Tag - Disastro Colposo

Crans-Montana, i pm di Roma indagano anche per disastro. Saranno sentiti i sopravvissuti. Incontro con gli inquirenti Svizzera il 19 febbraio
Indagano anche per disastro colposo i pm di Roma che hanno aperto un’indagine sul devastante rogo nel bar Le Constellation di Crans-Montana, che ha causato 41 vittime e più di cento feriti. I reati iscritti sono anche omicidio plurimo colposo e lesioni gravissime aggravate dalla violazione delle norme antinfortunistiche. Un’indagine ancora contro ignoti perché a piazzale Clodio si attendono gli atti svizzeri. L’indagine è guidata dal procuratore Francesco Lo Voi, dall’aggiunto Giovanni Conzo e dal pm Stefano Opilio, che hanno delegato la Squadra Mobile ad ascoltare i feriti italiani non appena le condizioni cliniche lo permetteranno. Parallelamente, sono già state acquisite le cartelle cliniche dei pazienti ricoverati, in particolare al Niguarda di Milano, e completati le autopsie sulle sei giovanissime vittime italiane. L’ipotesi di disastro colposo si riferisce al mancato rispetto delle norme di sicurezza che avrebbe contribuito al verificarsi dell’incendio; l’omicidio plurimo colposo riguarda invece la morte delle 41 persone presenti nel locale, mentre le lesioni gravissime aggravate si riferiscono ai numerosi feriti, con l’aggravante della violazione delle normative antinfortunistiche. COOPERAZIONE INTERNAZIONALE E ROGATORIA SVIZZERA La procura ha avviato una rogatoria internazionale per acquisire tutti gli atti relativi all’incendio, compreso l’elenco degli indagati (oltre ai coniugi Moretti, ci sono il responsabile della sicurezza pubblica del Comune svizzero e il suo predecessore), le autorizzazioni e i controlli comunali, nonché la documentazione tecnica sui materiali utilizzati nel locale. Un primo vertice tra pm italiani e magistrati del Canton Vallese è previsto per il 19 febbraio, durante il quale sarà discusso anche il tema della creazione di una squadra investigativa comune tra Italia e Svizzera. La partecipazione italiana potrebbe comprendere agenti della Squadra Mobile e specialisti dei Vigili del Fuoco, al fine di garantire un monitoraggio diretto delle indagini e una verifica tecnica delle evidenze. L’iscrizione nel registro degli indagati dei gestori Jacques e Jessica Moretti avverrà solo dopo l’acquisizione della documentazione svizzera. TESTIMONIANZE E RICOSTRUZIONE DELLA DINAMICA Le testimonianze dei sopravvissuti rivestono un ruolo cruciale: i magistrati intendono ricostruire la dinamica dei fatti, capire la sequenza degli eventi e accertare eventuali comportamenti negligenti da parte del personale del locale o delle autorità competenti. La raccolta di queste dichiarazioni, unitamente all’esame delle cartelle cliniche e degli accertamenti tecnici, costituirà il perno dell’indagine sulla responsabilità penale dei gestori e di eventuali terzi coinvolti. L'articolo Crans-Montana, i pm di Roma indagano anche per disastro. Saranno sentiti i sopravvissuti. Incontro con gli inquirenti Svizzera il 19 febbraio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Giustizia
Svizzera
Disastro Colposo
Frana a Niscemi, la Procura indaga per disastro colposo. Meloni al vertice in Comune: “Agiremo in modo celere”
La frana a Niscemi continua a preoccupare: “È dinamica, va monitorata perché è attiva“, sottolinea il governatore siciliano Renato Schifani. E mentre nella cittadina in provincia di Caltanissetta arriva la presidente del Consiglio, la Procura di Gela rende noto di avere aperto un procedimento penale per disastro colposo e danneggiamento seguito da frana. Dopo il sopralluogo di martedì nella zona rossa di Niscemi del procuratore Salvatore Vella, oggi è stato aperto un fascicolo a carico di ignoti. Giorgia Meloni è arrivata in Municipio poco prima delle 11 partecipando a una riunione operativa durata circa un’ora per fare il punto della situazione assieme al capo della Protezione Civile Fabio Ciciliano, al sindaco Massimiliano Conti, al prefetto di Caltanissetta Licia Donatella Messina e al presidente dell’Assemblea regionale siciliana Gaetano Galvagno. La premier è arrivata a Niscemi dopo aver sorvolato in elicottero sia la costa di Catania flagellata dal ciclone che la zona colpita dalla frana. “Quanto accaduto per la frana del 1997 non si ripeterà, il governo agirà in maniera celere” è la rassicurazione fatta dalla premier durante la riunione. Ai tecnici Meloni ha fatto domande specifiche e non appena il governo riceverà la fotografia completa di danni e conseguenze della frana, che ha provocato lo sgombero di oltre 1.500 persone dalle loro case con un fronte di oltre 4 km, saranno assunti dei provvedimenti. “Abbiamo fatto il punto della situazione dopo la frana di domenica, abbiamo parlato di coloro che hanno perso purtroppo la casa e della viabilità alle scuole. Il premier vuole un crono programma, un timing preciso di questi interventi”, ha detto il sindaco Massimiliano Conti incontrando i giornalisti dopo la visita di Meloni. “Ci potrebbe essere ipotesi del piano casa – ha aggiunto il primo cittadino – Meloni ha voluto sapere il punto della situazione, la descrizione puntuale dell’evento e la necessità di lavorare ad una risposta concreta per questa nostra comunità”. Niente commenti con la stampa, invece, da parte della premier. Alle decine di cronisti che hanno tentato di strapparle una dichiarazione Meloni ha replicato dicendo: “Non facciamo piazzate, siamo qui per lavorare”. Alla riunione in municipio ha preso parte anche il deputato di Avs, Angelo Bonelli. “Quello che ho detto alla premier, e quello che le dirò in Parlamento, è che bisogna dare immediatamente una risposta a chi ha perso la casa”, ha dichiarato Bonelli: “L’Italia è il Paese più a rischio frane in tutta Europa: sono 636mila. Ci sono 1.200.000 persone che vivono in aree ad altissimo rischio di frana. Bene, noi non vogliamo che ci siano altre Niscemi in Italia. E quindi – ha concluso il deputato di Avs – da questo punto di vista responsabilità vuole che un governo abbia cura del territorio e cominci a pensare che la vera priorità oggi per la Sicilia e per la Calabria e per tante zone del Paese, non sono i 14 miliardi di euro del Ponte sullo Stretto“. Intanto, oltre agli sgomberi, sono tanti i problemi che i cittadini di Niscemi si ritrovano ad affrontare. Centinaia di bambini, ade esempio, sono costretti a stare a casa perché le scuole elementari che frequentano sono state chiuse per la frana. Sono cinque gli istituti che sono stati chiusi perché si trovano nelle zone rosse: Belvedere, Don Bosco, San Giuseppe, Collodi e Pirandello. L'articolo Frana a Niscemi, la Procura indaga per disastro colposo. Meloni al vertice in Comune: “Agiremo in modo celere” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Giorgia Meloni
Caltanissetta
Disastro Colposo
“Mancata valutazione sulla tenuta strutturale”, l’ipotesi dei pm per il crollo della Torre dei Conti: quattro indagati
A un mese dal crollo della Torre dei Conti, uno dei simboli monumentali dell’area dei Fori Imperiali, l’indagine della procura di Roma ha un primo punto fermo. Gli inquirenti hanno iscritto quattro persone nel registro degli indagati: tre architetti – tra cui il responsabile tecnico del progetto – e un ingegnere. Sotto le macerie rimase l’operaio Octav Stroici, 66 anni, morto in ospedale dopo essere stato estratto dall’incessante lavoro dei vigili del fuoco. Gli indagati dovranno ora garantire la loro presenza alle attività tecniche irripetibili, un passaggio necessario alla luce dell’intenzione dei pm di procedere verso una forma di incidente probatorio. Le ipotesi di reato al vaglio sono disastro colposo e omicidio colposo. LE VERIFICHE SULLE MACERIE La Procura ha affidato ai carabinieri i rilievi tecnici, con particolare attenzione all’analisi delle macerie e alla ricostruzione puntuale della dinamica del crollo. L’obiettivo è verificare se vi sia stata una mancata o insufficiente valutazione della stabilità strutturale dell’edificio, sottoposto a lavori di restauro. Nei giorni scorsi gli investigatori hanno effettuato un nuovo sopralluogo nell’area del cantiere, rimuovendo parte dei sigilli per consentire l’avvio della complessa messa in sicurezza. Una porzione della struttura è stata dissequestrata così da permettere ai vigili del fuoco di intervenire sulle zone più instabili, liberare i detriti pericolanti e installare sensori di monitoraggio delle murature. APPALTI, DOCUMENTI E CONSULENZE Parallelamente, la Procura ha acquisito la documentazione relativa alla gara d’appalto e la relazione del 30 maggio scorso elaborata da una società incaricata della sicurezza, che aveva certificato la stabilità della Torre dei Conti. I magistrati hanno inoltre conferito una consulenza tecnica di 90 giorni a un team di ingegneri strutturisti per valutare se il tipo di intervento in corso fosse adeguato alla natura storica e alle criticità dell’edificio. A supporto dell’indagine anche le testimonianze degli operai presenti al momento del crollo e i risultati dell’autopsia su Stroici. L’uomo, cittadino romeno, è deceduto per trauma da schiacciamento dopo essere rimasto intrappolato per circa undici ore sotto le macerie. L'articolo “Mancata valutazione sulla tenuta strutturale”, l’ipotesi dei pm per il crollo della Torre dei Conti: quattro indagati proviene da Il Fatto Quotidiano.
Roma
Giustizia
Omicidio
Disastro Colposo