Sequestrata dai carabinieri di Nuoro una delle più grandi piantagioni di
marijuana rinvenute in Italia, oltre 35.000 piante messe a dimora e 13.000 in
fase di essiccazione, il tutto per un peso complessivo di circa tre tonnellate e
mezzo, che se spacciate al dettaglio avrebbero fruttato circa 31 milioni di euro
(15 milioni di dosi circa). Questa mattina i militari del comando provinciale
arrestato quattro persone nei comuni di Orani e Silanus, nel Nuorese, e Buddusò
nel Sassarese, con l’accusa di produzione di sostanze stupefacenti in concorso.
Un quinto soggetto è stato denunciato. L’ordinanza di misura cautelare personale
in carcere è stata emessa dal gip del tribunale di Nuoro, su richiesta della
Procura della Repubblica.
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35mila arbusti: sequestro record nel Nuorese. Il video proviene da Il Fatto
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Spara al cespuglio e uccide il compagno. Il fatto è accaduto il 28 dicembre a
Oliena, in provincia di Nuoro: l’allevatore Andrea Puddu, 58 anni, è morto dopo
un incidente durante la battuta di caccia della domenica. Nelle campagne di Sa
Serra, intorno alle 16.30, l’uscita era quasi finita. Uno dei cacciatori ha
sentito dei rumori venire dalla vegetazione, ha creduto di avere un cinghiale a
portata di tiro e ha aperto il fuoco con l’arma, ma ha colpito l’amico al
torace. I compagni hanno chiamato i soccorsi ma il loro intervento non è servito
a nulla: Andrea Puddu è deceduto sul posto. I carabinieri di Oliena e di Nuoro
fatto i rilievi e raccolto le testimonianze.
Secondo Vittime della caccia, che monitora gli incidenti legati all’attività
venatoria su scala nazionale, dal 1° settembre al 1° dicembre 2025 si registrano
29 persone colpite da armi da caccia, con sette morti e 22 feriti. Di queste
vittime, preoccupa in particolare il fatto che non tutti fossero cacciatori: tra
gli estranei all’attività venatoria figurano due morti e otto feriti, compreso
un minore, colpiti mentre si trovavano in aree pubbliche come sentieri e zone
boschive, o addirittura vicino alle proprie abitazioni. Secondo l’associazione,
gli incidenti più ricorrenti sono spesso causati da negligenza, spari
incontrollati o scarsa visibilità.
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