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“La domanda di Vespa su mio padre carabiniere? Stamani sono andato da mio papà e mi ha detto: bravo”: Bonelli dopo il confronto su Rai1
Per un problema tecnico l’audio è leggermente disturbato. Quella che segue è la trascrizione integrale dell’intervista. Angelo Bonelli, “connivente” come accusato da Bruno Vespa durante ‘5 minuti’? Sono abituato a questo, purtroppo, in questa fase politica dove il governo Meloni controlla l’informazione. Ma bisogna rispondere punto su punto perché quello che è accaduto ieri è il sintomo di un clima di un governo che non ha più argomenti, che vuole nascondere la realtà dei problemi degli italiani e si affida alla propaganda ma noi abbiamo risposto punto su punto perché non abbiamo nulla da nascondere, rivendichiamo il diritto di manifestare, rispetto a chi invece ha fallito sul tema della sicurezza, perché, il numero delle forze dell’ordine sono diminuite, non riesce a garantire la sicurezza e usa i fatti di Torino per nascondere i propri fallimenti. Ma oggi quando verrà in Aula Piantedosi gli diremo qualcosa di importante che vi posso anticipare a proposito di cattivi maestri: quando Ignazio La Russa sfilava a Milano nel 1973 con una manifestazione non autorizzata e dal corteo da lui organizzato partirono le bombe che uccisero l’agente di polizia Marino. Di questo se lo sono dimenticato i cattivi maestri che sono rimasti sempre gli stessi. Si aspettava che Bruno Vespa tirasse fuori il tema di suo padre, di 102 anni, ex carabiniere? Posso dirle una cosa che non ho detto a nessuno. Questa mattina sono andato a trovare mio papà e non si perde ogni cosa che io faccio, anche quando glielo nascondo e non gli dico nulla. Sono andato da lui, mi ha messo la mano sulla spalla e mi ha detto ’bravo’. Lei sostiene ci sia un problema d’informazione in Rai. Cosa dovrebbero fare i partiti di opposizione? Credo ci sia un problema generale di come oggi la Rai si è trasformata in uno strumento totalmente al servizio di Giorgia Meloni. Quando noi diciamo che siamo entrati in un regime qualcuno ci attacca. Ma queste sono le conseguenze in cui noi abbiamo un servizio pubblico che usa in maniera incredibile tutti gli argomenti che vengono da Palazzo Chigi, questo è assolutamente inaccettabile e ci deve essere una reazione forte di tutte le opposizioni. Di che tipo? Penso dobbiamo ragionare insieme su come coinvolgere le massime istituzioni e penso ad una grande mobilitazione per l’informazione, per la Democrazia, perché la Rai non può essere uno strumento al servizio di Giorgia Meloni, debba essere assolutamente pensata. Al prossimo invito di Bruno Vespa lei andrà? Io non ho problemi perché si ha la schiena dritta come noi non abbiamo nulla da temere e possiamo anche rispondere in ambiti, come dire, abbastanza complicati. L'articolo “La domanda di Vespa su mio padre carabiniere? Stamani sono andato da mio papà e mi ha detto: bravo”: Bonelli dopo il confronto su Rai1 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Siete oggettivamente responsabili”, “Quello che dice è grave, lo respingo”: il faccia a faccia Vespa-Bonelli sui fatti di Torino
Partecipare a una manifestazione insieme ad altre 50mila persone significa essere conniventi con le centinaia di persone che hanno aspettato la fine del corteo per commettere azioni violente anche nei confronti delle forze dell’ordine? E’ la tesi di Bruno Vespa che ha contestato l’adesione al corteo di Torino nell’intervista al leader di Europa Verde Angelo Bonelli durante 5 Minuti, su Rai1. Bonelli ha risposto alla contestazione, respingendola. “I disordini erano largamente prevedibili” sottolinea il conduttore. “Allora il ministro Piantedosi doveva tutelare tutti gli altri manifestanti pacifici” ha risposto il deputato di Avs. Questa che segue è la trascrizione dell’intervista Vespa – I disordini di Torino erano largamente prevedibili, tanto è vero che tra tutti i partiti di sinistra soltanto Avs ha deciso di partecipare. Posso chiederle perché? Bonelli – Ci sono state 50mila persone a Torino che pacificamente hanno manifestato per chiedere più spazi sociali. Vespa – Quindi hanno sbagliato gli altri di sinistra a non partecipare? Bonelli – Non so gli altri perché non hanno partecipato, ma 50mila persone non sono responsabili di quel manipolo di teppisti e criminali che io mi auguro vengano immediatamente assicurati alla giustizia. Vespa – Onorevole Bonelli, era largamente prevedibile, lo sapevano tutti. Lei sa bene come finiscono questi cortei. Bonelli – Se era largamente prevedibile, allora qualcuno a partire dal ministro dell’Interno Piantedosi doveva tutelare i manifestanti pacifici. Vespa – Quindi è colpa di Piantedosi se è successo quel che è successo? Bonelli – Non sto dando la colpa a Piantedosi, ma non è nemmeno colpa di chi ha partecipato pacificamente. > La mia intervista con Bruno Vespa a Cinque minuti pic.twitter.com/E3kAcVytQI > > — Angelo Bonelli (@AngeloBonelli1) February 3, 2026 Vespa – Allora: Marco Grimaldi è il vostro vice capogruppo alla Camera, Alice Ravenale è la vostra capogruppo alla Regione Piemonte, Sara Diena è il capogruppo di Alleanza Verde Sinistra e Sinistra Ecologista in Comune. Allora, se voi, come mi pare di capire, non vi dissociate politicamente dalla loro partecipazione, siete di fatto conniventi e siete di fatto… la prego di consentirmelo, anche oggettivamente responsabili in parte politicamente di quanto è successo. Bonelli – Ma guardi, questa sua affermazione è estremamente grave, è molto grave perché chi manifesta pacificamente non può essere responsabile delle azioni di chi ha pianificato a insaputa dei manifestanti pacifici azioni criminali. Francamente io respingo fermamente questa sua affermazione. Io penso che ci sia un diritto, un dovere di tutelare chi manifesta pacificamente. Se è vero che era largamente prevedibile, ripeto, chi aveva il potere, il dovere di fermare quei teppisti criminali, che sono nostri nemici, li doveva fermare. Vespa – Ma le pare normale che nessuno abbia visto niente? Su 50mila persone nessuno ha denunciato nessuno? Posso ricordare che all’inizio degli anni Settanta il Partito Comunista italiano ebbe delle oscillazioni, delle tolleranze. Poi a un certo punto capì e si fermò. Ecco l’assassinio di Guido Rossa, un eroico sindacalista comunista che denunciò un compagno terrorista e per questo fu ucciso. Chi sa deve denunciare, perché nessuno ha visto niente? Bonelli – Ci sono tanti filmati di manifestanti che hanno denunciato quello che stava accadendo, però a questo punto se la mettiamo in questi termini facciamo un passaggio indietro nel tempo: 2020-2021 manifestazioni fatte da Forza Nuova e sovranisti a Roma, messa a ferro e fuoco: blindati bruciati, agenti feriti, c’erano esponenti di destra, anche di chi oggi è in maggioranza, che oggi puntano il dito. Vespa – Lei sa che chi ha attaccato la Cgil è stato arrestato. Bonelli – Però io penso che il diritto di manifestare pacificamente va sempre tutelato. E qui c’erano 50mila persone che hanno manifestato pacificamente. Per noi quelli che hanno fatto quel lavoro là sono dei teppisti criminali. Puntare il dito su una forza politica che è pacifica, democratica, mi scusi Vespa, io lo trovo inaccettabile. Vespa – Ma senta, abbia pazienza, quindi significa che è tutto normale. Bonelli – Tutto normale? Ma non mi pare per niente. Vespa: Scusi, tutti i cortei di Asktasuna sono tutti finiti male. Tutti quanti e non c’è nemmeno stato uno che non sia finito male. Bonelli: Guardi, chi ha sfasciato deve pagare, questi sono per noi nostri nemici, teppisti e criminali. Il punto però che va difeso, chiedere più spazi sociali, rivendicare questo e manifestare pacificamente è un diritto, significa non piegarsi alle ragioni dei violenti. Vespa: Senta, suo padre, so che ha 102 anni, auguri, ed è carabiniere. Posso chiedergli come gli ha raccontato questa storia? Bonelli: Come gli ho raccontato questa storia? Insomma, papà è papà, proprio perché papà ha 102 anni ed è dei carabinieri, ho una grande stima nei confronti delle forze dell’Ordine. Vespa – Ma ha apprezzato? Bonelli – Cosa ha apprezzato? Non ha apprezzato come non ho apprezzato io quello che è accaduto, ma siccome, visto che lei parla di mio padre, mio padre sa che io sono una persona perbene, noi siamo persone perbene e rivendichiamo con onore e dignità l’aver diffiso il diritto di manifestare di queste persone rispetto a una destra che sulla sicurezza in questo paese non sta facendo nulla e utilizza questi fatti come uno strumento politico di propaganda. Accadeva nel 2021 quando Giorgia Meloni diceva: bene ci sono degli infiltrati, che cosa fa il ministro degli interni per fermarlo? Oggi lei al governo non ha fatto nulla per fermarlo. Vespa – Quindi è colpa del ministro dell’Interno se è successo questo. Bonelli – Io sto dicendo che stiamo parlando di responsabilità politiche. Lei mi ha accusato di responsabilità politiche e io le respingo fermamente. 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Fratoianni e Bonelli a “L’intervista” su RaiNews24: giù dalla torre Netanyahu e Trump, salvi Hannoun e Xi Jin Ping
Chi butterebbe il leader di AVS, Nicola Fratoianni, dalla proverbiale torre se fosse obbligato a scegliere tra il primo ministro di Israele Benjamin Netanyahu e il presunto finanziatore di Hamas, Mohammad Hannoun, in carcere dallo scorso 27 dicembre? La domanda è stata posta nel programma “L’intervista” su RaiNews24 da Francesca Biagiotti, habitué del gioco della torre. Dopo Calenda che buttò Schlein salvando Meloni, stavolta Fratoianni ha buttato giù il premier fregandosene che sia a piede libero a differenza del presunto finanziatore del terrorismo islamico. “(Butterei, ndr) Netanyahu senza dubbio. Noi siamo davanti a un’inchiesta, lo dico alla destra garantista, e le inchieste – ha spiegato Fratoianni nell’intervista in onda su Raines24 – poi hanno un esito nel processo. Se Mohammad Hannoun ha distratto dei fondi che servivano ad aiutare la popolazione di Gaza per finanziare le attività terroristiche di Hamas, ha fatto una cosa gravissima, terribile. Netanyahu è il capo di un governo che ha ordinato, perpetrato organizzato il genocidio del popolo palestinese a Gaza e che sta organizzando la deportazione e la pulizia etnica dei palestinesi della Cisgiordania, basta. Se devo proprio scegliere…”. Angelo Bonelli invece tra Trump e Maduro chi butterebbe? “Butto Trump. Anche perché – ha spiegato il leader verde – Maduro non c’è adesso”. Ma anche tra Trump e Xi Jin Ping, stessa scelta?, chiede Biagiotti. E Bonelli: “Sì, butto sempre Trump perché ha una logica che sta destabilizzando il mondo e punta a disintegrare l’Europa”. Nell’intervista ‘doppia’ in onda su RaiNews24 alle 20 e 40 di martedì 13 gennaio, i due leader di AVS si sono lasciati andare anche a considerazioni sulle loro cose private, oltre che politiche. In politica economica entrambi si sono detti favorevoli alla tassa patrimoniale e all’imposta di successione. Nicola Fratoianni, nell’ambito di un discorso sulla penalizzazione subita da Elisabetta Piccolotti nella carriera politica, ha spiegato gli ostacoli subiti dalla moglie: “Non potersi candidare, non poter avere ruoli perché se no era un ruolo regalato, favorito e invece Elisabetta è una compagna che da moltissimi anni fa politica, da molto prima di conoscere me. E ha grandissime qualità, non devo certo essere io a dirlo. E ha tutto il diritto di fare politica e questa cosa l’ha pagata molto più di me. Perché queste cose le pagano più le donne in questo Paese perché il patriarcato esiste checché ne pensino Nordio, Roccella, Meloni e compagnia bella”. Alla domanda “Lei sarebbe quindi in grado nell’eventualità di fare un passo per fare il ‘first gentleman?’”, Fratoianni ha risposto: “Sì, certo e tra l’altro ci sono anche ragioni di età che lo consigliano”. Fratoianni infatti è classe 1972 mentre Piccolotti è nata nel 1982. Sulla celebre Tesla “L’abbiamo ancora ma come ha detto la proprietaria Piccolotti”, ha spiegato Fratoianni, “finite le rate, penso nella seconda metà del 2027, basta, via. Sicuramente la sostituiremo con una elettrica”. Alla domanda se potrebbe essere cinese, Fratoianni ha risposto “potrebbe essere e sicuramente qualcuno dirà ‘Ah, avete preso una macchina cinese’” . L’intervistatrice ha chiesto a Angelo Bonelli invece se non avesse pensato di portare la figlia invece che in Amazzonia a Disneyland. “Non me l’ha mai chiesto. Un giorno l’ho trovata nell’Igapo’ che è la foresta sommersa, e stava con dei bambini sopra un ramo che si buttava e si tuffava. Io stavo lì pronto a intervenire in acqua senza farmi vedere. Senza nessuna angoscia. I bambini hanno una capacità di comunicare con quelli che noi riteniamo lontani da noi. Però non mi ha mai chiesto di andare a Disneyland”. L'articolo Fratoianni e Bonelli a “L’intervista” su RaiNews24: giù dalla torre Netanyahu e Trump, salvi Hannoun e Xi Jin Ping proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bonelli-show alla Camera: “Seguite la morale di Trump, condannato per abuso sessuale e frode”. Poi cita Berlusconi “in vacanza da Putin”
“Non venite a farci lezioni sui diritti umani perché” nel centrodestra “c’è chi andava in vacanza nella dacia di Putin e Putin veniva ospite nella sua villa qui in Italia, quando la Politkovskaja veniva barbaramente uccisa e noi eravamo invece in piazza a protestare”. Lo dice Angelo Bonelli, leader di Avs, intervenendo nell’aula della Camera dopo l’informativa del ministro Antonio Tajani su Venezuela e Iran, riferendosi a Silvio Berlusconi, senza mai nominarlo. “Siamo molto preoccupati e siamo al fianco dei giovani iraniani – aggiunge il co-portavoce di Europa verde -, notizie drammatiche arrivano con migliaia di morti e deve esserci una risposta forte dell’Unione europea e non frasi di circostanza, si deve dare un segnale molto forte ma pensare a un intervento militare unilaterale ci preoccupa fortemente”. L'articolo Bonelli-show alla Camera: “Seguite la morale di Trump, condannato per abuso sessuale e frode”. Poi cita Berlusconi “in vacanza da Putin” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Manovra, l’ira di Bonelli: “Meloni ha commissariato il Parlamento. State trasformando l’Italia in un’economia di guerra”
Su questa legge di bilancio “il governo ha commissariato il Parlamento e anche lei, ministro Giorgetti, non ha vissuto brutti momenti con il ‘ministro ombra’ Borghi: avete litigato a lungo e ora state per approvare la manovra economica con un limite di 24 ore” rispetto al consentito. Così Angelo Bonelli di Avs intervenendo in Aula alla Camera nell’ambito delle dichiarazioni di voto sulla fiducia alla manovra. “Questa – ha accusato – è una manovra piena di bugie che trasforma l’Italia in una economia di guerra. È un governo delle bugie. Dovevate tagliare le pensioni e avete alzato l’età pensionabile” e sulla difesa “avete inserito una norma che consente la realizzazione di progetti infrastrutturali prevedendo la conversione di siti industriali per le armi, questa è la fallimentare strategia del ministro Urso ed è la vostra risposta a 96 crisi industriali con migliaia di persone che rischiano il posto di lavoro”. Bonelli è poi andato all’attacco del ministro Salvini: “è un disastro e ha dato la colpa alla Corte dei Conti per il rincaro pedaggi: i giudici vi vanno bene solo quando sono in linea con il vostro pensiero”. L'articolo Manovra, l’ira di Bonelli: “Meloni ha commissariato il Parlamento. State trasformando l’Italia in un’economia di guerra” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Ispra, Bonelli a Gallone: “Autonomia dalla politica? Immagino si dimetterà da Forza Italia”. La presidente non risponde
È un’audizione lampo quella della presidente designata di Ispra, Maria Alessandra Gallone, in commissione Ambiente alla Camera. Nomina avanzata dal ministro Gilberto Pichetto Fratin – di cui Gallone è consulente – e che ha sollevato polemiche. Specialmente perché l’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale è un organo scientifico, sulla carta indipendente, e che dovrebbe essere condizionato dalla politica. Ma come scritto da ilFattoQuotidiano.it, il governo ha proposto per la presidenza dell’ente una figura strettamente politica, vale a dire Gallone, ex senatrice di Forza Italia (e con un passato in FdI, An e Msi). Gallone, in presentazione, ha posto l’accento proprio sulla terzietà dell’istituto. Ha sottolineato come “la tutela dell’ambiente debba passare dalla scienza” e come “le direttive europee vadano rispettate”. Ha citato la fauna selvatica (che la maggioranza vorrebbe piegare agli interessi di Coldiretti e associazioni venatorie) e ha legato tutti gli ambiti di cui si occupa Ispra al “rigore scientifico”. Gallone, in un passaggio, ha anche annunciato che si dimetterà da responsabile del dipartimento Ambiente di Forza Italia. E proprio su questo punto è arrivata la considerazione di Angelo Bonelli, deputato di Avs: “Mi immagino allora che per garantire l’indipendenza di Ispra lascerà anche Forza Italia“. Ma l’ex senatrice berlusconiana, nella replica conclusiva alle domande sollevate dai parlamentari, non ha risposto. “La sua nomina apre un precedente gravissimo e pericoloso nella guida dell’organismo tecnico-scientifico più importante, prestigioso e prezioso dello Stato in materia ambientale – ha dichiarato in seguito Bonelli – È la prima volta che alla guida dell’Ispra non viene nominato un tecnico o uno scienziato, ma un’esponente di partito. Una scelta che rompe una tradizione di autonomia, competenza e indipendenza e che conferma una strategia ormai evidente del governo Meloni: subordinare gli organismi tecnici dello Stato agli indirizzi politici della maggioranza”. Il deputato di Avs ha citato la commissione VIA-VAS, le cui nomine “sono state effettuate un mese prima dell’approvazione del progetto del Ponte sullo Stretto, inserendo profili con curricula che nulla avevano a che fare con la valutazione di opere di tale complessità. Quello che contesto è il metodo: una pratica che mina l’autonomia della scienza e piega gli organismi di controllo a logiche di parte. La nomina di Gallone rischia di mutare profondamente la funzione dell’Ispra, trasformandolo da presidio indipendente di tutela ambientale in un organismo asservito agli indirizzi politici del governo”. L'articolo Ispra, Bonelli a Gallone: “Autonomia dalla politica? Immagino si dimetterà da Forza Italia”. La presidente non risponde proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Bonelli attacca Meloni in Aula: “Regista del declino dell’Ue, è la migliore alleata di Trump e di Putin” – Video
“È venuta a dirci che lei vuole arrestare il declino dell’Unione europea, vede io invece l’accuso di essere la regista del declino dell’Unione europea, sa perché, signora presidente? Perché di fatto lei con il suo no alla riforma dell’Ue, contro il veto, è di fatto diventata la migliore alleata da una parte di Putin e dall’altra parte di Trump che non vogliono un’Europa forte, che guardi ai veri problemi, che sappia affrontare la transizione ecologica, la questione sociale, che sappia essere un’Europa vicino ai cittadini, è molto più vicino a Orban che alle vere grandi questioni”. Così il coportavoce di Avs Angelo Bonelli intervenendo in aula alla Camera dopo le comunicazioni della premier Giorgia Meloni sul prossimo Consiglio europeo. L'articolo Bonelli attacca Meloni in Aula: “Regista del declino dell’Ue, è la migliore alleata di Trump e di Putin” – Video proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Silenzio assenso e sanatoria sugli abusi ‘storici’: ecco la riforma dell’edilizia. Opposizioni: “Salvini porta il condono in cdm”
Silenzio-assenso o silenzio-devolutivo in caso di inerzia dell’amministrazione competente. Sanatoria facilitata per gli abusi storici. Semplificazione delle procedure. Digitalizzazione. Sono queste alcune delle novità contenute all’interno della riforma dell’edilizia, che approderà il 4 dicembre sul tavolo del consiglio dei ministri. Nella fattispecie si tratta di una legge delega per la revisione del Tue, il Testo unico del settore. Gli obiettivi, come detto, vanno dalla semplificazione degli iter burocratici alla modernizzazione digitale del settore, dal superamento della frammentazione regionale al riordino dei titoli edilizi, passando per una sanatoria facilitata per gli abusi precedenti alla cosiddetta ‘legge ponte’ sull’urbanistica del 1967. Una narrazione, quella del governo, fortemente contestata dalle opposizioni, con Angelo Bonelli ad attaccare: “Domani Matteo Salvini porta il condono in consiglio dei ministri“. L’ITER BUROCRATICO DELLA LEGGE Il governo avrà 12 mesi per adottare i decreti legislativi per una riforma che il Mit vuole ampia e organica, in grado di superare le disparità nate a livello locale da legislazioni regionali differenti tra loro, di dare certezza alle norme e di prevenire anche l’eventuale contenzioso costituzionale. Un intervento “non più differibile”, come viene definito, per ottenere “un quadro normativo certo, semplice, moderno e capace di sostenere lo sviluppo economico, la sicurezza dei cittadini e la riqualificazione del patrimonio immobiliare nazionale”. La delega stabilisce quindi alcuni principi base, come ad esempio la tutela dei beni culturali e paesaggistici o il rispetto delle norme igienico-sanitarie delle abitazioni. Dà poi delle linee guida da seguire nei decreti successivi, in continuità con il decreto Salva Casa del 2024. Una di queste è il rafforzamento del meccanismo del silenzio-assenso. COSA C’È NELLA RIFORMA Per ridurre i termini previsti per il rilascio o la formazione dei titoli edilizi e contrastare “l’immobilismo burocratico“, si porrà “rinnovata enfasi sul meccanismo del silenzio-assenso o del silenzio–devolutivo in caso di inerzia dell’amministrazione competente”, si spiega nella relazione illustrativa al provvedimento. Allo stesso tempo, per assicurare la certezza dei tempi dei procedimenti, si dovranno definire meccanismi procedurali che assicurino il rispetto di “termini perentori, eventualmente prevedendo poteri sostitutivi o soluzioni per superare i blocchi derivanti da ritardi o disaccordi tra amministrazioni coinvolte”. Tra gli obiettivi c’è poi quello di razionalizzare i procedimenti amministrativi finalizzati al rilascio o alla formazione dei titoli in sanatoria, senza modificarne i requisiti sostanziali, ma intervenendo sui processi per renderli più efficienti. Come già emerso nella prima bozza del ddl circolata il 24 settembre scorso, si punta anche ad introdurre procedure semplificate per la regolarizzazione degli abusi realizzati prima dell’entrata in vigore della legge del ’67. Parallelamente, si procederà alla razionalizzazione dei regimi sanzionatori propedeutici al rilascio dei relativi titoli in sanatoria. Le sanzioni saranno commisurate all’entità della trasformazione edilizia o urbanistica, alla gravità della difformità, ovvero al valore delle opere realizzate. “DOMANI SALVINI PORTA IL CONDONO IN CDM” “Domani Salvini porterà in Consiglio dei ministri un condono edilizio, modificando il Testo unico 380/2001. Continua così l’opera di devastazione del territorio da parte di Salvini, che sta trasformando il Paese in un laboratorio di condoni permanenti. Alcuni giorni fa, con l’articolo 40 del dl Semplificazioni, hanno già autorizzato la costruzione di immobili in aree con vincolo idrogeologico tramite silenzio-assenso. Una scelta gravissima, che apre alla realizzazione di edifici in zone dove ogni errore può trasformarsi in tragedia”. Così Angelo Bonelli, deputato di Avs e co-portavoce di Europa verde. “Il silenzio-assenso sugli abusi – aggiunge – significa una cosa sola: verranno sanati immobili in aree vincolate, perfino in zone a rischio sismico e idrogeologico. È un atto di irresponsabilità politica e istituzionale. Questa norma è criminogena e vergognosa: legittima l’irregolarità, premia chi ha violato le regole e mette in pericolo la sicurezza dei cittadini“. “Il governo smetta di usare la burocrazia come pretesto per aprire l’ennesima stagione di condoni e intervenga invece per rafforzare i controlli, la prevenzione e la messa in sicurezza del territorio“, conclude Bonelli. L'articolo Silenzio assenso e sanatoria sugli abusi ‘storici’: ecco la riforma dell’edilizia. Opposizioni: “Salvini porta il condono in cdm” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Salvini: “Il Ponte ce lo chiede l’Europa”. Bonelli (Avs): “Sciocchezza”. Costa (M5s): “Lei è un ministro preso su Temu”
“Il Ponte sullo Stretto ce lo chiede l’Europa”. È questa l’ultima versione fornita dal Ministro delle infrastrutture e trasporti del governo Meloni, Matteo Salvini. Durante il Question Time a Montecitorio siaAvs, sia il Movimento 5 Stelle hanno interrogato il ministro sull’opera che non ha avuto il via libera dalla Corte dei Conti. “Il Ponte si farà milioni di italiani lo vogliono, lo aspettano, lo meritano” afferma Salvini. “Io farò di tutto affinché l’Italia ce l’abbia”. Bonelli ha contestato i costi. “Silvio Berlusconi aveva più a cuore i conti pubblici dello Stato che lei perché Berlusconi prevedeva costi per il 60% di privati e 40% per lo Stato. Poi è arrivato lei che ha previsto 100% per lo Stato, tanto paga pantalone, che ci frega, pagano gli italiani? – e l’esponente di Avs ha concluso – lei dice che andrà avanti e lo faremo anche noi, avendo segnalato il tutto, compreso il suo operato alla Corte dei Conti Europea”. Salvini, in risposta ai questi pentastellati afferma che “il Ponte va avanti ma” parallelamente “vanno avanti tutte le altre opere che Sicilia, Calabria ed Italia attendono da anni”. A Salvini, per il Movimento 5 Stelle, replica Sergio Costa. Che elenca dieci irregolarità che riguardano il progetto del Ponte sulle Stretto. “Ma come diamine avete fatto a fare tanti errori in un unico provvedimento? Forse, lei e lo staff da lei nominato, quando siete stati presi al Ministro siete stati presi con la ‘teoria Nordio’ sul sorteggio o siete stati presi su Temu – e il vicepresidente della camera dei Deputati conclude – lei ha firmato un contratto d’insolvenza che può portare al pagamento da parte dello Stato” di una penale “fino a circa 1,5 miliardi di euro a favore del consorzio che ha avuto l’appalto. Ma chi li pagherà questi soldi? I cittadini come già accaduto per i 49 milioni che ancora devono essere restituiti?” L'articolo Salvini: “Il Ponte ce lo chiede l’Europa”. Bonelli (Avs): “Sciocchezza”. Costa (M5s): “Lei è un ministro preso su Temu” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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