C’è un nuovo capitolo nelle rivalità tra allenatori: Cesc Fabregas contro Gian
Piero Gasperini, e viceversa. Lo scontro è esploso nel post-partita di
Como–Rona, scontro diretto cruciale nella lotta per il quarto posto Champions,
finita 2 a 1 per i lariani. Il match lancia il Como a quota 54 punti, davanti
alla Juventus e con tre lunghezze in più sui giallorossi. Che però protestano
con forza per il secondo giallo sventolato dall’arbitro Massa a Wesley:
l’impressione è che Diao simuli un contatto e che quindi l’espulsione sia
ingiusta. Gasperini a fine partita era furioso e ha lasciato il campo senza
salutare il collega Fabregas. Che non l’ha presa per niente bene, denunciando il
tutto ai microfoni. Così è nato lo scontro,
Il tecnico del Como è stato chiaro: “L’ho trovata una cosa antisportiva“. Senza
Fabregas, l’allenatore della Roma gli ha mancato di rispetto: “Io sia quando
sono arrabbiato che quando vengo espulso o anche quando penso che l’arbitro mi
abbia fatto un torto, alla fine della partita vado a stringere la mano
all’avversario. È una questione di rispetto e di sportività e sono rimasto
dispiaciuto da quello che è accaduto”. Fabregas ha spiegato cosa è successo: “Io
sono andato a salutarlo come sempre e l’ho visto andare via“. Poi ha concluso:
“Recentemente anche io ho fatto cose delle quali sono sono orgoglioso però penso
che noi dobbiamo dare l’esempio, ricordiamoci sempre che ci guardano i ragazzi”.
Venuto a conoscenza delle parole del tecnico del Como, Gasperini ha scelto di
replicare con una dichiarazione all’Ansa: “Il Como è una squadra forte, ma non
stimo i loro comportamenti, in campo e in panchina”. Frase breve, ma
inequivocabile. Il tecnico romanista d’altronde dopo la partita ha sottolineato
più volte come a suo parere l’espulsione di Wesley abbia condizionato tutta la
partita. Commentando l’episodio, ha evidenziato anche le responsabilità
dell’attaccante del Como, che ha esasperato il lieve contatto: “Wesley non
commette fallo, si vede chiaramente. Si sposta addirittura per non prendere
Diao, non è la prima volta che il Como ha queste situazioni. Sono anche
situazioni cercate, un po’ troppo. Questo è diventato il calcio, oggi siamo
coinvolti e non entro nel merito ma non mi piace e lo sapete”.
L'articolo Che scontro tra Fabregas e Gasperini: “Ha fatto una cosa
antisportiva”. “Il Como è forte, ma non stimo i loro comportamenti” proviene da
Il Fatto Quotidiano.
Tag - Gianpiero Gasperini
A Marassi, suo vecchio stadio, Gian Piero Gasperini è entrato in campo mano
nella mano con un bambino, prima del calcio d’inizio di Genoa–Roma. Una
situazione inusuale: solitamente sono i 22 calciatori e la terna arbitrale a
sfilare sul terreno di gioco accompagnati dai bambini. Dietro questa situazione
si nasconde però un gesto tanto banale quanto importante, come dimostra la
lettera scritta dal padre di quel bambino, Gabriele Divano, per ringraziare il
tecnico giallorosso.
“Gentile Mister Gasperini, Le scrivo per esprimerle la mia più profonda
gratitudine. Sono il padre di Alexander, il bambino che domenica, prima di
Genoa-Roma, ha avuto l’onore di essere accompagnato da Lei per mano fino al
centro del campo”, si legge nella lettera. Divano spiega che, nonostante sia
nato e viva a Genova, per colpa sua il figlio è un grande tifoso giallorosso:
per questo motivo gli aveva organizzato la sorpresa a Marassi. Voleva fargli
vivere l’esperienza di sfilare insieme ai suoi idoli della Roma.
Qualcosa però nel tunnel è andato storto: i bambini infatti erano evidentemente
troppi e Alexander era rimasto senza nessuno a dargli la mano. A quel punto,
capendo la situazione, è intervenuto Gasperini: “Tu entri con me”, ha detto il
tecnico, accompagnando il piccolo tifoso romanista sul manto del Marassi.
“Vederla fermarsi per dedicargli quell’attenzione e quella protezione,
nonostante la tensione della partita, mi ha davvero colpito molto. In un calcio
spesso frenetico, il Suo è stato un gesto di rara sensibilità che ha regalato a
mio figlio un ricordo indelebile e a me un momento di grande commozione”, ha
scritto Divano nella sua lettera.
La missiva si conclude ovviamente con una promessa: “L’anno prossimo saremo
abbastanza grandi per venire finalmente a Roma per vedere per la prima volta la
squadra insieme all’Olimpico“. Nella speranza che il piccolo tifoso possa
assistere anche a una vittoria giallorossa, visto che domenica a vincere a
sorpresa è stato il Genoa di Daniele De Rossi. Altro cuore giallorosso.
L'articolo “Scrivo per esprimerle la mia più profonda gratitudine. Il suo è
stato un gesto di rara sensibilità”: la lettera di un papà a Gasperini proviene
da Il Fatto Quotidiano.
Alla fine la cena c’è stata davvero. Nelle scorse settimane si era diffusa la
voce di un incontro in un ristorante tra Francesco Totti e Gian Piero Gasperini,
bandiera e allenatore della Roma, che però non ha mai trovato conferme. Nessun
dubbio invece su quella di qualche giorno fa al ristorante “Rinaldi al
Quirinale”, uno dei locali preferiti da Francesco Totti a Roma. Un modo per
rifarlo sentire a casa anche all’interno dell’As Roma, che come ormai noto da
diverse settimane e come dichiarato anche da Claudio Ranieri, sta lavorando al
ritorno del capitano giallorosso in società.
A fare da mediatore e a organizzare la serata è stato Vincent Candela, amico di
entrambi. Pesce pregiato e buon vino, ma anche tanto calcio. “Serata tra amici…
che bellezza parlare di calcio con Mister Gasperini e con Francesco”, ha scritto
Candela nel suo post Instagram. Una conferma del fatto che non è stata solo una
serata tra amici a ricordare vecchi momenti, ma anche un’occasione per
programmare il futuro, come rivelato dal Corriere dello Sport. Perché la Roma
sta vivendo un’ottima stagione dopo anni complicati, perché il centenario è
imminente (2027) e perché si sta già programmando anche il nuovo stadio, ormai
realtà per la Roma. E chi, se non Francesco Totti, può essere protagonista
attivo e rappresentante della società in questa fase storica e di apparente
svolta per la società giallorossa?
Ma si è parlato anche di calcio giocato, di rosa attuale della Roma, degli
obiettivi stagionali, di quelli futuri. Perché l’idea di Gasperini è quella di
affidare a Totti un ruolo operativo, oltre che d’immagine, ovviamente.
D’altronde l’ex capitano giallorosso sa cosa serve a Roma e alla Roma per
tornare a essere grandi. Si attende adesso qualche altro incontro tra Totti e i
Friedkin e/o con Claudio Ranieri. La fumata bianca comunque non sembra lontana.
In ambienti romani si parla di qualche settimana. Poi il ritorno del “Capitano”
sarà realtà.
L'articolo Il centenario, il nuovo stadio e il possibile nuovo ruolo in società:
cosa c’è dietro alla cena tra Gasperini e Totti (organizzata da Candela)
proviene da Il Fatto Quotidiano.
“Chiaramente ci dispiace non aver vinto, però per la miseria, loro hanno
esultato come avessero vinto, noi non dobbiamo andare in depressione”. Così Gian
Piero Gasperini in conferenza stampa dopo il pareggio per 3-3 tra la Roma e la
Juventus. Un pareggio in cui i giallorossi hanno tanto da recriminare,
considerando che al 78esimo erano in vantaggio di due gol, sul 3-1. “Animo, non
si risolve ora, te la devi giocare fino alla fine. Ora non puoi andare in
depressione per un pari del genere, forza eh, una squadra che gioca così deve
essere soddisfatta. Loro esultano per il pari, noi dobbiamo essere depressi?
Siamo quattro punti avanti”, ha proseguito il tecnico giallorosso.
Per Gasperini però il bicchiere è assolutamente mezzo pieno, vista la
prestazione dei suoi per tutto il match. Una partita giocata a ritmi altissimi,
con alto tasso tecnico messo in evidenza dalle due squadre. “Sicuramente
dispiace per il gol preso nel finale, abbiamo visto sfumare due punti ma questo
è il calcio, i gol valgono fino a quando l’arbitro non fischia. Io però guardo
il bicchiere mezzo pieno, c’è tanta roba. È comunque un risultato che ci
mantiene in buona posizione, il rammarico è grande ma la prestazione è
superlativa. Restiamo avanti e si va avanti”.
Una vittoria avrebbe infatti portato la Roma a +7 sulla Juventus, un distacco
importante a 11 giornate dalla fine del campionato. Dopo il gol all’ultimo
secondo di Federico Gatti sono invece quattro i punti che separano i due club,
impegnati in una serratissima lotta Champions League insieme a Napoli, Como e
Atalanta. La classifica dice oggi Napoli a 53. Roma a 51, COmo a 48 e Juventus a
47, con l’Atalanta dietro a 45. “I particolari sono che molto spesso queste
squadre raddrizzano le partite nei finali con questi giocatori abili nelle palle
da fermo, non è un caso, è qualcosa di studiato. Nei finali di partita questa
fisicità li premia, e noi dobbiamo essere più bravi. Anche noi però abbiamo
segnato su piazzato. È una risorsa di molte partite e bisogna far bene”.
L'articolo “Per la miseria, loro esultano per il pari e noi dobbiamo essere
depressi? Siamo 4 punti avanti”: parla Gasperini proviene da Il Fatto
Quotidiano.
“Oggi ne è arrivato anche un altro di giovane e cercheremo di valorizzare anche
lui”. La Roma viene eliminata dalla Coppa Italia e Gian Piero Gasperini torna a
polemizzare per il calciomercato. Il tecnico giallorosso non è evidentemente
soddisfatto dei nuovi arrivi e nel post gara di Roma-Torino 2-3 – in cui ha
segnato il 16enne Antonio Arena – ha lanciato qualche frecciata alla società.
“Se l’obiettivo è quello di valorizzare dei ragazzi, va benissimo, basta che sia
tutto chiaro, facciamo giocare anche i sedicenni e anche i primavera, non è un
problema”, ha dichiarato Gasperini.
La Roma ha visto infatti sfumare l’obiettivo Giacomo Raspadori, che alla fine si
trasferirà all’Atalanta a titolo definitivo, ma ha chiuso sia per Robinio Vaz
dall’Olympique Marsiglia che per Donyell Malen dall’Aston Villa. Ed è proprio
Vaz il “giovane da valorizzare” di cui ha parlato Gasperini nel post gara.
Perché nonostante la Roma abbia investito circa 25 milioni di euro per il
18enne, Gasperini avrebbe probabilmente preferito qualcuno di più pronto, più
maturo e che da subito possa integrarsi e incidere nel contesto Roma.
Un profilo più d’esperienza è senza dubbio Donyell Malen, esterno olandese di 26
anni che ha già diversa esperienza in giro per l’Europa. Malen ha infatti
giocato in diversi campionati, tra cui Bundesliga, Eredivisie, Premier League
con rispettivamente Borussia Dortmund, Ajax, Aston Villa, oltre ad aver
accumulato già oltre 30 presenze in Champions League. Malen era l’alternativa a
Raspadori e la Roma ha rischiato di farselo soffiare proprio dall’Atletico
Madrid, che dopo aver ceduto Raspadori all’Atalanta si era fiondato sul
calciatore olandese.
Ieri però l’affondo decisivo della Roma, con l’accordo con l’Aston Villa sulla
base di un prestito oneroso a 2 milioni più obbligo di riscatto a 25 in caso di
qualificazione a una qualsiasi competizione europea nella prossima stagione. Una
cifra importante che ha permesso ai giallorossi di sorpassare l’Atletico Madrid
per un giocatore che Gasperini vede soprattutto come prima punta. E chissà che
proprio la sfuriata di Gasperini nel post Coppa Italia non abbia influito
sull’accelerazione della Roma per Malen.
L'articolo “Se l’obiettivo è valorizzare i giovani me lo dicano, faccio giocare
i 16enni”: Gasperini furioso dopo l’eliminazione in Coppa Italia proviene da Il
Fatto Quotidiano.
La possibilità è emersa con forza nelle ultime ore, come anticipato anche dal
fattoquotidiano.it. Giacomo Raspadori voleva prendere tempo. E tra Roma e
Napoli, c’era un’outsider pronta a inserirsi nella corsa all’attaccante. Ha
vinto l’outsider: Raspadori andrà all’Atalanta. Senza più dubbi, senza più
incertezze.
RASPADORI-ATALANTA, I DETTAGLI
L’operazione è stata chiusa nella mattinata di oggi, martedì 13 gennaio. Dopo
una notte di riflessioni da parte dell’attaccante che voleva un progetto da cui
ripartire dopo la delusione spagnola. A Madrid il giocatore si è trovato bene,
ma ha avuto poco spazio. Sperava di poterne avere di più, ma Simeone, che
comunque ha sempre stimato molto il ragazzo, gli ha fatto capire che
difficilmente avrebbe avuto più occasioni. Questa è la delusione, la sensazione
di aver portato avanti una sfida solo a metà. Ma tant’è: Roma, Napoli e Atalanta
hanno bussato alla porta del giocatore, che nell’anno che porterà (forse) al
Mondiale per l’Italia non voleva assolutamente sbagliare.
Gasperini gli avrebbe dato spazio ma in alternanza con altri giocatori, Conte lo
conosce bene, Palladino no, ma alla fine pratica un gioco molto simile a quello
proprio di Gasperini. Con in più il fatto che a Bergamo, piazza ambiziosa ma più
tranquilla, sarebbe stato quasi sicuramente un titolare fisso. Non solo: la Roma
si era mossa per un prestito con diritto che sarebbe diventato obbligo; il
Napoli in prestito secco, a causa del blocco del mercato; l’Atalanta a titolo
definitivo. Ecco la differenza: Raspadori, ti voglio, ti voglio subito e per un
sacco di tempo. Difficile a questo punto dire di no.
L’attaccante quindi ripartirà dall’Italia e dai nerazzurri, che pagheranno per
lui circa 22 milioni di euro più uno di bonus. Bene o male, la stessa cifra che
ora impegnerà la Roma per acquistare Robinio Vaz dal Marsiglia: il francese è
molto interessante, ma molto meno esperto e Gasperini dovrà plasmarlo da zero.
Una volta questo lo faceva all’Atalanta. Che invece si coccolerà Raspadori.
L'articolo Beffa per Gasperini: altro che Roma o Napoli, Raspadori ha scelto
l’Atalanta. I dettagli di un colpo di scena proviene da Il Fatto Quotidiano.
Verrebbe da dire: ‘Ironia della sorte’. La Roma che vince a Lecce lo fa con i
gol delle sue due punte, Ferguson e Dovbyk. Due giocatori su cui Gasperini ha
elegantemente sospeso il giudizio (per il primo) o emesso sentenza di bocciatura
quasi inappellabile (per il secondo). E l’ironia ancora più forte è che non
basta una vittoria, non bastano i tre punti, per rasserenare gli animi
all’interno di una Roma che sta rinnovando con successo le sue ambizioni. No.
Quei tre punti non celano un malessere dell’allenatore sempre più evidente e
marcato nei confronti della direzione sportiva, cioè di quel Frederic Massara
che Dovbyk non è riuscito a vendere a fine agosto e che ha portato in
giallorosso Ferguson. E che soprattutto, adesso, non è riuscito a portare subito
gli attaccanti richiesti dal suo allenatore (Raspadori e Zirkzee). Non senza
giustificazioni di sorta, anche molto calzanti. Ma tant’è. La Roma vince,
Gasperini non parla. E si apre il caso.
La scelta dell’allenatore di non presentarsi ai microfoni del Via del Mare è
stata la conferma di una situazione molto tesa all’interno del club. A Gasperini
la conduzione di questo calciomercato non sta piacendo: non piace come per
Raspadori non si sia riusciti a trovare subito un accordo (e l’attaccante ora
potrebbe anche restare a Madrid), non piace come l’attendismo per Zirkzee,
chiesto dallo United, possa portare a una clamorosa permanenza dell’olandese in
Inghilterra, a causa del cambio allenatore. Gasperini voleva due giocatori
importanti, non delle scommesse, per il reparto. Ma difficilmente potrà averli a
breve.
Massara, dal canto suo, è vincolato ai parametri del Financial Fair Play. La
Roma ha un problema di conti da tenere sotto controllo e bisogna stare molto
attenti. Le esigenze vanno in qualche modo fatte coincidere e non è facilissimo.
Per questo motivo, Gasperini (che non è nuovo agli scontri con società o
direttori sportivi, accadeva anche all’Atalanta nonostante i risultati
strepitosi stagione dopo stagione) ha chiesto un confronto con Ranieri. La
figura garante su cui si poggia buona parte della solidità del club. Da questo
confronto, si capiranno meglio gli scenari. Che non sono assolutamente
anticipatori di dimissioni dell’allenatore (improbabili, impossibili: va solo
scelto il termine), ma di un chiarimento che alla Roma serve per rasserenarsi. E
continuare a crescere.
L'articolo La Roma vince, Gasperini non parla: il tecnico è in rotta con il ds
Massara, chiesto confronto con Ranieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
Prima di tutto c’è la vittoria preziosa della Roma contro il Como, l’ennesimo 1
a 0 della squadra di Gasperini che così aggancia il treno scudetto salendo a
quota 30 punti, tre in meno della capolista Inter. Ma nel big match del lunedì
sera all’Olimpico uno dei grandi protagonisti è stato Gianluca Mancini, al
centro delle polemiche per diversi episodi durante e dopo la partita. Il
difensore della Roma è stato protagonista di diversi scontri e battibecchi in
campo, tanto da rischiare seriamente l’espulsione per somma di ammonizioni. Dopo
il fischio finale, anche una lunga e tesa chiacchierata con Cesc Fabregas: i due
hanno discusso animatamente, salvo poi minimizzare il tutto davanti ai
microfoni.
Il primo episodio che ha visto protagonista Mancini si è verificato al 21esimo
del primo tempo: il difensore, in piena trance agonistica, ha dato una spallata
a Kempf che stava rincorrendo Wesley sulla fascia, facendolo cadere a terra. Poi
si è fermato e ha urlato in faccia al difensore del Como. L’arbitro Feliciani lo
ha ripreso, ma senza ammonirlo. Al 58esimo invece è arrivato il giallo per
proteste. Mancini però avrebbe dovuto ricevere un secondo cartellino e quindi
essere espulso nei minuti finali della sfida: a palla lontana, ha rifilato una
spallata in pieno petto a Jacobo Ramon, che in quel momento non lo stava
guardando.
Un colpo proibito, con la palla lontana 50 metri. Certamente non da rosso
diretto e quindi da intervento del Var, ma che se visto in campo dal direttore
di gara o da uno dei suoi assistenti avrebbe comportato il secondo giallo.
Questa la spiegazione dell’ex arbitro Luca Marelli a Dazn: “Comportamento
antisportivo chiaro di Mancini, con un pallone molto lontano è andato diretto
sull’uomo. Feliciani non lo stava guardando, il quarto ufficiale era rivolto
verso la panchina e solo l’assistente avrebbe potuto vedere l’episodio, ma era
distante una trentina di metri. Sarebbe stato cartellino giallo, il secondo per
Mancini, ma purtroppo nessuno in campo ha potuto osservarlo“.
A fine partita, proprio per via di questo episodio, si è scatenata la
discussione animata tra Fabregas e Mancini. Poi, sempre ai microfoni di Dazn, il
tecnico del Como ha minimizzato: “Con Mancini non è successo nulla, è stata una
chiacchierata: gli ho detto la mia su quello che è successo con Ramon, ho visto
tutto, ma con rispetto. Questi ragazzi vedono gli altri come giocatori
importanti. Va bene la furbizia, ma è stato un momento passionale”. Il difensore
della Roma ha invece commentato: “Io a 20 anni rispettavo di più quelli più
grandi, sennò prendevo qualche schiaffo. Gli ho detto di stare calmo, a fine
partita succede. Con il mister ci siamo chiariti”.
Nessuna polemica da parte di Fabregas sul gol della Roma, che invece ha
scatenato la rabbia dei tifosi del Como sui social. La rete di Wesley nasce
infatti dall’infortunio di Addai: il cross di Rensch è arrivato mentre l’esterno
offensivo del Como era a terra per un problema muscolare (poco dopo è stato
sostituito). In molti tra i fan lariani hanno accusato la Roma di
antisportività, perché a loro dire avrebbero dovuto mettere palla fuori. “In una
circostanza simile, bisognava essere molto onesti. E il 99,9% dei calciatori non
si sarebbe fermato”: il commento di Fabregas.
L'articolo Urla in faccia, colpi proibiti e lite con Fabregas: è polemica su
Mancini in Roma-Como, “graziato dal rosso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
I titoli dei giornali del mattino erano tutti su di lui, giocando su quella
‘febbre’ che ha rischiato di compromettere la sua presenza. Benedetta
Tachipirina, dirà forse Allegri: perché senza Pulisic in campo, il Milan a
Torino stava perdendo 2-1. Con l’americano subentrato, a fatica, nella ripresa
(“fino al giorno prima ero morto a letto” ha detto lui nel post), il Milan ha
vinto 2-3. Grazie a una sua doppietta. Per l’ennesima volta in stagione, l’ex
Borussia Dortmund si è rivelato decisivo. Più di quel Leao che, uscito per
infortunio, a Torino non è proprio riuscito a incidere. 9 gol in 550’
stagionali, 7 gol in Serie A di cui solo 5 in cui è partito da titolare: a 27
anni si può crescere ancora e Pulisic lo sta dimostrando alla grande. Anzi, di
più. Perché gioca in più ruoli, ma di fatto è sempre più punta di una squadra
orfana di un attaccante principale: Nkunku non sta riuscendo a ingranare e
Gimenez dopo qualche sussulto si è di nuovo sopito. E forse questa può essere la
vera chiave per capire come si muoveranno i rossoneri sul mercato. Allegri non
ha presentato chissà che richieste (non l’aveva fatto, per la verità, nemmeno in
estate). Ma è stato chiaro con la dirigenza: se un rinforzo si può cercare, va
cercato lì davanti. Della serie: servono gol in maniera più regolare e non si
può sempre sperare che Pulisic o Leao, adattati nel ruolo, possano svoltare le
partite. E quindi un attaccante, se possibile, andrebbe trovato. Con una
suggestione da analizzare e un incastro tutto da valutare.
EFFETTO DOMINO
Piace tanto, a chi si occupa di calciomercato, parlare di domino. Le tante
tessere che cadono e si fanno cadere a vicenda. Causa ed effetto, insomma. Al
Milan serve un attaccante, si diceva, ma per farlo arrivare ne deve partire uno.
Chi? Gimenez sarebbe l’indiziato principale, nonostante, di nuovo, il messicano
non abbia intenzione di fare le valigie. Proprio come accaduto la scorsa estate,
quando di fatto fino a poche ore dal termine della sessione era in vetrina, con
la Roma che valutava l’operazione senza successo (Roma che, peraltro, un
attaccante lo cerca eccome, visti i fallimenti di Dovbyk e Ferguson). Cosa
potrebbe succedere? Di fronte a una proposta interessante, il Milan non si
opporrebbe a una cessione. Anzi, la potrebbe anche favorire. E si butterebbe
sulle alternative, anche solo in prestito.
E in prestito da Napoli potrebbe partire Lorenzo Lucca, che con Conte non sta
trovando molto spazio e che, con il ritorno di Lukaku (le sue condizioni sono in
netto miglioramento) ne troverebbe ancora meno. È quindi nell’interesse di
tutti, società e giocatore, trovare una soluzione almeno fino all’estate: per
non deprezzare l’investimento e per dare le giuste occasioni al giovane
attaccante, anche in ottica (eventuale) del Mondiale. È chiaro che il Milan si
muoverebbe come minimo per un prestito con diritto di riscatto, ma si
tratterebbe di pieghe di calciomercato che al momento non sono nemmeno in
ipotesi. Resta l’idea, con ancora qualche settimana di tempo per poterla
sviluppare. Prima che il mercato riparta. E ricominci il suo domino.
L'articolo Milan e Roma spuntate: idea Lucca per il Diavolo, che libererebbe
Gimenez per Gasperini proviene da Il Fatto Quotidiano.