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Oscar 2026 – La voce di Hind Rajab candidato tra i cinque migliori film stranieri
L’orrore del conflitto israelo-palestinese arriva fino a Los Angeles dove l’Academy ha inserito La voce di Hind Rajab, tra i cinque candidati al premio Oscar come miglior film straniero. Un’opera, che dopo il suo impatto alla Mostra del Cinema di Venezia e il Gran Premio della Giuria, si presenta come uno dei candidati più potenti per la cerimonia del prossimo 15 marzo. Un’opera che non si limita a raccontare una storia, ma diventa un grido inarrestabile contro l’indifferenza e l’ignavia di fronte alla sofferenza quotidiana. Presentato in Concorso a Venezia, il film di Kaouther ben Hania era stato accolto con una standing ovation di ben 24 minuti alla proiezione per il pubblico, a testimonianza di quanto la sua forza visiva e narrativa abbia colpito il pubblico e la critica. La storia di Hind Rajab, raccontata nel film, non è una semplice cronaca di guerra. È la testimonianza di una bambina di sei anni, innocente come ogni altro bambino che, nel silenzio della sua scuola materna, vede l’inferno scatenarsi sopra di sé. È il 29 gennaio 2024 quando il suo quartiere di Gaza City è colpito dagli attacchi israeliani. Un’auto, con a bordo i familiari della piccola Hind, tenta di fuggire, ma viene intercettata dai carri armati, bersagliata da centinaia di pallottole. La piccola muore crivellata di colpi, mentre il suo corpo, senza vita, è lasciato in balia della guerra e dell’indifferenza internazionale. Non solo il corpo di Hind, ma anche la sua voce, che grida senza essere ascoltata. La cugina di Hind, disperata, chiama la Mezzaluna Rossa, ma i soccorsi non riescono ad arrivare Il dolore e la solitudine della sua morte vengono raccontati con una forza viscerale nel film, trasformando quella tragedia in un simbolo della sofferenza collettiva di Gaza. Il film non è solo un atto di denuncia, ma un potente veicolo di emozione. È il racconto di una guerra che non fa distinzione tra innocenti e colpevoli, che non risparmia nessuno, nemmeno i più piccoli. La voce di Hind Rajab rappresenta un passaggio doloroso dal trauma alla memoria collettiva. La sua proiezione a Venezia ha scosso l’anima di chi l’ha visto, non solo per la crudezza delle immagini, ma per la sua capacità di restituire l’umanità dietro i numeri della guerra. Il suo inserimento tra le nomination degli Oscar nella categoria di miglior film internazionale testimonia come l’industria del cinema possa essere, in certi casi, la più alta forma di resistenza culturale. La voce di Hind Rajab è candidato insieme a ’agente segreto, Un semplice incidente, Sentimental Value e Sirât. L'articolo Oscar 2026 – La voce di Hind Rajab candidato tra i cinque migliori film stranieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Voglio evadere dagli Stati Uniti”: il regista Jim Jarmusch chiede la nazionalità francese
“Vorrei avere un altro posto dove poter evadere dagli Stati Uniti“. Il regista Jim Jarsmusch ha le idee chiare sul suo futuro. Il vincitore del Leone d’oro alla Mostra del Cinema di Venezia 2025 con il suo “Father Mother Sister Brother“ ha avviato le pratiche per richiedere la cittadinanza francese. Il motivo? Non si sa con certezza. Nell’intervista rilasciata alla radio pubblica France Inter, Jarmusch ha espresso la sua ammirazione per la Francia: “Parigi e la cultura francese sono ancorate a me. Mi sentirei molto onorato di avere un passaporto francese“. Il regista ha aggiunto che “le pratiche sono un po’ in ritardo” ma che è fiducioso di ottenere la cittadinanza transalpina. Dunque, le motivazioni che spingono Jarmusch a un esilio volontario non sono chiare: l’artista non ha fatto riferimenti espliciti alla politica statunitense, ma già in passato aveva espresso il suo dissenso nei confronti delle idee di Donald Trump. L’AMORE PER LA FRANCIA Ciò che è certo è che Jim Jarmusch ha sempre apprezzato la cultura francese. Nei film del vincitore del Leone d’oro 2025 compaiono più volte paesaggi della Francia. Lo stesso “Father Mother Sister Brother” ha un’ambientazione transalpina. Jarmusch ha raccontato di essere ossessionato dalla Nouvelle Vague, dalla poesia e dal surrealismo francese. Inoltre, il regista ha dichiarato che “la conoscenza del cinema americano è arrivata come un ritorno, un’eco di quello francese”. L'articolo “Voglio evadere dagli Stati Uniti”: il regista Jim Jarmusch chiede la nazionalità francese proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Nino.18 giorni”: è il documentario musicale della Mostra del Cinema di Venezia più visto della stagione
Vita e musica di Nino D’Angelo si fondono e conquistano il pubblico. Dall’anteprima all’82ª Mostra del Cinema di Venezia, “Nino.18 giorni” è diventato il documentario musicale più visto della stagione. Il film è frutto dello sguardo del figlio di Nino, Toni D’Angelo. Il pubblico è rimasto colpito dal girato del regista che, nel suo documentario costruito come un dialogo intimo tra padre e figlio, ha ripercorso le tappe del viaggio di Nino. Dal successo alle battute d’arresto, dai premi alla partenza da Napoli, tutti elementi che, combinati tra loro, hanno fatto sì che oltre 20.000 spettatori (dati Cinetel) abbiano acquistato un biglietto per vedere “Nino.18 giorni”. DALLA MUSICA AL CINEMA Nino D’Angelo è uno dei cantanti più famosi del panorama neomelodico napoletano. Tuttavia ridurre la sua carriera alla sola musica sarebbe riduttivo. L’artista campano ha partecipato a tanti film con ruoli tanto da protagonista quando da personaggio secondario. Tra i girati più famosi ci sono “Celebrità” (che segna il suo esordio sul grande schermo), “Lo studente” e “Un jeans e una maglietta”. Negli ultimi anni Nino D’Angelo ha preso parte anche a serie televisive come “Vita da Carlo 3” di Carlo Verdone del 2024 e “Uonderbois”, diretto da Andrea De Sica e Giorgio Romano. L’INIMITABILE CASCHETTO Nino D’Angelo è entrato nella cultura popolare anche per la sua immagine: il caschetto biondo. Nei 7 anni caratterizzati dall’acconciatura iconica l’artista sale alla ribalta tanto per la sua musica quanto per la sua presenza scenica. Tra il 1981 e il 1988 il cantante e attore napoletano recita in 14 film. Tra una produzione cinematografica e l’altra Nino D’Angelo continua a pubblicare canzoni e partecipa per la prima volta anche a Sanremo, nel 1986, con la canzone “Vai”. L'articolo “Nino.18 giorni”: è il documentario musicale della Mostra del Cinema di Venezia più visto della stagione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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