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“Se l’obiettivo è valorizzare i giovani me lo dicano, faccio giocare i 16enni”: Gasperini furioso dopo l’eliminazione in Coppa Italia
“Oggi ne è arrivato anche un altro di giovane e cercheremo di valorizzare anche lui”. La Roma viene eliminata dalla Coppa Italia e Gian Piero Gasperini torna a polemizzare per il calciomercato. Il tecnico giallorosso non è evidentemente soddisfatto dei nuovi arrivi e nel post gara di Roma-Torino 2-3 – in cui ha segnato il 16enne Antonio Arena – ha lanciato qualche frecciata alla società. “Se l’obiettivo è quello di valorizzare dei ragazzi, va benissimo, basta che sia tutto chiaro, facciamo giocare anche i sedicenni e anche i primavera, non è un problema”, ha dichiarato Gasperini. La Roma ha visto infatti sfumare l’obiettivo Giacomo Raspadori, che alla fine si trasferirà all’Atalanta a titolo definitivo, ma ha chiuso sia per Robinio Vaz dall’Olympique Marsiglia che per Donyell Malen dall’Aston Villa. Ed è proprio Vaz il “giovane da valorizzare” di cui ha parlato Gasperini nel post gara. Perché nonostante la Roma abbia investito circa 25 milioni di euro per il 18enne, Gasperini avrebbe probabilmente preferito qualcuno di più pronto, più maturo e che da subito possa integrarsi e incidere nel contesto Roma. Un profilo più d’esperienza è senza dubbio Donyell Malen, esterno olandese di 26 anni che ha già diversa esperienza in giro per l’Europa. Malen ha infatti giocato in diversi campionati, tra cui Bundesliga, Eredivisie, Premier League con rispettivamente Borussia Dortmund, Ajax, Aston Villa, oltre ad aver accumulato già oltre 30 presenze in Champions League. Malen era l’alternativa a Raspadori e la Roma ha rischiato di farselo soffiare proprio dall’Atletico Madrid, che dopo aver ceduto Raspadori all’Atalanta si era fiondato sul calciatore olandese. Ieri però l’affondo decisivo della Roma, con l’accordo con l’Aston Villa sulla base di un prestito oneroso a 2 milioni più obbligo di riscatto a 25 in caso di qualificazione a una qualsiasi competizione europea nella prossima stagione. Una cifra importante che ha permesso ai giallorossi di sorpassare l’Atletico Madrid per un giocatore che Gasperini vede soprattutto come prima punta. E chissà che proprio la sfuriata di Gasperini nel post Coppa Italia non abbia influito sull’accelerazione della Roma per Malen. L'articolo “Se l’obiettivo è valorizzare i giovani me lo dicano, faccio giocare i 16enni”: Gasperini furioso dopo l’eliminazione in Coppa Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Beffa per Gasperini: altro che Roma o Napoli, Raspadori ha scelto l’Atalanta. I dettagli di un colpo di scena
La possibilità è emersa con forza nelle ultime ore, come anticipato anche dal fattoquotidiano.it. Giacomo Raspadori voleva prendere tempo. E tra Roma e Napoli, c’era un’outsider pronta a inserirsi nella corsa all’attaccante. Ha vinto l’outsider: Raspadori andrà all’Atalanta. Senza più dubbi, senza più incertezze. RASPADORI-ATALANTA, I DETTAGLI L’operazione è stata chiusa nella mattinata di oggi, martedì 13 gennaio. Dopo una notte di riflessioni da parte dell’attaccante che voleva un progetto da cui ripartire dopo la delusione spagnola. A Madrid il giocatore si è trovato bene, ma ha avuto poco spazio. Sperava di poterne avere di più, ma Simeone, che comunque ha sempre stimato molto il ragazzo, gli ha fatto capire che difficilmente avrebbe avuto più occasioni. Questa è la delusione, la sensazione di aver portato avanti una sfida solo a metà. Ma tant’è: Roma, Napoli e Atalanta hanno bussato alla porta del giocatore, che nell’anno che porterà (forse) al Mondiale per l’Italia non voleva assolutamente sbagliare. Gasperini gli avrebbe dato spazio ma in alternanza con altri giocatori, Conte lo conosce bene, Palladino no, ma alla fine pratica un gioco molto simile a quello proprio di Gasperini. Con in più il fatto che a Bergamo, piazza ambiziosa ma più tranquilla, sarebbe stato quasi sicuramente un titolare fisso. Non solo: la Roma si era mossa per un prestito con diritto che sarebbe diventato obbligo; il Napoli in prestito secco, a causa del blocco del mercato; l’Atalanta a titolo definitivo. Ecco la differenza: Raspadori, ti voglio, ti voglio subito e per un sacco di tempo. Difficile a questo punto dire di no. L’attaccante quindi ripartirà dall’Italia e dai nerazzurri, che pagheranno per lui circa 22 milioni di euro più uno di bonus. Bene o male, la stessa cifra che ora impegnerà la Roma per acquistare Robinio Vaz dal Marsiglia: il francese è molto interessante, ma molto meno esperto e Gasperini dovrà plasmarlo da zero. Una volta questo lo faceva all’Atalanta. Che invece si coccolerà Raspadori. L'articolo Beffa per Gasperini: altro che Roma o Napoli, Raspadori ha scelto l’Atalanta. I dettagli di un colpo di scena proviene da Il Fatto Quotidiano.
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La Roma vince, Gasperini non parla: il tecnico è in rotta con il ds Massara, chiesto confronto con Ranieri
Verrebbe da dire: ‘Ironia della sorte’. La Roma che vince a Lecce lo fa con i gol delle sue due punte, Ferguson e Dovbyk. Due giocatori su cui Gasperini ha elegantemente sospeso il giudizio (per il primo) o emesso sentenza di bocciatura quasi inappellabile (per il secondo). E l’ironia ancora più forte è che non basta una vittoria, non bastano i tre punti, per rasserenare gli animi all’interno di una Roma che sta rinnovando con successo le sue ambizioni. No. Quei tre punti non celano un malessere dell’allenatore sempre più evidente e marcato nei confronti della direzione sportiva, cioè di quel Frederic Massara che Dovbyk non è riuscito a vendere a fine agosto e che ha portato in giallorosso Ferguson. E che soprattutto, adesso, non è riuscito a portare subito gli attaccanti richiesti dal suo allenatore (Raspadori e Zirkzee). Non senza giustificazioni di sorta, anche molto calzanti. Ma tant’è. La Roma vince, Gasperini non parla. E si apre il caso. La scelta dell’allenatore di non presentarsi ai microfoni del Via del Mare è stata la conferma di una situazione molto tesa all’interno del club. A Gasperini la conduzione di questo calciomercato non sta piacendo: non piace come per Raspadori non si sia riusciti a trovare subito un accordo (e l’attaccante ora potrebbe anche restare a Madrid), non piace come l’attendismo per Zirkzee, chiesto dallo United, possa portare a una clamorosa permanenza dell’olandese in Inghilterra, a causa del cambio allenatore. Gasperini voleva due giocatori importanti, non delle scommesse, per il reparto. Ma difficilmente potrà averli a breve. Massara, dal canto suo, è vincolato ai parametri del Financial Fair Play. La Roma ha un problema di conti da tenere sotto controllo e bisogna stare molto attenti. Le esigenze vanno in qualche modo fatte coincidere e non è facilissimo. Per questo motivo, Gasperini (che non è nuovo agli scontri con società o direttori sportivi, accadeva anche all’Atalanta nonostante i risultati strepitosi stagione dopo stagione) ha chiesto un confronto con Ranieri. La figura garante su cui si poggia buona parte della solidità del club. Da questo confronto, si capiranno meglio gli scenari. Che non sono assolutamente anticipatori di dimissioni dell’allenatore (improbabili, impossibili: va solo scelto il termine), ma di un chiarimento che alla Roma serve per rasserenarsi. E continuare a crescere. L'articolo La Roma vince, Gasperini non parla: il tecnico è in rotta con il ds Massara, chiesto confronto con Ranieri proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Urla in faccia, colpi proibiti e lite con Fabregas: è polemica su Mancini in Roma-Como, “graziato dal rosso”
Prima di tutto c’è la vittoria preziosa della Roma contro il Como, l’ennesimo 1 a 0 della squadra di Gasperini che così aggancia il treno scudetto salendo a quota 30 punti, tre in meno della capolista Inter. Ma nel big match del lunedì sera all’Olimpico uno dei grandi protagonisti è stato Gianluca Mancini, al centro delle polemiche per diversi episodi durante e dopo la partita. Il difensore della Roma è stato protagonista di diversi scontri e battibecchi in campo, tanto da rischiare seriamente l’espulsione per somma di ammonizioni. Dopo il fischio finale, anche una lunga e tesa chiacchierata con Cesc Fabregas: i due hanno discusso animatamente, salvo poi minimizzare il tutto davanti ai microfoni. Il primo episodio che ha visto protagonista Mancini si è verificato al 21esimo del primo tempo: il difensore, in piena trance agonistica, ha dato una spallata a Kempf che stava rincorrendo Wesley sulla fascia, facendolo cadere a terra. Poi si è fermato e ha urlato in faccia al difensore del Como. L’arbitro Feliciani lo ha ripreso, ma senza ammonirlo. Al 58esimo invece è arrivato il giallo per proteste. Mancini però avrebbe dovuto ricevere un secondo cartellino e quindi essere espulso nei minuti finali della sfida: a palla lontana, ha rifilato una spallata in pieno petto a Jacobo Ramon, che in quel momento non lo stava guardando. Un colpo proibito, con la palla lontana 50 metri. Certamente non da rosso diretto e quindi da intervento del Var, ma che se visto in campo dal direttore di gara o da uno dei suoi assistenti avrebbe comportato il secondo giallo. Questa la spiegazione dell’ex arbitro Luca Marelli a Dazn: “Comportamento antisportivo chiaro di Mancini, con un pallone molto lontano è andato diretto sull’uomo. Feliciani non lo stava guardando, il quarto ufficiale era rivolto verso la panchina e solo l’assistente avrebbe potuto vedere l’episodio, ma era distante una trentina di metri. Sarebbe stato cartellino giallo, il secondo per Mancini, ma purtroppo nessuno in campo ha potuto osservarlo“. A fine partita, proprio per via di questo episodio, si è scatenata la discussione animata tra Fabregas e Mancini. Poi, sempre ai microfoni di Dazn, il tecnico del Como ha minimizzato: “Con Mancini non è successo nulla, è stata una chiacchierata: gli ho detto la mia su quello che è successo con Ramon, ho visto tutto, ma con rispetto. Questi ragazzi vedono gli altri come giocatori importanti. Va bene la furbizia, ma è stato un momento passionale”. Il difensore della Roma ha invece commentato: “Io a 20 anni rispettavo di più quelli più grandi, sennò prendevo qualche schiaffo. Gli ho detto di stare calmo, a fine partita succede. Con il mister ci siamo chiariti”. Nessuna polemica da parte di Fabregas sul gol della Roma, che invece ha scatenato la rabbia dei tifosi del Como sui social. La rete di Wesley nasce infatti dall’infortunio di Addai: il cross di Rensch è arrivato mentre l’esterno offensivo del Como era a terra per un problema muscolare (poco dopo è stato sostituito). In molti tra i fan lariani hanno accusato la Roma di antisportività, perché a loro dire avrebbero dovuto mettere palla fuori. “In una circostanza simile, bisognava essere molto onesti. E il 99,9% dei calciatori non si sarebbe fermato”: il commento di Fabregas. L'articolo Urla in faccia, colpi proibiti e lite con Fabregas: è polemica su Mancini in Roma-Como, “graziato dal rosso” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milan e Roma spuntate: idea Lucca per il Diavolo, che libererebbe Gimenez per Gasperini
I titoli dei giornali del mattino erano tutti su di lui, giocando su quella ‘febbre’ che ha rischiato di compromettere la sua presenza. Benedetta Tachipirina, dirà forse Allegri: perché senza Pulisic in campo, il Milan a Torino stava perdendo 2-1. Con l’americano subentrato, a fatica, nella ripresa (“fino al giorno prima ero morto a letto” ha detto lui nel post), il Milan ha vinto 2-3. Grazie a una sua doppietta. Per l’ennesima volta in stagione, l’ex Borussia Dortmund si è rivelato decisivo. Più di quel Leao che, uscito per infortunio, a Torino non è proprio riuscito a incidere. 9 gol in 550’ stagionali, 7 gol in Serie A di cui solo 5 in cui è partito da titolare: a 27 anni si può crescere ancora e Pulisic lo sta dimostrando alla grande. Anzi, di più. Perché gioca in più ruoli, ma di fatto è sempre più punta di una squadra orfana di un attaccante principale: Nkunku non sta riuscendo a ingranare e Gimenez dopo qualche sussulto si è di nuovo sopito. E forse questa può essere la vera chiave per capire come si muoveranno i rossoneri sul mercato. Allegri non ha presentato chissà che richieste (non l’aveva fatto, per la verità, nemmeno in estate). Ma è stato chiaro con la dirigenza: se un rinforzo si può cercare, va cercato lì davanti. Della serie: servono gol in maniera più regolare e non si può sempre sperare che Pulisic o Leao, adattati nel ruolo, possano svoltare le partite. E quindi un attaccante, se possibile, andrebbe trovato. Con una suggestione da analizzare e un incastro tutto da valutare. EFFETTO DOMINO Piace tanto, a chi si occupa di calciomercato, parlare di domino. Le tante tessere che cadono e si fanno cadere a vicenda. Causa ed effetto, insomma. Al Milan serve un attaccante, si diceva, ma per farlo arrivare ne deve partire uno. Chi? Gimenez sarebbe l’indiziato principale, nonostante, di nuovo, il messicano non abbia intenzione di fare le valigie. Proprio come accaduto la scorsa estate, quando di fatto fino a poche ore dal termine della sessione era in vetrina, con la Roma che valutava l’operazione senza successo (Roma che, peraltro, un attaccante lo cerca eccome, visti i fallimenti di Dovbyk e Ferguson). Cosa potrebbe succedere? Di fronte a una proposta interessante, il Milan non si opporrebbe a una cessione. Anzi, la potrebbe anche favorire. E si butterebbe sulle alternative, anche solo in prestito. E in prestito da Napoli potrebbe partire Lorenzo Lucca, che con Conte non sta trovando molto spazio e che, con il ritorno di Lukaku (le sue condizioni sono in netto miglioramento) ne troverebbe ancora meno. È quindi nell’interesse di tutti, società e giocatore, trovare una soluzione almeno fino all’estate: per non deprezzare l’investimento e per dare le giuste occasioni al giovane attaccante, anche in ottica (eventuale) del Mondiale. È chiaro che il Milan si muoverebbe come minimo per un prestito con diritto di riscatto, ma si tratterebbe di pieghe di calciomercato che al momento non sono nemmeno in ipotesi. Resta l’idea, con ancora qualche settimana di tempo per poterla sviluppare. Prima che il mercato riparta. E ricominci il suo domino. L'articolo Milan e Roma spuntate: idea Lucca per il Diavolo, che libererebbe Gimenez per Gasperini proviene da Il Fatto Quotidiano.
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