Dopo le proiezioni in anteprima, arriva nelle sale da nord a sud il docufilm
“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” dedicato alla storia del ricercatore
torturato e ucciso in Egitto dieci anni fa. Dal 2 al 4 febbraio sarà nei cinema
di quasi tutte le regioni, a esclusione di Calabria, Molise e Valle d’Aosta (qui
tutte le sale dove sarà proiettato).
Diretto da Simone Manetti e distribuito da Fandango, il film propone una
ricostruzione puntuale dei fatti che hanno segnato una delle vicende giudiziarie
e di cronaca più dolorose per l’Italia contemporanea. La narrazione parte dal
rapimento di Giulio Regeni – giovane ricercatore italiano dell’Università di
Cambridge scomparso al Cairo il 25 gennaio 2016 e ritrovato privo di vita il 3
febbraio seguente con segni di torture – e segue gli sviluppi della lunga
battaglia per ottenere verità e giustizia.
Il documentario si avvale delle voci dei genitori, Claudio Regeni e Paola
Deffendi, e dell’avvocata Alessandra Ballerini, protagonisti della lotta civile
e legale per far luce sulle responsabilità di quanto accaduto al giovane
italiano. La sceneggiatura – firmata insieme a Emanuele Cava e Matteo Billi –
intreccia materiali d’archivio, atti processuali e testimonianze per mettere in
fila i dubbi, i depistaggi e le omissioni che hanno caratterizzato il caso e il
successivo iter giudiziario, ancora in corso e atteso a sentenza entro il 2026.
Prima dell’uscita ufficiale nelle sale, il documentario è stato presentato in
una serie di anteprime speciali con la partecipazione del regista Simone
Manetti, degli sceneggiatori Emanuele Cava e Matteo Billi e, in molte tappe,
anche dei genitori di Giulio e dell’avvocata. La prima nazionale si è tenuta il
25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina (Udine) alla Pista di pattinaggio con la
presenza degli autori e della produzione.
A Milano, il 26 gennaio all’Anteo Palazzo del Cinema la serata è stata moderata
da Fabio Fazio e collegata in contemporanea con numerose sale in altre città
italiane. Nel corso della settimana sono poi seguite proiezioni con incontri con
il pubblico a Roma al Nuovo Sacher (28 gennaio), a Bologna al Cinema
Modernissimo (29 gennaio, con la partecipazione anche di Carlo Lucarelli e
Gianluca Farinelli), a Pordenone, Udine, Monfalcone e Trieste, e ancora a Padova
e Vicenza.
A Genova, uno striscione con scritto “Verità per Giulio Regeni” è stato esposto
sulla facciata frontale di Palazzo Doria-Tursi. Al momento dell’affissione,
davanti alla sede del Comune c’erano la sindaca Silvia Salis e l’avvocata
Alessandra Ballerini. Nel capoluogo ligure il film verrà proiettato alle 21 di
martedì 3 febbraio al Cinema America: oltre ai saluti istituzionali portati
dalla prima cittadina, alla serata saranno presenti la legale della famiglia
Regeni, il regista del docufilm e il primo coautore della sceneggiatura, mentre
i genitori si collegheranno da remoto per fare un intervento.
Dopo le giornate in sala, sono in programma delle proiezioni con Q&A, tra cui a
Livorno il 4 febbraio con l’avvocata Ballerini e il regista, a Latina con gli
autori Cava e Billi, e il 12 febbraio a Torino con Ballerini, Manetti, Cava
insieme a Luciana Litizzetto e Don Ciotti.
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Vita e musica di Nino D’Angelo si fondono e conquistano il pubblico.
Dall’anteprima all’82ª Mostra del Cinema di Venezia, “Nino.18 giorni” è
diventato il documentario musicale più visto della stagione. Il film è frutto
dello sguardo del figlio di Nino, Toni D’Angelo. Il pubblico è rimasto colpito
dal girato del regista che, nel suo documentario costruito come un dialogo
intimo tra padre e figlio, ha ripercorso le tappe del viaggio di Nino. Dal
successo alle battute d’arresto, dai premi alla partenza da Napoli, tutti
elementi che, combinati tra loro, hanno fatto sì che oltre 20.000 spettatori
(dati Cinetel) abbiano acquistato un biglietto per vedere “Nino.18 giorni”.
DALLA MUSICA AL CINEMA
Nino D’Angelo è uno dei cantanti più famosi del panorama neomelodico napoletano.
Tuttavia ridurre la sua carriera alla sola musica sarebbe riduttivo. L’artista
campano ha partecipato a tanti film con ruoli tanto da protagonista quando da
personaggio secondario. Tra i girati più famosi ci sono “Celebrità” (che segna
il suo esordio sul grande schermo), “Lo studente” e “Un jeans e una maglietta”.
Negli ultimi anni Nino D’Angelo ha preso parte anche a serie televisive come
“Vita da Carlo 3” di Carlo Verdone del 2024 e “Uonderbois”, diretto da Andrea De
Sica e Giorgio Romano.
L’INIMITABILE CASCHETTO
Nino D’Angelo è entrato nella cultura popolare anche per la sua immagine: il
caschetto biondo. Nei 7 anni caratterizzati dall’acconciatura iconica l’artista
sale alla ribalta tanto per la sua musica quanto per la sua presenza scenica.
Tra il 1981 e il 1988 il cantante e attore napoletano recita in 14 film. Tra una
produzione cinematografica e l’altra Nino D’Angelo continua a pubblicare canzoni
e partecipa per la prima volta anche a Sanremo, nel 1986, con la canzone “Vai”.
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