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“Anisa Murati annegò perché le fu dato il braccialetto sbagliato”, in sei verso il processo per la morte nel bioparco
Era il 17 luglio 2024 quando la piccola Anisa Murati, sette anni, annegò nel bioparco AcquaViva di Caraglio (Cunero). La Procura di Cuneo ha chiesto il rinvio a giudizio per sei persone, tra animatrici, gestori e tecnici, accusati di “imprudenza, negligenza e imperizia”. Alla base delle contestazioni, spicca un dettaglio che per gli inquirenti sarebbe stato fatale: il braccialetto che Anisa indossava al polso era arancione, riservato ai nuotatori, anziché verde, destinato ai più piccoli. Le due animatrici che seguivano la comitiva sono accusate anche di non aver allertato tempestivamente i soccorsi. La piccola era stata ritrovata in fin di vita a due metri di profondità in uno dei laghi balneabili del bioparco. I soccorritori avevano tentato di salvarle la vita, ma le loro manovre di rianimazione erano purtroppo risultate inutili. Non si tratta, però, di una dimenticanza isolata. Il gestore del parco, Roberto Manzi, è indagato per un documento di valutazione dei rischi considerato “carente”, mentre il progettista Stefano Ferrari e il responsabile dell’ufficio tecnico comunale, Graziano Viale, sono accusati di falsità nei certificati di regolare esecuzione dei lavori, giudicati non corrispondenti al progetto esecutivo approvato. Mancavano presidi di sicurezza essenziali e cartellonistica chiara, in particolare per segnalare profondità e pendenza del bacino. Anche il parroco di Demonte, don Fabrizio Della Bella, figura tra gli indagati: pur non essendo presente quel giorno ad AcquaViva, secondo il pubblico ministero avrebbe autorizzato la partenza della comitiva senza preavviso e con un numero insufficiente di accompagnatori. La comunità della valle Stura resta segnata dal dolore, con i ricordi della bambina che sorridente partecipava alle attività estive e il senso di incredulità per una morte così evitabile. L’udienza preliminare, ancora da fissare dal gup di Cuneo, sarà il primo passo per accertare le responsabilità e fare luce sulle mancanze che hanno trasformato una giornata di gioco in tragedia. L'articolo “Anisa Murati annegò perché le fu dato il braccialetto sbagliato”, in sei verso il processo per la morte nel bioparco proviene da Il Fatto Quotidiano.
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“Azione conclusa e nessun pericolo”: perché al gioielliere di Grinzane Cavour non è stata riconosciuta la legittima difesa
Non può essere riconosciuta la legittima difesa al gioielliere di Grinzane Cavour (Cuneo) che il 28 aprile 2021 inseguì e uccise due rapinatori in fuga. Sono le motivazioni della Corte di assise di appello di Torino per la sentenza con cui Mario Roggero è stato condannato, lo scorso 3 dicembre, a 14 anni e 9 mesi di reclusione per duplice omicidio. Secondo i giudici, al momento degli spari l’azione criminosa era “totalmente conclusa”, poiché i rapinatori “erano già usciti dal negozio e si stavano apprestando ad allontanarsi salendo in auto”. In quella fase, viene sottolineato, né Roggero né i suoi familiari erano esposti a “un pericolo concreto di un’offesa”, elemento indispensabile per invocare la scriminante della legittima difesa. La Corte chiarisce inoltre che la riforma del 2019 (voluta dalla Lega di Matteo Salvini, ndr) non ha modificato nella sostanza l’istituto della legittima difesa. È vero che la norma fa riferimento alla possibilità di agire per “respingere una intrusione”, ma il codice penale continua a richiamare il comma introdotto nel 2006, che presuppone che l’attacco sia in corso o imminente e che l’uso delle armi sia necessario. “La reazione difensiva – scrivono i giudici – non può essere né anticipata, né posticipata”, e deve collocarsi nel momento dell’aggressione. Una cornice che, secondo la Corte, non è applicabile al caso in esame. Per le stesse ragioni viene esclusa anche l’ipotesi dell’eccesso colposo di legittima difesa. La condotta di Roggero, infatti, non si inserisce in una situazione difensiva in atto, ma in una fase successiva alla rapina. Quanto alla pena, i giudici spiegano che le attenuanti generiche non possono essere riconosciute nella massima estensione a causa della “mancata resipiscenza” dell’imputato. La condanna è stata comunque ridotta rispetto ai 17 anni inflitti in primo grado, applicando il meccanismo della continuazione tra i reati, così da rendere la sanzione complessiva proporzionata “alla gravità del fatto”. Soddisfazione è stata espressa dai legali di parte civile, Marino Careglio e Flavio Campagna, che assistono i familiari di una delle vittime, Andrea Spinelli. “La sentenza è molto bene motivata – affermano – e riafferma un principio che deve continuare a caratterizzare la nostra società e la nostra democrazia: la vita di ogni essere umano è un bene fondamentale ed è protetta dalla legge”. FOTO DI ARCHIVIO L'articolo “Azione conclusa e nessun pericolo”: perché al gioielliere di Grinzane Cavour non è stata riconosciuta la legittima difesa proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Sarà un Natale bianchissimo: neve anche a bassa quota, pioggia e vento fino al Centro-Sud
In molte zone d’Italia sarà un bianchissimo Natale. Anche a bassa quota, infatti, si prevede neve mentre in altre località si attendono piogge e venti forti. Sulle Alpi Occidentali attese copiose nevicate con accumuli anche di 100-120 centimetri in sole 24 ore nella zona di Artesina e Prato Nevoso (Alpi Marittime). “Un fenomeno davvero importante come non si vedeva da anni in questa zona” dicono i meteorologi. Fino a Santo Stefano sul Mediterraneo centro-occidentale resterà intrappolata un’area di bassa pressione con maltempo diffuso sull’Italia. Oltre a piogge sparse un pò ovunque e a venti sostenuti dai quadranti orientali tornerà la neve a quote relativamente basse sull’Appennino settentrionale. Questo vortice nel Mediterraneo verrà alimentato costantemente da fredde correnti da Est con un inevitabile calo termico e abbassamento della quota neve su alcune zone. Sui rilievi al confine tra Liguria, Emilia e Toscana, si osserveranno nevicate oltre i 700-800 metri con accumuli oltre i 1000 metri di quota. Sarà invece un bianchissimo Natale in tutte le aree sopra i 1000-1200 metri sul Piemonte occidentale e meridionale e in Valle d’Aosta. La Protezione civile ha diramato un’allerta meteo. Dal primo mattino di domani, prevede l’avviso, ci saranno precipitazioni sparse, anche a carattere di rovescio o temporale, sull’Arcipelago Toscano, sulle aree tirreniche di Lazio e Campania e sulla Puglia meridionale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento. Valutata per la giornata di domani allerta gialla sui settori occidentali di Umbria e Abruzzo, su quelli tirrenici della Campania e sull’intero territorio di Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia. L'articolo Sarà un Natale bianchissimo: neve anche a bassa quota, pioggia e vento fino al Centro-Sud proviene da Il Fatto Quotidiano.
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