Svolta sull’omicidio di Giovanni Musu, il 53enne accoltellato 13 volte e dato
alle fiamme nella notte del 16 gennaio nella città sarda di Carbonia. Per
l’omicidio dell’uomo erano indagati Marco Atzeni, 50 anni, e William Serra, 38
anni. Entrambi pregiudicati, è stato proprio quest’ultimo a finire in manette
nel pomeriggio di lunedì. Serra è accusato di omicidio volontario ed è
attualmente detenuto nel carcere di Uta, vicino Cagliari, assistito
dall’avvocato Fabio Basile. La sua casa è stata perquisita e, al momento, non
sono state rese note le posizioni dell’indagato sull’accaduto.
A incastrare l’uomo sarebbero stati i messaggi inviati alla compagna e le
riprese delle telecamere, elementi centrali delle indagini. Poco dopo
l’assassinio, Serra ha inviato alla donna alcuni sms in cui confessava il
delitto scrivendo: “L’ho ammazzato io”. I carabinieri della compagnia di
Carbonia e il Nucleo investigativo del comando provinciale hanno ricostruito il
delitto utilizzando le immagini delle telecamere e le testimonianze raccolte.
Secondo gli investigatori, la vittima è stata attirata nel parco con una scusa
riguardante l’acquisto di alcuni stupefacenti. Una volta arrivato, Musu è stato
aggredito con almeno 13 coltellate (numero riportato dall’autopsia). I fendenti
hanno colpito organi vitali e sul cadavere è stata ritrovata una profonda ferita
alla gola. Dopo l’omicidio, Serra ha inoltre preso il cellulare e il portafoglio
della vittima, tentando poi, senza successo, di incendiarne il corpo utilizzando
una busta di rifiuti.
L’arresto è arrivato dopo gli accertamenti sulle tracce trovate nel parco Colle
di Rosmarino e nell’abitazione del sospettato. Tra queste: i vestiti della
vittima, anche parzialmente bruciati, frammenti della carta d’identità in parte
distrutta, due siringhe trovate nel prato, impronte e fazzoletti con sangue.
Sono attese inoltre le analisi informatiche sui dispositivi sequestrati. A
queste verifiche prenderà parte il dottor Gabriele Pitzianti, consulente
nominato dall’avvocato difensore di Serra.
Un indizio importante è emerso dalle perquisizioni in casa di Serra. Sono stati
infatti ritrovati gli indumenti indossati dall’uomo la notte del delitto e
ripresi dalle telecamere dopo l’omicidio. I vestiti erano anche sporchi di
sangue. L’avvocato Fabio Basile ha commentato così l’arresto ai giornalisti
dell’Ansa: “Mi riservo di vedere gli atti, intendo analizzarli e parlare
approfonditamente con il mio assistito nei prossimi giorni, poi decideremo come
procedere”.
In un primo momento si era ipotizzato che l’omicidio potesse essere attribuito a
Marco Atzeni, poiché presente nel parco al momento dei fatti. Tuttavia,
ulteriori indagini hanno evidenziato la sua totale estraneità. Atzeni si sarebbe
trovato nell’area, come gli altri, per questioni legate all’acquisto e al
consumo di droga e non avrebbe avuto alcun ruolo nella morte di Musu. Nonostante
ciò, secondo quanto emerso, Serra avrebbe tentato di coinvolgerlo durante gli
interrogatori. Secondo il giudice per le indagini preliminari Giorgio Altieri,
che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare, Serra sarebbe un soggetto
pericoloso, con una concreta capacità di reiterare il reato.
L'articolo “L’ho ammazzato io”, i messaggi che hanno incastrato il presunto
killer di Giovanni Musu proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Strade distrutte, linee ferroviarie interrotte (con tanto di rotaie sospese nel
vuoto), criticità nei porti e poi stabilimenti balneari spazzati via, negozi e
strutture ricettive danneggiate e tante barche affondate o gravemente
danneggiate. In Sicilia, Sardegna e Calabria continua la conta dei danni dopo
che il ciclone Harry – con vento, pioggia e mareggiate – ha flagellato per tre
giorni le regioni del Sud Italia.
Nella sola Sicilia la stima provvisoria dei danni supera il miliardo di euro.
Oltre 741 milioni riguardano le infrastrutture distrutte, come calcolato la
Protezione civile regionale, dei quali 244 milioni solo in provincia di Messina
e oltre 200 nel Catanese. A queste cifra vanno aggiunti i mancati redditi delle
attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi. Come
comunicato dal governatore Renato Schifani, la Regione ha stanziato 70 milioni
di euro per i primi interventi e ha nominato il dirigente della protezione
civile regionale, Salvo Cocina, come commissario straordinario regionale per
l’emergenza.
“Dopo una sommaria istruzione del Dipartimento proporremo la richiesta della
dichiarazione dello stato di emergenza nazionale insieme alla delibera di una
prima risorsa che consentirà agli enti locali di procedere con i primi
interventi come il ripristino della viabilità e la rimozione degli ostacoli”, ha
annunciato venerdì il ministro della Protezione Civile Nello Musumeci. L’ex
presidente della Regione Sicilia è stato l’unico esponente del governo a
effettuare un sopralluogo nei luoghi colpiti dal ciclone: non si sono visti né
la premier Giorgia Meloni, né il leader della Lega Matteo Salvini.
Intanto nel Messinese è intervenuto anche l’Esercito con il 4º reggimento Genio
della Brigata Aosta. A richiederlo è stata la prefettura di Messina: aliquote di
personale e mezzi speciali del genio sono al lavoro per il ripristino della
viabilità e la rimozione dei detriti portati dalla mareggiata e dalle forti
raffiche di vento che hanno sferzato il litorale dei comuni di Santa Teresa di
Riva e di Furci Siculo.
“Abbiamo ripristinato parzialmente l’erogazione idrica. Ci sono, però, ancora un
migliaio di famiglie senza energia elettrica. Dei 3,5 chilometri di lungomare ne
sono rimasti forse poco più di 500. Oltre cento attività commerciali
completamente distrutte e invase da sabbia e detriti”, racconta Danilo Lo
Giudice, sindaco di Furci Siculo. Gravi danni anche a Lampedusa e Linosa dove il
sindaco Filippo Mannino parla di “una devastazione senza precedenti”. “A
Lampedusa – spiega – il danno più grave riguarda la banchina commerciale,
infrastruttura strategica e vitale per la sopravvivenza dell’isola, che ha
subito un cedimento strutturale significativo e che oggi rischia il collasso
totale da un momento all’altro. Ma la situazione più drammatica è sull’isola di
Linosa, dove l’evento ha letteralmente cancellato la viabilità“. Mannino stima
danni per quasi 17 milioni di euro nelle due isole delle Pelagie.
Ma non c’è solo la Sicilia. Il ciclone Harry ha provocato ingenti danni anche in
Sardegna e Calabria. Per la presidente della Regione Sardegna Alessandra Todde,
che con la giunta ha dichiarato lo stato di emergenza, “stiamo parlando di
centinaia di milioni per danni infrastrutturali e anche legati ai beni culturali
e ambientali: non è una situazione in cui bisogna reagire di pancia, bisogna
reagire seriamente“. Nel Cagliaritano il forte temporale, i venti di burrasca e
le mareggiate hanno reso inagibile un tratto della Sulcitana. La statale 195
resterà chiusa fino al 30 gennaio e questo sta mandando in tilt la viabilità
alternativa, con traffico paralizzato lungo le strade consortili. Il ciclone
Harry ha anche provocato danni al sito archeologico di Nora, nel comune di Pula,
sulla costa sud occidentale della Sardegna. Dalle prime immagini che arrivano
dall’area archeologica si vede che una parte delle vestigia è finita sott’acqua.
Il compito degli archeologi sarà proprio quello di circoscrivere l’area
danneggiata e verificare la possibilità di ripristino.
In Calabria, la giunta comunale di Crotone, su proposta del sindaco Vincenzo
Voce, ha approvato la delibera per la richiesta formale dello stato di
emergenza. Contestualmente, l’esecutivo ha deliberato di avanzare istanza al
ministero dell’Agricoltura e alla Regione per il riconoscimento dello Stato di
calamità naturale, mirato specificamente a coprire i danni subiti dal comparto
agricolo.
Il ciclone Harry ha infatti prodotto danni gravi e diffusi anche all’agricoltura
siciliana, calabrese e sarda, “colpendo aziende già provate da anni di emergenze
climatiche, aumento dei costi e fragilità strutturali. Le prime segnalazioni che
arrivano dai territori parlano di colture distrutte, serre divelte,
infrastrutture aziendali compromesse e interi cicli produttivi saltati, con
pesanti ripercussioni sul reddito degli agricoltori e sull’occupazione”, fa
sapere la Cna Agricoltori. Secondo Confcooperative Fedagripesca, invece, tra
imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, i danni per il settore della
pesca potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro. “Servono interventi urgenti per
la messa in sicurezza dei porti pescherecci, che soffrono di criticità
strutturali e croniche, per evitare che a ogni mareggiata si insabbino ed eventi
come questi rendono più che mai urgente il rifinanziamento del fondo di
solidarietà per il settore, che al momento è privo di risorse economiche”,
sostiene Paolo Tiozzo, vicepresidente di Confcooperative Fedagripesca.
L'articolo Ciclone Harry, la conta dei danni sfiora il miliardo di euro in
Sicilia. Nel Messinese arriva l’esercito. Danneggiate le rovine di Nora in
Sardegna proviene da Il Fatto Quotidiano.
Sicilia e Sardegna dichiarano lo stato di emergenza regionale, ma si va verso
l’istruttoria per chiedere lo stato di emergenza nazionale, da sottoporre alla
valutazione politica del Consiglio dei ministri. Una richiesta già annunciata,
anche per la Calabria, dal ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo
Salvini, nel corso del question time alla Camera del 21 gennaio. Per quanto
riguarda la sola Sicilia, da una prima ricognizione fatta dalla Protezione
civile regionale, i danni provocati dal ciclone Harry a infrastrutture, strade,
porticcioli, stabilimenti balneari, attività produttive e ricettive, soprattutto
lungo la fascia costiera jonica e in quella che si affaccia sul Canale di
Sicilia, ammontano ad almeno 740 milioni di euro, oltre ai mancati redditi delle
attività produttive e sui quali si lavora a ristori e contributi. Considerando
anche questi la stima supera il miliardo di euro. Al termine della giunta
straordinaria convocata per stabilire i primi provvedimenti, il presidente della
Regione, Renato Schifani, ha annunciato lo stanziamento di 70 milioni, di cui 50
immediatamente operativi “e gli altri 20 tramite i Fondi globali con un’apposita
norma che sarà proposta all’Assemblea regionale siciliana”. Il governo Schifani
sta valutando anche “l’eventuale ricorso al fondo di solidarietà dell’Unione
europea e la riprogrammazione dei fondi Fsc per reperire le risorse necessarie”.
E non esclude l’ipotesi di nomina, da parte del governo nazionale, di un
commissario straordinario per la ricostruzione delle zone maggiormente colpite
dal ciclone Harry, come previsto dalla legge del 2025 di riforma della
Protezione civile. Ma non basta a fermare le polemiche che, in queste ore, si
sommano – anche in Sardegna e Calabria – alla conta dei danni, agli appelli e
alle iniziative di solidarietà.
TRA CONTA DEI DANNI E PRIORITÀ DA INDIVIDUARE
Solo tra imbarcazioni, infrastrutture e mancati guadagni, secondo
Confcooperative Fedagripesca, i danni potrebbero sfiorare i 40 milioni di euro.
Per quanto riguarda la Sardegna, la Giunta regionale ha dichiarato lo stato di
emergenza fino al 22 gennaio 2027, su indicazione dell’assessora della Difesa
dell’ambiente, Rosanna Laconi. Ed è stato dato anche mandato alla Direzione
generale della Protezione civile di delimitare l’area interessata dai danni e
predisporre una relazione tecnico-illustrativa per quantificare le risorse
finanziarie da stanziare e per attivare la richiesta al presidente del Consiglio
dei ministri, per la dichiarazione dello stato di emergenza nazionale. “Qui
stiamo parlando di danni di centinaia di milioni per danni infrastrutturali e
anche legati ai beni culturali e ambientali” ha commentato la governatrice sarda
Alessandra Todde, durante un sopralluogo con il capo dipartimento della
Protezione civile nazionale, Fabio Ciciliano alla spiaggia del Poetto di
Cagliari, cancellata dalla furia del ciclone Harry. Drammatica la situazione in
Sicilia, dove sono state seriamente danneggiate migliaia di attività produttive.
“Negozi, imprese artigiane, aziende commerciali e soprattutto i lidi balneari
che in poche ore hanno visto distrutte le spiagge, le strutture e le scorte per
la stagione” racconta il presidente di Confimprenditori, Stefano Ruvolo. La Cia
Sicilia Orientale segnala i problemi che si trova ad affrontare il settore
agricolo della provincia di Catania con capannoni e strutture aziendali divelti,
campagne allagate e colture gravemente danneggiate. Per il segretario della Cgil
Sicilia, Alfio Mannino vanno individuate le priorità come “il ripristino della
tratta ferroviaria Messina- Siracusa, collegamento strategico chiuso”. Per
quanto riguarda i risarcimenti “si vada agli ammortizzatori sociali in deroga –
aggiunge – per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente
previsti”. E attacca: “Il disastro testimonia ancora una volta la fragilità del
territorio siciliano, totalmente impreparato tra infrastrutture inadeguate,
manutenzioni inesistenti, mancato governo del territorio. E di questo le
responsabilità politiche sono chiare: lo dobbiamo alle scelte antimeridionaliste
del Governo Meloni e all’inadeguatezza del governo Schifani”. Per quanto
riguarda i risarcimenti “si vada agli ammortizzatori sociali in deroga –
aggiunge – per i lavoratori dei settori colpiti per i quali non sono attualmente
previsti”.
VERSO LO STATO DI EMERGENZA NAZIONALE (E LE POLEMICHE POLITICHE)
Diversi gli appelli al governo perché dichiari lo stato di emergenza nazionale.
Come quello del presidente di Confimprenditori, che chiede al governo anche di
attivare un fondo di garanzia straordinario. E anche l’interrogazione
parlamentare urgente della senatrice Dafne Musolino “controfirmata dai colleghi
del gruppo Italia Viva” e diretta al ministro per la Protezione civile e a
quello delle Infrastrutture. Interviene anche la segretaria del Pd, Elly
Schlein: “La drammaticità della situazione è evidente a tutti e richiede azioni
immediate da parte del governo e dei ministri competenti”. E sul ministro
Salvini, che ha chiesto lo Stato di emergenza nazionale dice: “Potrebbe iniziare
a destinare le somme dell’annualità del Ponte sullo Stretto per il ripristino
immediato delle infrastrutture, così come abbiamo già chiesto con un emendamento
al Milleproroghe”. Il Pd ha chiesto che vengano anche differite al 2027 tutte le
scadenze contributive per sostenere le famiglie e le imprese colpite.
Punta il dito contro “la destra a trazione trumpiana che governa l’Italia, da
Meloni a Salvini” Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde.
“Stiamo assistendo a una tropicalizzazione del meteo del Sud del nostro Paese, e
non solo – aggiunge – con effetti devastanti su persone, immobili,
infrastrutture e, di conseguenza, sulla nostra economia”. E parla del sabotaggio
“di tutte le politiche di contrasto ai cambiamenti climatici, dallo stop al
Green Deal, alla legge europea sul ripristino della natura, fino all’ostilità
verso le energie rinnovabili”. Eppure in una nota, la deputata di Fratelli
d’Italia, Beatriz Colombo, capogruppo nella Commissione d’inchiesta sul rischio
idrogeologico, oltre a chiedere a Giorgia Meloni lo stato di emergenza sostiene
che in quella commissione Fratelli d’Italia “sta insistendo con forza su
prevenzione, manutenzione del territorio e soprattutto su una vera cultura della
protezione civile”. “Perché la sicurezza – ribadisce – non si improvvisa quando
l’emergenza è già in corso. In questo contesto è inaccettabile vedere immagini
di persone che si avvicinano alla tempesta, camminano vicino alle onde e
riprendono tutto con il telefono, incuranti dei rischi: è il segno di una bassa
percezione del pericolo, che può trasformare in tragedia una situazione già
critica”. In questo contesto è anche inaccettabile che l’Italia non abbia ancora
una legge sul consumo di suolo e che l’Osservatorio nazionale per l’adattamento
ai cambiamenti climatici sia stato istituito solo a dicembre 2025, in ritardo di
quasi due anni rispetto a quanto previsto nel Piano nazionale di adattamento al
cambiamento climatico.
LA RETE DI SOLIDARIETÀ
Diverse le iniziative scattate in queste ore per venire incontro a chi ha perso
la casa o si è ritrovata con un’attività in fumo. Tutte le sedi territoriali
della Cisl siciliana, delle associazioni Adiconsum, Anolf, Anteas, del Caf Cisl,
del patronato Inas e del sindacato inquilini Sicet, sono state messe a
disposizione delle persone che hanno subito danni a causa del maltempo.
“Riteniamo prioritario esserci nei fatti – ha spiegato il segretario generale
Cisl Sicilia, Leonardo La Piana – garantendo il supporto di tutta la nostra
organizzazione e di tutta la rete dei nostri servizi e delle associazioni”.
UniCredit ha attivato un pacchetto di interventi straordinari di sostegno a
favore dei clienti, privati e imprese con residenza o sede legale e operativa in
Sicilia, che siano stati danneggiati a seguito dell’ondata di maltempo. Tra le
iniziative predisposte dalla banca, una moratoria di 12 mesi sulle rate dei
mutui ipotecari e chirografari per le imprese con sede nelle zone interessate e
per tutti i clienti privati intestatari di mutui ipotecari residenti nei
territori danneggiati. La richiesta di sospensione delle rate va presentata
entro il 31 marzo. Il Gruppo Bper ha stanziato un plafond di 300 milioni di euro
a sostegno di famiglie e imprese che hanno subito in questi giorni gravi disagi.
Nello specifico, Bper Banca stanzia in favore di Calabria e Sicilia 100 milioni
per ciascuna regione, il Banco di Sardegna altri 100 per l’isola. Gli ordini
degli architetti e degli ingegneri, invece, hanno manifestato piena
disponibilità a mettere a disposizione competenze tecniche e supporto operativo
per ogni esigenza legata a sopralluoghi e valutazioni tecniche di prima
necessità, dal supporto alla pianificazione degli interventi urgenti e alla
programmazione della messa in sicurezza, fino ai contributi tecnico-scientifici
per strategie di prevenzione e adattamento ai cambiamenti climatici”.
L'articolo Ciclone Harry, solo in Sicilia danni per almeno 740 milioni. Schlein:
“Salvini destini i soldi del Ponte al ripristino delle infrastrutture” proviene
da Il Fatto Quotidiano.
A causa della forte mareggiata di ieri con l’acqua che ha invaso buona parte
della carreggiata, resta chiusa la strada statale 195 “Sulcitana” nel tratto
compreso tra l’inizio del tracciato, all’altezza del ponte della Scafa a
Cagliari, e il km 10,600 circa, a Capoterra, dove sono state anche evacuate
alcune case sulla costa. “Il provvedimento si rende necessario per proseguire le
attività di ispezione dei tecnici Anas nel tratto costiero interessato dalla
forte mareggiata, che potranno essere compiute in maniera più funzionale quando
le condizioni meteo lo consentiranno – fa sapere l’Anas – Una volta valutata
l’entità dei danni subiti sarà possibile avviare la pianificazione degli
interventi di ripristino e messa in sicurezza da eseguire nel tratto”. Il
traffico è deviato un percorso alternativo lungo la strada statale 130 fino allo
svincolo per la strada provinciale 2. Da qui si prosegue sulla strada consortile
di Macchiareddu e sulla viabilità locale per raggiungere la provinciale 91.
L'articolo Mareggiata in Sardegna, chiusa la Sulcitana: il video dei danni lungo
la carreggiata proviene da Il Fatto Quotidiano.
Il ciclone Harry non si ferma. Anche oggi, 21 gennaio, la situazione rimane
critica in tre regioni: Sardegna, Sicilia e Calabria, alle prese con
evacuazioni, mareggiate e venti di burrasca. Scuole chiuse in moltissime città,
tra cui: Messina, Enna, Catania, Cagliari e Crotone. Le raffiche di vento
arrivano fino a 150 km/h e in meno di 48 ore le piogge hanno creato accumuli
superiori ai 300 millimetri. Lungo le coste le onde create dalle mareggiate
arrivano fino a 10 metri.
Per questi motivi dalla Protezione Civile è stata emessa un’allerta in gran
parte delle tre regioni. Per oggi, infatti, è prevista allerta rossa per rischio
idraulico e idrogeologico in Calabria, Sicilia nord-orientale e alcune zone
della Sardegna, con criticità elevate. Allerta arancione e gialla per piogge,
temporali e dissesti diffusi su gran parte del Sud Italia e della Sardegna,
incluse alcune zone di Basilicata e Puglia.
LA SITUAZIONE IN SARDEGNA
Il meteorologo Tommaso Torrigiani, intervistato dall’Ansa, ha previsto almeno
“altre 24-48 ore di vita” per la tempesta. In Sardegna, l’ondata di maltempo è
stata definita dagli esperti come un “fenomeno mai osservato negli ultimi
tempi”. A Capoterra e a Sinnai, in provincia di Cagliari, un centinaio di
persone sono state evacuate. Molti traghetti dall’isola sono stati invece
bloccati. Ritrovati e fortunatamente in buone condizioni i due pastori di cui
non si aveva notizia dalla mattina di ieri dopo l’esondazione del rio Margiani
in Ogliastra.
LA SITUAZIONE IN SICILIA
In Sicilia 200 comuni hanno attivato i centri operativi comunali come
coordinamento per l’emergenza. Ieri mattina un’auto guidata da un anziano è
caduta in una voragine – apertasi nella carreggiata – in provincia di Messina.
L’uomo aveva imboccato una zona interdetta al traffico ed è riuscito a chiamare
i soccorsi. Più di 6mila persone, divise in 200 unità del dipartimento di
Protezione Civile, 1000 volontari e 5000 operatori comunali e dei soccorsi,
stanno lavorando per gestire i danni e i rischi del maltempo. Treni sospesi tra
Acireale e Siracusa e sulla Palermo-Catania, così come sulla
Siracusa-Caltanissetta e sulla Catania-Caltagirone. A Linosa, isola delle
Pelagie, decine di imbarcazioni sono state distrutte da un’onda di 7 metri. La
litoranea del Lanternino – a collegamento dello Scalo Vecchio con Pozzolana di
Ponente – e vie di accesso alla zona dei Faraglioni sono andate distrutte.
Sull’isola non esiste un presidio di emergenza.
LA SITUAZIONE IN CALABRIA
In Calabria alcuni massi sono precipitati su un’auto in transito in provincia di
Reggio, con il conducente che ha riportato alcune contusioni. Il sindaco di
Catanzaro, intanto, ha vietato la consegna a domicilio su mezzi a due ruote in
tutto il territorio comunale. Circa 100 famiglie sono state evacuate a
Roccelletta di Borgia, vicino Catanzaro. Altre hanno avuto la stessa sorte a San
Sostene, Simeri Crichi e nel quartiere Piterà. Evacuate anche zone costiere a
nord di Crotone. Oggi il ciclone toccherà soprattutto la regione ionica, con
venti di burrasca, piogge abbondanti e tanta neve ad alta quota. Da giovedì
previsti miglioramenti.
L'articolo Allerta rossa in Sardegna, Sicilia e Calabria, il ciclone Harry non
si ferma: “Fenomeno mai osservato negli ultimi tempi” proviene da Il Fatto
Quotidiano.
Il ciclone Harry cancella ha cancellato anche la spiaggia di Su Giudeu a Chia
nel sud della Sardegna. Proprio per la violenza delle mareggiate, l’allerta
rossa è stata prolungata anche per anche domani in Sardegna, Sicilia e Calabria.
Lo indica un nuovo avviso diramato dalla Protezione civile. Una circolazione
depressionaria centrata sulla Tunisia, rileva il bollettino, continua a
determinare maltempo e a richiamare correnti umide sud-orientali sulle regioni
meridionali italiane.
L'articolo Sardegna, il ciclone Harry cancella anche la spiaggia di Su Giudeu a
Chia: le immagini proviene da Il Fatto Quotidiano.
Non si hanno notizie da lunedì mattina di due pastori, che risultano dispersi a
Urzulei, in Ogliastra. A causa dell’esondazione del rio Margiani non è possibile
raggiungere la zona dove i due si trovavano: si tratta del 65enne Giuseppe Mulas
e del 22enne Francesco Moi. I due si trovavano in località Televai e, secondo
quanto si apprende, potrebbero aver trovato riparo nell’ovile della famiglia del
più giovane. Ma la pioggia non cessa e c’è molta apprensione in Ogliastra per la
loro sorte.
Sono in corso le ricerche da parte di vigili del fuoco, carabinieri e barracelli
ma a causa delle condizioni metereologiche proibitive non riescono a raggiunge
il luogo dove i due dispersi potrebbero trovarsi. Proprio lunedì mattina il
Comune di Urzulei – vista l’allerta meteo – aveva avvisato “la cittadinanza, e
in particolare gli allevatori che hanno il bestiame al monte” del fatto che il
livello dell’acqua nei fiumi stesse salendo “molto velocemente” vietando di
avventurarsi nella strade di campagna. Già da domenica il sindaco aveva firmato
un’ordinanza per evitare che qualcuno percorresse quelle strade a rischio.
L'articolo Sardegna, esonda un fiume in Ogliastra: dispersi due pastori di 65 e
22 anni proviene da Il Fatto Quotidiano.
Forte ondata di maltempo al Centro-Sud, soprattutto in Calabria e nelle isole.
L’arrivo del “ciclone Harry” sta portando venti di scirocco fortissimi,- fino a
sessanta nodi – nubifragi e onde addirittura a sei metri di altezza. In numerose
città chiuse le scuole e le università in via precauzionale. Per lo stesso
motivo attivati i Centri operativi comunali. Attese anche in alcune zone leggere
nevicate, anche a bassa quota. I plessi scolastici sono stati chiusi in numerose
città, tra cui: Crotone, Catanzaro, Messina, Catania, Agrigento e Cagliari.
L’allerta rossa è stata diramata in Sardegna, quella gialla in Calabria e in
Sicilia. Il capo del Dipartimento della Protezione Civile Fabio Ciciliano ha
presieduto a Roma la riunione dell’unità di crisi in collaborazione con le
strutture operative delle regioni interessate. La situazione è costantemente
monitorata e sono già state attuate le tradizionali misure precauzionali, mentre
Anas ha annunciato il potenziamento della sorveglianza lungo la rete stradale
delle tre regioni, soprattutto nelle aree costiere e in quelle più esposte al
rischio idrogeologico.
Dalle previsioni degli esperti, il maltempo sarebbe legato a una circolazione
depressionaria proveniente dal Nord Africa che porterebbe verso l’Italia delle
correnti umide di Scirocco. Sono attese delle precipitazioni da record nelle
zone interessate dal maltempo. Tra lunedì 19 e sabato 20 le raffiche di vento
raggiungeranno un picco di 100 km/h, soprattutto sui versanti orientali. In
alcune aree del sud-est sardo, della Calabria ionica e della Sicilia orientale
(Catania, Messina, Siracusa, Ragusa) sono attese piogge ad oltre 200 millimetri
in poche ore. Per questo motivo, la Protezione civile siciliana ha già diramato
la pre-allerta. Nelle Eolie alcuni traghetti sono stati annullati e molti
stabilimenti balneari – come i lidi di Taormina e Giardini Naxos – hanno
realizzato delle barriere di sabbia a protezione delle strutture. Il sindaco di
Lipari Riccardo Gullo ha disposto la chiusura delle scuole per due giorni e la
chiusura di alcune strade litoranee.
In Sardegna l’allerta rossa entrerà in vigore dalle 21 di oggi 19 gennaio e
durerà tutta la giornata di domani. Nel comune di Quartu Sant’Elena è stato
redatto il piano di prevenzione alla presenza del sindaco, dei dirigenti
comunali e delle associazioni di Protezione Civile territoriali. A seguito
dell’incontro sono stati chiusi tutti i plessi scolastici – di qualsiasi grado,
sia pubblici e privati – e tutte le aree all’aperto. Raccomandate, invece, le
sospensioni delle attività di cantiere e la messa in sicurezza dei mezzi e dei
materiali in vista delle bufere. Si invita, inoltre, la cittadinanza a limitare
gli spostamenti il più possibile. Anche qui l’attenzione è rivolta soprattutto
alle zone costiere, dove il rischio mareggiate rimane alto.
In Calabria l’allerta arancione interessa il crotonese e la zona di Catanzaro.
Il bollettino diffuso dalla Protezione Civile e dall’Arpacal parla di “intensa
attività elettrica. Venti di burrasca con rinforzi fino a burrasca forte o
tempesta a prevalente componente orientale. Mareggiate lungo le coste esposte”.
Per oggi sono previste nei settori ionici delle forti mareggiate con onde alte
fino ai 3,2 metri.
L'articolo Allerta rossa al Centro-Sud: il ciclone Harry su Calabria, Sicilia e
Sardegna. Scuole chiuse, possibili nevicate proviene da Il Fatto Quotidiano.
Erano intervenuti dopo essere stati chiamati per spegnere un incendio nel Parco
Rosmarino di Carbonia, in Sardegna. Non immaginavano che sotto al rogo di
sterpaglie si nascondesse un cadavere. Proprio in questo modo, invece, i vigili
del fuoco scoperto il corpo di Giovanni Musu, disoccupato 53enne, con alcuni
precedenti penali. Le fiamme avevano raggiunto il cadavere alle gambe. Secondo
quanto emerso finora, Musu sarebbe stato colpito ripetutamente con un’arma da
taglio: una delle ferite, inferta alla gola, potrebbe essere stata mortale. Musu
è stato ritrovato sanguinante e con le gambe avvolte dalle fiamme. L’incendio
sarebbe un tentativo di cancellare le tracce.
Erano le 4 del mattino. Sul posto sono arrivati i carabinieri della Compagnia di
Carbonia insieme al nucleo investigativo di Cagliari e poi anche il Ris. A
coordinare le indagini il pm della procura del capoluogo sardo Danilo Tronci. La
zona del ritrovamento è stata delimitata e sul corpo del 53enne è stato eseguito
un primo esame dal medico legale, in attesa della dell’autopsia, disposta dallo
stesso pm.
L’indagine si muove negli ambienti dello spaccio e del consumo di droga. Gli
investigatori stanno cercando di ricostruire gli ultimi mesi di vita dell’uomo e
la rete di relazioni. L’ipotesi è che il delitto possa essere maturato al
termine di un litigio degenerato o come conseguenza di contrasti legati a
dinamiche criminali, anche se al momento nessuna pista viene esclusa. Sono già
stati ascoltati numerosi testimoni e sono scattate diverse perquisizioni. I
controlli hanno riguardato l’abitazione della vittima e le case di persone
ritenute potenzialmente coinvolte, nel tentativo di raccogliere elementi utili a
individuare il responsabile.
Da capire se l’aggressione sia avvenuta nel parco o in un luogo esterno. Le
indagini si concentrano – oltre che sui motivi dell’omicidio e sulla ricerca del
colpevole – anche sul passato recente di Musu. Non si esclude una possibile
assunzione di droghe prima di essere ucciso, dato il ritrovamento di alcune
siringhe – che sembrerebbero confermare anche la pista legata al mondo delle
sostanze stupefacenti.
L'articolo Sardegna, 53enne accoltellato e dato alle fiamme in un parco a
Carbonia: si cerca il killer proviene da Il Fatto Quotidiano.
L’ultimo giorno dell’anno si chiude in modo tragico in Sardegna, con l’ennesimo
morto sul lavoro. La vittima aveva 56 anni. Secondo una prima ricostruzione
stava lavorando nel capannone della ditta di distribuzione alimentare Gruppo
Alimentare Sardo, nella zona industriale di Predda Niedda a Sassari, strada
numero 8, per effettuare un intervento sulla rete elettrica. Il tecnico, per
portare a termine il suo compito, era salito su un cestello elevatore, azionato
da un collega. Non è chiaro cosa sia accaduto, fatto è che l’elettricista è
rimasto schiacciato contro la parete della struttura. Nonostante l’intervento
dei carabinieri e dei vigili del fuoco per l’operaio non c’era più nulla da
fare. Il magistrato ha disposto il sequestro dell’area e del mezzo elevatore.
Secondo i dati forniti dall’Inail, nell’anno che si conclude, fino allo scorso
ottobre ci sono state 889 vittime sul lavoro, in aumento rispetto al 2024.
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