“Mi chiamo Giorgio Peloso Zantaforni, sono un insegnante di lettere in un liceo
e sono di Sinistra. Schedatemi pure”. A lanciare questa provocazione alla
campagna di Azione Studentesca – che nei giorni scorsi ha realizzato un
questionario dove tra alcune domande, ha chiesto di segnalare l’orientamento
politico dei professori – è proprio un docente attraverso un video che si è
presto diffuso sulla Rete. Parole, quelle di Zanfatorni, che vanno di pari passo
con quelle di un altro insegnante, Paolo Venti che sul suo profilo Facebook in
queste ore ha scritto: “Minimizzare la cosa parlando di ‘ragazzata fatta con
poco ordine’ non è accettabile: Azione studentesca ha un sito, ha una precisa
collocazione politica e i suoi interventi non sono ‘ragazzate’, sono precisi
tentativi di spostare indietro i paletti di tutela e garanzia che la democrazia
ha fissato”.
LA PRESA DI POSIZIONE DEI DOCENTI
È la resistenza dei prof che non nascondono le loro idee. Zantaforni nel video
dichiara: “Attraverso questo form i docenti colpevoli di essere di Sinistra
vengono trattati come moderni hostess pubblici con l’obiettivo di stilare un
report nazionale che nel solco della metafora storica potremmo definire come una
moderna lista di proscrizione”. Una risposta decisa all’azione del movimento
giovanile di destra, difeso a spada tratta da Fratelli d’Italia e attaccato da
tutta l’opposizione oltre che dalla Flc Cgil, dall’Osservatorio sulla
militarizzazione nelle scuole e da altri soggetti civici. L’unico a tacere è il
ministro dell’Istruzione e del Merito, il leghista Giuseppe Valditara, che in
questo periodo pre campagna elettorale si guarda bene dallo spaccare la
maggioranza. Tutta l’opposizione, la Cgil e molti docenti gli “richiedono una
chiara e pubblica presa di posizione” ma il professore di diritto romano resta
in silenzio.
IL VOLANTINO E IL QUESTIONARIO
A scatenare la bagarre è stato un volantino di Azione Studentesca, appeso
davanti al liceo “Leopardi-Majorana” di Pordenone ma diffuso anche sui social.
Nel manifesto dal titolo “La scuola è nostra” c’è un QRcode che riporta un
questionario con sei domande e questa spiegazione: “Come Azione Studentesca
siamo pronti a creare un rapporto nazionale sulla situazione della scuola
italiana”. Inseriti i dati personali (Nome, cognome, provincia, istituto,
classe) – ilfattoquotidiano.it lo ha fatto – Azione studentesca chiede: “Quali
sono le condizioni dal punto di vista strutturale della tua scuola?”; “Quali
sono le principali problematiche?”; “La tua classe andrà in gita quest’anno?”;
“Se no, per quale motivo?”. E poi: “Hai uno o più professori di sinistra che
fanno propaganda durante le lezioni?”. Domanda anonima alla quale segue una
precisazione: “Descrivi uno dei casi più eclatanti”. Interrogativi che, se
correlati, possono facilmente individuare una persona.
LE CRITICHE DALL’OPPOSIZIONE
Ed è proprio su questo aspetto che in molti hanno parlato di “schedatura”. Gli
esponenti del Movimento 5 stelle in commissione Cultura hanno detto: “Qui il
problema non è l’anonimato ma il metodo: individuare, classificare, segnalare
docenti sulla base delle loro idee. Un metodo che ha un nome preciso e che nella
storia non porta mai nulla di buono. Ma ci chiediamo ancora: cosa aspetta
Fratelli d’Italia a prendere le distanze da Azione Studentesca? Quando parlerà
Arianna Meloni? O dobbiamo pensare che il partito sia d’accordo con la
schedatura?”. Elisabetta Piccolotti di Avs ha annunciato un’interrogazione
parlamentare mentre Angelo Bonelli co-portavoce di Europa Verde si è detto
pronto a denunciare Azione Studentesca nelle sedi opportune. Anche Irene Manzi
del Pd è pronta ad intervenire in Parlamento sulla questione. Fausto Tommasello,
il segretario provinciale del Pd di Pordenone, intanto, ha presentato un esposto
in procura. La segretaria della Flc Cgil, Gianna Fracassi ha chiesto a Valditara
di “denunciare e contrastare con fermezza il clima di sospetto e intimidazione
generato da tale iniziativa e di adottare ogni provvedimento necessario a tutela
della libertà di insegnamento e della dignità del personale”. L’Osservatorio
sulla militarizzazione a scuola ha spiegato che “si tratta di attacchi pesanti
alla libertà di insegnamento e al pluralismo che la stessa Costituzione assegna
alla scuola pubblica italiana”.
LA LETTERA APERTA DEI DOCENTI DI PRATO
A dar voce agli insegnanti, invece, ci ha pensato il video di Zanfatorni: “Fa
più paura l’antifascismo insegnato piuttosto del fascismo mai davvero
disimparato”. E Venti che lavora a Podernone ha scritto: “Insegno da 35 anni.
Quando mi hanno segnalato la presenza del manifesto e del sondaggio ho riferito
il fatto alla mia dirigente e ho segnalato la cosa al Prefetto via pec. Non sono
iscritto a nessun partito però credo nella necessità di una distribuzione più
equa delle ricchezze, nella tutela delle classi più deboli, nella necessità che
lo Stato ponga dei limiti all’iniziativa privata piratesca per tutelare il
lavoro dei giovani e il risparmio delle risorse, sono sensibile ai temi
ecologici, ai diritti umani, sono indignato per il genocidio in Palestina, sono
a sostegno delle proteste in Iran ma sono fermamente contrario all’intervento
degli Stati Uniti lì e in altri paesi del mondo, come nel caso di Venezuela e
Groenlandia che giudico violazioni di ogni diritto internazionale, attuate in
una logica predatoria. Sono molto critico verso il governo Meloni e verso il mio
Ministro Valditara (penso solo all’idea di schedare gli studenti palestinesi).
Quindi credo di poter essere a buon diritto definito un insegnante di sinistra”.
Il professore Ivan Vadori che ha insegnato al “Leopardi-Majorana” spiega: “In
quella scuola c’è sempre stato dialogo. Fa male vedere fiumi di inchiostro su
questo istituto”. Anche da Prato 120 docenti del liceo “Livi” si sono fatti
sentire con una lettera aperta a Valditara: “Nel mondo alla rovescia capita che
ci si debba difendere dall’accusa infamante di antifascismo”.
LA NOTA DELLA SOTTOSEGRETARIA FRASSINETTI
Da viale Trastevere hanno dato il compito alla sottosegretaria all’Istruzione e
al Merito, Paola Frassinetti di rispondere con una nota ufficiale: “In merito
alle notizie circolate su presunte ‘schedature’ o liste di ‘proscrizione’ nelle
scuole, desidero chiarire che il ministero dell’Istruzione e del Merito ha
avviato gli opportuni accertamenti per verificare i fatti. Da quanto risulta al
momento, si tratta di un’iniziativa autonoma promossa da alcuni studenti, che
avrebbero effettuato una sorta di sondaggio anonimo. Non si tratterebbe dunque
di una ‘schedatura’ o di liste di ‘proscrizione’, stante l’anonimato. Si
tratterebbe di una iniziativa simile ad altre già emerse in passato e
riconducibili a sensibilità e posizioni politiche diverse. La scuola deve
rimanere un luogo di confronto libero, pluralista e rispettoso”. Frasi
considerate “tiepide e ambigue” dall’opposizione.
DONZELLI DIFENDE GLI STEDENTI
Nella giornata di oggi è intervenuto anche il responsabile organizzativo di
Fratelli d’Italia Giovanni Donzelli: “Sono particolarmente colpito dalla
violenta censura che vorrebbe portare avanti la sinistra nei confronti dei
ragazzini nelle scuole. Leggo polemiche incredibili perché i rappresentanti
degli studenti chiedono ai professori di essere corretti in classe, chiedono ai
propri coetanei se ci sono professori che non sono corretti. E qui c’è invece
tutta la Sinistra che chiede di censurare i ragazzini. Mi auguro che nella loro
libertà gli studenti non si facciano tappare la bocca dal Pd e dalle Sinistre,
ma abbiano tutta la libertà di protestare quando vogliono”.
AZIONE STUDENTESCA: “TOTALE MALAFEDE”
Dal fronte di Azione Studentesca nessun passo indietro: “Chi vuole vedere del
marcio all’interno di un sondaggio che chiede agli studenti lo stato
dell’istruzione in cui su si trovano a crescere è in totale malafede. Peggio
ancora, vuol dire difendere una parte – fortunatamente minoritaria ma chiassosa
– della classe docente di questa Nazione, che si arroga il diritto di fare
propaganda da una cattedra a ragazzi che devono poter formare liberamente le
proprie idee. Invitiamo, quindi, l’onorevole Piccolotti a presentare
un’interrogazione parlamentare anche verso la Rete degli studenti medi che tappa
simbolicamente la bocca al ministro Valditara e all’Unione degli studenti che,
sempre a Pordenone, stila quelle che lei definirebbe ‘liste di proscrizione’
verso presunti studenti e professori discriminatori” ha detto su Facebook,
Riccardo Ponzio, presidente nazionale di Azione Studentesca. Il movimento ha
realizzato anche dei volantini ironici con i volti di Piccolotti e del
professore Andrea Maggi della serie tv Il Collegio che si è rivolto ai giovani
che hanno scritto il questionario dicendo: “Così perdete un’occasione”. I due
sono stati definiti da Azione Studentesca “I nuovi Ghostbusters” precisando:
“Non capiamo i falsi stupori e le polemiche sterili di chi, evidentemente, prova
fastidio nel constatare come il nostro Movimento sia oggi l’unico capace di
rappresentare a pieno le istanze di milioni di studenti italiani”.
L'articolo Il video del docente dopo il questionario di Azione Studentesca:
“Sono di sinistra, schedatemi pure”. Le opposizioni: “Fdi prenda le distanze”
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Pordenone
Per risolvere i problemi della scuola italiana, indica se “hai uno o più
professori di sinistra che fanno propaganda durante le lezioni”. L’assurda
richiesta, sotto la voce “Politicizzazione delle aule”, fa parte di un
questionario digitale promosso da Azione Studentesca, movimento di estrema
destra che si era già fatto conoscere per le aggressioni fasciste e le strette
gladiatorie.
Il caso è scoppiato a Pordenone, dove è comparso un cartello all’ingresso del
liceo Leopardi-Majorana. “Quale modo più efficace di risolvere i problemi se non
coinvolgendo direttamente gli studenti?” è la scritta che accompagna un codice
qr da scannerizzare per “creare un report nazionale sulla situazione delle
scuole italiane”. Dopo aver letto le domande presenti nel modulo, il corpo
docenti ha segnalato alle autorità l’iniziativa del movimento studentesco.
La sezione friulana della Flc-Cgil ha attaccato gli organizzatori: “Azione
Studentesca, con questa iniziativa, si pone in modo strumentale al servizio dei
partiti della maggioranza di governo, sia nazionale sia regionale, impegnati in
un attacco sistematico all’autonomia delle istituzioni scolastiche e degli
organi collegiali che le governano”.
Il sindacato che tutela i lavoratori della scuola ha poi ricordato la libertà di
insegnamento e di ricerca scientifica sancita dall’articolo 33 della
Costituzione e l’importanza di promuovere una cultura antifascista: “Costruiamo
insieme una barriera invalicabile di fascism-detector, l’unico che ci piace”.
L'articolo “Hai professori di sinistra?”: Azione Studentesca e il modulo per
‘risolvere i problemi della scuola’. Flc Cgil: “Strumentale” proviene da Il
Fatto Quotidiano.
“È chiaro che si tratta di qualcosa indirizzato a me, non di vandalismo”. Sono
le parole di Fabio Zocco, a seguito del danneggiamento della sua auto avvenuto
giovedì mattina nel cimitero di Maniago (Pordenone). Zocco era a capo del pool
che indagò su Unabomber, l’attentatore – soprannominato così in analogia con il
caso del matematico statunitense Ted Kaczynski – che dal 1993 al 2007 si rese
protagonista di numerosi attentati nel nord-est italiano tramite l’invio di
pacchi-bomba.
Come riporta il Gazzettino, Zocco era nel cimitero per il funerale della madre
di un collega e, una volta raggiunta la sua Opel Astra per ritornare a casa,
l’ha ritrovata deturpata. Le gomme erano squarciate, il cofano attentato
dall’olio dei freni e le fiancate rigate. L’atto sarebbe mirato, dato che le
altre auto presenti nel parcheggio non erano state toccate.
L’ex capo del pool ha denunciato l’accaduto ai carabinieri della stazione
locale, invitando eventuali testimoni a farsi avanti. Zocco non aveva lavorato
unicamente all’inchiesta su Unabomber, ma anche nelle operazioni contro le Nuove
Brigate Rosse riguardo l’omicidio di Marco Biagi e contro la banda Maniero e il
clan dei mestrini. “Non credo sia collegato ai casi più noti – ha escluso l’uomo
– ma voglio capire chi possa avercela con me”. Starà agli investigatori capire
se si tratta di cosa si tratta, e se si è davanti all’apertura di alcuni dei
casi più scottanti degli ultimi decenni.
L'articolo “Atto mirato, voglio capire chi ce l’ha con me” danneggiata l’auto di
Fabio Zocco, ex capo del pool contro Unabomber proviene da Il Fatto Quotidiano.
E poi uno dice la provincia. Pordenone, Lucca: due esempi vincenti, che
sovvertono certe retoriche tardo metropoli-centriche. Puntare tanto, se non
tutto, sulla cultura, per fare economia, comunità, futuro.
Partiamo dalla prima, fino a pochi decenni fa una delle capitali tricolori della
naja. Poi la leva militare obbligatoria è stata abolita e anche l’altro
principale genius loci, il colosso degli elettrodomestici Zanussi, ha iniziato a
perdere influenza commerciale. E allora cosa fare, per provare a fugare lo
spettro della deindustrializzazione e della fuga dei cervelli? Semplice, col
senno di poi; mossa intrepida, al tempo.
Pordenone, capitale italiana della cultura 2027, e Lucca dimostrano che la
lungimiranza, la visione, la coesione interna, alla lunga, pagano. E non fa
nulla se pianifichi monumenti d’immaginario dalla periferia dell’impero. Nella
città friulana sono stato a novembre: pensate che stanno già mettendo a posto
tutti i tasselli del programma, lungo un anno, che la vedrà protagonista tra
dodici mesi. Ho visto in anteprima la nuova stagione di mostre in programma fino
ad aprile: fil rouge il mestiere, la passione di leggere. Del resto qui si
svolge, da 25 anni, Pordenonelegge, forse l’evento più importante del settore
insieme al Festivaletterattura di Mantova.
Dialoghi e corrispondenze tra i grandi maestri della fotografia internazionale e
fotografi contemporanei di sommo livello. A iniziare dalla retrospettiva
dedicata al francese Robert Doisneau, con oltre suoi cento iconici scatti
ospitati dalla galleria civica “Harry Bertoia”. Intramontabili tranches de vie
della Parigi del dopoguerra: non solo quel bacio, più o meno rubato. Sono poi
stato, a proposito di riconversione di spazi urbani, nel nuovo centro Mercati
Culturali, che esordirà con dei progetti site specific della fotografa inglese
Olivia Arthur, già prima, recentissima presidente donna della mitica agenzia
Magnum.
Un altro suo progetto è già in esposizione al museo civico d’arte Ricchieri, che
dà asilo inoltre (fino a fine gennaio) alle opere del giapponese Seiichi Furuya
e, fino al 6 aprile, a quelle dell’austriaca Stefanie Moshammer. Non potevo poi
non fare un salto al Paff!, il più enciclopedico museo italiano del fumetto.
Consacrato alla storia della Nona Arte, ospita fino al 3 maggio “L’Eroica Fifa
Blu”: una mostra che celebra il personaggio superstar e trans-generazionale di
Lupo Alberto, un po’ il nostro Peanuts supremo, nato dalla matita di Silver. E
che dire, in pieno centro, della Media:Teca e di Cinemazero? Ad avercene così, a
Roma o Milano.
Altra provincia, altro trionfo di saggezza. Adesso siamo a Lucca, dove da
trent’anni esatti raduna folle da tutta Italia (e dintorni) il Lucca
Comics&Games. Del festival-kolossal in questione si è scritto un sacco, tanto da
renderlo strapopolare al di là dei cosplayer e dell’alveo dei classici
appassionati di videogiochi e fumetti, fantascienza, film di genere e
suggestioni orientali. Ma c’è un aspetto della kermesse toscana che andrebbe
rimarcato, perché ne costituisce uno dei motori più efficaci: la musica. Per
raccontarlo meglio, è stato realizzato il documentario “20 anni e poi” di Lucca
Comics&Games: un ventennio di memorabile Area Music. Un palco fuori dai canoni,
un non-luogo che non smette di sprigionare fascino, appannaggio dei cultori
delle sonorità cartoon e ben più in generale. Merito dell’intuizione illuminata,
dello sguardo lungo di un’autorità del campo come Gianluca Del Carlo,
figura-chiave dello scintillante universo comics nazionale e mente anche del
docufilm diretto da Cristiano Gazzarrini (e prodotto da Lucca Crea).
Al centro dell’opera audiovisiva, ci sono le storie e le immagini, le interviste
e i backstage dei numerosi musicisti che hanno solcato questo peculiarissimo
palcoscenico-mondo parallelo del Lucca Comics. Da Cristina D’Avena a I Cavalieri
del Re, da Giorgio Vanni a Max Longhi, da Enzo Draghi alle Meverledi, dai
Superobots agli Oliver Onions e RadioAnimati. Una sorta di festival nel festival
e pure qui, come abbiamo visto a Pordenone, è forte il risvolto sociale e
comunitario, l’orgoglio di isola felice. Uno spazio che è andato sempre alla
ricerca di una consapevolezza nuova, a suo modo collettiva: altro che mera
trascendenza dal reale. Passione ed emozioni, inclusione e gioia d’esserci.
Tornare un po’ bambini restando davvero adulti. Quando la rêverie non è qualcosa
di estatico, ma un balsamo (da condividere) per l’anima.
L'articolo Pordenone e Lucca: due esempi vincenti perché puntano sulla cultura
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Grave incidente sugli impianti di Piancavallo, frazione montana di Aviano, in
provincia di Pordenone. Un uomo di 32 anni, residente a Mortara (Pavia), è
precipitato per circa dieci metri da una seggiovia nella tarda mattinata di
mercoledì 24 dicembre. Le sue condizioni sono gravissime: dopo un delicato
intervento chirurgico è ricoverato in terapia intensiva all’ospedale di Udine.
Secondo una prima ricostruzione, il 32enne – dipendente di una baita-ristorante
in quota – stava rientrando a valle e aveva appena preso la seggiovia Tremol
Uno. L’impianto si trovava a circa 1.600 metri di altitudine. In quel momento, a
causa delle forti raffiche di vento che interessavano la zona, la rete di
protezione posizionata sotto i primi metri della seggiovia si è sollevata
improvvisamente.
La rete si sarebbe impigliata negli scarponi dell’uomo. Nel tentativo di
liberarsi, il 32enne avrebbe perso l’equilibrio, scivolando sotto la barra di
sicurezza del seggiolino. Da lì la caduta nel vuoto, per una decina di metri,
fino all’impatto violento contro la base in cemento di un pilone dell’impianto.
L’urto gli ha provocato un grave trauma toracico e diffuse lesioni interne,
oltre a ferite importanti al bacino e alle gambe. L’allarme è scattato
immediatamente, ma le condizioni meteo avverse hanno complicato le operazioni di
soccorso. Il forte vento ha infatti impedito l’intervento diretto
dell’elisoccorso sul posto.
I sanitari hanno quindi trasportato il ferito in ambulanza fino a una zona più
sicura, lungo la strada tra Aviano e Piancavallo, in località Castaldia. Da lì
l’uomo è stato imbarcato sull’elicottero e trasferito d’urgenza all’ospedale di
Udine, dove è stato sottoposto a un intervento chirurgico. Nella notte è stato
ricoverato in terapia intensiva e resta in condizioni critiche. Sull’accaduto
indagano i carabinieri, che stanno lavorando per chiarire l’esatta dinamica
dell’incidente e verificare eventuali responsabilità. Al centro degli
accertamenti ci sono le condizioni dell’impianto, il ruolo del vento e il
funzionamento delle misure di sicurezza, a partire dalla rete protettiva che si
sarebbe sollevata al momento della caduta.
L'articolo Gli si impiglia lo scarpone nella rete: 32enne cade dalla seggiovia e
precipita per 10 metri, è in condizioni gravissime proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Minacce di morte via social a un giornalista dell’emittente TV12 di Pordenone,
che fa parte del gruppo Medianordest. A pronunciarle è stato un giovane, con il
volto coperto da un passamontagna nero, come testimonia il video che gira in
rete ed è stato mandato in onda da un servizio della stessa televisione privata.
Federico De Ros ha girato alcuni servizi nella zona della stazione degli autobus
del capoluogo, denunciando e documentando violenze, con l’uso di armi da taglio
e con spranghe di ferro da parte di bande di giovani. In una occasione è stato
affrontato di persona, alla presenza di un cameraman, e diffidato a mandare in
onda i servizi. Poi c’è stata la lugubre apparizione in video di un giovane che
lo apostrofa con frasi offensive e con minacce di morte (“Spero tu muoia”). Sono
seguiti alcuni messaggi web con l’augurio al giovane cronista di morire di
cancro.
L’interessato e la direzione di TV12 hanno presentato denuncia in Questura. Da
tempo gli agenti stanno indagando sulla popolazione giovanile che trasforma la
stazione in un luogo ad alto rischio. Sono anche stati eseguiti in un passato
recente quattro fermi nei confronti di ragazzi per lo più stranieri ritenuti
responsabili di aggressioni.
Solidarietà è stata espressa innanzitutto dall’Ordine dei Giornalisti del Friuli
Venezia Giulia, con il presidente Furio Baldassi che ha parlato di una
situazione grave. “L’ennesimo tentativo di minacce nei confronti di chi è
impegnato a garantire l’informazione dimostra come nella zona di Pordenone siamo
arrivati al livello di guardia. Invitiamo le autorità a vigilare per garantire
l’incolumità dei colleghi”. Analoghe dichiarazioni sono arrivate dall’Assostampa
del Friuli e dalla Federazione Italiana Giornalismo Editoria Comunicazione.
Il governatore Massimiliano Fedriga ha espresso la sua solidarietà, anche a nome
della giunta regionale: “Auspichiamo che al più presto venga fatta luce da parte
delle forze dell’ordine su quanto accaduto, in quanto si tratta di atti
inaccettabili oltre che ingiustificabili. Si tratta di episodi gravissimi, che
colpiscono non solo una persona, ma il principio stesso della libertà di
informazione, pilastro fondamentale di ogni democrazia. Raccontare la realtà dei
territori, anche quando è scomoda, è un dovere del giornalismo e un diritto dei
cittadini”.
L'articolo Minacce di morte via social al giornalista della tv di Pordenone che
si occupa di criminalità alla stazione. Via alle indagini proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Un sorpasso azzardato. Come quello per il quale gli era stata ritirata la
patente. L’automobilista aveva comunque continuato a guidare la sua Volkswagen
Passat e martedì mattina, sulla strada regionale 464 di Maniago, in provincia di
Pordenone, si è scontrato frontalmente con un autobus di linea che trasportava
studenti e pendolari. Il 43enne residente a Vajont è morto all’istante e otto
studenti che viaggiavano sulla corriera sono rimasti feriti e portati
all’ospedale di Pordenone. Il più grave è però l’autista, un uomo di 59 anni che
nell’impatto è rimasto incastrato tra le lamiere, rendendo difficili le
operazioni di salvataggio.
Secondo le ricostruzioni, l’incidente è avvenuto appunto per un sorpasso
azzardato: il 43enne ha provato a superare un trattore con rimorchio e si è
trovato di fronte l’autobus. Quando ha capito che non sarebbe riuscito a
rientrare in tempo, ha rinunciato al sorpasso ma questo non è bastato a
evitargli la collisione. L’impatto è stato devastante: il contachilometri
dell’auto è rimasto bloccato a 110 chilometri orari.
I vigili del fuoco di Pordenone sono intervenuti sul posto con le squadre dei
distaccamenti di Maniago, Spilimbergo e della sede centrale in Via Spilimbergo a
Maniago. I rilievi invece sono stati svolti dal nucleo radiomobile dei
carabinieri di Spilimbergo con i militari di Maniago e dalla polizia di Maniago.
Arrivati sul posto, i soccorritori hanno fatto scendere i passeggeri
dell’autobus, ma l’autista aveva gli arti inferiori incastrati tra le lamiere.
Così, i vigili del fuoco hanno agganciato il mezzo a uno dei camion di soccorso
e l’hanno spostato, poi hanno proceduto a tagliare e allargare le lamiere per
liberare il ferito. Dopo un’ora di lavoro, l’uomo è stato trasportato
all’ospedale: rimasto vigile e cosciente, non sarebbe in pericolo di vita.
Nessuno dei ragazzi feriti è in gravi condizioni.
L'articolo Auto contro bus: feriti 8 studenti e l’autista, morto il guidatore.
Che aveva la patente sospesa per un altro sorpasso azzardato proviene da Il
Fatto Quotidiano.
Un orologio biologico impeccabile, ma fuori sincrono con quello dell’umanità. È
la storia di un gallo a Maniago di Mezzo (Pordenone) che, da anni, è convinto
che l’alba inizi tra le 3:30 e le 4:00 del mattino. Un’abitudine che ha
esasperato i vicini di casa, gestori di un Bed & Breakfast, spingendoli a
denunciare il gallo in Procura. La risposta, però, è stata netta: non disturba
la quiete pubblica.
La coppia di residenti, che vive accanto al “re del pollaio“, ha affrontato un
problema che si rifletteva direttamente sul loro business. Le recensioni online
del B&B dipingono un quadro quasi cinematografico: ospitalità impeccabile,
camere accoglienti, ma un “servizio sveglia naturale” non richiesto, decisamente
poco gradito dai turisti. La coppia, prima di arrivare alle vie legali, ha
tentato invano il dialogo con il proprietario dell’animale, chiedendogli di
spostare il gallo in un angolo del cortile più lontano dal confine. Nulla da
fare. Negli anni, sono intervenuti anche la Polizia Locale e l’Azienda
Sanitaria, che hanno constatato come il gallo fosse sano e ben tenuto. Tuttavia,
i sopralluoghi, eseguiti in orario d’ufficio, non hanno potuto certificare il
disturbo notturno, poiché l’animale è silenzioso di giorno. Esasperati, i
coniugi hanno deciso di affidarsi all’avvocato Fabiano Filippin e di depositare
un esposto alla Procura di Pordenone. L’obiettivo – hanno precisato – non era
portare in tribunale il pennuto, ma “far capire che dopo anni di notti
interrotte, la misura era colma”.
La risposta della magistratura, però, è arrivata in termini rigidi e
procedurali. Il sostituto procuratore Enrico Pezzi ha chiesto l’archiviazione
del caso, motivando la decisione sulla base della norma che definisce il
“disturbo alla quiete pubblica”. Il legale della coppia, Fabiano Filippin, ha
spiegato il principio giuridico: “Il reato di disturbo alla quiete pubblica non
si configura se il disagio riguarda una sola famiglia. Servirebbe un’intera
comunità disturbata, non solo un singolo civico alle prese con un canto
anticipato”. Insomma, nonostante il B&B avesse fornito prove dei disagi subiti
dai clienti (con recensioni che lamentavano il chiacchiericcio notturno), la
Procura ha ritenuto che il disagio non fosse sufficientemente esteso da
richiedere l’intervento penale.
La coppia, pur delusa, non si opporrà al provvedimento di archiviazione: “La
Procura ha evidenziato l’astratta possibilità di rivolgersi al Tribunale
civile”, ha osservato l’avvocato Filippin, “e di sollecitare in quella sede una
soluzione alla speciale problematica di polizia rurale“. Il gallo, quindi, resta
al suo posto. E continuerà a segnare l’arrivo del nuovo giorno all’ora che
ritiene più opportuna, con buona pace degli sfortunati ospiti del B&B,
condannati a una difficile convivenza con il più zelante degli orologi
biologici.
L'articolo “E’ il re del pollaio, canta tutti i giorni alle 3.30 di notte e
disturba il sonno nostro e dei nostri clienti. La misura è colma”: gestori di un
B&b denunciano il gallo molesto proviene da Il Fatto Quotidiano.
Un bus con a bordo 20 studenti, di rientro da alcuni istituti scolastici di
Portogruaro (Venezia), è finito nel fossato laterale dopo un violento impatto
con una vettura, a Sesto al Reghena (Pordenone). Il mezzo, come si vede nel
video, è rimasto in bilico appena oltre la carreggiata. L’autista ha riportato
leggere ferite per le quali è stato trasferito in ambulanza al pronto soccorso.
La donna alla guida dell’auto è stata stabilizzata dal personale dell’automedica
e poi elitrasportata in ospedale: le sue condizioni appaiono gravi. Uno degli
studenti che viaggiava a bordo del bus è stato trasportato in elicottero in
ospedale, dopo essere stato valutato dal personale sanitario dell’automedica. Il
ragazzo lamentava una compressione toracica: è sempre rimasto cosciente. Gli
altri studenti sono stati comunque sottoposti a una consultazione medica prima
di essere riaffidati ai parenti.
L'articolo Pordenone, bus con 20 studenti finisce in un fosso dopo lo scontro
con un’auto: donna in gravi condizioni proviene da Il Fatto Quotidiano.