Il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi è stato rinviato a giudizio con l’accusa
di evasione fiscale. L’inchiesta è stata sviluppata dalla Procura di Roma. A
Bandecchi si contesta, in qualità di amministratore di fatto dell’università
telematica Unicusano, il mancato pagamento tra il 2018 e il 2022 di imposte per
circa 20 milioni di euro. Oltre Bandecchi, a processo anche altre tre persone
che hanno rivestito ruoli di responsabilità nella società. La prima udienza si
terrà il 4 giugno dinanzi al giudice monocratico. Uscendo dagli uffici di
piazzale Clodio a Roma, Bandecchi che è assistito dagli avvocati Filippo
Morlacchini e Ali Abukar, ha commentato il rinvio a giudizio: “Nessuna sorpresa,
me lo aspettavo; speriamo di poter dimostrare nel processo la nostra innocenza”.
L”indagine è stata chiusa nel settembre 2024 ed ha avuto come conseguenza il
sequestro di beni nel 2023 da parte della Guardia di finanza; 20 milioni di euro
riferiti agli anni 2016-2020, e 2,5 milioni relativi all’anno 2021.
A conclusione delle attività investigative, i magistrati rilevano, riferendosi
ai vertici della Unicusano: “Al fine di evadere l’imposta sul reddito delle
società omettevano di indicare nella dichiarazione Ires 2017 per l’anno di
imposta 2016 elementi imponibili pari a 9.826.648 milioni, di fatto evadendo una
Ires complessiva pari a 2.358.395 euro avvalendosi dell’illecita fruizione
dell’agevolazione fiscale prevista dall’articolo 74 Tuir da interpretarsi alla
luce della previsione dell’articolo 1 comma 721 Legge 160/2019, da cui
conseguiva l’indebita esenzione della suddetta imposta in luogo
dell’applicazione dell’aliquota Ires del 24% con superamento delle previste
soglie di punibilità”.
Per quanto riguarda il 2017, la Procura contesta un’evasione di 2.908.702
milioni; nel 2018 i milioni sono 3.932.072, nel 2020 l’evasione è quantificata
in 5.963.524 milioni di euro. Infin, nel 2021, per i magistrati Unicusano ha
evaso 2.653732 milioni di euro. Nel luglio dell’anno scorso, la Corte di
Giustizia Tributaria ha accolto in primo grado il ricorso di Unicusano
rigettando l’ipotesi di evasione fiscale.
Bandecchi è stato eletto con uno schieramento di centrodestra ma è poi passato
con Alternativa popolare. A proposito di Unicusano, nel 2024 sono state chiuse
sia Cusano Italia Tv che Cusano News 7, media legati all’ateneo.
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“20 milioni di imposte non pagate dalla sua Unicusano” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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L’ennesima impresa di un avventuriero nato in provincia di Terni. Lorenzo
Barone, 28enne originario del comune di San Gemini, ha attraversato l’Oceano
Atlantico con una barca a remi. Il viaggio è stato completato nella notte tra il
24 e il 25 gennaio, quando il giovane è sbarcato nei pressi di Kourou, una
cittadina della Guyana Francese.
L’umbro era partito lo scorso 19 dicembre dalle coste della Mauritania con
un’imbarcazione senza né vela né motore. L’impresa fa parte di “Dust-La via
della sabbia”, un ambizioso progetto di esplorazione e documentazione
scientifica ideato dallo stesso Barone con lo scopo di ripercorrere il viaggio
naturale delle polveri sahariane che attraversano l’Atlantico per nutrire
l’Amazzonia. Si tratta di un modo originale per raccontare la connessione
climatica tra Africa e Sud America.
In questo lungo tragitto sulla Terra, Barone ha percorso più di 100mila
chilometri in più di 60 Paesi camminando, pedalando e navigando. Un viaggio che
lo ha portato anche in zone pericolose a livello climatico e politico. Tra le
sue imprese memorabili c’è la pedalata in solitaria tra Capo Agulhas in
Sudafrica e Capo Dezhnev in Russia: una mega traversata tra il punto più a sud
dell’Africa e il punto più a est dell’Asia. Oppure le altre volte in cui ha
affrontato il freddo siberiano e percorso la strada più a nord del pianeta,
molto lontana da San Gemini.
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impresa di Lorenzo Barone proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una singolare iniziativa illegale, una tombola con premi a base di droga, è
stata scoperta e interrotta dai carabinieri a Terni, dove un 38enne residente in
città è stato arrestato. L’uomo è stato fermato in centro storico subito dopo
essere sceso da un taxi: durante il controllo i militari hanno trovato in suo
possesso cinque pacchetti di carta, preparati come se fossero premi,
riconducibili a quella che gli investigatori hanno definito una “ketotombola”.
Dagli accertamenti è emerso che i pacchetti contenevano sostanze stupefacenti,
suddivise in base alle diverse vincite del gioco. Per l’ambo erano previste due
dosi: una di ketamina di poco superiore al mezzo grammo e una di cocaina di
circa un quarto di grammo. Il terno comprendeva la stessa quantità di ketamina e
una dose di cocaina leggermente maggiore, mentre per la quaterna la ketamina
restava invariata e la cocaina saliva a quasi mezzo grammo. La cinquina
prevedeva ancora la medesima dose di ketamina accompagnata da circa 0,6 grammi
di cocaina.
Il premio più consistente, quello della tombola, comprendeva invece un mix più
ampio: oltre due grammi di ketamina, circa un grammo di cocaina e più di cinque
grammi di hashish.
L’intero quantitativo di droga è stato posto sotto sequestro e il 38enne è stato
arrestato in flagranza di reato. Secondo quanto riferito dagli inquirenti,
l’uomo sarebbe stato diretto a una festa prenatalizia nel centro di Terni, sulla
quale sono in corso ulteriori verifiche investigative.
L'articolo La “ketotombola” di Terni: premi in droga per i partecipanti.
Arrestato lo spacciatore proviene da Il Fatto Quotidiano.
Quando la vicenda era stata scoperchiata, la scorsa estate, aveva fatto perdere
le proprie tracce. Irreperibile. Ma ha deciso di rientrare alla base e, appena
arrivato in città, è stato fermato e ammanettato. L’accusa è pesantissima:
violenza sessuale aggravata. Di questo dovrà rispondere un 34enne, ritenuto
dagli inquirenti il responsabile di quanto avvenuto a due giovani donne
all’interno di altrettanti centri estetici di sua proprietà a Terni.
Ad agosto era stato stato arrestato ai domiciliari un dipendente dell’uomo con
la stessa identica accusa formulata da una terza vittima. Dopo l’arresto del suo
collaboratore, il 34enne – straniero – aveva fatto perdere le proprie tracce
rientrando probabilmente nel Paese di origine e rendendosi irreperibile. Gli
investigatori della Squadra Mobile hanno ricostruito i suoi spostamenti
individuando il probabile momento del rientro in Italia e venerdì lo hanno
fermato in centro a Terni senza che l’uomo opponesse resistenza.
L’inchiesta era partita dalla denuncia di due giovanissime ragazze e dagli
approfondimenti realizzati con pedinamenti, testimonianze e acquisizioni di
documenti ne è emerso un quadro coerente con quanto riferito da altre vittime.
Le donne venivano avvicinate con pretesti professionali e indotte a entrare nei
negozi per un trattamento estetico dove si consumavano le violenze. Per entrambi
gli esercizi commerciali il questore di Terni ha disposto la sospensione della
licenza.
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34enne proviene da Il Fatto Quotidiano.
Grave fatto all’acciaieria di Terni Ast Arvedi. Un dirigente dell’azienda
metallurgica è stato licenziato con l’accusa di aver tirato uno schiaffo a una
giovane collega durante una discussione. Inizialmente l’uomo era stato sospeso
ma l’azienda ha ritenuto di adottare quella che definisce una “misura
commisurata alla gravità del fatto”.
Non vi sono al momento informazioni dettagliate dell’accaduto. L’azienda ha
definito suoi “valori irrinunciabili ” l’attenzione al rispetto, alla tutela
delle persone e dei lavoratori e al mantenimento di un ambiente sereno e sicuro.
Nonostante la gravità del fatto, la dipendente non avrebbe denunciato l’uomo. Le
testimonianze all’azienda, invece, sarebbero arrivate da parte degli altri
dipendenti presenti alla riunione tecnica in quel momento. Inizialmente sospeso
dal lavoro, per l’uomo la scelta aziendale definitiva è stata quella
dell’allontanamento.
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riunione: licenziato dall’Ast Arvedi di Terni proviene da Il Fatto Quotidiano.