Un drastico calo delle temperature si abbatterà su tutta la nostra Penisola a
partire da mercoledì sera e potrebbe portare neve fino ai 300 metri di
altitudine tra giovedì e venerdì.
Secondo quanto riportato da iLMeteo.it, a partire da mercoledì si preannuncia un
vero e proprio ritorno dell’inverno con venti di tempesta, forti rovesci,
grandinate e un crollo termico di ben 10-12°C. Il crollo delle temperature
causerà anche nevicate a quote bassissime per il periodo. La causa è da
ricercare nell’arrivo di un nuovo ciclone artico proveniente dalla Norvegia, che
toccherà dapprima il Regno Unito, la Francia e i settori alpini, per poi
scendere da mercoledì sera in modo diretto e violento su tutto il Paese.
A generare tali fenomeni meteorologici sarà lo scontro dell’aria fredda artica
con la terraferma e i nostri mari, ormai già riscaldati dalle tiepide
temperature delle scorse settimane: questo genererà intensi contrasti termici
con conseguenti fenomeni localmente estremi. Durante le ore notturne e le prime
luci dell’alba di venerdì e sabato, il rasserenamento dei cieli e l’aria fredda
depositata al suolo favoriranno locali gelate sulle pianure e nelle valli del
Centro-Nord, mettendo a serio rischio le colture già in fioritura. Il fine
settimana, passato il maltempo, si preannuncia più stabile e soleggiato.
Martedì 24 marzo, la giornata si preannuncia serena o poco nuvolosa al Nord e al
Centro, mentre rovesci potrebbero verificarsi sui monti meridionali, specie in
Sicilia e Calabria. Nella giornata di mercoledì 25, a partire dal tardo
pomeriggio, il Nord sarà interessato da temporali, specialmente in Liguria e
Nord-Est con possibili nevi sulle Alpi. Poco nuvoloso invece al Centro e al Sud.
Giovedì 26 marzo il freddo stringerà la sua morsa su tutta la Penisola con
temperature basse e maltempo. Nel weekend, già a partire da venerdì, tornerà il
sereno, ma con temperature basse al mattino.
L'articolo Torna il freddo sulla Penisola: le temperature crollano di oltre
10°C, rovesci e neve a quote bassissime proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Neve
Seicentomila persone senza elettricità, strade bloccate, migliaia e migliaia di
voli cancellati. La nuova bufera di neve che sta investendo il Nord-Est degli
Stati Uniti non dà tregua e sta provocando notevoli disagi alla popolazione con
una sorta di “lockdown” in alcuni territori. Già dalla mattinata di lunedì, il
freddo era tornato ad abbattersi sulla zona nord orientale degli Usa, ma,
all’indomani dell’inizio della tempesta, la reale situazione in cui versano gli
Stati vittime della perturbazione appare più chiara.
Sono senza elettricità 600mila persone, mentre oltre 40 milioni di cittadini
sono ancora sottoposte ad allerta invernale e gli avvisi di bufera di neve si
estendono per oltre 960 chilometri lungo la costa orientale. A Islip, nello
Stato di New York, sono caduti più di 74 centimetri di neve, stabilendo il
record per la più forte tempesta di neve dal 1963. Il record precedente risaliva
al 9 e 10 febbraio 2013.
Da domenica scorsa a oggi sono oltre 10mila i voli cancellati in tutto il Paese,
ma i disagi maggiori sono stati negli aeroporti dell’area di New York. Solo
nella giornata di oggi, i voli cancellati sono stati oltre 2mila, con la maggior
parte concentrati all’aeroporto internazionale Logan di Boston, nel
Massachusetts, come riporta la Cnn.
Persistono i gravi problemi elettrici negli Stati interessati dal maltempo:
nella mattina di lunedì erano state 400mila le persone tagliate fuori dalle rete
elettrica a causa, soprattutto, delle forti raffiche di vento. Solo cinque ore
dopo il numero di persone senza accesso all’elettricità era salito a 650mila.
Numerosi interventi erano stati previsti, ma i ritardi, dovuti agli stessi
problemi metereologici che avevano causato i danni, hanno rallentato i lavori di
ripristino. Le autorità hanno rinnovato l’invito a restare a casa. Numerose le
scuole ancora chiuse, dopo gli annunci di ieri. Si prevede un lieve
miglioramento meteo già a partire dalla notte tra oggi e domani.
L'articolo Tempesta di neve nel nordest degli Stati Uniti: oltre 600mila persone
senza elettricità proviene da Il Fatto Quotidiano.
Titanio e carbonio, per 1,8 kg di peso. Autonomia promessa di 30 km con un
risparmio di fatica vicino al 40%. Prezzo: 1999 euro. Questi i numeri sulla
carta di Hypershell X Ultra, modello di punta della gamma di esoscheletri di
Hypershell. E’ davvero così? Ilfattoquotidiano.it lo ha messo alla prova nella
neve dell’Alpe Devero per testarne le funzionalità in un ambiente “ostile” alle
batterie, lungo una ciaspolata con 500 metri di dislivello positivo, neve
fresca, pendenze e superfici variabili. Il nostro commento nella
videorecensione.
L'articolo Hypershell X Ultra, si può ciaspolare nella neve con un esoscheletro?
La prova del Fatto.it proviene da Il Fatto Quotidiano.
Una serie di perturbazioni sta colpendo l’Italia da giorni senza sosta: piogge
in pianura e nevicate abbondanti sulle Alpi. Le previsioni per i prossimi giorni
non mostrano miglioramenti: il maltempo resterà il protagonista indiscusso. Un
ottimo tempismo per Milano-Cortina 2026.
Fino alla seconda metà della prossima settimana, bisognerà tenere l’ombrello a
portata di mano. Le temperature rimarranno tutto sommato miti per il periodo,
caratteristica tipica delle correnti oceaniche, mantenendo piogge persistenti a
bassa quota e mantenendo lo zero termico a quote medie, come sottolineato da
iLMeteo.it.
In coincidenza con San Valentino, però, dovrebbe verificarsi un cambiamento
radicale della circolazione. Passata la metà del mese, infatti, il flusso
atlantico potrebbe alzarsi di latitudine con una conseguente diminuzione delle
temperature verso il 14 febbraio.
Se dovesse essere confermata questa previsione, la pioggia potrebbe presto
trasformarsi in neve anche a quote molto basse. Oggi, lunedì 9 febbraio – Nord:
coperto con poche piogge. Centro: coperto con piogge sparse. Sud: instabile con
precipitazioni sparse. Domani, Martedì 10 febbraio – Nord: molte nubi, rare
piogge, peggiora in serata. Centro: molto nuvoloso, piogge specie sulle
Tirreniche. Sud: variabile, piogge sparse.
L'articolo Gelo in arrivo a San Valentino, pioggia, neve e vento in arrivo
sull’Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.
Due scialpinisti finlandesi hanno perso la vita durante un fuoripista su Punta
Beltovo, sopra Solda. Ferita una terza persona. La valanga si è staccata su un
pendio, raggiungibile con gli impianti di risalita.
La slavina è stata notata solo dopo che i soccorritori sono stati richiamati da
un’altra chiamata, avvenuta verso le ore 13.30, per una seconda valanga
verificatasi a poca distanza dalla precedente, nei pressi del rifugio Madriccio.
La zona era già stata citata in passato per distacchi come quelli avvenuti oggi.
L’elicottero, che sorvolava sopra la valanga su Punta Beltovo, ha notato una
persona che stava scavando nella neve. Giunti sul luogo, i soccorritori sono
stati informati dal turista della presenza dei due amici sotto la neve. Sono
stati velocemente localizzati, ma, quando sono stati recuperati, erano ormai
morti. Il sopravvissuto è stato poi trasportato in ospedale con ferite di media
gravità.
La seconda valanga, per la quale era arrivata la chiamata ai soccorritori, non
ha invece fatto vittime. Sul posto hanno operato gli uomini del soccorso alpino
dell’Alpenverein, del Cnsas e della Guardia di finanza di Tubre, Solda, Trafoi e
Prato allo Stelvio. Il pericolo valanghe nella zona dell’Ortles è, al momento,
di grado tre su cinque (marcato), a causa delle nevicate dei giorni scorsi. Ma
in alcune zone può anche salire a grado quattro (forte).
Un esperto valanghe del servizio meteo della Provincia di Bolzano, proprio nella
giornata di oggi, ai microfoni di Rai Südtirol, aveva messo in guardia da questo
fenomeno: la neve fresca degli scorsi giorni, appoggiata su quella, ormai
ghiacciata, caduta tempo fa, poteva causare un nuovo fenomeno.
FOTO DI ARCHIVIO
L'articolo Tre sciatori finlandesi travolti da una valanga a Punta Beltovo
(Bolzano): due morti proviene da Il Fatto Quotidiano.
Immerso nella neve, un cane Pitbull ha vegliato i corpi di due adolescenti morti
durante una bufera di neve sull’Himalaya. La storia del cane e la morte tragica
dei due giovani è stata riporata dai media indiani. I ragazzi, Viksit Rana e il
cugino Piyush Kumar, erano partiti lo scorso 22 gennaio per un’escursione in
alta quota sull’Himalaya, con l’obiettivo di girare video estremi da condividere
sui loro profili social. Come riportato dalle autorità, le vittime avevano
attrezzatura da trekking, una tenda, sacchi a pelo e viveri. Viksit, uno dei due
ragazzi, aveva portato con sé Sherru, il Pitbull che ha vegliato sul suo padrone
e sul ragazzo tra la neve.
Gli scalatori sono stati sorpresi da una violenta tempesta di neve, abbattutasi
sull’area di Bharmour, nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh. Le temperature
sono precipitate fino a meno nove gradi. A causa delle condizioni meteo estreme,
i soccorritori non sono riusciti a intervenire tempestivamente. Il 26 gennaio, 4
giorni dopo la scomparsa dei ragazzi e del loro cane, le squadre di emergenza e
alcuni abitanti locali sono riusciti a raggiungere l’accampamento. Una volta
giunte sul luogo, le persone hanno trovato il cane accanto al corpo di Piyush.
Circa 100 metri più in basso è stato ritrovato il corpo di Viksit.
Dinesh Kumar Sharma, vice sovrintendente di polizia del distretto di Chamba, ha
spiegato ai media locali: “Per tutti e quattro i giorni, nonostante la bufera e
il freddo intenso, il cane non ha lasciato i corpi dei suoi proprietari. Non ha
mangiato nulla e non si è nemmeno spostato dal posto”.
L’uomo ha aggiunto: “Quando i soccorritori hanno tentato di portare via il corpo
del ragazzo, il cane si è lanciato contro di loro. Solo dopo è stato possibile
convincerlo a permettere il recupero”. Secondo quanto riferito dalla polizia,
durante la bufera Viksit ha contattato un amico chiedendo aiuto. Poco dopo, il
telefono del ragazzo si è spento. Il deputato locale Dr Janak Raj ha dichiarato:
“L’animale è stato portato in salvo e consegnato alla famiglia. Il cane
apparteneva a Viksit Rana, ma è stato trovato a fare la guardia accanto al corpo
di Piyush”.
> ❤️????In Himachal Pradesh’s Chamba, a pet dog guarded its owner’s body for 4
> days—braving hunger and cold.
>
> The owner was among 2 boys (19 & 13) who went missing while trekking near
> Bharmani Mata Temple on Jan 23. When rescuers arrived, the exhausted dog was
> still keeping watch. ???????? pic.twitter.com/AkiN8LVHJO
>
> — Subodh Srivastava (@SuboSrivastava) January 27, 2026
L'articolo “Non ha mai lasciato i corpi, non ha mangiato e non si è mai spostato
da lì nonostante la bufera”: il cane Sherru ha vegliato su due ragazzi morti
proviene da Il Fatto Quotidiano.
In Italia è stato e sarà un weekend di freddo e neve: l’aria gelida in discesa
dall’Europa e fenomeni meteorologici estremi stanno caratterizzando diverse aree
del paese con neve a bassa quota e vento fortissimo. Per oggi, sabato 10
gennaio, la Protezione Civile aveva diramato una allerta gialla in cinque
regioni – Lazio, Campania, Abruzzo, Umbria e Calabria – a rischio temporali e
idrogeologico.
Negli scorsi giorni si erano toccate temperature record: -23,1 °C giovedì
sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, e -9,3 a Montepiano nel
Pratese. Basse temperature che hanno colpito anche il centro-sud, compresa la
Sicilia dove si sono imbiancate le cime più alte delle Madonie nel Messinese. Le
previsioni delle prossime ore indicano temperature fino a 9 gradi sotto lo zero
a Courmayeur, -20 a Livigno, -14 a Bolzano, -18 nelle valli dell’Alto–Adige, -12
a Trento, -15 a Cortina.
E anche in Pianura Padana, in Toscana, in Umbria le temperature saranno
decisamente basse. Sottozero anche tutta la fascia appenninica fino in Calabria.
Già però da domenica dovrebbe andar meglio: “Dalla giornata di domani – ha
dichiarato all’Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it. – il vortice
di maltempo si sposterà e si allontanerà dall’Italia: per questo le condizioni
del tempo sono previste in deciso miglioramento da domani, con le ultime piogge
solamente sulla fascia adriatica e su parte del sud, oltre alle nevicate fino a
quote collinari ma solamente sui settori adriatici, quindi Marche, Abruzzo,
Molise, nord della Puglia, fino ai 6-700 metri”.
Le condizioni quindi sono in miglioramento, ma farà ancora molto freddo di notte
e al primo mattino. Anche a Roma, dove comunque non nevicherà, sia domani che
lunedì le temperature minime scenderanno fin verso gli zero gradi. Per quanto
riguarda il nord ci sarà invece un tempo decisamente più stabile e soleggiato,
ma con temperature comunque molto basse.
Intanto per la giornata di domenica la protezione civile ha diramato l’allerta
gialla nel nord della Sicilia, che interessa le province di Trapani, Palermo e
Messina. Rischio ghiaccio anche nel fiorentino, dove la Protezione Civile della
Città Metropolitana di Firenze ha diramato l’allerta gialla rischio ghiaccio per
i soli comuni del Valdarno Superiore, Mugello-Val di Sieve e Romagna-Toscana.
Previste temperature sotto zero anche in pianura sulle zone interne, con
possibile locale formazione di ghiaccio sui tratti più umidi e quelli
maggiormente interessati dalle recenti precipitazioni e nevicate.
L'articolo Gelo e neve sull’Italia: allerta in diverse regioni, temperature
record da nord a sud proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ondata di gelo in Italia nell’ultima settimana. Molte zone del Paese sono state
interessate dal freddo intenso arrivato con il nuovo anno e alcune cittadine si
sono svegliate trovando le strade ricoperte di neve o velate di ghiaccio.
Sulle Alpi il freddo ha raggiunto il suo apice nella notte scorsa. In Alto Adige
tutte le località registrano valori molto al di sotto dello zero. Vince lo
speciale premio di località più fredda Sesto Pusteria, il paese di Jannik
Sinner, che esprime una minima considerevole: -19 gradi. A Bolzano temperature
fino a -8 gradi, mentre a Gargazzone – in bassa quota – i gradi sotto lo zero
sono stati 12. I valori saliranno leggermente nel fine settimana, mentre il
prossimo lunedì ci sarà un nuovo calo termico che dovrebbe chiudere – per ora –
l’ondata polare. Nonostante le temperature gelide, l’inverno altoatesino resta
avaro di neve. La cresta di confine sarà parzialmente interessata nella giornata
di giovedì da una perturbazione che porterà non più di 10 centimetri di neve.
Venerdì non si escludono brevi rovesci nevosi anche nelle zone più meridionali.
In Lombardia le temperature sono ben al di sotto delle medie del periodo. Arpa
Lombardia ha registrato in particolare i -22 °C registrati a Livigno. Sempre
nella stessa provincia, spiccano i -18 gradi a Santa Caterina Valfurva e i -10
gradi a Bormio. In pianura, nella mattinata di ieri 7 gennaio le temperature
sono scese a -5 gradi, con punte fino a -8 gradi nel nord-ovest di Milano. A
Sondrio -9 gradi, a Varese -5 gradi.
In Veneto tutte le località segnano temperature sotto lo zero, dai monti alle
pianure. Piana di Marcesina, provincia di Vicenza, è ancora una volta “medaglia
d’oro” con -23,1 gradi. Il capoluogo più gelido è Belluno, con -14.2 gradi.
Seguono Vicenza (-7,8), Padova (-6,7), Treviso (-6,3), Verona (-5,5), Rovigo
(-5) e Venezia (-2,5). Tra i centri della montagna il più freddo è Asiago, dove
si arriva alla minima di -15.4.
In Toscana nevica inaspettatamente su Siena, con formazione di ghiaccio e
temperature minime raggiunte nella notte. Secondo quanto riferisce la Regione –
che raccomanda la prudenza alla guida con allerta gialla – il termometro è
andato sotto lo zero in varie località: tra le altre “-12 al Passo Radici, -9,5
a Pieve Santo Stefano, -6,2 a Montopoli, -4,4 a Firenze” scrive il governatore
Eugenio Giani. Mezzi operativi sulle strade, prestiamo prudenza alla guida,
allerta gialla in corso per rischio ghiaccio su tutta la Toscana fino alle ore
12″. A Siena le scuole, i centri anziani e i centri disabili sono stati chiusi,
e gli operai – annuncia il comune – “sono al lavoro per liberare le strade, si
consiglia di limitare l’uso delle auto e guidare comunque con prudenza”.
In Emilia-Romagna invece sono stati effettuati circa 600 interventi – necessari
per alberi caduti, situazioni di rischio e viabilità compromessa – soprattutto
nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Nevicate e piogge miste a neve
anche nelle Marche, dove sono stati effettuati circa 350 interventi. Intense
nevicate e diversi interventi in provincia di Pesaro Urbino. Per i soccorsi,
mezzi operativi dai Comandi di Ancona, Ascoli Piceno e Fermo, oltre a 19 unità
in raddoppio turno del Comando interessato.
In Puglia la neve è caduta su Gargano e Subappennino Dauno, in provincia di
Foggia. Qui molte scuole – tra cui quelle di San Giovanni Rotondo e San Marco in
Lamis – sono state chiuse. Lievi nevischi nella provincia di Barletta-Andria
-Trani, in particolare a Minervino Murge. In alcuni paesi – come il già citato
San Marco in Lamis – si può circolare solo con le catene da neve o con
pneumatici invernali e si consiglia di ridurre al minimo gli spostamenti. Alcuni
disagi sono stati segnalati, il Comune di San Nicandro Garganico, dove sono
caduti 10 cm di neve, ha fatto sapere che “la strada provinciale 48, nel tratto
tra San Nicandro Garganico e San Marco in Lamis, è stata provvisoriamente chiusa
al traffico a causa della presenza e caduta di alberi sulla carreggiata. Si
invita la cittadinanza a non percorrere la provinciale 48 e a seguire gli
aggiornamenti ufficiali”. In alcuni paesi come Faeto le temperature hanno
provocato la formazione di lastre di ghiaccio in diversi punti del paese.
In Sicilia con il maestrale arrivano vento forte, calo delle temperature e
instabilità, soprattutto sul versante tirrenico. Piogge diffuse interessano la
fascia nord, in particolare tra il messinese e l’area dello Stretto, dove è
stata diramata allerta gialla. Neve attesa sui rilievi sopra gli 800–900 metri.
In arrivo nel weekend una nuova ondata di freddo. Durante la notte, la neve ha
raggiunto il paese di Maletto, che si trova in provincia di Catania a quota
circa 960 metri.
Foto d’archivio
L'articolo Ondata polare in tutta Italia: -23 gradi in provincia di Vicenza,
neve in Puglia. Allerta sulle strade in molte Regioni proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Neve, ghiaccio e temperature gelide hanno colpito alcune zone d’Europa, causando
condizioni di traffico pericolose che hanno provocato la morte di almeno cinque
persone in Francia. Sono, inoltre, stati chiusi sei aeroporti nel Nord e
nell’Ovest del Paese, mentre a Parigi sono state sospese le lezioni per un
giorno. Disagi anche in Belgio: ad Amsterdam sono stati cancellati circa 400
voli e, a causa del ghiaccio, è difficoltosa anche la circolazione dei treni.
FRANCIA BLOCCATA DALLA NEVE
Le autorità della regione delle Landes, nel sud-ovest della Francia, hanno
segnalato tre morti in incidenti stradali, mentre almeno altre due persone sono
decedute nella regione dell’Île-de-France intorno a Parigi, dove le autorità
hanno ordinato il divieto di circolazione dei camion a causa delle forti
nevicate. La situazione preoccupa anche sul fronte del trasporto aereo: il 40%
dei voli verranno annullati, domani mattina 7 gennaio, nell’aeroporto parigino
di Roissy-Charles de Gaulle e sarà cancellato il 25% dei collegamenti nel
secondo aeroporto parigino di Orly.
IN OLANDA ALLERTA NEVE E GHIACCIO
Disagi anche nei Paesi Bassi: l’aeroporto Schiphol di Amsterdam ha segnalato che
circa 400 voli sono stati sospesi mentre le squadre lavoravano per liberare le
piste e sbrinare gli aerei in attesa di partire. Ieri 5 gennaio sono stati
cancellati anche centinaia di voli ad Amsterdam e sono previste ulteriori
nevicate per il resto della settimana. Già solo raggiungere l’aeroporto fuori
dalla capitale olandese è un’impresa, con i binari ghiacciati e un guasto al
software nelle prime ore del mattino che ha gettato nel caos il sistema
ferroviario dei Paesi Bassi. I servizi ferroviari sono ripresi più tardi nella
mattinata, ma le tratte intorno ad Amsterdam sono rimaste in gran parte chiuse a
causa del ghiaccio, ha comunicato la compagnia ferroviaria nazionale NS sul suo
sito web. Ha anche esortato i pendolari a “viaggiare solo se assolutamente
necessario”. I pendolari costretti a recarsi al lavoro in auto hanno dovuto
affrontare viaggi lunghi a causa della combinazione di neve e ghiaccio che ha
congestionato il traffico su alcune autostrade.
L'articolo Allerta neve e ghiaccio in Francia: cinque morti sulle strade e sei
aeroporti chiusi. Disagi anche in Belgio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sulle Alpi è scoppiata la guerra. Non siamo tornati indietro di oltre un secolo,
ai tempi del primo conflitto mondiale, quando i nostri alpini erano abbarbicati
alle rocce per difendere la pianura dalle spedizioni austroungariche e i colpi
di artiglieria radevano al suolo i boschi. Siamo nell’epoca modernissima del
turismo di massa, della monocultura dello sci, della transizione climatica che
l’uomo si ostina a negare, illudendosi di vincere grazie alla tecnologia e con
la presunzione di poter comandare alla terra.
La neve non c’è? Fabbrichiamola. È questa la risposta che viene data durante la
stagione invernale, sempre più spesso, alla carenza di precipitazioni nevose.
Magari tra qualche giorno anche nelle località che ospiteranno le Olimpiadi
Milano Cortina 2026 il padreterno provvederà a risolvere il problema,
seppellendo i borghi di montagna, da Cortina a Predazzo, da Bormio a Livigno,
sotto metri di coltre bianca. Per il momento non è così ed è per questo che si
procede a colpi di bollettini di guerra.
Leggere, per credere, quello che ha dichiarato l’architetto Fabio Massimo
Saldini, amministratore delegato di società Infrastrutture Milano Cortina
(Simico), replicando alle allarmate dichiarazioni del presidente della
Federazione internazionale di sci (Fis). Alla vigilia di Natale lo svedese Johan
Eliasch, riferendosi alla situazione di Livigno, in Valtellina, aveva detto:
“C’è un problema di produzione di neve artificiale: li chiamiamo tre volte al
giorno, mattina, mezzogiorno e sera. È inspiegabile. Spero che tutto si risolva.
Abbiamo un piano B, un piano C, un piano D… Ma è un peccato trovarci in una
situazione in cui non avremmo mai dovuto trovarci”.
La reazione degli italiani è stata rassicurante, ma un po’ piccata, attraverso
una conferenza stampa a cui era presente anche il sottosegretario alla
presidenza del consiglio Alessandro Morelli (ex direttore di Radio Padania
Libera), oltre al sindaco di Livigno, Remo Galli.
Il commissario di Simico ha dapprima elogiato il bacino da 204.000 metri cubi
d’acqua (uno dei più grandi d’Europa), sul Monte Sponda. Ha poi spiegato che la
produzione di neve artificiale è stata solo rallentata dalla rottura di un tubo.
“Dopo cinque giorni è stato sistemato e ad oggi abbiamo rispettato la data di
inizio…”. Chi passa da quelle parti si metta il caschetto in testo, per
proteggersi dai proiettili. “Stiamo caricando il bacino con circa 14.000 metri
cubi di acqua al giorno, quindi riusciamo a garantire 28.000 metri cubi di neve
al giorno. I 53 cannoni sono tutti perfettamente funzionanti e quindi riusciamo
a produrre 3.500 metri cubi di neve ogni ora. Ad oggi, circa 160.000 metri cubi
di neve sono già stati prodotti sull’impianto e mantengo l’impegno di consegnare
alla comunità il Livigno Snow Park, entro il 20 gennaio…”.
Il risultato sarà il frutto di una super-produzione complessiva di quasi un
milione di metri cubi di neve. “Conosco il nostro territorio, avremo tutta la
neve necessaria a fare una grande Olimpiade” ha aggiunto il sindaco di Livigno.
Nell’enfasi dei tecnici e dei politici che plaudono alla potenza delle bocche da
fuoco bianche c’è la sintesi delle maxi-Olimpiadi annunciate – falsamente – come
le più sostenibili della storia.
Anche Cortina 1956 conobbe una storica carenza di neve. Le gare vennero salvate
dalle truppe alpine che spalarono la materia prima nelle zone più elevate e
ombreggiate, per trasportarle con i camion (e poi con le gerle caricate in
spalla) sulle piste. In settant’anni si è passati dall’artigianato all’industria
della neve. Un ciclo produttivo completo, ma non indolore per l’ambiente. Basti
pensare ai bacini artificiali in alta quota, che non sono laghetti naturali.
Oppure alla costruzione di impianti di innevamento sempre più efficienti e
complessi, con una vera artiglieria da battaglia. In questo modo si vogliono
allungare le stagioni e gli incassi, assicurando una eterna durata al Circo
Bianco.
Le Olimpiadi sono diventate l’occasione per rinnovare ed espandere ulteriormente
la filiera. Sono una decina le nuove derivazioni o i bacini costruiti a Livigno,
Bormio, Anterselva e Cortina. L’acqua, bene ambientale prezioso, è stata perfino
prelevata dai pozzi potabili per veicolarla a un uso sportivo. I bacini
significano anche nuovi sistemi di innevamento artificiale e nuovi impianti di
risalita per sciare sempre più in fretta e non lasciare indenni aree montane di
straordinaria bellezza.
Non sparano proiettili, non prevedono spargimenti di sangue, ma ciò non vuol
dire che la dichiarazione di guerra dell’uomo all’ambiente sia meno cruenta di
ciò che avviene su un campo di battaglia.
L'articolo Olimpiadi, sulle Alpi è scoppiata la guerra a colpi di cannone (da
neve): un ciclo non indolore per l’ambiente proviene da Il Fatto Quotidiano.