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“Se mi dicono che sono fortunato io sono contento”: la teoria di Allegri dopo la nona vittoria del Milan per un gol di scarto
“La fortuna conta nella vita in generale, se mi dicono che sono fortunato io sono contento”. Così Massimiliano Allegri dopo la vittoria del Milan per 1-0 contro il Lecce, la nona in campionato con un gol di scarto su 13 totali, che riporta i rossoneri a -3 dall’Inter e a +3 sul Napoli. A decidere la sfida è stato un gol di Fullkrug (che non aveva avuto un inizio fortunatissimo), dopo che Falcone aveva salvato il risultato un paio di volte su Pulisic e Rabiot. Un match che il Milan – statistiche alla mano – ha meritato di vincere: 3.40 xG contro lo 0.17 del Lecce, 20 tiri totali (6 in porta) contro i 4 della formazione di Di Francesco (0 in porta). Il risultato di 1-0 però rimanda sempre all’ormai noto “corto muso” e le famose vittorie di Allegri con un solo gol di scarto: “Si diceva che è meglio stare con quelli fortunati che con quelli bravi e se mi dicono che sono fortunato sono molto contento. Speriamo non mi abbandoni“, ha dichiarato Allegri nel post gara. Per il Milan è la nona vittoria in campionato con un gol di scarto. Nell’ordine i rossoneri hanno battuto – partendo dalla meno recente e arrivando a quella di ieri contro il Lecce – il Bologna (1-0), il Napoli (2-1), la Fiorentina (2-1), Roma, Inter e Lazio (tutte per 1-0), Torino (2-3), Cagliari e Lecce (1-0). Nove su tredici: non poche, se consideriamo che Inter e Napoli – che hanno rispettivamente vinto 16 e 13 partite – ne hanno portate a casa 7 con un gol di scarto. “È un gruppo che sa dove deve arrivare, dove deve lavorare, cioè sui nostri limiti che sono i nostri punti di forza – spiega Allegri -. I limiti sono punti di forza perché si lavora su quelli per andare oltre e migliorarci”, ha concluso il tecnico rossonero. Nonostante ciò, Allegri non è contento proprio per le statistiche citate sulla gara di ieri: “Ci sono giocatori in crescita come Estupinan, Jashari che ha fatto una buona partita, lo stesso Fullkrug e poi bisogna migliorare. Cosa? Bisogna migliorare perché bisogna essere più precisi negli ultimi 20 metri e più cattivi sotto porta”. L'articolo “Se mi dicono che sono fortunato io sono contento”: la teoria di Allegri dopo la nona vittoria del Milan per un gol di scarto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Maignan tiene in vita il Milan, Allegri avverte: “Il rinnovo è un problema della società. I giocatori da 100 milioni devono stare qui”
Il Milan vince 3-1 in rimonta a Como e resta in scia all’Inter capolista. Al Sinigaglia la squadra di Fabregas domina il primo tempo e buona parte della ripresa, ma a tenere in vita Max Allegri e il campionato ci pensano una doppietta di Rabiot – prestazione sontuosa, si è anche procurato il rigore trasformato da Nkunku – e le parate straordinarie di Mike Maignan, fondamentale in almeno 3-4 occasioni. Non è una novità: il portiere francese oggi è un fattore decisivo e ci sono per buona parte i suoi guanti sui 43 punti collezionati fin qui dai rossoneri, che restano a -3 dall’Inter capolista, ancora in piena lotta per lo scudetto. È vero, sul gol del vantaggio di Kempf c’è anche la complicità di Maignan, che avrebbe potuto uscire. Ma nel resto del primo tempo le sue parate hanno evitato che il Como dilagasse: avrebbe potuto chiudere con almeno due reti di vantaggio. Invece sul finire di frazione è arrivato il rigore che ha riportato la parità. Nella ripresa ci ha pensato Rabiot a segnare forse nelle uniche due situazioni pericolose create dai rossoneri, mentre sempre Maignan ha blindato la porta evitando che il Como raccogliesse quanto meno un pareggio. Nemmeno Allegri fa mistero del fatto che il suo portiere sia stato decisivo: “Ci ha tenuto in piedi”. Ma in queste ore Maignan è anche motivo di ansie e tensioni: c’è infatti sul tavolo il nodo del rinnovo. Il francese va in scadenza a giugno, teoricamente potrebbe ascoltare offerte di altre società. Nel frattempo il Milan ha messo sul piatto un’offerta da 5 milioni all’anno più bonus. Sembra tutto pronto per le firme, se non fosse per un ultimo scoglio da superare: quello relativo alle commissioni. Trapela fiducia, ma Allegri vuole mettere tutti in guardia: “Il rinnovo è più difficile per Furlani dopo una serata così? È un problema della società – ha sottolineato nel post-partita -. Io sono molto contento, per le grandi squadre servono i grandi giocatori, con un mix di ragazzi. Se ci sono giocatori che costano 100 milioni e giocatori che costano 1, c’è un motivo. Bisogna tenere la gente forte in campo”. Ci sono le categorie, avrebbe potuto dire lo stesso Allegri. Che ha poi ribadito: “È giusto che il Milan abbia dei grandi giocatori. Mike è uno dei tre portieri più forti al mondo“. Ai microfoni di Dazn è intervenuto anche lo stesso Maignan, in compagnia di Rabiot. I due francesi hanno analizzato la partita e scherzato insieme. Alla domanda sul rinnovo del portiere, ha risposto il centrocampista: “Ha tanta voglia!“. Di restare il Milan, s’intende. Se lo augurano Allegri, i giocatori e tutto il mondo rossonero. La rinascita di questa stagione e il futuro passano dai guantoni di Maignan. L'articolo Maignan tiene in vita il Milan, Allegri avverte: “Il rinnovo è un problema della società. I giocatori da 100 milioni devono stare qui” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Ricordo Tomba, si fermavano le scuole per vederlo sciare”: Allegri-tedoforo in vista di Milano-Cortina e il suo rapporto con lo sci
“Essere tedoforo durante il viaggio della Fiamma verso Milano per Milano Cortina 2026 è stato un grande onore e un’emozione intensa”. Così Massimiliano Allegri, tecnico del Milan, a margine della sua frazione come tedoforo nella tappa Borgomanero–Varese del viaggio della Fiamma Olimpica di Milano–Cortina. Allegri era stato annunciato tra i tedofori una settimana fa e oggi – alla vigilia della sfida tra Milan e Como – ha “sfilato” nella tappa tra Borgomanero e Varese. “La fiamma olimpica incarna valori fondamentali come impegno, rispetto, sacrificio e spirito di squadra, gli stessi che lo sport trasmette ogni giorno unendo persone e popoli. Portare la torcia ha rappresentato un momento di profondo significato umano e sportivo, simbolo di unione e continuità”. La questione tedofori ha generato diverse polemiche, diventando anche un caso politico negli ultimi giorni. “Fare il tedoforo è stata una bellissima esperienza, soprattutto c’era un sacco di gente. Lo sport è una cosa meravigliosa, all’interno ci sono regole e disciplina, è importante per educare i ragazzi. A me piace molto sciare, ogni tanto quando posso vado piano ma mi diverto un sacco”, ha dichiarato Allegri in conferenza stampa poche ore dopo. Prima di passare alle domande tecniche e sul match che si giocherà a Como nella giornata di giovedì 15 gennaio, Allegri ha voluto fare un in bocca al lupo a chi parteciperà alle Olimpiadi, svelando anche qualche aneddoto sul suo passato. “Innanzitutto in bocca al lupo a Brignone e tutti gli atleti che partecipano alle Olimpiadi. Io mi ricordo Tomba, si fermavano le scuole per veder sciare Tomba. In Italia viviamo di eccellenze e su quello bisogna lavorare, sono contento soprattutto perché è un evento sportivo mondiale che porterà in Italia tante persone di Paesi diversi”, ha poi concluso Massimiliano Allegri Allegri. L'articolo “Ricordo Tomba, si fermavano le scuole per vederlo sciare”: Allegri-tedoforo in vista di Milano-Cortina e il suo rapporto con lo sci proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Botta e risposta De Rossi-Allegri sullo scavetto di Pavlovic. “Dal Milan mi aspetto altro”, “È il bello del calcio”
Sono ormai passati due giorni dal rigore sbagliato da Stanciu in Milan-Genoa al 99esimo, ma è un episodio che continua a far discutere, soprattutto per quanto fatto da Pavlovic pochi attimi prima del tiro dal dischetto. Il difensore serbo del Milan ha scavato una buca con il piede cercando di rovinare il punto di battuta, quattro volte col piede sinistro e due col destro. Un dettaglio che non è passato inosservato, tant’è che successivamente è stato ammonito per comportamento non regolamentare. Stanciu ha calciato altissimo il rigore e il match è terminato per 1-1, con il Genoa che ha sprecato la possibilità di fare bottino pieno a San Siro. A stupire è stato anche il comportamento dei giocatori del Genoa, che nonostante abbiano visto Pavlovic “rovinare” il dischetto, siano rimasti lì fermi a guardarlo. “L’arbitro doveva fare di più, levare i giocatori di mezzo”, ha dichiarato Daniele De Rossi nella conferenza stampa prima della sfida tra Genoa e Cagliari. “Non si può tirare un rigore 3 minuti e 50 secondi dopo il fischio e la conferma del Var che è arrivata subito. Un giocatore del Milan mi ha detto ‘io voglio vincere‘, lo posso capire e t’attacchi a tutto. Ma da quella maglia, dallo spessore di quella maglia ci si aspetterebbero altri comportamenti“, ha spiegato De Rossi che ha poi concluso: “In quel momento c’era un po’ di Far West ma noi non siamo gli scemi del villaggio, ci dovevamo far rispettare con più veemenza”. A distanza di poche ore, sull’episodio che ha poi fatto il giro del web si è espresso anche Massimiliano Allegri: “Pavlovic? Ne succedono tanti di episodi nel calcio, è anche il suo bello. Certe cose, se le guardi a distanza nel tempo, fanno anche sorridere”, ha spiegato il tecnico rossonero. L'articolo Botta e risposta De Rossi-Allegri sullo scavetto di Pavlovic. “Dal Milan mi aspetto altro”, “È il bello del calcio” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Inter e Napoli nettamente più forti. Poi si può anche raccontare che Cristo è morto nel sonno”: Allegri sullo scudetto
“Non lo dico per superstizione, ci sono due squadre che sono nettamente più forti delle altre e sono le favorite: sono Inter e Napoli. Punto. Poi ognuno può raccontare quello che vuole, anche che Cristo è morto nel sonno”. Senza giri di parole e senza peli sulla lingua. Così Massimiliano Allegri a Sky Sport dopo il pareggio del Milan contro il Genoa per 1-1. Il club rossonero è andato sotto con il gol dell’ex Colombo, poi l’ha ripresa al 92esimo con Rafael Leao e ha rischiato di perderla al 95esimo, quando Stanciu ha calciato alle stelle il rigore decisivo. “È un punto guadagnato perché loro hanno sbagliato un rigore al 95esimo, la cosa positiva è che abbiamo tirato molto in porta, ma siamo stati imprecisi e frettolosi, bastava o sbloccarla oppure attendere il secondo tempo perché il Genoa ha corso molto e sarebbe calato un po’”, ha spiegato Allegri nel post gara. Tra le cose che non sono piaciute ad Allegri del suo Milan c’è la frenesia per cercare il gol. “È una questione di maturità. Quando venivo a giocare a San Siro con le piccole facevo delle belle partite per 60 minuti, poi c’era il Milan più forte di sempre che dal 60esimo iniziava a giocare e ti faceva tre gol, questa è una cosa che l’Inter ha“, ha ribadito Allegri in riferimento al rigore subito al 95esimo: “Se fai gol al 92esimo, hai ancora 3 minuti e mezzo per fare gol e quindi circa sei azioni, non puoi prendere quel rigore per un contropiede“. Un pareggio che consente all’Inter di allungare a +3, a 42 punti, con il Milan fermo a 39 punti e il Napoli a quota 38. La formazione di Chivu ha guadagnato 2 punti sui rossoneri e due sulla squadra di Antonio Conte in una giornata sulla carta favorevole alle due inseguitrici. E domenica ci sarà lo scontro diretto tra Inter e Napoli, mentre il Milan sarà ospite di una Fiorentina in ripresa dopo i due risultati utili consecutivi. L'articolo “Inter e Napoli nettamente più forti. Poi si può anche raccontare che Cristo è morto nel sonno”: Allegri sullo scudetto proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Allegri show in conferenza: “Sarò tedoforo a Milano-Cortina”. Poi annuncia la quota scudetto e propone di anticipare l’orario delle partite
“Ai ragazzi ho chiesto di farmi soffrire di meno e di far gol al primo tiro (ride, ndr)”. L’ultima conferenza stampa di Massimiliano Allegri – quella prima di Milan–Genoa – è stato uno show. Non è una novità, visto che il tecnico rossonero ha negli anni abituato tutti a uscite “da titolo” . L’allenatore ha parlato di quota Champions e quota scudetto, di orari delle partite da modificare, del suo stile di gioco. E perfino di Olimpiadi invernali. Allegri infatti sarà anche tedoforo a Milano–Cortina 2026: “Contento di esserlo, sarà un’emozione e un’esperienza meravigliosa. Ringrazio il Coni per questo”. Poi il focus della conferenza stampa si sposta subito sul campo e sui calcoli, da sempre una “passione” di Massimiliano Allegri, amante delle proiezioni di classifica a fine anno: “Con i risultati di ieri la quota Champions si è alzata a 74 punti, bisogna vincere”. Quota Champions più alta che inevitabilmente si ripercuote anche sulla quota scudetto: “È una questione di numeri. La quota scudetto è 86-88 a seconda di come si chiuderà il girone di andata. Servono 50 punti alla Juve nel girone di ritorno ma li può fare perché è forte e con Spalletti ha avuto un’inversione di risultati“, ha spiegato Allegri che ne ha poi approfittato per tenere alta la concentrazione. Nel corso della conferenza stampa, Allegri ha anche trovato spazio per una proposta: anticipare le partite programmate alle 20:45 di soli 45 minuti. E spiega anche il motivo: “Io ribadisco che andrebbero anticipate le partite delle 20.45 alle 20. Sono 45 minuti fondamentali per il recupero, alle 23 i giocatori sarebbero già a letto… “. Intanto il Milan si trova al momento a quota 38 punti, a -1 dall’Inter capolista e a +1 sul Napoli di Antonio Conte, ma anche a +2 su Roma e Juventus. Secondo miglior attacco con 28 gol (il primo è l’Inter con 38) e seconda miglior difesa con 13 gol subiti (dietro solo a Roma e Como a quota 12). Nonostante ciò, lo stile di gioco di Allegri e di conseguenza dei rossoneri è spesso criticato. “Dicono che facciamo gol al primo tiro? Credo sia una qualità importante. Ogni palla può essere l’unica e quindi va sfruttata, quando giochi per vincere una palla non decide una partita, ma una stagione, per cui pesa molto. Io non mi vergogno di segnare al primo tiro, è una qualità che i ragazzi hanno”. Allegri non è famoso per essere un “bel-giochista”, aspetto che però all’allenatore ex Juventus non è mai interessato: “Io ho imparato che ci sono giocatori con caratteristiche diverse e vanno messi in modo semplice nelle condizioni di far bene. Gli stessi allenatori sono diversi uno dall’altro. Non c’è un metodo unico per essere vincenti altrimenti lo adotterebbero tutti”. Infine anche una conclusione sulle critiche al suo Milan e al suo calcio “noioso” a detta di molti: “Le critiche fanno sempre bene, se sono costruttive stimolano. Nessuno ha la verità in mano. Abbiamo la qualità di essere un gruppo che vuole sempre migliorarsi“. L'articolo Allegri show in conferenza: “Sarò tedoforo a Milano-Cortina”. Poi annuncia la quota scudetto e propone di anticipare l’orario delle partite proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Allegri non capisce di calcio”: l’ultima profezia di Hernanes e l’assurda teoria delle funivie
“Allegri non capisce di calcio, lui capisce della fisica che governa le funivie“. Il profeta Hernanes ne ha tirata fuori un’altra. L’ex centrocampista di Inter, Juve e Lazio tra le tante ha parlato di Massimiliano Allegri e del suo Milan sui propri canali social, analizzando a modo suo lo stile di gioco del tecnico italiano e della squadra rossonera. “Fino a 15 anni fa non ero mai stato in una località sciistica. Poi, quando sono andato per la prima volta, ho visto quei cavi in acciaio chilometrici trasportare su quelle cabine. Vedevo il cavo che si curvava e pensavo ‘è troppo pesante’, ‘non ce la fa’. Poi ho capito una cosa: il cavo si curva di proposito. Ed è proprio quella curva che distribuisce il peso”, ha esordito Hernanes nel video sul proprio profilo Instagram, parlando di qualcosa che apparentemente non ha nulla a che vedere con il calcio. Un paragone – quello tra i cavi della funivia e il Milan – curioso ma che Hernanes spiega nei dettagli. “E proprio ciò permette al cavo di portare su le persone con meno fatica e più sicurezza. Ed è ciò che ho notato durante la partita del Milan contro il Cagliari. Vedevo una squadra che cala, che si curva, che si piega, che sbaglia anche cose semplici”. Un Milan che non dà mai l’impressione di dominare la partita, che spesso lascia la palla agli avversari, che non gioca un calcio spettacolare, ma che è pronto a colpire quando c’è l’occasione. Una costante delle squadre di Allegri e una costante anche del suo nuovo Milan, al momento dietro solo all’Inter in Serie A. “E subito una mente inesperta giudica: ‘questo Milan soffre’, ‘questo Milan è inesperto’, ‘questo Milan non domina’, ‘questo Milan non è concentrato’. E io vi chiedo: e se proprio questa curva fosse la loro forza? Il cervello umano non è fatto per essere teso, concentrato, lucido per 90 minuti. Il cervello funziona per attivazione, per momenti e per picchi”, continua Hernanes. In sostanza: secondo l’ex centrocampista, una squadra non può stare sempre sul pezzo e sempre “a mille”. È ciò che pensa anche Massimiliano Allegri, che chiede alla sua squadra di capire i momenti, gestirli e affondare il colpo quando si può: “Dunque una persona che non sa piegarsi, prima o poi si spezzerà. La magia di Allegri e del Milan sta proprio qui: loro sanno attivarsi al momento giusto. E così quel cavo poi porta in alto le cabine”. > Visualizza questo post su Instagram > > > > > Un post condiviso da Hernanes (@profeta.hernanes) L'articolo “Allegri non capisce di calcio”: l’ultima profezia di Hernanes e l’assurda teoria delle funivie proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Nkunku si sblocca col Verona: una doppietta per convincere Allegri e cambiare i piani del Milan
Per sbloccarsi si è dovuto procurare un rigore: il proverbiale episodio che può diventare la svolta chiave. All’improvviso, in un mezzogiorno natalizio a San Siro, Christopher Nkunku ha trovato le prime gioie con il Milan. C’è la sua firma sulla vittoria contro il Verona, decisiva per la classifica: il rigore del 2 a 0, pochi minuti dopo anche il gol che ha chiuso la partita. Dopo 4 mesi, 11 partite e zero reti, ecco la doppietta che può cambiare la storia di Nkunku al Milan. Il primo tempo dell’attaccante francese contro l’Hellas Verona sembrava per la verità aver rispecchiato il copione amaro di questi sui primi mesi in Italia: avulso dal gioco, mai pericoloso. Per sbloccare la gara è servito il solito Pulisic, capace di portare avanti la squadra di Allegri da calcio d’angolo al termine di una prima frazione brutta e monotona. Nella ripresa invece è arrivata la chance del riscatto. Grazie a un contatto con Nelsson giudicato falloso dall’arbitro Fabbri, Nkunku si è presentato sul dischetto e ha battuto Montipò. Cinque minuti dopo, al 53esimo, ecco la doppietta. Parte tutto da Modric, che scarica dal limite dell’area un sinistro deviato dal portiere scaligero sul palo: la palla rimbalza in area piccola, Nkunku capisce tutto e ci si avventa, ribadendola in rete. La doppietta è servita, il Milan vince 3 a 0 a San Siro. Basterà per convincere Max Allegri e cambiare i piani del Milan? Il tecnico era stato quasi profetico alla vigilia: “Nkunku ha le possibilità di fare bene. A volte chi arriva ha bisogno di più tempo per inserirsi, ma ha una tecnica molto importante. Lui deve essere molto fiducioso perché è in un ambiente che lo vuole”. Ecco, su quest’ultimo punto – come raccontato da ilfattoquotidiano.it – c’è più di qualche dubbio. In attacco è arrivato Füllkrug, quindi Nkunku è diventato sacrificabile: se qualcuno dovesse presentare offerte, saranno valutate. L’intenzione di Allegri e del Milan è rinforzare la difesa, anche rinunciando al francese dopo appena 4 mesi. Sempre che questa doppietta non possa aprire a nuove riflessioni. L'articolo Nkunku si sblocca col Verona: una doppietta per convincere Allegri e cambiare i piani del Milan proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Una figuraccia, i movimenti delle panchine sono inguardabili”: la rabbia di Gravina sul caso Allegri-Oriali
“Parliamo di una figuraccia. Perché qui dobbiamo tenere distinte quelle che sono le sanzioni che si applicano alle violazioni previste dal regolamento sportivo rilevate dall’arbitro, da quelle che sono le norme comportamentali“. Così il presidente della Figc Gabriele Gravina nella conferenza stampa dopo il Consiglio Federale sulla lite tra il tecnico del Milan Massimiliano Allegri e il team manager del Napoli Gabriele Oriali, arrivata durante la semifinale di Supercoppa italiana a Riad. “Qui è un fatto culturale. Io credo che dobbiamo un po’ riacquistare il senso dell’educazione. Purtroppo offendere sta diventando quasi normale, i movimenti delle panchine sono inguardabili e si è convinti che più si urla in panchina più si possano condizionare le decisioni di campo”, ha proseguito Gravina, particolarmente nervoso parlando dell’argomento. Allegri e Oriali hanno discusso animatamente dopo il rosso chiesto dalla panchina del Napoli per Mike Maignan, accusato di reazione violenta nei confronti di Matteo Politano. Sono volate parole grosse, con l’allenatore rossonero che avrebbe proferito diversi insulti nei confronti di Oriali. Scene che a Gabriele Gravina non sono piaciute, come dimostrano le sue parole: “C’è solo uno sconfitto all’interno di tutto questo: il calcio. Vale per Folorunsho, vale per i presidenti, i tifosi e gli allenatori. Stiamo parlando del gioco del calcio, stiamo parlando sempre di fair play, di etica, di principi, di rispetto. Ce lo stampiamo sulle maglie, sul petto, facciamo gli eventi, organizziamo i convegni su questi temi e poi andiamo in campo e ci sputiamo addosso. Questo non è assolutamente accettabile“, ha concluso Gravina sull’argomento. Litigio tra Allegri e Oriali che è proseguito anche nel post gara: prima l’allenatore rossonero è fuggito negli spogliatoi senza salutare nessuno, Antonio Conte compreso. Poi – nella mattina di oggi 19 dicembre – il Napoli ha accusato Allegri di “un’aggressione fuori controllo”. L'articolo “Una figuraccia, i movimenti delle panchine sono inguardabili”: la rabbia di Gravina sul caso Allegri-Oriali proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Allegri ha insultato Oriali, aggressione fuori controllo che non può passare inosservata”: il Napoli attacca l’allenatore del Milan
La richiesta di un cartellino rosso a Mike Maignan dopo una manata a Matteo Politano. Questa la causa di un finale ad altissima tensione durante la semifinale di Supercoppa Italiana tra Napoli e Milan – vinta dal Napoli per 2-0 con i gol di Neres e Hojlund – che ha visto protagonisti Massimiliano Allegri e Gabriele Oriali prima e lo stesso allenatore del Milan e Antonio Conte poi. Impossibile infatti non notare il mancato saluto tra i due a fine gara. Il finale è stato incandescente, con Allegri che si è rivolto a Oriali con parole grosse: secondo alcune immagini che circolano sui social e come riportato da La Stampa, Allegri avrebbe più volte gridato a Oriali “sei un cogl**ne”. I due stavano anche per venire a contatto prima dell’intromissione di alcuni dirigenti di entrambe le squadre. Clima pesante che è proseguito oggi, quando il Napoli con una nota ufficiale ha preso le distanze da comportamento del tecnico rossonero. “La Ssc Napoli condanna con fermezza l’atteggiamento dell’allenatore del Milan, Massimiliano Allegri che, durante la semifinale di Supercoppa italiana, alla presenza di decine di persone a bordocampo e in diretta televisiva, ha pesantemente insultato Gabriele Oriali con termini offensivi e reiterati”, si legge in un comunicato ufficiale del club partenopeo. Tutto sarebbe nato da un “ma basta” di Antonio Conte ai milanisti e da lì uno scambio di parole non certo amichevoli tra Allegri e Oriali: “Auspichiamo che tale aggressione, totalmente fuori controllo, non passi inosservata, a maggior ragione perché, con 33 telecamere impegnate nella produzione dell’evento, è impossibile non riscontrare quanto avvenuto”, si conclude la nota del club azzurro. A macchiare una gara agonisticamente valida ed entusiasmante anche il mancato saluto tra Conte e Allegri a fine partita: l’allenatore rossonero è tornato negli spogliatoi senza salutare nessuno, mentre Conte lo ha potuto fare soltanto con Landucci, vice appunto del tecnico toscano. Da capire se adesso ci saranno immagini e audio chiari e di conseguenza se arriverà qualche sanzione dopo gli screzi in campo. L'articolo “Allegri ha insultato Oriali, aggressione fuori controllo che non può passare inosservata”: il Napoli attacca l’allenatore del Milan proviene da Il Fatto Quotidiano.
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