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Pordenone e Lucca: due esempi vincenti perché puntano sulla cultura
E poi uno dice la provincia. Pordenone, Lucca: due esempi vincenti, che sovvertono certe retoriche tardo metropoli-centriche. Puntare tanto, se non tutto, sulla cultura, per fare economia, comunità, futuro. Partiamo dalla prima, fino a pochi decenni fa una delle capitali tricolori della naja. Poi la leva militare obbligatoria è stata abolita e anche l’altro principale genius loci, il colosso degli elettrodomestici Zanussi, ha iniziato a perdere influenza commerciale. E allora cosa fare, per provare a fugare lo spettro della deindustrializzazione e della fuga dei cervelli? Semplice, col senno di poi; mossa intrepida, al tempo. Pordenone, capitale italiana della cultura 2027, e Lucca dimostrano che la lungimiranza, la visione, la coesione interna, alla lunga, pagano. E non fa nulla se pianifichi monumenti d’immaginario dalla periferia dell’impero. Nella città friulana sono stato a novembre: pensate che stanno già mettendo a posto tutti i tasselli del programma, lungo un anno, che la vedrà protagonista tra dodici mesi. Ho visto in anteprima la nuova stagione di mostre in programma fino ad aprile: fil rouge il mestiere, la passione di leggere. Del resto qui si svolge, da 25 anni, Pordenonelegge, forse l’evento più importante del settore insieme al Festivaletterattura di Mantova. Dialoghi e corrispondenze tra i grandi maestri della fotografia internazionale e fotografi contemporanei di sommo livello. A iniziare dalla retrospettiva dedicata al francese Robert Doisneau, con oltre suoi cento iconici scatti ospitati dalla galleria civica “Harry Bertoia”. Intramontabili tranches de vie della Parigi del dopoguerra: non solo quel bacio, più o meno rubato. Sono poi stato, a proposito di riconversione di spazi urbani, nel nuovo centro Mercati Culturali, che esordirà con dei progetti site specific della fotografa inglese Olivia Arthur, già prima, recentissima presidente donna della mitica agenzia Magnum. Un altro suo progetto è già in esposizione al museo civico d’arte Ricchieri, che dà asilo inoltre (fino a fine gennaio) alle opere del giapponese Seiichi Furuya e, fino al 6 aprile, a quelle dell’austriaca Stefanie Moshammer. Non potevo poi non fare un salto al Paff!, il più enciclopedico museo italiano del fumetto. Consacrato alla storia della Nona Arte, ospita fino al 3 maggio “L’Eroica Fifa Blu”: una mostra che celebra il personaggio superstar e trans-generazionale di Lupo Alberto, un po’ il nostro Peanuts supremo, nato dalla matita di Silver. E che dire, in pieno centro, della Media:Teca e di Cinemazero? Ad avercene così, a Roma o Milano. Altra provincia, altro trionfo di saggezza. Adesso siamo a Lucca, dove da trent’anni esatti raduna folle da tutta Italia (e dintorni) il Lucca Comics&Games. Del festival-kolossal in questione si è scritto un sacco, tanto da renderlo strapopolare al di là dei cosplayer e dell’alveo dei classici appassionati di videogiochi e fumetti, fantascienza, film di genere e suggestioni orientali. Ma c’è un aspetto della kermesse toscana che andrebbe rimarcato, perché ne costituisce uno dei motori più efficaci: la musica. Per raccontarlo meglio, è stato realizzato il documentario “20 anni e poi” di Lucca Comics&Games: un ventennio di memorabile Area Music. Un palco fuori dai canoni, un non-luogo che non smette di sprigionare fascino, appannaggio dei cultori delle sonorità cartoon e ben più in generale. Merito dell’intuizione illuminata, dello sguardo lungo di un’autorità del campo come Gianluca Del Carlo, figura-chiave dello scintillante universo comics nazionale e mente anche del docufilm diretto da Cristiano Gazzarrini (e prodotto da Lucca Crea). Al centro dell’opera audiovisiva, ci sono le storie e le immagini, le interviste e i backstage dei numerosi musicisti che hanno solcato questo peculiarissimo palcoscenico-mondo parallelo del Lucca Comics. Da Cristina D’Avena a I Cavalieri del Re, da Giorgio Vanni a Max Longhi, da Enzo Draghi alle Meverledi, dai Superobots agli Oliver Onions e RadioAnimati. Una sorta di festival nel festival e pure qui, come abbiamo visto a Pordenone, è forte il risvolto sociale e comunitario, l’orgoglio di isola felice. Uno spazio che è andato sempre alla ricerca di una consapevolezza nuova, a suo modo collettiva: altro che mera trascendenza dal reale. Passione ed emozioni, inclusione e gioia d’esserci. Tornare un po’ bambini restando davvero adulti. Quando la rêverie non è qualcosa di estatico, ma un balsamo (da condividere) per l’anima. L'articolo Pordenone e Lucca: due esempi vincenti perché puntano sulla cultura proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Incidente di caccia in provincia di Lucca: 50enne ferito all’addome
Colpito durante una battuta di caccia e salvato dall’elisoccorso. Intorno alle 10.30 di domenica, un cacciatore cinquantenne è rimasto gravemente ferito all’addome da un colpo di arma da fuoco. Il fatto è avvenuto nella zona di Croce di Brancoli, in provincia di Lucca. La polizia sta cercando di far luce sulla dinamica dell’incidente. Dopo l’incidente sono intervenuti il 118, i vigili del fuoco e il soccorso alpino. Sul posto sono giunti anche carabinieri e polizia. Vista la natura impervia della zona, è stato necessario l’impiego dell’elisoccorso. Le operazioni di soccorso sono state lunghe e complesse ed è stato impiegato il dispositivo del verricello per far scendere il personale dall’elicottero. Il cinquantenne è stato trasportato all’ospedale Cinisello di Pisa in codice rosso. I poliziotti hanno avviato gli accertamenti per ricostruire con precisione la dinamica dell’accaduto. FOTO DI ARCHIVIO L'articolo Incidente di caccia in provincia di Lucca: 50enne ferito all’addome proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Dopo Roma anche nel bagno di un liceo di Lucca spunta la “lista stupri” con i nomi di due studentesse
Dopo Roma arriva anche Lucca. Un elenco con i nomi di due studentesse accompagnato dalla scritta “Lista stupri“ è comparso nei bagni del liceo scientifico Vallisneri nel centro della città toscana. Una delle poche differenze il pennarello usato: nero. Era rosso quello utilizzato al liceo Giulio Cesare di Roma. Ad accompagnare l’elenco nel lice di Lucca anche un disegno di genitali femminili. Rimosso insieme la scritta dal personale che ha allertato la dirigente scolastica, Maria Rosaria Mencacci. A seguito è stata chiamata la polizia. Sebbene gli autori del gesto non siano ancora stati identificati, le indagini della Questura di Lucca sono in corso. Il gesto sembra essere un tentativo di emulare l’pisodio analogo avvenuto nei giorni scorsi al liceo romano. A scoprire la lista è stato uno studente nella tarda mattina di martedì. Il ragazzo ha scattato una foto avendo anche riconosciuto il nome di una sua amica. Una delle due ragazze presenti all’interno dell’elenco si è presentata in questura nel pomeriggio sporgendo denuncia contro ignoti. La ragazza ha scritto sul gruppo congiunto dei rappresentanti studenteschi: “Domattina, a scuola ci entro e lo farete anche tutti voi, perché tra di noi c’è anche quello o quelli che hanno fatto quella scritta; già si è sentito in potere di ledere la mia persona e quella dell’altra ragazza, figuratevi se gli regalo un’ora o di più fuori dalla classe. Chiunque sia stato per ora continuerà a vivere la sua vita, sentendosi la m…a che è anche se ne dubito visto ciò che ha fatto. Al di fuori di ciò io ho già fatto ciò che dovevo fare e i colpevoli prima o poi verranno fuori”. Come riportato dal Tirreno una delle rappresentanti di istituto ha definito “abominevole” l’accaduto mentre un altro ha dichiarato di aver parlato con la ragazza: “Mi è sembrata tranquilla: questo mi fa pensare che possa trattarsi solo di un brutto gioco”. Avanzata anche l’idea di uno sciopero, rifiutato però dalle due ragazze. L'articolo Dopo Roma anche nel bagno di un liceo di Lucca spunta la “lista stupri” con i nomi di due studentesse proviene da Il Fatto Quotidiano.
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