“Quella di oggi è una grandissima vittoria, è una vittoria della Repubblica,
della Costituzione, è una vittoria di chi vuole un Paese nel quale la legge sia
uguale per tutti, di chi dice no ai pieni poteri, è una vittoria della
democrazia in questo Paese e poi è anche una vittoria di chi da tempo indica
l’urgenza di un’alternativa politica ad una pessima destra di governo che si è
giocata tutte le sue carte”. Così Nicola Fratoianni ha commentato la vittoria
del No al Referendum.
Con lui anche Angelo Bonelli che ha parlato direttamente Meloni: “Ha detto che
andrà avanti con determinazione, non poteva dire peggiore cosa. Di fronte a un
voto così massiccio lei cosa fa? Dice che va avanti con determinazione? Basta,
bisogna avere rispetto del voto degli italiani”. Secondo Bonelli Meloni oggi “è
sconfitta politicamente e non ha il coraggio di andare davanti ai giornalisti
per rispondere alle domande”.
L'articolo Referendum, Fratoianni e Bonelli: “Vittoria per la democrazia. Meloni
sconfitta politicamente, non ha il coraggio di andare dai giornalisti” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Angelo Bonelli
“Vi domandiamo, perché la presidente Meloni non è in Aula e continua a fuggire
dal Parlamento? È inaccettabile. Ci avete chiesto di essere responsabili, di
lavorare insieme, ma unità su che cosa? Noi non vogliamo che l’Italia entri in
guerra, voi state portando l’Italia in guerra. Noi non siamo d’accordo, no
grazie”. Lo ha detto Angelo Bonelli, alla Camera, dopo le comunicazioni di
Antonio Tajani e Guido Crosetto.
Il leader di Avs, nella parte finale del suo intervento, ha mostrato all’aula
una bandiera degli Stati Uniti: “Questi sono gli interessi che difendente,
quelli delle commesse del gas e delle commesse di armi che dobbiamo comprare.
Non possiamo essere sudditi di Trump, noi diciamo no a questa vostra avventura
di portare l’Italia in questo scenario. Noi siamo patrioti italiani, non siamo
patrioti di Trump”.
L'articolo Bonelli show in Aula contro il governo: “Siete i patrioti di Trump”.
E mostra la bandiera Usa – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Leggere di leader di partito che mettono il simbolo di Avs sopra l’immagine
dell’efferato omicidio di Quentin” e “mi riferisco anche al ministro Salvini, io
lo ritengo gravissimo”. Così il leader di Avs, Angelo Bonelli, in Aula,
sottolineando che così si rischia “di diventare bersagli” e denunciando che lui
“e Fratoianni abbiamo ricevuto gravissime minacce, tutte denunciate alla
polizia”. Bonelli mostra le carte: “Questa è una lettera che mi è stata
recapitata” con “l’immagine di mia moglie e mia figlia” e “l’indirizzo di casa”,
“minacce gravissime di morte col machete, mi tagliano la testa”. “Questa – ha
aggiunto mostrando un altro foglio – è arrivata pochi giorni fa, legata agli
scontri di Torino, ‘prenderemo a martellate i vostri figli, vi spareremo in
testa e vi faremo spappolare il cervello'”. “Questa è arrivata a mia sorella –
continua il deputato verde -. ‘Quel lurido maiale di tuo fratello, lo
appenderemo a piazza Maggiore a Bologna a testa in giù e gli staccheremo quella
testa di merda”.
Bonelli ha quindi fatto un appello ai più giovani alla non violenza: “Non cadete
nella trappola della violenza, scendete in piazza pacificamente perché la non
violenza è uno strumento rivoluzionario che disarma le menti e impedisce a chi
ha una strategia di criminalizzare il dissenso e mettervi all’angolo”.
L'articolo “Io, Fratoianni e le nostre famiglie minacciati di morte”: la
denuncia di Bonelli che mostra in Aula le lettere ricevute – Video proviene da
Il Fatto Quotidiano.
“Il governo Meloni ha dichiarato fedeltà al sovrano Trump. Vi siete assunti la
responsabilità, insieme alla premier Meloni, di demolire quel poco di diritto
internazionale che rimaneva, di demolire l’Onu. Non ha spiegato come funziona il
Board of Peace. Non avete il coraggio, perché ve ne vergognate. L’articolo 1 del
Board of Peace non nomina mai Gaza, è uno strumento di totale sostituzione delle
Nazioni Unite, che potrebbe fare uso della forza militare attraverso la forza
dei soldi in ogni parte del mondo. Avete gettato un’onta sullo storia del nostro
Paese”. Così Angelo Bonelli, deputato Avs e co-portavoce di Europa Verde,
intervenendo in Aula in risposta all’informativa del ministro degli Esteri sulla
partecipazione dell’Italia come osservatore all’interno del Board of Peace. “È
un board di dittatori, autocrati, finanzieri, miliardari, e alcuni li conosciamo
bene, come Jared Kushner, genero di Trump, noto immobiliarista, oppure Yakir
Gabay, anche lui con proprietà di società immobiliari. Tajani in quest’aula non
ha avuto il coraggio di nominare il responsabile di crimini contro l’umanità e
crimini di guerra. Benjamin Netanyahu non è mai stato nominato. Perché non lo
nomina? Perché non avete il coraggio? Farà parte anche lui di quel Board of
Peace? Voi siete responsabili di questo. Noi vi accusiamo di questo. Passerete
alla storia per quello che avete fatto”, conclude.
L'articolo Bonelli contro il governo: “Board of Peace? Non spiegate cosa state
facendo perché vi vergognate, Italia umiliata” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Bagarre a Piazzapulita (La7) tra il deputato di Avs, Angelo Bonelli, e l’ex
parlamentare del Pdl, Italo Bocchino, sugli scontri di Torino e sulla linea dura
annunciata dal governo Meloni sulla sicurezza.
Bocchino, insieme al sottosegretario leghista al ministero dell’Interno Nicola
Molteni, accusa Avs di essere complice dei manifestanti violenti. Ma il
portavoce di Europa Verde respinge ai mittenti le critiche: “Per noi la ‘non
violenza’ è il modo di manifestare”.
Il confronto si infiamma quando Bocchino inizia a interrompere ripetutamente
Bonelli, accusandolo di “stare coi violenti”. A quel punto Bonelli replica:
“Bocchino, lei mi invita a nozze. Lei viene da un partito, il Msi, ed è stato un
esponente del Fronte della Gioventù“.
Bocchino reagisce ripetendo a loop: “Sciacquati la bocca”.
“No, io non mi sciacquo la bocca – replica Bonelli, citando “il giovedì nero” di
Milano – perché ricordo il suo passato. Lei ha avuto come leader il presidente
del Senato (Ignazio La Russa, ndr), che il 12 aprile 1973 ha partecipato a una
manifestazione non autorizzata a Milano”.
“Stai dicendo un falso storico”, rilancia Bocchino.
Il parlamentare continua: “Lui era in testa al corteo e fu lanciata una bomba. E
fu ucciso l’agente Antonio Marino“.
“E chi l’ha ucciso?”, controbatte Bocchino.
“L’ha ucciso chi ha partecipato a quella manifestazione”, risponde Bonelli.
“Ah, tutti i partecipanti?”, chiede il direttore editoriale del Secolo d’Italia,
cadendo in contraddizione con le accuse appena mosse ad Avs di essere “complice
dei violenti” per associazione.
Bonelli smaschera le incoerenze del ragionamento di Bocchino, che ripete:
“Andate a braccetto coi violenti. È la vostra natura”.
“Vede che lei è pieno di contraddizioni? – sottolinea il deputato – Lei è
animato solo dalla propaganda. Eviti di fare squadrismo verbale con me“.
Bocchino accusa Bonelli di alzare la voce, ma questi ribatte: “No, lei è
abituato così perché sta coi prepotenti”.
Il deputato verde evidenzia un’altra incongruenza della destra sul tema
sicurezza: “Io sono d’accordo col vietare i coltelli. Però fate pace col
cervello: c’è una proposta di legge presentata il 12 novembre 2025 dal deputato
di Fratelli d’Italia Gianluca Vinci, che modifica il testo unico di pubblica
sicurezza per liberalizzare la fabbricazione, l’importazione e la vendita di
armi bianche, eliminando molti controlli e registri. Cominciate a non prendere
in giro gli italiani“.
“È stata approvata?”, chiede più volte Bocchino.
“Intanto lei gli faccia una telefonata – risponde Bonelli – e chieda a questo
deputato perché vogliono commercializzare così liberamente le armi bianche”.
Il botta e risposta prosegue con continue interruzioni da parte di Bocchino. A
un certo punto Bonelli, esasperato, sfodera una metafora ironica per provare a
fermare l’interlocutore: “Scusami se ti do del tu, ma mettiamoci d’accordo su
come colloquiare. Se tu pensi di interrompere gli altri, io ti applico il terzo
principio della termodinamica. Lo conosci?“.
Dopo qualche secondo di silenzio e di smarrimento, Bocchino ribatte: “No, non
conosco queste volgarità“.
“Non è una volgarità – replica Bonelli – perché, da quando abbiamo iniziato,
interrompi sistematicamente tutti quanti”.
L'articolo Lite Bocchino-Bonelli. “Sciacquati la bocca quando parli di Msi”.
“Non fare squadrismo verbale con me”. Su La7 proviene da Il Fatto Quotidiano.
“È deflagrato un pezzo di maggioranza“, “avete messo la fiducia perché oggi c’è
Vannacci” e “la situazione deve essere chiarita da Meloni: quale è il perimetro
della sua maggioranza? Il vestito vi si è ristretto”. Lo ha detto il leader di
Avs Angelo Bonelli nell’Aula della Camera. Sul dl Ucraina “la posizione di Avs è
coerente, con Vannacci non abbiamo nulla a che fare, non abbiamo nulla a che
fare con i fascisti e con chi viene a portare in questo Parlamento istanze che
non ci rappresentano e che combatteremo”. Quindi Bonelli si è rivolto ai
vannacciani: “Non giocate su tema della pace”.
L'articolo Dl Ucraina, Bonelli attacca: “Vannacci? Noi coi fascisti non abbiamo
nulla a che fare. Maggioranza deflagrata” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Per un problema tecnico l’audio è leggermente disturbato. Quella che segue è la
trascrizione integrale dell’intervista.
Angelo Bonelli, “connivente” come accusato da Bruno Vespa durante ‘5 minuti’?
Sono abituato a questo, purtroppo, in questa fase politica dove il governo
Meloni controlla l’informazione. Ma bisogna rispondere punto su punto perché
quello che è accaduto ieri è il sintomo di un clima di un governo che non ha più
argomenti, che vuole nascondere la realtà dei problemi degli italiani e si
affida alla propaganda ma noi abbiamo risposto punto su punto perché non abbiamo
nulla da nascondere, rivendichiamo il diritto di manifestare, rispetto a chi
invece ha fallito sul tema della sicurezza, perché, il numero delle forze
dell’ordine sono diminuite, non riesce a garantire la sicurezza e usa i fatti di
Torino per nascondere i propri fallimenti. Ma oggi quando verrà in Aula
Piantedosi gli diremo qualcosa di importante che vi posso anticipare a proposito
di cattivi maestri: quando Ignazio La Russa sfilava a Milano nel 1973 con una
manifestazione non autorizzata e dal corteo da lui organizzato partirono le
bombe che uccisero l’agente di polizia Marino. Di questo se lo sono dimenticato
i cattivi maestri che sono rimasti sempre gli stessi.
Si aspettava che Bruno Vespa tirasse fuori il tema di suo padre, di 102 anni, ex
carabiniere?
Posso dirle una cosa che non ho detto a nessuno. Questa mattina sono andato a
trovare mio papà e non si perde ogni cosa che io faccio, anche quando glielo
nascondo e non gli dico nulla. Sono andato da lui, mi ha messo la mano sulla
spalla e mi ha detto ’bravo’.
Lei sostiene ci sia un problema d’informazione in Rai. Cosa dovrebbero fare i
partiti di opposizione?
Credo ci sia un problema generale di come oggi la Rai si è trasformata in uno
strumento totalmente al servizio di Giorgia Meloni. Quando noi diciamo che siamo
entrati in un regime qualcuno ci attacca. Ma queste sono le conseguenze in cui
noi abbiamo un servizio pubblico che usa in maniera incredibile tutti gli
argomenti che vengono da Palazzo Chigi, questo è assolutamente inaccettabile e
ci deve essere una reazione forte di tutte le opposizioni.
Di che tipo?
Penso dobbiamo ragionare insieme su come coinvolgere le massime istituzioni e
penso ad una grande mobilitazione per l’informazione, per la Democrazia, perché
la Rai non può essere uno strumento al servizio di Giorgia Meloni, debba essere
assolutamente pensata.
Al prossimo invito di Bruno Vespa lei andrà?
Io non ho problemi perché si ha la schiena dritta come noi non abbiamo nulla da
temere e possiamo anche rispondere in ambiti, come dire, abbastanza complicati.
L'articolo “La domanda di Vespa su mio padre carabiniere? Stamani sono andato da
mio papà e mi ha detto: bravo”: Bonelli dopo il confronto su Rai1 proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Partecipare a una manifestazione insieme ad altre 50mila persone significa
essere conniventi con le centinaia di persone che hanno aspettato la fine del
corteo per commettere azioni violente anche nei confronti delle forze
dell’ordine? E’ la tesi di Bruno Vespa che ha contestato l’adesione al corteo di
Torino nell’intervista al leader di Europa Verde Angelo Bonelli durante 5
Minuti, su Rai1. Bonelli ha risposto alla contestazione, respingendola. “I
disordini erano largamente prevedibili” sottolinea il conduttore. “Allora il
ministro Piantedosi doveva tutelare tutti gli altri manifestanti pacifici” ha
risposto il deputato di Avs. Questa che segue è la trascrizione dell’intervista
Vespa – I disordini di Torino erano largamente prevedibili, tanto è vero che tra
tutti i partiti di sinistra soltanto Avs ha deciso di partecipare. Posso
chiederle perché?
Bonelli – Ci sono state 50mila persone a Torino che pacificamente hanno
manifestato per chiedere più spazi sociali.
Vespa – Quindi hanno sbagliato gli altri di sinistra a non partecipare?
Bonelli – Non so gli altri perché non hanno partecipato, ma 50mila persone non
sono responsabili di quel manipolo di teppisti e criminali che io mi auguro
vengano immediatamente assicurati alla giustizia.
Vespa – Onorevole Bonelli, era largamente prevedibile, lo sapevano tutti. Lei sa
bene come finiscono questi cortei.
Bonelli – Se era largamente prevedibile, allora qualcuno a partire dal ministro
dell’Interno Piantedosi doveva tutelare i manifestanti pacifici.
Vespa – Quindi è colpa di Piantedosi se è successo quel che è successo?
Bonelli – Non sto dando la colpa a Piantedosi, ma non è nemmeno colpa di chi ha
partecipato pacificamente.
> La mia intervista con Bruno Vespa a Cinque minuti pic.twitter.com/E3kAcVytQI
>
> — Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) February 3, 2026
Vespa – Allora: Marco Grimaldi è il vostro vice capogruppo alla Camera, Alice
Ravenale è la vostra capogruppo alla Regione Piemonte, Sara Diena è il
capogruppo di Alleanza Verde Sinistra e Sinistra Ecologista in Comune. Allora,
se voi, come mi pare di capire, non vi dissociate politicamente dalla loro
partecipazione, siete di fatto conniventi e siete di fatto… la prego di
consentirmelo, anche oggettivamente responsabili in parte politicamente di
quanto è successo.
Bonelli – Ma guardi, questa sua affermazione è estremamente grave, è molto grave
perché chi manifesta pacificamente non può essere responsabile delle azioni di
chi ha pianificato a insaputa dei manifestanti pacifici azioni criminali.
Francamente io respingo fermamente questa sua affermazione. Io penso che ci sia
un diritto, un dovere di tutelare chi manifesta pacificamente. Se è vero che era
largamente prevedibile, ripeto, chi aveva il potere, il dovere di fermare quei
teppisti criminali, che sono nostri nemici, li doveva fermare.
Vespa – Ma le pare normale che nessuno abbia visto niente? Su 50mila persone
nessuno ha denunciato nessuno? Posso ricordare che all’inizio degli anni
Settanta il Partito Comunista italiano ebbe delle oscillazioni, delle
tolleranze. Poi a un certo punto capì e si fermò. Ecco l’assassinio di Guido
Rossa, un eroico sindacalista comunista che denunciò un compagno terrorista e
per questo fu ucciso. Chi sa deve denunciare, perché nessuno ha visto niente?
Bonelli – Ci sono tanti filmati di manifestanti che hanno denunciato quello che
stava accadendo, però a questo punto se la mettiamo in questi termini facciamo
un passaggio indietro nel tempo: 2020-2021 manifestazioni fatte da Forza Nuova e
sovranisti a Roma, messa a ferro e fuoco: blindati bruciati, agenti feriti,
c’erano esponenti di destra, anche di chi oggi è in maggioranza, che oggi
puntano il dito.
Vespa – Lei sa che chi ha attaccato la Cgil è stato arrestato.
Bonelli – Però io penso che il diritto di manifestare pacificamente va sempre
tutelato. E qui c’erano 50mila persone che hanno manifestato pacificamente. Per
noi quelli che hanno fatto quel lavoro là sono dei teppisti criminali. Puntare
il dito su una forza politica che è pacifica, democratica, mi scusi Vespa, io lo
trovo inaccettabile.
Vespa – Ma senta, abbia pazienza, quindi significa che è tutto normale.
Bonelli – Tutto normale? Ma non mi pare per niente.
Vespa: Scusi, tutti i cortei di Asktasuna sono tutti finiti male. Tutti quanti e
non c’è nemmeno stato uno che non sia finito male.
Bonelli: Guardi, chi ha sfasciato deve pagare, questi sono per noi nostri
nemici, teppisti e criminali. Il punto però che va difeso, chiedere più spazi
sociali, rivendicare questo e manifestare pacificamente è un diritto, significa
non piegarsi alle ragioni dei violenti.
Vespa: Senta, suo padre, so che ha 102 anni, auguri, ed è carabiniere. Posso
chiedergli come gli ha raccontato questa storia?
Bonelli: Come gli ho raccontato questa storia? Insomma, papà è papà, proprio
perché papà ha 102 anni ed è dei carabinieri, ho una grande stima nei confronti
delle forze dell’Ordine.
Vespa – Ma ha apprezzato?
Bonelli – Cosa ha apprezzato? Non ha apprezzato come non ho apprezzato io quello
che è accaduto, ma siccome, visto che lei parla di mio padre, mio padre sa che
io sono una persona perbene, noi siamo persone perbene e rivendichiamo con onore
e dignità l’aver diffiso il diritto di manifestare di queste persone rispetto a
una destra che sulla sicurezza in questo paese non sta facendo nulla e utilizza
questi fatti come uno strumento politico di propaganda. Accadeva nel 2021 quando
Giorgia Meloni diceva: bene ci sono degli infiltrati, che cosa fa il ministro
degli interni per fermarlo? Oggi lei al governo non ha fatto nulla per fermarlo.
Vespa – Quindi è colpa del ministro dell’Interno se è successo questo.
Bonelli – Io sto dicendo che stiamo parlando di responsabilità politiche. Lei mi
ha accusato di responsabilità politiche e io le respingo fermamente.
L'articolo “Siete oggettivamente responsabili”, “Quello che dice è grave, lo
respingo”: il faccia a faccia Vespa-Bonelli sui fatti di Torino proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Chi butterebbe il leader di AVS, Nicola Fratoianni, dalla proverbiale torre se
fosse obbligato a scegliere tra il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu
e il presunto finanziatore di Hamas, Mohammad Hannoun, in carcere dallo scorso
27 dicembre?
La domanda è stata posta nel programma “L’intervista” su RaiNews24 da Francesca
Biagiotti, habitué del gioco della torre. Dopo Calenda che buttò Schlein
salvando Meloni, stavolta Fratoianni ha buttato giù il premier fregandosene che
sia a piede libero a differenza del presunto finanziatore del terrorismo
islamico. “(Butterei, ndr) Netanyahu senza dubbio. Noi siamo davanti a
un’inchiesta, lo dico alla destra garantista, e le inchieste – ha spiegato
Fratoianni nell’intervista in onda su Raines24 – poi hanno un esito nel
processo. Se Mohammad Hannoun ha distratto dei fondi che servivano ad aiutare la
popolazione di Gaza per finanziare le attività terroristiche di Hamas, ha fatto
una cosa gravissima, terribile. Netanyahu è il capo di un governo che ha
ordinato, perpetrato organizzato il genocidio del popolo palestinese a Gaza e
che sta organizzando la deportazione e la pulizia etnica dei palestinesi della
Cisgiordania, basta. Se devo proprio scegliere…”. Angelo Bonelli invece tra
Trump e Maduro chi butterebbe?
“Butto Trump. Anche perché – ha spiegato il leader verde – Maduro non c’è
adesso”. Ma anche tra Trump e Xi Jin Ping, stessa scelta?, chiede Biagiotti. E
Bonelli: “Sì, butto sempre Trump perché ha una logica che sta destabilizzando il
mondo e punta a disintegrare l’Europa”. Nell’intervista ‘doppia’ in onda su
RaiNews24 alle 20 e 40 di martedì 13 gennaio, i due leader di AVS si sono
lasciati andare anche a considerazioni sulle loro cose private, oltre che
politiche.
In politica economica entrambi si sono detti favorevoli alla tassa patrimoniale
e all’imposta di successione.
Nicola Fratoianni, nell’ambito di un discorso sulla penalizzazione subita da
Elisabetta Piccolotti nella carriera politica, ha spiegato gli ostacoli subiti
dalla moglie: “Non potersi candidare, non poter avere ruoli perché se no era un
ruolo regalato, favorito e invece Elisabetta è una compagna che da moltissimi
anni fa politica, da molto prima di conoscere me. E ha grandissime qualità, non
devo certo essere io a dirlo. E ha tutto il diritto di fare politica e questa
cosa l’ha pagata molto più di me. Perché queste cose le pagano più le donne in
questo Paese perché il patriarcato esiste checché ne pensino Nordio, Roccella,
Meloni e compagnia bella”.
Alla domanda “Lei sarebbe quindi in grado nell’eventualità di fare un passo per
fare il ‘first gentleman?’”, Fratoianni ha risposto: “Sì, certo e tra l’altro ci
sono anche ragioni di età che lo consigliano”. Fratoianni infatti è classe 1972
mentre Piccolotti è nata nel 1982. Sulla celebre Tesla “L’abbiamo ancora ma come
ha detto la proprietaria Piccolotti”, ha spiegato Fratoianni, “finite le rate,
penso nella seconda metà del 2027, basta, via. Sicuramente la sostituiremo con
una elettrica”. Alla domanda se potrebbe essere cinese, Fratoianni ha risposto
“potrebbe essere e sicuramente qualcuno dirà ‘Ah, avete preso una macchina
cinese’” .
L’intervistatrice ha chiesto a Angelo Bonelli invece se non avesse pensato di
portare la figlia invece che in Amazzonia a Disneyland. “Non me l’ha mai
chiesto. Un giorno l’ho trovata nell’Igapo’ che è la foresta sommersa, e stava
con dei bambini sopra un ramo che si buttava e si tuffava. Io stavo lì pronto a
intervenire in acqua senza farmi vedere. Senza nessuna angoscia. I bambini hanno
una capacità di comunicare con quelli che noi riteniamo lontani da noi. Però non
mi ha mai chiesto di andare a Disneyland”.
L'articolo Fratoianni e Bonelli a “L’intervista” su RaiNews24: giù dalla torre
Netanyahu e Trump, salvi Hannoun e Xi Jin Ping proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Non venite a farci lezioni sui diritti umani perché” nel centrodestra “c’è chi
andava in vacanza nella dacia di Putin e Putin veniva ospite nella sua villa qui
in Italia, quando la Politkovskaja veniva barbaramente uccisa e noi eravamo
invece in piazza a protestare”. Lo dice Angelo Bonelli, leader di Avs,
intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa del ministro Antonio
Tajani su Venezuela e Iran, riferendosi a Silvio Berlusconi, senza mai
nominarlo. “Siamo molto preoccupati e siamo al fianco dei giovani iraniani –
aggiunge il co-portavoce di Europa verde -, notizie drammatiche arrivano con
migliaia di morti e deve esserci una risposta forte dell’Unione europea e non
frasi di circostanza, si deve dare un segnale molto forte ma pensare a un
intervento militare unilaterale ci preoccupa fortemente”.
L'articolo Bonelli-show alla Camera: “Seguite la morale di Trump, condannato per
abuso sessuale e frode”. Poi cita Berlusconi “in vacanza da Putin” proviene da
Il Fatto Quotidiano.