Rebecca Passler, biatleta italiana tra le cinque convocate alle Olimpiadi di
Milano–Cortina 2026, è stata trovata positiva al doping. È il primo caso in
vista dei Giochi Olimpici. Passler è stata trovata positiva in un controllo non
eseguito durante il torneo e la sostanza ritrovata nelle analisi è il letrozolo,
un inibitore usato abitualmente in casi oncologici.
CHI È REBECCA PASSLER
25 anni, Rebecca Passler è una biatleta originaria di Brunico che ha ottenuto
buoni risultati soprattutto in campo giovanile. Nipote di Johann Passler, a sua
volta biatleta, e originaria di Rasun Anterselva, Rebecca Passler ha vinto la
medaglia d’argento nell’individuale e nella staffetta ai Mondiali giovanili di
Lenzerheide 2020, mentre a quelli juniores di Obertilliach 2021 è stata argento
nella sprint e nella staffetta e bronzo nell’inseguimento.
Ai mondiali di Soldier Hollow 2022 ha conquistato la medaglia d’oro nella
staffetta e l’argento nella sprint. In Coppa del Mondo ha esordito il 27
novembre 2021 a Östersund in individuale (94ª) e ha ottenuto il primo podio l’11
dicembre 2022 a Hochfilzen in staffetta (terza). Ai Mondiali di Oberhof 2023,
sua prima presenza iridata tra i “grandi”, è stata 34esima nella sprint, 45esima
nell’inseguimento e 28esima nell’individuale. A quelli di Nové Město na Moravě
2024 si è classificata 75esima nell’individuale e 11esima nella staffetta. Non
ha mai partecipato alle Olimpiadi.
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Milano-Cortina proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Doping
Jessica Eudovic, giovane tennista americana, è stata trovata positiva al
clostebol, la sostanza che mesi fa era costata a Jannik Sinner una sospensione.
La scoperta è avvenuta durante un evento ITF a El Salvador, lo scorso primo
ottobre, dopo che la Eudovic aveva fornito un campione durante la competizione.
È il secondo caso in pochi giorni dopo quello che ha visto protagonista il
nuotatore lombardo Christian Bacico.
La ragazza, 18 anni, è attualmente senza punti a livello professionistico e al
1140° posto del ranking giovanile ITF. Il suo miglior piazzamento era arrivato a
ottobre, 1104° in singolare. A comunicare la sua squalifica l’ITIA, organismo
responsabile dell’antidoping nel tennis. La squalifica era stata comunicata il
21 novembre, ed Eudovic aveva diritto fino a dieci giorni di tempo per fare
ricorso all’appello.
La tennista aveva usufruito di questa possibilità il primo dicembre, ma la
richiesta è stata ritenuta – il 16 dicembre – dall’ITIA “insufficiente a
soddisfare la soglia richiesta per revocare una sospensione provvisoria”. Il
campione prelevato dalla Eudovic è stato diviso in due, campione A e campione B.
In entrambi è stato trovato un metabolita del clostebol, vietato in riferimento
alle norme TADP e considerato uno steroide anabolizzante androgeno.
Foto da: IG – @BattleofBoca
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sostanza di Sinner proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Qualcuno è sparito. Qualcun altro, e non me l’aspettavo, mi è stato
vicinissimo”. Dal successo social nel 2018 con la canzone Baila como El Papu al
declino per la squalifica per doping nel 2023. Alejandro Papu Gomez si racconta
a La Gazzetta dello Sport e spiega come la sua vita sia cambiata da quella
positività alla Terbutalina dopo aver assunto uno sciroppo del figlio per
mitigare una crisi acuta di broncospasmo, il tutto senza il consenso del proprio
medico e della società.
“A volte le cose brutte che ti succedono servono per capire chi veramente vuole
starti vicino e chi no. Ho capito tante cose. Sì, per un video sono diventato
virale, è stato bellissimo con la canzone, il ballo e tutto il resto. Ma quando
il telefono ha smesso di squillare ho capito che c’era altro”, ha spiegato
l’attuale calciatore del Padova, in Serie B, da dove è ripartito a sorpresa in
estate.
“Ma non sono più così attivo sui social, questo mondo un po’ finto mi ha
stancato“, ha raccontato Gomez. Un percorso inverso rispetto a quanto si vede
oggi, con tanti personaggi del mondo dello sport e dello spettacolo che cercano
di accrescere la loro visibilità con un buon utilizzo dei social: “C’è tanto
calcio sui social. Dalla Kings League, per esempio, mi hanno chiamato per
giocare. Mi avrebbero pagato anche tanto. Ma non era per me. Stavo facendo un
sacrificio enorme per tenermi in forma con l’obiettivo di tornare a giocare. Non
potevo andare lì e poi pretendere che mi chiamassero dalla A o dalla B, sarebbe
stata una mancanza di rispetto“.
Nel corso di questi anni Alejandro Gomez ha lavorato tanto sull’aspetto mentale
dopo il periodo di squalifica per doping – due anni – che lo ha tenuto lontano
dai campi di gioco. “Dopo la squalifica ho chiesto aiuto, ero entrato in un loop
dal quale non riuscivo a uscire. Devo ringraziare però mia moglie, mi ha aiutato
tantissimo, soprattutto a capire il percorso da fare e la strada da seguire. Ho
dovuto trovare la forza per andare avanti: ero il mio preparatore fisico, il mio
allenatore, il mio mental coach”.
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di squillare ho capito che c’era altro”: il racconto del “Papu” Gomez proviene
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Dopo Jannik Sinner, ecco l’ennesimo caso di positività al Clostebol nello sport
italiano. Si tratta di Christian Bacico, risultato positivo in occasione di un
controllo antidoping disposto da Nado Italia. Motivo per cui il Tribunale
Nazionale Antidoping ha disposto la sospensione cautelare del nuotatore, che
resterà in vigore in attesa degli sviluppi del procedimento e delle decisioni
che verranno prese dagli organi competenti.
Il 20enne lombardo si era fatto notare agli ultimi Mondiali di nuoto a
Singapore, contribuendo al sesto posto della 4×100 mista mixed, arrivando decimo
sui 100 dorso (52.72 in batteria e in semifinale) e aveva stabilito il primato
nazionale juniores sui 200 dorso (1:56.02, secondo italiano della storia sulla
distanza). Bacico rischia adesso una squalifica: nei prossimi mesi si capirà
quale sarà il provvedimento preso dagli organi competenti. Il clostebol è
appunto la stessa sostanza a cui risultò positivo Jannik Sinner nel marzo 2024 e
che portò a una sospensione di tre mesi per il tennista altoatesino dopo un
patteggiamento con la Wada.
Ma se nel caso di Bacico è ancora tutto da accertare, nel caso di Jannik Sinner
la positività era avvenuta da contaminazione involontaria dopo un massaggio
dell’ex fisioterapista Giacomo Naldi. La sostanza, considerata dopante e quindi
illecita nelle competizioni, proveniva dal Trofodermin, farmaco che Naldi aveva
ricevuto da Umberto Ferrara, preparatore atleticato prima licenziato con Naldi e
poi reintegrato da Sinner nel a luglio scorso. Negli ultimi anni quasi tutti i
casi di positività al Clostebol a livello mondiale hanno colpito atleti italiani
o che giocavano in Italia.
CHE COS’È IL CLOSTEBOL E PERCHÉ È UN PROBLEMA PER LO SPORT ITALIANO
Il Clostebol è uno steroide anabolizzante derivato dal testosterone, segnalato
come sostanza dopante. La sua funzione, infatti, sarebbe quella di aumentare la
massa muscolare e migliorare le prestazioni fisiche. Utilizzato in maniera
massiccia dagli atleti della Germania dell’Est, l’effetto dopante del Clostebol
è conosciuto da decenni. Oggi l’Italia è l’unico paese in Europa (se non al
mondo) in cui capita ancora spesso di trovare atleti positivi a questa sostanza,
quasi sempre involontariamente. Il motivo è semplice: lo steroide anabolizzante,
utilizzato principalmente per velocizzare la cicatrizzazione di lesioni cutanee,
è contenuto solo in una pomata e uno spray venduti proprio nelle farmacie
italiane con il nome di Trofodermin. La crema dermatologica – che riporta
visibilmente la scritta “doping” – può essere acquistata da chiunque senza
ricetta medica. Un via libera che espone gli atleti ad alti rischi di
contaminazione, dato il principio attivo dopante altamente trasmissibile.
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positivo, sospensione e rischio squalifica proviene da Il Fatto Quotidiano.
Anthony Hickey, cestista dell’Apu Udine, è stato sospeso dal Tribunale
Antidoping dopo esser stato trovato positivo per un diuretico che viene
somministrato per curare l’ipertensione di cui soffre, datogli da un medico
americano, come scrive il Messaggero Veneto. Adesso l’atleta avrà tre giorni per
chiedere le controanalisi e presentare le controdeduzioni ma – considerati i
tempi lunghi della giustizia sportiva – la sua stagione a Udine può considerarsi
già terminata.
Sarà un’assenza pesantissima per la formazione neopromossa in Serie A e oggi in
piena lotta per la salvezza. Il controllo su Hickey è avvenuto sabato 8
novembre, il giorno prima della trasferta di Udine a Cantù e ieri – 2 dicembre –
c’è stata la comunicazione della positività a giocatore e club. Hickey –
playmaker e faro di Udine già dalla promozione dell’anno scorso – inizialmente è
rimasto incredulo per la comunicazione, ma successivamente tramite una
ricostruzione insieme agli agenti, è risalito a quel farmaco ricostruendo la
circostanza.
Dopo la vittoria a Varese di due settimane fa, Udine ha ingaggiato Cameron
Christon, playmaker 33enne che dunque ha lo stesso ruolo di Hickey. L’assenza
rimane comunque pesante, visto che Hickey era il leader tecnico ed emotivo di
una squadra che lo scorso anno ha ottenuto una storica promozione e quest’anno è
in piena lotta salvezza.
Dopo la comunicazione ricevuta, il club ha pubblicato una nota ufficiale per
dire la propria sulla vicenda: “Amici Pallacanestro Udinese SPA comunica che in
data 2 dicembre 2025 il giocatore Anthony Hickey ha ricevuto, da parte del
Tribunale Nazionale Antidoping, un provvedimento di sospensione cautelare a
seguito dell’esito avverso alle analisi effettuate in data 8 novembre 2025, che
hanno riscontrato la presenza di Hydrochlorothiazide and its degradation
products: Chlorothiazide and ABC (4-amino-6-chloro-1,3-benzenedisulphonamide),
sostanza inserita nella lista Wada nella categoria S5 DIURETICS and Masking
Agents”.
Nella nota sostanzialmente il club conferma la positività e si dice pronto a
collaborare con chi di dovere sulla vicenda: “La Società prende atto dei
provvedimenti assunti dagli organi competenti, cui assicura piena
collaborazione, nel rispetto dei regolamenti sportivi e dei principi in materia,
coerentemente con i valori di correttezza, integrità e trasparenza che da sempre
contraddistinguono il proprio operato. La Società confida che il procedimento
possa chiarire rapidamente ogni aspetto della vicenda”. In conclusione di
comunicato, la società ha precisato che dopo questa nota, sull’argomento ci sarà
massimo silenzio e riserbo.
CREDIT PHOTO: pagina Facebook “Apu Udine”
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causa di un diuretico proviene da Il Fatto Quotidiano.