La Maserati e l’Alfa Romeo sul fronte dei marchi. Quindi Modena e Cassino, se si
guarda alle fabbriche. Potrebbe essere questa la traiettoria della “via cinese”
di Stellantis, che secondo Bloomberg ha un dialogo aperto con costruttori di
Pechino per alleggerire il peso della struttura europea. I riflessi,
inevitabilmente, si avrebbero anche in Italia, già diventato fanalino di coda
nella produzione del gruppo franco-italiano.
Le interlocuzioni in corso – spiegava giovedì l’agenzia di stampa finanziaria –
sono su tre livelli: la possibilità per i cinesi di produrre in stabilimenti
sotto utilizzati, la possibilità di acquisire quote di alcuni marchi e
l’ingresso nel capitale nel caso di scorporo della divisione europea.
“Speculazioni”, le ha definite l’azienda che tuttavia non ha negato il dialogo.
Stellantis sarebbe intenzionata a operare questi passi per concentrare i suoi
investimenti nel mercato Usa, il più profittevole e quello più stabile sotto il
profilo delle regole nel medio-lungo periodo, per il quale ha già annunciato il
più grande piano della sua storia.
I primi due punti – marchi e apertura delle proprie fabbriche – portano dritti
in Italia, inevitabilmente. Maserati è chiacchierata da tempo, anche se una sua
cessione è stata più volte smentita da Stellantis. Alfa Romeo invece non è più
tra le stelle del gruppo. I due loghi hanno comunque ancora grande appeal e
chance di rilancio. Per quanto riguarda le fabbriche, invece, il discorso è più
ampio e variegato, per quanto la storia richiami alla mente i siti, Modena e
Cassino, legati alla produzione proprio dei due marchi.
Nell’ultimo anno l’Italia – che ha una capacità installata superiore al milione
di auto – ne ha prodotte appena 213.000. Potenzialmente, insomma, ci sarebbe
spazio ovunque, da Mirafiori a Melfi. Ma in un’ottica di rilancio già annunciata
sulla carta da Stellantis, restano in ballo principalmente Modena e Cassino. La
prima fabbrica – che pure avrebbe in canna il “progetto Alta Gamma” – ha
prodotto appena 200 unità nel 2025, la seconda 19.364 con un crollo di oltre
l’80% rispetto al 2017. Tutto è da verificare, ma la partita è aperta.
L'articolo Alfa Romeo, Maserati e le fabbriche di Modena e Cassino: chi può
entrare nella “via cinese” di Stellantis in Italia proviene da Il Fatto
Quotidiano.
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ALFA ROMEO JUNIOR IBRIDA Q4
È un peccato che l’ultima nata in casa Alfa Romeo non si chiami Milano, come era
previsto inizialmente: è la vittoria di Pirro della destra italiana che pesa
ancora di più nell’anno delle olimpiadi invernali che avrebbe permesso di
identificare ancora meglio la Junior. Che il Fatto Quotidiano ha provato nei
compendi a cinque cerchi tra la valle di Fiemme e Cortina d’Ampezzo.
La Junior ibrida Q4 è lunga 4,17 metri e, fra le diverse varianti, è quella con
la minor capacità del bagagliaio – fra 340 e 1.2.05 litri (quella massima è
compresa fra i 415 e i 1.280) – ma in cambio vanta la trazione integrale a
gestione automatizzata dell’asse di trazione posteriore, vale a dire che chi sta
al volante avverte quasi esclusivamente una rassicurante stabilità dell’auto.
Cosa non da poco su strade parzialmente innovate o magari un po’ ghiacciate
ricche di curve e tornanti.
La Junior “entry level”, ovvero la variante più “economica” della Q4, parte da
35.250 euro. Che non sono pochissimi per ricorrere ad un eufemismo, ma che
almeno in parte si possono spiegare sia con la tecnologia Q4 sia con la
dotazione di serie sia con la soluzione ibrida a 48 Volt a tre motori.
Quest’ultima è basata sul milledue turbo benzina, su due unità elettriche da 21
kW (uno sull’asse anteriore, integrato nella trasmissione automatica a doppia
frizione a 6 marce, e l’altro su quello posteriore che garantisce una trazione
senza collegamento fisico) e su una batteria da 0.89 kWh che valgono 145 Cv di
potenza e 230 Nm di coppia. Il motore posteriore ha un riduttore che moltiplica
la coppia fino a 1.900 Nm sulle ruote dietro e assicura la massima trazione e
stabilità. Questo garantisce prestazioni elevate e un’esperienza di guida
“confortevole e sicura in ogni situazione, rendendo la Junior Ibrida Q4 ideale
per affrontare anche le strade più difficili e le condizioni climatiche
avverse”.
Il consumo dichiarato è di 5,2 l/100 km: quello rilevato dal computer di bordo
dopo oltre 900 di guida è di 6,8, un dato “onorevole” il cui scostamento si
spiega con il tipo di utilizzo, ossia quasi tutto su strade di montagna con
curve e dislivelli importanti e qualche tratto autostradale percorso sui limiti
massimi (del Codice della Strada). Perché questa Junior arriva anche a 200 km/h
di velocità di punta con un’accelerazione da 0 a 100 all’orsa di 9,1”. Non è il
miglior parametro della gamma, ma, ancora una volta, la trazione integrale vale
questo piccolo “sacrificio”.
Stabile e composta su strada, con un sistema “rotondo” di sospensioni e uno
sterzo diretto, la Junior monta due schermi, entrambi da 12.5”: a cannocchiale
quello del quadro strumenti, mentre quello centrale è forse piazzato un po’
troppo in basso rispetto all’orizzonte di guida. Come ormai quasi tutti i nuovi
modelli (indipendentemente dal costruttore e dal gruppo), la visibilità
posteriore non è delle migliori, ma in soccorso arrivano le telecamere e i
sistemi di assistenza.
Fra le modalità di guida c’è anche la “advanced efficiency”, mentre fra le
funzioni di bordo c’è anche la ricarica wireless. Gli Adas includono Adaptive
cruise control, Lane assist e il rilevamento dell’attenzione del guidatore. La
Junior ha anche freno a mano elettronico, sensori di parcheggio posteriore e sei
airbag.
Le linee, ma il giudizio è estremamente soggettivo, sono moderne (spiccano
cerchi a petalo da 18” e fari Full Led) e anche sportive, un po’ come l’assetto
(piacevolmente rigido) e l’impostazione. La Junior è l’Alfa compatta con la
quale il Biscione va a presidiare un segmento importante non solo in Italia e
con il quale, dopo i giochi olimpici invernali Milano Cortina 2026, ragiona su
quelli paralimpici (Stellantis è l’automotive partner anche di quelli) e,
soprattutto, sull’America’s Cup in programma nel 2027 a Napoli.
L'articolo Alfa Romeo Junior ibrida Q4, la prova de Il Fatto.it – Tra neve e
curve alpine – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.
A partire da marzo, Alfa Romeo riaprirà in Europa gli ordini di Giulia e Stelvio
Quadrifoglio, confermandone la produzione fino al 2027. Un segnale netto per chi
chiedeva un vero top di gamma, capace di rappresentare il vertice tecnico e
prestazionale del marchio, senza compromessi.
Giulia e Stelvio, incluse le versioni più performanti, resteranno così al centro
dell’offerta del Biscione, in controtendenza rispetto a un mercato che spesso
sacrifica il piacere di guida sull’altare dell’omologazione. Qui si continua a
parlare di equilibrio, leggerezza, distribuzione dei pesi e materiali nobili,
con soluzioni tecniche pensate per fare la differenza tra le curve, non solo nei
listini.
Il Quadrifoglio, simbolo nato nel 1923 con la vittoria di Ugo Sivocci alla Targa
Florio, resta l’espressione più autentica della sportività Alfa Romeo. Non un
semplice badge, ma una dichiarazione d’intenti. A sottolinearlo, Santo Ficili,
CEO del marchio, che ha parlato di una promessa mantenuta verso i clienti più
attenti alle performance e alle emozioni “pure”, con il guidatore sempre al
centro del progetto.
Entrambe le vetture avranno come cuore pulsante il 2.9 V6 biturbo da 520 CV.
Giulia resterà fedele alla trazione posteriore, Stelvio dialogherà con la
trazione integrale Q4. Con il differenziale autobloccante meccanico capace di
lavorare sulla sostanza: motricità, stabilità e precisione di guida. Per Giulia
è stata studiata l’aerodinamica attiva con splitter anteriore in carbonio per
contribuire alla stabilità alle alte velocità, mentre lo scarico Akrapovič
restituirà un sound inconfondibile, parte integrante dell’esperienza di guida.
Carbonio, alluminio, sedili sportivi, cerchi specifici e una gamma cromatica dal
Rosso Etna al Verde Montreal completeranno un pacchetto coerente, proiettato in
avanti.
L'articolo Alfa Romeo Giulia e Stelvio Quadrifoglio, a volte ritornano. In
vendita in Europa proviene da Il Fatto Quotidiano.
Alfa Romeo amplia la propria presenza nel tennis annunciando Sara Errani come
nuova Brand Ambassador. L’ingresso di Errani si affianca alla collaborazione già
in corso con Jasmine Paolini e rafforza il legame del marchio con lo sport
italiano di alto livello.
La scelta mette insieme due profili diversi ma complementari del tennis
nazionale: da una parte l’energia e la fase di crescita di Paolini, dall’altra
l’esperienza e la solidità internazionale di Errani. Un abbinamento che punta a
rappresentare continuità, affidabilità e rendimento, elementi che Alfa Romeo
intende associare alla propria immagine sportiva.
Nei prossimi mesi Sara Errani sarà coinvolta in attività di comunicazione e in
eventi in Italia e all’estero, con un ruolo di rappresentanza del marchio nel
contesto sportivo e istituzionale.
Nata a Bologna nel 1987 e cresciuta a Massa Lombarda, Errani è una delle
tenniste italiane più titolate. Professionista dal 2002, ha raggiunto il numero
5 del ranking WTA in singolare nel 2013 e la prima posizione mondiale nel doppio
nel 2012. In carriera ha vinto oltre 40 titoli complessivi, conquistando nove
tornei del Grande Slam in doppio e doppio misto. Nel 2024 ha ottenuto la
medaglia d’oro olimpica nel doppio ai Giochi di Parigi, in coppia con Paolini.
Importante anche il suo contributo alla nazionale, con cinque successi in Billie
Jean King Cup.
L'articolo Alfa Romeo nomina Sara Errani nuova ambasciatrice del marchio
proviene da Il Fatto Quotidiano.