Un operaio di 57 anni è morto in cantiere dopo essere stato travolto dal
cemento. L’incidente è avvenuto lunedì sera a Guidonia Montecelio, nell’area
della città metropolitana di Roma, negli impianti della Buzzi Unicem. Il
lavoratore, dipendente di una ditta esterna come hanno comunicato i sindacati,
sarebbe rimasto travolto dal materiale grezzo durante le operazioni di pulizia
dei silos.
“Dall’inizio dell’anno è la terza vittima del lavoro accertata nel Lazio e,
ancora una volta, nella filiera degli appalti”, hanno denunciato Cgil e Fillea
Cgil di Roma e Lazio, ritenendo “inaccettabile che il lavoro continui ad essere
causa di morte e sofferenza per chi per vivere deve lavorare e per i loro
familiari, a cui siamo vicini ed esprimiamo tutto il nostro sostegno”. E hanno
concluso: “Continueremo a mobilitarci per fermare questa strage e affinché le
istituzioni facciano la loro parte, a partire dall’attuazione del piano
regionale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Per la morte del 57enne – che aveva due figli – i sindacati hanno organizzato
uno sciopero per l’intero turno di lavoro di martedì. “Uno sciopero di dolore,
di rabbia e di denuncia, ma soprattutto di umanità. Dobbiamo continuare a
mobilitarci, come stiamo facendo oggi”, ha detto il segretario generale della
Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. E ha lanciato l’appello alle
istituzioni: “Fermare la strage nei luoghi di lavoro deve essere una priorità
dell’intera società, a cominciare dalle istituzioni che, anche nel territorio,
devono attivarsi e fare tutto il possibile per fermare questa vergogna”.
Una risposta politica che non deve fermarsi al singolo caso: “Ecco perché è
importante che questo sabato due comuni della provincia di Roma, Artena e
Colleferro, promuovano una manifestazione per la salute e la sicurezza sul
lavoro e per ricordare i propri concittadini morti di lavoro”. Sottolineando che
dovrebbe avvenire ovunque “perché ricordare i nomi, i volti, le storie,
strappare le persone dalle fredde statistiche è il primo atto per invertire la
normalizzazione della strage e rimettere al centro del modello di fare impresa
l’umanità”.
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“Un’altra vittima nella filiera degli appalti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Silenzio-assenso o silenzio-devolutivo in caso di inerzia dell’amministrazione
competente. Sanatoria facilitata per gli abusi storici. Semplificazione delle
procedure. Digitalizzazione. Sono queste alcune delle novità contenute
all’interno della riforma dell’edilizia, che approderà il 4 dicembre sul tavolo
del consiglio dei ministri. Nella fattispecie si tratta di una legge delega per
la revisione del Tue, il Testo unico del settore. Gli obiettivi, come detto,
vanno dalla semplificazione degli iter burocratici alla modernizzazione digitale
del settore, dal superamento della frammentazione regionale al riordino dei
titoli edilizi, passando per una sanatoria facilitata per gli abusi precedenti
alla cosiddetta ‘legge ponte’ sull’urbanistica del 1967. Una narrazione, quella
del governo, fortemente contestata dalle opposizioni, con Angelo Bonelli ad
attaccare: “Domani Matteo Salvini porta il condono in consiglio dei ministri“.
L’ITER BUROCRATICO DELLA LEGGE
Il governo avrà 12 mesi per adottare i decreti legislativi per una riforma che
il Mit vuole ampia e organica, in grado di superare le disparità nate a livello
locale da legislazioni regionali differenti tra loro, di dare certezza alle
norme e di prevenire anche l’eventuale contenzioso costituzionale. Un intervento
“non più differibile”, come viene definito, per ottenere “un quadro normativo
certo, semplice, moderno e capace di sostenere lo sviluppo economico, la
sicurezza dei cittadini e la riqualificazione del patrimonio immobiliare
nazionale”. La delega stabilisce quindi alcuni principi base, come ad esempio la
tutela dei beni culturali e paesaggistici o il rispetto delle norme
igienico-sanitarie delle abitazioni. Dà poi delle linee guida da seguire nei
decreti successivi, in continuità con il decreto Salva Casa del 2024. Una di
queste è il rafforzamento del meccanismo del silenzio-assenso.
COSA C’È NELLA RIFORMA
Per ridurre i termini previsti per il rilascio o la formazione dei titoli
edilizi e contrastare “l’immobilismo burocratico“, si porrà “rinnovata enfasi
sul meccanismo del silenzio-assenso o del silenzio–devolutivo in caso di inerzia
dell’amministrazione competente”, si spiega nella relazione illustrativa al
provvedimento. Allo stesso tempo, per assicurare la certezza dei tempi dei
procedimenti, si dovranno definire meccanismi procedurali che assicurino il
rispetto di “termini perentori, eventualmente prevedendo poteri sostitutivi o
soluzioni per superare i blocchi derivanti da ritardi o disaccordi tra
amministrazioni coinvolte”. Tra gli obiettivi c’è poi quello di razionalizzare i
procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli
in sanatoria, senza modificarne i requisiti sostanziali, ma intervenendo sui
processi per renderli più efficienti. Come già emerso nella prima bozza del ddl
circolata il 24 settembre scorso, si punta anche ad introdurre procedure
semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata
in vigore della legge del ’67. Parallelamente, si procederà alla
razionalizzazione dei regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi
titoli in sanatoria. Le sanzioni saranno commisurate all’entità della
trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità, ovvero al
valore delle opere realizzate.
“DOMANI SALVINI PORTA IL CONDONO IN CDM”
“Domani Salvini porterà in Consiglio dei ministri un condono edilizio,
modificando il Testo unico 380/2001. Continua così l’opera di devastazione del
territorio da parte di Salvini, che sta trasformando il Paese in un laboratorio
di condoni permanenti. Alcuni giorni fa, con l’articolo 40 del dl
Semplificazioni, hanno già autorizzato la costruzione di immobili in aree con
vincolo idrogeologico tramite silenzio-assenso. Una scelta gravissima, che apre
alla realizzazione di edifici in zone dove ogni errore può trasformarsi in
tragedia”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde.
“Il silenzio-assenso sugli abusi – aggiunge – significa una cosa sola: verranno
sanati immobili in aree vincolate, perfino in zone a rischio sismico e
idrogeologico. È un atto di irresponsabilità politica e istituzionale. Questa
norma è criminogena e vergognosa: legittima l’irregolarità, premia chi ha
violato le regole e mette in pericolo la sicurezza dei cittadini“. “Il governo
smetta di usare la burocrazia come pretesto per aprire l’ennesima stagione di
condoni e intervenga invece per rafforzare i controlli, la prevenzione e la
messa in sicurezza del territorio“, conclude Bonelli.
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dell’edilizia. Opposizioni: “Salvini porta il condono in cdm” proviene da Il
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