1996 nel doppio), a partecipare a due edizioni della Coppa America (1992 e 2007) e a vincere numerose sfide dirigenziali e organizzative, il Presidente della Federazione Italiana Canottaggio ha lottato sino all’ultimo contro una brutta malattia”, si legge nel comunicato. Tizzano era diventato Presidente federale il 24 novembre 2024 dopo aver ricoperto gli incarichi di vicepresidente (2013-2016) e consigliere (2017-2020), oltre a guidare il Comitato Regionale Campania (2001-2012). Dal 2021 era anche alla guida della Confederazione Internazionale dei Giochi del Mediterraneo. Dal 2014 al 1º ottobre 2024 Tizzano aveva diretto il centro di preparazione olimpica di Formia “Bruno Zauli” del Coni”. I funerali si terranno domani, martedì 30 dicembre, alle 17, nella Basilica di Capodimonte a Napoli. “Il Consiglio Federale, commosso, unitamente al Segretario Generale, a tutti i dipendenti federali, allo staff tecnico e a tutti i collaboratori, si stringe attorno alla famiglia del Presidente e amico Davide in questo momento di grandissima tristezza e piange la perdita di una figura straordinaria che tanto ha contribuito alla crescita del Canottaggio italiano e dello sport nazionale e internazionale”, conclude la Federcanottaggio. L'articolo Morto Davide Tizzano, presidente della Federcanottaggio e due volte oro olimpico: aveva 57 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Il clostebol colpisce ancora: il nuotatore Christian Bacico trovato positivo, sospensione e rischio squalifica
Dopo Jannik Sinner, ecco l’ennesimo caso di positività al Clostebol nello sport italiano. Si tratta di Christian Bacico, risultato positivo in occasione di un controllo antidoping disposto da Nado Italia. Motivo per cui il Tribunale Nazionale Antidoping ha disposto la sospensione cautelare del nuotatore, che resterà in vigore in attesa degli sviluppi del procedimento e delle decisioni che verranno prese dagli organi competenti. Il 20enne lombardo si era fatto notare agli ultimi Mondiali di nuoto a Singapore, contribuendo al sesto posto della 4×100 mista mixed, arrivando decimo sui 100 dorso (52.72 in batteria e in semifinale) e aveva stabilito il primato nazionale juniores sui 200 dorso (1:56.02, secondo italiano della storia sulla distanza). Bacico rischia adesso una squalifica: nei prossimi mesi si capirà quale sarà il provvedimento preso dagli organi competenti. Il clostebol è appunto la stessa sostanza a cui risultò positivo Jannik Sinner nel marzo 2024 e che portò a una sospensione di tre mesi per il tennista altoatesino dopo un patteggiamento con la Wada. Ma se nel caso di Bacico è ancora tutto da accertare, nel caso di Jannik Sinner la positività era avvenuta da contaminazione involontaria dopo un massaggio dell’ex fisioterapista Giacomo Naldi. La sostanza, considerata dopante e quindi illecita nelle competizioni, proveniva dal Trofodermin, farmaco che Naldi aveva ricevuto da Umberto Ferrara, preparatore atleticato prima licenziato con Naldi e poi reintegrato da Sinner nel a luglio scorso. Negli ultimi anni quasi tutti i casi di positività al Clostebol a livello mondiale hanno colpito atleti italiani o che giocavano in Italia. CHE COS’È IL CLOSTEBOL E PERCHÉ È UN PROBLEMA PER LO SPORT ITALIANO Il Clostebol è uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone, segnalato come sostanza dopante. La sua funzione, infatti, sarebbe quella di aumentare la massa muscolare e migliorare le prestazioni fisiche. Utilizzato in maniera massiccia dagli atleti della Germania dell’Est, l’effetto dopante del Clostebol è conosciuto da decenni. Oggi l’Italia è l’unico paese in Europa (se non al mondo) in cui capita ancora spesso di trovare atleti positivi a questa sostanza, quasi sempre involontariamente. Il motivo è semplice: lo steroide anabolizzante, utilizzato principalmente per velocizzare la cicatrizzazione di lesioni cutanee, è contenuto solo in una pomata e uno spray venduti proprio nelle farmacie italiane con il nome di Trofodermin. La crema dermatologica – che riporta visibilmente la scritta “doping” – può essere acquistata da chiunque senza ricetta medica. Un via libera che espone gli atleti ad alti rischi di contaminazione, dato il principio attivo dopante altamente trasmissibile. L'articolo Il clostebol colpisce ancora: il nuotatore Christian Bacico trovato positivo, sospensione e rischio squalifica proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Europei nuoto, Quadarella vince l’argento e firma il nuovo primato italiano. A medaglia anche le staffette 4×50 maschile e femminile
Tre medaglie nella prima giornata degli Europei di nuoto: due argenti (due nuovi primati italiani) e un oro. Simona Quadarella ha vinto l’argento nei 400 stile libero agli Europei di nuoto in vasca corta, al via oggi a Lublino, in Polonia, regalando la prima medaglia nella competizione all’Italia. La nuotatrice azzurra ha chiuso in 3’56″70, nuovo primato italiano. L’oro è andato alla tedesca Isabel Gose in 3’54″33, nuovo record europeo, bronzo alla britannica Freya Colbert in 3’56″71. Settimo posto per l’altra italiana in finale, Anna Chiara Mascolo (4’04″13). “Non mi ero neanche accorta di averla presa, ho chiuso gli occhi e ci sono riuscita. Sono abbastanza sorpresa anche io, sapevo che avrei potuto abbassare un po’ il mio personale, sono veramente contenta per il tempo”. Così la nuotatrice a Rai Sport dopo la medaglia d’argento nei 400m stile libero. “La medaglia d’argento vale tanto, non era una finale facile, sapevo che la Gose sarebbe andata parecchio forte. Ci speravo, ma non ero così convinta“, ha concluso l’azzurra. Ottima prestazione di Quadarella, che vanta otto ori ai campionati europei, dove si è affermata a Glasgow 2018, a Budapest 2021 ed a Roma 2022. A livello mondiale ha vinto otto medaglie, di cui tre d’oro: ai campionati mondiali di Gwangju 2019 nei 1500 m stile libero, mentre a Doha 2024 sia negli 800 m sia nei 1500 m. A livello olimpico vanta una medaglia di bronzo vinta negli 800 m stile libero ai Giochi olimpici di Tokyo 2020. Ma quello della Quadarella non è l’unico risultato da festeggiare. Gli azzurri della staffetta 4×50 maschile stile libero, composta da Leonardo Deplano, Lorenzo Zazzeri, Giovanni Guatti e Thomas Ceccon, ha vinto la medaglia d’oro in 1’22″90, eguagliando il record italiano. Argento alla Polonia (1’23″63), bronzo alla Croazia (1’23″79) e un altro argento è arrivato dalla staffetta 4×50 stile libero donne con il tempo di 1.34.30 nuovo record italiano. Oro per l’Olanda con il tempo di 1.33.85 e bronzo per la Polonia in 1.35.75. Infine due azzurri hanno conquistato la finale dei 100 metri rana Nicolò Martinenghi e Simone Cerasuolo hanno conquistato l’accesso alla finale grazie al sesto tempo per Martinenghi con 56.72 e al terzo tempo complessivo per Cerasuolo che ha chiuso in 56.32. L'articolo Europei nuoto, Quadarella vince l’argento e firma il nuovo primato italiano. A medaglia anche le staffette 4×50 maschile e femminile proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Io vittima di una macchinazione pazzesca, ero la pedina attaccabile per non toccare altri nomi importanti”: il racconto di Magnini
“Sono stato vittima di una macchinazione pazzesca. Ero la pedina attaccabile, ma ho registrato tutto durante gli interrogatori”. È un Filippo Magnini duro quello ospite a Belve, trasmissione Rai condotta da Francesca Fagnani. L’ex nuotatore ha raccontato infatti una versione dei fatti inedita sulle indagini e sulla successiva squalifica per doping. Una condanna che è poi stata impugnata dal Tribunale Arbitrale dello Sport, che ha accolto integralmente il suo ricorso e annullato le sentenze del TNA, revocando la sanzione disciplinare dell’atleta. Rivelazioni e accuse pesanti rivolte alla Procura sportiva che – se confermate – potrebbero riscrivere la storia di quella vicenda. “Hanno calcato molto sul mio nome per non toccarne altri. Atleti del nuoto ma anche di altre discipline”, ha spiegato Magnini. “Ero la pedina attaccabile”, ha dichiarato ancora Magnini. “Perché?” chiede Fagnani. “Penso che per non far uscire altri nomi di atleti, puliti come me, ma che solo il nome messo sul giornale dava fastidio, sicuramente è stato detto ‘potete sfondare lui che non è più atleta‘” sostiene il campione, che aggiunge: “Hanno calcato molto il mio nome per non toccarne altri”. “Chi sono?” incalza Fagnani. “Preferisco non dirlo. Nomi di atleti importanti del nuoto e anche di altre discipline”, la risposta dell’ex nuotatore due volte campione del mondo, medaglia di bronzo nella staffetta 4×200 ai Giochi Olimpici di Atene, nel 2004. Magnini si è infatti ritirato nel 2017 e nello stesso anno ha scoperto dai giornali l’indagine per doping: quindi la squalifica fino all’assoluzione nel 2020. Adesso molti dettagli inediti. “Mi hanno preso di mira perché non ho voluto patteggiare. Ho registrato tutto durante gli interrogatori. E non solo io. Al mio amico Santucci hanno detto: se ci fai il nome di Magnini con te chiudiamo subito. E lui mi ha sempre difeso”. “Dice cose molto pesanti” osserva Fagnani. “Sono andato a muso duro e uno dei procuratori mi disse: al di là della verità questa è un faccenda personale tra me e te. Ho richiesto il dvd, ma casualmente quella frase non c’è”, sostiene ancora Magnini. “Perché non ha denunciato?”, la domanda della giornalista. “Ho tempo per farlo. Ma ho ascoltato il consiglio del mio avvocato che mi ha detto: nella vita bisogna vincere, non stravincere”, ha concluso l’ex nuotatore. L'articolo “Io vittima di una macchinazione pazzesca, ero la pedina attaccabile per non toccare altri nomi importanti”: il racconto di Magnini proviene da Il Fatto Quotidiano.
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