La battaglia per il controllo di Warner Bros. Discovery si sposta nelle aule di
tribunale. Paramount Skydance ha annunciato di aver intentato una causa presso
la Corte della Cancelleria del Delaware per costringere Warner Bros. Discovery
(Wbd) a fornire agli azionisti informazioni dettagliate sull’accordo in sospeso
con Netflix, giudicate insufficienti per una valutazione consapevole
dell’operazione. A rendere pubblica l’iniziativa è stato l’amministratore
delegato di Paramount Skydance, David Ellison, in una lettera indirizzata agli
azionisti di Warner Bros. Discovery: “Abbiamo intentato causa questa mattina
nella Corte della cancelleria del Delaware per chiedere al tribunale di ordinare
semplicemente a Wbd di fornire maggiori informazioni sull’accordo con Netflix“,
scrive Ellison, sottolineando la necessità che gli azionisti “abbiano tutto ciò
di cui hanno bisogno per poter prendere una decisione informata” sulla cessione
delle proprie azioni.
La causa arriva dopo settimane di tensioni crescenti. Lo scorso mese Warner
Bros. Discovery ha accettato la proposta di Netflix, valutata complessivamente
circa 72 miliardi di dollari, e il consiglio di amministrazione ha raccomandato
per due volte agli azionisti di respingere l’offerta concorrente avanzata da
Paramount. Una posizione che Ellison contesta apertamente, parlando di “mancanza
di trasparenza” nel processo di vendita e nella valutazione comparativa delle
due proposte. Paramount Skydance ha messo sul tavolo un’offerta pubblica di
acquisto da 30 dollari per azione, superiore a quella legata all’intesa con
Netflix, che prevede un corrispettivo di 27,75 dollari per azione, composto da
23,25 dollari in contanti e dalla restante parte in azioni Netflix.
Complessivamente, l’offerta di Paramount valuta l’intera Warner Bros. Discovery
fino a 77,9 miliardi di dollari, contro l’operazione che Netflix intende
limitare agli studi Warner Bros., a HBO e alle attività di streaming, lasciando
fuori le reti via cavo come CNN e TNT Sports, che verrebbero scorporate in una
società separata quotata in Borsa.
Nella lettera agli azionisti, Ellison è particolarmente critico su questo punto.
“Wbd ha fornito ragioni sempre più innovative per evitare una transazione con
Paramount, ma ciò che non ha mai detto, perché non può farlo, è che la
transazione con Netflix è finanziariamente superiore alla nostra offerta
attuale”, scrive. E aggiunge che Warner non ha chiarito “il valore dello
spin-off di Global Networks” né “il meccanismo attraverso il quale qualsiasi
debito trasferito da Global Networks al segmento Streaming & Studios riduce il
corrispettivo in contanti e in azioni pagabile agli azionisti”. Secondo Ellison,
queste informazioni dovrebbero essere obbligatoriamente rese note. “Un consiglio
di amministrazione è tenuto a fornire agli azionisti un’informativa finanziaria
completa quando formula una raccomandazione di investimento”, afferma,
richiamando la normativa del Delaware. Proprio l’assenza di risposte alle
richieste formali di chiarimento avrebbe spinto Paramount a rivolgersi al
tribunale.
Il pressing non si limita all’azione legale. Paramount Skydance ha annunciato
l’intenzione di presentare una propria lista di candidati per il consiglio di
amministrazione di Warner Bros. Discovery prima della prossima assemblea annuale
degli azionisti, prevista entro poche settimane. Una mossa che rientra nella
strategia dell’offerta pubblica di acquisto ostile e che mira a influenzare
direttamente la governance della società. Ellison avverte anche su un possibile
scenario imminente: “Se Wbd convocherà un’assemblea straordinaria prima
dell’assemblea annuale per votare sull’accordo Netflix, Paramount richiederà
deleghe contro tale approvazione“, scrive, spiegando che questa azione, insieme
all’offerta pubblica di acquisto, consentirà agli azionisti di scegliere “quale
offerta sia la migliore per voi”.
Secondo Paramount, l’accordo tra Warner e Netflix conterrebbe inoltre una
clausola che consentirebbe al consiglio di amministrazione di negoziare con un
offerente concorrente nel caso arrivasse una proposta superiore o potenzialmente
migliorativa. Un elemento che, a giudizio di Ellison, rafforza la legittimità
della sua iniziativa: “Non intraprendiamo nessuna di queste azioni con
leggerezza“, precisa il ceo di Paramount Skydance. “Il nostro obiettivo rimane
quello di avere discussioni costruttive con il consiglio di amministrazione di
Wbd per raggiungere un accordo che sia nel miglior interesse degli azionisti”. E
conclude manifestando perplessità per il comportamento della controparte:
“Continuiamo a essere perplessi dal fatto che Wbd non abbia mai risposto alla
nostra offerta del 4 dicembre, né abbia tentato di chiarire o negoziare alcuno
dei termini della proposta”. Warner Bros. Discovery, dal canto suo, ha ribadito
che l’offerta Paramount “non è nel miglior interesse della società o dei suoi
azionisti” e continua a sostenere l’intesa con Netflix. La data dell’assemblea
annuale non è ancora stata fissata.
L'articolo Paramount fa causa a Warner Bros Discovery per l’accordo con Netflix
e avverte gli azionisti: “Poca trasparenza” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Larry Ellison sosterrà con 40 miliardi di dollari l’offerta della Paramount per
l’acquisizione di Warner Bros. Discovery. Il colpo a sorpresa che fa diventare
l’offerta ostile Paramount un’offerta che “non si può rifiutare” arriva dopo che
dal quartier generale WB era trapelata la notizia che avrebbero considerato
l’offerta Paramount solo se Ellison avesse garantito il suo investimento. Il
co-fondatore di Oracle, terza persona più ricca al mondo e vicino al presidente
Trump, ha accettato di fornire una “garanzia personale irrevocabile di 40,4
miliardi di dollari” per finanziare l’offerta da 108 miliardi di dollari di
Paramount per Warner Bros. Discovery. La WB, come si sa, aveva accettato in
prima battuta l’offerta di Netflix, scatenando ire di mezzo mondo hollywoodiano,
l’interesse dell’antitrust e il fastidio del presidente americano. Giorni fa WB
aveva mostrato seri dubbi sul fatto che l’intero trust familiare degli Ellison
sarebbe rimasto impegnato nell’offerta di Paramount, cosa che invece è stata
prontamente smentita da Ellison stesso con una garanzia urbi et orbi che ora
sarà difficile scansare.
Come spiega Forbes, l’offerta di Netflix da 83 miliardi di dollari era stata
approvata dalla Warner pochi giorni prima dell’offerta ostile di Paramount.
Netflix ha dichiarato che avrebbe assicurato fino a 25 miliardi di dollari di
finanziamenti bancari per sostenere l’acquisizione “lasciando all’azienda
ulteriori 34 miliardi di dollari di finanziamenti, che verrebbero emessi come
obbligazioni da BNP Paribas, Wells Fargo e HSBC”.
Paramount invece aveva rilanciato con un’offerta da 108,4 miliardi di dollari
con 30 dollari ad azione al posto dei 27,75 offerti da Netflix. WB ha però
invitato i propri azionisti a rifiutare sostenendo che l’offerta Paramount fosse
“inferiore” e di valore “inadeguato”. Il presidente di WB, DiPiazza, aveva poi
alzato il tiro sostenendo che non vi fosse “alcun impegno della famiglia Ellison
di alcun tipo” a sostenere l’offerta Paramount. Impegno che nelle ultime ore è
arrivato in maniera incontrovertibile.
L'articolo “Larry Ellison pronto a mettere di tasca sua 40 miliardi di dollari
per l’acquisizione di Warner Bros. Discovery da parte di Paramount”: il colpo a
sorpresa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ospite di Fabio Fazio nella puntata di Che tempo che fa andata in onda domenica
7 dicembre, l’attore napoletano ha svelato di soffrire di sonnambulismo,
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si è svegliato e ha dovuto fare attenzione a non svegliarmi: a chi l’ha fatto ho
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Fatto Quotidiano.