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Roma, l’ombra dei clan dietro la protesta anti-Lotito: il vice di Diabolik e il marchio che finanzia la curva
Ci sono centinaia di migliaia di tifosi della Ss Lazio legittimamente scontenti per come viene gestita la società. Un intero popolo che, piaccia o no, rinuncia a un abbonamento che costa soldi e sacrifici per protestare contro il presidente (e senatore) Claudio Lotito. Ma poi ci sono anche gli interessi della criminalità, che – lo dicono le sentenze – nella Curva Nord dello Stadio Olimpico non sono mai mancati. Anzi. Così ora si scopre che la famiglia di uno dei più importanti narcotrafficanti romani, Ettore Abramo detto “Pluto”, è coinvolta in una filiera societaria che, attraverso gadget biancocelesti non ufficiali, punta a finanziare “La Voce della Nord”, il megafono degli Ultras Lazio – eredi degli Irriducibili – e dell’ala più dura della protesta contro Lotito. Il Fatto può rivelare un elemento che non è sfuggito ai carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, ovvero la presenza di Alessia Abramo, figlia incensurata di Ettore, nella società “Noi Oltre 365”. Andando indietro nel tempo, nel 2022 “La Voce della Nord” pubblicava sul suo profilo questo messaggio: “Il nuovo materiale del marchio ‘Noi oltre 365’ servirà solo ed esclusivamente per autofinanziare le spese sostenute dal gruppo”. Nel frattempo però il “marchio” è cresciuto e ha permesso agli Ultras Lazio di aprire una nuova sede, il pub “Maledetti Laziali” in via Santa Maria Ausiliatrice, nel quartiere Colli Albani di Roma, dove viene appunto venduto il materiale. Il luogo non è casuale. Nel giro di poche centinaia di metri ci sono l’ex sede degli Irriducibili (sgomberata da tempo), la sede di Forza Nuova e il ristorante “Bisteccheria d’Italia”, aperto nel 2025 da una società fondata da Miriam Caroccia, figlia di Mauro Caroccia – quest’ultimo condannato per reati di mafia essere stato il prestanome del clan Senese – insieme, tra gli altri, al sottosegretario alla Giustizia – e tifosissimo laziale – Andrea Delmastro Delle Vedove (che è uscito dalla società 26 febbraio scorso). E intraneo al clan Senese era ritenuto anche Ettore Abramo, 60 anni, ex braccio destro e amico d’infanzia di Fabrizio Piscitelli detto “Diabolik”, storico e carismatico leader della Curva, ucciso con un colpo di pistola il 7 agosto 2019 su una panchina del Parco degli Acquedotti a Roma. Entrambi erano indagati nell’inchiesta “Grande Raccordo Criminale”, che poterà alla condanna definitiva per Abramo. Quest’ultimo è stato anche arrestato il 5 dicembre scorso in un’altra operazione dei carabinieri che indagano sulla rete dei Senese. Il suo nome e quello del presunto boss Michele, d’altronde, erano uno dopo l’altro già nel 2011, nell’ordinanza dell’operazione “Alba Tulipani”, poi finita nel nulla ma i cui atti servirono per istruire il processo “Affari di Famiglia”, quello che portò alla condanna del ristoratore Caroccia. Tutto torna, insomma. E oggi? Sebbene all’appello generale a disertare lo stadio oggi aderiscano intellettuali, giornalisti, politici e personaggio di ogni status e levatura, “La Voce della Nord” e la curva in generale continuano a dettare la linea. Con comunicati e iniziative. Non siamo ai livelli in cui “Mr. Enrich” era più diffuso dell’Aquila sulle sciarpe biancocelesti, ma ora gli investigatori temono si torni al 2006, quando – si scoprì – dietro alla feroce contestazione degli storici capi della curva c’erano il merchandising e la “scalata” alla società (il processo in Appello è ancora in corso). Così venerdì mattina i carabinieri hanno dato un primo segnale, eseguendo una perquisizione nei confronti di una tipografia ai Castelli Romani in cui si stampava materiale destinato a supportare la contestazione. Si tratta di un’inchiesta che, apparentemente, nulla ha a che fare con gli affari della famiglia Abramo. Deriva però da una denuncia dello stesso Lotito in cui si passano in rassegna stalking telefonico, minacce di morte e sciopero del voto (Lotito è senatore di Forza Italia). Le frasi contenute dei volantini “affissi in tutta la Provincia di Roma” di per sé non sembrano particolarmente violente (“Libera la Lazio” “Lotito Vattene”, “Finché c’è Lotito non avrete il nostro voto”). Sul web è subito scattata la protesta dei tifosi laziali che hanno visto l’operazione come una tutela all’uomo politico. Ma per gli investigatori si tratta di segnali da non trascurare. E’ stata infatti notata una “capacità organizzativa” fuori dal comune, “talmente elevata da risultare particolarmente compatibile con la rinomata organizzazione di tipo militare dei gruppi di tifo ultras, ed in particolare con quello dei cosiddetti Ultras Lazio, eredi degli Irriducibili di Fabrizio Piscitelli”, scrivono i carabinieri nel documento svelato ieri da Repubblica. Negli atti si fa riferimento a un pub di Frascati, Mcm Lazio Beer&Shop, riconducibile agli stessi proprietari della tipografia. E Mcm Lazio è anche il nome di un altro negozio di gadget, in via Tuscolana. L'articolo Roma, l’ombra dei clan dietro la protesta anti-Lotito: il vice di Diabolik e il marchio che finanzia la curva proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Claudio Lotito
Lazio
Lotito sbrocca con un giornalista: “Periodo nero della Lazio? Finirà quando non ci saranno più persone come te in giro”
“Quando finirà il periodo nero della Lazio? Quando finirà la gente come te che va girando”. Claudio Lotito, senatore di Forza Italia e presidente della Lazio, perde la pazienza entrando alla Camera dei deputati, dove era prevista una sua audizione, e risponde così a un giornalista. Il cronista, nella domanda, chiedeva conto della bassa affluenza dei tifosi allo stadio nelle partite casalinghe. L'articolo Lotito sbrocca con un giornalista: “Periodo nero della Lazio? Finirà quando non ci saranno più persone come te in giro” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Politica
Claudio Lotito
Lazio
Chiara Nasti e Mattia Zaccagni in crisi? Smettono di seguirsi sui social e la casa da 2,5 milioni di euro va in vendita: “È il momento di cambiare”
Lei smette di seguire lui su Instagram, e viceversa, e la loro casa romana va in vendita. Aria di crisi tra Chiara Nasti e Mattia Zaccagni? A quanto pare sì. La coppia starebbe attraversando una nuova turbolenza, e i fan se ne sono accorti. Facendo una rapida ricerca tra i follower di entrambi, si può notare come l’uno non sia più presente tra i seguaci dell’altro. Come se non bastasse hanno deciso di mettere in vendita la loro casa romana, nella zona della Camilluccia-Farnesina, per la cifra di 2 milioni e 500mila euro. Si tratta di una magione di 280 metri quadrati in cui hanno costruito il loro nido d’amore. Insieme dal 2021 e sposati dal 2023, il capitano della Lazio e la moglie hanno avuto due figli, Thiago e Dea. Secondo quanto riportato da Gabriele Parpiglia, l’influencer avrebbe confermato il momento difficile con il coniuge. La vendita della casa però non avrebbe a che fare con la crisi del loro matrimonio. O forse non solo: “Abbiamo chiesto a Chiara quale fosse la verità e lei ci ha risposto che è un momento di crisi passeggero e che in quella casa hanno subito due furti ed era arrivato il momento di cambiare“, fa sapere l’esperto di gossip nella sua newsletter. Resta da capire se la coppia anche questa volta sarà in grado di superare le avversità, dopo che già nei mesi scorsi Nasti e Zaccagni si erano trovati a dover gestire un periodo di crisi. L'articolo Chiara Nasti e Mattia Zaccagni in crisi? Smettono di seguirsi sui social e la casa da 2,5 milioni di euro va in vendita: “È il momento di cambiare” proviene da Il Fatto Quotidiano.
Pettegolino
Gossip
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Calciatori
Meteo, arriva il ciclone di San Valentino: venti e nubifragi sulle regioni tirreniche
E’ in arrivo il “ciclone di San Valentino“. A lanciare l’allarme è l’Anbi, l’associazione dei consorzi di bacino, nel suo bollettino settimanale sulle risorse idriche in Italia. Infatti, secondo le previsioni dell’Ecmwf (European Centre for Medium-Range Weather Forecasts – Centro Europeo per le Previsioni Meteorologiche a Medio Termine), forti venti e nubifragi colpiranno nei prossimi giorni le regioni tirreniche. La quantità di pioggia potrebbe superare i 200 millimetri tra Sicilia Nord-Orientale e Calabria. Sono attese precipitazioni superiori a 100 millimetri su tutta la costa tirrenica meridionale fino al Lazio e su alcune zone della Sardegna. I pericoli maggiori, secondo l’Anbi, derivano dalla condizione di terreni ancora zuppi per i ravvicinati eventi meteo, a partire dal ciclone Harry che ha provocato accumuli di pioggia superiori a 500 millimetri in 3 giorni. In diversi territori, l’acqua caduta dalla fine di gennaio ad ora rappresenta buona parte del quantitativo annuo di pioggia: è il caso di Roma, che nel 2025 ha registrato un anno secco con un totale di circa 580 millimetri. Un “gap” negativo del 26,7% sulla media 2009-2024. Ma a gennaio del 2026, i 210 millimetri di pioggia caduti rappresentano un surplus del 193% circa sulla media 2009-2025, e il 36% di quanto cumulato nei 12 mesi del 2025. L'articolo Meteo, arriva il ciclone di San Valentino: venti e nubifragi sulle regioni tirreniche proviene da Il Fatto Quotidiano.
Cronaca
Lazio
Pioggia
Operaio muore travolto dal cemento a Guidonia. E scatta lo sciopero: “Un’altra vittima nella filiera degli appalti”
Un operaio di 57 anni è morto in cantiere dopo essere stato travolto dal cemento. L’incidente è avvenuto lunedì sera a Guidonia Montecelio, nell’area della città metropolitana di Roma, negli impianti della Buzzi Unicem. Il lavoratore, dipendente di una ditta esterna come hanno comunicato i sindacati, sarebbe rimasto travolto dal materiale grezzo durante le operazioni di pulizia dei silos. “Dall’inizio dell’anno è la terza vittima del lavoro accertata nel Lazio e, ancora una volta, nella filiera degli appalti”, hanno denunciato Cgil e Fillea Cgil di Roma e Lazio, ritenendo “inaccettabile che il lavoro continui ad essere causa di morte e sofferenza per chi per vivere deve lavorare e per i loro familiari, a cui siamo vicini ed esprimiamo tutto il nostro sostegno”. E hanno concluso: “Continueremo a mobilitarci per fermare questa strage e affinché le istituzioni facciano la loro parte, a partire dall’attuazione del piano regionale sulla salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”. Per la morte del 57enne – che aveva due figli – i sindacati hanno organizzato uno sciopero per l’intero turno di lavoro di martedì. “Uno sciopero di dolore, di rabbia e di denuncia, ma soprattutto di umanità. Dobbiamo continuare a mobilitarci, come stiamo facendo oggi”, ha detto il segretario generale della Cgil di Roma e del Lazio, Natale Di Cola. E ha lanciato l’appello alle istituzioni: “Fermare la strage nei luoghi di lavoro deve essere una priorità dell’intera società, a cominciare dalle istituzioni che, anche nel territorio, devono attivarsi e fare tutto il possibile per fermare questa vergogna”. Una risposta politica che non deve fermarsi al singolo caso: “Ecco perché è importante che questo sabato due comuni della provincia di Roma, Artena e Colleferro, promuovano una manifestazione per la salute e la sicurezza sul lavoro e per ricordare i propri concittadini morti di lavoro”. Sottolineando che dovrebbe avvenire ovunque “perché ricordare i nomi, i volti, le storie, strappare le persone dalle fredde statistiche è il primo atto per invertire la normalizzazione della strage e rimettere al centro del modello di fare impresa l’umanità”. L'articolo Operaio muore travolto dal cemento a Guidonia. E scatta lo sciopero: “Un’altra vittima nella filiera degli appalti” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Lazio
Edilizia
Stop alle trasferte per gli ultras di Lazio e Napoli dopo gli scontri sull’A1
Il Viminale continua con il pugno duro contro gli ultras violenti. Dopo i supporter di Roma e Fiorentina, ne fanno le spese sono i tifosi di Lazio e Napoli: anche per loro è arrivato il divieto di trasferta fino alla fine della stagione calcistica. A disporre lo stop è stato il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi stavolta dopo gli scontri in autostrada A1 avvenuti domenica scorsa tra gli ultras delle due squadre. Il divieto non si applicherà al derby Roma-Lazio ancora da calendarizzare ma al momento in programma per il 17 maggio prossimo, visto che non ci saranno movimenti esterni di tifoserie al di fuori della propria città. Gli episodi violenti si erano verificati nella mattinata di domenica nel tratto fra Ceprano e Frosinone, quando gli ultras biancocelesti – di ritorno dalla trasferta a Lecce – erano entrati in contatto con quelli del Napoli, diretti a Torino per la partita contro la Juventus. A fronteggiarsi sono state decine di soggetti con il volto coperto e armati di bastoni, che hanno provocato il blocco dell’autostrada per alcuni minuti. All’arrivo delle pattuglie della polizia stradale gli ultras erano già risaliti nelle auto e nei minivan dileguandosi. Ma poco dopo 80 laziali erano stati intercettati e identificati dagli agenti alle porte di Roma: alla vista delle forze dell’ordine avevano gettato lungo il ciglio della strada bastoni e coltelli da cucina, poi sequestrati. Ed oltre 300 tifosi napoletani erano stati in serata identificati al loro arrivo a Torino. Lo stesso provvedimento era stato preso la settimana scorsa dal Viminale nei confronti dei supporter viola e giallorossi, a seguito degli scontri – sempre sulla A1 – tra gli ultrà delle due squadre, che avevano di fatto bloccato il tratto autostradale all’altezza di Bologna, per affrontarsi con mazze e spranghe. Le misure del ministero arrivano in una fase in cui sono tornati ad essere frequenti gli scontri fra tifosi. Alcuni giorni fa gli ultrà del Bologna hanno ingaggiato una violenta rissa a Como, prima della partita allo stadio Sinigaglia: ci sono stati due arresti e 53 denunce. Risale al 14 dicembre, invece, un episodio di guerriglia urbana davanti allo stadio di Marassi, fra i tifosi del Genoa e quelli dell’Inter, con gli ultras che si sono lanciati bombe carta, fumogeni e bottiglie e con un furgone e uno scooter che hanno preso fuoco, con l’intervento di polizia e carabinieri che hanno sparato lacrimogeni e con un denso fumo acre che ha avvolto le strade che portano allo stadio. L'articolo Stop alle trasferte per gli ultras di Lazio e Napoli dopo gli scontri sull’A1 proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Scontri tra tifosi del Napoli e della Lazio sull’autostrada A1 nei pressi di Frosinone: 80 identificati, sequestrate mazze e coltelli
È successo di nuovo, ancora una volta le autostrade italiane sono diventate il teatro per gli scontri tra tifosi di calcio. Oggi, così come accaduto pochi giorni fa, è l’A1 lo scenario della violenza: all’alba, infatti, un gruppo di tifosi del Napoli, diretti a Torino, e uno della della Lazio di rientro da Lecce, sono entrati in contatto lungo la carreggiata nord che è stata bloccata per alcuni minuti. Sul posto la polizia e la polizia stradale. I partecipanti, di cui molti a volto coperto, si sono fronteggiati con mazze e bastoni. Da una prima ricostruzione, gli ultras sono scesi da auto e minivan e si sono scontrati lungo la carreggiata tra Ceprano e Frosinone. La polizia è intervenuta dopo la segnalazione della presenza di più persone con il volto coperto, armate di bastoni, che si stavano affrontando direttamente in autostrada, che è rimasta chiusa per alcuni minuti. Poi i due gruppi sono risaliti nei veicoli e si sono allontanati. Una dinamica identica in tutto e per tutto a quella di una settimana fa, quando gli ultras di Roma e Fiorentina si sono scontrati sempre sulla A1 all’altezza di Casalecchio di Reno, alle porte di Bologna. Proprio a causa di questi incidenti, a entrambe le tifoserie sono state vietate le trasferte fino alla fine della stagione. Alla fine, almeno 80 tifosi laziali sono stati intercettati dalla polizia al casello di Monte Porzio Catone, dopo gli scontri. Una volta bloccati sono stati identificati anche con il supporto della polizia scientifica. Dall’interno di uno dei van diretti verso la barriera autostradale, alla vista degli agenti, gli ultras hanno cercato di liberarsi delle armi usate durante gli scontri: bastoni, mazze e coltelli da cucina, tutto sequestrato dagli agenti. Secondo quanto comunicato dalla Questura di Roma, dopo gli scontri è scattato immediatamente il piano che ha consentito di monitorare in progressione lo spostamento lungo la grande viabilità e, una volta che i tifosi della Lazio si sono indirizzati verso la barriera autostradale di Monte Porzio Catone, sono stati intercettati e bloccati. Altri supporter biancocelesti, che viaggiavano a bordo di un pullman, sono stati intercettati nella zona di Piazza Don Bosco e hanno tentato di sottrarsi ai controlli. Alcuni sono stati comunque rintracciati e trovati in possesso di taglierini e petardi. All’interno del pullman sono stati trovati caschi, aste e petardi che saranno sequestrati. La posizione di ciascuno – assicura la Questura – sarà “attentamente vagliata anche all’esito della ricostruzione del contatto che ha visto coinvolta la tifoseria laziale con la tifoseria napoletana ai fini delle eventuali comunicazioni all’Autorità giudiziaria nonché dell’adozione del provvedimento del Daspo”. L'articolo Scontri tra tifosi del Napoli e della Lazio sull’autostrada A1 nei pressi di Frosinone: 80 identificati, sequestrate mazze e coltelli proviene da Il Fatto Quotidiano.
Napoli
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Lazio, dall’1 febbraio si cambia sulle ricette mediche: ma le nuove regole del presidente Rocca scatenano proteste
Dal primo febbraio cambiano le regole per le ricette per le prime visite specialistiche e per gli esami diagnostici nel Lazio e, con esse, si riaccende lo scontro sulle liste d’attesa nella sanità pubblica. La Regione ha deciso di ridurre in modo significativo la validità delle impegnative, legandola in modo più stringente alle classi di priorità indicate dai medici. Una scelta che il presidente Francesco Rocca, che ha mantenuto per sé la delega alla sanità, rivendica come un intervento di “ordine e trasparenza per sfoltire le liste d’attesa”, ma che per molti cittadini rischia di trasformarsi nell’ennesimo ostacolo in un sistema già congestionato, dove le prime disponibilità arrivano spesso nel 2027. Fino a oggi, infatti, la validità delle ricette era fissata a 180 giorni, indipendentemente dalla priorità. Dal primo febbraio, invece, il quadro cambia radicalmente. Le prescrizioni con priorità Urgente (U), da erogare entro 72 ore, avranno una validità di soli 10 giorni. Quelle con priorità Breve (B), che dovrebbero garantire l’accesso entro 10 giorni, scenderanno a 20 giorni. Per la priorità Differita (D) la validità sarà di 40 giorni per le visite e di 70 per le prestazioni strumentali, contro i 180 attuali. Infine, per la classe Programmata (P), da erogare entro 120 giorni, la validità si riduce a 130 giorni. Un intervento che, secondo Rocca, mette fine a un sistema “caotico”. In un video pubblicato sui suoi profili social, il presidente ha spiegato che “tantissimi cittadini nel Lazio chiamano per richiedere un appuntamento ben oltre i termini entro cui la prestazione dovrebbe essere erogata in base alla classe di priorità”. Proprio la lunga durata delle ricette, sempre secondo il governatore, avrebbe finito per alterare l’ordine delle liste: chi prenota molto tempo dopo, ma con una priorità elevata, rischierebbe di superare chi aveva una priorità differita ma si era mosso prima. Da qui la necessità, ribadisce Rocca, di un sistema che non penalizzi nessuno ma renda le regole più chiare. Ma il messaggio non ha convinto una parte consistente dei cittadini. I video del presidente sono stati sommersi da commenti critici, in cui la riduzione della validità delle ricette viene letta come un modo per scaricare sui pazienti responsabilità che, secondo molti, stanno altrove. “Ah quindi il problema erano le ricette, non le liste d’attesa?”, scrive un utente. “Avrete triplicato le risorse, immagino. Perché se resta tutto così, medici, infermieri e macchinari non diventano super potenti”. C’è chi racconta di non aver “mai trovato posto neanche contattando il CUP il giorno stesso dell’emissione della prescrizione con urgenza”, e chi invita la Regione a “non distogliere l’attenzione dal reale problema”. Altri parlano di agende sistematicamente chiuse, di ricette che scadono non per disorganizzazione dei cittadini ma per l’impossibilità materiale di prenotare. “Fatevi un giro nei CUP, chiedete ai pazienti”, scrive una donna. “Siamo noi ad avere il vero polso della situazione e a sentirci dire che prima del 2027 tante visite non sono disponibili”. Nei commenti riaffiora anche la frustrazione di chi vede nella riforma un intervento di facciata che non incide sull’offerta reale di prestazioni. “Se ho una prescrizione urgente e mi rispondono che non c’è posto prima di quattro mesi, che senso ha parlare di urgenza?”, scrive un altro cittadino. E c’è chi arriva a una conclusione più radicale: “Avete dato la sanità ai privati e alle assicurazioni. Se hai soldi ti curi, altrimenti crepi nell’attesa”. Alle proteste dei cittadini si sono aggiunte quelle delle opposizioni. Daniele Leodori, segretario del Pd Lazio e consigliere regionale, commenta a ilfattoquotidiano.it: “La responsabilità delle liste d’attesa non può essere scaricata sui cittadini come fa il presidente Rocca, riconducendo il problema al momento in cui chiamano per la prenotazione. Così si rovescia la realtà: il problema non è quando i cittadini prenotano, ma il fatto che, ignorando le priorità indicate dal medico, visite ed esami vengano fissati a distanza di mesi o addirittura di un anno”. Secondo Leodori, la riduzione della validità delle impegnative non affronta il nodo centrale: “Non aumenta l’offerta di prestazioni e non riduce le liste d’attesa. La verità è che sempre più persone sono costrette a rivolgersi alla sanità privata per potersi curare. È una situazione inaccettabile”. La vera urgenza, conclude, è “investire in modo strutturale e continuativo nella sanità pubblica, potenziando personale, strutture e servizi”. L'articolo Lazio, dall’1 febbraio si cambia sulle ricette mediche: ma le nuove regole del presidente Rocca scatenano proteste proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Picchiato con la spalliera del letto dal compagno di stanza d’ospedale: ucciso a Rieti un 72enne ricoverato in Psichiatria
Ucciso selvaggiamente dal suo compagno di stanza, un cittadino romeno di 26 anni, che lo ha massacrato di botte alla testa usando la spalliera del letto come spranga. È morto così Antonio Domenico Martinelli, 72enne ex dipendente di banca ricoverato da tempo nel reparto psichiatrico dell’ospedale De Lellis di Rieti. L’aggressione è avvenuta nel pomeriggio di mercoledì 21 gennaio. I sanitari sono intervenuti immediatamente, ma per la vittima non c’è stato niente da fare. La direzione della struttura non ha rilasciato dichiarazioni in merito all’accaduto e ancora non si conoscono i particolari della vicenda, su cui stanno indagando i Carabinieri del Comando provinciale, coordinati dal magistrato di turno. L'articolo Picchiato con la spalliera del letto dal compagno di stanza d’ospedale: ucciso a Rieti un 72enne ricoverato in Psichiatria proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Maltempo senza tregua nel Lazio: treni fermi, strade allagate ed evacuazioni. Tevere e Aniene sotto osservazione
Un’ondata di maltempo sta colpendo il Lazio con effetti diffusi sulla mobilità e sulla sicurezza dei cittadini. Le piogge intense hanno causato allagamenti, interruzioni ferroviarie e interventi di emergenza in più aree della regione, da Roma al litorale, fino al Cassinate. Roma Capitale – attraverso la Protezione Civile – ha disposto misure di sicurezza lungo il Tevere: chiusi gli accessi alle banchine nel tratto urbano e attivato il piano speditivo Aniene. Il Centro Funzionale Regionale ha infatti emesso un’informativa che riporta un innalzamento dei livelli idrici dei fiumi, a seguito delle piogge che hanno interessato e che interesseranno i bacini e i suoi principali affluenti. La circolazione sulla linea ferroviaria regionale Roma–Castelli Romani è stata sospesa in prossimità di Ciampino a causa dei danni provocati dal maltempo. I treni regionali, informa Trenitalia, possono registrare ritardi, limitazioni di percorso e cancellazioni. Disagi analoghi si registrano anche sulla linea Roma–Velletri–Albano–Frascati: dalle 3.30 la circolazione resta interrotta per l’allagamento della sede ferroviaria nei pressi di Ciampino. Rete ferroviaria italiana ha attivato un servizio sostitutivo con autobus. Nella capitale, all’alba, i Vigili del fuoco sono intervenuti in via Ardeatina per soccorrere due camionisti rimasti intrappolati nei loro mezzi a causa dell’allagamento della strada. Le squadre del distaccamento Tuscolano 2 e del nucleo speleo alpino fluviale sono riuscite a raggiungerli e a metterli in salvo. Le precipitazioni persistenti stanno mettendo in difficoltà anche il litorale romano. A Fiumicino si registrano allagamenti in diverse zone, con un albero caduto su via di Torrimpietra in direzione Torrimpietra. Strade sommerse dall’acqua a Focene — tra Mare Nostrum e viale di Focene — e a Isola Sacra, dove tombini fognari risultano in sofferenza, in particolare sul Lungomare della Salute e in piazzale Molinari. A causa delle avverse condizioni meteo sono stati annullati eventi pubblici: la Befana Isolana e il “Presepe Vivente” previsto a Testa di Lepre. Situazione critica anche nel Cassinate. A Cassino otto persone sono state evacuate dalle loro abitazioni e messe in sicurezza per i numerosi allagamenti provocati dalle piogge. Nella zona industriale l’acqua ha raggiunto in alcuni immobili i 50 centimetri di altezza. Gli evacuati sono stati ospitati presso familiari residenti in aree considerate più sicure dal punto di vista idrogeologico; le abitazioni restano sotto vigilanza per prevenire sciacallaggi. È in corso una ricognizione per verificare la funzionalità dei canali di scolo e dei sottopassi cittadini. Gli effetti del maltempo si estendono anche fuori regione. A L’Aquila, in località Sant’Antonio, un sopralluogo tecnico ha accertato infiltrazioni d’acqua in due alloggi del progetto Case, realizzati dopo il sisma del 2009. Le verifiche dei Vigili del fuoco hanno portato alla dichiarazione di inagibilità e all’evacuazione degli occupanti. Sulla base della relazione tecnica, il sindaco Pierluigi Biondi e l’assessore ai lavori pubblici Vito Colonna hanno definito interventi urgenti e disposto una sistemazione temporanea per gli inquilini presso il Centro servizi anziani e l’Hotel canadian, assicurando il monitoraggio costante della situazione. L'articolo Maltempo senza tregua nel Lazio: treni fermi, strade allagate ed evacuazioni. Tevere e Aniene sotto osservazione proviene da Il Fatto Quotidiano.
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