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I piani di Milan e Napoli per la rimonta sull’Inter: Allegri ha un’arma tattica, Conte va in ferie e prepara l’assalto
Se di partite ne mancano otto e di punti a disposizione ce ne sono 24, allora non ha tutti i torti Marotta a dire che un +6 di distanza per la sua Inter fosse qualcosa di “inimmaginabile” a inizio campionato. L’aritmetica conta, probabilmente più di ogni altra cosa. Ma i momenti incidono eccome. E per una squadra che dal 18 febbraio scorso, cioè dalla sconfitta in terra norvegese contro il Bodo, ha raggranellato solo 2 vittorie e 3 pareggi in otto partite, il momento non può che essere catalogato come “difficile”, sempre per citare Marotta. Per questo chi sta a -6 e -7, Milan e Napoli, un nuovo pensierino alla parola ‘Scudetto’ lo sta facendo davvero. Soprattutto pensando che al rientro dalla sosta sarà proprio a Napoli che arriverà il Milan, per una sfida che ha tantissimi significati. Ma un solo piano. QUI NAPOLI Quello di Conte, in primis, è garantirsi il secondo posto. Ma con licenza di guardare al primo con rinnovata fiducia, dopo un inverno particolarmente faticoso. Lo può fare perché la sosta arriva forse nel momento migliore per recuperare quattro elementi che sono mancati tantissimo: McTominay, De Bruyne, Anguissa e Lobotka. Recuperare completamente, si intende, visto che già di recente sono tornati in campo per qualche spezzone e, guarda un po’, il Napoli è tornato a fare punti. La vittoria contro il Cagliari ha definitivamente rilanciato le ambizioni dei campani, che se dovessero fare risultato anche contro il Milan andrebbero a 65 punti, superando quelli della scorsa stagione nello stesso momento dell’anno. Una stagione che, si sa, aveva portato alla vittoria del titolo. Si rivede un po’ il sereno tra tutte le parti: Conte è rimasto a Napoli nel fine settimana e già da qualche tempo i segnali anche nei confronti della proprietà circa una sua permanenza per il prossimo anno sono stati molto distensivi. Ma non c’è fretta. L’idea dell’allenatore è, come già accaduto in passato, prendere qualche giorno di riposo personale a Torino, a casa sua, per far dirigere gli allenamenti allo staff con i giocatori rimasti a Castel Volturno, prima di tornare la prossima settimana. Quando ritroverà, peraltro, proprio De Bruyne, Lobotka e McTominay, rientrati dai rispettivi impegni. E con più minuti nelle gambe. QUI MILAN Minuti che ha bisogno di accumulare anche Gimenez, rientrato dal lunghissimo stop post operazione alla caviglia e pronto a offrire il suo contributo a un attacco che ha bisogno di più alternative tattiche. Il piano di Allegri è proprio questo, sfruttare il messicano (che finora non ha fatto bene) per permettere alla squadra di avere un’ulteriore possibilità lì davanti: non solo Füllkrug come prima punta, ma anche Gimenez, che permetterebbe peraltro di passare a quell’attacco a tre che Leao e Pulisic da esterni preferiscono. A Milanello, come a Napoli, l’aria che si respira è serena. Ma allo stesso tempo carica nel modo più sano del termine. Con il quinto posto distante nove punti, la sensazione è quella di avere in tasca la Champions, che era l’obiettivo minimo. Ma che questo aprile possa regalare al Milan nuove ambizioni sembra fuori dubbio: dopo il Napoli, ci saranno Udinese e Verona, per poi chiudere con la Juventus. Quando allora forse i conti saranno un po’ più fatti. E chissà se quello che sembrava “inimmaginabile” all’Inter è rimasto tale. O si sarà stravolto ancora. L'articolo I piani di Milan e Napoli per la rimonta sull’Inter: Allegri ha un’arma tattica, Conte va in ferie e prepara l’assalto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ho cambiato ruolo, ma non è ciò che voglio. E così rischio di non andare al Mondiale”: al Milan scoppia anche il caso Fofana
“Non credo di essere sufficientemente forte, le statistiche dicono che potrei essere più efficace. E se guardo al Mondiale, non credo che mi si prenda in considerazione per questo ruolo”. Ora il Milan deve fare i conti anche con le parole di Youssouf Fofana in un’intervista all’Equipe. Mentre Allegri e il club rossonero sono alle prese con i mal di pancia di Rafa Leao dopo la sconfitta con la Lazio che ha allontanato il sogno scudetto, scoppia anche il caso del centrocampista francese. Dopo una stagione di corsa e abnegazione, all’improvviso Fofana manifesta tutta la sua insofferenza per il ruolo da mezzala che gli ha ritagliato Max Allegri. Una posizione che a suo dire lo sta penalizzando anche nelle scelte del ct Didier Deschamps, che finora lo ha sempre escluso dai convocati della Francia in questa stagione che porta al Mondiale nordamericano. Fofana si sente più mediano che mezzala: “Quando ti si dice che giocherai più alto, all’inizio sei pure contento. Alla fine, ho capito che non è necessariamente ciò che voglio. Lo faccio ovviamente per la squadra, ma mi piaceva molto essere all’origine delle azioni, controllare il ritmo di gioco della squadra, recuperare palloni”, ha spiegato all’Equipe. Allegri lo ha spostato per far spazio a Luka Modric, che a 40 anni ha bisogno di due scudieri come Rabiot e Fofana al suo fianco. Giocatori con gamba, che sappiano coprire ampie porzioni di campo. In questa posizione, da mezzala destra, Fofana però svela oggi di non sentirsi a suo agio: “Lo faccio con il club, soprattutto se siamo in lizza per un titolo. Ma non sono convinto che questo mi aiuti per il futuro”. In particolare se il futuro riguarda la Nazionale francese. Fofana è stato convocato l’ultima volta nell’ottobre 2024, poi è sparito dai radar di Deschamps. La metafora non è casuale: la Serie A infatti non viene trasmessa in Francia. Quindi nessuno vede Fofana giocare al Milan, soprattutto quest’anno che i rossoneri sono fuori dalle coppe europee: “Sono un giocatore del Milan, c’è chi lo vede, ma sul medio periodo non vengo preso in considerazione nei dibattiti mediatici su chi possa andare o meno al Mondiale. Ed è un peccato”, si è sfogato Fofana. La sua intervista non è un vero e proprio strappo con il Milan, quanto più un appello al ct Deschamps: “Rispetto le sue decisioni, ma sarebbe interessante parlarci di persona se ci sarà l’occasione. Non sono fatalista, ho il passaporto francese, sono convocabile e soprattutto ho molta voglia di andare al Mondiale. Per crederci, devo finire la stagione meglio di come l’ho iniziata”. Le parole di Fofana però svelano un malessere che di certo non farà piacere ad Allegri. Che non aveva bisogno di un altro grattacapo proprio quando la Serie A è arrivata alla volata finale. L'articolo “Ho cambiato ruolo, ma non è ciò che voglio. E così rischio di non andare al Mondiale”: al Milan scoppia anche il caso Fofana proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Milan, scoppia il caso Leao: Allegri cerca l’abbraccio e lui lo evita. Ma la furia del portoghese è contro Pulisic
La Lazio ferma il Milan ospite all’Olimpico, 1-0 il risultato finale: la squadra di Allegri fallisce l’avvicinamento all’Inter capolista, che era stata fermata dall’Atalanta tra le polemiche. I nerazzurri hanno ora un vantaggio di 8 punti in classifica, mentre i rossoneri rischiano il sorpasso da parte del Napoli, distante una sola lunghezza. Soprattutto, però, devono gestire il caso di Rafa Leao. Il portoghese da tempo non si esprime ai suoi livelli, frenato anche da una pubalgia. Ma domenica sera all’Olimpico è esplosa anche la sua rabbia al momento del cambio deciso da Allegri. Una sceneggiata che cela un problema ben più grande: la convivenza sgradita con l’altro attaccante titolare del Milan, Christian Pulisic. LEAO SI ARRABBIA AL CAMBIO: COSA È SUCCESSO Al 67esimo minuto, con i rossoneri sotto 1 a 0, Max Allegri ha scelto di togliere Fofana e Leao per fare spazio a Nkunku e Fullkrug. Il portoghese è uscito dal campo lentamente, sbracciando e protestando, tanto da costringere perfino il capitano Mike Maignan a correre fino a centrocampo per calmare il compagno e invitarlo a uscire. Anche Allegri ha provato a spegnere la polemica, abbracciando Leao. Il portoghese però si è divincolato e si è seduto in panchina ancora più nervoso, tirando calci un po’ ovunque, mentre le telecamere pescavano anche il ds Igli Tare visibilmente perplesso in tribuna. LE TENSIONI TRA LEAO E PULISIC Che Leao non accetti la sostituzione è anche legittimo, ma in quel momento il Milan aveva bisogno di recuperare e un atteggiamento del genere ha danneggiato la squadra. La rabbia di Leao, però, non era tanto per il cambio. Le telecamere di Sky hanno evidenziato almeno due situazioni durante la partita contro la Lazio in cui il portoghese si è infuriato con Pulisic, reo a suo dire di non avergli passato la palla. Leao accusa l’americano di non premiare i suoi scatti in profondità. Allegri, parlando nel post-partita, ha in qualche modo confermato: “Poteva essere servito meglio ed è rimasto un po’ arrabbiato”. Finora il feeling tra Pulisic e Leao, schierati insieme come centravanti, non è mai esploso. Un grattacapo per il tecnico in vista delle ultime 9 giornate di campionato. LA LETTURA DI PAOLO DI CANIO “Tu non puoi vedere per 70 minuti un giocatore che cammina e gli altri si sbattono“, ha commentato Paolo Di Canio a Sky Calcio Club, commentando la situazione. Poi ha ricordato un precedente episodio: “Pulisic a Cremona fu sostituito ed era arrabbiato perché lui rincorreva e non stava bene, ma l’altro ha sprecato quattro contropiedi. Allegri si sta barcamenando nell’equilibrio di dare un’opportunità maggiore a uno o all’altro”, è la lettura di Di Canio. Che aggiunge: “Oggi vede che c’è questa diatriba con Pulisic, ma è uno nella fase di non possesso si impegna, viene a legare il gioco. Mentre Leao non lo fa… allora dico ‘basta, mi hai rotto’”. L'articolo Milan, scoppia il caso Leao: Allegri cerca l’abbraccio e lui lo evita. Ma la furia del portoghese è contro Pulisic proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“C’è un solo modo per raggiungere l’Inter e vincere il campionato”: Allegri torna sulla rimonta scudetto
“Non è una questione di provarci, noi dobbiamo fare il nostro, perché con 60 punti non si va da nessuna parte. Dobbiamo fare il massimo sapendo che davanti c’è una squadra che ha 7 punti di vantaggio”. Così Massimiliano Allegri sullo scudetto, dopo la vittoria contro l’Inter e alla vigilia della sfida tra il suo Milan e la Lazio in programma all’Olimpico domani, domenica 15 marzo, alle 20:45. L’allenatore rossonero ha risposto a diverse domande sul discorso scudetto riaperto dopo la vittoria per 1-0 nel derby. “E comunque abbiamo anche delle squadre dietro che ci stanno rincorrendo. Dobbiamo fare corsa su noi stessi. Per entrare nei primi 4 posti bisogna vincere altre 5 partite“, ha precisato che poi è tornato sul discorso Inter. A chi gli chiedeva se la rimonta scudetto sia oggi fattibile, Allegri ha risposto così: “Ripeto: c’è solo un modo perché noi possiamo raggiungere l’Inter. Che loro le perdano e che noi le vinciamo. Tutte queste chiacchiere… i fatti diranno se saremo stati bravi a vincere tante partite e loro avranno perso punti”. La vittoria nel derby ha infatti riacceso le speranze in casa rossonera, anche se il distacco di 7 punti a 10 giornate dal termine non è sicuramente un vantaggio indifferente per i nerazzurri: “Dopo la partita eravamo tutti contenti per i tre punti che ci hanno permesso di allungare sulle inseguitrici. I ragazzi si sono ripresentati agli allenamenti in modo molto sereno perché hanno festeggiato domenica sera dopo la partita. Ora abbiamo la Lazio, sempre una partita complicata, le squadre di Sarri sono difficili da affrontare, ti concedono poco, chiudono bene gli spazi. È importante fare un altro passetto in avanti. Siamo arrivati a 60 punti, prossimo mini obiettivo arrivare a 70″. L’allenatore rossonero ha risposto anche a una domanda sulle difficoltà delle italiane in Champions: “Il calcio è bello perché è opinabile e perché ogni anno cambiano le situazioni. In questo momento qui vediamo le fasi finali, ma anche le inglesi sono in difficoltà. Questo format da una parte è divertente, ci sono tante partite e rischi di trovarti, in classifica, da una parte e dall’altra. Magari l’anno prossimo sarà diverso. L’importante è giocarla, poi vediamo uno cosa è capace di fare. Non c’è una regola“. L'articolo “C’è un solo modo per raggiungere l’Inter e vincere il campionato”: Allegri torna sulla rimonta scudetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Thuram ha la febbre”: l’allarme di Chivu prima del derby. E Allegri carica l’ambiente: “Non si sa mai cosa può succedere”
“La squadra? Stanno abbastanza bene, dopo il Como si sono allenati bene. Oggi Marcus Thuram ha un po’ di febbre e non è riuscito ad allenarsi: speriamo che domani sia al 100% e a disposizione del gruppo”. Così Christian Chivu, tecnico dell’Inter, ha lanciato l’allarme in conferenza stampa alla vigilia del derby contro il Milan che vale praticamente uno scudetto. I nerazzurri sono a +10: in caso di vittoria andrebbero a +13 e il campionato sarebbe virtualmente chiuso. In caso di successo dei rossoneri invece il distacco sarebbe di 7 punti. Ancora ampio, ma ci sarebbe ancora una lotta anche per il primo posto. “Con una vittoria si riapre la lotta scudetto? Nel calcio non si sa mai cosa può succedere. Intanto giochiamo domani, poi vediamo”, ha dichiarato invece Massimiliano Allegri in conferenza stampa. “Per la Champions ci mancano 5 vittorie, se ne facciamo una domani ce ne manca una in meno. Dobbiamo lavorare partita per partita cercando di fare risultato, che è la cosa più importante“, ha proseguito il tecnico rossonero. Una gara speciale, che l’Inter però – spiega Chivu – ha preparato come tutte le altre: “Da inizio anno abbiamo fatto preparazione mentale per tutte le partite a prescindere dall’avversario e credo che siamo cresciuti sotto questo punto di vista, siamo migliorati, abbiamo un approccio diverso alle gare perché non sottovalutiamo e non sopravvalutiamo nessuno. Quello che conta è la gestione di quello che siamo noi e che vogliamo fare senza perdere di vista la realtà di una partita né sottovalutare o sopravvalutare l’avversario”, ha dichiarato l’allenatore dell’Inter. “Hanno perso solo due partite fino ad ora, hanno giocatori top dal punto di vista individuale, ma noi dobbiamo essere la miglior versione di noi stessi, sereni, consapevoli della partita e di quello che vuol dire giocare un derby“, ha aggiunto Chivu. Stima reciproca, viste anche le parole di Massimiliano Allegri sull’Inter: “Per quanto riguarda l’Inter è una squadra che è sei anni, credo, che lotta per i primi due posti del campionato. In questo momento è la migliore del campionato. Ha giocatori di grande esperienza, tecnici e fisici. Ha Esposito, è un giovane molto forte e bravo. È la squadra più forte del campionato al momento”. L'articolo “Thuram ha la febbre”: l’allarme di Chivu prima del derby. E Allegri carica l’ambiente: “Non si sa mai cosa può succedere” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Allegri ci crede: “Speriamo che i numeri diano contro all’Inter. Abbiamo un obiettivo da centrare”
“Il derby è una partita meravigliosa, può succedere di tutto. L’Inter ha vinto 22 partite, 4 perse e 1 pareggiata. Speriamo che domenica i numeri gli remino contro”. Il Milan vince nel finale contro la Cremonese e Massimiliano Allegri elogia i suoi a Dazn dopo il successo. “La partita sembra corta quando arrivi lì, ti viene affanno, ma la realtà è che è lunga e c’era tutto il tempo per costruire palle gol. Sul primo bravo Estupinan a metterla lì per Modric, poi siamo stati bravi nel contropiede”. Non è mancato comunque il solito Allegri durante le interviste. L’allenatore ha ironizzato anche su Bartesaghi, che è stato sostituito per infortunio: “Come sta Bartesaghi? È stato straordinario perché è uscito nel momento giusto: Estupinan è entrato e ha dato la palla gol. Quindi merito è suo”, ha scherzato il tecnico rossonero. Una partita che sembrava maledetta per il Milan. Tante occasioni create – due clamorosamente sciupate con Leao prima e Pulisic poi, entrambi a tu per tu con Audero – prima della rete fortuita di Pavlovic nel finale e il 2-0 in contropiede di Leao all’ultimo secondo. “La Cremonese è squadra complicata contro cui giocare. Nel primo abbiamo avuto difficoltà nella gestione della palla ma abbiamo avuto grandi occasioni”. Infine anche un elogio a chi è entrato dalla panchina: “Quelli che sono entrati hanno fatto molto bene: sono contento per Estupinan che è entrato nell’azione dell’1-0. Vincere oggi era importante per cancellare sconfitta con Parma e per avvicinarsi ancora di più al nostro obiettivo e prepararci per bene al derby”. Il Milan ha concluso la partita con tre attaccanti: Christopher Nkunku, Niclas Fullkrug e Rafael Leao. Un tridente inedito, che difficilmente Allegri propone: “Tre punte? Soluzione a gare in corso perché quando ci sono gare intense gli esterni devono lavorare molto e perdiamo lucidità. In quel momento della partita c’era bisogno di giocatori offensivi. Poi vedremo strada facendo: in questo momento non mi interessano molto sistemi di gioco e moduli, abbiamo un obiettivo importante da centrare. Con le squadre dietro come Como, Atalanta, Napoli, Roma e Juventus che continuano a fare punti bisogna fare un passettino alla volta perché la strada sarà molto lunga“. L'articolo Allegri ci crede: “Speriamo che i numeri diano contro all’Inter. Abbiamo un obiettivo da centrare” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Sei un cog***e, sei un bambino”: lite tra Allegri e Fabregas in Milan-Como
Minuto 79 di Milan-Como, recupero della 24esima giornata di Serie A. Il punteggio è di 1-1 (poi sarà anche quello finale), la partita è tesa, nervosa ed equilibrata. Alexis Saelemaekers perde palla accanto alla panchina del Como e subito prova a rincorrere gli avversari nel tentativo di recuperare. A quel punto sente tirare la sua maglia. Classico fallo tattico? Sì, ma a commetterlo è Cesc Fabregas, che di ruolo fa l’allenatore e pochi istanti prima aveva chiesto l’ammonizione di Saelemaekers. Un gesto sicuramente antisportivo. Ne viene fuori un parapiglia, animi surriscaldati e Landucci – storico vice di Massimiliano Allegri – corre verso la panchina comasca. L’arbitro Mariani ci mette qualche minuto prima di riportare la calma e dopo averlo fatto, espelle sia Landucci, sia Massimiliano Allegri. L’allenatore rossonero – stupito della decisione del direttore di gara – esclama: “Ma ha buttato fuori me? Davvero?”. Finita lì? No, perché Allegri e Fabregas hanno continuato a litigare, con Allegri furioso per la decisione di Mariani e la conseguente espulsione. I due si sono anche incrociati all’ingresso della sala stampa di San Siro – nel post gara – e anche lì sono volate parole grossissime. Secondo quanto riportato da Tuttomercatoweb, Allegri avrebbe urlato a Fabregas: “Sei un cog***e, sei un bambino che ha appena iniziato a fare l’allenatore“. In conferenza stampa Fabregas ha cercato di riportare la calma, dichiarando: “Chiedo scusa perché ho fatto una cosa di cui non sono orgoglioso, ho fatto una cosa antisportiva. Abbiamo rubato la palla, ma ho toccato un po’ per l’emozione (Saelemaekers, ndr). Come diceva Chivu l’altro giorno: le mani a casa, specialmente l’allenatore. Non possiamo fare questo. Una cosa che spero di non fare mai più”. Allegri – sicuramente più diplomatico di qualche attimo prima – ha utilizzato la tecnica dell’ironia pungente, dichiarando: “Si è scusato? Ho capito, allora se la prossima volta parte uno lungo la linea, faccio una scivolata ed entro anch’io. Sono andato lì per difendere Saelemaekers, il giocatore ha avuto una reazione e in quel momento lì mi è venuto incontro uno del Como, non so chi è, ma non è successo niente. Quando si sta in campo bisogna essere rispettosi verso l’arbitro e verso le squadre. C’è stato uno scambio tra allenatori. È un tecnico molto giovane. Gli auguro di vincere tanto in carriera perché ha tutte le qualità per farlo”. L'articolo “Sei un cog***e, sei un bambino”: lite tra Allegri e Fabregas in Milan-Como proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Se mi dicono che sono fortunato io sono contento”: la teoria di Allegri dopo la nona vittoria del Milan per un gol di scarto
“La fortuna conta nella vita in generale, se mi dicono che sono fortunato io sono contento”. Così Massimiliano Allegri dopo la vittoria del Milan per 1-0 contro il Lecce, la nona in campionato con un gol di scarto su 13 totali, che riporta i rossoneri a -3 dall’Inter e a +3 sul Napoli. A decidere la sfida è stato un gol di Fullkrug (che non aveva avuto un inizio fortunatissimo), dopo che Falcone aveva salvato il risultato un paio di volte su Pulisic e Rabiot. Un match che il Milan – statistiche alla mano – ha meritato di vincere: 3.40 xG contro lo 0.17 del Lecce, 20 tiri totali (6 in porta) contro i 4 della formazione di Di Francesco (0 in porta). Il risultato di 1-0 però rimanda sempre all’ormai noto “corto muso” e le famose vittorie di Allegri con un solo gol di scarto: “Si diceva che è meglio stare con quelli fortunati che con quelli bravi e se mi dicono che sono fortunato sono molto contento. Speriamo non mi abbandoni“, ha dichiarato Allegri nel post gara. Per il Milan è la nona vittoria in campionato con un gol di scarto. Nell’ordine i rossoneri hanno battuto – partendo dalla meno recente e arrivando a quella di ieri contro il Lecce – il Bologna (1-0), il Napoli (2-1), la Fiorentina (2-1), Roma, Inter e Lazio (tutte per 1-0), Torino (2-3), Cagliari e Lecce (1-0). Nove su tredici: non poche, se consideriamo che Inter e Napoli – che hanno rispettivamente vinto 16 e 13 partite – ne hanno portate a casa 7 con un gol di scarto. “È un gruppo che sa dove deve arrivare, dove deve lavorare, cioè sui nostri limiti che sono i nostri punti di forza – spiega Allegri -. I limiti sono punti di forza perché si lavora su quelli per andare oltre e migliorarci”, ha concluso il tecnico rossonero. Nonostante ciò, Allegri non è contento proprio per le statistiche citate sulla gara di ieri: “Ci sono giocatori in crescita come Estupinan, Jashari che ha fatto una buona partita, lo stesso Fullkrug e poi bisogna migliorare. Cosa? Bisogna migliorare perché bisogna essere più precisi negli ultimi 20 metri e più cattivi sotto porta”. L'articolo “Se mi dicono che sono fortunato io sono contento”: la teoria di Allegri dopo la nona vittoria del Milan per un gol di scarto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Maignan tiene in vita il Milan, Allegri avverte: “Il rinnovo è un problema della società. I giocatori da 100 milioni devono stare qui”
Il Milan vince 3-1 in rimonta a Como e resta in scia all’Inter capolista. Al Sinigaglia la squadra di Fabregas domina il primo tempo e buona parte della ripresa, ma a tenere in vita Max Allegri e il campionato ci pensano una doppietta di Rabiot – prestazione sontuosa, si è anche procurato il rigore trasformato da Nkunku – e le parate straordinarie di Mike Maignan, fondamentale in almeno 3-4 occasioni. Non è una novità: il portiere francese oggi è un fattore decisivo e ci sono per buona parte i suoi guanti sui 43 punti collezionati fin qui dai rossoneri, che restano a -3 dall’Inter capolista, ancora in piena lotta per lo scudetto. È vero, sul gol del vantaggio di Kempf c’è anche la complicità di Maignan, che avrebbe potuto uscire. Ma nel resto del primo tempo le sue parate hanno evitato che il Como dilagasse: avrebbe potuto chiudere con almeno due reti di vantaggio. Invece sul finire di frazione è arrivato il rigore che ha riportato la parità. Nella ripresa ci ha pensato Rabiot a segnare forse nelle uniche due situazioni pericolose create dai rossoneri, mentre sempre Maignan ha blindato la porta evitando che il Como raccogliesse quanto meno un pareggio. Nemmeno Allegri fa mistero del fatto che il suo portiere sia stato decisivo: “Ci ha tenuto in piedi”. Ma in queste ore Maignan è anche motivo di ansie e tensioni: c’è infatti sul tavolo il nodo del rinnovo. Il francese va in scadenza a giugno, teoricamente potrebbe ascoltare offerte di altre società. Nel frattempo il Milan ha messo sul piatto un’offerta da 5 milioni all’anno più bonus. Sembra tutto pronto per le firme, se non fosse per un ultimo scoglio da superare: quello relativo alle commissioni. Trapela fiducia, ma Allegri vuole mettere tutti in guardia: “Il rinnovo è più difficile per Furlani dopo una serata così? È un problema della società – ha sottolineato nel post-partita -. Io sono molto contento, per le grandi squadre servono i grandi giocatori, con un mix di ragazzi. Se ci sono giocatori che costano 100 milioni e giocatori che costano 1, c’è un motivo. Bisogna tenere la gente forte in campo”. Ci sono le categorie, avrebbe potuto dire lo stesso Allegri. Che ha poi ribadito: “È giusto che il Milan abbia dei grandi giocatori. Mike è uno dei tre portieri più forti al mondo“. Ai microfoni di Dazn è intervenuto anche lo stesso Maignan, in compagnia di Rabiot. I due francesi hanno analizzato la partita e scherzato insieme. Alla domanda sul rinnovo del portiere, ha risposto il centrocampista: “Ha tanta voglia!“. Di restare il Milan, s’intende. Se lo augurano Allegri, i giocatori e tutto il mondo rossonero. La rinascita di questa stagione e il futuro passano dai guantoni di Maignan. L'articolo Maignan tiene in vita il Milan, Allegri avverte: “Il rinnovo è un problema della società. I giocatori da 100 milioni devono stare qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ricordo Tomba, si fermavano le scuole per vederlo sciare”: Allegri-tedoforo in vista di Milano-Cortina e il suo rapporto con lo sci
“Essere tedoforo durante il viaggio della Fiamma verso Milano per Milano Cortina 2026 è stato un grande onore e un’emozione intensa”. Così Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, a margine della sua frazione come tedoforo nella tappa Borgomanero–Varese del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano–Cortina. Allegri era stato annunciato tra i tedofori una settimana fa e oggi – alla vigilia della sfida tra Milan e Como – ha “sfilato” nella tappa tra Borgomanero e Varese. “La fiamma olimpica incarna valori fondamentali come impegno, rispetto, sacrificio e spirito di squadra, gli stessi che lo sport trasmette ogni giorno unendo persone e popoli. Portare la torcia ha rappresentato un momento di profondo significato umano e sportivo, simbolo di unione e continuità”. La questione tedofori ha generato diverse polemiche, diventando anche un caso politico negli ultimi giorni. “Fare il tedoforo è stata una bellissima esperienza, soprattutto c’era un sacco di gente. Lo sport è una cosa meravigliosa, all’interno ci sono regole e disciplina, è importante per educare i ragazzi. A me piace molto sciare, ogni tanto quando posso vado piano ma mi diverto un sacco”, ha dichiarato Allegri in conferenza stampa poche ore dopo. Prima di passare alle domande tecniche e sul match che si giocherà a Como nella giornata di giovedì 15 gennaio, Allegri ha voluto fare un in bocca al lupo a chi parteciperà alle Olimpiadi, svelando anche qualche aneddoto sul suo passato. “Innanzitutto in bocca al lupo a Brignone e tutti gli atleti che partecipano alle Olimpiadi. Io mi ricordo Tomba, si fermavano le scuole per veder sciare Tomba. In Italia viviamo di eccellenze e su quello bisogna lavorare, sono contento soprattutto perché è un evento sportivo mondiale che porterà in Italia tante persone di Paesi diversi”, ha poi concluso Massimiliano Allegri Allegri. L'articolo “Ricordo Tomba, si fermavano le scuole per vederlo sciare”: Allegri-tedoforo in vista di Milano-Cortina e il suo rapporto con lo sci proviene da Il Fatto Quotidiano.
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