Immerso nella neve, un cane Pitbull ha vegliato i corpi di due adolescenti morti
durante una bufera di neve sull’Himalaya. La storia del cane e la morte tragica
dei due giovani è stata riporata dai media indiani. I ragazzi, Viksit Rana e il
cugino Piyush Kumar, erano partiti lo scorso 22 gennaio per un’escursione in
alta quota sull’Himalaya, con l’obiettivo di girare video estremi da condividere
sui loro profili social. Come riportato dalle autorità, le vittime avevano
attrezzatura da trekking, una tenda, sacchi a pelo e viveri. Viksit, uno dei due
ragazzi, aveva portato con sé Sherru, il Pitbull che ha vegliato sul suo padrone
e sul ragazzo tra la neve.
Gli scalatori sono stati sorpresi da una violenta tempesta di neve, abbattutasi
sull’area di Bharmour, nello Stato indiano dell’Himachal Pradesh. Le temperature
sono precipitate fino a meno nove gradi. A causa delle condizioni meteo estreme,
i soccorritori non sono riusciti a intervenire tempestivamente. Il 26 gennaio, 4
giorni dopo la scomparsa dei ragazzi e del loro cane, le squadre di emergenza e
alcuni abitanti locali sono riusciti a raggiungere l’accampamento. Una volta
giunte sul luogo, le persone hanno trovato il cane accanto al corpo di Piyush.
Circa 100 metri più in basso è stato ritrovato il corpo di Viksit.
Dinesh Kumar Sharma, vice sovrintendente di polizia del distretto di Chamba, ha
spiegato ai media locali: “Per tutti e quattro i giorni, nonostante la bufera e
il freddo intenso, il cane non ha lasciato i corpi dei suoi proprietari. Non ha
mangiato nulla e non si è nemmeno spostato dal posto”.
L’uomo ha aggiunto: “Quando i soccorritori hanno tentato di portare via il corpo
del ragazzo, il cane si è lanciato contro di loro. Solo dopo è stato possibile
convincerlo a permettere il recupero”. Secondo quanto riferito dalla polizia,
durante la bufera Viksit ha contattato un amico chiedendo aiuto. Poco dopo, il
telefono del ragazzo si è spento. Il deputato locale Dr Janak Raj ha dichiarato:
“L’animale è stato portato in salvo e consegnato alla famiglia. Il cane
apparteneva a Viksit Rana, ma è stato trovato a fare la guardia accanto al corpo
di Piyush”.
> ❤️????In Himachal Pradesh’s Chamba, a pet dog guarded its owner’s body for 4
> days—braving hunger and cold.
>
> The owner was among 2 boys (19 & 13) who went missing while trekking near
> Bharmani Mata Temple on Jan 23. When rescuers arrived, the exhausted dog was
> still keeping watch. ???????? pic.twitter.com/AkiN8LVHJO
>
> — Subodh Srivastava (@SuboSrivastava) January 27, 2026
L'articolo “Non ha mai lasciato i corpi, non ha mangiato e non si è mai spostato
da lì nonostante la bufera”: il cane Sherru ha vegliato su due ragazzi morti
proviene da Il Fatto Quotidiano.
Tag - Neve
In Italia è stato e sarà un weekend di freddo e neve: l’aria gelida in discesa
dall’Europa e fenomeni meteorologici estremi stanno caratterizzando diverse aree
del paese con neve a bassa quota e vento fortissimo. Per oggi, sabato 10
gennaio, la Protezione Civile aveva diramato una allerta gialla in cinque
regioni – Lazio, Campania, Abruzzo, Umbria e Calabria – a rischio temporali e
idrogeologico.
Negli scorsi giorni si erano toccate temperature record: -23,1 °C giovedì
sull’Altopiano di Asiago, in provincia di Vicenza, e -9,3 a Montepiano nel
Pratese. Basse temperature che hanno colpito anche il centro-sud, compresa la
Sicilia dove si sono imbiancate le cime più alte delle Madonie nel Messinese. Le
previsioni delle prossime ore indicano temperature fino a 9 gradi sotto lo zero
a Courmayeur, -20 a Livigno, -14 a Bolzano, -18 nelle valli dell’Alto–Adige, -12
a Trento, -15 a Cortina.
E anche in Pianura Padana, in Toscana, in Umbria le temperature saranno
decisamente basse. Sottozero anche tutta la fascia appenninica fino in Calabria.
Già però da domenica dovrebbe andar meglio: “Dalla giornata di domani – ha
dichiarato all’Adnkronos Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it. – il vortice
di maltempo si sposterà e si allontanerà dall’Italia: per questo le condizioni
del tempo sono previste in deciso miglioramento da domani, con le ultime piogge
solamente sulla fascia adriatica e su parte del sud, oltre alle nevicate fino a
quote collinari ma solamente sui settori adriatici, quindi Marche, Abruzzo,
Molise, nord della Puglia, fino ai 6-700 metri”.
Le condizioni quindi sono in miglioramento, ma farà ancora molto freddo di notte
e al primo mattino. Anche a Roma, dove comunque non nevicherà, sia domani che
lunedì le temperature minime scenderanno fin verso gli zero gradi. Per quanto
riguarda il nord ci sarà invece un tempo decisamente più stabile e soleggiato,
ma con temperature comunque molto basse.
Intanto per la giornata di domenica la protezione civile ha diramato l’allerta
gialla nel nord della Sicilia, che interessa le province di Trapani, Palermo e
Messina. Rischio ghiaccio anche nel fiorentino, dove la Protezione Civile della
Città Metropolitana di Firenze ha diramato l’allerta gialla rischio ghiaccio per
i soli comuni del Valdarno Superiore, Mugello-Val di Sieve e Romagna-Toscana.
Previste temperature sotto zero anche in pianura sulle zone interne, con
possibile locale formazione di ghiaccio sui tratti più umidi e quelli
maggiormente interessati dalle recenti precipitazioni e nevicate.
L'articolo Gelo e neve sull’Italia: allerta in diverse regioni, temperature
record da nord a sud proviene da Il Fatto Quotidiano.
Ondata di gelo in Italia nell’ultima settimana. Molte zone del Paese sono state
interessate dal freddo intenso arrivato con il nuovo anno e alcune cittadine si
sono svegliate trovando le strade ricoperte di neve o velate di ghiaccio.
Sulle Alpi il freddo ha raggiunto il suo apice nella notte scorsa. In Alto Adige
tutte le località registrano valori molto al di sotto dello zero. Vince lo
speciale premio di località più fredda Sesto Pusteria, il paese di Jannik
Sinner, che esprime una minima considerevole: -19 gradi. A Bolzano temperature
fino a -8 gradi, mentre a Gargazzone – in bassa quota – i gradi sotto lo zero
sono stati 12. I valori saliranno leggermente nel fine settimana, mentre il
prossimo lunedì ci sarà un nuovo calo termico che dovrebbe chiudere – per ora –
l’ondata polare. Nonostante le temperature gelide, l’inverno altoatesino resta
avaro di neve. La cresta di confine sarà parzialmente interessata nella giornata
di giovedì da una perturbazione che porterà non più di 10 centimetri di neve.
Venerdì non si escludono brevi rovesci nevosi anche nelle zone più meridionali.
In Lombardia le temperature sono ben al di sotto delle medie del periodo. Arpa
Lombardia ha registrato in particolare i -22 °C registrati a Livigno. Sempre
nella stessa provincia, spiccano i -18 gradi a Santa Caterina Valfurva e i -10
gradi a Bormio. In pianura, nella mattinata di ieri 7 gennaio le temperature
sono scese a -5 gradi, con punte fino a -8 gradi nel nord-ovest di Milano. A
Sondrio -9 gradi, a Varese -5 gradi.
In Veneto tutte le località segnano temperature sotto lo zero, dai monti alle
pianure. Piana di Marcesina, provincia di Vicenza, è ancora una volta “medaglia
d’oro” con -23,1 gradi. Il capoluogo più gelido è Belluno, con -14.2 gradi.
Seguono Vicenza (-7,8), Padova (-6,7), Treviso (-6,3), Verona (-5,5), Rovigo
(-5) e Venezia (-2,5). Tra i centri della montagna il più freddo è Asiago, dove
si arriva alla minima di -15.4.
In Toscana nevica inaspettatamente su Siena, con formazione di ghiaccio e
temperature minime raggiunte nella notte. Secondo quanto riferisce la Regione –
che raccomanda la prudenza alla guida con allerta gialla – il termometro è
andato sotto lo zero in varie località: tra le altre “-12 al Passo Radici, -9,5
a Pieve Santo Stefano, -6,2 a Montopoli, -4,4 a Firenze” scrive il governatore
Eugenio Giani. Mezzi operativi sulle strade, prestiamo prudenza alla guida,
allerta gialla in corso per rischio ghiaccio su tutta la Toscana fino alle ore
12″. A Siena le scuole, i centri anziani e i centri disabili sono stati chiusi,
e gli operai – annuncia il comune – “sono al lavoro per liberare le strade, si
consiglia di limitare l’uso delle auto e guidare comunque con prudenza”.
In Emilia-Romagna invece sono stati effettuati circa 600 interventi – necessari
per alberi caduti, situazioni di rischio e viabilità compromessa – soprattutto
nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Ravenna. Nevicate e piogge miste a neve
anche nelle Marche, dove sono stati effettuati circa 350 interventi. Intense
nevicate e diversi interventi in provincia di Pesaro Urbino. Per i soccorsi,
mezzi operativi dai Comandi di Ancona, Ascoli Piceno e Fermo, oltre a 19 unità
in raddoppio turno del Comando interessato.
In Puglia la neve è caduta su Gargano e Subappennino Dauno, in provincia di
Foggia. Qui molte scuole – tra cui quelle di San Giovanni Rotondo e San Marco in
Lamis – sono state chiuse. Lievi nevischi nella provincia di Barletta-Andria
-Trani, in particolare a Minervino Murge. In alcuni paesi – come il già citato
San Marco in Lamis – si può circolare solo con le catene da neve o con
pneumatici invernali e si consiglia di ridurre al minimo gli spostamenti. Alcuni
disagi sono stati segnalati, il Comune di San Nicandro Garganico, dove sono
caduti 10 cm di neve, ha fatto sapere che “la strada provinciale 48, nel tratto
tra San Nicandro Garganico e San Marco in Lamis, è stata provvisoriamente chiusa
al traffico a causa della presenza e caduta di alberi sulla carreggiata. Si
invita la cittadinanza a non percorrere la provinciale 48 e a seguire gli
aggiornamenti ufficiali”. In alcuni paesi come Faeto le temperature hanno
provocato la formazione di lastre di ghiaccio in diversi punti del paese.
In Sicilia con il maestrale arrivano vento forte, calo delle temperature e
instabilità, soprattutto sul versante tirrenico. Piogge diffuse interessano la
fascia nord, in particolare tra il messinese e l’area dello Stretto, dove è
stata diramata allerta gialla. Neve attesa sui rilievi sopra gli 800–900 metri.
In arrivo nel weekend una nuova ondata di freddo. Durante la notte, la neve ha
raggiunto il paese di Maletto, che si trova in provincia di Catania a quota
circa 960 metri.
Foto d’archivio
L'articolo Ondata polare in tutta Italia: -23 gradi in provincia di Vicenza,
neve in Puglia. Allerta sulle strade in molte Regioni proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Neve, ghiaccio e temperature gelide hanno colpito alcune zone d’Europa, causando
condizioni di traffico pericolose che hanno provocato la morte di almeno cinque
persone in Francia. Sono, inoltre, stati chiusi sei aeroporti nel Nord e
nell’Ovest del Paese, mentre a Parigi sono state sospese le lezioni per un
giorno. Disagi anche in Belgio: ad Amsterdam sono stati cancellati circa 400
voli e, a causa del ghiaccio, è difficoltosa anche la circolazione dei treni.
FRANCIA BLOCCATA DALLA NEVE
Le autorità della regione delle Landes, nel sud-ovest della Francia, hanno
segnalato tre morti in incidenti stradali, mentre almeno altre due persone sono
decedute nella regione dell’Île-de-France intorno a Parigi, dove le autorità
hanno ordinato il divieto di circolazione dei camion a causa delle forti
nevicate. La situazione preoccupa anche sul fronte del trasporto aereo: il 40%
dei voli verranno annullati, domani mattina 7 gennaio, nell’aeroporto parigino
di Roissy-Charles de Gaulle e sarà cancellato il 25% dei collegamenti nel
secondo aeroporto parigino di Orly.
IN OLANDA ALLERTA NEVE E GHIACCIO
Disagi anche nei Paesi Bassi: l’aeroporto Schiphol di Amsterdam ha segnalato che
circa 400 voli sono stati sospesi mentre le squadre lavoravano per liberare le
piste e sbrinare gli aerei in attesa di partire. Ieri 5 gennaio sono stati
cancellati anche centinaia di voli ad Amsterdam e sono previste ulteriori
nevicate per il resto della settimana. Già solo raggiungere l’aeroporto fuori
dalla capitale olandese è un’impresa, con i binari ghiacciati e un guasto al
software nelle prime ore del mattino che ha gettato nel caos il sistema
ferroviario dei Paesi Bassi. I servizi ferroviari sono ripresi più tardi nella
mattinata, ma le tratte intorno ad Amsterdam sono rimaste in gran parte chiuse a
causa del ghiaccio, ha comunicato la compagnia ferroviaria nazionale NS sul suo
sito web. Ha anche esortato i pendolari a “viaggiare solo se assolutamente
necessario”. I pendolari costretti a recarsi al lavoro in auto hanno dovuto
affrontare viaggi lunghi a causa della combinazione di neve e ghiaccio che ha
congestionato il traffico su alcune autostrade.
L'articolo Allerta neve e ghiaccio in Francia: cinque morti sulle strade e sei
aeroporti chiusi. Disagi anche in Belgio proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sulle Alpi è scoppiata la guerra. Non siamo tornati indietro di oltre un secolo,
ai tempi del primo conflitto mondiale, quando i nostri alpini erano abbarbicati
alle rocce per difendere la pianura dalle spedizioni austroungariche e i colpi
di artiglieria radevano al suolo i boschi. Siamo nell’epoca modernissima del
turismo di massa, della monocultura dello sci, della transizione climatica che
l’uomo si ostina a negare, illudendosi di vincere grazie alla tecnologia e con
la presunzione di poter comandare alla terra.
La neve non c’è? Fabbrichiamola. È questa la risposta che viene data durante la
stagione invernale, sempre più spesso, alla carenza di precipitazioni nevose.
Magari tra qualche giorno anche nelle località che ospiteranno le Olimpiadi
Milano Cortina 2026 il padreterno provvederà a risolvere il problema,
seppellendo i borghi di montagna, da Cortina a Predazzo, da Bormio a Livigno,
sotto metri di coltre bianca. Per il momento non è così ed è per questo che si
procede a colpi di bollettini di guerra.
Leggere, per credere, quello che ha dichiarato l’architetto Fabio Massimo
Saldini, amministratore delegato di società Infrastrutture Milano Cortina
(Simico), replicando alle allarmate dichiarazioni del presidente della
Federazione internazionale di sci (Fis). Alla vigilia di Natale lo svedese Johan
Eliasch, riferendosi alla situazione di Livigno, in Valtellina, aveva detto:
“C’è un problema di produzione di neve artificiale: li chiamiamo tre volte al
giorno, mattina, mezzogiorno e sera. È inspiegabile. Spero che tutto si risolva.
Abbiamo un piano B, un piano C, un piano D… Ma è un peccato trovarci in una
situazione in cui non avremmo mai dovuto trovarci”.
La reazione degli italiani è stata rassicurante, ma un po’ piccata, attraverso
una conferenza stampa a cui era presente anche il sottosegretario alla
presidenza del consiglio Alessandro Morelli (ex direttore di Radio Padania
Libera), oltre al sindaco di Livigno, Remo Galli.
Il commissario di Simico ha dapprima elogiato il bacino da 204.000 metri cubi
d’acqua (uno dei più grandi d’Europa), sul Monte Sponda. Ha poi spiegato che la
produzione di neve artificiale è stata solo rallentata dalla rottura di un tubo.
“Dopo cinque giorni è stato sistemato e ad oggi abbiamo rispettato la data di
inizio…”. Chi passa da quelle parti si metta il caschetto in testo, per
proteggersi dai proiettili. “Stiamo caricando il bacino con circa 14.000 metri
cubi di acqua al giorno, quindi riusciamo a garantire 28.000 metri cubi di neve
al giorno. I 53 cannoni sono tutti perfettamente funzionanti e quindi riusciamo
a produrre 3.500 metri cubi di neve ogni ora. Ad oggi, circa 160.000 metri cubi
di neve sono già stati prodotti sull’impianto e mantengo l’impegno di consegnare
alla comunità il Livigno Snow Park, entro il 20 gennaio…”.
Il risultato sarà il frutto di una super-produzione complessiva di quasi un
milione di metri cubi di neve. “Conosco il nostro territorio, avremo tutta la
neve necessaria a fare una grande Olimpiade” ha aggiunto il sindaco di Livigno.
Nell’enfasi dei tecnici e dei politici che plaudono alla potenza delle bocche da
fuoco bianche c’è la sintesi delle maxi-Olimpiadi annunciate – falsamente – come
le più sostenibili della storia.
Anche Cortina 1956 conobbe una storica carenza di neve. Le gare vennero salvate
dalle truppe alpine che spalarono la materia prima nelle zone più elevate e
ombreggiate, per trasportarle con i camion (e poi con le gerle caricate in
spalla) sulle piste. In settant’anni si è passati dall’artigianato all’industria
della neve. Un ciclo produttivo completo, ma non indolore per l’ambiente. Basti
pensare ai bacini artificiali in alta quota, che non sono laghetti naturali.
Oppure alla costruzione di impianti di innevamento sempre più efficienti e
complessi, con una vera artiglieria da battaglia. In questo modo si vogliono
allungare le stagioni e gli incassi, assicurando una eterna durata al Circo
Bianco.
Le Olimpiadi sono diventate l’occasione per rinnovare ed espandere ulteriormente
la filiera. Sono una decina le nuove derivazioni o i bacini costruiti a Livigno,
Bormio, Anterselva e Cortina. L’acqua, bene ambientale prezioso, è stata perfino
prelevata dai pozzi potabili per veicolarla a un uso sportivo. I bacini
significano anche nuovi sistemi di innevamento artificiale e nuovi impianti di
risalita per sciare sempre più in fretta e non lasciare indenni aree montane di
straordinaria bellezza.
Non sparano proiettili, non prevedono spargimenti di sangue, ma ciò non vuol
dire che la dichiarazione di guerra dell’uomo all’ambiente sia meno cruenta di
ciò che avviene su un campo di battaglia.
L'articolo Olimpiadi, sulle Alpi è scoppiata la guerra a colpi di cannone (da
neve): un ciclo non indolore per l’ambiente proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’irruzione di aria artica in discesa dal Nord Europa segna l’avvio di una fase
pienamente invernale sull’Italia, con un sensibile calo delle temperature e un
peggioramento diffuso delle condizioni meteorologiche. Le correnti fredde e
instabili favoriranno la formazione di una circolazione ciclonica sul
Mediterraneo, destinata a mantenere il tempo perturbato su molte regioni nei
prossimi giorni.
L’inizio della settimana vede l’ingresso di masse d’aria fredde, capaci di
alimentare un ciclone mediterraneo. Da lunedì 5 gennaio sono attese piogge e
temporali soprattutto al Centro-Sud, mentre la fase più intensa del maltempo è
prevista tra l’Epifania e mercoledì 7 gennaio. Il marcato abbassamento delle
temperature potrà favorire nevicate fino in pianura o a bassissima quota su
Lombardia centro-orientale, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia,
Emilia-Romagna e Marche.
Neve fino in collina risulterà possibile anche su Toscana e Umbria, mentre sul
resto del Centro-Sud i fiocchi cadranno prevalentemente oltre gli 800-1000
metri. Nel corso della notte tra il 4 e il 5 gennaio, la neve ha imbiancato i
rilievi appenninici fino a quota collinare nei comuni dell’Alto Mugello, con
accumuli generalmente inferiori ai 5 centimetri. Il calo termico ha inoltre
favorito la formazione di ghiaccio, con una temperatura minima di –3 gradi
registrata al passo del Giogo. A renderlo noto è la Città metropolitana di
Firenze, precisando che personale e mezzi della viabilità sono impegnati sulle
strade di competenza per garantire la percorribilità.
Nella giornata di lunedì 5 il tempo più perturbato interesserà inizialmente le
regioni adriatiche, dal Friuli Venezia Giulia alla Puglia, passando per Veneto
meridionale, Romagna, Marche, Abruzzo e Molise. Piovaschi irregolari potranno
raggiungere anche il nord della Sardegna, il Lazio e la Campania. La neve è
attesa fino a quote collinari sull’Appennino romagnolo, oltre i 1000-1100 metri
su quello centrale e a quote più elevate sui rilievi meridionali. In serata e
nella notte un nuovo apporto di aria fredda rinvigorirà il vortice ciclonico sul
Tirreno, con una nuova intensificazione delle precipitazioni soprattutto al
Centro e sulla Sardegna e un ulteriore calo della quota neve fino a 800-900
metri.
Il peggioramento sarà accompagnato da un rinforzo dei venti freddi
settentrionali al Nord e al Centro, responsabili di un ulteriore abbassamento
termico. Al Sud, invece, si assisterà a un’intensificazione dei venti di
Scirocco, in un contesto più asciutto ma con possibili mareggiate lungo le coste
esposte. Alla luce dei fenomeni attesi, il Dipartimento della Protezione Civile,
d’intesa con le Regioni interessate, ha emesso un avviso di condizioni
meteorologiche avverse. Per la giornata di lunedì 5 gennaio è stata diramata
un’allerta gialla su alcuni settori di Marche, Umbria, Abruzzo, Lazio, Molise e
Campania, per possibili criticità di tipo idrogeologico e idraulico. Il quadro
meteorologico e quello delle allerte verranno aggiornati quotidianamente in base
all’evoluzione della situazione.
L'articolo Gelo artico sull’Italia: piogge e neve a bassa quota, Epifania
all’insegna del maltempo proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non siamo a “uno stramilione di biliardoni”, e neppure a “un ottone di
millantoni”, numeri inventati da Gianni Rodari nel suo Favole al telefono, ma
poco ci manca. Per i comprensori sciistici marchigiani non si bada a spese,
attingendo risorse dove possibile, ma soprattutto ai fondi per il sisma. Degli
oltre 99 milioni destinati nel settembre 2021 dal Contratto istituzionale di
sviluppo aree sisma, quasi 34,5 milioni di euro sono finiti a piste e impianti
di risalita. Dei cento milioni stanziati dal Fondo complementare Pnrr sisma
2009-2016, oltre 28,8 milioni. “Opere come queste hanno un valore che va oltre
la funzione tecnica: rappresentano un tassello del rilancio turistico e
ambientale dell’Alto Nera, una delle aree più duramente colpite dal sisma del
2016”, ha spiegato a novembre scorso il Commissario straordinario Guido Castelli
a proposito dell’intervento sul garage per i mezzi battipista sul Monte Prata, a
Castelsantangelo sul Nera.
Ci sono poi i “Contributi regionali ai beneficiari pubblici e privati per
l’innovazione degli impianti a fune e per la valorizzazione dei comprensori
sciistici”: quasi 1,6 milioni di euro nel 2022, altri 319.995 nel 2023, 804mila
nel 2025 (questi ultimi ancora da ripartire tra i beneficiari). Non di rado
intervengono direttamente i comuni: la cabinovia Frontignano-Cornaccione è stata
finanziata in parte dal Comune di Ussita con quasi 500mila euro. Non è finita,
perché c’è anche il fondo nazionale da 230 milioni di euro del ministero del
Turismo “per la realizzazione di interventi di ristrutturazione, ammodernamento
e manutenzione degli impianti di risalita a fune e di innevamento artificiale”:
in graduatoria ci sono la Sassotetto srl che gestisce gli impianti di Sassotetto
di Sarnano (Macerata), con quasi 9,5 milioni di euro, e la Monte Catria Impianti
Scarl, nel Pesarese, con 9,05 milioni di euro.
Insomma, Regione, comuni e governo nazionale – a prescindere dagli schieramenti
politici – continuano a essere convinti che il rilancio delle località montane
marchigiane passi per i comprensori sciistici. Nonostante di neve, naturale, ne
cada sempre meno, come mostrano i progetti di bacini artificiali per
l’innevamento programmato, nonché i cosiddetti “ristori regionali” per la
mancanza di precipitazioni nevose: 650mila euro nel 2024, aumentati a 750mila
nel 2025. Per farsi un’idea, a Monte Prata (Maceratese) sono stati stanziati due
milioni di euro per le opere di accesso al comprensorio ed è in programma una
nuova seggiovia da 5,6 milioni. A Frontignano di Ussita, ancora nel Maceratese,
la nuova cabinovia per Cornaccione ha impegnato 17 milioni di euro. “Solo” 3,5
milioni di euro per il Monte Catria, in provincia di Pesaro e Urbino.
“L’economia della neve continua a essere al centro degli investimenti,
nonostante i dati relativi all’ambiente e al clima dovrebbero suggerire altro.
Ritenendo che, attraverso la realizzazione di nuovi impianti di risalita, si
possano riqualificare territori in sofferenza”, dice a ilfattoquotidiano.it
Marco Ciarulli, Presidente di Legambiente Marche. Una miriade di progetti, non
di rado nel bel mezzo di aree naturali tutelate, come denunciato in diverse
circostanze dalle associazioni ambientaliste. “Molte zone erano già instabili.
Ora il rischio per i paesi a valle, come Frontone, è aumentato. Tagliare gli
alberi accelera il dissesto”, denuncia il geologo Andrea Dignani. Quando ci si
renderà conto che è diventato necessario adeguarsi al cambiamento climatico?
L'articolo Marche, i fondi per il sisma finiscono allo sci: stanziati oltre 60
milioni per piste e impianti dove non nevica più proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Potrebbe essere stata provocata da quattro freerider – sciatori fuori pista – la
valanga di domenica 28 dicembre nell’Alta Valle di Susa. Le impronte di quattro
sciatori sono state infatti trovate all’entrata e all’uscita della slavina che
si è staccata dal versante di Claviere, a poca distanza dalle piste. L’incidente
non ha provocato vittime, ma ha sollevato un dibattito sull’effetto dei
freerider sulla sicurezza in montagna. Intervistato da il Dolomiti, il
presidente del Soccorso alpino e speleologico piemontese, Luca Giaj Arcota,
spiega: “È evidente che il distacco sia stato provocato […] Di questi freerider,
però, non vi era nemmeno l’ombra: invece di fermarsi, scusarsi e spiegare come
erano andate esattamente le cose, hanno preferito scappare“.
Poi l’affondo: “A loro non possiamo che fare tanti complimenti: prima hanno
causato una valanga e poi si sono dileguati. Domenica è stata una giornata
infernale: gli elicotteri toccavano terra solamente per effettuare rifornimento,
il tecnico di elisoccorso non ha potuto alzarsi nemmeno per andare in bagno
durante tutta la giornata, tante sono state le chiamate”. Secondo Arcota, il
numero di sciatori freerider è aumentato quest’anno, così come gli interventi di
soccorso. Si tratta di una pratica pericolosa che infrange le regole degli
impianti. Allora coma mai sta acquisendo popolarità? Arcota spiega così questo
fenomeno: “Sui social un tizio pubblica un video nel quale mostra la sua discesa
fuoripista, dicendo che è stato bellissimo, che tutto sommato non è così
difficile e, allora, scatta la corsa all’emulazione”.
L'articolo Valanga in Alta Valle di Susa, il presidente del Soccorso alpino:
“Causata da quattro freerider” proviene da Il Fatto Quotidiano.
In molte zone d’Italia sarà un bianchissimo Natale. Anche a bassa quota,
infatti, si prevede neve mentre in altre località si attendono piogge e venti
forti. Sulle Alpi Occidentali attese copiose nevicate con accumuli anche di
100-120 centimetri in sole 24 ore nella zona di Artesina e Prato Nevoso (Alpi
Marittime). “Un fenomeno davvero importante come non si vedeva da anni in questa
zona” dicono i meteorologi. Fino a Santo Stefano sul Mediterraneo
centro-occidentale resterà intrappolata un’area di bassa pressione con maltempo
diffuso sull’Italia.
Oltre a piogge sparse un pò ovunque e a venti sostenuti dai quadranti orientali
tornerà la neve a quote relativamente basse sull’Appennino settentrionale.
Questo vortice nel Mediterraneo verrà alimentato costantemente da fredde
correnti da Est con un inevitabile calo termico e abbassamento della quota neve
su alcune zone. Sui rilievi al confine tra Liguria, Emilia e Toscana, si
osserveranno nevicate oltre i 700-800 metri con accumuli oltre i 1000 metri di
quota. Sarà invece un bianchissimo Natale in tutte le aree sopra i 1000-1200
metri sul Piemonte occidentale e meridionale e in Valle d’Aosta.
La Protezione civile ha diramato un’allerta meteo. Dal primo mattino di domani,
prevede l’avviso, ci saranno precipitazioni sparse, anche a carattere di
rovescio o temporale, sull’Arcipelago Toscano, sulle aree tirreniche di Lazio e
Campania e sulla Puglia meridionale. I fenomeni saranno accompagnati da rovesci
di forte intensità, frequente attività elettrica e forti raffiche di vento.
Valutata per la giornata di domani allerta gialla sui settori occidentali di
Umbria e Abruzzo, su quelli tirrenici della Campania e sull’intero territorio di
Lazio, Molise, Puglia, Basilicata, Calabria e Sicilia.
L'articolo Sarà un Natale bianchissimo: neve anche a bassa quota, pioggia e
vento fino al Centro-Sud proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sciare, respirare aria di montagna, svegliarsi davanti a un panorama innevato:
la vacanza sulla neve resta uno dei grandi rituali dell’inverno. Ma dietro
l’immagine da cartolina il conto è sempre più salato, eccezion fatta –
incredibilmente – per Capodanno. A fotografare con precisione l’evoluzione dei
costi è l’ultima indagine di Altroconsumo, che ha analizzato prezzi e rincari
degli skipass e il costo complessivo di una settimana bianca in alta stagione,
mettendo a confronto nove grandi località alpine italiane e i principali
comprensori al confine.
L’associazione ha rilevato i prezzi degli skipass in 37 comprensori sciistici
italiani e in 7 località estere vicine ai confini nazionali. Il primo dato che
emerge è l’ampiezza della forbice: lo skipass giornaliero parte dai 36 euro di
Champorcher e arriva fino agli 86 euro del Dolomiti Superski. Nei comprensori
oltreconfine i prezzi risultano mediamente più elevati. Il caso più emblematico
è quello dello skipass internazionale Cervinia-Zermatt: acquistato sul versante
italiano costa 87 euro, mentre salendo dal lato svizzero il prezzo sale fino a
125 euro. Nel complesso, quest’anno lo skipass giornaliero in alta stagione
costa in media il 4% in più rispetto alla scorsa stagione, mentre l’abbonamento
da cinque giorni – quello tipico della settimana bianca – registra un aumento
medio del 4,4%. Tradotto in cifre concrete, per una famiglia composta da tre
adulti significa spendere circa 188 euro al giorno solo per gli impianti, che
possono arrivare a 260 euro nelle località più care.
Per valutare l’impatto reale di questi aumenti, Altroconsumo ha analizzato il
costo complessivo della settimana bianca considerando due periodi chiave: la
settimana di Capodanno, dal 27 dicembre 2025 al 3 gennaio 2026, e quella di
Carnevale, dal 28 febbraio al 7 marzo 2026. Il pacchetto preso in esame
comprende viaggio in auto (carburante e pedaggi), skipass da cinque giorni e
sette notti di pernottamento in hotel tre stelle o in B&B, calcolando una media
tra le due soluzioni. Restano esclusi pasti, noleggio dell’attrezzatura e altri
extra.
CAPODANNO 2026: PREZZI IN CALO (CON ECCEZIONI)
A sorpresa, Capodanno 2026 segna una tendenza al ribasso rispetto allo scorso
anno. In 7località su 9 analizzate i prezzi scendono, soprattutto grazie alla
diminuzione del costo degli alloggi. Per una coppia, la spesa complessiva varia
dai 1.594 euro di Tarvisio – che si conferma la meta più economica dell’indagine
– ai 3.944 euro di Madonna di Campiglio, che resta invece la località più
costosa. In mezzo, un panorama molto articolato: Bormio si attesta a 2.442 euro,
Vigo di Fassa a 2.710 euro, Champoluc a 2.879 euro, Courmayeur e Pila a 2.944
euro, mentre Cortina d’Ampezzo, pur restando cara, scende a 3.713 euro.
La spesa complessiva per una coppia varia:
* da 1.594 euro a Tarvisio, la località più economica;
* fino a 3.944 euro a Madonna di Campiglio, la più cara.
Riduzioni più significative negli alloggi:
* Livigno: -30% complessivo, -42% per gli hotel;
* Cortina d’Ampezzo: -21%;
* Bormio: -17%;
* Vigo di Fassa: -14%;
* Tarvisio: -11%;
* Champoluc: -10%;
* Courmayeur: -1% (quasi stabile).
Le eccezioni:
* Madonna di Campiglio: +9% per gli alloggi;
* Pila: +47%, un caso isolato.
A Capodanno, il peso delle singole voci sul totale è così distribuito:
* alloggio: 75%;
* skipass: circa 20%;
* viaggio: circa 5%.
CARNEVALE 2026: RINCARI DIFFUSI E CASO CORTINA
Lo scenario cambia nettamente a Carnevale. Per la settimana dal 28 febbraio al 7
marzo 2026 i prezzi aumentano in modo deciso, soprattutto nelle località
coinvolte direttamente o indirettamente dalle Olimpiadi invernali di
Milano-Cortina. La spesa per una coppia oscilla tra i 1.459 euro di Tarvisio e i
4.685 euro di Cortina d’Ampezzo. Proprio Cortina rappresenta il caso più estremo
dell’intera indagine: qui il costo degli alloggi cresce del 159% in un solo
anno, un aumento attribuito all’effetto dei Giochi, collocati tra Olimpiadi e
Paralimpiadi.
La spesa per una coppia va:
* da 1.459 euro a Tarvisio;
* fino a 4.685 euro a Cortina d’Ampezzo.
Il dato più clamoroso riguarda proprio Cortina:
* +159% nel costo degli alloggi rispetto all’anno precedente;
* +34% rispetto al Capodanno 2026;
* +103% rispetto al Carnevale dell’anno scorso (quando costava 2.305 euro).
Altri aumenti rilevati:
* Pila: +18%;
* Livigno: +16%;
* Courmayeur: +12%;
* Tarvisio, Vigo di Fassa e Champoluc: rialzi più contenuti;
* Bormio: stabile;
* Madonna di Campiglio: -1%.
A Carnevale l’incidenza dell’alloggio scende al 67%, mentre lo skipass sale al
26% del totale.
CARNEVALE RESTA PIÙ CONVENIENTE DI CAPODANNO
Nonostante i rincari, Carnevale resta il periodo più economico dell’alta
stagione:
* in media -37% rispetto a Capodanno;
* -44% escludendo Cortina.
Esempi concreti:
* Bormio: da 2.442 euro (Capodanno) a 1.712 euro (Carnevale);
* Livigno: da 3.207 a 2.340 euro;
* Madonna di Campiglio: da 3.944 a 2.454 euro;
* Pila: da 2.944 a 1.870 euro.
SKIPASS: QUANTO COSTANO OGGI
Altroconsumo ha rilevato i prezzi degli skipass in 37 comprensori sciistici
italiani e 7 esteri vicini ai confini nazionali. I dati mostrano una forbice
molto ampia:
* Prezzo minimo skipass giornaliero: 36 euro a Champorcher
* Prezzo massimo skipass giornaliero: 86 euro nel Dolomiti Superski
Nei comprensori esteri i costi sono mediamente più elevati. Il caso più
emblematico è quello dello skipass internazionale Cervinia–Zermatt:
* acquistato in Italia: 87 euro
* acquistato sul versante svizzero: 125 euro
Sul fronte dei rincari, Altroconsumo segnala che:
* lo skipass giornaliero in alta stagione costa in media il 4% in più rispetto
alla scorsa stagione;
* lo skipass da 5 giorni, tipico della settimana bianca, registra un aumento
medio del 4,4%.
Per una famiglia composta da tre adulti, la spesa solo per lo skipass arriva a:
* 188 euro al giorno nelle località medie;
* fino a 260 euro al giorno nei comprensori più costosi.
COME È STATA CALCOLATA LA SETTIMANA BIANCA
Per valutare il costo complessivo della vacanza, Altroconsumo ha considerato due
periodi chiave:
* Capodanno: dal 27 dicembre 2025 al 3 gennaio 2026;
* Carnevale: dal 28 febbraio al 7 marzo 2026.
L’analisi riguarda nove località sciistiche e prende in considerazione un
pacchetto standard che include:
* viaggio in auto (carburante e pedaggio);
* skipass da 5 giorni;
* 7 notti di pernottamento in hotel 3 stelle o B&B (media tra le due
soluzioni).
Sono esclusi pasti, noleggio attrezzatura e altri extra.
DORMIRE COSTA PIÙ DELLO SCI
Il dato più netto dell’indagine è che il vero ago della bilancia resta il
pernottamento. A Carnevale, per 7 notti si va:
* dai 915 euro di Tarvisio;
* ai 3.799 euro di Cortina d’Ampezzo.
Scegliere un hotel invece di un B&B non garantisce sempre un risparmio:
* hotel più economici a Courmayeur, Livigno, Vigo di Fassa e Champoluc;
* B&B più convenienti a Bormio, Madonna di Campiglio, Pila e Tarvisio.
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sulla neve costano meno: prezzi giù anche del -41%, ecco dove” proviene da Il
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