È morto Béla Tarr, fino a ieri forse il più assoluto tra i pochi grandi cineasti
superstiti.
Da qualche parte, mi pare in Evaristo Carriego, Borges allude alla possibilità
di accedere a un’esperienza dove, miracolosamente, si possa essere «dello stesso
tempo del tempo».
Si tratta di un’ambizione del tutto azzardata perché il tempo ha questa strana
‘natura’: benché vi siamo sempre immersi, la sua impalpabile sostanza elude ogni
‘cattura’. Esperiamo il tempo solo decoincidendo con esso. L’inquietudine,
dunque la nervosa oscillazione dell’esistenza, consiste nel non poter mai
sostare pienamente sull’attimo. Incapaci di trattenerci sul puro presente, lo
evadiamo incessantemente proiettandoci nel futuro o ritenendo il passato. Di
fatto, siamo sempre estranei al momento genetico in cui il tempo è e non cessa
di prodursi.
Qualcuno ha provato a pensare che per accedere a questo tempo
incondizionatamente in atto – l’unico, peraltro, capace di determinare una vera
e propria svolta politica – sia necessaria un’interruzione, una frattura della
temporalità che proprio là dove la infranga la riveli, rendendola disponibile
all’esperienza e all’azione senza presupposti.
Con tutt’altre tecniche, invece, per far percepire il tempo lo si contrae,
portandolo a un inusitato grado di densità. È così nei riquadri dell’arte, ad
esempio in un affresco che ritragga una scena di caccia rinascimentale, dove la
totalità sensibile dell’evento dipinto viene simultaneamente esposta, o quando,
in ‘sole’ due ore di pellicola, assistiamo alla débâcle dell’armata napoleonica
sul suolo russo. Ma l’inquadratura pittorica o cinematografica può anche seguire
un metodo opposto e dilatare il tempo fino a sospenderlo, come in una natura
morta di Morandi o con l’‘Ofelia’ fluttuante di Tarkovskij, che, in onirico
sorvolo, sembra esonerata dal domino ‘occasionale’ degli istanti. Comunque sia,
contraendolo o dilatandolo, si dà luogo visivamente al tempo negandone la forma
immediata e riplasmandolo con sapiente artificio. È stato d’altra parte
suggerito che compito dell’artista sia proprio scolpire il tempo…
Quale altro principio ha invece ispirato la regia di Béla Tarr?
La sua strategia, originalissima, si situa esattamente agli antipodi. Per lui il
tempo, per essere artisticamente dispiegato, dev’essere accolto intatto,
nell’indivisibile continuum della sua inesorabilità. Gli estenuanti piani
sequenza del maestro ungherese hanno questo di straordinario: giungono
misteriosamente a coincidere col puro essere del tempo che tutti gli altri
registi invece manipolano.
Béla Tarr unifica il cinema all’indolente fluire del tempo, pareggia
tragicamente ad esso lo svolgersi della pellicola. Ci fa dunque sentire il
tempo, poiché il suo girato è «dello stesso tempo del tempo».
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tempo proviene da Il Fatto Quotidiano.
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L’Ufficio del medico legale della contea di Los Angeles ha reso nota l’autopsia
sui corpi del regista statunitense Rob Reiner, 78 anni, e la moglie Michele
Singer, 68 anni: “Entrambi sono morti per ferite multiple da arma da taglio. La
modalità del decesso è un duplice omicidio”.
L’annuncio è arrivato poche ore dopo che il figlio della coppia, Nick Reiner, 32
anni, è stato formalmente incriminato con due capi d’accusa per omicidio
volontario di primo grado e ha fatto la sua prima comparizione in tribunale.
L’imputato non ha presentato dichiarazione di colpevolezza. Su richiesta del suo
avvocato, Alan Jackson, l’udienza di lettura delle accuse è stata rinviata al 7
gennaio. Nick Reiner è comparso in aula in catene e indossando una tuta
anti-suicidio, seduto dietro un vetro protettivo. Durante l’udienza si è
limitato a rispondere “Sì, vostro onore” nel confermare la nuova data fissata
dal giudice.
I corpi di Rob e Michele Reiner erano stati trovati nel pomeriggio di domenica
scorsa all’interno della loro villa nel quartiere Brentwood di Los Angeles.
Fonti delle forze dell’ordine hanno riferito che entrambi presentavano
lacerazioni compatibili con l’uso di un coltello. Nick Reiner è stato arrestato
e incarcerato con ‘accusa di omicidio e, al momento, è detenuto senza
possibilità di cauzione.
Martedì scorso, nel corso di una conferenza stampa, il capo della polizia di Los
Angeles, Jim McDonnell, ha confermato che l’ufficio del procuratore distrettuale
“ha formalmente depositato le accuse contro il signor Reiner per l’omicidio dei
suoi genitori”.
Dopo la tragedia, gli altri due figli della coppia, Jake e Romy Reiner, hanno
diffuso una dichiarazione congiunta. “Le parole non possono descrivere ‘immenso
dolore che stiamo vivendo ogni momento della giornata”, hanno affermato. “La
perdita orribile e devastante dei nostri genitori, Rob e Michele Reiner, è
qualcosa che nessuno dovrebbe mai affrontare. Non erano solo i nostri genitori,
erano i nostri migliori amici”.
“Ringraziamo per le numerose manifestazioni di cordoglio, gentilezza e sostegno
ricevute da familiari, amici e da persone di ogni provenienza”, hanno aggiunto.
“Chiediamo ora rispetto e privacy, che le speculazioni siano temperate da
compassione e umanità, e che i nostri genitori vengano ricordati per le vite
straordinarie che hanno vissuto e per l’amore che hanno donato”.
L'articolo “Ferite multiple da arma da taglio. Si tratta di un duplice
omicidio”: svelata l’autopsia del regista statunitense Rob Reiner e della moglie
Michele Singer proviene da Il Fatto Quotidiano.