Non solo le polemiche e il caos per la sperimentazione del semestre filtro
nell’accesso a Medicina, per la ministra dell’Università Anna Maria Bernini si
apre anche il caso dell’istituto privato Nostra Signora del Buon Consiglio a
Tirana. Sono infatti 220 gli studenti entrati in graduatoria e assegnati alla
sede albanese dell’università Tor Vergata di Roma e che quindi dovranno pagare
una rata annuale di 9650 euro. Secondo l’ateneo, i costi erano specificati nel
momento in cui gli studenti hanno scelto l’opzione, ma non per la ministra che
ha scelto di convocare il rettore Nathan Levialdi Ghiron: “Un simile regime di
contribuzione risulta incompatibile con una piena ed effettiva attuazione del
diritto allo studio che deve essere garantito a tutte le studentesse e a tutti
gli studenti”, ha dichiarato, “indipendentemente dalla sede di frequenza”.
Bernini ha inoltre fatto sapere di aver espresso “la necessità di un’immediata
revisione” della retta da pagare. Una richiesta economica “sproporzionata
rispetto ai principi che devono guidare il sistema universitario pubblico”.
IL CORSO UNIVERSITARIO A TIRANA
Da quest’anno, tra i 17.278 posti messi a bando dall’università, ci sono anche i
220 disponibili a Tirana. Un fatto noto da agosto: la nuova quota era inserita
nel decreto del ministero dell’Università e della Ricerca, che elencava tutti i
posti disponibili. Gli studenti spostati a Tirana frequenteranno un corso di
laurea detto Joint Degree, organizzato Tor Vergata con l’’università di Nostra
Signora del Buon Consiglio. In questo modo sono stati resi disponibili i 220
posti aggiuntivi per gli studenti in Medicina e Chirurgia. Dopo la pubblicazione
della graduatoria l’8 gennaio, tuttavia, è esplosa la protesta di chi si è
aggiudicato un posto in Albania. Non tanto per la sede, già prevista, bensì per
la retta da oltre 9 mila euro: una somma fuori dai parametri di un’università
statale italiana.
IL COMUNICATO DI TOR VERGATA: “PASSAGGI AMMINISTRATIVI SALTATI DAGLI STUDENTI”
In un comunicato, l’ateneo romano sottolinea la possibilità di dividere il
pagamento della tassa universitaria in tre rate e allude a possibili sviste da
parte dei ragazzi: “Nella polemica di questi giorni sembrerebbe essere saltata
da parte degli studenti la valutazione di questi passaggi amministrativi
aggiuntivi legati alla sede di Tirana. È di questi giorni l’ulteriore passaggio
concordato tra i due atenei della rateizzazione in tre trance della retta
annuale”. Per Tor Vergata, sul sito “sono evidenziati (addirittura in rosso per
la sede di Tirana) i passaggi amministrativi successivi all’iscrizione in
aggiunta a quelli già previsti dal MUR, per i candidati cittadini dei Paesi
dell’Unione Europea, che hanno indicato tra le sedi scelte il Corso di Laurea
Magistrale a Ciclo Unico in Medicina e Chirurgia in joint degree con
l’Università di Roma Tor Vergata presso la sede di Tirana – Università Cattolica
Nsbc. il Joint degree prevede misure di accesso (i 3 esami del semestre filtro
per questo anno accademico) proprie dell’ateneo romano, ma con le ulteriori
formalità da espletare e soprattutto la retta da 9650 euro da pagare”.
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retta da 9mila euro. Interviene anche Bernini: “Incompatibile” proviene da Il
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“Fammi vedere se avete il ferito a bordo, vi faccio una segnalazione”, queste le
parole dell’autista che ha bloccato la strada a un’ambulanza. Il fatto è
accaduto a Torre Angela, nella periferia di Roma Est. Intorno alle 11:30 del 2
gennaio, i sanitari stavano trasportando un paziente in codice giallo al
Policlinico Tor Vergata quando un furgone ha tagliato la strada al veicolo su
via di Torrenova, all’altezza di via di Tor Bella Monaca, impedendogli di
proseguire la marcia.
L’autista del Renault Trafic è sceso dalla vettura, si è avvicinato allo
sportello del guidatore e ha intimato al personale del 118 di mostrare il ferito
a bordo, dubitando dell’emergenza in corso. Dopodiché, l’uomo si è finalmente
convinto a liberare la strada e la marcia dei soccorritori ha potuto proseguire
verso l’ospedale.
La lunga mattinata non è finita lì. Terminata l’operazione, il conducente
dell’ambulanza ha avuto una crisi ipertensiva ed è stato curato al pronto
soccorso. In seguito alla vicenda è stata sporta denuncia alle forze
dell’ordine: le ipotesi di reato per l’autista del Renault Trafic sono
interruzione di pubblico servizio e minacce.
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alla polizia”: uomo blocca l’ambulanza e l’autista si sente male proviene da Il
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