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Sangiuliano contro Montanari e Formigli: “Voi comunisti inneggiavate a Pol Pot”. Bagarre in studio
Bagarre a Piazzapulita (La7) sulla commemorazione di Acca Larentia, l’evento annuale che si tiene ogni 7 gennaio a Roma, nel quartiere Tuscolano, in memoria dell’uccisione di tre giovani militanti del Fronte della Gioventù il 7 gennaio 1978. Il reportage di Salvatore Guliano sul rito dei saluti romani e sulle dichiarazioni di alcuni esponenti di spicco di Fratelli d’Italia, come Fabio Rampelli e Federico Mollicone, viene commentato da Tomaso Montanari, rettore dell’Università per stranieri di Siena, con parole taglienti. Lo storico dell’arte sottolinea: “L’equiparazione fra fascismo e comunismo è veramente intollerabile. Bisognerebbe ricordare che il presidente dell’Assemblea costituente è stato Terracini, che era un comunista, che i comunisti in Italia sono padri costituenti e che i fascisti sono i reietti che hanno devastato il paese, distrutto la libertà, si sono alleati con i nazisti. Questa equiparazione nella storia d’Italia – continua – è da rigettare interamente e come spesso ripete Alessandro Barbero giustamente, c’è anche una ragione, diciamo, filosofica. Il fascismo ha attuato fino in fondo la propria ideologia devastando il mondo. Il comunismo ha devastato il mondo purtroppo tradendo la propria ideologia. C’è una differenza filosofica profonda”. “Non è vero – insorge Sangiuliano – era esattamente quella l’ideologia del comunismo: fare milioni di morti”. “Certo – risponde ironicamente Montanari – ma per favore, tu saresti anche giornalista“. Sangiuliano insiste: “C’è stata una mozione del Parlamento europeo, votata anche da una metà dei parlamentari del Pd che ha equiparato nazismo e comunismo, sono due facce della stessa metà. Il leader comunista italiano Togliatti mandò a morte i dirigenti del partito comunista polacco e fece uccidere gli anarchici in Spagna. Togliatti era il numero due di Stalin, era il braccio destro, era l’esecutore delle nefandezze di Stalin. Il comunismo è questo. Non esiste un comunismo buono, stalinismo e comunismo sono la stessa identica cosa“. Poi accusa: “In Cambogia facevate le manifestazioni per esaltare Pol Pot, che ha ammazzato due milioni di suoi concittadini”. “Ma voi chi? – replica il conduttore Corrado Formigli – Evitiamo i deliri, per cortesia”. “Non vale la pena di rispondere“, commenta Montanari. Formigli cita poi Aldo Moro e Sangiuliano lo interrompe urlando: “Da chi è stato ammazzato Aldo Moro?”. “Sangiuliano, ora mi deve ascoltare, se no mi arrabbio – sbotta il giornalista – Moro è stato ammazzato perché voleva fare un governo con quelli che lei definisce stalinisti. Il partito comunista italiano era un partito che stava dentro le istituzioni, ha fatto la Costituzione, è sempre stato dalla parte della legalità. Non diciamo stupidaggini”. “E sullo scenario internazionale erano alleati di Stalin”, ripete l’ex ministro. “Allora le ribalto la cosa – ribatte Formigli indicando il braccialetto di Sangiuliano con la scritta “Siete dei poveri comunisti” – Lei ad Acca Larentia ha visto centinaia di fascisti. Si metta anche il braccialetto con la scritta “Siete dei poveri fascisti”. Lo mette o no?”. Sangiuliano traccheggia, protesta (“E che stiamo, a un interrogatorio di polizia?”), poi cambia discorso: “Da ministro della Cultura ho visitato due volte il Museo della Resistenza di Roma”. “Ma lei è andato anche a fare campagna elettorale dai fascisti napoletani”, ricorda Formigli. “Ma quali fascisti – minimizza Sangiuliano – i fascisti c’erano all’epoca. Io sono un conservatore, l’ho sempre detto”. “E infatti conserva il fascismo“, chiosa sarcasticamente Montanari. L'articolo Sangiuliano contro Montanari e Formigli: “Voi comunisti inneggiavate a Pol Pot”. Bagarre in studio proviene da Il Fatto Quotidiano.
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Calenda accusa Formigli: “Per invitarmi in tv mi ha chiesto di attaccare Meloni”. Lui: “Diffama, rinunci all’immunità”
Sostiene Carlo Calenda che da Piazzapulita gli sia stato chiesto una sorta di “impegno” ad attaccare il governo, come clausola per essere invitato in trasmissione a parlare della manovra. Il conduttore del talk di La7, Corrado Formigli, replica parlando di una “falsità sesquipedale” e lo accusa di “mentire spudoratamente per farsi pubblicità“, sfidandolo a rinunciare all’immunità parlamentare per rispondere di diffamazione davanti a un giudice. La polemica politico-mediatica dell’ultimo dell’anno nasce da un’intervista del leader di Azione allo youtuber Ivan Grieco, rilanciata da quest’ultimo sui social come un “retroscena clamoroso“. Nella ricostruzione di Calenda, gli autori di Piazzapulita, parlando con il suo portavoce in vista di una partecipazione alla puntata di giovedì scorso, gli avrebbero chiesto una “garanzia” che avrebbe “attaccato la Meloni” sulla legge di bilancio. E a causa del rifiuto di impegnarsi in questo senso, afferma il senatore, la sua ospitata sarebbe stata spostata dal blocco sulla manovra a quello sulla politica internazionale. “Ma io dico, ma voi vi siete bevuti il cervello? A me non è mai successo in un’altra trasmissione televisiva che mi dicessero prima “ci deve garantire che attaccherà la Meloni”. Non è mica normale. Ma che è, una cosa democratica?”, lo sfogo accalorato dell’ex ministro. Una denuncia ha trovato sponda nella senatrice di Fratelli d’Italia Susanna Campione, membro della Commissione Cultura, secondo cui si tratta di “dichiarazioni gravissime”: “Mi domando se l’editore Urbano Cairo sia a conoscenza del “metodo Formigli” adottato contro il centrodestra e contro un governo espressione della volontà degli elettori”, ha tuonato in una nota. Accuse a cui Formigli ha replicato mercoledì mattina con un lungo post sui social. “Nel disperato tentativo di attirare l’attenzione, il senatore Calenda continua a tirarmi in ballo. Ho deciso di non dargli corda per non alimentare i suoi giochini. Però di fronte a una falsità sesquipedale occorre per forza che intervenga, una tantum”, esordisce il giornalista. La versione di Calenda, afferma, “è falsa e diffamatoria“: “Gli autori di un programma, quando sentono un ospite prima della puntata, chiedono a lui o, come nel caso di Calenda, al suo portavoce, che posizione abbia sui temi da dibattere al fine di comporre un parterre equilibrato e dialettico”, spiega. “Nel caso di specie, essendo stato invitato Italo Bocchino, sostenitore della manovra, gli autori si sono sincerati su quale fosse l’opinione in merito di Calenda per evitare posizioni troppo sovrapponibili. Si tratta del normale lavoro di qualunque autore televisivo, mestiere le cui regole Calenda evidentemente ignora o finge di ignorare. Non è però consentito al senatore mentire spudoratamente per farsi pubblicità: la sua presenza al talk sulla manovra, dopo vari scambi di messaggi tra i miei autori e il suo portavoce, è stata confermata alle 10.33 di giovedì mattina”, chiarisce Formigli. Cos’è successo allora? “Successivamente”, spiega il conduttore, “è però avvenuto un imprevisto: Monica Maggioni, invitata per un confronto col professor Jeffrey Sachs, è stata costretta a cancellare la sua presenza per ragioni strettamente personali. A quel punto, essendo rimasto Sachs senza interlocutore, abbiamo chiesto se fosse disponibile a spostarsi dal blocco sulla manovra a quello con Sachs per dibattere con lui di Ucraina e situazione internazionale. Il senatore ha accettato di buon grado, nonostante abbia gridato successivamente urbi et orbi che invitare Sachs in tv sia indegno. Non abbastanza, a quanto pare, da rifiutare di confrontarsi con lui”, sottolinea. “Ultima nota: il senatore Calenda sa benissimo di essere stato spostato con Sachs per via del forfait di Maggioni, eppure sostiene pubblicamente che la ragione siano le sue posizioni non abbastanza anti-meloniane sulla manovra. Mentire per un politico ed ex ministro è una cosa seria, altrove ci si dimette. E con questo credo che sul senatore Calenda sia tutto. La prossima volta, se accetterà di rinunciare all’immunità, ci vediamo in tribunale”, chiosa. L'articolo Calenda accusa Formigli: “Per invitarmi in tv mi ha chiesto di attaccare Meloni”. Lui: “Diffama, rinunci all’immunità” proviene da Il Fatto Quotidiano.
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