Tag - Kiev

Ucraina, missili russi sulle infrastrutture energetiche. Aiea: “Colpite sottostazioni fondamentali, Chernobyl senza alimentazione esterna”
A un mese dal quarto anniversario del conflitto la Russia ha lanciato l’ennesimo attacco sull’Ucraina con l’intento di colpire le infrastrutture energetiche. Come spesso è accaduto nelle vicende storiche, Mosca utilizza il “generale inverno” a proprio favore; stavolta lo scenario non è interno, ma l’obiettivo resta uguale: far soffrire l’avversario nella stagione più rigorosa dell’anno. Sotto missili e droni sono finite diverse regioni ucraine, compresa la capitale Kiev e le sottostazioni collegate alle centrali nucleari: sono state registrate molteplici interruzioni di elettricità, forniture idriche e riscaldamento. Il bilancio, in termini di vittime, è di un morto e tre feriti. Il direttore generale dell’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica), Rafael Grossi su X conferma la gravità della situazione: “Diverse sottostazioni elettriche ucraine fondamentali per la sicurezza nucleare sono state colpite questa mattina da intense attività militari”. La centrale nucleare di Chernobyl ha perso tutta l’alimentazione esterna e anche le linee elettriche verso altre centrali nucleari sono state colpite”. Gli allarmi hanno risuonato negli oblast di Zaporizhia, Rivne, Odessa, Kharkiv, Poltava e Dnipropetrovsk. L’aeronautica militare ucraina ha segnalato che i russi hanno utilizzato 18 missili balistici, 15 missili da crociera, tra cui lo Zirkon, 339 droni, tra cui 250 Shahed: le difese – secondo il resoconto ufficiale – hanno neutralizzato 27 missili e 315 droni. Secondo Vitaliy Zaichenko, amministratore delegato dell’operatore della rete elettrica statale ucraina Ukrenergo, la cui testimonianza è stata raccolta da Kiev Indipendent, i russi avevano l’obiettivo di interrompere i collegamenti tra le sottostazioni e le centrali nucleari, ma questo intento non è andato in porto. Resta il fatto che il presidente Zelensky ha dovuto convocare una riunione d’urgenza, verificando che un buon numero di civili sono rimasti senza riscaldamento con temperature che variano da -7 a -14. Le cifre le ha fornite DTEK, la compagnia privata più grande in Ucraina: fino alle 10 di stamane 335.000 persone erano rimaste senza elettricità a Kiev, poi la corrente è stata ripristinata in 162.000 abitazioni, 173.000 sono rimaste senza servizio. Il raid avvenuto nella notte era stato in qualche modo intuito dai servizi di intelligence ucraini tanto che nello scorso fine settimana l’HUR (il servizio militare) aveva indicato che la Russia avrebbe cercato di rendere inutilizzabili le sottostazioni collegate a tre centrali nucleari. Non è andata meglio lontano dalla capitale. Nella parte occidentale dell’oblast di Rivne oltre 10.000 persone sono rimaste senza elettricità. A Kharkiv il sindaco Ihor Terekhov – come riporta Kiev Indipendent – segnala che la Russia ha intensificato gli attacchi missilistici contro le infrastrutture energetiche locali negli ultimi giorni, colpendo spesso ripetutamente gli stessi obiettivi. Stesso scenario a Dnipro. Il ministro degli Esteri ucraino, Andrii Sybiha invita l’Aeia a prendere provvedimenti contro la Russia: “Chiediamo di convocare con urgenza una riunione del Consiglio dei governatori per decidere in merito alla presenza della Russia nel Consiglio. La nostra posizione è che uno Stato terrorista che crea deliberatamente rischi per la sicurezza nucleare non ha posto in tale sede”. L'articolo Ucraina, missili russi sulle infrastrutture energetiche. Aiea: “Colpite sottostazioni fondamentali, Chernobyl senza alimentazione esterna” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Guerra Russia Ucraina
Kiev
Chernobyl
Missili ipersonici Oreshnik sull’Ucraina, il video delle esplosioni durante l’attacco russo su Leopoli e Kiev
I lampi in cielo, poi i coni di luce e le esplosioni. Durante la notte l’esercito russo ha colpito l’Ucraina coi missili ipersonici Oreshnik. La notizia è stata data direttamente da Mosca – e poi confermata da Kiev – nelle prime ore di venerdì 9 gennaio. Secondo la Russia si è trattato di un “massiccio attacco contro importanti strutture ucraine, in risposta all’attacco di Kiev alla residenza del presidente Vladimir Putin del 29 dicembre 2025. Le Forze armate hanno lanciato un massiccio attacco utilizzando armi di precisione a lungo raggio, terrestri e navali, tra cui il sistema missilistico terrestre a medio raggio Oreshnik, nonché droni d’attacco, contro obiettivi critici in Ucraina”. L'articolo Missili ipersonici Oreshnik sull’Ucraina, il video delle esplosioni durante l’attacco russo su Leopoli e Kiev proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Kiev
“Ecco uno dei droni abbattuti durante l’attacco di Kiev su una residenza di Putin”: il video diffuso da Mosca
Il ministero degli Esteri russo sul proprio canale Telegram ha diffuso un video in cui si vedono i rottami di uno dei droni presumibilmente diretti la notte tra il 28 e il 29 dicembre alla residenza di Putin nella regione di Novgorod. Nel video un militare spiega che si tratta di un “drone ucraino ‘Chaklun-V’, abbattuto durante l’attacco terroristico da parte del regime di Kiev”. Il militare specifica che “portava 6 chili di esplosivo, con diverse componenti per arrecare danno”. Nelle immagini non ci sono indicazioni specifiche sul luogo o il giorno in cui sono state girate. Il governo ucraino ha smentito di aver diretto attacchi contro la residenza. L'articolo “Ecco uno dei droni abbattuti durante l’attacco di Kiev su una residenza di Putin”: il video diffuso da Mosca proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Vladimir Putin
Mosca
Kiev
Kiev, nuova indagine per corruzione: coinvolti alcuni deputati. Impedito l’accesso in Parlamento agli investigatori
L’agenzia anticorruzione ucraina (Nabu) ha annunciato una nuova indagine per corruzione in un caso che vedrebbe coinvolti deputati di Kiev. Secondo l’accusa, i parlamentari hanno accettato tangenti in cambio del loro voto. Funzionari della Nabu hanno provato a entrare nel Parlamento per effettuare delle perquisizioni, ma sono stati bloccati dai servizi di sicurezza. Si tratta di un nuovo scandalo che scuote Kiev mentre il presidente Volodymyr Zelensky è in viaggio verso gli Stati Uniti, dove domani incontrerà Donald Trump. L’agenzia anticorruzione ha riferito su Telegram che “a seguito di un’operazione sotto copertura, ha smascherato un gruppo criminale organizzato che includeva alcuni attuali membri del parlamento” i quali “ricevevano sistematicamente vantaggi illeciti per votare”. Secondo l’agenzia, gli investigatori hanno tentato di perquisire uffici di comitati parlamentari nella capitale, ma sarebbero stati bloccati dalle forze di sicurezza. “Ostacolare le attività investigative costituisce una violazione diretta della legge“, ha avvertito il Nabu, senza precisare se nell’ambito dell’inchiesta siano già stati effettuati arresti. L'articolo Kiev, nuova indagine per corruzione: coinvolti alcuni deputati. Impedito l’accesso in Parlamento agli investigatori proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Ucraina
Kiev
Massiccio attacco missilistico russo nella regione di Kiev: il video delle esplosioni e le persone nei rifugi
Diverse potenti esplosioni hanno scosso Kiev nella notte, secondo un giornalista dell’Afp, mentre le autorità avvertivano che la capitale ucraina era sotto minaccia di attacco missilistico. “Esplosioni nella capitale. Le forze di difesa aerea sono operative. Restate nei rifugi!”, ha dichiarato il sindaco di Kiev Vitali Klitschko su Telegram. Anche l’aeronautica militare ucraina ha annunciato un’allerta aerea a livello nazionale nelle prime ore del mattino. “Tutta l’Ucraina è in pericolo missilistico! Registrato il decollo del MiG-31K”, cioè i vettori del missile aerobalistico Kinzhal. Nel video, oltre alle esplosioni, si vedono le persone nei rifugi. L'articolo Massiccio attacco missilistico russo nella regione di Kiev: il video delle esplosioni e le persone nei rifugi proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Kiev
Kiev attacca con droni due petroliere nel Mar Nero: le immagini diffuse dai servizi segreti ucraini
I servizi segreti ucraini hanno diffuso delle immagini che mostrerebbero gli attacchi con droni navali contro petroliere nel Mar Nero. Secondo Kiev le imbarcazioni trasportavano petrolio russo sanzionato. Le due petroliere sono state colpite da esplosioni in acque turche nella tarda notte e nelle prime ore di questa mattina, secondo il Ministero dei Trasporti turco. L'articolo Kiev attacca con droni due petroliere nel Mar Nero: le immagini diffuse dai servizi segreti ucraini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Ucraina
Kiev
Chi è Yermak, il fedelissimo di Zelensky che ha dato le dimissioni. Un uomo per tutte le stagioni: da avvocato ordinario a figura più potente dell’Ucraina
A Kiev raccontano che durante il secondo turno delle presidenziali, alla fine di aprile 2019, il servizio di sicurezza operativo dinanzi al Centro Congressi Parkovy, scelto dal candidato Volodimr Zelensky come quartier generale, bloccò l’auto che portava Andrii Yermak. Nessuno voleva assumersi la responsabilità di farlo transitare, perchè, semplicemente, nessuno lo conosceva. Da allora, l’Ucraina ha subito l’invasione della Russia, e Yermak, 54 anni, è diventato il braccio destro del presidente, fino a poche ore addietro, quando ha lasciato il suo ufficio travolto dall’inchiesta sulle tangenti. Il percorso è significativo: da avvocato e produttore cinematografico a personaggio tra i più influenti di un Paese al centro degli equilibri geopolitici mondiali. Il punto di incontro con Zelensky è costituito dall’ambiente dello spettacolo e dei media e dalle attività della Kvartal Sudio 95, la casa di produzione fondata da Zelensky nel 2003. Agli inizi del percorso politico del presidente, Yernak resta comunque con incarichi di secondo piano ma mostra l’intenzione di stare molto vicino al leader ucraino anche durante le riunioni dello staff. Il primo incarico vero – e per alcuni l’inizio dell’asecsa – per Yernak arriva il 7 settembre 2019: un aereo atterrò a Borispol riportando indietro militari che erano stati presi prigionieri dalla Russia. Yermak scende la scaletta e da quel momento diventa l’uomo che può negoziare con Mosca. Perchè fosse stato scelto lui, non è ben chiaro: secondo la ricostruzione fatta da Ukrainska Pravda, i primi contatti sotto traccia tra la squadra di Zelensky e quella di Putin furono facilitati in un primo momento dall’oligarca ucraino Ihor Kolomoiskyi. Quando Zelensky al telefono anticipò che avrebbe mandato Yermak, Putin avrebbe dato l’assenso: il cognome gli ricordava quello di un principe cosacco siberiano. Ai tempi della prima amministrazione Trump, Yermak stringe rapporti con un altro avvocato, Rudy Giuliani che all’epoca è uno dei più fidati consiglieri del tycoon: il messaggio che Yermak passa a Zelensky è quello di abbandonare la strada diplomatica fatta di lungaggini e puntare tutto sui rapporti personali. Forniti da lui. Yermak diventa nel 2020 il capo dell’ufficio presidenziale, pur non avendo grandi esperienze in questo campo. Ma la carta segreta sta nei rapporti internazionali che riesce a coltivare. Un esempio: è Yermak, assieme all’ex segretario generale della NATO Rasmussen, a elaborare il Kyiv Security Compact sulle garanzie internazionali per l’Ucraina. Il sito Rasmussenglobal il 14 maggio 2024 mostra un articolo dal titolo: “La task force Rasmussen-Yermak pubblica raccomandazioni sul percorso dell’Ucraina verso l’adesione alla Nato”. Altro esempio: il rapporto diretto tra Yermak e Jack Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti, senza passare dai canali ufficiali, ma inanellando continui scambi di email. Il 5 ottobre 2024 Ukrinform titola: “Yermak e Sullivan discutono la preparazione del meeting nel formato Ramstein”. Per mantenere la sua posizione, Yermak si circonda di fedelissimi e negli uffici presidenziali di via Bankova dall’inizio del suo incarico mette alla porta tutti i funzionari in carica. La stessa cosa l’uomo di fiducia di Zelensky riesce a fare con le nomine di alte cariche governative. A lui sono attribuite, sempre da Ukrainska Pravda quelle del procuratore generale Andrii Kostin; Vitalii Koval, presidente del Fondo di Proprietà dello Stato; Pavlo Kyrylenko, presidente del Comitato antimonopolio; Oleksandr Lytvynenko, segretario del Consiglio per la sicurezza e la difesa nazionale. Così come Yermak riesce a mettere bocca anche sulle scelte del primo ministro Shmyhal, con le nomine della vice prima ministra Yuliia Svyrydenko o i ministri Kamyshin e Umierov. Resta però la diffidenza degli ucraini per un funzionario tanto potente ma mai scelto con un voto: nel 2024 un sondaggio rileva che il 61% degli intervistati guarda Yermak con sospetto. Si arriva così alle indagini del nucleo anticorruzione e allo scambio di colpi tra i vari uffici governativi. Secondo alcuni media, denigrare gli organi investigativi che puntavano l’attenzione sulle alte sfere era una strategia ben precisa per rendere vana la loro inchiesta. Daria Kaleniuk, direttrice esecutiva del Centro, a Kiyv Indipendent dichiara: “Sono un po’ delusa che Yermak non sia ancora stato incriminato. Spero che sia una situazione temporanea. Congedando Yermak, Zelensky ha scelto di schierarsi dalla parte del popolo piuttosto che dalla sua corrotta cerchia ristretta”. Quello che Reuters ha definito “l’uomo per tutte le stagioni” di Zelensky, al momento è su un binario morto. Al New York Post Yermak ha scritto che è pronto ad andare al fronte per combattere i russi: quando, non lo ha specificato. L'articolo Chi è Yermak, il fedelissimo di Zelensky che ha dato le dimissioni. Un uomo per tutte le stagioni: da avvocato ordinario a figura più potente dell’Ucraina proviene da Il Fatto Quotidiano.
Mondo
Volodymyr Zelensky
Guerra Russia Ucraina
Kiev